Avvenire di Calabria

Attualmente le imprese oggetto di confisca sono quasi 200 in tutta la provincia di Reggio Calabria

Aziende confiscate, l’iniziativa di Camera di Commercio e Unioncamere

Si chiama Open Knowdledge e mira a creare percorsi di reinserimento nel circuito dell'economia legale

di Redazione web

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Nel territorio della Camera di commercio di Reggio Calabria attualmente si contano 194 aziende ancora confiscate, in attesa di un nuovo utilizzo che presuppone un ciclo di vita diverso, meritocratico e fondamentale per l’economia e la società civile.


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Avviato a Reggio Calabria, nel corso di un evento organizzato dalla Camera di commercio, il progetto Open Knowdledge – Animazione e formazione per creare valore sociale, economico e civico per il territorio. Aattraverso la conoscenza e l’utilizzo degli open data sulle aziende confiscate, ammesso a finanziamento nel quadro del PON Legalità 2014-2020.  

Il progetto si inserisce nel percorso di miglioramento delle competenze della Pubblica Amministrazione nel contrasto alla criminalità organizzata, mediante l’utilizzo delle tecnologie digitali e l’informazione open da esse veicolate. Informazione necessaria per la formulazione di schemi interpretativi sui fenomeni illegali e schemi predittivi sui fattori che consentono un efficace reinserimento e valorizzazione delle aziende confiscate nell’economia legale.

Il progetto di Camera di commercio e Unioncamere

Open Knowdledge coinvolgerà un team di esperti di Unioncamere, delle agenzie del sistema camerale (Centro studi Tagliacarne e Sicamera) e delle 22 Camere di Commercio di Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia.

Mediante attività di sensibilizzazione e approfondimento, il progetto OK - Open Knowledge risponde all’esigenza di maggiore e più capillare conoscenza delle informazioni e dei dati disponibili su una importante elemento attraverso la quale leggere il livello di infiltrazione mafiosa nell’economia: le aziende confiscate”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Dati che ora, grazie all’interconnessione tra le banche dati dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati e quelli delle Camere di commercio consentono di aprire una visuale anche sulle caratteristiche delle aziende. E questo faciliterà l’azione di recupero e valorizzazione di realtà economiche sottratte alla criminalità e la loro piena reimmissione sul mercato legale”.

Il progetto intende inoltre rendere ‘utili’ e ‘utilizzabili’ i dati, una volta che essi sono stati fatti conoscere. Per raggiungere questo scopo saranno sviluppate azioni di animazione e formazione volte non solo all’illustrazione tecnica delle modalità di utilizzo dei dati e di navigazione del Portale “Open Data aziende confiscate”. Ma anche finalizzati ad individuare e ad approfondire strumenti interpretativi di vario livello. Iniziative che consentano di comprendere appieno e utilizzare i dati per le attività di controllo, monitoraggio o valorizzazione delle aziende confiscate.

Aziende confiscate, una realtà di cui tenere conto

“L’evento di presentazione del Portale Open Data aziende confiscate che si è svolto in Camera non è stato solo un momento di divulgazione, partecipazione e coinvolgimento sull’utilizzo dei dati contenuti nel Portale”, dichiara il Presidente della Camera di commercio di Reggio Calabria, Antonino Tramontana. “Grazie all’autorevole partecipazione e ai contributi del Prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani, della Presidente della Sezione Misure di Prevenzione Natina Pratticò e del Dirigente dell’Agenzia Nazionale Beni sequestrati e confiscati Giuseppe Quattrone, nonché agli interventi dei rappresentanti delle associazioni di categoria e dei professionisti presenti in sala e collegati da remoto, l’iniziativa si è rivelata una importante occasione per stimolare un confronto sistematico tra i vari attori pubblici e privati presenti sul territorio per l’individuazione di percorsi innovativi volti alla valorizzazione delle aziende confiscate”.

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