Argentina: vescovi su modifiche al regime migratorio, “incidono su principi della nostra Costituzione, autorità rivedano misure annunciate”

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La Commissione episcopale per la pastorale dei migranti e degli itineranti (Cemi) ha espresso preoccupazione per l’annuncio delle modifiche al regime migratorio attraverso il disegno di legge 366/2025, le quali – avverte – “incidono sui principi fondamentali della nostra Costituzione nazionale e stigmatizzano coloro che scelgono di vivere nel nostro Paese. Non si tratta solo dei migranti, ma di essere fedeli alla storia della nostra Argentina”. La nota spiega che “l’attuale legge sull’immigrazione è stata elaborata con un profondo consenso democratico tra i diversi settori della società. Inoltre, è riconosciuta come modello internazionale per il suo approccio umanitario, che garantisce il rispetto dei diritti umani. Nel suo primo articolo stabilisce che ‘il diritto di migrare è essenziale e inalienabile per ogni persona’. Questa norma non ignora la necessità di un controllo migratorio equo e ordinato, ma parte da una premessa chiara: migrare non è un reato. Un Paese che si chiude al mondo si impoverisce non solo demograficamente, ma anche culturalmente ed economicamente. Si cerca di giustificare riforme regressive in nome della sicurezza”.

Secondo i vescovi, “ogni reato deve essere prevenuto e punito nell’ambito del diritto penale, senza ricorrere a generalizzazioni xenofobe o discriminatorie che stigmatizzano i migranti e le loro comunità. Negare loro o rendere difficile l’accesso alla sanità, all’istruzione o alla protezione sociale, come suggerisce la riforma promossa, non solo viola i trattati internazionali sottoscritti dallo Stato argentino: viola la nostra umanità. Di fronte alle sfide migratorie odierne, l’unica risposta sensata è quella della solidarietà e della misericordia. Esortiamo le autorità a rivedere le misure annunciate, a sostenere il rispetto incondizionato della legge 25.871 e a riaffermare un modello migratorio che combini legalità, inclusione e diritti”.

Fonte: Agensir
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