La comunità reggina e l’UNITALSI hanno dato l’ultimo saluto a Eleonora Panuccio Genoese Laboccetta, figura di riferimento per il volontariato cattolico locale. Scomparsa all’età di 98 anni, ha dedicato oltre sei decenni all’organizzazione logistica e all’assistenza durante i pellegrinaggi mariani, curando in particolare le spedizioni verso Lourdes. I funerali, celebrati nella Cattedrale di Reggio Calabria, hanno visto la partecipazione dei vertici della Sezione calabrese, che ne hanno ricordato il pragmatismo organizzativo e la dedizione costante verso i malati e le persone con disabilità.
Oltre sessant’anni di servizio nella sottosezione reggina
Una vita lunga 98 anni e quasi interamente consacrata al servizio: Eleonora Panuccio Genoese Laboccetta, per tutti Noretta, è stata una delle colonne storiche della Sezione calabrese dell’ UNITALSI, in particolare nella sottosezione di Reggio Calabria, alla quale si è dedicata con passione in più di sessant’anni di servizio. Una figura molto stimata e amata nella sua città, che si è raccolta per l’estremo saluto in Cattedrale come per sugellare una promessa: il suo esempio resta la via tracciata su cui continuare a camminare, il suo straordinario impegno un modello con cui confrontarsi, il suo sorriso il modo con cui continuare ad accogliere e servire. “Il servizio prima di tutto…poi il riposo” questo il suo stile! “Colonna portante dei pellegrinaggi a Lourdes, anima generosa del cammino unitalsiano, punto fermo della Sezione Calabrese e memoria storica, con i suoi aneddoti, delle più variegate esperienze di preghiera e di servizio, instancabile e sempre presente, una delle pagine più colorate e lunghe della storia dell’Unitalsi calabrese”: sono solo alcune testimonianze, con la certezza che la sua dipartita non “lascia un vuoto, ma una scia di luce, che il tempo non potrà spegnere”, dove “il dolore si stempera nella gratitudine”.
L’organizzazione dei viaggi verso Lourdes
Ed il grazie arriva da Presidente e Consiglio della Sezione Calabrese: «Chi è unitalsiano lo sa, bisogna essere Marta e Maria insieme e Noretta lo era con l’ironia e il sorriso di un’intelligenza vivace e attenta ai bisogni del prossimo. “La grotta è il mio cielo” diceva Bernadette e così doveva essere anche per Noretta che a Massabielle raggiungeva la Bella Signora almeno quattro volte l’anno: pellegrinaggi che preparava nel dettaglio con un lavoro lungo, sapiente e silenzioso nei mesi precedenti la partenza. Organizzare un pellegrinaggio significa impastare terra e cielo preoccupandosi sia di tutto quello che servirà una volta arrivati a Lourdes sia di tutto quello che può servire in più di trenta ore di viaggio a persone con le patologie e disabilità più diverse. Dal cucchiaino per lo zucchero nel caffè ai paramenti per i sacerdoti: tutto ciò che sale sul treno è frutto di un sapere stratificato negli anni, che Noretta ha ereditato e tramandato. Chi non la ricorda, una volta partiti con il treno, accogliere nel suo amato furgone, i pellegrini e chi smontava dal turno con una bella tazza di caffè caldo insieme ad un sorriso: era la battuta pronta, la gioia accogliente, il decoro nel servizio, la cura nei dettagli!
La testimonianza di fede e la vita familiare
La nostra Sezione deve tanto a Noretta, alla sua testimonianza di fede e servizio: la sua vocazione di moglie, mamma e nonna capace, nonostante gli anni e i dolori, di tenere unito il focolare e insieme accesi la forza della Fede, il coraggio della Speranza e il calore della Carità, non può che essere uno stimolo per ognuno di noi a proseguire con slancio nel cammino personale e comunitario».













