Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 21 Maggio 2026

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Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, giovedì 21 maggio 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Diocesi: Trapani, veglia ecumenica di Pentecoste per pregare per la pace e la fraternità

Sabato 23 alle 19, durante la veglia di Pentecoste, al Santuario della Madonna di Trapani i rappresentanti di diverse chiese cristiane si ritroveranno insieme per pregare per la pace e la fraternità. “Il dono delle lingue del Cenacolo rinnova in noi l’impegno di preghiera perché tutti i popoli della terra superino il dramma delle divisioni e si adoperino per costruire una pace piena e per rinsaldare i vincoli di fraternità”. È l’invocazione che si leverà dalle Chiese in Italia in occasione della Pentecoste. A Trapani questa solennità così importante sarà vissuta in una dimensione corale e plurale e sarà condivisa con cristiani di altre chiese proprio per manifestare il segno di unità nella diversità che il dono dello Spirito rappresenta per i cristiani. Per questo alla veglia saranno presenti anche i rappresentanti della parrocchia ortodossa romena San Leone vescovo di Catania, della Chiesa evangelica valdese di Trapani e Marsala, della Chiesa fede cristiana Italia e della Chiesa evangelica della riconciliazione. “La celebrazione ecumenica di Pentecoste si inserisce nel percorso di dialogo, fraternità e corresponsabilità promosso dalla diocesi di Trapani – dice Francesca Messina direttrice dell’ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo – nella consapevolezza che la testimonianza cristiana, oggi più che mai, è chiamata a rendere visibile la comunione, superando divisioni e costruendo relazioni fondate sul Vangelo, sulla pace e sull’accoglienza reciproca”.

Libri: Sasso, “Storia della Bosnia Erzegovina”, un secolo per capire le fragilità dell’Europa contemporanea

A trent’anni dagli accordi di Dayton (1995), che posero fine alla guerra in Bosnia Erzegovina, un nuovo volume ricostruisce le radici storiche e le dinamiche politiche di uno dei Paesi più fragili e significativi del continente europeo. È “Storia della Bosnia Erzegovina. Dal primo Novecento a oggi” (Scholé, pp. 272, € 22), firmato da Alfredo Sasso, ricercatore in Storia contemporanea all’Università di Torino e all’Istituto di Studi politici di Losanna. Il saggio – inserito nella collana “Europa|Oriente” curata da Simone Attilio Bellezza – propone una rilettura del lungo Novecento bosniaco, evitando sia le semplificazioni legate alla guerra degli anni Novanta sia le rappresentazioni stereotipate del Paese. Al centro dell’analisi stanno le relazioni tra identità nazionali, rappresentanza politica e trasformazioni sociali, in un contesto segnato dalla pluralità culturale, religiosa e regionale. Il volume ripercorre le principali tappe della storia bosniaca: dalla fase imperiale e monarchica del primo Novecento alla Jugoslavia socialista, fino alla crisi degli anni Novanta, con l’assedio di Sarajevo, il genocidio di Srebrenica e l’indipendenza del Paese. Un conflitto spesso definito “guerra dimenticata” d’Europa, ma decisivo per comprendere gli equilibri attuali. Ampio spazio è dedicato anche al periodo successivo a Dayton, mettendo in luce come l’assetto istituzionale nato dagli accordi di pace abbia prodotto un sistema politico segnato da persistenti divisioni etniche. L’analisi arriva fino all’attualità, con la nuova fase di crisi aperta negli ultimi anni, tra spinte separatiste della Republika Srpska e gli effetti del contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni globali.

Famiglia: Borzì (Forum Lazio), “ascolto e sostegno soprattutto nelle grandi aree urbane. Servono politiche pianificate”

“Le famiglie stanno attraversando un frangente storico segnato da forti tensioni sociali ed economiche con forti ripercussioni su stress e salute mentale, e hanno bisogno di essere sostenute e accompagnate con strumenti concreti e continuativi. Per questo la Giornata nazionale di sabato prossimo, 23 maggio, dedicata alla consulenza familiare rappresenta un momento importante per mettere insieme tutte quelle forze positive che credono nella famiglia come soggetto sociale vera chiave di volta delle nostre comunità”. È quanto dichiara Lidia Borzì, presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio, in prossimità della Giornata nazionale della consulenza familiare promossa dall’Aiccef (Associazione italiana consulenti coniugali e familiari) per promuovere la professione e i servizi di supporto a singoli, coppie e nuclei familiari.
“Nel Lazio – prosegue Borzì – si contano oltre 2 milioni e 600mila famiglie e si registra una trasformazione profonda del tessuto familiare, con nuclei sempre più piccoli: il numero medio dei componenti è infatti sceso a 2,16, al di sotto della media nazionale. Crescono inoltre le famiglie unipersonali, che rappresentano il 41% del totale regionale. È un cambiamento che impone una riflessione seria sul bisogno di accompagnamento e di servizi di prossimità”.
Certamente, evidenzia Borzì, “la consulenza familiare, l’accompagnamento e anche l’esigibilità dei diritti diventano strumenti fondamentali per rimettere in moto il sistema famiglia e prevenire disagi e criticità. Ma è necessario che questi percorsi siano pianificati e accompagnino la famiglia nella quotidianità sempre più problematica: pensiamo al sostegno necessario con figli adolescenti che presentano problematiche psicologiche, alla perdita del lavoro, a una crisi familiare o alla solitudine degli anziani”.
Altro luogo determinante per l’accompagnamento delle famiglie, continua Borzì, “è la scuola, dove come Forum siamo presenti in diversi istituti con sportelli di genitorialità, sportelli psicologici e gruppi di mutuo aiuto. Dobbiamo essere dove c’è il bisogno”.
“Un altro dato significativo – aggiunge Borzì – è che oltre il 50% della popolazione regionale vive nei grandi centri urbani. Questo ci fa comprendere come nelle grandi città i nuclei familiari non sempre riescano ad accedere facilmente a servizi e sostegno e quanto diventi fondamentale un lavoro di base fatto di ascolto, consulenza e accompagnamento. Nei piccoli centri, invece, la famiglia riesce spesso a ‘respirare’ di più grazie a una dimensione sociale e urbana più umana”.
“La giornata di sabato – conclude Borzì – deve far comprendere che sulla famiglia non si può lavorare in emergenza, ma occorre pianificare e progettare. Tutto questo nasce da un percorso virtuoso di ascolto, sostegno e consulenza. ‘Pensiero e azione’ è il binomio giusto, ma occorre fare presto perché senza percorsi fattivi e pianificati sulla famiglia si rischia l’implosione del sistema che tiene in piedi le nostre comunità”.

Diocesi: Pistoia e Pescia, tutto pronto per accogliere il nuovo vescovo Augusto Mascagna. Il 21 giugno l’ordinazione e l’ingresso a Pistoia, il 28 a Pescia

Dopo l’annuncio della nomina da parte della Santa Sede lo scorso 20 aprile, le Chiese di Pistoia e di Pescia entrano nel vivo dei preparativi per accogliere il loro nuovo pastore, mons. Augusto Mascagna.
Il primo solenne appuntamento sarà a Pistoia alle ore 16 di domenica 21 giugno, memoria liturgica del vescovo Sant’Atto.
Sarà la chiesa di San Francesco, proprio nell’anno che ricorda gli otto secoli dal transito del Santo di Assisi, ad ospitare la liturgia di ordinazione episcopale. La celebrazione, cui seguirà la presa di possesso della diocesi in cattedrale, vedrà la partecipazione di numerosi rappresentanti dell’episcopato italiano, del clero locale e delle autorità civili e militari del territorio, ma anche di molti fedeli provenienti dalla diocesi di Civita Castellana da cui proviene mons. Mascagna.
Domenica 28 giugno 2026, alle ore 17, il vescovo Mascagna sarà nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Pescia per l’ingresso nella diocesi pesciatina e la celebrazione di inizio mandato episcopale.
Entrambi gli eventi rivestono un’importanza storica per la vita delle due diocesi e vedranno anche una numerosa presenza di fedeli. Al fine di permettere una partecipazione ordinata e sicura, saranno resi noti nei prossimi giorni i dettagli relativi al programma delle due giornate.

VIII centenario morte san Francesco: Assisi, detenuti protagonisti della mostra “Liberi di creare, liberi di cambiare”

In occasione dell’VIII centenario della morte di san Francesco, i detenuti dei quattro istituti penitenziari umbri saranno protagonisti della mostra di pittura “Liberi di creare, liberi di cambiare”, promossa dalle Cappellanie e inserita nel programma della giornata giubilare dedicata ai carcerati, in programma l’11 giugno ad Assisi. L’iniziativa, spiegano i promotori, “intende valorizzare le capacità espressive e creative di alcuni detenuti, selezionati all’interno delle strutture, offrendo loro uno spazio di espressione e di riflessione attraverso il linguaggio artistico”. Ispirate al Cantico delle Creature, le circa 20-24 opere previste racconteranno il rapporto tra l’uomo e il creato, tra bellezza e ferita. La mostra sarà infatti articolata in due sezioni: la prima dedicata agli elementi della natura – sole, luna, stelle, acqua, terra e fuoco – come segni di armonia e dono; la seconda centrata sulle conseguenze dell’azione umana, tra inquinamento, deforestazione e cambiamenti climatici. All’interno di un contesto segnato dalla limitazione della libertà, il progetto “punta a far emergere una libertà interiore capace di generare consapevolezza e cambiamento”. “Liberi di creare, liberi di cambiare” richiama infatti la possibilità, per ciascuno, “di intraprendere un percorso di rinnovamento personale e di responsabilità verso il mondo”. La mostra sarà allestita in una sala adiacente alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, con inaugurazione prevista durante la giornata giubilare e apertura al pubblico per una settimana. Ogni opera sarà accompagnata da un breve testo esplicativo. Attraverso l’arte, i detenuti diventano testimoni di un messaggio universale: la cura del creato e la possibilità di un cambiamento condiviso.

Cure palliative pediatriche: Peter Pan Odv, “ansia, paura e cambiamenti identitari influenzano percezione dolore e aderenza a terapie”. Il 28 maggio un webinar

In Italia si stima che 30.000 bambini abbiano bisogno di cure palliative pediatriche (Cpp), circa il 25% è affetto da malattie oncologiche. “L’aumento di aspettativa di vita e delle probabilità di guarigione nei bambini con patologie oncologiche rende ancora più cruciale il ruolo delle cure palliative pediatriche. I percorsi terapeutici più lunghi, infatti, generano una maggiore complessità assistenziale e fanno emergere nei bambini e nelle famiglie bisogni che necessitano un approccio multidisciplinare. Serve supporto psicologico, emotivo e spirituale, cura della dimensione relazionale, attenzione a tutto il nucleo famigliare”, spiega Renato Fanelli, oncologo, membro del Comitato etico di Peter Pan Odv e del Coordinamento regionale per le cure palliative adulti e pediatriche del Lazio.
Peter Pan Odv è attiva a Roma da oltre 30 anni per supportare le famiglie con bambini e adolescenti malati di cancro.
“Durante la malattia, la sofferenza del bambino non è solo fisica, ma anche emotiva, cognitiva e relazionale – spiega Viviana Bifano, psicologa dell’età evolutiva che opera nelle strutture di accoglienza di Peter Pan Odv –, per questo le cure palliative pediatriche devono fondarsi su un modello biopsicosociale. I bambini sperimentano ansia, paura, perdita di controllo, cambiamenti identitari e questi fattori influenzano anche la percezione del dolore e l’aderenza alle cure. Il gioco, la scuola e le relazioni svolgono, quindi, una funzione evolutiva fondamentale, non sono elementi soltanto ‘ricreativi’”.
Le cure palliative pediatriche coinvolgono l’intera famiglia del bambino che affronta la malattia. “I bisogni più ricorrenti che vengono riportati dai genitori che affrontano il percorso di Cpp – racconta Eleonora Maggio, psicologa psicoterapeuta che opera nelle strutture di accoglienza di Peter Pan Odv – riguardano la necessità di avere informazioni chiare e accessibili sulle prospettive di cura, così come di avere uno spazio di elaborazione dei vissuti emotivi connessi al senso di impotenza e, soprattutto, ricevere sostegno da parte della rete, spesso anche nella gestione concreta di aspetti pratici e burocratici”.
“Nelle cure palliative pediatriche – conclude Roberto Mainiero, presidente di Peter Pan Odv – mettere al centro la qualità della vita del bambino e della sua famiglia significa costruire intorno a loro una rete integrata, capace di unire assistenza sanitaria, ascolto, relazioni e sostegno nella quotidianità. In questa alleanza Peter Pan Odv contribuisce offrendo ospitalità e supporto alle famiglie con bambini e adolescenti malati di cancro, accompagnandole lungo tutto il percorso”.
Per riflettere sul ruolo delle cure palliative nei percorsi oncologici pediatrici e promuovere la collaborazione tra ospedale, territorio e Terzo Settore, Peter Pan Odv organizza il webinar “Una rete che cura: cure palliative pediatriche e alleanza terapeutica nei percorsi oncologici”. L’incontro sarà giovedì 28 maggio alle 18. Per partecipare: www.peterpanodv.it.
L’iniziativa fa parte del programma della quinta edizione del Giro d’Italia delle cure palliative pediatriche, promosso dalla Fondazione Maruzza, il cui tema è “La comunità curante”.

Salute: Forum sociosanitario, sabato 23 maggio un convegno sul “Prendersi cura del dolore osteoarticolare”

Il Forum delle associazioni sociosanitarie con l’Acos Campania, con il Forum Campania e con l’Associazione Ortopedici San Gennaro organizza, sabato 23 maggio, presso l’auditorium della casa di cura Villa delle Magnolie di Castel Morrone (Ce), un convegno sul tema “Prendersi cura del dolore osteoarticolare”.
Il dolore osteoarticolare è diffusissimo: nel mondo colpisce 1,7 miliardi di persone; in Europa soffrono in termini di dolore cronico cento milioni di persone; in Italia il 24,1% della popolazione adulta (circa undici milioni di persone) con costi sociali notevoli (circa 61,9 miliardi di euro all’anno). Il dolore osteoarticolare è una questione sociale per la diffusione, per il coinvolgimento delle famiglie, dei caregiver, per i costi, per il servizio da offrire ai sofferenti, alle famiglie ed ai curanti, per i danni sociali che genera sotto il profilo funzionale ed economico.
“Il prendersi cura – commenta Aldo Bova, presidente nazionale del Forum delle associazioni sociosanitarie – è un modo di approcciare la sofferenza che è indispensabile, per studiare al meglio la malattia e per curarla e per avviare i pazienti alla riabilitazione. Ma è anche un modo di agire per il quale bisogna prepararsi, allenarsi e vale per il medico singolo, per l’infermiere, per l’impiegato amministrativo, per la struttura che cura. Bisogna che i singoli operatori e le strutture ne facciano un modus agendi, per cui è bene formarsi ed allenarsi”.
Gli obiettivi del convegno sono “porre il tema del dolore osteoarticolare all’attenzione dell’opinione pubblica, affinché se ne avverta sempre più l’importanza e la necessità di studiarlo, curarlo e prevenirlo; offrire un aggiornamento per la maggior parte delle figure coinvolte nella conoscenza, nello studio e nella soluzione del problema (medici, infermieri, fisioterapisti, dirigenti strutture sanitarie, economisti, artisti , medici dello spirito)”.
“Desideriamo con questo incontro – aggiunge Bova – contribuire a sviluppare nelle strutture e nelle équipe curanti il criterio del prendersi cura del paziente, che non è solo avere umanità nel rapporto medico paziente , ma è avere una cultura di accoglienza e di accompagnamento; seguire tutte le fasi di studio e di cura; offrire ambienti idonei; offrire o consigliare cure moderne idonee; acquisire il concetto della personalizzazione e della sartorialità dello studio e della cura del paziente; sburocratizzare i servizi; sottolineare che esiste una legge dello Stato, la legge 38 del 2010 che obbliga il Ssn a offrire dovunque la cura del dolore cronico e le cure palliative”.
Durante l’incontro si parlerà di epidemiologia, prevenzione, cure mediche, chirurgiche, fisioterapiche , medicina rigenerativa, economia, arte come cura.

Cultura: basilica di Santa Croce a Firenze, sabato una giornata di riflessione per gli 80 anni di “Città di Vita”

La basilica di Santa Croce a Firenze si prepara ad accogliere una giornata di riflessione, cultura e musica in occasione degli 80 anni di “Città di Vita”, storica voce spirituale, culturale e artistica legata al complesso monumentale fiorentino. L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio nel Cenacolo di Santa Croce, dove istituzioni, rappresentanti della diocesi, professori, studiosi e studenti si confronteranno sui temi della libertà, della carità intellettuale e del valore della cultura nel mondo contemporaneo.
La mattinata si aprirà alle 9.30 con i saluti istituzionali di padre Franco Buonamano, rettore della basilica di Santa Croce e direttore editoriale, di Irene Sanesi, presidente dell’Opera di Santa Croce, e di Antonio Lovascio, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Firenze.
“Ottant’anni di ‘Città di Vita’ rappresentano un traguardo importante non solo per la nostra comunità francescana, ma per tutta Firenze”, dichiara padre Franco Buonamano. “La rivista ha attraversato generazioni mantenendo viva una voce capace di unire spiritualità, arte e impegno culturale”.
Alle 9.45 prenderanno il via gli interventi con l’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli, che parlerà sul tema “Investire nella carità intellettuale”. Seguiranno padre Antonio Di Marcantonio con una riflessione dedicata agli 80 anni della rivista e Stefano Mancuso, atteso con un intervento dal titolo “Sorella Morte”.
Ampio spazio sarà riservato anche ai giovani. Alle ore 11 saranno infatti protagonisti gli studenti della scuola Gobetti-Volta con una riflessione sul tema “Il senso della libertà, da Dante ad oggi”, coordinata dalle docenti Carlotta Gradi, Agnese Raucea, Chiara Tacconi e Anna Maria Paternoster.
La conclusione della manifestazione, prevista alle 12.15, sarà affidata alla musica con il soprano Francesca Fedeli e l’Orchestra dell’Università di Firenze diretta da Gabriele Centorbi.
I lavori saranno coordinati da Silvia Bargellini di Città di Vita.

Bakari Sako: S. Egidio, a Vercelli un momento di preghiera

Un momento di raccoglimento e preghiera in memoria di Bakari Sako, il 35enne originario del Mali ucciso brutalmente nei giorni scorsi a Taranto si svolgerà domani a Vercelli, alle 20.45 nella Chiesa di San Lorenzo. L’iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Cooperativa sociale Igea di Prarolo vuole “rappresentare un segno concreto di solidarietà e un forte richiamo contro ogni forma di violenza, razzismo e indifferenza”. La commemorazione sarà anche l’occasione per esprimere “vicinanza” a Massire Sako, fratello della vittima, 28 anni, operatore sociale che vive in Piemonte e “impegnato quotidianamente nel sostegno alle persone con disabilità per conto della cooperativa vercellese”. I promotori sottolineano che la solidarietà “non conosce confini religiosi o culturali e la comunità deve restare unita nel contrasto all’odio e alla violenza”.
 

Colombia: dai vescovi 4 criteri di discernimento in vista delle elezioni presidenziali

In vista delle elezioni presidenziali del 31 maggio in Colombia, la Conferenza episcopale colombiana (Cec), in una nota pervenuta al Sir, indica alcuni criteri etici, sociali e pastorali per orientare il discernimento dei cittadini al momento del voto. I vescovi invitano a superare fanatismi, “messianismi personali” e polarizzazione politica, ribadendo che il voto deve fondarsi sul bene comune, sulla dignità umana e sulla ricerca della pace. “Il cristiano non vota per i ‘salvatori’, ma per programmi che rispettino la dignità umana, la giustizia sociale e la cura della casa comune”, affermano i presuli, ricordando che “il voto non è solo un diritto civile, ma un dovere morale”. Quattro i criteri indicati dalla Cec: la difesa della vita e della pace, con particolare attenzione alla protezione dei leader sociali e ambientali e al rispetto degli accordi con chi ha deposto le armi; la giustizia sociale, valutando i programmi per ridurre le disuguaglianze; l’etica e la trasparenza, privilegiando candidati di “comprovata integrità morale” contro la corruzione, definita “una cancrena che ruba il pane ai poveri”; il rifiuto della polarizzazione e della violenza verbale, che “impedisce l’amicizia sociale”. I vescovi invitano inoltre i fedeli a pregare per la pace e il discernimento degli elettori in vista della Pentecoste. In un messaggio ai sacerdoti, la Cec chiede infine di mantenere “imparzialità, prudenza, saggezza e autentico senso pastorale”, evitando atteggiamenti di parte che possano alimentare divisioni sociali.

Celam: pubblicato il documento “Intelligenza artificiale e sviluppo umano integrale”

Si intitola “Intelligenza artificiale e sviluppo umano integrale” il nuovo studio pubblicato dal Consiglio episcopale latinoamericano e dei Caraibi (Celam), attraverso il Gruppo di lavoro sulle frontiere tecnologiche, che approfondisce il rapporto tra intelligenza artificiale e sviluppo umano integrale e solidale. Il volume prosegue il percorso avviato lo scorso anno con un primo documento dedicato a uno sguardo pastorale sull’Ia, elaborato dallo stesso gruppo transdisciplinare affiliato alle università del Continente.
Guillermo Sandoval, direttore del Centro di gestione della conoscenza del Celam, ha spiegato che la ricerca è “frutto di mesi di lavoro” e nasce dal confronto su un tema “che interpella la Chiesa e l’umanità”. Secondo Sandoval, il progresso scientifico e tecnologico rientra nel “compito di co-creazione affidato da Dio all’essere umano”, ma richiede un discernimento capace di orientare questi strumenti “al bene comune e al progresso dell’umanità”. Particolare attenzione viene posta al contesto latinoamericano, dove è necessario evitare che la tecnologia “accresca il divario tra ricchi e poveri”. Al contrario, l’Ia “ha un potenziale enorme per costruire giustizia e pace”.
Il documento si inserisce in una riflessione più ampia che precede la pubblicazione dell’enciclica Magnifica Humanitas, annunciata da Papa Leone XIV e dedicata proprio al tema dell’intelligenza artificiale. “Siamo molto contenti e pieni di aspettative”, ha affermato Sandoval. Il volume è articolato in cinque capitoli: il primo affronta il tema antropologico e il “paradigma tecnocratico”; il secondo propone una riflessione etica, bioetica e sociale; il terzo analizza le implicazioni concrete dell’Ia, dal consumo di risorse naturali al lavoro invisibile che sostiene le tecnologie; il quarto approfondisce la missione pastorale in America Latina e nei Caraibi; il quinto, infine, è dedicato ai “discepoli missionari chiamati all’azione pastorale nell’era dell’Ia”.

Austria: Deutsch (pres. Comunità ebraica – Vienna), “Ben-Gvir si dimetta, danneggia Israele tradendo i valori ebraici. Ma flottiglia al servizio di Hamas”

“Un ministro del governo israeliano che sventola una bandiera e si fa beffe degli attivisti non è Israele, è l’antitesi di ciò che Israele, in quanto democrazia liberale di influenza ebraica, rappresenta”. Lo scrive oggi su Facebook il presidente della Comunità ebraica di Vienna (Ikg), nonché presidente della Società religiosa israelita d’Austria (Irg), Oskar Deutsch. E chiede le dimissioni di Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale, “perché danneggia Israele tradendo i valori ebraici” e perché “con ogni provocazione mette a repentaglio il lavoro professionale delle forze di sicurezza, dei soldati e danneggia il meticoloso lavoro dei diplomatici – e sì, la società pluralista nel suo complesso”. Secondo Deutsch non basta la presa di distanza del primo ministro Netanyahu: “Servono una posizione e un’azione concreta”. Tutto ciò nonostante, secondo Deutsch, la flottiglia sia “una trovata politicamente motivata, organizzata da individui e gruppi al servizio di Hamas e non della popolazione civile di Gaza”. L’errore di Ben-Gvir è quindi di aver spostato l’attenzione dei legami della Flottilla con Hamas al video umiliante e ha reso Israele, non i suoi nemici, un bersaglio. “Israele è una democrazia liberale, influenzata dalla cultura ebraica, che sosteniamo pienamente. È proprio per questo che il comportamento di Ben-Gvir è così intollerabile”, conclude il testo. “Siamo al fianco del popolo israeliano, della popolazione composta da ebrei, musulmani, cristiani, drusi e molti altri. Ma non possiamo appoggiare un ministro che sta conducendo Israele verso l’isolamento giorno dopo giorno”.

Messico: omicidi nel 2025 calati di oltre il 20%. Ma la criminalità ha impatto sull’11% del Pil

Il Messico registra la maggiore svolta positiva nell’indice di pace dell’ultimo decennio, segnando un miglioramento del 5,1 per cento. Secondo il rapporto annuale dell’Istituto per l’economia e la pace, presentato ieri, alla presenza della presidente della Repubblica, Claudia Sheinbaum, il progresso è trainato da una riduzione del 22,7 per cento degli omicidi, pari a circa 7 mila vittime in meno. Calano, inoltre, i reati commessi con armi da fuoco (-17,4%) e i crimini violenti (-5,3%). La tendenza favorevole coincide con forti scompaginamenti interni ai cartelli della droga più potenti del Paese. Nonostante il calo dei reati ad alto impatto, lo studio evidenzia gravi rischi strutturali legati proprio alla frammentazione della criminalità organizzata, che minaccia la sostenibilità dei progressi potendo innescare nuove ondate scontri. I reati legati al crimine organizzato sono, comunque, saliti del 6,2 per cento. In aumento anche il numero delle persone scomparse, salite ufficialmente a 113 mila. Inoltre, la violenza non scompare ma muta forma, concentrandosi nell’ambito domestico. Resta elevato l’impatto economico della criminalità, stimato all’11 per cento del Pil. La presidente Sheinbaum ha rivendicato i risultati positivi, sottolineando che non si rinuncerà mai all’approccio preventivo: “La prima cosa è l’attenzione alle cause, non vi rinunceremo mai perché questa è la nostra essenza”.

Diocesi: Milano, domani in piazza Duomo gli animatori degli oratori estivi. Incontro con l’arcivescovo. Tema ispirato a san Francesco

L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, parteciperà domani, dalle 19 alle 21, in piazza Duomo alla festa degli animatori dell’Oratorio estivo 2026. Nel corso della serata consegnerà ai giovani il tradizionale “mandato” per il servizio educativo. Prima di convergere in piazza Duomo, già a partire dalle ore 17 i ragazzi si distribuiranno in diversi laboratori tematici nel centro città. A questo appuntamento sono attesi circa 4mila adolescenti tra i 15 e i 19 anni, accompagnati dai loro educatori e dai sacerdoti della pastorale giovanile, provenienti da più di 150 comunità pastorali o parrocchiali della diocesi. “L’esperienza dell’Oratorio estivo 2026, al via subito dopo la fine dell’anno scolastico, coinvolgerà la gran parte dei 937 oratori presenti in diocesi”, si legge in un comunicato. “Sono 42mila gli animatori, di cui 9mila solo nella città di Milano, che si metteranno al servizio dei più piccoli. Si stima che i bambini iscritti saranno circa 250mila in tutta la diocesi”. Il titolo di quest’anno – “Bella Fra! Guardate a lui e sarete raggianti” – è ispirato a san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, nell’ottavo centenario della morte.
Queste le attività in programma tra le 17 e le 19. La presentazione del tema si svolgerà nella chiesa di Sant’Antonio (via S. Antonio 5); nel cortile della curia arcivescovile (piazza Fontana 2) saranno proposte attività di animazione; in piazza Duomo si svolgeranno laboratori sul tema dell’inclusività; nell’area pedonale di via Pantano sarà dedicato spazio al laboratorio sul racconto e la narrazione; mentre nella sede della Caritas Ambrosiana (via San Bernardino 4) si terranno attività di creatività. Alle 19 la festa si sposterà poi in piazza Duomo con l’arrivo di mons. Delpini, che terrà il suo intervento intorno alle 20.30. “Il mandato – spiega don Stefano Guidi, direttore della Fom (Fondazione oratori milanesi) e responsabile del Servizio diocesano per l’oratorio e lo sport – è innanzitutto un segno di fiducia e di riconoscimento nei confronti degli adolescenti. L’oratorio continua, infatti, a puntare su di loro, sulla loro creatività, sulla loro capacità di servizio e sulla loro disponibilità a prendersi cura dei più piccoli, con uno stile fatto di fraternità e responsabilità”.

Eurostat: fotografia della popolazione. L’Ue invecchia. Matrimoni: in Italia record negativo

L’edizione 2026 di “Demografia d’Europa” a cura dell’ufficio europeo di statistica Eurostat è disponibile da oggi . La pubblicazione dei dati è suddivisa in quattro ambiti: struttura della popolazione, cambiamenti demografici, diversità della popolazione e stato civile. In forma interattiva si possono esplorare i dati chiave più recenti sulla popolazione dell’Ue. Nel 2025, l’Ue aveva 451 milioni di abitanti, un milione in più rispetto al 2024, con una età media di 44,9 anni (era di 39,6 anni nel 2005). Si scoprono, navigando, dati interessanti, come quello secondo cui il 3% della popolazione dell’Ue, circa 14 milioni di persone, viveva in un Paese Ue diverso da quello di cui era cittadina, che il 6% ha più di 80 anni, mentre il 22% ne ha più di 65 (era il 17% 20 anni fa). È possibile anche provare a immaginare quanti abitanti avranno i Paesi europei nel 2100 ed è possibile fare un raffronto tra i Paesi. Per esempio, sui matrimoni: nel 2024, nell’Ue si sono celebrati circa 1,7 milioni di matrimoni, pari a 3,9 matrimoni ogni 1.000 persone. Tra i Paesi dell’Ue, i tassi di matrimonio più bassi si sono registrati in Italia (2,9 matrimoni ogni 1.000 persone), Slovenia (3,0) e Bulgaria (3,2), mentre i più alti in Lettonia (5,5), Romania (5,3) e Austria (5,0). Tra il 2004 e il 2024, il tasso di matrimonio è diminuito in 18 dei Paesi Ue per i quali sono disponibili dati ed è aumentato in 4 (Lettonia, Ungheria, Austria ed Estonia). Tutti i set di dati possono essere scaricati e studiati.
 

8xmille e disabilità: suor Donatello (Cei), “una società che lascia indietro troppe persone è fragile”

“Siamo davvero sicuri che il Pil sappia misurare ciò che tiene in piedi un Paese?”. Suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della Cei, ha aperto con questo interrogativo il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento, nell’incontro “Come cambia la sostenibilità sociale: inclusione, diritti, futuro”, dedicato al rapporto tra welfare, inclusione e diritti. “Ci sono cose che non entrano nei grafici economici ma senza le quali una società si spezza: la fiducia, la prossimità, la possibilità di non sentirsi soli”, ha osservato, mettendo in guardia dal rischio di società “economicamente sofisticate ma socialmente sempre più sole”. Per la religiosa, infatti, “le società non si reggono solo sui bilanci” ma “sui legami”, motivo per cui “una società che lascia indietro troppe persone non è soltanto ingiusta. È una società fragile. E una società fragile, prima o poi, diventa anche economicamente insostenibile”. Al centro dell’intervento il tema dell’8xmille, indicato da suor Donatello come “una delle più grandi reti di welfare partecipato d’Europa”. “Non nasce da una tassa obbligatoria. Non nasce dal mercato. Nasce da una firma”, ha spiegato, definendolo “una vera infrastruttura sociale del Paese”, perché “dietro quella firma non ci sono solo fondi. Ci sono comunità, persone, presenze quotidiane”. Citando progetti sostenuti attraverso i fondi Cei, la responsabile del Servizio disabilità ha ricordato che “ad Assisi alcuni giovani con autismo stanno facendo percorsi di stage che possono trasformarsi in assunzioni”, mentre “a Ravenna si è passati dalla semplice accessibilità alla partecipazione attiva”. “La vera sfida – ha concluso – è passare dall’accesso alla partecipazione”.

EU Parliament: a directive to protect victims of crime. For the first time, the word “abortion” in a European law

(Strasbourg) The European Parliament finally approved the new Victims’ Rights Directive, with 440 for, 49 votes against, and 84 abstentions. This is a reform that updates the 2012 EU framework and adds stronger protective measures for victims of crime such as violence, sexual abuse, stalking and hate crime, as well as laying down binding standards on all of the 27 member states. For the very first time, the word “abortion” is expressly mentioned in a law of the European Union: as part of an integrated response to victims of sexual violence, the law involves access to sexual and reproductive healthcare services, which may include – insofar as legally available and compliant with national regulations – “emergency contraception, post-exposure prophylaxis treatment, testing for sexually-transmitted infections, and access to abortion”. The new measures include an enhanced recognition of particularly vulnerable victims (including victims of hate crime, children and people with disabilities), a stricter protection of privacy, and the option to report crimes online too. In addition, such Directive includes tailored support services based on the assessment of personal needs and adds a single European number for victims, i.e. 116 006, which is going to be implemented in all of the member states, as well as digital channels to provide information and quickly redirect to the support services.

Diocesi: Alessandria, il Collegio universitario Santa Chiara lancia il bike sharing per studenti

Alla vigilia della partenza del 13ª tappa del Giro d’Italia, il Collegio Santa Chiara di Alessandria decide di mettersi in scia alla passione ciclistica lanciando ufficialmente il proprio servizio di bike sharing. Un’iniziativa – si legge in un comunicato – dedicata esclusivamente agli studenti residenti, pensata per trasformare ogni spostamento urbano in una pedalata verso il benessere e il rispetto per l’ambiente. Il progetto è un vero esempio di economia circolare: il Collegio recupera biciclette che hanno già macinato chilometri, telai “vissuti” che vengono donati e rimessi a nuovo con cura. Dopo un attento controllo a freni e ruote, queste bici tornano a correre, messe a disposizione degli studenti in modo del tutto gratuito per l’intero periodo della loro permanenza nella struttura. “Vogliamo che i nostri ragazzi imparino a ‘stare in sella’ non solo nel loro percorso di studi, ma anche nel rispetto per il mondo che li circonda”, dichiara Carlotta Testa, direttrice del Collegio Santa Chiara, secondo cui “incentivare l’uso della bici significa promuovere uno stile di vita attivo che mantenga il cuore allenato e la mente lucida. Il bike sharing è il nostro modo per offrire un supporto concreto, un compagno di viaggio fidato che li accompagni nelle sfide quotidiane della vita universitaria, pedalata dopo pedalata”.
Il servizio punta a ridurre l’impatto ambientale e a favorire una scoperta della città più lenta e consapevole. Mettere gli studenti in condizione di muoversi liberamente e senza costi tra i poli universitari è una scelta che celebra la cultura del ciclismo proprio mentre Alessandria vive l’emozione della grande corsa rosa.

Cinema: Roma, si conclude la seconda edizione di “Alice attraverso lo schermo” con Pilar Fogliati

Si è conclusa al Cinema Teatro Don Bosco di Roma la seconda edizione di “Alice attraverso lo schermo”, progetto di educazione all’immagine del Centro Culturale Salesiano dedicato alle scuole dell’infanzia e primarie, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ospite della cerimonia conclusiva l’attrice, regista e doppiatrice Pilar Fogliati, che ha dialogato con i giovanissimi studenti. “Fare vedere il cinema nelle scuole per me è fondamentale. La soluzione alla crisi delle sale si trova proprio in questo. Bisogna stimolare il dialogo e le idee. È importante fare diventare l’andare al cinema un’abitudine proprio come leggere un libro. I film aiutano a farti parlare di te stesso e a farti sentire parte della società”, ha dichiarato l’attrice. Il progetto si è sviluppato tra Lazio, Toscana e Liguria coinvolgendo oltre 3.000 studenti di età compresa tra i 3 e i 10 anni, appartenenti a 22 plessi scolastici. “Insegnanti e studenti si sono immedesimati nelle vicende dei film proposti e sono diventati a loro volta protagonisti dei laboratori di cinema”, racconta Tiziana Vox, direttrice scientifica del progetto. Conclude Fabio Zenadocchio, direttore del Centro Culturale Salesiano: “Questo è un progetto di cui siamo particolarmente fieri. L’attività si iscrive nel solco del progetto educativo salesiano. Riteniamo che il cinema sia uno degli strumenti più duttili e malleabili a questo scopo”.

Diocesi: Gorizia, da stasera al 3 giugno i festeggiamenti per i 100 anni della parrocchia di Lucinico

Sabato 30 maggio la comunità di Lucinico celebrerà i 100 anni della sua chiesa parrocchiale, consacrata nel 1926 dal vescovo Sedej. Tanti gli appuntamenti che festeggeranno l’anniversario, che rappresenta anche un’occasione per guardare a quello che è stato e a quello che sarà.
“Lucinico è una comunità ricca di tradizioni ed ancora fortemente legata ad esse. Ancora oggi vedono la partecipazione di un numero discreto di persone e, in alcune di esse, anche delle comunità di Madonnina e Mossa di cui è formata l’Unità pastorale. Credo che la cosa importante sia ‘risignificare’ queste tradizioni in modo tale che non siano soltanto un qualcosa del passato da mantenere in maniera ‘intoccabile’, ma che abbiano qualcosa da dire anche al giorno d’oggi, segnato dalle sue necessità e dai sui bisogni che non sono più quelli di un tempo. Una cosa importante è anche il coinvolgimento dei bambini, dei ragazzi e dei giovani”, dice don Moris Tonso, parroco della comunità lucinichese, a Voce Isontina, settimanale dell’arcidiocesi di Gorizia.
Per il parroco, tra i “punti di forza” c’è il fatto che “è una comunità che ha ancora un senso identitario, fortemente legata al proprio luogo d’origine e alle proprie radici. Anche la chiesa, con la vita che ruota attorno, rimane ancora per i lucinichesi un punto di riferimento in cui si riconoscono e si identificano”. Un’altra caratteristica di Lucinico è l’associazionismo: “Anche all’interno della parrocchia ci sono tanti gruppi, associazioni e fedeli laici che svolgono il proprio servizio gratuitamente a favore del Vangelo e della Chiesa”.
I festeggiamenti per i 100 anni della parrocchiale si apriranno già oggi, 21 maggio, con, alle 20.30 presso il Centro civico, la presentazione del libro “La chiesa di San Giorgio Martire a lucinico: 100 anni di storia e arte”. Nella stessa giornata sarà inaugurata la mostra fotografica “Uè si lasse la barache: Lucinico, cent’anni di storia all’ombra del campanile”, a cura dell’associazione “Fotoclub Lucinico”.
Domenica 24 maggio dalle 15 alle prenderà vita la 14ª edizione di “Campanili aperti”. Alle 17, ai piedi del campanile l’intervento storico “Lucinico e il suo campanile” a cura del prof. Tavian.
Venerdì 29 la chiesa ospiterà alle 20.30 il concerto“L’eco del tempo: un secolo di canti in comunità”.
Nella giornata successiva, sabato 30, l’oratorio ospiterà dalle 15 “Special 100”, attività per bambini e ragazzi, mentre alle 19, nella chiesa parrocchiale si celebrerà la messa solenne del centenario.
La festa continua domenica 31 con, il “Pranzo comunitario”.
Le celebrazioni si concluderanno il 3 giugno con la messa in memoria dei parroci defunti di Lucinico e la presentazione del docufilm “Una glesia che ’lè la maravea – Lucinico, 1924 – 1930, i racconti di chi l’ha vista sorgere: Giovanni Marconi (Zanùt muini) e Guido Mrach”.

Csm: Mattarella indice l’elezione dei componenti magistrati e chiede la convocazione delle Camere per quella dei componenti di designazione parlamentare

In attuazione di quanto previsto dagli articoli 18, 21 e 30 della legge 24 marzo 1958, n. 195, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella sua qualità di presidente del Consiglio superiore della Magistratura, ha oggi indetto per i giorni 25 e 26 ottobre 2026 la elezione dei suoi venti componenti magistrati. Ne dà notizia il Quirinale spiegando che “contestualmente il Capo dello Stato ha invitato il presidente della Camera dei deputati a provvedere, d’intesa con il presidente del Senato della Repubblica, alla convocazione del Parlamento in seduta comune per la elezione dei dieci componenti di designazione parlamentare dello stesso Consiglio superiore, informando di ciò il presidente del Senato della Repubblica, il vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura ed il ministro della Giustizia”.

Lourdes: al via il 66° Pellegrinaggio militare internazionale. Mons. Saba, “cammino di risveglio per giovani costruttori di pace”

Prende il via oggi pomeriggio a Lourdes il 66° Pellegrinaggio militare internazionale, che fino a domenica vedrà riuniti nella cittadina ai piedi dei Pirenei circa 17mila partecipanti, provenienti da numerosi Paesi, dall’America alla Spagna, dalla Croazia alla Lettonia, fino all’Ucraina, alla Repubblica Centrafricana e all’Irlanda, accompagnati dai rispettivi ordinari militari e da centinaia di cappellani. Di questi 4mila sono italiani. Nel messaggio diffuso per l’occasione, l’Ordinario militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, indica nel pellegrinaggio un vero e proprio “cammino di risveglio”: un itinerario spirituale che invita i giovani militari ad aprire gli occhi all’Eterno e a riscoprire il senso profondo della propria vocazione.
Il pellegrinaggio diventa così occasione per formare “nuovi ambasciatori”, uomini e donne consapevoli che la costruzione della pace non passa solo attraverso la forza, ma attraverso il dialogo, il servizio e la responsabilità. In questo contesto, i militari sono chiamati a testimoniare un umanesimo dell’incontro capace di contrastare le logiche della violenza,  dell’individualismo e del materialismo. Un ruolo centrale, per mons. Saba, è affidato ai cappellani militari e agli educatori, impegnati a sostenere i giovani in un percorso di crescita personale e spirituale. Nel delineare la figura del militare cristiano, mons. Saba sottolinea la dimensione vocazionale del servizio: “costruire ponti, promuovere la riconciliazione, difendere i più fragili e operare sempre con un cuore disarmato”. Anche quando si rende necessario l’uso della forza, deve prevalere il discernimento e mai l’odio. Il pellegrinaggio di Lourdes si conferma dunque come “un laboratorio di pace e un segno di speranza” in un tempo di tensioni, affidando ai giovani la responsabilità di contribuire a costruire una società più giusta e riconciliata.

Parlamento Ue: direttiva per tutelare le vittime di reato. La parola “aborto” per la prima volta in una legge europea

(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la nuova direttiva sui diritti delle vittime di reato, con 440 voti a favore, 49 contrari e 84 astensioni. Si tratta di una riforma che aggiorna il quadro Ue del 2012 e introduce tutele rafforzate per chi subisce reati come violenze, abusi sessuali, stalking e crimini d’odio, fissando standard vincolanti per tutti i 27 Stati membri. Per la prima volta la parola “aborto” entra espressamente in una legge dell’Unione europea: nell’ambito della risposta integrata alle vittime di violenza sessuale, il testo prevede l’accesso a servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, che possono includere – ove legalmente disponibili e nel rispetto delle norme nazionali – “contraccezione d’emergenza, profilassi post-esposizione, test per infezioni sessualmente trasmissibili e accesso all’aborto”. Tra le novità principali figurano il riconoscimento rafforzato delle vittime particolarmente vulnerabili (incluse quelle di reati d’odio, minori e persone con disabilità), la tutela più stringente della privacy e la possibilità di denunciare i reati anche online. La direttiva prevede inoltre servizi di sostegno su misura basati su una valutazione individuale delle esigenze e introduce un numero unico europeo per le vittime, il 116 006, destinato a diventare operativo in tutti gli Stati membri, affiancato da canali digitali per fornire informazioni e indirizzare rapidamente ai servizi di assistenza.

Parlamento Ue: tutele per i caregiver, “offrono presenza, pazienza e contatto umano”

In una risoluzione non vincolante approvata con 263 voti a favore, 83 contrari e 154 astensioni, gli eurodeputati affermano, al termine della plenaria di Strasburgo, che l’accesso all’assistenza è un diritto fondamentale e invitano gli Stati membri ad affrontare le disuguaglianze di genere in tutte le forme di assistenza. Sostengono inoltre un modello di “società della cura” che “dia priorità ai servizi domiciliari e di prossimità, alla solidarietà intergenerazionale e alla vita indipendente”. Alla luce delle tendenze demografiche, chiedono inoltre finanziamenti sostenibili e un approccio incentrato sulla persona e sui diritti. Il Parlamento chiede l’introduzione di uno “statuto europeo dei prestatori di assistenza” per riconoscerne il lavoro e stabilire standard minimi in tutta l’Ue. I deputati vogliono inoltre garantire il riconoscimento dei prestatori di assistenza informali nei sistemi pensionistici e di sicurezza sociale. Riconoscendo che il lavoro di assistenza è svolto sia da cittadini dell’Ue sia da lavoratori provenienti da Paesi terzi, i deputati sottolineano “la necessità di privilegiare il reclutamento interno, adattando al contempo la gestione dei flussi migratori alle esigenze del mercato del lavoro”. Il reclutamento di lavoratori extra-Ue dovrebbe avvenire attraverso canali di migrazione legale. Eleonora Meleti (Grecia), relatrice per la commissione per l’Occupazione e gli affari sociali, ha dichiarato: “Ci sono 6,2 milioni di caregiver formali e 53 milioni di caregiver informali nell’Ue. Offrono presenza, pazienza e un contatto umano. La relazione adottata oggi riconosce finalmente l’assistenza come un pilastro della nostra società e della nostra economia, e non come un lavoro invisibile dato per scontato. Per i caregiver professionali chiediamo migliori condizioni di lavoro, una retribuzione equa e un sostegno psicologico. Per i caregiver informali chiediamo protezione, modalità di lavoro flessibili e congedi per l’assistenza. Le responsabilità di cura continuano a ricadere in modo sproporzionato sulle donne, mentre dovrebbero essere una responsabilità condivisa da tutti noi”.

Ebola in R.D. Congo: Msf, “oltre 500 casi sospetti nell’Ituri, ma sicuramente sono molti di più”

“Nell’Ituri, le autorità sanitarie hanno registrato più di 500 casi sospetti di Ebola, ma è chiaro che nella comunità ce ne sono sicuramente molti di più. Le strutture di isolamento sono piene, per cui le persone non possono recarsi negli ospedali per ricevere cure. È troppo presto per stimare la portata di questa epidemia”. A parlare è Florent Uzzeni, coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (Msf) nell’Ituri, in Repubblica Democratica del Congo (RDC). “La priorità, in questo momento, è proteggere la popolazione, gli operatori sanitari e i pazienti – che si tratti di casi di Ebola o che abbiano bisogno di cure per altre patologie – sottolinea in una video dichiarazione -. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo intensificare le misure igieniche, implementare procedure di triage e aumentare in modo significativo il numero delle strutture di isolamento”.
Portrait picture of Florent Uzzeni, MSF Emergnecy coordinator in Bunia, Ituri Province, DR Congo (foto: Msf)
Ciò che contraddistingue l’Ituri, spiega, “è il fatto che si tratta di una regione remota nella parte orientale della RDC. I bisogni umanitari erano già significativi prima dell’inizio dell’epidemia. Ci sono diversi grandi campi per sfollati, in cui l’accesso all’acqua e all’assistenza sanitaria era estremamente limitato.  Data l’attuale crisi, è molto difficile far arrivare sul posto aiuti umanitari o personale”. Finora Msf ha ricevuto medicinali, kit di protezione e per l’isolamento e 3.000 dispositivi di protezione individuale con 4 voli provenienti da Kampala, in Uganda: circa 180 metri cubi. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane arriveranno fino a 900 metri cubi – circa 200 tonnellate – di forniture dal centro logistico di Bordeaux.  “Nelle prossime settimane, continueremo a intensificare i nostri sforzi creando centri di cura per l’Ebola e tracceremo i contatti per identificare i casi sospetti il prima possibile – prosegue Uzzeni -. Naturalmente, continueremo a curare tutte le altre malattie che non sono Ebola e vogliamo che le persone continuino a recarsi presso le strutture sanitarie. Sosterremo quindi queste strutture fornendo prodotti per l’igiene, aiutando nel triage e nella gestione del flusso dei pazienti e fornendo medicinali affinché possano continuare a prendersi cura della popolazione”.
Ebola (foto: Msf)

Diocesi: Jesi, al via gli incontri di “Futuro presente 2026 – Il doppio sguardo: mondo e città”

Prendono il via oggi, a Jesi, gli incontri di “Futuro presente 2026 – Il doppio sguardo: mondo e città” promossi dalla Caritas diocesana. Si parte in serata, presso l’Orto del sorriso di Jesi, con la presentazione del libro “Geografie umanitarie di terra, di mare, di pace” con l’autore Andrea Bellardinelli. Domani pomeriggio, invece, alle 17.30 presso la Fondazione Cassa di risparmio di Jesi, è in programma la presentazione del Report sociale 2025, attraverso il quale la Caritas diocesana di Jesi si racconta fornendo dati e numeri, illustrando servizi, ma soprattutto progetti e percorsi per la promozione integrale dell’essere umano. Infine, mercoledì 17 giugno, alle 18.30 presso il Palazzo dei convegni di Jesi, Luciano Marzi presenterà “Custodi del bello”, un progetto che mira alla cura della città, coinvolgendo i soggetti più fragili e a rischio di emarginazione sociale.

Festival della Comunicazione: mons. Viva (Albano), “sta cambiando il nostro ecosistema di relazione”

“Oggi stiamo vivendo questa grande rivoluzione che sta cambiando il nostro ecosistema di relazione, di lavoro, il mondo della scuola, ma direi anche le nostre parrocchie. Siamo tutti influenzati e anche sedotti da queste tecnologie, però è importante che custodiamo l’umano, che non perdiamo lo spessore antropologico, etico”. Così il vescovo di Albano, mons. Vincenzo Viva, ai microfoni dei giovani di “Shine to Share”.
Nel pomeriggio di sabato 16 i giovani hanno partecipato alla catechesi sul tema “Custodire l’irripetibile”, tenuta da padre Lucio Ruiz, segretario del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Tra gli appuntamenti più significativi del Festival anche il concerto dei The Sun ospitato presso il Borgo Laudato Si’, collocato all’interno delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, luogo simbolo dell’ecologia integrale e della formazione ispirata all’enciclica sulla custodia della casa comune.
Il Festival si è concluso con la celebrazione eucaristica a Genzano presieduta dal cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ha ricordato ai giovani l’importanza di mantenere Cristo al centro della comunicazione: “Per non comunicare noi stessi, mai, per non sostituirci al messaggio, alla Parola, che è molto più importante”

Festival della Comunicazione: ad Albano i giovani creator di “Shine to Share” raccontano le Opere Segno della Caritas

Dall’11 al 24 maggio 2026 il Festival della Comunicazione ha fatto tappa ad Albano Laziale, organizzato in sinergia dalla Società San Paolo, fondatrice della manifestazione itinerante, e dalla diocesi di Albano. Il Festival si è sviluppato attorno al tema indicato da Papa Leone XIV per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Custodire voci e volti umani”.
Tra i protagonisti più significativi di questa edizione è spiccata la presenza dei giovani digital content creator del progetto “Shine to Share”, un gruppo selezionato a livello nazionale attraverso il contest promosso dai Servizi Cei per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica (Spse), guidato da Massimo Monzio Compagnoni, e per la Pastorale Giovanile (Snpg), diretto da don Riccardo Pincerato. La formazione sulle competenze di storytelling digitale è stata curata negli ultimi sei mesi dai docenti dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (Iusve).
Già venerdì 15 maggio il Festival aveva aperto uno spazio di riflessione sul rapporto tra comunicazione, responsabilità e costruzione delle narrazioni attraverso la tavola rotonda “Parole che generano responsabilità, scelte e azioni”, moderata da Francesco Misceo, con gli interventi della giornalista Safiria Leccese, del sociologo Massimiliano Padula e di Rosanna Savoldelli, senior consulting di Eumetra. La serata si è poi conclusa con il momento di animazione missionaria “Voci, volti e storie da raccontare”, animato dai Giovani Costruttori per l’Umanità, che ha offerto testimonianze ed esperienze di impegno e solidarietà internazionale.
Il momento centrale della loro partecipazione si è svolto sabato 16 maggio, quando i giovani creator, accompagnati dai referenti Spse e dai tutor Iusve, hanno visitato alcune Opere Segno della Caritas diocesana di Albano, entrando in contatto diretto con realtà sostenute anche attraverso i fondi dell’8xmille: i Centri Servizi Caritas di Albano e di Genzano con l’Emporio Solidale, le Piccole Sorelle dei Poveri di Marino dedicate all’accoglienza degli anziani fragili, il Centro Servizi Caritas di Torvaianica con i servizi di accoglienza per famiglie e persone vulnerabili, la Caritas parrocchiale di San Bonifacio a Pomezia e il centro diurno “Il Crocicchio” di Anzio per persone senza dimora.

Libri per ragazzi: “La fototessera dell’anima”, una biografia di San Francesco scritta da Giuseppe Scarlato

“La fototessera dell’anima” è il nuovo testo, con riflessioni, sul percorso di vita di San Francesco d’Assisi, patrocinato dal Dicastero per la cultura e l’educazione. Si tratta di una biografia di San Francesco – scritta da Giuseppe Scarlato in occasione dell’VIII centenario della morte del patrono d’Italia – rivolta ai ragazzi (14-18 anni). Chi non ha mai fatto una fototessera? Essa è necessaria per i documenti, ma forse può documentare anche ciò che non si vede. A distanza di tempo, ci ricorda chi eravamo: quanto siamo cambiati! Anche Francesco non è nato santo, anzi il re delle feste ha attraversato fasi della vita tanto belle quanto faticose. Questo viaggio biografico traccia un identikit in cui il lettore può ritrovare un po’ di sé stesso, dall’uomo vecchio all’uomo che vorrà diventare. L’autore Giuseppe Scarlato ha ricevuto per questo scritto in nove capitoli la postfazione del card. Pietro Parolin e la prefazione del card. Gualtiero Bassetti. Dopo la settimana “Laudato Si’” il testo verrà introdotto negli istituti scolastici superiori con la testimonianza di Scarlato. La presentazione aperta a tutti è fissata la sera del 9 giugno presso la basilica del Sacro Cuore di Roma Termini.

Leone XIV: Tv2000, in diretta la presentazione dell’Enciclica “Magnifica Humanitas”

Tv2000, lunedì 25 maggio, trasmetterà in diretta, dall’Aula del Sinodo in Vaticano, la presentazione della prima Lettera Enciclica di Papa Leone XIV dal titolo “Magnifica Humanitas” sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Lo speciale del programma “Chiesa viva”, condotto da Gennaro Ferrara, introdurrà l’evento a partire dalle ore 11. Servizi e approfondimenti anche nel Tg2000 e nel Gr di Radio inBlu2000. La presentazione dell’Enciclica sarà trasmessa anche in streaming e on demand su Play2000.

Diocesi: Massa, stasera al santuario dei Quercioli rosario per la pace con il vescovo Vaccari

La recita del rosario per invocare il dono della pace. La propongono per la serata di oggi, giovedì 21 maggio, le associazioni e i movimenti che aderiscono alla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali di Massa Carrara-Pontremoli. All’iniziativa, in programma dalle 21 presso il santuario dei Quercioli, dedicato a Maria Ausiliatrice, parteciperà anche il vescovo Mario Vaccari.

Diocesi: mons. Castellucci, “coinvolgere Dio nei conflitti armati strumentalizza il nome di Gesù”

“In un’epoca come la nostra, nella quale torna con prepotenza la follia della guerra, spacciata come soluzione dei problemi e fattore di progresso, ha preso piede in una parte del mondo la “teologia della prosperità”, basata su calcoli finanziari ed economici vantaggiosi solo per i potenti; una teologia che legittima i conflitti armati come parte dello sviluppo di una cultura”. Ad affermarlo è mons. Erio Castellucci durante l’omelia in occasione della festa di San Bernardino da Siena, patrono di Carpi. “Questa teologia avariata – ha aggiunto il vescovo -, vuole legittimare le guerre chiamando in causa il nome di Dio, che starebbe dalla parte del più forte. Papa Leone, con il suo predecessore, ha definito “bestemmia” il coinvolgimento del nome di Dio nei conflitti armati; e chi lo fa ritenendosi cristiano e strumentalizza quel nome di Gesù che Bernardino aveva divulgato come strumento di pace, opera contro il Vangelo e contro l’umanità”. “Non sappiamo – ma possiamo immaginare – che cosa direbbe oggi il Santo, se oltre a percorrere le piazze d’Italia si recasse all’estero, nelle capitali dei Paesi in guerra- ha concluso Castellucci -. Probabilmente Bernardino non crederebbe a ciò che vede e sente. Lui, uomo del Medioevo che si affaccia all’Umanesimo, avrebbe forse solo continuato a dirci che la pace è dolce e la guerra è ruvida, che la pace è il vertice del Vangelo e che conviene – in tutti i sensi, anche economico – a chi la costruisce”.

Commissione Ue: Previsioni economiche. Confronto tra le prime cinque economie europee. Italia, debito pubblico verso il 140%

Le Previsioni economiche rese note oggi a Bruxelles dalla Commissione disegnano un quadro piuttosto fosco per l’Unione europea. Eppure, confrontando i dati dei singoli Paesi, emergono divergenze, in alcuni casi anche piuttosto significative. Se ci si sofferma sulle prime cinque economie dell’Ue (Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia), e si punta l’attenzione anche solo su tre dati – Pil, debito pubblico e disoccupazione – se ne ha conferma. Pil: per l’Italia si segnala una crescita dello 0,5% lo scorso anno e ugualmente per il 2026, per risalire allo 0,6 nel 2027. Per la Germania si parte dallo 0,2 del 2025, con una economia stagnante, per risalire nel biennio successivo prima allo 0,6 e quindi allo 0,9%. Francia: 0,8% l’anno passato, ancora 0,8 nel 2026 e 1,1 nel 2027. Meglio la Spagna: 2,8 nel 2025, poi 2,4, quindi 1,9. La Polonia ha dati migliori: parte da un robusto 3,6 nel 2025, nel 2026 è al 3,5, per scendere al 2,8 nell’anno successivo.
Per l’Italia il dato più preoccupante si conferma quello sul debito rispetto al Pil. Dal 137,1% del 2025 si sale al 138,5 quest’anno; nel 2027, salvo aggiustamenti strutturali, si marcerà verso il 140% (la Commissione segnala 139,2%). Il debito della Germania non supererà il 68%, Quello della Spagna viaggerà attorno al 99%, mentre la Polonia passerà dal 59 al 68%. Nel club dei Paesi fortemente indebitati è iscritta anche la Francia: 115,6% nel 2025, 118,1 quest’anno e 120,2 nel 2027.
Per quanto riguarda la disoccupazione, in Italia era al 6,1% l’anno scorso, passa al 5,7 nel 2026 e nei dodici mesi successivi. In Germania le persone senza lavoro fluttuano attorno al 3,9%; in Francia erano il 7,7% nel 2025, per risalire prima all’8,3 e poi all’8,7%. La Spagna aveva il dato più alto lo scorso anno – 10,5% – e lo conserverà anche prossimamente, pur registrando una contrazione (9,6% nel 2027). La disoccupazione in Polonia si attesta al 3%.

Pace: La Spezia, domani convegno promosso dal gruppo interconfessionale “Eirene”

Sarà dedicato al tema “Per una pace disarmata e disarmante: il cammino ecumenico per la pace e la nonviolenza” il convegno che si terrà domani a La Spezia per iniziativa del gruppo interconfessionale “Eirene, Cristiani per la pace – La Spezia”. L’appuntamento, che sarà ospitato dalle 17.45 presso la sala conferenze di TeleLiguriaSud, si propone due finalità: informare e sensibilizzare le associazioni laicali cattoliche, le comunità parrocchiali, le Chiese riformate, i giovani, le rappresentanze politiche e la cittadinanza riguardo al cammino della Chiesa cattolica italiana e delle Chiese riformate per la promozione della pace “disarmata e disarmante” e presentare il gruppo interconfessionale “Eirene, Cristiani per la Pace – La Spezia” illustrandone la “Carta d’intenti”. Attualmente è composto dalle Acli, Associazione Mondo nuovo Caritas, Azione Cattolica, Betania Amici del Sermig, Chiesa cristiana evangelica battista, Chiesa evangelica metodista, Movimento Adulti Scout cattolici italiani, Movimento dei Focolari.
Il convegno, moderato da Giorgio Beretta (Rete Spezzina Pace e Disarmo), sarà introdotto dai promotori con un intervento di Sandra Spada (pastora della Chiesa cristiana evangelica battista della Spezia) e dai saluti di mons. Luigi Ernesto Palletti (vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato) e di Pierluigi Peracchini (sindaco della Spezia). Verranno poi proposte tre relazioni. La prima, tenuta da Donata Horak (canonista e vicepresidente del Coordinamento teologhe italiane), presenterà la Nota pastorale della Cei “Educare a una pace disarmata e disarmante”. La seconda, svolta da Maria Elena Lacquaniti (coordinatrice della Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia), tratterà il tema “Per una fede disarmata: Chiese e dialogo ecumenico in Italia per la nonviolenza e la pace”. La terza, di Giorgio Pagano (Rete spezzina Pace e Disarmo), avrà come argomento “Chiese cristiane e Reti sociali per la pace: una lettura laica e politica”. Seguirà la presentazione, da parte dei promotori, della Carta d’intenti del gruppo interconfessionale “Eirene Cristiani per la Pace – La Spezia”. Il gruppo, nato nel 2025 dall’incontro tra le Chiese riformate e diverse realtà ed associazioni laicali cattoliche della città e della provincia della Spezia, intende porre al centro della propria riflessione e del proprio impegno i valori evangelici della pace, del disarmo, della nonviolenza e della riconciliazione con particolare riferimento alla realtà locale spezzina fortemente caratterizzata dal settore militare.
Il convegno verrà trasmesso in diretta sul canale YouTube di TeleLiguriaSud.

Africa Day: Medici Cuamm, in oltre 110 piazze tanti banchetti dove trovare delle buone marmellate e sostenere la salute di mamme e bambini

Quando la generosità incontra la fantasia si può arrivare molto lontano, anche in Africa. La generosità è quella di chi ha donato al Cuamm una buona marmellata, ma anche quella di chi si attiverà e metterà in gioco organizzando un banchetto solidale. Soprattutto, la solidarietà sarà quella di chi si recherà nel banchetto più vicino per prendere la marmellata.
Il 23 e il 24 maggio e poi ancora dal 30 maggio al 2 giugno, Medici con l’Africa Cuamm propone, in oltre 110 punti di tutta Italia, tra piazze, quartieri, parrocchie, un’iniziativa per diffondere dolcezza e solidarietà in occasione dell’Africa Day.
“Da Padova a Vicenza, da Trieste a Torino, passando per Brescia, Milano, Lecco, Biella senza dimenticare Modena, Bologna, Siena e Firenze… cerca il punto di distribuzione più vicino a te. Perché ogni piccolo gesto può fare la differenza. Acquistando un vasetto di marmellata, si andrà infatti a sostenere la salute dei più fragili, le mamme e i bambini in Africa”, spiegano dal Cuamm.
L’operazione è resa possibile grazie alla generosità di Menz&Gasser, azienda produttrice, che ha donato al Cuamm le marmellate “100 da frutta”, ai gusti di fragola e albicocca, e a chi sceglie di dedicare tempo ed energie per distribuire questo pizzico di bontà e aiuto. Un modo nuovo per ampliare il bene che possiamo donare. Più siamo, più grande sarà il gesto concreto di aiuto per la salute di mamme e bambini in Africa.
Info: wwww.mediciconlafrica.org

Diocesi: Vicenza, il vescovo Brugnotto ha presieduto la preghiera di invio per oltre 100 volontari a Magdala, in Terra Santa

Mercoledì 20 maggio, alle 20.30, in cattedrale il vescovo di Vicenza, mons. Giuliano Brugnotto, ha presieduto la preghiera di invio per oltre 100 volontari che si sono resi disponibili ad andare a Magdala, in Terra Santa. Alla celebrazione ha partecipato anche il custode di Terra Santa, p. Francesco Ielpo.
Questo momento rappresenta un ulteriore passaggio che fa seguito all’accordo triennale di collaborazione, rinnovato lo scorso 21 febbraio, tra Custodia di Terra Santa e diocesi di Vicenza, attraverso la Fondazione Homo Viator San Teobaldo.
“I volontari che hanno ricevuto il mandato mercoledì sera si stanno preparando da molto tempo per offrire un servizio alla Terra Santa – ha dichiarato mons. Brugnotto –. Da parte della diocesi è un modo per confermare la vicinanza a questi luoghi e, soprattutto, alle persone che li abitano. Speriamo che la situazione geopolitica consenta presto la loro partenza, così che anche gli altri pellegrini possano tornare a visitare i luoghi santi”.
Il progetto, avviato nel 2013, nasce dall’accordo tra la diocesi di Vicenza e la Custodia di Terra Santa e si realizza attraverso l’attività della Fondazione Homo Viator San Teobaldo, con l’obiettivo di sostenere l’accoglienza dei pellegrini e la valorizzazione del Luogo Santo e sito archeologico di Magdala.
Situata sulla sponda occidentale del lago di Galilea, Magdala è un luogo di grande rilevanza storica e biblica, tradizionalmente identificato come la città di Maria Maddalena e legato alla predicazione di Gesù. Le recenti scoperte archeologiche contribuiscono a restituire il contesto culturale e religioso dell’epoca, rendendo il sito un punto di riferimento per pellegrini e studiosi.

Diocesi: Sora, questa sera mons. Antonazzo presiederà la veglia di Pentecoste

La comunità ecclesiale di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo si ritroverà nella serata di oggi, giovedì 21 maggio, per la veglia diocesana di Pentecoste. La celebrazione, con inizio alle 20.30 nel cortile interno della Curia vescovile di Sora, sarà il vescovo Gerardo Antonazzo: dopo il rito iniziale, prenderà il via la processione verso la cattedrale dove la veglia proseguirà.

Vescovi Ue: ricevuti oggi da papa Leone. Mons. Auza (nunzio Ue), “ci siamo fatti interpreti del desiderio di una sua visita alle istituzioni europee”

“Un invito ufficiale da parte del parlamento europeo è già stato presentato al Santo Padre. Noi ci siamo fatti interpreti di questo desiderio che il Papa faccia visita alle istituzioni europee. Speriamo. Siamo in attesa”. Lo ha detto il nunzio apostolico presso l’Unione Europea mons. Bernardito Cleopas Auza parlando questa mattina ai giornalisti subito dopo l’udienza che la presidenza della Comece ha avuto con Papa Leone XIV.
La Presidenza della Comece ha presentato al Santo Padre la proposta di organizzare una nuova edizione di “Ripensare l’Europa” nell’autunno del 2027, esattamente dieci anni dopo la prima edizione, che ha riunito circa 300 partecipanti in Vaticano, tra cui rappresentanti politici dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri, accademici e rappresentanti delle Chiese. Il Papa – ha detto Crociata – ha accolto la proposta. L’evento si propone di essere “un momento di riflessione e confronto particolarmente importante per le sfide che l’Europa e a livello globale si stanno affrontando”.

Vescovi Ue: ricevuti oggi da papa Leone. Mons. Crociata (Comece), ha sottolineato il ruolo dell’Europa come baluardo di dialogo e pace”

“Un punto fondamentale che il Papa ha sottolineato riguarda il ruolo dell’Europa, che rimane un baluardo del dialogo internazionale”. E’ mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) ha sintetizzato con queste parole l’udienza che questa mattina la presidenza della Comece ha avuto con Papa Leone XIV. “Quella di oggi – ha detto il vescovo parlando ai giornalisti – è stata un’udienza, come ormai riconosciamo nello stile del Papa, particolarmente cordiale, diretta e aperta nelle questioni affrontate. Direi subito che la nota di fondo è stata una forte sintonia tra il nostro lavoro e quanto il Papa insegna e testimonia attraverso il suo magistero, le sue prese di posizione e le sue iniziative”. “L’Unione Europea – ha sottolineato Crociata – nasce infatti come progetto di pace ed ha la pace nelle sue radici e nella sua identità. E’ pertanto chiamata a favorire il dialogo tra i Paesi e le istituzioni internazionali, promuovendo al contempo il multilateralismo, come il Papa ha esplicitamente ricordato”. Il presidente della Comece ha puntato molto sul concetto di “unità dell’Europa”. Perché “la sua missione in un mondo fortemente polarizzatore risulta indebolita dalla mancata unione per effetto anche del populismo”.
Il vescovo di Digione, mons. Antoine Hérouard, primo vicepresidente della Comece, ha ricordato a questo proposito che il progetto dei padri fondatori, nato all’indomani della Seconda guerra mondiale, ha dato vita a un’idea di Europa “fondata sull’unità e sulla pace”. “Dobbiamo ribadire che non si tratta soltanto di un obbligo giuridico, ma anche di un dovere etico: creare le condizioni per favorire il dialogo e la convivenza pacifica è una responsabilità che va oltre le norme e le istituzioni. L’Europa, su questo punto, è attesa e guardata da molti altri Paesi e continenti, soprattutto in un momento storico segnato da guerre in Europa e in Medio Oriente”. “Questa è una realtà che, come Chiesa, siamo chiamati a vivere e testimoniare. Non siamo attori politici e non perseguiamo risultati politici, ma riconosciamo che alcuni principi sono in sintonia con il progetto europeo”. E il segretario generale della Comece padre Manuel Barrios Prieto ha detto che dal papa è arrivato l’invito a “dire con chiarezza il Vangelo senza però cadere in logiche politiche di partito ne farsi incasellare”. I giornalisti hanno quindi chiesto a mons. Crociata a cosa ci si riferisce quando si parla di “parole chiare” e il vescovo ha risposto: “Semplicemente alle parole del Vangelo e all’insegnamento sociale della Chiesa, applicati alle questioni che ci riguardano oggi. Questo è il punto centrale. Su questo non possiamo arretrare per timore, convenienza o, peggio, per eventuali preferenze politiche. Il nostro compito va oltre le divisioni, le maggioranze e le minoranze: è quello di promuovere valori a servizio dell’umanità e dell’Europa di oggi”.

Vescovi Ue: ricevuti oggi da papa Leone. Mons. Kozon (Copenaghen), “progetti di re-migrazione non sono giustificabili”

“Non si possono giustificare dal punto di vista cristiano e siamo contrari. Oltretutto, le nostre comunità cattoliche dei paesi nordici non sarebbero niente senza gli immigrati”. Lo ha detto mons. Czeslaw Kozon, vescovo di Copenaghen e vice presidente della Comece, parlando in conferenza stampa dopo l’udienza della presidenza della Comece con Papa Leone delle proposte di remigrazione, di immigrati stabilmente presenti da generazioni nei Paesi europei. “Anche questo tema si alimenta sul terreno del populismo dove purtroppo gli immigrati vengono spesso trasformati nel capro espiatorio, nei “nemici” della società, contribuendo così a rafforzare il consenso verso queste correnti. La questione dell’immigrazione esiste da diversi decenni ed è ben conosciuta, ma ciò che appare relativamente nuovo è il modo in cui il populismo la utilizza, trasformandola in una presunta minaccia per molte società”. Il vescovo fa riferimento all’ascesa di nuovi movimenti politici, come si è visto, ad esempio, nel Regno Unito, in Francia e anche nelle elezioni locali in Germania. Oltre ai tentativi di limitare l’arrivo degli immigrati, si affaccia tra alcuni esponenti politici anche una proposta che viene talvolta definita, in modo quasi eufemistico, “re-immigrazione”, ovvero l’idea di espellere anche persone che vivono da generazioni nei nostri Paesi. Oltre al “punto di vista umanitario”, il vescovo richiama anche quello ecclesiale. “La Chiesa cattolica, soprattutto nei Paesi del Nord Europa, da cui provengo, è composta in larga parte — in alcuni casi in maggioranza — da immigrati, accolti non solo per ragioni umanitarie, ma anche come parte viva della Chiesa. La loro presenza è percepita come un arricchimento: in situazioni in cui alcune parrocchie rischiavano di scomparire, l’arrivo degli immigrati ha portato nuova vita. Per questo, come Chiesa nei Paesi del Nord, abbiamo almeno due motivi per essere dalla parte dei migranti: da un lato ragioni umanitarie, dall’altro ragioni propriamente ecclesiali”.

Diocesi: Cerreto Sannita, nasce la linea di shopper “StorieCucite” realizzate dalla Sartoria sociale “RiCuce”

Nasce “StorieCucite”, una nuova linea di shopper realizzate dalla Sartoria sociale “RiCuce” della cooperativa sociale di comunità iCare della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti. Ideate e create dalle tirocinanti Ludovica ed Enza del Programma Gol, nato grazie ai fondi del Pnrr per favorire il reinserimento lavorativo tramite l’orientamento al lavoro e l’acquisizione di competenze, le shopper sono state assemblate, a gusto personale delle partecipanti, con ritagli di stoffe recuperate e scelte. Si conferma e ripropone anche per questi nuovi prodotti il tema del cucito e riutilizzo creativo, processo di trasformazione dei materiali cosiddetti di scarto, esaltando il lavoro, l’impegno e la creatività delle tirocinanti nella Sartoria sociale. Per info e prenotazioni di questo nuovo prodotto disponibile nello shop del sito web di iCare (icareinnovation.org), è possibile contattare il cell. 375 934 9722.
Con il progetto di Sartoria sociale “RiCuce”, iCare intende creare una catena che, partendo dal prodotto finito dei capi di abbigliamento, ne allunghi il tempo di utilizzo con modifiche ed aggiusti e, a fine vita, ne recuperi materia prima e seconda per la creazione di nuovi prodotti. Il progetto vuole sperimentare un processo circolare che incomincia nella fase di una raccolta selettiva diffusa di abiti usati, attraverso il coinvolgimento delle comunità. La sperimentazione, dunque, prevede la realizzazione di un processo di raccolta mirata di lavorazione che, attraverso il cucito creativo e il riciclo, possa effettuare anche l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza inserite nella rete antiviolenza locale e del partenariato. Il cambiamento che si intende realizzare impatterà a livello ambientale, con la riduzione del rifiuto tessile, a livello sociale, promuovendo nuovi modelli di consumo circolare responsabile, e a livello economico con l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. Questo processo circolare si inserisce nel tessuto socio-culturale locale, andando ad impattare sulle dinamiche relazionali fra cittadini, Caritas e fasce deboli della popolazione nonché sul sistema di raccolta differenziata. Sono, inoltre, stati avviati percorsi di sviluppo delle competenze per donne fragili e percorsi di tirocini lavorativi, in collaborazione con il Cadm “Casa delle Donne” e una continua selezione di abiti e indumenti usati, non ritirati dalle persone bisognose, che vengono rigenerati.

Solidarietà: Assisi, domani il concerto “Pro Terra Santa” per sostenere i bambini di Gerico

Sarà una serata di musica e solidarietà quella che si svolgerà venerdì 22 maggio alle 21 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, ad Assisi, con il concerto “Pro Terra Santa”. L’iniziativa benefica è promossa dall’associazione Santo Sepolcro con il sostegno della fondazione Brunello e Federica Cucinelli di Solomeo. L’evento unirà musica sacra, spiritualità e solidarietà con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere le attività con i bambini della “Terra Santa School” di Gerico, realtà educativa che opera in un contesto segnato dalle difficoltà sociali e dalle tensioni in Terra Santa. Momento centrale della serata sarà l’esecuzione del “Magnificat” di Luca Garbini, interpretato dal coro “Canticum Novum” di Solomeo, insieme all’orchestra del Teatro Cucinelli. Sul palco saliranno il soprano Lucia Casagrande Raffi e il mezzosoprano Elisabetta Pallucchi, mentre la voce narrante sarà affidata a Ilaria Falini. La direzione musicale sarà curata dal maestro Fabio Ciofini.

Vaticano: Dicastero Laici, da oggi l’incontro con i moderatori di movimenti e associazioni

“Servire, accompagnare, guidare. Fondamenti e prassi del governo nelle associazioni”. È questo il tema dell’Incontro annuale promosso dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, in programma da oggi (fino a domani) nell’Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano, con circa 200 partecipanti tra moderatori, loro delegati e membri degli organi centrali di governo di 104 delle 115 associazioni internazionali di fedeli ed enti riconosciuti o eretti dalla Santa Sede. Al centro dei lavori, spiega il Dicastero, il tema del governo nelle associazioni, inteso come servizio vissuto secondo il Vangelo per il bene autentico delle realtà ecclesiali e dei loro membri. L’iniziativa intende offrire strumenti concreti a quanti ricoprono responsabilità di guida, affrontando aspetti teologico-pastorali e canonistici: dalla natura dell’autorità del moderatore alla corresponsabilità e collegialità, dal rapporto con l’autorità ecclesiale alla custodia del carisma, fino alla trasparenza, alla tutela dei diritti dei fedeli e alla formazione dei membri. L’incontro, articolato su due giornate, prevede un intervento di apertura del prefetto, card. Kevin Farrell, e relazioni su “Aspetti teologici del governo” (sr. Gill Goulding) e “Principi del governo nelle associazioni di fedeli” (don Paolo Gherri), oltre all’intervento di Papa Leone XIV. Nel pomeriggio spazio alle “sfide” del governo nelle associazioni, con un contributo del Dicastero, e a gruppi di lavoro per favorire confronto e condivisione. La prima giornata si concluderà con la recita del Rosario nei Giardini Vaticani. Il secondo giorno sarà maggiormente dedicato al metodo sinodale della conversazione nello Spirito, con testimonianze sulla relazione tra moderatori e vescovi e sulla conciliazione come stile di governo, seguite da lavori di gruppo e discussione plenaria. L’appuntamento, che negli anni ha assunto un carattere sempre più formativo, si propone anche come occasione di conoscenza reciproca tra il Dicastero e le associazioni e tra le associazioni stesse, in un’ottica di comunione e corresponsabilità ecclesiale.

Migranti: da inizio anno sbarcate 9.862 persone sulle nostre coste. Quasi 1.300 a maggio

Sono finora 9.862 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 21.505 mentre nel 2024 furono 19.062. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Nella giornata di ieri sono state 74 le persone registrate in arrivo sulle nostre coste che hanno fatto salire a 1.286 il totale delle persone arrivate via mare in Italia a maggio. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.178, mentre nel 2024 furono 4.976. Dei quasi 9.900 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 2.867 sono di nazionalità bangladese (29,1%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.223, 12,4%), Pakistan (1.011, 10,2%), Sudan (808, 8,2%), Egitto (655, 6,6%), Algeria (558, 5,7%), Tunisia (259, 2,6%), Eritrea (204, 2,1%), Mali (202, 2%), Costa d’Avorio (187, 1,9%), Nigeria (164, 1,7%), Guinea (155, 1,6%), Marocco (137, 1,4%), Iran (134, 1,4%), Camerun (100, 1%) a cui si aggiungono 1.198 persone (12,1%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Leone XIV: ai movimenti e nuove comunità, “chi dice ‘con quel vescovo non siamo in comunione’ sbaglia”

“Se un gruppo dice: ‘No, con quel vescovo non siamo in comunione, ne vogliamo un altro’, non va bene”. Lo ha affermato Papa Leone XIV nel discorso ai moderatori delle associazioni di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, ricevuti oggi nell’Aula del Sinodo. Leone XIV ha posto la comunione al centro del governo ecclesiale, rivolgendo un monito preciso: i movimenti “devono veramente cercare come vivere in comunione con tutta la Chiesa, a livello diocesano”, perché “la Chiesa siamo tutti noi, è molto di più” di una singola realtà. Il Pontefice ha anche sottolineato il compito “profetico” di chi governa: custodire il carisma fondativo e al tempo stesso aprire l’associazione alle “attuali urgenze pastorali”, senza “appiattirsi sui modelli pur positivi del passato”. Leone XIV ha concluso con parole di gratitudine: “Le associazioni di fedeli e i movimenti ecclesiali sono un dono inestimabile per la Chiesa. C’è una grande ricchezza fra voi, tante persone ben formate e tanti bravi evangelizzatori”. Ha incoraggiato i presenti a “custodire e, con la grazia di Dio, far crescere tutti questi doni”, assicurando: “La Chiesa vi sostiene e vi accompagna”.

Leone XIV: ai movimenti e nuove comunità, “il governo è un carisma, non può servire interessi personali o forme di potere”

“Il governo ecclesiale è un dono particolare dello Spirito Santo” e “non può mai essere sfruttato per interessi personali o forme mondane di prestigio e di potere”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi nell’Aula del Sinodo i moderatori delle associazioni di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, riuniti su convocazione del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita per riflettere sul tema del governo di una comunità ecclesiale. Per il Papa, il governo è annoverato da san Paolo tra i carismi dello Spirito (cfr 1Cor 12,28) e, nella Chiesa, “ha in sé stesso un orientamento salvifico, cioè deve tendere al bene spirituale dei fedeli”. Leone XIV ha indicato tre conseguenze che derivano da questa natura carismatica del governo: dev’essere “per l’utilità di tutti”; non può essere “imposto dall’alto, ma dev’essere un dono riconoscibile nella comunità e liberamente accolto”; ed è sempre “soggetto al discernimento dei Pastori”. Il Pontefice ha quindi elencato le caratteristiche irrinunciabili di un buon governo ecclesiale: “l’ascolto reciproco, la corresponsabilità, la trasparenza, la vicinanza fraterna, il discernimento comunitario”. Ha inoltre ricordato che “un buon governo, invece di concentrare tutto su sé stesso, promuove la sussidiarietà e la partecipazione responsabile di tutti i membri della comunità”.

Parlamento Ue: Hantavirus banco prova per la sicurezza sanitaria. Tzitzikostas (Commissione): “Rischio molto basso per la popolazione”

(Strasburgo) L’epidemia di Hantavirus sulla nave da crociera Hondius è “un forte promemoria dei rischi che le malattie trasmissibili continuano a porre”, ma al momento “non ci sono segnali dell’inizio di un focolaio più ampio” e “il rischio per la popolazione generale in Europa è valutato come molto basso”. Lo ha affermato oggi il commissario Apostolos Tzitzikostas intervenendo al Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo, ricordando che “sono stati identificati 11 casi, di cui 9 confermati come infezione da Andes hantavirus”, con tre decessi e due pazienti ancora in terapia intensiva, tutti “isolati e gestiti sotto strettissima sorveglianza medica”. Tzitzikostas ha rivendicato la “rapida” mobilitazione dell’esecutivo comunitario – compreso il lavoro quotidiano del Comitato per la sicurezza sanitaria – e ha sottolineato che l’attivazione del Meccanismo di protezione civile ha consentito “la sicura evacuazione di oltre 70 persone, inclusi più di 40 cittadini europei”. La risposta messa in campo fino a questo momento, ha aggiunto, “è una vera storia di successo della solidarietà europea e dimostra che il nostro rafforzato quadro di sicurezza sanitaria sta funzionando”, avvertendo però che “la vigilanza resta una priorità” anche in assenza di un vaccino o di trattamenti specifici. “I duri insegnamenti della pandemia di Covid 19 restano cruciali per la nostra risposta di oggi, perché i virus non rispettano i confini”, ha concluso il commissario.

Diocesi: Lucca, donata all’arcivescovo Giulietti una stola realizzata dalle studentesse della 3 M Moda Iam “Civitali”

In questi giorni, alla presenza della dirigente dell’Istituto Machiavelli di Lucca, Emiliana Pucci, e delle classi del triennio Moda Iam “Civitali”, accompagnate dai rispettivi docenti, alcune studentesse della classe 3 M Moda Iam hanno consegnato una stola all’arcivescovo di Lucca, mons. Paolo Giulietti.
Coadiuvate dalle proprie insegnanti, le alunne hanno voluto omaggiare l’arcivescovo in occasione dei 300 anni dall’elevazione di Lucca ad arcidiocesi. Il paramento è stato realizzato con materiale di riciclo – un lenzuolo donato – sul quale è stata dipinta e ricamata una greca geometrica verde (colore che nella liturgia simboleggia il Tempo ordinario) ispirata ai motivi della facciata della cattedrale di San Martino. Le geometrie terminano con una conchiglia ricamata in perle giallo oro, chiaro riferimento all’esperienza dei pellegrinaggi tanto cari a mons. Giulietti. Al centro della stola spicca inoltre un sole stilizzato, anch’esso in perle dorate: tutti simboli legati alla storia locale e universale, densi di significato spirituale.
Le studentesse hanno creato così un pezzo unico, la cui realizzazione ha permesso loro di riflettere sulla storia del territorio e di mettere in pratica gli studi attraverso un’opera di alto artigianato. L’arcivescovo ha molto apprezzato sia il manufatto sia la presentazione che ha accompagnato la consegna, ringraziando le ragazze e la scuola per questo segno di attenzione.
“Creare qualcosa che legasse ancora di più la nostra arte e la nostra città è stata per noi una sfida importante – hanno dichiarato le studentesse –. Abbiamo deciso di chiamare questa stola ‘Intrecci di speranza’. Come la trama e l’ordito compongono il tessuto, così anche tutto quello che ci capita ogni giorno e le persone che incontriamo costituiscono i nostri intrecci, nella speranza di realizzare i nostri sogni e vivere in un mondo di pace”.
“Con questo dono – chiosa la dirigente – vogliamo celebrare il legame tra la nostra scuola e la comunità intera attraverso il linguaggio universale della bellezza. Un lavoro che unisce tutti in un unico messaggio di fratellanza e cura per il territorio”.

Chiese campane: Cava de’ Tirreni, ieri all’abbazia della Santissima Trinità l’incontro della Consulta regionale beni culturali. Focus su musei e biblioteche

Ieri mattina, 20 maggio, presso l’abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni, si è svolto l’incontro della Consulta regionale per i beni culturali e l’edilizia di culto, l’organismo della Conferenza episcopale campana (Cec) che si occupa della tutela e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico, con un focus particolare su musei e biblioteche ecclesiali e sui processi di conservazione, gestione e fruizione dei beni culturali.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di mons. Sergio Melillo, vescovo delegato ai Beni culturali ed edilizia di culto della Cec, dell’abate dom Michele Petruzzelli e di don Roberto Guttoriello, incaricato regionale.
È seguito l’intervento di don Nunzio Falcicchio, delegato Sud di Amei, che ha offerto una riflessione sul ruolo dei musei ecclesiastici come luoghi di narrazione, identità e dialogo con il territorio. La plenaria della Consulta Bce è poi proseguita con il contributo dei collaboratori e restauratori del Laboratorio del Libro antico, che hanno approfondito il valore del patrimonio librario antico e le sfide legate alla sua conservazione.
La mattinata si è conclusa con una visita all’abbazia e al laboratorio di restauro del libro antico: un’occasione preziosa per osservare da vicino il lavoro competente e silenzioso che custodisce la memoria scritta delle comunità e ne garantisce la trasmissione alle generazioni future

Austria: verso la “Lunga notte delle chiese”. 1.700 eventi in 600 luoghi di culto. “Celebrate con noi la forza della comunità”

Sarà la “Lunga notte delle chiese” per l’Austria quella a cavallo tra il 29 e il 30 maggio prossimi. L’arcidiocesi di Vienna rende noto che saranno più di 170 le chiese aperte nella capitale per oltre mille ore di programmazione. In tutta l’Austria sono previsti 1.700 eventi che coinvolgeranno circa 600 chiese, cappelle, monasteri. Vi partecipano tutte le denominazioni rappresentate nel Consiglio ecumenico delle Chiese d’Austria. La “Lunga notte” comincerà, come da tradizione, con il suono delle campane in tutta l’Austria alle 17.50. In media questa iniziativa nazionale ha attirato circa 300.000 visitatori negli ultimi anni. Il tema dell’edizione 2026 è “Muteinander”, parola coniata per dire contemporaneamente coraggio (mut) e insieme (miteinander). “In un mondo pieno di sfide, il nostro stare insieme è più importante che mai”, si legge sul sito nazionale dell’iniziativa. “Celebrate con noi la forza della comunità, fate rifornimento di coraggio e condividete momenti di ispirazione”. Nel programma delle iniziative che si potranno trovare a Vienna, per esempio, c’è un dibattito al palazzo arcivescovile tra l’arcivescovo Josef Grünwidl e la vescova protestante Cornelia Richter. Un altro dibattito pubblico s’intitola “riflessione spirituale su teologia, matematica e scacchi”; sono poi previsti concerti, opere teatrali, danza, preghiera e condivisione culinaria, un tour sulle orme dei santi polacchi legati a Vienna.

Commissione Ue: Previsioni economiche. Conflitti e instabilità possono generare un quadro ancora più pesante

Incertezza geopolitica, aumento dei costi energetici, instabilità dei mercati generano ricadute e forti preoccupazioni anche sul versante delle finanze pubbliche. Lo segnala la Commissione europea nelle sue Previsioni, documento illustrato oggi a Bruxelles. “Il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nell’Ue – ci si legge – dovrebbe aumentare dal 3,1% del Pil nel 2025 al 3,6% entro il 2027, riflettendo la modesta attività economica, l’aumento della spesa per interessi, le misure volte ad attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sulle famiglie e sulle imprese vulnerabili e l’aumento della spesa per la difesa”. Secondo le proiezioni anche il rapporto debito/Pil dell’Ue salirà dall’82,8% nel 2025 all’84,2% nel 2026 e all’85,3% nel 2027. “Ciò riflette maggiori disavanzi primari e un differenziale interesse-crescita sempre più sfavorevole. Entro il 2027 quattro Stati membri dovrebbero avere un rapporto debito/Pil superiore al 100%, fra cui l’Italia.
Ma la Commissione torna a sottolineare: “Il rischio maggiore che circonda le previsioni riguarda la durata del conflitto in Medio Oriente e le sue implicazioni per i mercati energetici globali. Dato il grado di incertezza insolitamente elevato, le previsioni di base sono integrate da uno scenario alternativo che ipotizza perturbazioni più prolungate. In questo scenario, si ipotizza che i prezzi delle materie prime energetiche aumentino significativamente al di sopra delle curve dei future sullo scenario di base, raggiungendo un picco alla fine del 2026 per poi riallinearsi gradualmente con esse entro la fine del 2027”. In questo scenario, l’inflazione, secondo gli esperti della Commissione, “non si allenterebbe e l’attività economica non riuscirebbe a riprendersi nel 2027, come previsto nelle previsioni di base. Inoltre, l’aumento dei prezzi potrebbe indurre le famiglie e le imprese a ridimensionare maggiormente i consumi e gli investimenti”.
Inoltre, le carenze definitive di approvvigionamento di materie prime e fattori produttivi specifici, ad esempio alcuni prodotti petroliferi raffinati, elio e fertilizzanti, “potrebbero intensificarsi con effetti a catena per le catene di produzione globali e l’accessibilità economica dei prodotti alimentari”. L’indebolimento in atto della domanda di lavoro, evidenziato dal calo dei posti di lavoro vacanti e dei tassi di assunzione, “potrebbe segnalare un impatto più negativo sulla crescita dell’occupazione futura”.
Ma tutto ciò non basta: “La perdurante incertezza circa le politiche commerciali mondiali e l’attuale riconfigurazione delle relazioni geopolitiche e commerciali potrebbero pesare ulteriormente sul clima di fiducia e sull’attività”. D’altro canto “i forti investimenti pubblici in settori quali la difesa e la transizione energetica potrebbero compensare in parte la debolezza attesa nel settore privato”. Non ultimo: “L’intelligenza artificiale rappresenta sia un’opportunità che un rischio: gli incrementi di produttività potrebbero sostenere gli investimenti nell’Ue, mentre le perturbazioni del mercato del lavoro potrebbero pesare sulla domanda”.

Chiesa: P. Cozzolino (Minimi), una lettera di San Francesco di Paola invita a vivere una responsabilità sociale che supera la dimensione spirituale

“Amate il bene comune. San Francesco di Paola precursore della Dottrina Sociale della Chiesa”. Questo il tema di un incontro che si svolgerà questa sera a Corigliano Rossano all’interno della seconda Festa calabrese della Dottrina Sociale della Chiesa – promossa dal Centro studi calabrese, dall’Universitas Vivariensis e dal Presidio Culturale calabrese fino al 28 maggio. A tenere la relazione sarà padre Giovanni Cozzolino dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola che proporrà una lettera che il santo paolano scrisse il 10 settembre 1486 ai procuratori dell’eremo di Corigliano, Girolamo Sanseverino e Mandella Gaetani e nella quale il religioso sostiene che proprio in quella missiva si possa rintracciare l’ispirazione del “pensiero sociale della Chiesa”. Nella lettera, San Francesco di Paola invita i destinatari a vivere una responsabilità sociale che supera la dimensione spirituale e investe la vita civile. “Amate il bene comune”, scrive: “Aiutate i poveri, gli orfani, le vedove e i bambini”, anticipando quella che sarà definita l’opzione preferenziale per i poveri. Il santo richiama anche la necessità della pace come fondamento della convivenza: “Mettete da parte gli odi e le inimicizie, amate la pace perché è il miglior tesoro che i popoli possano avere”, evidenzia p. Cozzolino sottolineando che il santo non si rivolgeva solo ai suoi frati, ma a “venerabile clero, le autorità e tutto il popolo”, chiamando in causa l’intera società. Secondo padre Cozzolino San Francesco “profetizza i principi, non li sistematizza”, e per questo può essere considerato “il padre profetico” della Dottrina Sociale della Chiesa.

Commissione Ue: Previsioni economiche. Conflitti, shock energetico e incertezza pesano su famiglie e imprese. Frena l’occupazione

“L’impennata dei prezzi dell’energia comporta un aumento delle bollette delle famiglie e un aumento dei costi delle imprese che riducono i profitti per molte industrie, reindirizzando i redditi fuori dall’economia dell’Ue e verso i Paesi esportatori di energia”. Il documento economico previsionale della Commissione chiarisce, in poche parole, che le guerre – in Medio Oriente, in Ucraina e altrove – generano comunque instabilità e pesano sui sistemi economici, fino a creare disagi e costi per famiglie e aziende. “L’inizio del conflitto ha visto la fiducia dei consumatori scendere a un minimo, tra i crescenti timori di un aumento dell’inflazione e la perdita di posti di lavoro. Tuttavia, i consumi dovrebbero rimanere il principale motore della crescita”. Gli investimenti delle imprese dovrebbero inoltre essere limitati da condizioni di finanziamento più restrittive, minori profitti e maggiore incertezza, segnala l’Esecutivo Ue. “Anche la debolezza della domanda esterna pesa sulla crescita delle esportazioni”. D’altro canto “gli investimenti dell’Ue nella resilienza energetica, in particolare all’indomani dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, stanno dando i loro frutti. La spinta verso la diversificazione dell’approvvigionamento, la decarbonizzazione e la riduzione del consumo energetico hanno lasciato all’economia dell’Ue una posizione migliore per assorbire lo shock odierno”.
Il quadro generale pesa anche sul lavoro. “Nel 2025 l’occupazione è cresciuta dello 0,5%, aggiungendo oltre 1 milione di posti di lavoro all’economia dell’Unione. Nel 2026 si prevede che la crescita dell’occupazione rallenti allo 0,3%, per poi risalire allo 0,4% nel 2027. Il calo a lungo termine del tasso di disoccupazione dovrebbe cessare, stabilizzandosi intorno al 6% nel 2027”. Non si esclude che in alcuni Paesi i salari nominali possano crescere al crescere dell’inflazione.

Commissione Ue: Previsioni economiche. Dombrovskis, “quadro incerto, crescono inflazione e disavanzi pubblici. Regna l’incertezza”

Cinque messaggi chiave: il commissario all’economia, Valdis Dombrovskis, si presenta in sala stampa a Bruxelles per presentare le Previsioni economiche, con alcuni elementi esplicativi. “Il primo: il conflitto in Medio Oriente ha causato uno shock energetico che ha un impatto pesante sull’economia. Secondo: la crescita del Pil continuerà ma a un ritmo più lento. Terzo: l’inflazione sta aumentando e continuerà, in questo quadro, ad aumentare. Quarto punto: con la crescita lenta aumenteranno i disavanzi pubblici. Quinto: c’è una incertezza di fondo” con la quale anche l’economia europea dovrà fare i conti. Quindi il commissario specifica: “Il conflitto in Medio Oriente ha innescato un grave shock energetico, mettendo ulteriormente alla prova l’Europa, già alle prese con un contesto geopolitico e commerciale instabile. L’Ue deve imparare dalle crisi passate, mantenendo il sostegno fiscale temporaneo e mirato e riducendo ulteriormente la dipendenza dai combustibili fossili importati, un cambiamento che ha già rafforzato la nostra resilienza. Agendo con unità e determinazione, l’Europa dovrebbe accelerare le riforme, rimuovere gli ostacoli alla crescita e salvaguardare la solidità delle finanze pubbliche”.

Tutela dei minori: diocesi Ales-Terralba, a San Gavino Monreale si parlerà dell’impegno in ambito ecclesiale

Si parlerà di “abusi in ambito ecclesiale: nuove consapevolezze e sfide aperte”, nell’ultimo incontro del ciclo formativo per la promozione di una cultura della tutela organizzato dal servizio diocesano tutela minori di Ales Terralba. L’incontro, si terrà il prossimo 27 maggio alle 18.35 nella biblioteca dell’Istituto di Scienze Religiose, mons. G.M. Pilo, di San Gavino Monreale. A parlare del tema degli abusi in ambito ecclesiale sarà don Paolo Baroli, referente diocesano per la diocesi di Oristano, docente all’Università Gregoriana e autore del testo “Mostri o nostri?”. Scopo dell’evento è quello di creare un percorso volto a sensibilizzare la comunità affinché la custodia della fragilità diventi un atto di responsabilità collettiva. L’incontro è aperto a tutti, presbiteri e laici e intende rappresentare un momento di formazione rivolto in particolare agli operatori pastorali, attivi nelle parrocchie e nei servizi diocesani: catechisti, animatori dell’oratorio e pastorale giovanile, operatori Caritas, ministri straordinari della comunione.

Commissione Ue: Previsioni economiche. Il Pil rallenta a causa del conflitto in Medio Oriente

Le Previsioni economiche per la primavera del 2026, rese note oggi dalla Commissione Ue, indicano “un’attività economica più debole, poiché il conflitto in Medio Oriente innesca un nuovo shock energetico che riaccende l’inflazione e scuote la fiducia economica”. Il documento previsionale viene presentato dal commissario all’economia, Valdis Dombrovskis. “Prima della fine di febbraio 2026, l’economia dell’Ue era destinata a continuare a espandersi a un ritmo moderato, accompagnata da un’ulteriore diminuzione dell’inflazione, ma le prospettive sono cambiate sostanzialmente dallo scoppio del conflitto”, si legge nel documento. L’inflazione “ha iniziato ad aumentare poche settimane dopo l’inizio del conflitto, spinta dal forte incremento dei prezzi delle materie prime energetiche, e l’attività economica sta perdendo slancio. La situazione dovrebbe migliorare leggermente nel 2027 se le tensioni sui mercati energetici si allenteranno”. Quindi, dopo aver raggiunto l’1,5% nel 2025, la crescita del Pil nell’Unione europea dovrebbe ora rallentare all’1,1% nel 2026, con una revisione al ribasso di 0,3 punti percentuali rispetto alla previsione economica dell’autunno 2025 (1,4%). La crescita del Pil dovrebbe quindi salire leggermente all’1,4% nel 2027. Anche le proiezioni di crescita per l’area dell’euro sono state riviste al ribasso, allo 0,9% nel 2026 e all’1,2% nel 2027, rispetto all’1,2% e all’1,4% rispettivamente. L’inflazione dovrebbe aggirarsi attorno al 3,0%.

Infanzia: Ai.Bi., un progetto per la protezione e l’autonomia dei minori in R.D. Congo, Repubblica del Congo e Burundi

Ai.Bi. Amici dei Bambini annuncia l’avvio del nuovo progetto di cooperazione internazionale “Dalla strada alla famiglia. Percorsi di cura e autonomia per i minori in Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo e Burundi”, promosso con il contributo della Cai – Commissione per le adozioni internazionali e implementato con diversi partner. L’iniziativa sarà realizzata, in particolare, nelle città di Goma e Kinshasa per quanto riguarda la Repubblica Democratica del Congo; a Brazzaville e Kingoué per la Repubblica del Congo e a Bujumbura per il Burundi.
Il progetto nasce in un contesto segnato da povertà estrema, conflitti armati, alti tassi di abbandono scolastico e debolezza istituzionale. In questo scenario, spiega Ai.Bi., “l’obiettivo è promuovere il diritto di ogni bambino a vivere in un ambiente familiare sicuro, protettivo e stimolante, rafforzando i sistemi di protezione dell’infanzia attraverso interventi nei settori della protezione, della salute, dell’educazione e del sostegno alle famiglie e alle comunità”.
Tra le principali attività previste la sensibilizzazione comunitaria sul diritto del minore a vivere in famiglia; i percorsi di reinserimento familiare e la promozione dell’affido e dell’adozione; la regolarizzazione giuridica dei minori e il sostegno economico alle famiglie tramite attività generatrici di reddito; il supporto sanitario, nutrizionale, educativo e psico-sociale ai minori accolti nei centri partner.
Il progetto prevede inoltre l’accoglienza e la presa in carico di oltre 100 bambini nei centri Fed e Sodas a Goma e percorsi di autonomia per 20 care leavers. A Kinshasa sarà sviluppato un modello di sanità scolastica con screening per anemia falciforme e accompagnamento socio-sanitario, mentre in Congo Brazzaville (Repubblica del Congo) saranno promosse attività di formazione per funzionari pubblici sul tema dell’adozione e una campagna di comunicazione multilingue. Nel villaggio di Makana sarà infine attivato un programma di alfabetizzazione e formazione professionale rivolto a giovani donne vulnerabili colpite dal conflitto. I beneficiari diretti dell’iniziativa saranno oltre 5.000, tra minori istituzionalizzati, genitori e caregiver, funzionari pubblici, operatori dei centri e cittadinanza attiva.

Diocesi: mons. Perego presenterà il libro “La Chiesa di Ferrara-Comacchio nei suoi primi quarant’anni 1986-2026” di Gian Pietro Zerbini

Giovedì 21 maggio alle 18.30 nella sede dell’Istituto di cultura “Casa Cini” di Ferrara sarà presentato il nuovo libro di Gian Pietro Zerbini dal titolo “La Chiesa di Ferrara-Comacchio nei suoi primi quarant’anni 1986-2026”. Durante la presentazione l’autore dialogherà con l’arcivescovo mons. Gian Carlo Perego e con mons. Massimo Manservigi, vicario generale e Direttore de “La Voce di Ferrara-Comacchio”, settimanale diocesano che organizza l’incontro. Il libro è una raccolta di articoli scritti dall’autore per “La Nuova Ferrara” dopo l’unione delle due Diocesi, edita dal Centro documentazione della parrocchia di Santa Francesca Romana (Cedoc Sfr). La prefazione è affidata a don Andrea Zerbini, direttore del Cedoc di Santa Francesca Romana. Il volume inizia con un articolo dedicato a don Alberto Dioli, indicato come “vivido esempio di Chiesa missionaria ed evangelica”, e si conclude con la recente chiusura centenario della parrocchia del Perpetuo Soccorso a Ferrara.  L’autore ha inserito anche i testi degli interventi di papa Giovanni Paolo II quando andò in visita a Ferrara, Pomposa, Comacchio e Argenta il 22-23 settembre 1990.

Leone XIV: agli ambasciatori, “nessuna società può dirsi giusta ignorando i poveri”

“Nessuna nazione, nessuna società e nessun ordine internazionale può dirsi giusto e umano se misura il proprio successo unicamente con il potere o la prosperità, trascurando coloro che vivono ai margini”. Così Papa Leone XIV nel discorso – in lingua inglese – rivolto oggi agli ambasciatori straordinari e plenipotenziarii di Sierra Leone, Bangladesh, Yemen, Ruanda, Namibia, Mauritius, Ciad e Sri Lanka, ricevuti nella Sala Clementina per la presentazione delle lettere credenziali. Leone XIV ha richiamato “l’amore di Cristo per i più piccoli e i dimenticati”, che “ci spinge a rifiutare ogni forma di egoismo che rende i poveri e i vulnerabili invisibili”, citando l’esortazione apostolica “Dilexi te”. Il Pontefice ha quindi indicato nello “spirito di solidarietà oblativa” il fondamento del servizio diplomatico: un’attitudine capace di “mettere da parte gli interessi particolari in nome del bene comune” e di creare spazi di incontro e mediazione nelle istituzioni internazionali. Rivolgendosi ai nuovi ambasciatori, Leone XIV ha affermato che il loro servizio “costituisce un prezioso ponte di fiducia e cooperazione” tra i rispettivi Paesi e la Santa Sede, auspicando che gli sforzi comuni contribuiscano a “porre fondamenta più solide per un mondo più giusto, fraterno e pacifico”.

Leone XIV: agli ambasciatori, “serve una diplomazia che promuova il dialogo e cerchi il consenso”

“Serve una diplomazia che promuova il dialogo e cerchi il consenso” a tutti i livelli: bilaterale, regionale e multilaterale. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi nella Sala Clementina gli ambasciatori straordinari e plenipotenziarii di Sierra Leone, Bangladesh, Yemen, Ruanda, Namibia, Mauritius, Ciad e Sri Lanka, in occasione della presentazione delle lettere credenziali. Il discorso – in lingua inglese – ha richiamato l’appello già formulato lo scorso gennaio al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Per il Papa, in un tempo in cui “la pace viene cercata attraverso le armi come condizione per affermare il proprio dominio”, è urgente tornare a una diplomazia “animata da una sincera ricerca di vie che conducano alla pace”, in cui le parole “esprimano realtà chiare senza distorsioni né ostilità”. Solo così, ha sottolineato Leone XIV, sarà possibile superare i malintesi e ricostruire la fiducia nelle relazioni internazionali. Il Pontefice ha anche rinnovato l’impegno della Santa Sede a sostenere le organizzazioni internazionali, definendole “strumenti indispensabili per risolvere le controversie e promuovere la cooperazione”, e ha auspicato che vengano rese “più rappresentative, efficaci e orientate verso l’unità della famiglia umana”.

Lavoro: Roma, anche l’Anmil al Festival in corso da oggi a sabato con uno stand. Attenzione a salute, sicurezza, formazione e legalità

Da oggi fino a sabato 23 maggio si svolgerà, presso il Centro Congressi “La Nuvola” di Roma, la 17ª edizione del Festival del Lavoro, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro e dalla Fondazione studi consulenti del lavoro. “La presenza di Anmil al Festival del Lavoro rappresenta un’importante occasione di confronto sui profondi cambiamenti che stanno interessando il mondo del lavoro. Parlare di sicurezza, prevenzione e tutela della salute significa mettere al centro la dignità della persona e il valore della vita umana. È fondamentale rafforzare una cultura condivisa della prevenzione che coinvolga istituzioni, imprese e lavoratori e questa sarà l’occasione giusta per far sentire la nostra voce, ma soprattutto per ascoltare e accogliere quanti visiteranno il nostro stand”, dichiara il presidente nazionale dell’Anmil Amedeo Bozzer. Anmil, tra i patrocinatori istituzionali dell’edizione 2026, sarà presente per tutta la durata della manifestazione con uno stand dedicato.
Tra gli appuntamenti del Festival, particolare attenzione sarà dedicata al Forum “Salute e sicurezza: prevenire, proteggere, innovare”. Nell’ambito di questa sezione, venerdì 22 maggio alle ore 16, il coordinatore del Gruppo Gravi Disabilità Anmil Maurizio Borelli interverrà alla tavola rotonda dal titolo “Le prestazioni sociosanitarie Inail agli invalidi del lavoro”.
“Attraverso il lavoro costante del Gruppo per le Gravi Disabilità, Anmil rinnova il proprio impegno nel garantire ascolto e tutela a quanti contraggono disabilità a seguito di un incidente sul lavoro. Occasioni come questa ci consentono di creare percorsi concreti per il miglioramento della qualità della vita delle persone colpite da infortuni, con l’obiettivo di favorirne il pieno reinserimento sociale e lavorativo”, spiega Bozzer.
Grande attenzione sarà inoltre dedicata al tema della formazione e della legalità in materia di sicurezza sul lavoro. Sabato 23 maggio, alle ore 11, Anmil prenderà parte al convegno dal titolo “Legalità e sicurezza sul lavoro: un patto contro gli attestati falsi”, organizzato da Conflavoro.
“La formazione sulla sicurezza deve essere autentica, qualificata e verificabile. Contrastare il fenomeno degli attestati falsi significa difendere la vita dei lavoratori e promuovere una cultura della responsabilità che coinvolga tutti gli attori del sistema produttivo”, sottolinea Bozzer.
All’incontro interverrà per l’Anmil il consigliere nazionale e presidente regionale Anmil del Lazio, Alberto Verzulli.
“Anmil continuerà a promuovere momenti di dialogo e sensibilizzazione affinché salute e sicurezza sul lavoro restino una priorità assoluta nell’agenda del Paese”, conclude il presidente.

Integrità e sostenibilità: Transparency International Italia, domani on line l’evento finale di “It’s Worth It” con le testimonianze degli studenti

Appuntamento per domani, venerdì 22 maggio, online su Teams dalle ore 10, per l’evento italiano di restituzione dell’edizione 2026 del progetto “It’s Worth It – Empowering students and school staff through integrity and transparency”. L’incontro sarà anche un’anteprima dell’evento finale del progetto, che si svolgerà a Madrid nel 2027.
“It’s Worth It” si rivolge alle scuole con l’obiettivo di offrire alle giovani generazioni contributi di valore da parte di professionisti del pubblico e del privato e figure del Terzo Settore e dell’Università impegnati sui temi dell’integrità e della sostenibilità.
I laboratori operativi sono stati guidati da Transparency International Italia, Asvis e dagli Integrity Actor provenienti dal settore pubblico e privato. Il percorso didattico spazia dai princìpi della Costituzione agli SDGs dell’Agenda 2030, approfondendo la Carta dei principi etici di Transparency e i Codici etici delle aziende e delle pubbliche amministrazioni.
Il Codice di integrità partecipato è stato realizzato in maniera collaborativa dai gruppi di studentesse e studenti seguendo la logica di fondo sul piano della responsabilità e della convenienza personale che diviene, fatalmente, generale.
L’integrità e la sostenibilità, sostenute da valori condivisi e da una solida cultura etica, sono pilastri fondamentali per costruire una società più giusta. L’evento di restituzione si propone come un momento di confronto e crescita, grazie alle testimonianze di studentesse, studenti e integrity actor: aziende, università, pubbliche amministrazioni e organizzazioni della società civile. L’incontro prevede la presentazione delle attività realizzate in questi mesi con le scuole e, in particolare, verranno illustrati i Codici di integrità partecipati, progettati dalle studentesse e dagli studenti e ispirati dagli SDGs 12 e 16 dell’Agenda Onu 2030 e dalla Carta dei principi etici di Transparency International Italia.

Parlamento Ue: diritti dell’infanzia e piattaforme digitali. Minori arruolati da reti criminali. McGrath, “proteggere i bambini”

(Strasburgo) “Ogni bambino ha il diritto fondamentale a essere protetto”: con queste parole il commissario europeo Michael McGrath ha denunciato ieri in Aula a Strasburgo il crescente reclutamento di minori da parte della criminalità organizzata, spesso arruolati online come corrieri, esecutori di violenze e persino omicidi. “I bambini possono essere vittime, autori forzati o molto spesso entrambe le cose allo stesso tempo”, ha avvertito, descrivendo reti criminali che usano social, piattaforme digitali e intelligenza artificiale per adescare i ragazzi con promesse di soldi facili, trasformando il reato in un “gioco” o in una sfida online e spostando poi le istruzioni su canali cifrati. Le offerte, ha spiegato McGrath, vanno da pochi euro per una semplice consegna fino a migliaia di euro per compiere omicidi, mentre denaro, minacce, violenza e droga vengono usati per intrappolare i minori e farne a volte nuovi reclutatori, alimentando un circuito di appartenenza alle gang. A finire nel mirino è anche il ruolo delle grandi piattaforme online (già oggetto di indagini europee, come nel caso di Snapchat) chiamate a garantire una protezione specifica per i minori e a contrastare i contenuti che favoriscono il reclutamento criminale. Di fronte a quella che ha definito una minaccia che “sfrutta le vulnerabilità sociali e l’attrazione per il denaro facile”, il commissario ha annunciato nuove norme contro le mafie per colpire capi e facilitatori e una nuova strategia europea sui diritti delle vittime e sulla protezione dei bambini, insieme a strumenti di prevenzione e inclusione sociale per offrire ai ragazzi alternative concrete alla spirale della violenza. Il voto sul provvedimento è atteso nella prossima plenaria di giugno, sempre a Strasburgo.

Formazione: Pftim e Issr Donnaregina, oggi a Napoli un seminario per teologi e giornalisti su Chiesa e media nell’epoca dell’intelligenza artificiale

Oggi pomeriggio, alle ore 16, presso la sede della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale (Pftim), a Napoli, in viale Colli Aminei 2, prenderà il via il seminario di formazione “‘Custodire voci e volti umani’. Chiesa e media nell’epoca dell’AI: tra Teologia e deontologia della parola in rete”, organizzato dalla stessa Pftim e dall’Istituto superiore di scienze religiose “Donnaregina” di Napoli (Issr), in collaborazione con il Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) e l’Ordine dei giornalisti della Campania.
Si tratta di un Lab-Day sull’AI, a pochi giorni dalla LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, per promuovere un approccio consapevole al mondo dell’intelligenza artificiale, mettendo in luce, da un lato, i pericoli insiti nello strumento, le loro possibili derive a causa dell’influsso sull’universo adolescenziale e giovanile e i conseguenti rischi di devianze, dall’altro evidenziandone il potenziale positivo, ovvero la possibilità di utilizzarlo ai fini didattici ed educativi, elaborando prodotti comunicativamente attraenti ed esplorando linguaggi nuovi ed efficaci.
A discuterne, dopo i saluti istituzionali di don Pasquale Incoronato, direttore dell’Issr “Donnaregina”, saranno Carola Barbato, presidente del Corecom Campania, Antonio Ascione e Carmine Matarazzo, docenti della Pftim sezione San Tommaso, Ciro Incoronato dell’University of Illinois at Urbana Champaign, in collegamento dagli Usa, Ottavio Lucarelli e Alfonso Pirozzi, rispettivamente presidente e consigliere dell’Ordine dei giornalisti della Campania, introdotti e moderati da Michele Giustiniano, docente e responsabile ufficio stampa dell’Issr.
L’incontro è aperto a tutti e gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili, ma si rivolge in particolare ai giornalisti, ai docenti di ogni ordine e grado della scuola italiana, ai mediatori culturali, agli assistenti sociali, ai parroci, ai loro vicari e ai loro collaboratori, ai diaconi, agli operatori pastorali, agli studenti universitari.

Salesiani: Caserta, in corso fino al 24 maggio il MayFest sui “I colori dell’educazione”

Fino al 24 maggio il MayFest, il festival mariano dell’Istituto salesiano di Caserta, invade il capoluogo e lo trasforma. L’edizione 2026, infatti, è contraddistinta da una larga partecipazione dei diversi settori dell’Istituto in spirito di comunità e servizio: molti gli ospiti e le occasioni di confronto con il territorio sui piani della cultura, della musica, dell’arte, dello sport e della fede. “Lo slogan? ‘I colori dell’educazione!’ – spiega il direttore della casa salesiana, don Antonio D’Angelo – perché educare è un atto di fede e d’amore, e la fede e l’amore non si nascondono negli angoli grigi della vita ma sono l’esplosione dei colori dell’anima”.
Il festival è partito domenica 17 con la celebrazione eucaristica e l’agape fraterna con il saluto del direttore D’Angelo agli ex allievi; alle 19.30 c’è stata la conversazione in santuario di don Roberto Spataro con Marilena Lucente intorno al libro “Madri liberate, liberanti” e al mistero di Maria. Nell’arco della settimana si alterneranno pomeriggi di sport ad eventi di musica e teatro tra cui l’esibizione dell’Orchestra Don Bosco fresca di un tour ricco di successi, lo spettacolo ospite “Voci della Passione” di Valeria Ambrosanio (giovedì 21 alle 20) e la rassegna concorso Premio Don Rua per corali polifoniche (sabato 23 alle 20). Tutti nel Teatro Don Bosco, tutti a ingresso libero.
Occasioni di riflessione saranno il tavolo istituzionale su “emozioni, sentimenti e bullismo” (oggi, mercoledì 20, alle 18.30) e la consegna del Premio della Pace a Rosario Esposito La Rossa, de La scugnizzeria (venerdì 22 alle 12), sempre nel Teatro Don Bosco, ad ingresso libero.
Il festival si concluderà domenica 24 maggio, festa di Maria Ausiliatrice, con la solenne celebrazione eucaristica delle 18, in santuario e, a seguire, la processione per le strade della città. In conclusione, un momento di festa nei cortili dell’Istituto con stand gastronomici, premiazioni dei tornei sportivi e musica dal vivo di band giovanili.

Campi Flegrei: Protezione civile, in corso uno sciame sismico con l’evento maggiore registrato in mare di magnitudo 4.4

Dalle ore 05.50 di stamane, come segnalato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è in corso uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei, con l’evento maggiore registrato in mare di magnitudo 4.4.
In seguito all’evento la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile.
La scossa è stata avvertita dalla popolazione, sono in corso le verifiche sulle segnalazioni di eventuali danni.

Religiosi: Usg, superiori generali a Sacrofano su carisma e governo. Incontro con il Dicastero per la dottrina della fede

“Trasmettere il carisma nel servizio di governo” è il tema della 105ª assemblea dell’Usg (Unione superiori generali), in programma dal 27 al 29 maggio a Sacrofano (Roma). I lavori si apriranno con gli interventi di don Silvio Barbaglia, sacerdote della diocesi di Novara, e di p. Maurizio Bevilacqua, claretiano, sul significato del carisma e della sua trasmissione nella guida degli istituti religiosi. La seconda giornata, giovedì 28 maggio, sarà dedicata alla testimonianza di tre superiori generali sulla loro esperienza concreta: p. Ignasi Fossas Colet della Congregazione sublacense-cassinese, p. Sergio Rodriguez Ramirez della Fraternità missionaria Verbum Dei e fra Massimo Fusarelli, ministro generale dei Frati Minori. Il confronto si svolgerà attraverso la “conversazione nello Spirito”. Venerdì 29 maggio i superiori generali dialogheranno con gli ufficiali della sezione disciplinare del Dicastero per la dottrina della fede: mons. John Kennedy, segretario della sezione disciplinare, e p. Robert Geisinger, promotore di giustizia, risponderanno alle domande dei partecipanti, garantendo l’anonimato delle domande trasmesse in anticipo. Nel pomeriggio di giovedì è in programma anche la presentazione di programmi internazionali di formazione per il servizio di governo, tra cui il Discerning Leadership Program, Faith & Praxis e l’Institute of St. Anselm.

Leone XIV: Tv2000, domenica in diretta la messa di Pentecoste dalla basilica di San Pietro

Domenica 24 maggio, alle 10, Tv2000 trasmetterà in diretta dalla basilica di San Pietro la messa di Pentecoste presieduta da Papa Leone XIV. E alle 12 la recita del Regina Caeli da piazza San Pietro. La celebrazione sarà trasmessa anche da Radio inBlu2000, in streaming e on demand su Play2000.

Cure palliative: Milano, domani un incontro per ricordare i 50 anni di attività della Fondazione Floriani

Rendere omaggio a mezzo secolo di impegno nel campo delle cure palliative e dell’assistenza ai malati inguaribili e alle loro famiglie. È questo l’obiettivo dell’appuntamento dal titolo “Cinquant’anni con cura” che si terrà venerdì 22 maggio a Palazzo Marino, a Milano, con il patrocinio del Comune di Milano per coronare i 50 anni di attività della Fondazione Floriani Ets: un percorso che ha contribuito in modo determinante a diffondere una nuova cultura dell’attenzione alla persona e della solidarietà verso i più fragili.
Nella giornata seguente, sabato 23 maggio, si terrà inoltre presso la Fondazione Feltrinelli di Milano un simposio sulle cure palliative dallo sguardo clinico-scientifico ed internazionale. La giornata sarà dedicata alla ricerca e alla pratica clinica in ambito oncologico e non, includendo i temi della medicina di genere e della formazione. Al termine dell’evento è prevista la lettura della Carta di Milano, un documento programmatico che intende rilanciare il ruolo delle cure palliative come diritto esigibile, criterio di equità sanitaria e responsabilità collettiva per dare un contributo concreto al dibattito sul futuro delle cure palliative in Italia.
Venerdì alle 15 apre i lavori Paolo Floriani, presidente della Fondazione Floriani Ets; seguono i saluti istituzionali di Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, Marina Brambilla, rettrice dell’Università degli studi di Milano, Marco Orlandi, rettore dell’Università degli studi di Milano-Bicocca.
Introduce e modera l’incontro il giornalista Gad Lerner. Dopo il video “Cinquant’anni con cura”, a parlare de “La storia: Fondazione Floriani Ets” è Francesca Crippa Floriani, vicepresidente della Fondazione.
Sul tema “dignità e cura nelle società complesse” intervengono Xavier Gómez-Batiste (Università di Vic, Spagna), Momcilo Jankovic (Fondazione Maria Letizia Verga, Monza), Elena Pinardi (Università degli studi di Milano-Bicocca).
Le conclusioni sono affidate a mons. Vincenzo Paglia (Fondazione Età grande, Roma) e Gianlorenzo Scaccabarozzi (Università degli studi di Milano-Bicocca).

Diocesi: Brescia, da maggio 2026 fino al 2027 “La Fede” del Moretto sarà eccezionalmente visibile al primo piano del Museo

Custodita nel caveau del Museo per tutto il periodo della custodia giudiziale, da maggio 2026 fino al 2027 “La Fede”, tela di Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, sarà eccezionalmente visibile al primo piano del Museo diocesano di Brescia.
Nel 1944 fu illecitamente prelevata dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria in Valverde nel borgo di Padernello (Brescia), sostituita con una copia e immessa sul mercato antiquario. Ai primi anni Duemila risale la scoperta del misfatto e il conseguente avvio delle ricerche da parte dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza. Ritrovata nel 2014, ne viene disposto il sequestro giudiziario all’interno dei depositi del Museo diocesano di Brescia, dove è rimasta custodita per 12 anni. Sino ad oggi.
L’opera, ascrivile alla tarda produzione dell’artista (1550), sarà esposta per un anno nella Sala della Sapienza, al primo piano del Museo diocesano di Brescia, accanto ad un altro grande capolavoro dell’autore: La Madonna col Bambino in gloria, San Giovanni Evangelista, il beato Lorenzo Giustiniani e l’allegoria della Sapienza Divina (1520-1545) da cui la Sala trae la denominazione.
L’eccezionale esposizione dell’opera dopo il dissequestro permette di tornare ad apprezzarne la morbidezza degli incarnati, frutto dal sapiente bilanciamento di luci e ombre, e l’uso di toni e mezzitoni cromatici, fino agli scuri, con i quali l’autore “scolpisce” panneggi di velluto e veli.
Il raffronto tra le due opere, eccezionalmente esposte una vicina all’altra, permette di cogliere le somiglianze che hanno portato a ipotizzare l’uso ripetuto di cartoni preparatori da parte di Moretto e della sua bottega per la realizzazione delle figure allegoriche femminili presenti in alcune pale della sua produzione più tarda. I volti reclinati, un analogo taglio degli occhi, della bocca e del disegno del naso: forte è l’assonanza tra la fisionomia de La Fede e quella della Divina Sapienza, quest’ultima presentata nell’atto di indicare la Vergine come Sedes Sapientiae. Entrambe le figure appaiono riccamente abbigliate e acconciate, indice della volontà di far prevalere, a livello di rappresentazione, significati simbolici e dottrinali rispetto al realismo delle opere precedenti. Una tendenza in linea con la ricerca di spunti eruditi che, a Brescia come altrove, permea la cultura figurativa di metà Cinquecento.

Festa Santa Rita: Savona, domani celebrazioni e appuntamenti in città

Venerdì 22 maggio si fa memoria della religiosa agostiniana santa Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti, beatificata da Papa Urbano VIII nel 1626, canonizzata da Leone XIII nel 1900 e patrona, fra gli altri, delle famiglie. Nella chiesa sita nell’Oltreletimbro, a Savona, le messe saranno celebrate alle 11 (a seguire, intorno a mezzogiorno, la “Supplica”) e alle 16. Nell’ambito della ricorrenza il Comitato Quartiere Oltreletimbro organizza l’“OltreFest”: in particolare, alle 16.30 nella chiesa San Paolo Apostolo gli allievi dell’Istituto comprensivo Savona 3 Guidobono presenteranno un concerto ad offerta libera in sostegno del Comitato. Quest’anno il messaggio della festa si intreccia fortemente ai temi della pace, del perdono e della speranza, anche alla luce delle parole di Leone XIV.

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