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“Queste ‘elezioni’ sono una farsa della democrazia e mancano di qualsiasi legittimità democratica”: così il presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), Theodoros Rousopoulos, all’indomani delle elezioni parlamentari e locali che si sono tenute in Bielorussia il 25 febbraio. L’affluenza al voto ha superato il 73%. Già proclamati i vincitori dei distretti, tra candidati che erano schierati in quattro partiti ufficialmente ammessi al voto, tutti sostenitori del presidente Lukashenko. Per questo oggi Rousopoulos, come altri leader europei e mondiali, scrive in una dichiarazione che “non possono esserci elezioni libere ed eque in una situazione in cui le libertà di parola, riunione e associazione sono limitate; dove i partiti politici dell’opposizione vengono liquidati e i loro leader perseguitati; dove la libertà dei media non è rispettata; dove non esiste alcun risarcimento contro queste violazioni e non è consentita alcuna credibile osservazione elettorale nazionale o internazionale”.
Nella dichiarazione il presidente dell’istituzione europea ha chiesto anche “il rilascio immediato e incondizionato e la riabilitazione di tutti i prigionieri politici, nonché la cessazione della repressione”, garantendo da parte dell’Apce il sostegno “alle forze democratiche bielorusse e al popolo bielorusso per un futuro democratico, indipendente, sovrano, prospero e pacifico”.
Fonte: Agensir
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