Case popolari, appalto a una ditta «sospesa» da interdittiva

Alloggi popolari, prosegue il dialogo tra l’Osservatorio sul disagio abitativo (composto da sette associazioni del territorio) e il Comune di Reggio Calabria. Rispetto alle ultime interlocuzioni, l’Osservatorio esprime «positiva in parte la decisione espressa dai consiglieri di maggioranza sul ripristino di 11 milioni di euro del “Decreto Reggio” per l’acquisto di alloggi popolari». Ma, ribadiscono le associazioni, «non basta poiché dopo 121 giorni infatti nessuna decisione ufficiale è arrivata». Le associazioni e movimenti, riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo, in linea generale, apprezzano la presa di posizione della maggioranza. Tuttavia non si riesce a comprendere l’intenzione di destinare una parte degli 11 milioni di euro alla manutenzione straordinaria degli alloggi popolari, oltre che all’acquisto di nuovi alloggi.

«Ricordiamo che con la petizione popolare si chiede la destinazione esclusiva del finanziamento di 11 milioni per l’acquisto di nuovi alloggi – scrivono in una nota – La decisione della maggioranza di destinare parte dei fondi alla manutenzione è incompresibile perchè il Comune, da anni, ha dei fondi vincolati per questo scopo, dell’ordine di qualche milione di euro. Questi fondi non sono stati spesi ma accantonati. Si tratta delle entrate ordinarie relative ai canoni mensili degli alloggi assegnati e dei ricavi delle vendite degli alloggi popolari. L’Amministrazione Falcomatà non ha speso questi fondi, nonostante l’ ingente domanda di interventi di manutenzione sugli alloggi popolari».

I portavoce dell’Osservatorio per descrivere la situazione attuale fanno una riepilogo delle “puntate precedenti”: «Il 30 marzo 2017, l’assessore al Bilancio del Comune, Irene Calabrò, aveva dichiarato pubblicamente che il Comune dal 2014 aveva accantonato ben 2,8 milioni di euro relativi alle entrate dei canoni degli alloggi. Il 26 aprile 2017, con l’approvazione del bilancio comunale preventivo, il fondo accantonato è stato diviso in tre anni: 1,3 per l’anno 2017; 800mila per l’anno 2018 e 700mila euro per l’ anno 2019. Ma, nonostante le poste di bilancio, fino ad oggi, del fondo di 2,8 milioni di euro, solo 350.000 euro sono stati mandati a gara. Dopo la conclusione delle lunghissime procedure di gara, iniziate nel 2018 e concluse ad inizio 2019, i lavori avviati sono stati subito fermati – commentano – in quanto la ditta vincitrice ha ricevuto una interdittiva antimafia».

Nelle ultime settimane, l’Amministrazione, con azioni estremamente lente, ha trovato il modo di riavviare i lavori. Ma la gran parte della somma resta inutilizzata. «I fondi destinati alla manutenzione degli alloggi – incalzano dall’Osservatorio – non sono solamente quelli dichiarati nel 2017. I 2,8 milioni di euro si riferiscono alle entrate dai canoni degli anni precedenti al 2017. A questi quindi sono da sommare le entrate degli anni successivi fino ad oggi ma anche le entrate per intero delle vendite degli alloggi. Il Consiglio Comunale, con la delibera nr 3 del 10 febbraio 2017, ha deciso che tutte le entrate dalle vendite degli alloggi debbano essere destinate per intero al settore alloggi e quindi alla manutenzione. Per tali motivi è incomprensibile la decisione di usare parte del finanziamento degli 11 milioni di fondi speciali per la manutenzione degli alloggi, quando da anni non si spendono i fondi ordinari esistenti ». Infine le conclusioni degli attivisti: «Si dovrebbe, invece, decidere di mettere mano seriamente alla gestione economica del settore “Edilizia residenziale pubblica” attraverso un programma operativo finalizzato a spendere tutti i fondi accantonati per attuare le opere di manutenzione necessarie al patrimonio degli alloggi popolari. Pertanto sarebbe opportuno che nei prossimi giorni la Giunta deliberi sulla petizione destinando l’intero finanziamento all’acquisto di nuovi alloggi».

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