Un bene prezioso da proteggere, parola di Francesco

Il Santo Padre invita a custodire una realtà fragile, fondamentale per l’umanità e l’equilibrio del creato
Francesco mare

Gli oceani che circondano i continenti sono sempre più minacciati da scelte irresponsabili

Papa Francesco, fin dall’inizio del suo pontificato, ha posto una forte enfasi sulla cura del creato, richiamando l’attenzione di fedeli e leader mondiali sull’importanza di proteggere l’ambiente per le generazioni presenti e future. Questo articolo esplora in particolare il suo magistero riguardo al mare, un elemento vitale del nostro pianeta, spesso trascurato ma essenziale per la vita e l’equilibrio ecologico.



La protezione dell’ambiente non è solo una questione scientifica o politica, ma un imperativo morale. Papa Francesco sottolinea che proteggere la terra, l’acqua e l’aria che condividiamo è un dovere religioso di amministrazione e riflette la nostra responsabilità verso i bambini nati e non nati, che sono i più vulnerabili agli attacchi ambientali. Il Santo Padre ha espresso profonda preoccupazione per l’inquinamento e la distruzione degli ecosistemi marini.

Evangelii Gaudium

In Evangelii Gaudium, lamenta la distruzione dell’ambiente e si chiede come i pesci possano nuotare in fiumi inquinati e come i mari siano stati trasformati in cimiteri sottomarini privi di colore e vita. Questa immagine vivida dipinge una realtà allarmante che richiede un’azione immediata. Per affrontare efficacemente le sfide ambientali, Papa Francesco promuove un’ecologia integrale che combina la cura per la nostra casa comune con la cura per i nostri fratelli e sorelle.

Questa visione riconosce che tutto è connesso e che non possiamo affrontare i problemi ambientali senza affrontare anche le questioni sociali e umane. L’ecologia integrale ci invita a considerare le interazioni tra i sistemi naturali e sociali, promuovendo soluzioni che rispettino sia l’ambiente che la dignità umana. Il Papa invita a una “conversione ecologica”, che implica cambiamenti negli stili di vita, nei modelli di produzione e consumo e nelle strutture di potere consolidate. Questa conversione deve portare a una maggiore creatività ed entusiasmo nel risolvere i problemi del mondo.

Cambiare il rapporto con il creato

Non si tratta solo di adottare pratiche più sostenibili, ma di cambiare il nostro modo di pensare e di relazionarci con il creato. Papa Francesco ci spinge a chiederci che tipo di mondo vogliamo lasciare a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo. Dobbiamo vivere in modo semplice per soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni. Questo richiede un impegno a lungo termine per la sostenibilità e la giustizia intergenerazionale.

Il Papa esprime preoccupazione per il crescente numero di migranti sradicati dalla loro terra a causa del degrado ambientale e dei cambiamenti climatici. Essi non sono attualmente riconosciuti come rifugiati ai sensi di alcuna convenzione internazionale esistente e quindi non godono delle protezioni legali che dovrebbero essere loro dovute. La loro situazione vulnerabile richiede un’attenzione urgente e una risposta compassionevole da parte della comunità internazionale.


PER APPROFONDIRE: Calabria, «così il mare diventa risorsa per tutto l’anno»


Il magistero di Papa Francesco sul mare è un appello urgente all’azione. Ci invita a riconoscere la nostra responsabilità verso il creato, a convertirci ecologicamente e a lavorare insieme per un futuro sostenibile. Proteggere il mare non è solo una questione ambientale, ma una questione di giustizia, di solidarietà e di amore per le generazioni future.

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