Avvenire di Calabria

Azzardo: “Mettiamoci in gioco” e Consulta nazionale antiusura, “non sopprimere l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del fenomeno”

di Redazione Web

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La campagna “Mettiamoci in gioco” e la Consulta nazionale antiusura San Giovanni Paolo II esprimono la loro “ferma contrarietà all’impostazione che il governo ha seguito in merito al riordino del comparto del gioco d’azzardo”. “Ciò che sembra prevalere in tale impostazione sono gli interessi dell’Erario e quelli della filiera che gestisce l’offerta di azzardo, mentre non sono adeguatamente considerati tutti i rischi sanitari e sociali di un settore fuori controllo che l’anno scorso ha fatturato oltre 150 miliardi di euro”, la denuncia di “Mettiamoci in gioco” e Consulta antiusura.

In particolare, “preoccupa seriamente la soppressione dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave”, costituito presso il ministero della Salute, per istituire una “Consulta permanente dei giochi pubblici” presso il ministero dell’Economia. “Si tratterebbe di un deciso passo indietro perché questo cambiamento pone ancora di più in primo piano l’aspetto economico dell’azzardo e non il diritto alla salute del cittadino”. Inoltre, “in tale nuovo organismo, troverebbero posto anche i rappresentanti del comparto dell’azzardo, pregiudicando ancor di più il raggiungimento dell’obiettivo di difendere la salute dei cittadini”. C’è, infine, “il rischio che questo provvedimento possa favorire un oscuramento degli effetti negativi del gioco d’azzardo, che l’Osservatorio sarebbe in grado di far emergere ed analizzare in modo ben più efficace”.

Per queste ragioni “Mettiamoci in gioco” e la Consulta nazionale antiusura chiedono al governo “di cambiare approccio – lavorando finalmente a una legge quadro del settore che si ponga come primi obiettivi la riduzione dell’offerta del gioco d’azzardo e la risposta alle conseguenze negative prodotte dal settore – e di non sopprimere l’Osservatorio istituito presso il ministero della Salute”.



Fonte: Agensir

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