Venezuela: piogge intense e centinaia di famiglie senza casa nelle zone andine. L’appello alla solidarietà di vescovi e Caritas

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Intense piogge stanno colpendo, in questi giorni, diverse zone del Paese, e in particolare la regione andina; centinaia di famiglie hanno perso la loro abitazione nello Stato di Mérida. Caritas Venezuela ha diffuso un comunicato ufficiale in cui esprime la propria preoccupazione per gli effetti devastanti del fenomeno climatico: “Ci troviamo di fronte a una crisi complessa, che è allo stesso tempo sociale e ambientale”, si legge nella nota, che fa riferimento alla Laudato si’ di Papa Francesco. Il presidente di Caritas Venezuela e arcivescovo di Maracaibo, mons. José Luis Azuaje Ayala, avverte che le piogge del mese di giugno hanno avuto un’intensità insolita e che le previsioni meteorologiche indicano la possibilità di nuove precipitazioni nei prossimi giorni.
Caritas, attraverso la gestione dei rischi comunitari, rende noto il lavoro che sta svolgendo nella formazione e nell’addestramento in tutto il Paese: “Formare le nostre basi comunitarie nell’identificazione dei rischi, nei piani di emergenza e nel primo soccorso è un investimento nella resilienza e nella sicurezza della nostra gente”. Sul campo, le squadre diocesane di Caritas sono già operative nelle zone più colpite, accompagnando le famiglie colpite e collaborando con gli organismi ufficiali. In questo momento critico, la priorità è la distribuzione di cibo, acqua potabile, prodotti per l’igiene, coperte, medicinali e forniture mediche, considerati vitali nelle prime fasi dell’emergenza.
La Conferenza episcopale venezuelana, in una nota, esprime la sua vicinanza e solidarietà alle comunità degli stati andini del Paese, e afferma che è urgente agire concretamente, soprattutto in materia di prevenzione. “È fondamentale che, come società, rafforziamo le nostre capacità di risposta e mitighiamo i rischi, proteggendo così la vita e il benessere di tutti”. Aggiungono i vescovi: “Gli organismi competenti stanno portando avanti sforzi coordinati per rispondere, in queste circostanze, alle comunità che ne hanno più bisogno”. Quindi, l’invito: “Oggi più che mai siamo invitati a tendere la mano al prossimo, a condividere il poco o il molto che abbiamo”.

Fonte: Agensir
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