Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, giovedì 28 maggio 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Diocesi: Roma, atti vandalici alla parrocchia di Corviale. Mons. Sparapani, “espressione del disagio giovanile, la parrocchia luogo di dialogo e recupero”
“Quanto avvenuto è un’evidente espressione del disagio giovanile che purtroppo interessa il Serpentone di Corviale”. Lo ha dichiarato mons. Stefano Sparapani, vescovo ausiliare di Roma, intervenendo sugli atti vandalici compiuti presso la parrocchia di San Paolo della Croce, nel quartiere di Corviale, nella periferia occidentale di Roma. Il presule ha invitato a non fermarsi allo scandalo del gesto in sé, ma a coglierne le cause più profonde: dietro la profanazione di uno spazio sacro, ha sottolineato, “si celano storie di giovani che crescono in un contesto difficile, segnato da decenni di degrado urbano e mancanza di prospettive”. “La parrocchia, proprio perché colpita, rimane forse il luogo più adatto per trasformare questo episodio in un’occasione di dialogo e di recupero”, ha concluso mons. Sparapani. Il Vicariato di Roma ha ritenuto necessario rettificare alcune inesattezze diffuse dalla stampa: l’aula liturgica non è stata contaminata da feci umane, rinvenute esclusivamente nei bagni del complesso parrocchiale. Sull’altare è stato rovesciato un candelabro con olio, che ha imbrattato la tovaglia liturgica, sulla quale è stato tracciato uno scarabocchio a penna; è stato inoltre danneggiato il vetro di una piccola immagine della Madonna e alcuni locali del catechismo sono stati imbrattati. Il Vicariato precisa inoltre che il sacerdote Giacobbe Elia, che ha rilasciato dichiarazioni inesatte sull’episodio, non è incardinato nella diocesi di Roma e non riveste alcun incarico di esorcista.
Azzardo: don Briziarelli (Caritas Perugia), “come droga e alcol, porta a conseguenze negative per se stessi e per le famiglie”
“La tenda del buon gioco”. È il titolo dell’evento, organizzato dalle Caritas diocesane che si svolgerà domenica 31 maggio, a Perugia e in altre trenta piazze italiane. L’obiettivo è sensibilizzare la comunità sui rischi legati alle pratiche di azzardo. “Vogliamo far emergere che l’azzardo è un fenomeno sociale complesso – ha affermato il direttore della Caritas diocesana, don Marco Briziarelli –, che coinvolge molte sfere della persona e può avere conseguenze devastanti per persone, famiglie e comunità. Spesso etichettato come un vizio o una debolezza personale, attribuito alla mancanza di volontà e autocontrollo, può dare luogo a una condizione patologica di dipendenza, come la droga e l’alcool, consistente nell’incapacità cronica di resistere all’impulso, con conseguenze anche gravemente negative sull’individuo stesso, la sua famiglia e le sue attività professionali”. “Riscopriamo il valore sano e relazionale del gioco – continua il direttore della Caritas diocesana –; la leggerezza e il divertimento che si sperimentano nel giocare non hanno nulla a che vedere con le dinamiche patologizzanti dell’azzardo; questo non è un gioco è l’hashtag che sintetizza questo messaggio”.
Martiri d’Algeria: Tv2000, sabato in onda il documentario “Dare la vita per i propri amici”
A trent’anni esatti dal ritrovamento dei resti dei sette monaci trappisti di Tibhirine, sequestrati in Algeria nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 da terroristi islamisti, Tv2000 trasmette, sabato 30 maggio alle 22.50, il documentario “Dare la vita per i propri amici. I martiri d’Algeria, 30 anni dopo” realizzato da Vatican Media e la Fondazione Oasis. Il documentario – curato da Alessandro Banfi, direttore della comunicazione di Fondazione Oasis, Lorenzo Fazzini, responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana, e Chiara Pellegrino, ricercatrice di Fondazione Oasis – ripercorre la storia dei diciannove martiri d’Algeria – proclamati beati ad Orano nel 2018 – attraverso testimonianze inedite di parenti, amici e persone che li conobbero. Tra i materiali d’archivio mai diffusi in precedenza, spiccano due interviste inedite: al priore di Tibhirine, padre Christian de Chergé, e al vescovo di Orano, mons. Pierre Claverie, assassinato il 1° agosto 1996 insieme al suo amico Mohamed, musulmano. La loro storia – spiega una nota di Tv2000 – diventa un messaggio di pace e di fratellanza in questo tempo di fratture e conflitti, come ha ricordato Papa Leone XIV nel suo recente viaggio in Algeria. Il documentario è visibile in streaming e on demand sulla piattaforma Play2000.
Caritas Italiana: mons. Ambarus nuovo presidente. Valastro (Cri), “auguri per un sereno e fecondo lavoro”. Auspicata “una futura proficua sinergia”
“A nome di tutta la Croce Rossa italiana e mio personale desidero rivolgere le più sincere congratulazioni per questo importante incarico, consapevoli del valore e dell’alto profilo che saprà imprimere a un duplice e così cruciale mandato”. Lo ha scritto il presidente della Croce Rossa italiana, Rosario Valastro, nel messaggio di congratulazioni inviato a mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, nominato nel corso dell’82ª Assemblea generale della Cei alla guida della Commissione episcopale per il Servizio della carità e la salute, incarico che comprende, secondo le disposizioni statutarie, anche la presidenza di Caritas Italiana.
Il presidente della Cri ha sottolineato come, in un contesto segnato da crescenti fragilità sociali, “la resilienza dell’altruismo e dell’impegno sociale condiviso rappresenti un punto di riferimento insostituibile per il nostro Paese”. Valastro ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale svolto quotidianamente da Croce Rossa italiana e Caritas Italiana nel supporto alle persone più vulnerabili, auspicando “una futura proficua sinergia” tra le due realtà per rafforzare ulteriormente le attività di assistenza e solidarietà sui territori. Il presidente della Cri ha infine augurato a mons. Ambarus “un sereno e fecondo lavoro nello svolgimento del prestigioso mandato”, esprimendo sentimenti di “profonda stima e considerazione”.
Terra Santa: Custodia-Commissariato Generale Sud Italia, sostegno a 15 campi estivi per i bambini di Damasco. “Un segno concreto di speranza e pace”
“Lasciate che i bambini vengano a me” (Mc 10,14). È da questo invito evangelico che nasce l’iniziativa promossa dal Commissariato Generale Terra Santa Sud Italia per offrire un’“estate di speranza” a centinaia di bambini e ragazzi di Damasco, in Siria. Il progetto prevede il sostegno a 15 campi estivi dedicati ai più piccoli, in un Paese segnato da anni di guerra, instabilità e difficoltà economiche. I campi estivi si propongono, spiegano gli organizzatori, come luoghi sicuri e accoglienti, dove i ragazzi possano vivere momenti di serenità lontano dal peso quotidiano del conflitto. Attività educative, momenti ricreativi, esperienze di condivisione e percorsi formativi costituiranno il cuore delle giornate, offrendo occasioni concrete di crescita e socialità. L’obiettivo è favorire non solo il gioco e l’amicizia, ma anche un cammino che aiuti a recuperare fiducia nel futuro. Titolo dell’iniziativa è “15 campi estivi per i bambini e i ragazzi di Damasco in Siria”, accompagnato dallo slogan “Un’estate di speranza, di amicizia e di futuro”. “In un Paese che ha bisogno di rinascere – sottolineano i promotori – questi campi rappresentano un segno concreto di pace e vicinanza”. Il progetto punta infatti a costruire spazi in cui i bambini possano “sorridere, crescere insieme e ritrovare speranza”, contrastando le conseguenze sociali e psicologiche della guerra. Fondamentale il contributo di sostenitori e benefattori: “Con il sostegno e la preghiera di tutti possiamo costruire un futuro di pace e speranza per le nuove generazioni di Terra Santa”. Un appello che richiama alla responsabilità condivisa verso i più piccoli, i più esposti alle ferite del conflitto ma anche portatori di possibilità nuove per il domani. È possibile donare su .
80 anni di Repubblica: Anci, circa 100 i Comuni italiani protagonisti delle celebrazioni del 2 giugno
Sono circa 100 i Comuni italiani protagonisti delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica promosse dalla Presidenza della Repubblica con la collaborazione di Anci, Rai e Siae. Il 2 giugno le comunità locali si ritroveranno in piazze, teatri e luoghi simbolo per seguire su Rai 1 lo spettacolo “I volti della Repubblica” da piazza del Quirinale, a Roma.
“Celebrare gli ottant’anni della nostra Repubblica significa onorare le radici profonde della nostra democrazia, radici che affondano proprio nella vita quotidiana delle nostre comunità. Come Anci, siamo orgogliosi dell’adesione straordinaria dei Comuni italiani: dai giovani a cui trasmettiamo i valori della Carta Costituzionale alle piazze di grandi e piccole città che si collegheranno idealmente con il Quirinale, il 2 giugno dimostreremo che l’Italia è unita, coesa e orgogliosa della sua storia”, ha affermato il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
“Stiamo collaborando con la Presidenza della Repubblica per una mobilitazione delle comunità”, ha spiegato da parte sua il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra, sottolineando la forte adesione registrata nei territori. “Oltre ai maxischermi per assistere allo spettacolo, i sindaci stanno organizzando anche iniziative proprie per coinvolgere i cittadini. Ci saranno concerti, proiezioni di film, musica e momenti di spettacolo. Saranno coinvolti tanti giovani, tanti studenti e tante comunità”.
Sul è disponibile l’elenco dei Comuni aderenti e il programma degli eventi nelle principali città italiane.
Pace: Rondine, il 6 giugno al YouTopic Fest presentazione del libro di Vaccari, “Parole inquiete” per riscrivere il lessico della guerra
Nel tempo della guerra diffusa e della paura che rischia di diventare linguaggio ordinario, Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della pace, pubblica “Parole inquiete. Forza, difesa, deterrenza, armi” (Edizioni Ares), in uscita l’8 giugno e presentato in anteprima il 6 giugno (ore 10) al YouTopic Fest 2026, nel borgo di Rondine (Arezzo). Il volume, si legge in un comunicato della casa editrice, prende le parole più dure del lessico contemporaneo – “forza”, “difesa”, “deterrenza”, “armi” – e le sottrae alla dimensione esclusiva delle cancellerie e dei bollettini militari per riportarle alla coscienza personale e alla responsabilità della relazione. Un lavoro che non semplifica né rimuove la complessità del presente, ma la attraversa. Perché, osserva l’autore, “parlare di pace senza sicurezza rischia l’ingenuità, mentre parlare di sicurezza senza interrogarsi sul destino dell’altro consegna la politica alla paura”. Alla base del libro c’è l’esperienza di quasi trent’anni di Rondine, dove giovani provenienti da Paesi in guerra imparano a convivere accanto al proprio “nemico”. Non per cancellare il dolore o negare la storia, ma per trasformare l’odio in responsabilità, la paura in conoscenza, il conflitto in possibilità. È da qui che nasce il Metodo Rondine, oggi riconosciuto a livello internazionale, che non promette l’assenza del conflitto ma insegna ad abitarlo senza lasciarlo degenerare in violenza. Il testo propone un cambio di prospettiva: dalla forza come dominio alla forza come protezione; dalla difesa come minaccia alla difesa come custodia; dalla deterrenza come equilibrio della paura alla responsabilità della convivenza; dalle armi come destino alla ricerca di ciò che può disinnescare la violenza prima che diventi irreversibile. Nella prefazione, la diplomatica Elisabetta Belloni evidenzia come termini centrali nelle relazioni internazionali siano spesso ridotti a slogan, mentre il libro li riapre alla complessità. Nella postfazione, il direttore di Avvenire, Marco Girardo, riconosce a Vaccari la capacità di ricondurre parole “compromesse” a una domanda sull’umano. Il volume si inserisce nel percorso dello YouTopic Fest 2026, in programma dal 4 al 7 giugno, dedicato all’inquietudine.
Scout d’Europa: il 1° giugno oltre 3mila in udienza da Papa Leone XIV per i 50 anni di fondazione
Saranno oltre 3mila tra capi, assistenti e rappresentanti dei genitori dell’Associazione italiana Guide e Scouts d’Europa cattolici (Fse) a partecipare, lunedì 1° giugno, all’udienza con Papa Leone XIV nell’Aula Paolo VI in Vaticano. L’incontro si inserisce nel cammino per i 50 anni dell’Associazione, celebrati lo scorso 14 aprile con un collegamento nazionale e il rinnovo della Promessa da parte di tutti i gruppi. Dai 183 gruppi presenti in Italia arriveranno a Roma circa 360 genitori, segno – sottolineano i promotori – di un rinnovato impegno nell’alleanza educativa tra famiglia e realtà scout. Prima dell’udienza, a partire dalle 9.30, è previsto un momento formativo condotto dalla giornalista Lorena Bianchetti, con interventi dedicati ai “4+1 punti” del metodo scout di Baden-Powell: formazione del carattere, servizio, abilità manuale, salute e forza fisica, oltre all’educazione alla fede. Tra i relatori Alberto Pellai, Barbara Tamborini, Chiara Amirante, Gianni Aureli, Costanza Miriano e il card. Matteo Zuppi. “Un’occasione importante per rileggere il cammino vissuto”, afferma il presidente Franco Caldato, richiamando il motto del cinquantenario, “Se piace a Dio, per sempre”, che invita a guardare al futuro con rinnovato impegno educativo. L’Associazione – evidenzia l’assistente generale, don Stefano Zeni – è oggi particolarmente impegnata nell’accompagnamento dei ragazzi, promuovendo un metodo educativo vissuto all’aperto come “luogo privilegiato per un’avventura reale”, capace di favorire una vera pedagogia della fede. Accanto al lavoro educativo, resta centrale la dimensione internazionale e di fraternità: dopo iniziative di solidarietà come i campi con le guide ucraine, l’Associazione continua a promuovere esperienze condivise come gli Eurocamp e guarda al prossimo Eurojam del 2027 in Friuli Venezia Giulia, che vedrà la partecipazione di migliaia di giovani da tutta Europa. La giornata si concluderà con attività per gruppi nella città di Roma e, alle 16, con la messa nella basilica di San Giovanni in Laterano. Fondata nel 1976, l’Associazione conta oggi oltre 20mila iscritti in 61 diocesi italiane ed è parte dell’Unione internazionale delle Guide e Scouts d’Europa presente in 27 Paesi.
Fuci: nuovi membri della presidenza nazionale. Tema dell’anno sarà “Abitare la Polis: studenti nella città tra fede e responsabilità”
Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana ha nominato Vito Arculeo presidente nazionale maschile della Fuci per il biennio 2026-2028. “Rivolgo il mio primo e più profondo pensiero di gratitudine alla Conferenza episcopale italiana per la fiducia riposta in me attraverso questa nomina, alla mia diocesi di Monreale, e alla mia famiglia. Assumere il ruolo di presidente nazionale Fuci è un onore che accolgo con emozione e profondo senso di responsabilità, consapevole della storia e del valore che la Federazione custodisce per la Chiesa e per la cultura del nostro Paese”, dichiara Vito Arculeo.
(Foto Fuci)
“Mi piace paragonare la Fuci a un mosaico, composto da pietre preziose, i fucini, che se messe insieme creano un capolavoro, in questo capolavoro riusciamo a vivere l’università non solo come un luogo di formazione ma anche ambiente in cui siamo chiamati ad aspirare alla santità, attraverso l’incontro con gli altri e con Dio. Un pensiero particolare lo rivolgo ai fucini, che invito ad essere segno di contraddizione nelle vostre università, ovvero discepoli missionari iperattivi e appassionati della realtà che ci circonda. Perché essere fucini è una risposta alla chiamata di Cristo: un atto di amore per la verità e un servizio concreto per il bene comune.”
La presidenza si completa con Marta Terenzio (presidente femminile), Maddalena Arighi e Alessandro Caccavale (vicepresidenti), Lorenzo Tellez (segretario) e Gabriele Cela (condirettore di “Ricerca – Nuova serie di Azione Fucina”) che proseguono il loro incarico insieme a don Michele Martinelli, assistente ecclesiastico nazionale. La Presidenza esprime “profonda gratitudine ad Alessio Dimo e Giovanni Salmaso, rispettivamente presidente e vice presidente uscenti, per il significativo contributo offerto alla crescita del sentimento federativo negli anni del loro mandato”.
L’Assemblea Federale della Fuci riunita a Perugia ha inoltre approvato come mozione dell’anno “Abitare la Polis: studenti nella città tra fede e responsabilità”. “A distanza di quarant’anni dalla morte di Giuseppe Lazzati, la domanda che attraversa il suo pensiero resta aperta e urgente: che cosa significa oggi essere cristiani dentro una società in crisi? Questa domanda nasce proprio dagli eventi storici che segnano e lacerano il nostro tempo. La testimonianza di Lazzati, radicata in una profonda sintesi tra fede e responsabilità civile, continua a offrire criteri di discernimento per interpretare le trasformazioni contemporanee. Tale crisi non è soltanto un fenomeno contingente, ma rivela una più ampia fragilità delle strutture di senso, delle istituzioni e dei legami comunitari. In questo contesto, emerge con forza l’esigenza di una presenza cristiana capace non solo di analisi critica, ma anche di proposta costruttiva”.
Maxi operazione anti riciclaggio: Meloni e Giorgetti, “profonda soddisfazione, capitali recuperati destinati ad aumentare la sicurezza dei cittadini”
Il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, “esprimono profonda soddisfazione per la vasta operazione di contrasto al riciclaggio di capitali illeciti, che ha consentito di sequestrare un ingente patrimonio del valore superiore ai 200 milioni di euro. Esprimono inoltre le proprie congratulazioni alla Guardia di Finanza, che ha condotto e coordinato l’operazione a livello internazionale”. Lo si legge in una nota diffusa poco fa da Palazzo Chigi.
“Si tratta dell’ennesimo duro colpo assestato, durante questo Governo, alla mafia, che consente di recuperare proventi derivanti da attività di narcotraffico prosperate sotto l’egida di Cosa Nostra e, tra gli altri boss, di Matteo Messina Denaro”, prosegue la nota, nella quale si sottolinea che “il Governo ribadisce il proprio impegno a destinare i capitali recuperati a misure volte ad aumentare la sicurezza dei cittadini. Le liquidità sequestrate nell’odierna operazione giudiziaria potranno infatti essere ripartite tra le amministrazioni competenti già dal prossimo anno, per essere destinate al potenziamento dell’azione delle Forze di polizia, in particolare al rafforzamento dei presìdi di sicurezza nelle stazioni ferroviarie”.
Papa a Lampedusa: diocesi Agrigento, domani mons. Lorefice (Cemi) incontra il clero in vista della visita di Leone XIV
“La mobilità umana oggi: una provocazione alle Chiese”. Questo il tema di una relazione di mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e neo presidente della Commissione Cei per le Migrazioni, in occasione dell’Assemblea del clero diocesano di Agrigento prevista per domani. Ne dà notizia il settimanale “L’Amico del Popolo” presentando la diocesi agrigentina come “porzione di popolo di Dio che, attraverso il lembo di terra di Lampedusa, si fa da decenni avamposto profetico e frontiera viva nell’accoglienza delle persone migranti”. L’incontro di domani si inserisce nel cammino di preparazione alla visita pastorale di Papa Leone XIV a Lampedusa, in calendario per il prossimo 4 luglio. La giornata del Leone XIV inizierà alle 7.15 quando lascerà il Vaticano per raggiungere l’Aeroporto di Ciampino e decollare alle 7.45. L’arrivo sull’isola è previsto alle 9. La prima tappa sarà il cimitero, dove deporrà fiori sulle tombe e si fermerà davanti alla “Porta d’Europa”, il monumento dedicato ai migranti. Poi il trasferimento al Molo Favaloro: qui benedirà la targa che intitola l’area a Papa Francesco e rivolgerà un breve saluto ad alcuni migranti presenti. Alle 10.30 celebrerà la messa, con l’immagine della Madonna di Portosalvo posta sul palco. Al termine incontrerà le autorità locali, alcuni bambini malati e i volontari impegnati sull’isola.
La partenza da Lampedusa è fissata per le 12.30, con rientro a Ciampino alle 13.45.
Diocesi: Nocera Inferiore-Sarno, stasera mons. Giudice presiederà l’ordinazione di tre nuovi diaconi
La comunità ecclesiale della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno si appresta a vivere un momento di grande festa e profonda spiritualità. Oggi, giovedì 28 maggio, alle 19, la collegiata di San Giovanni Battista in Angri ospiterà la celebrazione delle ordinazioni diaconali.
Per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo Giuseppe Giudice, i tre giovani accoliti – Andrea Cardinali, appartenente alla Fraternità di Emmaus; Luca Corradino, proveniente dalla parrocchia San Matteo Apostolo in Nocera Inferiore e Orazio De Vivo, proveniente dalla parrocchia Sant’Alfredo in Sarno – compiranno il passo decisivo verso il sacerdozio.
Un percorso non sempre facile e immediato quello dei tre giovani, ciascuno con le proprie esperienze vocazionali e le figure di riferimento che li hanno aiutati a riconoscere la chiamata e a consegnarsi senza riserve all’amore di Dio.
“Coraggio! Alzati, ti chiama!”, il motto tratto dal Vangelo di Marco, scelto per accompagnare questo momento di grazia. Un invito che risuona non solo per i tre ordinandi, ma per l’intera comunità diocesana, chiamata a rinnovare il proprio sì al Vangelo.
Attraverso la lettera di convocazione, il vescovo si è rivolto a tutti i fedeli: “Invito la Chiesa diocesana, in comunione con le famiglie, a partecipare e ad intensificare le preghiere per accompagnare questi giovani e per chiedere a Gesù, Pastore buono e bello, nuove e sante vocazioni a servizio del popolo di Dio. Maria, la Vergine del sì, ci sostenga e ci accompagni per ‘aspirare alla santità ovunque siate’”.
Vita consacrata: a Sacrofano presentati cinque programmi internazionali di formazione per i superiori generali
Si è svolta questo pomeriggio, nel quadro della 105ª Assemblea dell’Usg (Unione superiori generali) a Sacrofano, una sessione dedicata alla presentazione di cinque programmi internazionali di formazione per il servizio di governo nelle congregazioni religiose. Tra questi, Faith and Praxis for Global Leadership, illustrato da Emili Turu Rofes, direttore dell’organizzazione e già segretario dell’Usg. Fondata nel 2011 dalla religiosa Christine Anderson e oggi operante sotto la responsabilità dei fratelli maristi, Faith and Praxis collabora annualmente con oltre 60 congregazioni nel mondo attraverso un team internazionale di 14 persone provenienti da 10 congregazioni diverse. Il suo programma principale, l’Ildp (International Leadership Development Programme), è rivolto a interi consigli generali — nel 2026 vi partecipano 23 consigli da tutto il mondo — e integra pensiero sistemico, psicologia organizzativa, spiritualità cristiana e approccio sinodale. “Non si tratta di tenere conferenze: facilitiamo processi in cui l’esperienza reale dei partecipanti è il punto di partenza”, ha spiegato Turu Rofes. Sono stati presentati anche il Discerning Leadership Program, l’Institute of St. Anselm, il programma della Pontificia Università Gregoriana e quello dell’Istituto Giovanni Paolo II. Le iscrizioni all’Ildp 2027 sono aperte fino al 15 dicembre 2026.
Council of Europe: alarming levels of hate speech. Ethnic origin, religion and sexual orientation among the “reasons”
The annual report released today by the European Commission against Racism and Intolerance (ECRI) of the Council of Europe shows “alarming levels of hate speech and its growing trivialisation across Europe. Xenophobic discourse has become more prevalent, also in the context of stricter immigration policies being drawn up”. The report highlights the main trends of hate speech in Europe and reports on ECRI activity in 2025. “Ethnic or national origin is often amongst the most common grounds for hate speech, followed by religion, citizenship, sexual orientation and gender identity”, the report reads. Antisemitic and anti-Muslim hate speech is widespread, at a level that is “much higher” than before the Hamas attack against Israel on 7 October 2023 and the subsequent Israeli war in Gaza. Among the challenges is the fight against hate speech in politics and online, which spreads rapidly and widely through social media and messaging platforms. The use of anonymous profiles and bots hinders effective investigation and sanctioning. Using AI to tackle online hate speech can yield results, although such tools remain relatively limited in their application. According to ECRI, we need an adequate legislative framework and inclusive policies. “Hate speech targets not only individual people but society as a whole”, ECRI chair Bertil Cottier stressed.
Germania: Carmelitane e Ausiliatrici condividono il monastero a Berlino. “Insieme vogliamo essere segno di speranza”
Dalla Pentecoste, due diversi ordini religiosi, le Carmelitane Regina Martyrum e la Congregazione delle Ausiliatrici, vivono sotto lo stesso tetto nel quartiere di Charlottenburg-Nord, a Berlino. “Entrambe le comunità hanno preso questa decisione dopo un intenso percorso, continuando a vivere i propri carismi e al contempo percorrendo un cammino comune”, si legge in un comunicato congiunto. Le quattro suore della Congregazione delle Ausiliatrici, che in precedenza vivevano in un condominio nel quartiere di Lichtenberg, occupano un intero piano del convento carmelitano con ingresso indipendente. Suor Teresia Benedicta Weiner, del convento carmelitano Regina Martyrum, ha spiegato al portale che la sua comunità, composta da sette suore, stava valutando da tempo come utilizzare in modo più efficace il loro ampio monastero. Anche le suore della Congregazione delle Ausiliatrici, da sempre legate alla chiesa commemorativa di Maria Regina Martyrum, situata proprio accanto al convento carmelitano, desideravano un legame più stretto con la chiesa. Da qui giunge la decisione di assegnare alle Ausiliatrici un intero piano dell’edificio monastico carmelitano. Le comunità, continuano a vivere secondo i loro carismi, ma sono unite dalla preghiera: “Insieme, vogliamo essere un segno di speranza e solidarietà per le persone attraverso la nostra presenza”, afferma suor Melanie Kluth della Congregazione delle Ausiliatrici. Il convento Regina Martyrum, fondato nel 1982 da suore provenienti dal convento carmelitano del Santo Sangue, nei pressi dell’ex campo di concentramento di Dachau, mantiene viva la memoria delle vittime del nazismo giustiziate nel vicino carcere di Plötzensee. La chiesa di Maria Regina Martyrum è il principale luogo della memoria per i cattolici tedeschi in ricordo delle vittime cristiane del regime hitleriano.
Austria: critiche della Caritas ai tagli previsti all’assistenza sociale. “Cresce la povertà”
Circa 11.660 persone nella Bassa Austria dipendono dall’assistenza sociale. 190.000 persone sono considerate a rischio di povertà e 67.000 vivono in povertà assoluta. Ulteriori tagli previsti ai servizi sociali minacciano di aggravare ulteriormente la situazione di chi è già a rischio di povertà, avverte la Caritas. Misure come l’aumento dei contributi per l’assicurazione contro la disoccupazione per i lavoratori a basso reddito, il mancato adeguamento all’inflazione degli assegni familiari e la reintroduzione della considerazione del reddito del partner per l’assistenza di emergenza indebolirebbero ulteriormente la rete di sicurezza sociale, ha spiegato il direttore della Caritas, Hannes Ziselsberger. Nelle prossime settimane, l’organizzazione umanitaria lancerà la sua 76ma raccolta annuale porta a porta, durante la quale circa 3.000 volontari delle parrocchie raccoglieranno donazioni per le persone bisognose. “Non si tratta di cifre astratte. Si tratta di famiglie che la sera ci pensano due volte se accendere il riscaldamento o risparmiare energia elettrica. Genitori single che devono spiegare ai figli perché non possono partecipare alla gita scolastica”, ha continuato Ziselsberger. Le persone sono anche costrette a ridurre la partecipazione sociale, ha spiegato Tamara Majnek, esperta di povertà e responsabile dell’Assistenza domestica di Caritas. “Molti si ritirano perché anche le piccole spese non sono più possibili”. Degli 11.663 beneficiari dell’assistenza sociale, più della metà – circa 7.000 persone – non è in grado di guadagnarsi da vivere. Il gruppo più numeroso è costituito da bambini sotto i 15 anni (47%, 3.294 bambini), seguiti da persone che non possono lavorare per motivi di salute (18,9%) e persone in età pensionabile (13,4%). Il sussidio medio ammontava a 786 euro al mese, per una media di 8,1 mesi.
Sanzioni a Temu: Meter, “algoritmi espongono bambini e adolescenti a materiali inappropriati per la loro età”
L’Associazione Meter esprime “ferma soddisfazione” per la decisione della Commissione europea di sanzionare Temu con 200 milioni di euro per le gravi violazioni del Digital Services Act (Dsa). L’indagine condotta da Bruxelles, supportata da attività di mystery shopping, ha confermato quanto Meter, oggi anche Trusted Flagger riconosciuto dal Dsa, segnalava da tempo: la diffusione sulla piattaforma di prodotti illegali e non conformi, tra cui giocattoli pericolosi per bambini e contenuti commerciali potenzialmente dannosi per i minori. “È altrettanto grave che algoritmi progettati per massimizzare il coinvolgimento degli utenti possano esporre bambini e adolescenti non solo a prodotti non sicuri, ma anche a immagini e contenuti sessualmente espliciti e materiali inappropriati per la loro età. Sistemi digitali privi di adeguati filtri etici e di tutela finiscono per intercettare direttamente l’attenzione dei più fragili, normalizzando contenuti lesivi della dignità e della crescita dei minori. La protezione dell’infanzia deve rappresentare un limite invalicabile per ogni piattaforma digitale”, fa notare Meter.
Agesci: identità di genere e orientamento affettivo, un documento per educare all’ascolto, alla relazione e all’inclusione
Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo: è il titolo del documento approvato dal Consiglio generale Agesci 2026 “Vie di fraternità” (dal 24 al 27 aprile, a Bracciano) e reso noto oggi, 28 maggio. Il documento, si legge, nell’Introduzione, “nasce dalla volontà di offrire ai capi e alle capo dell’Agesci una sintesi chiara e accessibile del cammino associativo maturato” in questi anni. Circa le strategie di approccio alla realtà, alle proposte formative per le Comunità capi, alle costruzioni di ambienti sicuri e inclusivi, il documento ribadisce che “il capo e la capo in quanto educatori cristiani sono chiamati a vivere le relazioni con autenticità, maturità e gratuità, riconoscendo nell’incontro con il prossimo uno spazio privilegiato in cui Dio parla e opera. La dimensione affettiva e relazionale – viene rimarcato – non è un ambito accessorio del cammino di crescita e formazione, ma il luogo in cui prende forma la capacità di ascoltare, riconoscere e accompagnare. Coltivare il proprio mondo interiore, imparare a leggere le emozioni, riconoscere i propri limiti e le proprie fragilità, costruire relazioni fondate sul rispetto e sulla cura reciproca: tutto questo – sostiene l’Agesci – fa parte della vocazione educativa del capo e della capo e sostiene la qualità del suo servizio. Riconoscere chi ci sta accanto è sempre un processo, mai un gesto isolato”. Tale processo si articola attraverso “tre posture fondamentali”: “Lo sguardo, che riconosce la presenza dell’altra persona nella sua interezza e nella sua dignità”; “l’ascolto, che permette alla storia personale di emergere senza esserne forzata o interpretata prematuramente”; “la presenza, che dà continuità alla relazione, sostenendola nel tempo”. “Anche in un tempo segnato da fragilità, polarizzazioni e incomprensioni – si legge nel documento – noi capi e capo siamo chiamati a testimoniare uno stile di prossimità evangelica, capace di unire verità e misericordia. La capacità di essere in relazione – tra persone adulte e nella relazione educativa – diventa snodo cruciale per interpretare i bisogni, leggere i segnali di disagio, accompagnare la crescita e prevenire situazioni di esclusione o sofferenza”. Per questo “la formazione non può ridursi a un insieme di competenze tecniche, ma richiede sguardi e posture rinnovate, capaci di leggere la profondità dei vissuti e di accogliere la complessità delle storie personali”.
Sclerosi multipla: Fontana, “garantire adeguata presa in carico, accesso a cure e terapie. Promuovere piena inclusione sociale e lavorativa”
“È necessario continuare ad adoperarsi in campo medico e sanitario per garantire l’adeguata presa in carico, l’accesso alle cure e alle terapie più efficaci, affinché non prevalga il senso di abbandono o di emarginazione. Ma è altrettanto imprescindibile promuovere una piena inclusione sociale e lavorativa, adottando un approccio che metta realmente al centro la persona e i suoi diritti. È questa una sfida da vincere insieme grazie al contributo di tutti i soggetti disponibili a cooperare per migliorare la quotidianità di coloro che convivono con questa e altre fragilità”. Lo ha scritto il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in un messaggio all’Aism in occasione della Giornata mondiale della sclerosi multipla.
“Anche il Parlamento – ha sottolineato la terza carica dello Stato – è impegnato su questo fronte. Al riguardo, ricordo la recente costituzione dell’Intergruppo parlamentare sulla sclerosi multipla e patologie correlate, nato con la volontà di favorire un dialogo sinergico e costruttivo tra Istituzioni, mondo scientifico, associazioni e società civile. A tal proposito, esprimo un sentito ringraziamento all’Aism per l’encomiabile lavoro volto a mantenere alta l’attenzione su un tema che non può e non deve essere relegato ai margini del dibattito pubblico”. “Non dobbiamo dimenticare che, dietro le insidie della malattia, ci sono intere famiglie che meritano di vivere la propria vita con rispetto e dignità”, ha concluso Fontana.
Consiglio d’Europa: incitamento all’odio, è allarme. Tra i “motivi” origine etnica, religione, orientamento sessuale
“L’incitamento all’odio sta raggiungendo livelli allarmanti e si sta normalizzando sempre più in tutta Europa. La retorica xenofoba sta guadagnando terreno, anche nel contesto di politiche migratorie sempre più restrittive”. Questo emerge dalla relazione annuale pubblicata oggi dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del Consiglio d’Europa. Il rapporto traccia le principali tendenze che si registrano in Europa e racconta l’attività dell’Ecri nel 2025. “L’origine etnica o nazionale è spesso tra le motivazioni più comuni per l’incitamento all’odio, seguita da religione, nazionalità, orientamento sessuale e identità di genere”, si legge. Molto diffuso l’incitamento all’odio antisemita e anti-musulmano, a un livello “significativamente più alto” rispetto a prima dell’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023 e della successiva guerra israeliana a Gaza. Tra le sfide, la lotta al discorso d’odio in ambito politico e online, che si diffonde rapidamente e ampiamente attraverso i social media e le piattaforme di messaggistica. L’uso di profili anonimi e bot ostacola l’efficacia delle indagini e delle sanzioni. L’intelligenza artificiale per contrastare i discorsi d’odio online può essere un aiuto anche se servono criteri chiari e supervisione umana per l’utilizzo. Secondo l’Ecri servono un quadro legislativo adeguato e politiche inclusive. “L’incitamento all’odio non colpisce solo i singoli individui, ma anche la società nel suo complesso”, ha sottolineato il presidente dell’Ecri Bertil Cottier.
Ordine di Malta: visita del ministro argentino Pettovello, verso un rafforzamento della cooperazione umanitaria
Il ministro del Capitale Umano della Repubblica Argentina, Sandra Viviana Pettovello, ha incontrato oggi il Grande Ospedaliere del Sovrano militare Ordine di Malta, Josef D. Blotz, presso il Palazzo Magistrale, “confermando la solidità dei rapporti tra le due parti e la volontà di rafforzare ulteriormente la collaborazione”. Nel corso del colloquio, riferisce un comunicato dell’Ordine, è stato richiamato il lungo cammino condiviso, avviato nel 1948 con l’avvio delle relazioni diplomatiche, ribadendo “l’impegno comune a potenziare l’azione umanitaria dell’Ordine in Argentina e più in generale nell’area dell’America Latina, considerata strategica”. Un’attenzione già evidenziata dal Gran Maestro Fra’ John T. Dunlap nel gennaio scorso, nel discorso rivolto al Corpo Diplomatico accreditato presso l’Ordine. L’incontro ha rappresentato anche “un momento di confronto su possibili nuove iniziative in ambito sociale e umanitario, con uno scambio di informazioni e prospettive volto a individuare ambiti di intervento condivisi”. In questa direzione, “le parti stanno lavorando a un accordo bilaterale di cooperazione che possa facilitare e rafforzare le attività già in corso e quelle future”. Tra i prossimi appuntamenti è stata ricordata la X Conferenza delle Americhe, in programma a Buenos Aires dal 22 al 25 ottobre 2026, occasione per definire strategie regionali e coordinare l’azione delle diverse Associazioni dell’Ordine attive nel continente. L’evento segnerà anche l’avvio di una visita del Gran Maestro in alcuni Paesi del Cono Sud. In Argentina, l’Ordine di Malta è presente con numerose iniziative nei settori sociosanitario ed educativo, attraverso attività di volontariato, distribuzione di beni di prima necessità, sostegno a strutture ospedaliere e progetti a favore delle persone più vulnerabili.
Messico: vescovi su pronunciamenti della Corte suprema, “vita umana minacciata nel Paese, aborto falsa soluzione”
“Oggi la vita umana affronta molteplici minacce nel nostro Paese: si attacca la vita del non nato presentando l’aborto come una falsa soluzione; si vulnera l’innocenza dell’infanzia mediante ideologie che generano confusione sull’identità e la dignità della persona; si indebolisce il ruolo fondamentale della famiglia e, in occasioni, le stesse strutture e istituzioni chiamate a proteggere i diritti umani finiscono per allontanarsi dalla loro missione essenziale: difendere il più debole”. Lo denuncia, in una nota diffusa ieri, la Conferenza episcopale messicana, in riferimento a recenti pronunciamenti della Corte suprema del Paese, che sta promuovendo, di fatto la liberalizzazione dell’aborto, andando al di là delle opzioni politiche esistenti nei diversi Stati messicani. “Quando una cultura pretende di normalizzare l’eliminazione della vita innocente o confondere la verità sull’essere umano, corre il rischio di perdere il suo volto umano. Oggi ci preoccupano, specificamente, vari progetti di sentenza nella Suprema corte di Giustizia della Nazione, che precisamente promuovono questi disvalori. Quando l’uomo si colloca al posto di Dio e si considera padrone assoluto della vita e della verità, finisce per giustificare divisioni, ingiustizie e nuove forme di violenza in nome del benessere o del progresso. Riconosciamo e celebriamo coloro che, da distinte responsabilità pubbliche e sociali, hanno optato per difendere la vita, rafforzare la famiglia e proteggere l’interesse superiore dell’infanzia. Ogni autorità, istituzione o cittadino che collochi al centro la dignità umana contribuisce autenticamente al bene comune e aiuta a costruire una nazione più giusta e veramente umana”. Quindi, l’appello finale: “Esortiamo tutti gli attori sociali a riconoscere che difendere la vita non è una postura ideologica; è difendere l’essenza stessa della nostra umanità. Oggi più che mai, il Messico ci ha bisogno impegnati, coraggiosi e uniti intorno a ciò che più importa, la vita. Questa merita tutta la nostra voce, tutta la nostra azione e tutto il nostro amore”.
Scienza e intelligenza artificiale: Cnr, Inaf, Infn e Ingv, “Il Simposio delle Sinapsi” vince la I edizione pilota di DialogAI
Ieri, 27 maggio, a Roma si è tenuto l’evento finale della I edizione pilota di DialogAI, il progetto promosso dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), l’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn) e l’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia (Ingv) per avvicinare studenti e studentesse alla scienza e all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale attraverso il linguaggio teatrale.
Il progetto DialogAI è nato con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla scienza e alla storia della scienza attraverso un utilizzo creativo e consapevole dell’intelligenza artificiale. A studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado viene, infatti, chiesto di ideare e mettere in scena dialoghi immaginari a tema scientifico tra grandi protagonisti della scienza, della filosofia e della cultura, utilizzando gli strumenti di AI come supporto alla ricerca, alla scrittura e alla costruzione narrativa. I dialoghi, della durata massima di dieci minuti, possono coinvolgere scienziati e scienziate appartenenti anche a epoche diverse, insieme a filosofi, artisti, figure centrali della cultura o personaggi immaginari.
Quest’anno hanno partecipato a DialogAI 60 gruppi, ciascuno composto da tre studenti e studentesse, provenienti da 11 scuole italiane. Tra questi, otto gruppi sono stati selezionati per sfidarsi durante l’evento finale e interpretare dal vivo i propri dialoghi in forma di spettacolo teatrale, dando, appunto, voce a confronti originali tra grandi protagonisti del pensiero umano e facendo rivivere idee e intuizioni che hanno segnato la storia della conoscenza scientifica e culturale.
La giuria, composta da ricercatrici e ricercatori degli enti organizzatori, ha assegnato la vittoria al dialogo “Il Simposio delle Sinapsi” dedicato alla tema del cervello umano, del gruppo “Pensatori seriali” composto da Claudia Colamarino, Patrizio Ciaravolo e Sabrina Pagliaro del Liceo scientifico “A. Nobel” di Torre del Greco (Na). Al secondo posto “Ultima orbita” dei “2 centimetri al secondo” con Emanuele Carnevali, Sara Nagni e Alessia Bartoli del Liceo classico-linguistico “M.T. Cicerone” di Frascati (Rm), mentre il dialogo “Le maschere della guerra” del gruppo “I Dalton” composto da Rinaldo Fracassa, Giuseppe Ettorre e Mattia Marinelli del Liceo scientifico “A. Einstein” di Teramo (Aq) si classifica al terzo posto.
L’iniziativa mira a sviluppare competenze di scrittura creativa, ricerca e public speaking, promuovendo al tempo stesso un utilizzo critico e responsabile dell’intelligenza artificiale. DialogAI vuole infatti mostrare come l’AI possa diventare uno strumento capace di stimolare curiosità, immaginazione e apprendimento, senza mai sostituire il pensiero critico, la verifica delle fonti e l’aderenza ai contenuti scientifici.
Donazione sangue: Mattarella, “non solo un atto sanitario, ma un’espressione di partecipazione, solidarietà e responsabilità”
“Il sistema trasfusionale italiano si fonda su un modello di straordinario valore civico: la donazione volontaria, anonima e gratuita, che fa del dono del sangue non solo un atto sanitario, ma un’espressione di partecipazione, solidarietà e responsabilità verso ogni persona della collettività”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al presidente nazionale dell’Associazione volontari italiani del sangue, Oscar Bianchi, in occasione della 92ª Assemblea generale dell’Avis.
“Il nostro Paese, nonostante la generosa raccolta, non ha ancora conseguito tuttavia la piena autosufficienza, con un fabbisogno di plasmaderivati che continua ad aumentare”, ha osservato il Capo dello Stato, sottolineando che “Avis rappresenta una preziosa rete capillare, riferimento fondamentale capace di coinvolgere territori e generazioni diverse”. “Il tema di questa Assemblea nazionale, ‘L’etica scelta di vita – Il dono è responsabilità’, richiama il significato profondo dell’impegno quotidiano verso la società”, ha rilevato Mattarella, che ha concluso: “A tutta la comunità avisina giungano i migliori auguri per questa Assemblea, occasione di confronto, condivisione e rinnovato impegno al servizio della salute e del bene comune”.
Diritti umani: Human Rights Watch, “migliaia di cubani, che da decenni vivevano negli Usa, deportati in Messico”
L’Amministrazione Trump ha deportato in Messico migliaia di cubani, molti dei quali anziani, negando loro il giusto processo e lasciandone molti senza accesso ai servizi di base. La denuncia è dell’ong Human Rights Watch, in un rapporto pubblicato ieri.
Il rapporto di 66 pagine, intitolato “Metterci da parte a morire: cittadini cubani e di altri Paesi terzi deportati dagli Stati Uniti in Messico”, documenta gli abusi del Governo statunitense contro i cubani e i cittadini di altri Paesi terzi deportati in Messico tra gennaio 2025 e marzo 2026. Senza altre possibilità di ottenere la residenza permanente in Messico, molti deportati cubani, il cui Governo del Paese d’origine si rifiuta di riaccogliere, sono intrappolati in un “limbo giuridico”. Dal loro arrivo in Messico, hanno ricevuto poco o nessun sostegno da parte del governo, e molti sono senza accesso a un alloggio, al cibo o all’assistenza sanitaria. “L’Amministrazione Trump sta usando il Messico come una discarica per le persone che non può deportare nei loro paesi d’origine, compresi molti cubani che si trovavano negli Stati Uniti da decenni – afferma Alcira Silva Hava, Leonard H. Sandler, della divisione per i diritti dei rifugiati e dei migranti di Human Rights Watch –. Il Governo messicano non sta offrendo loro alcun modo per ottenere uno status legale duraturo al di fuori del sistema d’asilo, lasciando molti nel limbo senza un alloggio, senza medicine e alla mercé delle organizzazioni criminali”.
Human Rights Watch ha intervistato 53 cittadini deportati dagli Stati Uniti a Tapachula (Chiapas) e Villahermosa (Tabasco), tra cui 41 cubani. La maggior parte di loro aveva vissuto negli Stati Uniti, prevalentemente in Florida, per anni o decenni dopo essere fuggita da Cuba a causa della repressione politica o della mancanza di opportunità economiche. Molti avevano avviato attività commerciali, possedevano case e hanno lasciato familiari negli Stati Uniti. La maggior parte ha 60 anni o più e presenta patologie croniche che richiedono cure mediche continue.
Piazza della Loggia: Crosetto (min. Difesa), “difendere ogni giorno i valori di rispetto e convivenza civile”
“Ci sono ferite che il tempo non cancella”. Nel 52° anniversario della strage di Piazza della Loggia, il ministro della Difesa, Guido Crosetto ricorda una delle pagine “più buie della storia dell’Italia repubblicana”, quando il 28 maggio 1974 una bomba esplose durante una manifestazione per la democrazia a Brescia, provocando otto morti e oltre cento feriti. Nel messaggio pubblicato dal ministero della Difesa, il ministro definisce l’attentato “un attacco vile contro persone innocenti, contro la libertà e contro gli ideali che ne rappresentano il fondamento”. Crosetto sottolinea come l’obiettivo fosse “seminare paura e dividere gli italiani”, ma evidenzia la risposta della città, capace di reagire “con fermezza, dignità e straordinario coraggio”, diventando simbolo di “una Nazione che non si lascia piegare dalla violenza e dal terrorismo”. Nel ricordo delle vittime e dei sopravvissuti, il ministro richiama infine il dovere di “difendere ogni giorno i valori di rispetto e convivenza civile”, respingendo odio, violenza e ogni tentativo di destabilizzazione, affinché la memoria del passato si traduca in responsabilità verso il presente e il futuro.
EU: 593-million call for PhD and research programmes. Applications open for submission
Today, the European Commission has announced a new call for applications for Doctoral Networks under the Marie Skłodowska-Curie Actions. A total budget of €593 million “will support over 130 doctoral programmes that feature cross-border, interdisciplinary and cross-sector collaboration, ultimately providing employment, training and skills development opportunities for more than 2000 doctoral researchers”. Doctoral Networks, a statement reads, “implement doctoral programmes in all scientific fields through partnerships of organisations across Europe and beyond. The aim is to train highly skilled doctoral candidates and boost their employability in the long-term”. A new element is introduced in this year’s call through the RAISE Doctoral Networks for AI in Science, a pilot initiative under Horizon Europe. “It provides additional funding opportunities for projects that integrate artificial intelligence into scientific research”. The call for applications will be open until 24 November 2026, and potential applicants are encouraged to attend the dedicated online call information day on 3 June 2026. More information is available on the Marie Skłodowska-Curie Actions website.
Colombia: i vescovi scrivono ai candidati alla presidenza, “rispettare i risultati e favorire clima nazionale di serenità e pace”
La Conferenza episcopale della Colombia chiede ai candidati e alle candidate alla Presidenza e vicepresidenza della Repubblica di favorire “un clima nazionale di serenità e pace” prima e dopo le elezioni del prossimo 31 maggio, così come di manifestare esplicitamente il proprio rispetto per l’ordine istituzionale e per i risultati che scaturiranno dalle consultazioni elettorali.
In un messaggio firmato dalla Presidenza dell’episcopato colombiano, i vescovi avvertono che la responsabilità di coloro che aspirano a guidare il Paese “è altissima, cruciale e delicata”, specialmente nell’attuale contesto nazionale, caratterizzato da numerose situazioni di conflitto. Per questo motivo, insistono sul fatto che oggi “risulta prioritario contribuire a disporre gli animi della popolazione per promuovere la convivenza pacifica ed evitare ogni forma di violenza tra i colombiani”.
I vescovi sottolineano che, in questo momento decisivo per la nazione, ci si aspetta dai leader politici un atteggiamento impegnato per la riconciliazione e il bene comune. Uno dei richiami centrali del comunicato è legato al rafforzamento della fiducia democratica. In tal senso, i vescovi affermano che sarà “motivo di fiducia e speranza per il Paese contare sulla manifestazione esplicita di tutti voi, riguardo al rispetto dell’ordine istituzionale e dei risultati che scaturiranno dalle consultazioni elettorali”. I vescovi esortano anche i diversi attori politici e sociali a evitare discorsi e atteggiamenti che approfondiscano la polarizzazione e il confronto: “Abbiamo l’opportunità di abbandonare, per il bene di tutti i colombiani, la logica dell’odio, della vendetta, della paura, della violenza e della morte”.
Cpr a Castel Volturno: sabato 30 maggio al Centro Fernandes un incontro per costruire alternative di dignità e inclusione
In vista dell’incontro pubblico promosso in risposta all’appello dell’arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, mons. Pietro Lagnese, cresce la mobilitazione per ribadire un convinto “no” alla costruzione di Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in Campania e su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa, che si terrà sabato 30 maggio, alle 10, presso il Centro Fernandes di Castel Volturno, si fa portavoce dello spirito profondo dell’appello di mons. Lagnese. Il presule, con la sua voce, ha inteso scuotere le coscienze, evidenziando come la dignità umana debba essere la bussola di ogni decisione politica. Non si tratta solo di opporsi a una struttura detentiva, ma di proporre una visione alternativa di società: una terra, la nostra, che non può e non vuole trasformarsi in luogo di esclusione e di “scarto”.
“La vera sicurezza non si costruisce aprendo contenitori che rinchiudono persone senza colpa”, si legge nel manifesto dell’appuntamento. L’incontro mira a superare la logica dell’emergenza e dell’invisibilità, promuovendo invece politiche lungimiranti basate sull’accoglienza, sulla regolarizzazione e sul riconoscimento dei diritti fondamentali.
L’incontro del 30 di maggio vuole essere un momento di confronto pluralista e democratico tra Chiesa, istituzioni, sindacati, movimenti e cittadinanza attiva. L’obiettivo è definire insieme un percorso che metta al centro i diritti delle persone, combattendo le povertà e investendo con convinzione in politiche di sostegno al reddito, accesso al lavoro, diritto alla casa e welfare.
“Vi invitiamo ad un incontro in cui tutti e tutte possano confrontarsi in modo libero e rispettoso”, proseguono i promotori, richiamando l’esortazione del vescovo a essere una comunità unita, capace di promuovere incontri e convivenza civile anziché barriere. La partecipazione è aperta a tutti coloro che intendono impegnarsi concretamente per fermare la costruzione di Cpr, promuovendo modelli di sviluppo basati sulla legalità vissuta come giustizia sociale e accoglienza solidale.
Terra Santa: card. Pizzaballa, “non basta sperare, bisogna restare liberi nella verità e tenere aperte le relazioni”
“Il dolore deve essere sempre rispettato, perché è un’esperienza umana che ha bisogno di essere accolta. Però, le responsabilità sono diverse”. È uno dei passaggi centrali dell’intervento del card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, intervenuto ieri sera a un incontro promosso da Pro Terra Sancta, durante il quale ha presentato i contenuti della sua recente lettera pastorale “Tornarono a Gerusalemme con grande gioia”. Il cardinale ha insistito sulla necessità di mantenere uno sguardo “libero, aperto, ma anche critico che sappia riconoscere la verità”, senza trasformarla automaticamente “in un giudizio di condanna”. In un contesto segnato da forte polarizzazione, ha spiegato, “quello che è importante è essere autentici, veri, aperti, disponibili, accogliere anche le critiche, riconoscere i propri errori, stare dentro la verità”. Descrivendo la realtà locale come “molto dura, difficile, poco gratificante”, Pizzaballa ha sottolineato il valore di ogni gesto di vicinanza: “ogni gesto di incontro, di vicinanza, di carità è vissuto come un dono bello, grande”. Tuttavia, ha messo in guardia dalla tentazione del possesso: “qui non riesci mai a conseguire totalmente qualcosa. E quando accade la tentazione è trasformare questo dono in qualcosa da possedere”, dinamica che incide profondamente anche sulle relazioni. Il patriarca ha evidenziato come oggi “il dialogo interreligioso, il rapporto con cristiani, ebrei, musulmani non può più essere come prima”, invitando a partire dall’esperienza concreta e a creare spazi in cui “ciascuno porta la propria esperienza e anche la propria prospettiva dal punto di vista di fede”. In un contesto in cui “se tu non possiedi qualcosa, non conti”, l’indicazione è quella di custodire la libertà interiore: “si deve mantenere il proprio stile, accettare anche l’idea di essere un perdente, ma questo è anche un modo per tenere in vita la tua libertà”. Fondamentale lo sguardo verso Dio, che “ti consente di avere questa libertà verso l’altro senza pretendere di ricevere nulla in cambio”. Una tensione vissuta ogni giorno: “è una contraddizione quotidiana che devi abitare”, lavorando per “mantenere aperte le porte”, incontrare l’altro e preservare relazioni, senza illusioni ma con perseveranza. Gerusalemme resta, per il cardinale, uno spazio unico: “quando si entra, si entra dentro un’altra dimensione”, segnata dalla “preghiera e dalla liturgia che sono, con la comunità, respiro e cuore della città”. Accanto alle difficoltà, Pizzaballa ha richiamato le “piccole presenze silenziose, semi di bene”, incontrate anche a Gaza, in Cisgiordania e in Israele: persone, spesso giovani, che “si sono messe in gioco anche a rischio della vita o della solitudine”. “La storia non la possiamo cambiare – ha concluso – ma la lettura della storia ci può aiutare a evitare che diventi un pretesto per giustificare la violenza di oggi. Il fine di tutto è la città santa, la convivenza, lo stare insieme”.
Cuba: preoccupazione da L’Avana, “intervento armato potrebbe avere effetti catastrofici”
“Ciò che si nota con amarezza, specialmente osservando il panorama informativo in Italia e nel resto d’Europa, è una lettura della crisi cubana drammaticamente parziale. La colpa di ogni disservizio viene attribuita unicamente alle decisioni politiche di Donald Trump e al conseguente blocco petrolifero. Se è innegabile che l’embargo causi gravi danni energetici e paralizzi il Paese, è altrettanto vero che questa narrazione nasconde i fallimenti strutturali di un sistema al collasso”. Lo afferma, da L’Avana, una fonte confidenziale del Sir, che preferisce restare anonima. “La situazione degli ospedali – prosegue – ne è la prova più evidente: la visita al reparto psichiatrico di una grande struttura ospedaliera rivela condizioni desolanti, paragonabili alle realtà più povere del pianeta”. Secondo la fonte, “la popolazione, in gran parte, non ne può più di questa situazione e spera in una spallata forte, anche se un eventuale intervento armato avrebbe effetti catastrofici”. Il regime, però, continua a mantenere una forte capacità di propaganda e coercizione. “La recente manifestazione sul Malecón dell’Avana è stata celebrata dai media statali con toni trionfalistici, ma la maggior parte dei partecipanti era composta da dipendenti pubblici o membri dell’esercito costretti a scendere in piazza sotto il ricatto del licenziamento”. “La tensione sociale è palpabile – racconta ancora la fonte –. I blackout energetici arrivano a durare anche venti ore al giorno e la popolazione esasperata protesta incendiando cassonetti. Quando le manifestazioni diventano più partecipate, la risposta dello Stato è immediata repressione”.
A colpire è anche il contrasto tra la povertà diffusa e la costruzione di hotel ultramoderni finanziati con risorse cubane. “All’interno dell’isola – sostiene – è noto come queste opere siano legate a circuiti di riciclaggio e agli interessi della casta militare”. La fonte denuncia inoltre che “il commercio con gli Stati Uniti non si è mai realmente fermato”: tramite piattaforme online è possibile acquistare beni alimentari a prezzi europei, recapitati in poche ore da Nord America o Messico. “Questi canali fanno capo a società estere riconducibili ai generali del regime e finiscono per alimentare solo i loro conti all’estero, senza benefici reali per la popolazione”. Il risultato, conclude, è “un enorme divario sociale: una ristretta élite si arricchisce, mentre la maggioranza soffre fame, carenza di beni essenziali, trasporti proibitivi e l’abbandono degli anziani”.
Eurostat: NEET, a young person out of ten not in work or education. Numbers slightly decreasing
“In 2025, the share of young people aged 15 to 29 neither in employment nor in education or training (NEET) in the EU stood at 11.0%, down from 11.1% in 2024 and 15.2% in 2015”. This was found by a Eurostat survey, with the comment: “This brings the EU closer to achieving its goal of reducing NEET rates among young people to 9% by 2030, as set out in the European Pillar of Social Rights.” The NEET rate – which is still high and worrying – among young people varied by age. Among the youngest (15-19 years), only 5.3% were NEET, while the rate more than doubled for those aged 20-24 (12.8%) and 25-29 (14.7%). The lowest NEET rates for young people were registered in the Netherlands (5.3%), Sweden (5.9%) and Slovenia (7.6%). In contrast, the highest rates were in Romania (19.2%), Bulgaria (13.8%) and Greece (13.6%). Between 2015 and 2025, the NEET rate decreased in 22 of 27 EU countries. The largest drops were registered in Italy (12.4 percentage points, from 25.7% to 13.3%), Greece (10.5 pp, from 24.1% to 13.6%) and Croatia (9.0 pp, from 19.8% to 10.8%).
Cei: Fisc augura buon lavoro a mons. Beneventi. Ungaro, “piena disponibilità a camminare insieme”
“A nome della Federazione italiana settimanali cattolici e mio personale, rivolgo a mons. Domenico Beneventi l’augurio più cordiale per l’elezione alla presidenza della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali della Cei”. Lo afferma Mauro Ungaro, presidente della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), commentando la del vescovo di San Marino-Montefeltro avvenuta nel corso dell’82ª Assemblea generale della Cei. Ungaro sottolinea che l’incarico “viene affidato in una stagione che chiede alla Chiesa italiana uno sguardo lungo”, in cui “le trasformazioni culturali e digitali del nostro tempo, richiamate da Leone XIV nell’enciclica ‘Magnifica Humanitas’ come orizzonte di custodia della persona, interpellano con forza il servizio della comunicazione ecclesiale e lo chiamano a una nuova maturità”. Il presidente della Fisc ricorda il ruolo della rete dei settimanali diocesani, “da oltre un secolo presidio di prossimità sui territori, voce delle Chiese locali e luogo di un giornalismo che intende coniugare verità, mitezza e radicamento”, e assicura a mons. Beneventi “piena disponibilità a camminare insieme, nella convinzione che la qualità della comunicazione cattolica si misura sulla capacità di servire le comunità e di custodirne il volto”.
EU Commission: 90-billion Ukraine Support Loan, a step forward. First disbursement in June
This week, the Commission and Ukrainian Parliament have adopted the Ukraine Support Loan (USL) Agreement setting out reforms, detailed financial terms and operational arrangements for the facility and paving the way for its implementation. This went in hand with the adoption of the Memorandum of the Understanding underpinning the Macro-financial Assistance Programme for 2026 by both sides, also this week. “These – the EU Commission pointed out – are important steps towards the implementation of the EUR 90 billion Ukraine Support Loan, which will provide critical budgetary assistance and help accelerate urgent defence procurement for Ukraine in 2026 and 2027”. The signature by the Commission earlier this week and today’s ratification by Ukraine of the Loan Agreement and the Memorandum of Understanding “pave the way towards the first disbursements that are expected in June”.
Ue: bando da 593 milioni per programmi di dottorato e ricerca. Aperte le candidature
La Commissione europea ha annunciato oggi un nuovo bando per le Reti di dottorato nell’ambito delle Azioni Marie Skłodowska-Curie. Un budget totale di 593 milioni di euro “sosterrà oltre 130 programmi di dottorato caratterizzati da collaborazione transfrontaliera, interdisciplinare e intersettoriale, offrendo in definitiva opportunità di impiego, formazione e sviluppo delle competenze a più di duemila dottorandi”. Le Reti di dottorato – chiarisce una nota – “realizzano programmi di dottorato in tutti i campi scientifici attraverso partenariati tra organizzazioni in tutta Europa e oltre. L’obiettivo è formare dottorandi altamente qualificati e aumentarne l’occupabilità a lungo termine”. Un nuovo elemento è introdotto nel bando di quest’anno con le Reti di dottorato per l’intelligenza artificiale nella scienza, un’iniziativa pilota nell’ambito di Horizon Europe. “Offre ulteriori opportunità di finanziamento per progetti che integrano l’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica”. Il bando di concorso rimarrà aperto fino al 24 novembre 2026 e i potenziali candidati sono invitati a partecipare alla giornata informativa online dedicata al bando, che si terrà il 3 giugno 2026. Ulteriori informazioni sono disponibili sul delle Azioni Marie Skłodowska-Curie.
Cei: Kaladich (Fidae), “buon lavoro a mons. Gianotti, gratitudine a mons. Giuliodori per il lavoro svolto nella Commissione per l’educazione”
“A nome di tutta la Fidae, desidero esprimere profonda gratitudine a mons. Claudio Giuliodori per il lavoro svolto in questi anni alla guida della Commissione episcopale per l’Educazione cattolica, la scuola e l’università e allo stesso tempo vorrei fare gli auguri di buon lavoro al vescovo Daniele Gianotti che gli subentra”. Così Virginia Kaladich, presidente nazionale della Fidae, in una nota a commento del cambio di guida nella Commissione che si occupa di educazione cattolica, scuola e università all’interno della Cei.
“In questi anni – sottolinea Kaladich – abbiamo potuto sperimentare una presenza autentica, attenta e mai formale, caratterizzata da una straordinaria passione educativa, da una vicinanza concreta alle scuole cattoliche e da una costante capacità di ascolto e accompagnamento. All’interno del Consiglio nazionale della Scuola cattolica e, in particolare, nella Giunta, il vescovo Giuliodori ha rappresentato un punto di riferimento prezioso, sostenendo con convinzione il valore della libertà di scelta educativa quale principio fondamentale di democrazia, pluralismo e giustizia sociale per le famiglie italiane. In un tempo complesso per il mondo dell’educazione, il suo impegno pastorale e culturale è stato per tutti noi segno di speranza, responsabilità ecclesiale e fiducia nel ruolo fondamentale della scuola cattolica per il futuro delle nuove generazioni”. “A lui – prosegue la presidente – va oggi il nostro grazie più sincero e sentito: grazie per la competenza, per la passione, per l’ascolto, per il sostegno concreto e per quella vicinanza che ci ha fatto sentire sempre accompagnati e compresi. Un ringraziamento particolare va anche per le riflessioni e gli orientamenti offerti, che rappresentano per noi linee importanti da continuare a sviluppare nel cammino futuro”. “La Fidae desidera inoltre sottolineare con gratitudine il costante dialogo e il lavoro condiviso con il card. Matteo Zuppi e con il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, espressione di una Chiesa che continua a credere profondamente nella missione educativa e nel valore della scuola cattolica”, conclude Kaladich: “Accogliamo con gioia e spirito di collaborazione mons. Daniele Gianotti, vescovo di Crema, chiamato alla guida della Commissione Episcopale, a lui giungano i nostri più sinceri auguri di buon lavoro, assicurandogli fin da ora piena disponibilità a camminare insieme, in spirito di comunione e corresponsabilità, per il bene, la crescita e il futuro della scuola tutta e, in particolare, delle scuole cattoliche italiane”.
Eurostat: Neet, un giovane su dieci senza lavoro né istruzione. Numeri in lieve calo
“Nel 2025, la percentuale di giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano o non seguono corsi di formazione (Neet) nell’Ue si attestava all’11,0%, in calo rispetto all’11,1% del 2024 e al 15,2% del 2015”. Lo segnala una indagine di Eurostat, che commenta: “Questo avvicina l’Ue al raggiungimento dell’obiettivo di ridurre il tasso di Neet tra i giovani al 9% entro il 2030, come stabilito dal Pilastro europeo dei diritti sociali”. Il tasso di Neet – comunque elevato e molto preoccupante – tra i giovani variava in base all’età. Tra i più giovani (15-19 anni), il 5,3% era Neet, mentre il tasso raddoppiava per la fascia d’età 20-24 anni (12,8%) e 25-29 anni (14,7%). I tassi più bassi di giovani che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione sono stati registrati nei Paesi Bassi (5,3%), in Svezia (5,9%) e in Slovenia (7,6%). Al contrario, i tassi più alti sono stati registrati in Romania (19,2%), Bulgaria (13,8%) e Grecia (13,6%). Tra il 2015 e il 2025, il tasso di Neet è diminuito in 22 dei 27 Paesi dell’Ue. I cali maggiori sono stati registrati in Italia (12,4 punti percentuali, dal 25,7% al 13,3%), in Grecia (10,5 punti percentuali, dal 24,1% al 13,6%) e in Croazia (9,0 punti percentuali, dal 19,8% al 10,8%).
Commissione Ue: mancato recepimento norme comunitarie, avvio procedure di infrazione per numerosi Stati
La Commissione europea sta intervenendo nei confronti di diversi Stati membri dell’Ue che non hanno notificato alla Commissione le misure adottate per recepire le direttive comunitarie nelle proprie legislazioni nazionali. Il termine per il recepimento di tali direttive è scaduto di recente. La Commissione sta inviando una lettera di messa in mora a questi Stati membri, concedendo loro due mesi di tempo per rispondere e completare il recepimento delle direttive. In caso di mancato rispetto dei termini, la Commissione potrebbe procedere con un ulteriore provvedimento e formulare un parere motivato. Gli Stati membri in questione non hanno recepito integralmente tre direttive Ue. In sostanza: la Commissione invita gli Stati membri a recepire integralmente le norme per dare maggiore potere ai consumatori nella transizione verde (avviate procedure di infrazione a Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Finlandia e Svezia); l’Esecutivo invita poi gli Stati a recepire integralmente le nuove norme che aggiornano i requisiti formativi per infermieri, odontoiatri e farmacisti (interessati Danimarca, Germania, Grecia, Croazia, Cipro, Malta, Austria e Portogallo); la Commissione europea ha deciso di avviare procedure di infrazione ai Paesi che non hanno notificato integralmente le proprie misure di recepimento della direttiva (Ue) 2024/869 nel diritto nazionale, relativa alla protezione dei lavoratori dalle sostanze cancerogene, mutagene e reprotossiche sul luogo di lavoro (il provvedimento riguarda Belgio, Danimarca, Grecia, Spagna, Italia, Lussemburgo, Ungheria, Polonia, Portogallo e Slovacchia).
Digitale: Bordignon (Forum famiglie), “serve urgentemente una legge per proteggere minori e soggetti fragili”
“Il senso etico di una società si misura da ciò che fa per i suoi bambini. La protezione dei minori nell’ecosistema digitale non può essere delegata alla sola responsabilità individuale né affidata a soluzioni tecniche isolate. Serve un sistema di protezione primaria fondato su regole, standard tecnici e responsabilità condivise”: così si è espresso Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari in occasione dell’audizione presso la Commissione parlamentare per l’infanzia a l’adolescenza, sull’impatto di internet e delle nuove tecnologie sulla salute psicofisica dei minori.
“Abbiamo chiesto alla Commissione di promuovere una legge che recepisca e rafforzi gli obblighi di protezione dei minori circa l’utilizzo di social e piattaforme web, oltre a introdurre i requisiti tecnici di certificazione in particolare per i sistemi di IA conversazionale ad alta componente relazionale per cui è necessario imporre obblighi di design universale a tutela della salute mentale di tutti gli utenti”, prosegue Bordignon.
Il documento presenta inoltre una serie di misure proposte per tutelare bambini e adolescenti dai rischi del web, quali la definizione di un Piano nazionale per l’educazione al digitale familiare e scolastico differenziato per fasce di età e ruoli educativi, l’avvio di un programma di audit indipendenti periodici sulle principali piattaforme operanti in Italia, la costituzione di un Osservatorio permanente su minori, con rappresentanza delle famiglie e del terzo settore, norme di tutela quali una robusta verifica dell’età robusta, stringenti limiti alle pratiche addictive e alle pubblicità mirate ai minori.
“Il digitale rappresenta ormai una dimensione quotidiana per quasi tutti gli adolescenti e offre opportunità importanti ma anche rischi, quali dipendenze ed esposizione a contenuti nocivi, che indeboliscono le relazioni educative, ricadendo sui minori e sulle famiglie più fragili – conclude Bordignon –. Non possiamo lasciare le famiglie sole di fronte a questa sfida epocale che sta disegnando i cittadini del domani. È urgente un quadro normativo e culturale chiaro che accompagni una mobilitazione educativa comunitaria sullo stile dell’esperienza del Patti digitali. Famiglie, scuole, associazioni, imprese responsabili e Stato insieme, per accompagnare i ragazzi verso una libertà digitale realmente responsabile”.
Il Forum delle associazioni familiari, che riunisce circa 500 realtà impegnate sui temi della famiglia, intende così sottolineare l’impatto sempre più profondo che ambiente digitale, social media e intelligenza artificiale conversazionale esercitano sulla crescita dei minori e sulla vita familiare.
Commissione Ue: prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi, un passo avanti. Prima erogazione a giugno
Questa settimana, la Commissione e il Parlamento ucraino hanno adottato l’accordo sul prestito di sostegno all’Ucraina (Usl), che definisce le riforme, i termini finanziari dettagliati e le modalità operative del programma, aprendo la strada alla sua attuazione. Ciò è avvenuto contestualmente all’adozione, da parte di entrambe le parti, del Memorandum d’intesa a sostegno del Programma di assistenza macrofinanziaria per il 2026, avvenuta sempre questa settimana. “Questi – segnalano dalla Commissione – rappresentano passi importanti verso l’attuazione del prestito da 90 miliardi di euro, che fornirà un sostegno di bilancio fondamentale e contribuirà ad accelerare gli acquisti urgenti di materiale bellico per l’Ucraina nel 2026 e nel 2027”. La firma da parte della Commissione all’inizio di questa settimana e la ratifica odierna da parte dell’Ucraina dell’Accordo di prestito e del Memorandum d’intesa “aprono la strada alle prime erogazioni, previste per giugno”.
Diocesi: Sorrento-Castellammare di Stabia, nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 maggio il pellegrinaggio a piedi a Pompei
Si rinnova anche quest’anno uno degli appuntamenti più partecipati della Chiesa diocesana di Sorrento-Castellammare di Stabia: il pellegrinaggio notturno a Pompei, promosso dall’arcidiocesi e vissuto ogni anno da numerosi fedeli nel segno della preghiera e della comunione. “Il pellegrinaggio notturno a piedi, atteso e vissuto da tantissime persone della nostra Chiesa diocesana, acquista quest’anno un significato ancora più bello e incisivo per la visita di Papa Leone l’8 maggio, nel primo anniversario della sua elezione a Vescovo di Roma e pastore della Chiesa universale. Ci sentiamo, dunque, ancora più motivati a metterci in cammino Maria, Madre della Chiesa e Regina della Pace, ci indica nel suo figlio Gesù la vi che ci conduce fino al Padre mentre ci apriamo a ogni uomo e ogni donna che incontriamo lungo la strada per farci insieme ‘pellegrini di fraternità e di speranza’”, scrive l’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, mons. Francesco Alfano, rivolgendosi ai fedeli in occasione del tradizionale pellegrinaggio a piedi che si svolge in chiusura del mese mariano. Il pellegrinaggio prenderà il via venerdì 29 maggio alle 22.30 dalla cattedrale di Sorrento. I partecipanti attraverseranno Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense, per poi proseguire verso Pimonte, Lettere, Casola e Gragnano. A Castellammare di Stabia sono previsti due punti di ritrovo: alle 4 all’incrocio tra viale Europa e via Tavernola e alle 5.30 al ponte della Cartiera, già in territorio pompeiano. L’arrivo al santuario di Pompei è previsto alle 6.30 di sabato 30 maggio, sul piazzale Giovanni XXIII, dove mons. Alfano presiederà la celebrazione eucaristica conclusiva.
8xmille: oltre 1 miliardo di euro nel 2026. Il 67,28% dei contribuenti ha scelto la Chiesa cattolica
È pari a 1.086.752.778,01 euro la somma relativa all’8xmille dell’Irpef assegnata alla Chiesa cattolica per il 2026, come comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze. Lo ha reso noto l’82ª Assemblea generale della Cei, che ha approvato la ripartizione delle somme. La cifra è determinata da 1.063.069.466,83 euro a titolo di anticipo per l’anno in corso e da un conguaglio di 23.683.311,18 euro sulle somme riferite all’anno 2023. La percentuale delle scelte a favore della Chiesa cattolica è stata pari al 67,28%, in calo del 2,23% rispetto all’anno precedente. Le risorse sono ripartite in tre grandi voci: esigenze di culto e pastorale (408.208.000 euro), interventi caritativi (284.544.000 euro) e sostentamento del clero (394.000.000 euro). Tra le destinazioni principali: 158 milioni alle diocesi per culto e pastorale, 129 milioni per l’edilizia di culto – di cui 25 milioni per la tutela dei beni culturali ecclesiastici -, 150 milioni alle diocesi per la carità e 80 milioni per lo sviluppo dei popoli.
Cei: i vescovi favorevoli a Livatino patrono dei magistrati. Congresso eucaristico nel 2027 a Orvieto, Gmg a Seul
I vescovi italiani hanno espresso all’unanimità parere favorevole alla richiesta di elevare il beato Rosario Livatino a patrono dei magistrati italiani. Lo si legge nel comunicato finale dell’82ª Assemblea generale della Cei, svoltasi in Vaticano dal 25 al 28 maggio. Dopo il placet dell’Assemblea, la richiesta sarà presentata al competente Dicastero vaticano per la conferma. Tra le altre comunicazioni, l’Assemblea ha condiviso alcuni aspetti organizzativi del XXVIII Congresso eucaristico nazionale, che si terrà dal 23 al 26 settembre 2027 a Orvieto: “Non sarà un grande evento, ma una statio, un momento intenso di riflessione e preghiera delle comunità attorno all’Eucaristia”. È stato inoltre presentato il percorso di preparazione alla Giornata mondiale della gioventù di Seul, in Corea dal 3 all’8 agosto 2027, sul tema “Coraggio, io ho vinto il mondo”, che accompagnerà giovani ed educatori attraverso tappe formative, momenti liturgici e iniziative comunitarie. Il Consiglio episcopale permanente ha provveduto a diverse nomine, tra cui don Alberto Zanetti (Treviso) come direttore dell’Ufficio catechistico nazionale e don Enzo Bottacini (Verona) come direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia.
Cei: approvato “Radicati e costruiti in Cristo”, le linee pastorali per il prossimo quinquennio. Appello unanime per la pace
Riconnettere vita e Vangelo, rinnovare la vita comunitaria, promuovere la corresponsabilità dei laici e rivedere le strutture per la trasmissione della fede: sono i quattro assi del documento “Radicati e costruiti in Cristo”, approvato a larga maggioranza dall’82ª Assemblea generale della Cei come linee di orientamento per l’attuazione del Cammino sinodale nelle Chiese d’Italia nel prossimo quinquennio. Il testo prende atto che “la fede e la sua trasmissione non possono più essere date per scontate” e che “in un contesto segnato dall’individualismo la vita comunitaria diventa una testimonianza concreta della fede”. La Presidenza della Cei procederà alle integrazioni richieste dagli emendamenti; il documento definitivo sarà pubblicato nei prossimi giorni. I vescovi hanno anche condiviso la necessità di garantire trasparenza e rendicontazione per l’intera gestione economica, mettendo in luce l’utilità del bilancio di missione come strumento per comunicare in modo chiaro la vita e le scelte della comunità. L’Assemblea ha lanciato un appello unanime per la pace in Medio Oriente, in Ucraina e in tutte le aree colpite da conflitti. Con le parole del card. Matteo Zuppi, è stato ribadito che “la Chiesa riceve la pace per diventare artigiana creativa di pace; riceve il perdono per diventare luogo di riconciliazione; riceve lo Spirito per non vivere più prigioniera della paura”. I vescovi hanno confermato l’impegno a promuovere percorsi di riconciliazione e dialogo, richiamando l’invito del Papa a lavorare per una pace “disarmata e disarmante”. L’83ª Assemblea generale si terrà dal 23 al 26 novembre ad Assisi.
Migranti: da inizio anno sbarcate 10.817 persone sulle nostre coste. Oltre 2.200 a maggio
Sono finora 10.817 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 22.831 mentre nel 2024 furono 20.184. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Negli ultimi due giorni sono state 192 (165 ieri e 27 oggi) le persone registrate in arrivo sulle nostre coste che hanno fatto salire a 2.241 il totale delle persone arrivate via mare in Italia a maggio. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.178, mentre nel 2024 furono 4.976. Degli oltre 10.800 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 3.235 sono di nazionalità bangladese (29,9%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.314, 12,1%), Pakistan (1.062, 9,8%), Sudan (862, 8%), Egitto (723, 6,7%), Algeria (645, 6%), Tunisia (370, 3,4%), Eritrea (246, 2,3%), Mali (237, 2,2%), Costa d’Avorio (195, 1,8%), Nigeria (170, 1,6%), Guinea (164, 1,5%), Iran (154, 1,4%), Marocco (140, 1,3%), Camerun (103, 1%) a cui si aggiungono 1.197 persone (11,1%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Bibbia: Fter, Abi e Centro San Domenico, stasera a Bologna una conferenza su “Popolo, genti e terra”
Si terrà oggi, giovedì 28 maggio, alle 21, nel Salone Bolognini del complesso conventuale San Domenico, in piazza San Domenico 13, a Bologna, l’incontro sul tema “Popolo, genti e terra: una riflessione biblica”. Promossa in collaborazione con l’Associazione biblica italiana (Abi) e il Centro San Domenico, la conferenza è inserita nel ciclo di lezioni del seminario organizzato dalla Facoltà teologica dell’Emilia Romagna (Fter), dal titolo “Disinnescare la bomba. Si può ancora usare la Bibbia per giustificare la guerra?”. Interverranno Donatella Scaiola, docente di Antico Testamento alla Pontificia università urbaniana, sul tema “Il contesto biblico: alcuni elementi introduttivi”; Israel Knohl, docente di Biblical Studies all’Università ebraica di Gerusalemme, su “Le leggi relative alla guerra nel Libro del Deuteronomio”; Massimo Gargiulo, pro-direttore del Centro cardinal Bea per gli studi giudaici della missione del Collegium maximum della Gregoriana, su “Un’esegesi aperta: la guerra nella lettura cristiana della Bibbia”. Modera Maurizio Marcheselli, coordinatore del percorso “Disinnescare la bomba”.
Diocesi: Trento, concluso il restauro delle tavole lignee del museo diocesano
Si è concluso, dopo quattro anni, il restauro delle tavole lignee del Museo diocesano Tridentino. L’ultimo intervento, dedicato alla tavola di Johannes Hinderbach, ha richiesto oltre un anno di lavoro. L’opera, una delle rarissime tavole quattrocentesche ancora conservate, si distingue per l’elevata qualità esecutiva e per i raffinati riferimenti alla pittura di area salisburghese. Il restauro, eseguito da Stefano Gentili, con la collaborazione di Elisa Turani e la consulenza di Alberto Finozzi, si è concentrato sulle fessurazioni del supporto ligneo, sul consolidamento dello strato pittorico e sulla pulitura del fondo oro. Gli interventi si sono resi necessari a causa della particolare delicatezza delle opere lignee, sensibili alle variazioni termoigrometriche. Proprio per garantire condizioni conservative adeguate, tra settembre 2023 e marzo 2024 il museo ha realizzato un complesso intervento di manutenzione straordinaria della propria sede, finalizzato al miglioramento del microclima interno.
Leone XIV: il 30 maggio il Rosario dalla Grotta di Nostra Signora di Lourdes, invitati tutti i santuari del mondo
L’insistenza di Papa Leone XIV per la pace nel mondo continua a esprimersi anche attraverso il costante richiamo alla preghiera. Dopo la veglia celebrata nella Basilica di San Pietro lo scorso 11 aprile, a conclusione del mese mariano, sabato prossimo, 30 maggio, alle 19.00, Leone XIV presiederà la recita del rosario presso la Grotta di Nostra Signora di Lourdes nei Giardini Vaticani. In questa circostanza – informa il Dicastero per l’evangelizzazione – tutti i santuari del mondo saranno invitati a unirsi con i rispettivi pellegrini e fedeli in preghiera con il Santo Padre. Hanno già aderito i più grandi santuari: il Santuario della Madre di Dio (Zarvanytsia, Ucraina); il Santuario internazionale di Nostra Signora della Pace e del Buon Viaggio (Antipolo, Filippine); il Santuario della Beata Vergine del Rosario (Fatima, Portogallo); il Santuario della Madonna Regina della Pace (Medjugorje, Bosnia ed Erzegovina); il Santuario di Nostra Signora di Lourdes (Lourdes, Francia); il Santuario di S. Charbel Annaya (Byblos, Libano); il Santuario pontificio della Santa Casa (Loreto, Italia). Sarà possibile partecipare all’iniziativa, promossa dal Dicastero per l’evangelizzazione – sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo, fino a esaurimento posti e previo ritiro dei biglietti in via della Conciliazione 7, nei giorni precedenti al Santo Rosario, ovvero il 28, 29 e 30 maggio, dalle 9.30 alle 17.30. Ci si potrà unire in preghiera con il Santo Padre anche da piazza San Pietro, mediante i maxischermi lì presenti.
Sicurezza digitale: Meter e Vivere In, a San Pietro a Maida concluso il progetto “In riga su Internet”
Si è svolta nei giorni scorsi, nell’aula magna dell’Istituto comprensivo “Pascoli” di Maida, plesso di San Pietro a Maida, la manifestazione finale del progetto di prevenzione sui rischi della rete “In riga su Internet – Una regola salva la vita”. I giovani protagonisti dell’iniziativa hanno presentato gli elaborati realizzati durante il percorso educativo promosso per sensibilizzare a una cultura della sicurezza e a un uso sano e consapevole di Internet. Il progetto è stato promosso da Meter Onlus, con il supporto di Vivere In, due associazioni impegnate nell’educazione e nella prevenzione dei rischi della rete. Obiettivo dell’iniziativa – si legge in una nota – è “indicare la diritta via!”. E se si “naviga” in un web sempre “più insidioso”, “mai perdere di vista la giusta rotta!”. L’attività didattica ha inteso contrastare i pericoli derivanti da un utilizzo improprio o non accompagnato di internet, aiutando minori e adulti a riconoscere i rischi della rete. Tra gli strumenti proposti ai nativi digitali, un righello-segnalibro “In riga su Internet”, definito un “decalogo sulle fondamentali regole” per abitare il web in modo consapevole e sicuro. Per i promotori, “non si può demonizzare Internet”, ma occorre offrire modelli educativi ai ragazzi, soggetti vulnerabili da proteggere dai diversi rischi.
Cei: Aiart accoglie nomina di mons. Beneventi a Commissione per la cultura, “cammineremo insieme nel mondo della comunicazione”
“Siamo certi che con mons. Beneventi anche il cammino e lo spirito di servizio della nostra associazione sarà arricchito. Ci auguriamo di essere una rete che – anche attraverso le proprie strutture periferiche – contribuisce a camminare accanto a lui nel suo lavoro puntuale e appassionato nel mondo della comunicazione e della cultura”. Lo affermano Giovanni Baggio, presidente nazionale dell’Aiart (Associazione cittadini mediali), don Oronzo Marraffa, consulente ecclesiastico, e tutto il Comitato nazionale, in relazione alla di mons. Domenico Beneventi, vescovo di San Marino-Montefeltro, a presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali, avvenuta nel corso dell’82ª Assemblea generale della Cei. L’Aiart definisce la nomina “una staffetta significativa e competente nelle profonde trasformazioni culturali e digitali del tempo presente”, sottolineando la particolare attenzione pastorale di mons. Beneventi verso i giovani e l’educazione, “che rappresentano dal 1953 anche le due priorità del lavoro dell’associazione”. L’Aiart, con sede nazionale in uno dei poli comunicativi della Cei, svolge un ruolo di “sentinella attenta alla tutela, alla denuncia e all’annuncio”, con la formazione come priorità.
Piazza della Loggia: Fontana, “rinnovare l’impegno a difendere i valori di libertà, pluralismo e democrazia, respingendo ogni forma di violenza e ogni disegno eversivo”
“A cinquantadue anni dalla strage di matrice neofascista di Piazza della Loggia, il pensiero va alle vittime di quel vile attentato e alle loro famiglie. Ricordare Brescia significa rinnovare l’impegno a difendere i valori di libertà, pluralismo e democrazia, respingendo ogni forma di violenza e ogni disegno eversivo. Il senso di comunità, la consapevolezza del bene comune, il rifiuto della violenza e la ricerca della verità sono stati e continuano a essere il presidio più forte di fronte a ogni minaccia contro l’ordine democratico”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in occasione del 52° anniversario della strage di Piazza della Loggia, a Brescia.
Papa Leone XIV a San Marino: mons. Beneventi, “dono immenso per tutta la diocesi, anche per le comunità delle aree interne”
“La notizia della prossima visita del Santo Padre tra noi ha acceso nei nostri cuori una viva commozione e una profonda gratitudine. Poter accogliere il Successore di Pietro è un dono immenso, una carezza della Provvidenza che giunge in un momento storico nel quale tutti avvertiamo il bisogno di ritrovare ragioni forti per sperare e camminare insieme”. Lo dice al Sir mons. Domenico Beneventi, vescovo di San Marino-Montefeltro, commentando la notizia della di Papa Leone XIV nella Repubblica di San Marino, in programma nella mattinata di sabato 22 agosto. Nel pomeriggio dello stesso giorno la visita proseguirà al Meeting e alla città di Rimini. Lo rende noto la Prefettura della Casa Pontificia. L’annuncio è giunto oggi al termine dell’82ª Assemblea generale della Cei, nel corso dell’udienza che Leone XIV ha concesso ai vescovi italiani in Vaticano. Mons. Beneventi, appena eletto presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali, aggiunge che la visita rappresenta “un segno concreto di vicinanza, consolazione e speranza, nella certezza che nessuna periferia, geografica o dell’anima, sia dimenticata da Dio”. Il presule sottolinea che “i piccoli Stati, come le piccole diocesi, rappresentano quell’aspetto di prossimità che il Papa sta esprimendo visitandoci e tenendoci a cuore”, e ringrazia Leone XIV “per aver rivolto uno sguardo di padre alla nostra Chiesa locale, che si estende dall’antica Repubblica di San Marino fino alle comunità delle aree interne, ricche di storia e resilienza, ma non prive di fatiche”. La visita si inserisce nel solco delle precedenti visite papali: quella di Benedetto XVI il 19 giugno 2011 e quella di san Giovanni Paolo II il 29 agosto 1982.
Università Cattolica: studio sullo sguardo, i bambini attribuiscono intenzioni ed emozioni all’uomo ma non al robot
I bambini sono capaci di attribuire preferenze, intenzioni ed emozioni a uno sguardo umano, non a quello di un robot. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Child Interaction, coordinato da Antonella Marchetti, direttrice del Dipartimento di psicologia dell’Università Cattolica di Milano e del Ceritom (Centro di ricerca sulla teoria della mente e le competenze sociali nel ciclo di vita), in collaborazione con studiosi di Tokyo e Osaka. La ricerca ha coinvolto bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni per esplorare come uno sguardo umano o di un robot possa suscitare impressioni differenti nella mente dei piccoli. I risultati mostrano che i piccoli interpretano lo sguardo umano come un segnale ricco di significato: se un individuo guarda un oggetto, i bambini tendono a pensare che quell’oggetto gli piaccia. Lo stesso non accade, però, quando a guardare l’oggetto è un umanoide. “Ciò non significa che i robot non possano svolgere un ruolo educativo o sociale – spiega Marchetti -. Suggerisce però che non basta imitare in un robot un singolo segnale umano per renderlo davvero comunicativo agli occhi di un bambino. Per progettare tecnologie intelligenti per l’infanzia servono interazioni più ricche, naturali e adatte allo sviluppo”. Questi risultati hanno ricadute rilevanti anche nell’autismo, ambito in cui i robot umanoidi sono sempre più studiati come strumenti di supporto per interventi riabilitativi. Capire a quali condizioni un bambino interpreta lo sguardo di un robot come un segnale intenzionale può aiutare a progettare interventi più mirati, naturali e sensibili allo sviluppo.
Leone XIV: Bruni, nel pomeriggio riceve il sindaco di Chicago
Oggi pomeriggio il Papa riceverà in udienza il sindaco di Chicago, Brandon Johnson. Lo ha reso noto il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, in risposta alle domande dei giornalisti.
Festa della Repubblica: il “popolo della pace” in piazza in tutta Italia. Si parte oggi con la fiaccolata di Verona, con il sindaco Tommasi e il vescovo Pompili
“Di fronte alla corsa al riarmo che sta travolgendo l’Europa”, la società civile italiana si mobilita per gli 80 anni della Repubblica Italiana con una “grande mobilitazione” che si terrà in tutta Italia a partire da oggi fino al 2 giugno. L’iniziativa è lanciata da Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci e prevede iniziative civili, pacifiste e nonviolente come fiaccolate, biciclettate, convegni e presidi. Un calendario fitto, che parte stasera da Verona e culmina il 2 giugno in più città italiane. Obiettivo comune: “restituire alla Festa della Repubblica il suo autentico carattere costituzionale, quello di una Repubblica che ripudia la guerra, sottraendola alle parate militari e al clima di riarmo che domina il dibattito pubblico europeo”. In un comunicato, i promotori ricordano che “la sicurezza non si misura in miliardi di spesa militare, che la dignità dei popoli non si difende con le bombe, che la pace non è assenza di guerra ma costruzione quotidiana di giustizia e diritti” e che “fin dall’inizio chi ha fondato la Repubblica italiana ha scelto di ripudiare la guerra, e che quella scelta vale ancora oggi”. La risposta all’appello dei movimenti pacifisti a scendere in piazza “è stata straordinaria: decine di realtà (associazioni, reti locali, comunità ecclesiali, sindacati, scuole) hanno aderito e organizzato proprie iniziative”. Le iniziative cominceranno oggi a Verona con una fiaccolata interreligiosa ed ecumenica con partenza alle 20.30 dal municipio e arrivo al Duomo. Avrà per slogan “Chiamata alla Pace”. Promossa da Chiesa di Verona e dal Comune, dalla Scuola di Pace e Nonviolenza e dal Comitato veronese per le iniziative di pace, la manifestazione sarà aperta dal sindaco Damiano Tommasi, e conclusa dal vescovo Domenico Pompili. Per tutti gli eventi in calendario. Clicca .
Leone XIV: Antonio Di Iorio nominato direttore del Fondo assistenza sanitaria
Leone XIV ha nominato direttore del Fondo assistenza sanitaria Antonio Di Iorio, officiale della Sezione per gli Affari generali della Segreteria di Stato, che assumerà l’incarico il 15 luglio prossimo. Lo rende noto oggi la Sala Stampa della Santa Sede. Di Iorio è membro del Consiglio di amministrazione del medesimo Fondo dal 24 giugno 2020 ed è anche notaro dell’Ufficio del Camerlengo.
Leone XIV: rescritto su come allontanare un superiore di monastero dalla vita consacrata
Leone XIV ha concesso al Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica la facoltà di autorizzare il vescovo diocesano competente a emettere il decreto di dimissione previsto dal can. 699 § 2 del Codice di Diritto canonico, nel caso in cui il professo da dimettere sia il superiore maggiore del monastero. Lo stabilisce un rescritto – pubblicato oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede e firmato dal card. Pietro Parolin, segretario di Stato – adottato nell’udienza del 25 marzo 2026, considerata la precedente favorevole valutazione già espressa da Papa Francesco. Il provvedimento entra immediatamente in vigore ed è pubblicato su “L’Osservatore Romano” e negli Acta Apostolicae Sedis.
Leone XIV: alla Cei, “la logica della piccolezza è la vera forza della Chiesa”, “abbiamo il coraggio dell’essenziale”
“La logica della piccolezza è la vera forza della Chiesa”. Lo ha detto il Papa, incontrando i vescovi italiani al termine dell’Assemblea della Cei. Tale logica, ha spiegato, “non risiede nelle sue risorse e nelle sue strutture, né i frutti della sua missione derivano dal consenso numerico, dalla potenza economica o dalla rilevanza sociale”. La Chiesa, al contrario, “vive della luce dell’Agnello e, radunata attorno a lui, è sospinta per le strade del mondo dalla potenza dello Spirito Santo”. “Abbiamo il coraggio dell’essenziale!”, l’invito di Leone XIV: “Il coraggio di comunità meno preoccupate di conservare tutto e più libere di annunciare Cristo. Il coraggio di una catechesi che sia cammino di iniziazione e formazione permanente alla vita cristiana. Il coraggio di parrocchie accoglienti e missionarie, in cui le famiglie si ritrovano e si rinnovano con la linfa del Vangelo. Il coraggio di organismi di partecipazione vivi. Il coraggio di ascoltare i giovani senza addomesticarne le domande. Il coraggio di lasciarci evangelizzare dai poveri. Il coraggio di una struttura nazionale sempre più al servizio della comunione missionaria delle Chiese in Italia. Un popolo viene generato da madri e padri nella fede, da comunità che sanno dire, con la vita prima ancora che con le parole: ‘Abbiamo trovato il Messia’. L’Italia ha bisogno di questa testimonianza”.
Leone XIV: il 22 agosto visita pastorale a San Marino e al Meeting di Rimini
Leone XIV si recherà in visita pastorale nella Repubblica di San Marino nella mattinata di sabato 22 agosto, accogliendo l’invito degli allora Capitani Reggenti Matteo Rossi e Lorenzo Bugli. Nel pomeriggio dello stesso giorno la visita proseguirà al Meeting e alla città di Rimini. Lo rende noto oggi la Prefettura della Casa Pontificia.
Santa Sede: in vigore l’accordo con l’Italia per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria
È entrato in vigore ieri l’accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, firmato a Roma il 31 luglio 2025. Lo rende noto oggi la Sala Stampa della Santa Sede, precisando che si sono concluse le procedure previste dall’art. 5 dell’accordo stesso.
Leone XIV: alla Cei, “strutture siamo a sostegno della missione”, “non ridurre tutto a efficienza amministrativa”
“Le varie strutture della Cei sono chiamate a continuare a svolgere il loro servizio di comunione, coordinamento, discernimento e sostegno alle Chiese che sono in Italia”. Sono le indicazioni del Papa per la riforma, contenute nel discorso rivolto ai vescovi italiani, al termine della loro Assemblea. “Proprio perché ha questo ruolo, l’organizzazione della Conferenza Episcopale va modellata alla luce delle esigenze della missione e delle mutate condizioni storiche”, l’indicazione di rotta di Leone XIV: “Non si tratta di imitare schemi organizzativi esterni, né di ridurre tutto a efficienza amministrativa, ma di domandarsi quale fisionomia aiuti oggi i Pastori e le Chiese locali ad annunciare meglio il Vangelo, a camminare insieme, a rendere possibile una partecipazione effettiva, ordinata e feconda. Quando è vissuta nello Spirito, questa verifica non indebolisce la comunione ma la purifica”.
Piazza della Loggia: La Russa, “difendere con fermezza i valori di libertà, giustizia e convivenza civile contro ogni forma di violenza ed eversione”
“Nel 52° anniversario della strage di Piazza della Loggia ricordiamo le vittime di uno dei più gravi attentati contro la nostra democrazia. Una ferita profonda nella memoria della Nazione che richiama ancora oggi tutti noi a difendere con fermezza i valori della libertà, della giustizia e della convivenza civile contro ogni forma di violenza ed eversione”. Così il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, in un post condiviso sui propri canali social in occasione del 52° anniversario della strage di Piazza della Loggia, a Brescia.
Leone XIV: alla Cei, “in una Chiesa sinodale la partecipazione non è una concessione”
“Una Chiesa sinodale è quella in cui ciascuno, secondo la propria vocazione, può offrire il dono ricevuto dallo Spirito per l’edificazione comune”. Lo ha ribadito il Papa, sulla scia del Concilio, nel discorso rivolto ai vescovi italiani al termine della loro assemblea generale. “La partecipazione non è una concessione: è un’esigenza della comunione e della missione e, perciò, deve diventare metodo, responsabilità, verifica, nel coinvolgimento dei diversi carismi e ministeri e nel rispetto del compito proprio del Vescovo”, l’indicazione di rotta del Papa: “Il Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese in Italia richiama il valore degli organismi di partecipazione, come luoghi nei quali il discernimento delle comunità può prendere corpo. Non basta, però, che questi strumenti esistano, occorre verificare che funzionino davvero”.
Leone XIV: alla Cei, “noi vescovi siamo chiamati ad un ascolto profondo”
“Noi vescovi siamo chiamati a un ascolto profondo: ascoltare la Parola di Dio, ascoltare il Popolo di Dio, e quindi ascoltare i segni dei tempi, ascoltare anche ciò che mette in discussione le nostre abitudini pastorali”. Lo ha detto il Papa, incontrando i vescovi italiani al termine della loro assemblea generale. “Dove l’ascolto è vero, la comunità non si chiude in sé stessa, ma diventa luogo di discernimento e di missione e, a tal fine, sa rinnovarsi”, ha affermato Leone XIV: “È questo il senso del Cammino sinodale che avete portato a compimento e che, come avete sottolineato, ora deve diventare stile permanente”.
Leone XIV: alla Cei, “fede diventi impegno effettivo nella società, nella politica, nella cultura”
“La fede viene trasmessa e cresce dove ci sono comunità vive e ospitali, capaci di pregare e di ascoltare”. Lo ha detto il Papa, che, incontrando i vescovi italiani al termine della loro assemblea generale, ha tracciato una sorta di profilo ideale delle comunità cristiane: “comunità nelle quali la Parola di Dio non resta ai margini, ma illumina le scelte, dove l’Eucaristia è davvero fonte e culmine, dove i poveri non sono destinatari esterni di un servizio, ma fratelli e sorelle nei quali il Signore ci parla; dove i giovani sono volti e voci e storie con cui dialogare; dove le famiglie non sono lasciate sole e le ferite non vengono nascoste, ma portate davanti al Signore con umiltà; dove la fede diventa impegno effettivo nella società, nella politica, nella cultura”.
Leone XIV: alla Cei, “l’iniziazione cristiana non è solo preparazione ai sacramenti”, “riscoprire il battesimo come realtà viva ed esistenziale”
L’iniziazione cristiana “non può essere pensata solo come preparazione ai sacramenti”. Ne è convinto il Papa, che, incontrando i vescovi italiani al termine della loro assemblea generale, ha esortato a “riscoprire il battesimo come realtà viva ed esistenziale”. “Non è possibile comprendere pienamente il Battesimo se non all’interno dell’Iniziazione Cristiana, ossia dell’itinerario attraverso cui il Signore, mediante il ministero della Chiesa e il dono dello Spirito, ci introduce nella fede pasquale e ci inserisce nella comunione trinitaria ed ecclesiale”, ha affermato Leone XIV, secondo il quale ”è una sottolineatura molto importante, questa della più recente Assemblea del Sinodo dei Vescovi, perché colloca il cammino che si apre con il Battesimo all’interno di una Chiesa che crede, celebra, accompagna, genera. Una Chiesa che, mentre gioisce stupita di fronte ai catecumeni giovani e adulti, è poi capace di sostenere la loro perseveranza dopo lo slancio iniziale”.
Quirinale: Mattarella nomina 25 nuovi Cavalieri del lavoro
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato ieri i decreti con i quali, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di concerto con il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, sono stati nominati 25 Cavalieri del lavoro. Ne dà notizia oggi il Quirinale, diffondendo l’elenco degli insigniti. I nuovi Cavalieri del lavoro sono: Vincenzo Andronaco (terziario, commercio prodotti alimentari – estero), Roberto Coin (artigianato orafo – Veneto), Marina Cvetic (agricoltura vitivinicola – Abruzzo), Katia Da Ros (industria, prodotti refrigeranti – Veneto), Sabato D’Amico (industria, produzione alimentare – Campania), Lorenzo Delladio (industria, abbigliamento sportivo – Trentino-Alto Adige), Matterino Dogliani (industria, costruzione infrastrutture – Piemonte), Giuseppe Fontana (industria, metalmeccanica – Lombardia), Sergio Fontana (industria, farmaceutica e cosmetica – Puglia), Giorgio Girondi (industria, tecnologie di filtrazione – Veneto), Antonio Gozzi (industria, siderurgica – Liguria), Gioconda Gritti (terziario, ristorazione – Lombardia), Giangiacomo Ibba (terziario, grande distribuzione – Sardegna), Ambrogio Invernizzi (agricoltura, produzione lattiero-casearia – Piemonte), Carlo Lastrucci (industria, elettronica – Toscana), Giorgio Marsiaj (industria, componenti auto e spazio – Piemonte), Elisabetta Moro (industria, macchine dosatura – Veneto), Giancarlo Negro (terziario, servizi informatici – Puglia), Micaela Pallini (industria, distilleria – Lazio), Bruno Piraccini (industria, ortofrutta – Emilia-Romagna), Giacomo Ponti (industria alimentare – Piemonte), Alberto Sorbini (industria, produzione integratori alimentari – Lombardia), Marco Trombetti (terziario, informatica – Lazio), Giuseppa Vitale (terziario, commercio al dettaglio alimentare – Sicilia) e Patrizia Zucchi (industria, distribuzione energia – Emilia-Romagna).
Leone XIV: alla Cei, “la priorità è il Vangelo”, “quale volto di Dio lasciamo trasparire nelle nostre comunità?”
“La priorità è il Vangelo: ce lo dice san Francesco d’Assisi, a ottocento anni dal suo transito al Cielo; ce lo ricordano la Evangelii nuntiandi di san Paolo VI e la Evangelii gaudium di Papa Francesco”. Lo ha detto Papa Leone XIV, incontrando i vescovi italiani al termine dell’Assemblea generale della Cei, che si chiude oggi in Vaticano. “Perché è dal Vangelo che nasce la fede, come incontro vivo con Cristo, morto e risorto, presente nella sua Chiesa!”, ha spiegato il Pontefice. “Oggi, nel contesto in cui siamo chiamati a operare, confrontandoci con altre prospettive di vita e con sfide antropologiche inedite, riportare al centro il Vangelo è il dono che dà entusiasmo alla nostra vita di vescovi e l’urgenza che ci spinge”, ha aggiunto Leone XIV. “Siamo chiamati a domandarci: quale volto di Dio lasciamo trasparire nella predicazione, nella catechesi, nella liturgia, nella carità, nella vita delle nostre comunità? In che modo favoriamo l’incontro con Cristo e che cosa significa oggi, per noi e per le nostre Chiese, iniziare altri alla vita cristiana? Sono domande che, come pastori, dobbiamo sempre porci, senza mai darle per scontate”.
Diocesi: Caltanissetta, il 30 e 31 maggio a Vallelunga Pratameno “Insieme giovani e famiglie”
“Come astri di santità nell’umanità” è il tema della diciottesima edizione dell’incontro diocesano “Insieme giovani e famiglie” (Igf), in programma sabato 30 e domenica 31 maggio a Vallelunga Pratameno. Gli eventi inizieranno con l’arrivo del “braciere” da San Cataldo alla Villa comunale di Vallelunga e il successivo corteo fino alla chiesa madre. Il braciere ardente simboleggia il focolare attorno al quale ci si raduna nell’ascolto e nelle relazioni, “un fuoco che arde e che simbolicamente ci porta alla presenza del Signore che ci parla”, ha commentato il vescovo di Caltanissetta, mons. Mario Russotto. Seguirà la rappresentazione della tradizionale “Serenata a Maria” della compagnia Ragazzi del Lago, di Carlo Tedeschi, e successivamente l’adorazione eucaristica in chiesa. La serata si concluderà con un momento di festa in piazza. Domenica 31 maggio, alle 15.30, in piazza Umberto I arriverà la reliquia del beato Rosario Livatino e, dopo la preghiera iniziale introdotta dal vescovo, sarà proposta una testimonianza sulla vita del “giudice ragazzino”. Per l’occasione Carlo Tedeschi ha composto “Una canzone per Carlo”, piccolo recital su Carlo Acutis, che sarà rappresentato dalla compagnia Ragazzi del Lago e intervallato da testimonianze sulla vita del giovane santo dell’Eucaristia. La due giorni si concluderà con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo.
Leone XIV: alla Cei, “fare nostro lo sguardo del Signore”, “la messe è abbondante, ma sono pochi gli operai”
“Fare nostro lo sguardo del Signore. Non lamentarci soltanto dei terreni induriti né soffermarci semplicemente ai dati statistici, ma saper vedere, con gli occhi del Risorto, il raccolto che Dio stesso ci prepara”. È “il primo compito” affidato dal Papa ai vescovi italiani, incontrati al termine dell’Assemblea della Cei, che si chiude oggi in Vaticano. Gesù “guardando le folle, non vede un problema da risolvere, vede una messe, vede il campo di Dio: ‘La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!’”. “Seminatore instancabile, Dio esce ogni giorno nel mondo e sparge con generosità nei cuori il desiderio dell’infinito, di una vita piena, di una salvezza che libera”, ha assicurato il Pontefice: “Sì, grazie a Dio, la messe è molta. Lo Spirito Santo ci doni cuori ardenti dello slancio di Cristo; e susciti numerosi e santi operai per lavorare con noi”.
Leone XVI: alla Cei, “molti segni ci parlano di stanchezza, di frammentazione, di solitudine”
“Per vostro tramite, desidero esprimere il mio affetto a tutte le Chiese che sono in Italia, ai presbiteri, ai diaconi, alle persone consacrate, alle famiglie, ai catechisti, agli educatori, ai giovani, agli anziani, ai poveri, ai malati, a quanti vivono la fede nella semplicità della vita quotidiana e a quanti, magari senza saperlo, portano nel cuore una sete di Dio”. Inizia così il discorso del Papa all’82ª Assemblea della Cei, nell’Aula nuova del Sinodo, in cui Leone XIV ha definito il nostro tempo “segnato dalla complessità”: “L’ho sperimentato direttamente nelle mie recenti visite a Pompei, a Napoli e ad Acerra”, ha affermato. “Molti segni ci parlano di stanchezza, di frammentazione, di solitudine”, l’analisi di Leone XIV: “Nelle nostre comunità possiamo talvolta avvertire la fatica di trasmettere la fede, la difficoltà di coinvolgere le nuove generazioni. Ma il Vangelo ci riscuote”.
Cei: card. Zuppi a Leone XIV, “vogliamo rimettere al centro Gesù e tanta attenzione all’umano, a cominciare dai poveri”
“Vogliamo rimettere al centro Gesù e tanta attenzione all’umano, alla persona, non come la immaginiamo noi o la vorremmo, ma come è, a cominciare dai poveri che sono cresciuti e si sono cronicizzati”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) e arcivescovo metropolita di Bologna, nel saluto rivolto oggi a Papa Leone XIV in occasione dell’udienza ai partecipanti all’82ª Assemblea Generale della Cei, in Vaticano. Il cardinale ha ringraziato il Papa per le parole dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, che aiutano a essere cristiani capaci di custodire l’umano e vivere l’annuncio del Vangelo “dentro l’intreccio concreto delle vite, delle comunità e delle culture”. Riferendosi ai lavori assembleari, ha sottolineato che i vescovi italiani hanno tracciato le linee pastorali per i prossimi anni mettendo Gesù Cristo al centro, “in un mondo segnato da individualismo e solitudine e proprio per questo con una fortissima nostalgia di Dio e di umano”. Zuppi ha richiamato la sfida della riconciliazione, per sottrarre spazio a quella “cultura violenta della potenza” che inizia “con la polarizzazione invece del dialogo, il pregiudizio, l’odio, la rabbia aumentata da colpevoli e interessati seminatori di zizzania”. Citando una parola del Papa, ha concluso: “Nessun luogo diventi un recinto, nessuna identità una tana. Dobbiamo tornare all’essenziale, a una fede non scontata, ma libera, scelta, testimoniata, proposta con amicizia e senza arroganza”.
Diocesi: Ugento, presbitero accusato di abuso su uno studente. “Chiediamo perdono, massima collaborazione con la magistratura”
La diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca esprime “profondo dolore” per il presunto coinvolgimento di un proprio presbitero in fatti integranti il delitto di abuso su uno studente di scuole superiori. Lo si legge in un comunicato stampa diffuso oggi dalla diocesi, che manifesta “vicinanza e attenzione verso il giovane e la sua famiglia” e chiede “perdono per eventuali responsabilità del presbitero”. La diocesi assicura “la massima disponibilità e collaborazione nella verifica dei fatti, in conformità alle procedure previste e alla normativa canonica” e confida nell’operato della magistratura, auspicando “al più presto il chiarimento della dolorosa vicenda”.
Amianto: Anmil, ad Aviano inaugurato nuovo centro per studio, prevenzione e cura del mesotelioma
È stato inaugurato ieri ad Aviano (Pn) il nuovo Centro di riferimento dedicato allo studio, alla prevenzione e alla cura del mesotelioma maligno pleurico, tra le patologie oncologiche più aggressive e strettamente correlate all’esposizione all’amianto. Il progetto, finanziato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e coordinato dal Cro di Aviano, coinvolge l’Università di Ferrara, le università del territorio e il Servizio sanitario regionale, con l’obiettivo di diventare un polo di eccellenza nazionale ed europeo nella ricerca e nel trattamento del mesotelioma. L’Anmil ha contribuito alla nascita del progetto attraverso il dialogo tra mondo della ricerca, istituzioni e rappresentanza delle vittime del lavoro, promuovendo l’attenzione politica e istituzionale verso una malattia che ancora oggi presenta prognosi molto severe. Attualmente, infatti, l’aspettativa media di vita dalla diagnosi è di circa dodici mesi. “È per me un vero onore aver partecipato agli incontri che ci hanno condotto qui oggi, a una grande vittoria per la prevenzione e la cura del mesotelioma”, ha dichiarato il presidente nazionale dell’Anmil, Amedeo Bozzer. “Questo importante traguardo dimostra che, quando istituzioni, ricerca scientifica e associazioni lavorano insieme, si possono raggiungere risultati straordinari”. Il Centro svolgerà anche attività di prevenzione e medicina predittiva attraverso l’identificazione di biomarcatori precoci legati all’esposizione all’amianto.
Casa Sollievo della Sofferenza: Gumirato (dg), “la Commissione vaticana garantirà la continuità di un presidio d’eccellenza”
“Il compito della Commissione sarà quello di garantire la continuità di presidio di eccellenza in campo medico, chirurgico e della ricerca scientifica del nostro ospedale e nel farlo non potrà che ispirarsi ai valori del santo fondatore Padre Pio da Pietrelcina”. Lo afferma Gino Gumirato, direttore generale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, dopo l’ da parte di Papa Leone XIV della “Commissione di indirizzo e vigilanza” sulla Fondazione. Gumirato chiarisce che non si tratta di un commissariamento: “È una Commissione di indirizzo e vigilanza, così come avviene in molti governi quando si occupano delle società partecipate”. Il direttore generale, che farà parte della Commissione come membro del Comitato Tecnico, sottolinea che i poteri attribuiti alla Commissione sono volutamente ampi: “Se c’è una volontà di sostegno immediato della nostra Fondazione e del nostro Ospedale è bene che ci sia velocità, efficienza ed efficacia nel prendere le decisioni”. Quanto alla composizione, Gumirato evidenzia che vi figurano “i massimi vertici delle istituzioni economiche e patrimoniali del Vaticano”, con i quali la Fondazione ha già consolidati rapporti di collaborazione. Un primo banco di prova è atteso entro giugno, quando la Fondazione approverà il bilancio al 31 dicembre 2025 e scadranno le cariche in corso: sarà necessario nominare il nuovo consiglio di amministrazione e il direttore generale.
Comunicazioni: Weca, undici app per migliorare il nostro “benessere digitale”
“Undici app per migliorare il nostro ‘benessere digitale’” è il titolo del tutorial WeCa che sarà reso disponibile da oggi sul sito , su YouTube e su . Il tutorial, introdotto dal presidente WeCa Fabio Bolzetta, scritto da Andrea Canton e condotto da Alessandra Carenzio, suggerisce alcune strade per un uso attivo ma bilanciato della tecnologia. Oltre a buone pratiche come limitare le notifiche e bilanciare vita online e offline, le soluzioni digitali stesse ci vengono in soccorso. Dalla gamification dell’applicazione Forest ai blocchi di Digital Detox, fino a strumenti come Google Family Link per tutelare i più piccoli, il nuovo tutorial WeCa presenta una guida pratica con undici applicazioni pensate per restituirci il controllo del nostro tempo e migliorare la qualità delle nostre giornate. I tutorial WeCa sono una proposta dell’Associazione WebCattolici Italiani (WeCa) in sinergia con l’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della Cei e il Centro di ricerca sull’Educazione ai media all’informazione e alla tecnologia (Cremit) dell’Università Cattolica di Milano. Oltre alla diffusione tramite i social network e sul sito www.weca.it, i tutorial vengono trasmessi sulle televisioni del circuito CoralloSat, sono disponibili in formato podcast su Spotify e possono essere ascoltati anche, attraverso comando vocale, sui dispositivi compatibili con Amazon Alexa grazie alla skill WebCattolici. Nell’ottava stagione dei Tutorial WeCa prosegue la collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, con tutorial mensili dedicati alla comunicazione e alle tematiche sociali, economiche e ambientali.
Diocesi: Aversa, domani in seminario un concerto mariano-vocazionale per riscoprire il valore della speranza cristiana
La comunità del Seminario vescovile di Aversa invita la cittadinanza, i gruppi parrocchiali, i giovani e le famiglie a partecipare al concerto mariano-vocazionale, un evento che unisce musica, meditazione e spiritualità nell’anno in cui il seminario celebra il suo 300° anniversario (1725-2025). L’appuntamento è per domani, venerdì 29 maggio, alle 20.30, presso il Seminario vescovile, in piazza del Duomo ad Aversa. La serata sarà curata dalla Cappella musicale lauretana, sotto la direzione del maestro don Massimo Ponticelli. I testi e le meditazioni che accompagneranno l’elevazione spirituale e musicale sono a cura di don Francesco Cuciniello. “Sarà un’occasione preziosa di preghiera e riflessione per lasciarsi guidare dalla bellezza dell’arte e dalla dolce presenza di Maria, con l’obiettivo di riscoprire il valore profondo della vocazione e della speranza cristiana”, spiegano dal Seminario vescovile.
Diocesi: Acireale, fondi 8xmille per il risanamento dell’oratorio di Aci Castello. Lavori per oltre 200mila euro
È stato sottoscritto nei locali della Curia vescovile di Acireale il contratto d’appalto per i lavori di risanamento e adeguamento del primo piano dell’oratorio della parrocchia San Mauro Abate di Aci Castello, per un costo complessivo di oltre 200mila euro. L’intervento è finanziato per il 70% con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, destinati dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), mentre la restante parte è coperta dalla parrocchia. Alla firma erano presenti mons. Agostino Russo, vicario generale della diocesi di Acireale, don Angelo Milone, direttore dell’Ufficio beni culturali, il parroco mons. Sebastiano Raciti e i rappresentanti dell’impresa aggiudicataria. Il nuovo intervento riguarda il primo piano dei locali parrocchiali: il piano terra era già stato oggetto di importanti lavori di ristrutturazione lo scorso anno, sempre con il sostegno dell’8xmille. I lavori prevedono adeguamento funzionale degli spazi interni ed esterni, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone con disabilità motoria, rifacimento degli intonaci, sostituzione degli infissi, nuove pavimentazioni e ammodernamento degli impianti. Il progetto ha ottenuto il nulla osta della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Catania. “L’oratorio non è soltanto una struttura, ma un luogo educativo e di incontro, dove si costruiscono relazioni, si cresce nella fede e si vive la comunità. Investire su questi spazi significa investire sul futuro delle nuove generazioni e sull’intera comunità parrocchiale”, ha dichiarato mons. Raciti.
Leone XIV: “parrocchie assicurino ai catecumeni uno spazio di crescita coerente”
La catechesi “qualifica in modo determinante la vita della Chiesa nel suo impegno formativo e di trasmissione della fede”. Lo ha affermato il Papa, che nel discorso rivolto ai partecipanti alla sessione plenaria del Dicastero per l’evangelizzazione – sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo, ha chiesto “un’attenzione peculiare nei confronti dei catecumeni, che in numero sempre più significativo chiedono il battesimo”. “Il gioioso servizio della comunità nell’accogliere e accompagnare i catecumeni non può concludersi con la celebrazione del Sacramento”, ha osservato Leone XIV: “Altrettanta responsabilità richiede il compito successivo, quello cioè di offrire un ambiente nel quale trovino riscontro le attese che hanno portato ad aderire a Cristo e alla sua Chiesa”. “Il dovere di mantenere viva la scelta di fede compiuta con il battesimo comporta, in particolare per le comunità parrocchiali, l’esigenza di tendere sempre alla misura alta della vita cristiana, per assicurare ai nuovi battezzati uno spazio di crescita coerente, frutto di relazioni interpersonali vissute nell’amore e nel servizio reciproco”, la direzione da seguire: “Simile cura va riservata ai ragazzi e alle ragazze che ricevono il sacramento della Confermazione”. Di qui l’incoraggiamento del Papa per “le molteplici iniziative che li accompagnano nel proseguimento del cammino di fede per la loro crescita umana e cristiana”.
Leone XIV: “non è annacquando i contenuti che si può rendere attraente il cristianesimo”
“Il clima culturale diffuso nelle società ipermediatiche e consumistiche riduce la capacità di apprendere con pazienza e di compiere con fatica un percorso di ricerca personale della verità, con perseveranza e senso critico”. È l’analisi del Papa, nel discorso ai partecipanti alla sessione plenaria del Dicastero per l’evangelizzazione – sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo, ricevuti in udienza. “Ogni messaggio rischia di essere percepito come un’opinione tra le tante”, ha osservato Leone XIV, secondo il quale “la trasmissione della fede, in tale contesto, passa necessariamente attraverso l’incontro con persone e comunità che esprimono la gioia della fede cristiana e la coerenza di uno stile di vita evangelico”. “Non è certo annacquando i contenuti e ammorbidendo le esigenze che si può rendere attraente il cristianesimo, ma testimoniando con umiltà e coraggio ‘la via, la verità e la vita’ che ha convertito e santificato tante persone”, il monito del Pontefice. “La santità della vita rimane sempre la forma più convincente della bellezza della fede cristiana che supera i tempi e si propone ad ogni cultura”, l’indicazione di rotta, sulla scorta di Benedetto XVI.
Vita consacrata: p. Fossas (benedettini), “l’esempio ha la preminenza sulle parole nella trasmissione del carisma”
“L’abate deve guidare i suoi discepoli con un insegnamento duplice, facendo cioè capire tutto quello che è buono e santo con i fatti ancor più che con le parole”: citando la Regola di san Benedetto, p. Ignasi M. Fossas, abate presidente della Congregazione Benedettina Sublacense-Cassinese, ha portato questa mattina la sua testimonianza alla 105ª Assemblea dell’Usg a Sacrofano. Il religioso ha proposto una lettura più articolata del carisma monastico, spesso ridotto alla formula ora et labora: vi ha aggiunto la lectio divina, la cura di sé (rege te ipsum) e la dimensione comunitaria. Sul piano della trasmissione, ha sottolineato l’importanza del linguaggio non verbale: “Il modo di parlare, la gentilezza nei rapporti, il modo di celebrare la liturgia, lo stile di governo sono elementi che trasmettono il carisma prima ancora delle parole”. Fossas ha distinto tra globalizzazione e cattolicità: “Negli aeroporti sperimento la globalizzazione, dove tutto diventa simile e comune; nei monasteri sperimento la cattolicità, cioè l’universalità della fede e del carisma nel rispetto dell’originalità personale e comunitaria”. Il governo del carisma, ha concluso, richiede di “vivere personalmente il carisma per poterne parlare agli altri”, nella consapevolezza che “spesso bisogna predicarlo sapendo di viverlo solo parzialmente. Anche questo, forse, fa parte dell’umiltà”.
Vita consacrata: p. Rodríguez Ramírez (Verbum Dei), “siamo testimoni, non solo amministratori di beni”
“Siamo testimoni, non solo amministratori di beni. C’è una differenza tra gestire un’istituzione e animare un corpo apostolico”: con questa distinzione p. Sergio Rodríguez Ramírez, superiore generale della Fraternità Missionaria Verbum Dei, ha aperto questa mattina la sua testimonianza alla 105ª Assemblea dell’Usg a Sacrofano. Il religioso ha richiamato il carisma del fondatore padre Jaime Bonet, del quale il Verbum Dei celebra quest’anno il centenario della nascita a Maiorca (1926-2026), sintetizzato nella parola “Ho sete”: “La nostra missione è prolungare il grido di Gesù sulla croce. Questa sete si placa solo con testimoni appassionati della Parola”. Per Rodríguez Ramírez il governo negli istituti religiosi è innanzitutto cura animarum: “I nostri fratelli e sorelle non sono risorse umane per produrre apostolato; sono persone affidate da Dio alle nostre cure”. Ha quindi individuato tre pilastri dell’identità nel governo: coerenza (“distrugge il clericalismo e costruisce fiducia”), vulnerabilità (“un superiore non è un superuomo, è un fratello che ha anche bisogno della grazia di Dio”) e fedeltà creativa (“ci permette di cambiare le strutture necessarie per salvaguardare l’essenza del carisma”). Il religioso ha concluso con una domanda: “C’è qualcosa di più grande che far vivere gli altri? Il fine ultimo del nostro governo è dare vita, esaltando la vocazione dei nostri fratelli e sorelle”.
Leone XIV: “molti giovani riscoprono il Vangelo”, serve “risposta credibile e coerente”
“La nuova generazione non ha preclusioni nei confronti del Vangelo; al contrario, molti, quando lo riscoprono, desiderano conoscerlo meglio, perché percepiscono che in esso si nasconde il segreto per essere veramente felici”. Ne è convinto il Papa, che, ricevendo in udienza i partecipanti alla sessione plenaria del Dicastero per l’evangelizzazione – sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo, ha affermato che “grande attenzione merita la forte richiesta di spiritualità che, soprattutto nei giovani, si fa strada e che si è espressa in maniera evidente in occasione del Giubileo dei giovani”. “L’evangelizzazione non fa affidamento sull’efficienza delle strutture o sulla rilevanza sociale, e nemmeno sul consenso che si può ricevere in qualche momento”, ha detto Leone XIV chiedendo ai presenti “una risposta credibile e coerente”: “L’evangelizzazione deve misurarsi oggi, in modo particolare, anche con mutate condizioni e dinamiche nella trasmissione della fede di generazione in generazione”. “In alcune regioni del mondo questa trasmissione si è pressoché interrotta, e ciò richiede la capacità di farsi carico di nuove sfide”, il grido d’allarme del Pontefice, osservando come nei giovani si registra “una povertà spirituale, una carenza di motivazioni e di strumenti per poter maturare in piena libertà quell’adesione di fede che dà senso alla vita”.
Leone XIV: “in Occidente diffusa indifferenza religiosa”, “dilaga cultura tecnologica”
“L’annuncio del Vangelo, che infonde speranza, non è una proposta utopica: è una testimonianza che attrae in quanto manifesta la chiamata all’amore e alla verità”. A ribadirlo è stato il Papa, ricevendo in udienza i partecipanti alla sessione plenaria del Dicastero per l’evangelizzazione – sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo. “Non possiamo sottovalutare che, soprattutto nei Paesi dell’Occidente, la crisi della fede, insieme ad altri fattori socio-culturali, ha dato luogo a una diffusa indifferenza religiosa”, l’analisi di Leone XIV, secondo il quale “la fede, a molti, appare come non più rilevante per la propria vita”. “Il pericolo sotteso, non sempre percepito nella sua gravità, è che venga a mancare il respiro per quanto vi è di più propriamente umano, cioè la ricerca del senso”, il monito del Papa: “Le grandi questioni esistenziali rimangono inevase, mentre dilaga una cultura tecnologica che dovrebbe rispondere ad ogni esigenza”. Anche in tale contesto, l’incontro con Cristo “è in grado di restituire pienezza di significato e di valore alla vita delle persone, e la Chiesa riscopre la perenne attualità del mandato che ha ricevuto dal Signore risorto”. “Nessuno può sostituirsi ad essa in questa missione, tanto urgente quanto necessaria per assicurare fondamenta affidabili al futuro dell’umanità, perché sia un futuro di pace, di giustizia, di libertà, di fraternità”, ha affermato il Pontefice.
Vita consacrata: Solidarity with South Sudan, “i missionari sono una luce nelle tenebre della guerra”
“I missionari in Sud Sudan sono molto più che operatori umanitari. Sono una luce nelle tenebre. Nonostante la guerra, l’instabilità, la paura, restano. Restano con coraggio, restano con fede, con un profondo senso di missione: dare speranza, restituire dignità, proteggere la vita, ricordare alle persone che non sono dimenticate”. Lo ha affermato Emanuela De Mattia, direttrice fundraising di Solidarity with South Sudan, intervenendo questa mattina alla 105ª Assemblea dell’Usg (Unione superiori generali) a Sacrofano. De Mattia ha presentato i programmi dell’iniziativa intercongregazionale – avviata nel 2008 su richiesta della Conferenza dei vescovi sudanesi – che opera attraverso un istituto di formazione sanitaria, un collegio per la formazione degli insegnanti, un progetto di agricoltura sostenibile e un programma pastorale. “Insieme stiamo formando infermieri, ostetriche, insegnanti, catechisti e operatori agricoli impegnati a servire le loro comunità con competenza e integrità”, ha detto De Mattia, sottolineando che l’impegno dell’Usg si traduce anche nell’accompagnamento di comunità traumatizzate su percorsi di guarigione e riconciliazione, nel sostegno all’empowerment femminile e nella costruzione della pace. “La solidarietà non è solo assistenza, ma presenza; non solo progetti, ma vicinanza umana; non solo servizi, ma speranza”, ha concluso.
Leone XIV: “il mondo ha più che mai sete di speranza”
“In tutto il mondo la speranza è diventata la protagonista nella vita cristiana”. È il bilancio del Giubileo, stilato dal Papa durante l’udienza concessa ai partecipanti alla sessione plenaria del Dicastero per l’evangelizzazione – sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo. “L’insistenza che è stata posta sulla sorella più piccola, che, quasi senza darlo a vedere, trascina le due maggiori, la fede e la carità, ha bisogno di essere ancora annunciata e vissuta con intensità e convinzione”, ha affermato Leone XIV, secondo il quale “il mondo ha più che mai sete di speranza”: “Desidera vivere nella pace e nella certezza che l’impegno per costruire una città degna di figli di Dio non solo è possibile ma reale, perché intriso di una speranza che offre obiettivi veri, non illusori”. “Non interrompiamo, dunque, questo annuncio, sorretto dalla promessa del Signore Gesù di rimanere sempre con noi”, l’invito ai presenti, partendo dalla consapevolezza che “l’evangelizzazione chiede di continuare a essere la motivazione fondamentale di ogni azione della Chiesa universale e delle comunità locali; solo così la fede stessa viene riscoperta sempre di nuovo nella sua bellezza ed esprime al meglio la sua credibilità”.
Vita consacrata: fra Fusarelli (frati minori), “il governo carismatico costa, ma è un prezzo che vale la pena pagare”
“Il governo carismatico costa. Costa deludere chi si aspettava una risposta diversa. Costa essere fraintesi. Costa stare in un dialogo che non porta a convergenza, e dover decidere comunque. Eppure è un prezzo che vale la pena pagare per salvare non solo il presente, ma il futuro”. Lo ha affermato fra Massimo Fusarelli, ministro generale dei frati minori, nella testimonianza portata questa mattina alla 105ª Assemblea dell’Usg (Unione superiori generali) a Sacrofano. Fusarelli ha individuato due tentazioni opposte che minacciano la vita degli istituti religiosi: ridurre il carisma a memoria da conservare – “trasmettere il guscio senza il fuoco” – oppure governare in modo prevalentemente tecnico-giuridico, trasmettendo “le procedure senza l’orientamento che le motiva”. A entrambe ha contrapposto quella che ha chiamato “la via stretta”: un governo che esprima “non solo la custodia ma insieme la trasmissione viva del carisma, un atto generativo che lascia qualcosa di riconoscibile dopo di sé”. Denunciando il rischio del “governo anestesico” – quello che evita i conflitti e cerca sempre la mediazione morbida – il ministro generale ha proposto una formula in quattro elementi: “Trasmissione del carisma nel governo = Testimonianza + Metodo + Coraggio + Cura delle persone”. Il servizio di governo generativo, ha concluso, “è quello che, al termine del suo mandato, lascia la comunità più attenta e capace di accogliere e vivere la grazia del carisma di quanto non lo fosse all’inizio”.
Ucraina: Shevchuk ai vescovi italiani, “non possiamo abituarci alla guerra, dobbiamo cercare una pace giusta e duratura”
“Mi rivolgo a voi, cari fratelli in episcopato, esortando di continuare a favorire la solidarietà con la popolazione ucraina, facendo nostre le parole del Santo Padre Leone XIV, il quale richiama con forza l’urgenza di non abituarci alla guerra e di perseverare con coraggio nella ricerca di una pace giusta e duratura”. Lo scrive Sviatoslav Shevchuk, capo e padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, in una lettera indirizzata ai vescovi italiani riuniti a Roma per l’82ª Assemblea generale della Cei. Il primate esprime gratitudine al card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, a Caritas Italiana, alle diocesi, alle parrocchie e alle comunità religiose per il sostegno umanitario all’Ucraina e ai rifugiati ucraini in Italia. Tra i frutti concreti di questa solidarietà, Shevchuk ricorda la possibilità offerta ai figli dei militari caduti di trascorrere un periodo estivo in Italia e la fornitura di generatori alle città ucraine colpite durante l’ultimo inverno. “Tale aiuto, dopo oltre quattro anni di guerra su larga scala, rappresenta una luminosa testimonianza di fede che si esprime nella carità fraterna e nella concreta prossimità evangelica”, scrive il primate. Shevchuk richiama anche le statistiche delle Nazioni Unite: nel 2025 il numero di vittime civili in Ucraina è aumentato del 35% rispetto all’anno precedente e del 70% rispetto al 2023. “Spesso mi chiedono se il popolo ucraino abbia ancora speranza. Sì, abbiamo la speranza! Direi che siamo un popolo della Speranza”, sottolinea il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina.
Leone XIV: Prato, domani presentazione di “Liberi sotto la grazia” su pensiero e spiritualità di Robert Francis Prevost
Il pensiero e la spiritualità di Robert Francis Prevost sono contenuti in un libro che raccoglie omelie, discorsi e lettere scritte dall’attuale Pontefice quando era priore generale dell’ordine di Sant’Agostino. Il titolo del volume è “Liberi sotto la grazia” ed è pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana. Il volume, su iniziativa della Scuola di teologia di Prato, verrà presentato venerdì 29 maggio alle 21 in cattedrale. Sarà presente padre Giuseppe Pagano, agostiniano e amico personale di Leone XIV. Con lui il teologo mons. Basilio Petrà moderati dal parroco della cattedrale e direttore della Scuola di teologia, don Marco Pratesi. Sono numerose le riflessioni proposte nel volume: il primato della vita interiore nella ricerca continua di Dio; la convinzione che la comunione fra i credenti sia un elemento essenziale per una presenza cristiana incisiva nel mondo; la difesa dei poveri, la lotta per la giustizia e l’impegno per la pace come cartine di tornasole della propria adesione a Cristo. In questi testi il futuro Papa dispiega la propria visione del cristianesimo e del ruolo dei credenti.
Leone XIV: questa mattina l’intervento conclusivo all’82ª Assemblea generale della Cei in Vaticano
Questa mattina Papa Leone XIV interverrà alle ore 10 all’82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), in corso dal 25 maggio presso l’Aula del Sinodo in Vaticano, segnandone la conclusione. L’Assemblea si è concentrata sulle “Linee di orientamento per il cammino delle Chiese in Italia” e su alcune determinazioni per la ricezione del Cammino sinodale: i vescovi sono stati chiamati ad approvare una prospettiva pastorale per i prossimi anni, portando a frutto il percorso sinodale raccolto nel Documento di sintesi. Le Linee di orientamento non sostituiscono il testo sinodale, ma mettono in luce alcuni aspetti su cui appare necessario convergere, a fronte della consapevolezza che la fede non può essere più data per scontata e che la società non fa più normalmente riferimento al Vangelo. Nel corso dei lavori l’Assemblea ha eletto il vicepresidente per l’area Nord nella persona di mons. Gianmarco Busca, vescovo di Mantova, i membri del Consiglio per gli affari economici e i presidenti delle dodici Commissioni episcopali per il prossimo quinquennio. Il comunicato finale verrà diffuso oggi al termine dei lavori.
Diocesi: Siena, don Casagrande aggredito a Monticiano. Il card. Lojudice e l’arcidiocesi vicini al sacerdote e al carabiniere colpiti
“Siamo vicini anche al carabiniere e alle altre persone aggredite dalla stessa persona che ha colpito don Casagrande. Desideriamo ringraziare con riconoscenza le forze dell’ordine che sono sempre presenti nelle nostre comunità”. Così l’arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino dopo l’aggressione subita ieri da don Paolo Casagrande, parroco di Monticiano, nella piazza principale del borgo della Val di Merse, in provincia di Siena. Secondo una prima ricostruzione, un giovane residente in paese – già noto per precedenti episodi – avrebbe insultato e poi colpito il sacerdote davanti ai presenti. Nel tentativo di fermarlo sono rimasti coinvolti anche un carabiniere e un altro uomo intervenuto in suo aiuto. I tre feriti sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria delle Scotte di Siena: nessuno avrebbe riportato conseguenze gravi. L’aggressore è stato fermato dai carabinieri e condotto in caserma. Don Casagrande avrebbe dovuto celebrare le esequie di Giovanna Regoli; il funerale si è svolto con un sacerdote sostituto. La vicenda, riferisce la diocesi, “è seguita costantemente dal card. Augusto Paolo Lojudice – in questi giorni a Roma per l’assemblea della Cei – e da tutta l’arcidiocesi che si stringe attorno al sacerdote”. Al pronto soccorso è presente don Vittorio Giglio, vicario foraneo della Val di Merse e della Val d’Arbia.













