Una visita istituzionale intensa e significativa per ascoltare da vicino le esigenze e le difficoltà del sistema carcerario. L’europarlamentare Giusi Princi ha accolto l’invito dell’Osservatorio Carceri della Camera Penale “Sardiello” visitando gli istituti penitenziari di Arghillà e San Pietro a Reggio Calabria, incontrando personale e detenuti per ribadire l’importanza di un carcere equo, umano e orientato alla rieducazione.
L’ascolto come base per un cambiamento reale
«Ho visitato gli istituti penitenziari di Reggio Calabria, cogliendo l’invito dell’Osservatorio Carceri della Camera Penale “Sardiello”. Un’occasione intensa e profondamente significativa, che mi ha consentito di approfondire, con ulteriore consapevolezza, le criticità strutturali e di organico che affliggono il sistema penitenziario calabrese, come del resto quello italiano» – ha dichiarato Giusi Princi.

«A maggior ragione, in tale condizione di criticità, ho potuto maggiormente apprezzare l’impegno e la dedizione con cui ogni giorno operano le figure professionali che garantiscono il funzionamento e la tenuta del sistema. Direttori, Polizia penitenziaria, funzionari giuridico-pedagogici, personale sanitario e amministrativo: una comunità fatta di donne e uomini che operano ogni giorno per rendere il carcere un luogo di crescita e cambiamento».
Telemedicina, un primato calabrese da valorizzare
Durante la visita, l’europarlamentare ha potuto constatare anche l’attivazione del servizio di telemedicina, già operativo presso le sedi di Arghillà e San Pietro, grazie all’Asp di Reggio Calabria.
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«Si tratta di un primato in Calabria – ha sottolineato – che merita di essere valorizzato. Un sentito ringraziamento va al dottor Nicola Pangallo, Coordinatore della Medicina Penitenziaria dell’Asp reggina, per il lavoro svolto con grande responsabilità insieme a tutto il personale sanitario».
Il carcere come luogo di riscatto sociale
«Una condizione detentiva equa e rispettosa rappresenta un presupposto essenziale per la costruzione di una società più giusta – ha proseguito Giusi Princi –. Parallelamente all’esecuzione della pena, è necessario promuovere percorsi di reinserimento sociale, anche attraverso opportunità lavorative che rappresentano una concreta forma di riscatto e crescita personale».
Sistema penitenziario più giusto: un impegno da portare in Europa
«Il mio impegno sarà quello di fare mie le tante istanze di miglioramento che mi sono state rappresentate, con la piena disponibilità a sostenere, anche in sede europea, progetti per rafforzare i percorsi di rieducazione e di inclusione sociale» – ha affermato.
Princi ha concluso il suo intervento esprimendo gratitudine al direttore dell’istituto Rosario Tortorella, alle vicedirettrici Roberta Velletri e Marianna Stendardo, alla Presidente del Tribunale di Sorveglianza Daniela Tortorella, al magistrato Ilaria Montanaro, al Presidente della Camera Penale Francesco Siclari, alla Presidente dell’Osservatorio Carceri Giovanna Beatrice Araniti, al coordinatore Corrado Politi e a tutti i membri dei direttivi.

«Solo lavorando con una governance coesa si potranno garantire, con continuità, le condizioni che le persone detenute stesse ci hanno espresso come necessarie per un reale cambiamento. Insieme a tutti voi, per un sistema penitenziario più umano e più giusto» – ha concluso Giusi Princi.
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