Alloggi Popolari, la Prefettura dispone un Protocollo di Legalità

Le organizzazioni sindacali dell’inquilinato, ANIA – SUNIA – SICET-CISL , e le associazioni, Centro Comunitario AGAPE , ANCADIC e LIBERA, comunicano di essere stati ricevuti giovedì 15 giugno in Prefettura dal Capo di Gabinetto, Dott.ssa Patrizia Adorno.

La richiesta di incontro, al Prefetto di Reggio Calabria , era stata avanzata nei giorni scorsi al fine di acquisire notizie in ordine all’attivazione del Protocollo di legalità per la prevenzione ed il contrasto alle occupazioni abusive anche negli insediamenti di edilizia residenziale pubblica della Città di Reggio Calabria così come è avvenuto per i Comuni di Catanzaro e di Lamezia Terme nel mese di Dicembre dove peraltro sono stati raggiunti traguardi e obiettivi apprezzabili sia dal punto di vista della legalità che di investimenti programmati per il recupero e la ristrutturazione degli alloggi coinvolti.

Nel corso dell’incontro si è appreso che la Prefettura di Reggio Calabria ha già inviato la bozza del Protocollo alla Regione Calabria, all’ATERP Regionale e al Comune di Reggio Calabria e di essere in attesa di eventuali osservazioni e/o integrazioni e delle rispettive adesioni al fine di procedere alla sottoscrizione istituzionale dell’importante documento.

Le Associazioni dal canto loro hanno ringraziato il Prefetto per la disponibilità e la sensibilità dimostrata ed hanno preso atto con soddisfazione che anche la Città di Reggio Calabria avrà a breve il Protocollo di Legalità per la prevenzione ed il contrasto alle occupazioni abusive degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Le Associazioni, inoltre, hanno ribadito che finalmente attraverso l’attivazione del protocollo si costituirà il “Tavolo Interistituzionale”, importante strumento di coordinamento e di monitoraggio, che potrà essere di aiuto e di sostegno al Comune di Reggio Calabria e all’ATERP regionale nella loro azione delicata e fondamentale della gestione e dell’assegnazione dell’importante patrimonio immobiliare che rappresenta, oggi, una scelta utile per favorire l’integrazione e la crescita di fasce deboli della popolazione all’interno di un nuovo sistema di welfare moderno.

Nella fase dello sgombero, le stesse organizzazioni condividono pienamente il contenuto del protocollo nella parte relativa all’attivazione degli operatori dei servizi sociali per l’individuazione di possibili eventuali sistemazioni in via provvisoria e d’urgenza a tutela di quei nuclei familiari particolarmente deboli con la presenza di minori, anziani ultrasettantenni in precarie condizioni di salute, portatori di handicap e donne in stato di gravidanza con la necessità, l’esigenza e l’auspicio che gli alloggi sgomberati possano essere resi subito agibili e consegnati ai legittimi assegnatari.

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