A due anni dal naufragio di Steccato di Cutro, che costò la vita a 94 persone, tra cui 35 bambini, e lasciò un numero imprecisato di dispersi, la Rete 26 Febbraio rinnova il suo impegno per la memoria e la giustizia con un programma di eventi diffusi tra Cutro, Crotone, Cosenza e Botricello. La presenza di familiari delle vittime e superstiti renderà ancora più significativo questo momento di riflessione e denuncia.
Strage di Cutro due anni dopo: un anniversario tra memoria e impegno
Ricordo, riflessione, proposta. Sono le parole chiave che caratterizzeranno il ricco programma di eventi promosso dalla Rete 26 Febbraio, in occasione del secondo anniversario della strage di Steccato di Cutro. A due anni dal naufragio – che causò la morte di 94 persone, tra cui 35 bambini, e un numero imprecisato di dispersi -, il coordinamento di associazioni e singoli cittadini, costituito all’indomani di quella tragedia, intende rinnovare il suo impegno nel mantenere viva la memoria, chiedere verità e giustizia, pretendere una politica comune europea di soccorso, accoglienza e asilo.

Il programma delle iniziative non si limita a momenti commemorativi, ma include anche dibattiti, mostre, eventi sportivi e artistici, coinvolgendo in particolare gli studenti delle scuole. L’invito a non dimenticare sarà veicolato attraverso iniziative a carattere sportivo, artistico e musicale, che prevedono anche il coinvolgimento degli studenti delle scuole: mostre, proiezioni, amichevole di calcio, concerto-lezione accompagneranno i partecipanti verso il giorno del drammatico anniversario.
Gli eventi in programma
Non mancheranno occasioni di confronto e dibattito: il convegno “Lungo le rotte a due anni dalla strage di Cutro: respingimenti, mancato soccorso, criminalizzazione, scomparse. Quali diritti? Quale verità? Quale giustizia?” offrirà un momento di approfondimento su mancati soccorsi, criminalizzazione delle ONG e scomparse.
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Il 26 febbraio, alle 4 del mattino, ci si ritroverà per una veglia su quella spiaggia dove hanno trovato la morte i migranti della “Summer Love”. Successivamente, organizzatori, familiari delle vittime e superstiti incontreranno i giornalisti per spiegare cosa sia cambiato a ventiquattro mesi dal naufragio.

Nel pomeriggio, in piazza della Resistenza, ad essere ricordate saranno tutte le persone che hanno perso la vita alle frontiere, attraverso i “Lenzuoli della Memoria Migrante”, sui quali verranno ricamati i loro nomi.













