Bambini soldato, quell’infanzia rubata

L’appello del Papa: «In mano ai minori mettiamo giocattoli, non armi»

Il 12 febbraio è la Giornata mondiale contro l’uso dei bambini soldato. In questa data, nel 2002, è entrato in vigore il Protocollo Opzionale alla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia che vieta il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati. Quella di oggi è occasione non solo per ricordare questo impegno, ma anche per denunciare quanto papa Francesco ha definito: «un crimine abominevole»

Nel mondo un esercito di circa 250 mila bambini soldato

Nel mondo si stima esista un “esercito” di circa 250 mila bambini soldato, sia maschi che femmine, che in almeno 14 paesi vengono impiegati nei campi di battaglia. Nei loro confronti, abusi di ogni tipo sia a livello fisico che psichico. Minori impiegati come fossero fantocci, quando in realtà sono solo bambini che avrebbero diritto a un’istruzione e a ricevere amore e serenità in ambito familiare.


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Secondo i dati più recenti nel 2021, oltre seimila minori, alcuni anche di soli sei anni, sarebbero stati arruolati e utilizzati nelle guerre.

Per tanti bambini al mondo l’infanzia si è trasformata in un vero e proprio incubo. Addirittura, anche le ragazzine non sono esenti. Sfuggendo più facilmente ai controlli sono impiegate come bombe umane, ad esempio da Boko Haram in Nigeria, oppure come schiave sessuali dei guerriglieri.

Non solo, l’utilizzo delle femmine è in costante crescita ed in alcune parti dell’Africa subsahariana, secondo l’Unicef, raggiunge il 40%.

L’appello del Papa: «Ai bambini giocattoli, non armi»

Il 3 febbraio scorso, nel suo primo discorso pronunciato in Sud Suda durante il 40° viaggio apostolico internazionale, il Papa è tornato a parlare dei bambini soldato.

Francesco, incontrando autorità, società civile e corpo diplomatico, ha lanciato l’ennesimo appello a favore di politiche sanitare adeguate, per infrastrutture adeguate, per l’alfabetismo e l’istruzione. «Unica via perché i figli di questa terra prendano in mano il loro futuro».

Come tutti i bambini, anche quelli africani, ha detto il Santo Padre poi a proposito dei bambini soldato, «hanno il diritto di crescere tenendo in mano quaderni e giocattoli, non strumenti di lavoro e armi».

Più volte, il Pontefice lo ha ripetuto nel denunciare questo «crimine abominevole»: «I bambini soldato sono derubati della loro innocenza».

Bergoglio ha affrontato il problema fin dall’inizio del suo pontificato con un forte invito rivolto alla comunità internazionale a «fare tutto il possibile perché la dignità dei bambini sia rispettata e venga posta fine a questa forma di schiavitù».

Foto Ansa

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