South working, la critica. Castrizio: «Non ci siamo proprio»

È ormai prassi comune che il mondo anglosassone ci imponga quotidianamente nuovi e mirabolanti termini inglesi. La mia impressione è che il fine ultimo di questo stillicidio di stupidaggini sia quello di indirizzare il pensiero occidentale, come i tonnaroti guidano i tonni verso la camera della morte lungo percorsi obbligatori. Il problema, a mio avviso, non risiede solo nel fatto di utilizzare una lingua straniera: il vero guaio è che la lingua britannica ha la capacità di condensare in una frase concetti molto complicati, obbligando chi la pronuncia ad accettare il processo logico che sta alla loro base. Perciò, per esempio, il catcalling (letteralmente: chiamare il gatto!), a ben guardare, è un concetto che va ben oltre quello di “molestia”, e che impone l’adesione al modello del politically correct, vero e proprio campo minato su cui ci troviamo tutti a camminare. In parole povere: l’utilizzo del concetto, e non dell’espressione catcalling, non permette più il discernimento individuale, vero nemico del mondo

anglosassone e della sua mania di controllo totale; non dà modo di poter distinguere e modulare le condotte umane, mettendo sullo stesso piano di condanna comportamenti inoffensivi e vere e proprie molestie.

Questo ragionamento, che, lo so bene, mi attirerà molte critiche da parte dei tanti innamorati del mondo anglosassone, si può applicare ugualmente al concetto di south working, che la pandemia ha di recente portato alla ribalta. Anche in questo caso, a mio avviso, il south working è cosa diversa dal “lavorare rimanendo nella Magna Grecia”, giacché il presupposto fondamentale dell’espressione anglosassone è che il lavoratore che proviene dal sud Italia debba per forza lavorare per una impresa del nord, ma che, grazie all’home working (altro termine orrendo), possa operare dalla sua casa, posta nel “natio borgo selvaggio”.

Cari amici, non ci siamo proprio: si continua in modo imperterrito a voler ignorare la totale mancanza di economicità di questa ennesima angheria perpetrata dai “padroni del vapore”. Il problema fondamentale rimane sempre quello: la formazione dei giovani avviene a spese delle famiglie e delle amministrazioni del sud, ma i benefici economici vanno alle imprese del nord.

Questo è inaccettabile, anche se è dalla fine della Seconda guerra mondiale che le cose vanno così. Con una differenza sostanziale, che si è palesata in modo più evidente nel corso degli ultimi anni: se prima il nord produttivo aveva bisogno di manodopera non specializzata, adesso chiede al sud cervelli e competenze specialistiche. Il danno è duplice: le regioni del sud investono per formare questo vero e proprio capitale umano, ma non solo non possono usufruirne per la propria crescita, ma si vedono depauperate della classe dirigente del futuro. Un vero e proprio darwinismo all’incontrario: i migliori vanno al nord, e qui restano coloro a cui solo il clientelismo e la Andrangheta potranno dare un lavoro. No, amici: non ci siamo proprio.

Articoli Correlati
Presentazione libro Vele di vita

Presentazione libro Vele di vita, l'appello dalla Città Metropolitana: «Crediamo nei giovani talenti»

Un nuovo momento di confronto tra istituzioni...
Croce Rossa incontro cyberbullismo

Cyberbullismo Reggio Calabria: l'impegno di Croce Rossa e Garante dell'infanzia

La sede della Croce Rossa Italiana di Reggio...
Paolo Borsellino

Paolo Borsellino: la forza della verità e la coscienza di un giudice che scelse di non fuggire

La memoria non è un esercizio retorico, ma...
Allerta meteo rossa

Reggio Calabria: allerta meteo rossa, scuole chiuse e appello alla prudenza

Scuole di ogni ordine e grado chiuse nel per...
Rete WE'RE SOUTH

La Rete WE'RE SOUTH sfida la retorica del declino: nuove energie per le aree interne

In un contesto in cui la narrazione prevalente...
blue monday e adolescenti

Blue Monday e adolescenti: quando la tristezza diventa un trend social che amplifica il disagio

Il terzo lunedì di gennaio porta con sé un’etichetta...
Rubriche
Famiglia

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

Articoli Correlati
Aula G
violenza giovanile

La violenza giovanile a scuola e il disagio degli adolescenti: parla Matteo Lancini

Genitori hikikomori cosa fare

Quando un figlio si chiude in camera: consigli per genitori hikikomori su cosa fare per riaprire il dialogo senza errori

memoria storica scuola FMA

Memoria storica per gli studenti dell'Istituto Maria Ausiliatrice di Reggio Calabria: dai racconti dei nonni alla riscoperta delle radici attraverso interviste e podcast

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email