Cammino sinodale: diocesi di Potenza, percorsi formativi con uno sguardo alla Dottrina Sociale della Chiesa

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“Rafforzare i percorsi formativi, innovandoli e sperimentando nuovi approcci metodologici, che computino anche gli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa”. È questa una delle prime priorità individuate dall’arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo che, per il discernimento della fase sapienziale del Cammino sinodale, ha deciso di concentrarsi sull’ambito della formazione alla fede e alla vita. “La necessità di poter contare su laici maturi nella fede, efficaci operatori di pastorale negli ambienti di vita e credibili testimoni nel lavoro, e su presbiteri maggiormente formati e qualificati era emersa nella fase narrativa e costituiva uno dei sogni di Chiesa raccolti”, racconta la referente Simona Loperte evidenziando che “tale indicazione è giunta all’equipe diocesana anche dopo il discernimento della consultazione con i consigli presbiterale e pastorale e validata dall’arcivescovo, mons. Salvatore Ligorio”.
Si è dunque scelto “di supportare l’esercizio di discernimento attraverso la condivisione di strumenti metodologici e di approfondimento fra i vari gruppi sinodali, costituitisi nelle fasi precedenti del cammino”. Inoltre, spiega Loperte, è stato proposto “un questionario online (https://forms.gle/v2qyVVwSLDan8paB6) che, congiuntamente ad una lettera esplicativa delle finalità da perseguire, è stato inviato a tutti i referenti sinodali parrocchiali e delle associazioni e movimenti della Consulta diocesana delle associazioni laicali, che hanno rappresentato i principali interlocutori della fase narrativa”. “Accanto a questa prima fase di consultazione – aggiunge – stanno per iniziare le visite alle diverse zone pastorali che si focalizzeranno proprio sul tema scelto, approfondendolo e fornendo già una prima fase di restituzione e confronto sulle proposte ed istanze ad oggi raccolte”.
Dai primi riscontri, una delle preoccupazioni riguarda “l’incapacità degli adulti ad esercitare le responsabilità legate ai propri ruoli”. “Ciò – precisa – in tutti i contesti familiari e sociali, con tutte le ricadute negative che ne scaturiscono”. Di qui la necessità di immaginare itinerari formativi originali, che diano spazio anche alla Dottrina sociale della Chiesa, “indispensabile – conclude la referente – per edificare personalità sociali e coscienze mature capaci di svolgere appieno la funzione partecipativa nell’animazione cristiana della società, stimolando adeguatamente i rappresentanti istituzionali ed i diversi portatori di interesse nell’individuare i reali bisogni delle persone e nell’implementare strategie efficaci di soddisfacimento degli stessi”.

Fonte: Agensir

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