Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 15 Giugno 2026

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Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, lunedì 15 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Migranti e rifugiati: il 20 e il 21 giugno torna “S-Cambiamo il mondo” alla Casa del Cinema di Roma

Torna a Roma, alla Casa del Cinema (Largo Marcello Mastroianni 1, ingresso gratuito fino a esaurimento posti), “S-Cambiamo il mondo” la rassegna cinematografica, giunta alla IX edizione, organizzata dall’associazione Dun, che si dedica da anni alle cure psicologiche ai migranti e ai rifugiati con un metodo che intreccia la cura alla creatività. Questa edizione è intitolata “Affetti in scena. Pace e culture”.  “S-Cambiamo il Mondo” valorizza l’importanza della conoscenza di altri orizzonti culturali e del fenomeno della migrazione come simbolo di contaminazione feconda tra i popoli. “In questo momento storico l’arte cinematografica può trasmettere un messaggio determinante nel contrastare: il razzismo, la violenza di genere, quella inflitta all’infanzia e ai soggetti vulnerabili, le disuguaglianze, lo sfruttamento e il traffico di esseri umani. Il cinema impegnato può opporsi attivamente alle guerre, ai genocidi, all’orrore dello sterminio a cui stiamo assistendo. Il grande cinema valorizza la fraternità, la solidarietà, l’empatia, stimola la riflessione critica, l’elaborazione psicologica per generare nuove visioni del mondo, nuove azioni nel rispetto assoluto dell’Altro”, si legge su Migrantes on line.
“S-Cambiamo il Mondo” intende promuovere l’incontro e il dialogo, suscitando emozioni e stimolando cambiamenti e trasformazioni positive nel proprio modo di sentire, pensare, immaginare. Lo fa attraverso il cinema, la musica e la valorizzazione dell’espressione creativa che da oltre un decennio anima i Laboratori multietnici di Dun. Accanto alle proiezioni cinematografiche verranno ospitate personalità della cultura, dello spettacolo, insieme a chi è in prima linea nella difesa dei Diritti umani come Fondazione Migrantes e Amnesty International Italia. Si comincia sabato 20 dalle ore 15 (Sala Cinema verde) con la presentazione dell’edizione di quest’anno con Barbara Massimilla (psicoanalista Aipa, presidente Dun, direttrice artistica), Roberta Perri (psicoanalista, presidente Aipa), Alessandro Generoso (socio Dun, psicoanalista Aipa) e Valerio Colangeli (socio Dun, psicoanalista Aipa), monsignor Pierpaolo Felicolo (Migrantes). Tra i vari appuntamenti sabato 21 giugno alle 19.30 ci sarà il concerto delle cantautrici e musiciste Giana Guaiana e Bruna Perraro: con il progetto “Curù – Voci sommerse, storie negate” danno voce e suoni alle donne e alle artiste incarcerate, oppresse per motivi politici o che rivendicano la propria libertà.

Eurostat: tasso di occupazione dei neolaureati ha raggiunto l’83%. Italia quasi in fondo alla classifica europea

Nel 2025, il tasso di occupazione dei giovani adulti di età compresa tra 20 e 34 anni, neolaureati con diploma di scuola secondaria superiore o titolo universitario nell’Ue, si è attestato all’83,0%, in aumento rispetto all’82,3% del 2024. “Negli ultimi 11 anni, questo tasso è migliorato di 7,5 punti percentuali”, precisa Eurostat che ha diffuso oggi l’indagine. “Nel 2025, il tasso di occupazione dei neolaureati con titolo universitario era dell’87,0%, quasi 10 punti percentuali in più rispetto a quello dei laureati con titolo di studio di livello intermedio, pari al 77,2%”. Tra i paesi dell’Ue, Malta ha registrato il tasso di occupazione più elevato per i neolaureati, con il 91,0%, seguita da Germania (90,6%) e Paesi Bassi (90,1%). All’estremo opposto, Grecia (62,4%), Italia (71,8%) e Romania (72,7%) hanno registrato i tassi di occupazione più bassi.
A livello Ue, il tasso di occupazione tra i neolaureati è risultato più elevato per gli uomini (84,4%) rispetto alle donne (81,5%). La Repubblica Ceca ha registrato i tassi di occupazione più alti per gli uomini (92,4%), seguita dai Paesi Bassi (92,1%) e dalla Germania (92,0%). Al contrario, Grecia (56,8%), Italia (73,3%) e Romania (74,9%) hanno registrato i livelli più bassi. Per le donne, Malta (90,5%), Germania (89,0%) e Austria (88,8%) hanno osservato i tassi più elevati, mentre i più bassi sono stati riscontrati in Grecia (68,6%), Italia (70,2%) e Romania (70,3%).

Austria: Imabe, valutazioni positive delle linee guida sulla gestione del suicidio assistito pubblicate dalla Conferenza episcopale tedesca

L’Istituto di antropologia medica e bioetica (Imabe), con sede a Vienna, ha accolto con favore le nuove linee guida pubblicate dalla Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e dalla Caritas tedesca sulla gestione del suicidio assistito nelle istituzioni cattoliche. Sul proprio sito web, l’Imabe descrive le linee guida come un importante contributo per chiarire questioni etiche e legali nella pratica: “Forniscono chiarezza e promuovono una ‘cultura di affermazione della vita’ con concetti di tutela giuridicamente validi”. Pubblicate a marzo e intitolate “Percorrendo il cammino della vita”, chiariscono che il suicidio assistito non dovrebbe avere spazio nelle istituzioni cattoliche in Germania. Ciò fa seguito alla sentenza del 2020 della Corte costituzionale federale tedesca che, pur affermando il “diritto alla morte autodeterminata”, ha anche sottolineato che nessuno può essere costretto a partecipare a un suicidio. L’Imabe sottolinea l’aumento del numero di suicidi assistiti in Germania a seguito della sentenza e la persistente incertezza giuridica nelle strutture di assistenza e cura. Le nuove linee evidenziano la chiara posizione dei vescovi, che affermano che “il suicidio assistito non ha posto nelle strutture e nei servizi gestiti da cattolici”. Al contrario, le persone con pensieri suicidi dovrebbero ricevere un supporto e un orientamento completi.
La partecipazione a suicidi o la tolleranza di organizzazioni esterne che praticano il suicidio assistito sono espressamente vietate. Per l’Imabe le linee guida mirano a “rafforzare la prevenzione del suicidio, promuovere un atteggiamento di affermazione della vita” e, al contempo, proteggere il personale da situazioni di conflitto. Le linee guida sottolineano che i pensieri suicidari spesso derivano da “paura, disperazione e senso di impotenza in situazioni estreme” e non possono essere interpretati come espressione di libera autodeterminazione, e auspicano un ampliamento delle cure palliative e dell’assistenza in hospice, nonché un miglioramento del supporto psichiatrico.

Cammini: inaugurato in Calabria il Cammino di San Giacomo Maggiore, 300 pellegrini alla prima tappa tra Bianchi e Cicala

“Un evento che ha saputo unire spiritualità, cultura, amicizia, territorio e speranza”. Così, in un comunicato stampa, l’associazione APS “Pellegrini di Speranza sulla Via di San Giacomo in Calabria” definisce l’inaugurazione del cammino, avvenuto sabato scorso. La prima tappa, da Bianchi (Cs) a Cicala (Cz) ha coinvolto circa 300 persone lungo il percorso che da Bianchi ha condotto fino a Cicala, attraverso Castagna, Panettieri e Carlopoli. All’inizio del Cammino la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo metropolita di Cosenza – Bisignano. All’arrivo, i pellegrini sono stati invece accolti da mons. Claudio Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro – Squillace. “Diciotto chilometri percorsi insieme da pellegrini provenienti da diverse realtà, istituzioni, associazioni e semplici cittadini che hanno condiviso un’esperienza unica”, scrivono gli organizzatori nel comunicato stampa. “Quella vissuta è stata una data storica non soltanto per Cicala e Bianchi, ma per tutti i territori attraversati dal cammino e per l’intera Calabria, che si arricchisce di un nuovo percorso spirituale e culturale destinato a crescere negli anni”. Il Cammino di San Giacomo Maggiore in Calabria – concludono – è ufficialmente nato ed è pronto ad accogliere chiunque voglia mettersi in cammino alla scoperta di sé, della fede, della storia e delle meraviglie della nostra terra”.

Svizzera: Cottolengo, inaugurato l’ampliamento della casa di riposo di Gordevio. De Raemy, “una testimonianza di carità”

“Una testimonianza della carità che diventa annuncio del Vangelo”: così mons. Alain de Raemy, amministratore apostolico della diocesi di Lugano (Svizzera) ha accolto l’inaugurazione mercoledì 10 giugno della casa di riposo per anziani della Piccola casa della Divina Provvidenza di Gordevio, al completamento dei lavori di ristrutturazione. L’opera, costata 21 milioni di franchi svizzeri, ha portato la capacità di accoglienza da 65 a 87 anziani e migliorato la presa in carico degli ospiti, grazie all’ampliamento dell’offerta di prestazioni e dunque dell’incremento del livello di qualità di vita delle persone accolte. “Essere anziani non è un punto di arrivo della vita. Non è una condizione da collocare ai margini della società, ma una fase dell’esistenza che merita rispetto, cura, qualità, relazioni e continuità del vivere quotidiano”, ha sottolineato l’architetto Stefano Pelfini che ha seguito i lavori. “Per questo”, ha evidenziato, “oggi non stiamo semplicemente osservando un edificio rinnovato: stiamo dando forma concreta a un’idea di società che non considera l’età avanzata come un margine, ma come una parte piena della vita, da onorare con luoghi adeguati, degni e capaci di accompagnare il percorso di ciascuno”. Un progetto “in coerenza con la scelta della Piccola casa di prendersi cura delle persone anziane, tra le più fragili del nostro tempo. Gli anziani, infatti, oggi sono tra le categorie in cui la dignità inalienabile della persona è messa più a rischio a causa di una mentalità funzionale”, ha sottolineato il padre generale della Piccola casa, Carmine Arice. “Il Carisma cottolenghino”, ha ricordato madre Elda Pezzuto, superiora generale delle Suore di san Giuseppe Benedetto Cottolengo, “fu portato in Svizzera nel dicembre 1871 dalle prime Suore cottolenghine che iniziarono il loro servizio a Locarno nell’Ospedale “La Carità”, richieste dal Presidente della struttura sanitaria e inviate da padre Luigi Anglesio, primo successore del santo Cottolengo, proprio al nascere di questa grande istituzione”.

Salute e solidarietà: Lilt Firenze, il Galluzzo in festa per sostenere l’assistenza domiciliare gratuita ai malati oncologici

Una festa in compagnia per sostenere la lotta ai tumori, a Firenze. È “Il Galluzzo per la Lilt”, la manifestazione che dal 18 al 21 giugno porterà ogni sera, dalle 19.30, buon cibo e solidarietà nell’area feste di viale Tanini, al Galluzzo.
Organizzata dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) Firenze, l’iniziativa coinvolge cittadini e amici della Lilt: i volontari Lilt prepareranno e serviranno pizze, primi piatti e specialità culinarie, l’intero ricavato sarà destinato al Camo – Centro aiuto al malato oncologico, il servizio di assistenza domiciliare gratuita rivolto alle persone malate di tumore e alle loro famiglie.
“Ormai è diventata una tradizione di inizio estate: ci si ritrova al Galluzzo per trascorrere serate in amicizia all’insegna della buona cucina e nello stesso tempo si fa un gesto concreto per aiutare chi affronta la malattia, sostenendo in particolare l’assistenza domiciliare, che accompagna i pazienti e le loro famiglie in un momento delicato della vita. Invito i fiorentini a gustare i piatti preparati dai nostri volontari, che ringrazio, e a dare un aiuto così a chi sta lottando contro un tumore”, afferma il presidente di Lilt Firenze, Alexander Peirano.
Il servizio Centro di aiuto al malato oncologico, nato nel 2001, opera in collaborazione con le Unità di Cure Palliative dell’area fiorentina, fornendo gratuitamente a domicilio ai pazienti in fase avanzata di malattia tutti gli ausili sanitari (come letti ospedalieri, carrozzine, materassini antidecubito) di cui potrebbero aver bisogno. Opera a Firenze, nella Valdisieve, nel Chianti, a Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Scandicci e in numerosi altri comuni della provincia.

Agostiniani: Firenze, domani incontro “Dalla libertas Romana alla Florentina libertas”

Con la conferenza “Dalla libertas Romana alla Florentina libertas. L’umanesimo di Santo Spirito e la scoperta del civismo politico” si concluderà domani a Firenze il ciclo dei Convegni di Santo Spirito 2026 che la Comunità Agostiniana ha voluto dedicare al tema dell’Umanesimo. Dalle 17.30, presso la sala capitolare del Convento di Santo Spirito, è previsto l’intervento della professoressa Patrizia Giunti, ordinaria di Diritto romano presso l’Università degli studi di Firenze, docente presso la Pontificia Università Lateranense e presidente della Fondazione Giorgio La Pira. “L’incontro – si legge in un comunicato – offrirà una riflessione sulle radici del pensiero civico fiorentino e sul contributo che l’ambiente culturale di Santo Spirito diede alla formazione dell’idea di cittadinanza e di bene comune nella Firenze umanistica”. La conferenza, moderata dal consigliere comunale Luca Milani, sarà trasmessa anche in diretta streaming sul , consentendo la partecipazione anche a quanti non potranno essere presenti in sala.

Diocesi: Melfi, mons. Fanelli ha annunciato il tema del Sinodo diocesano 2026-2029 “Un cuor solo e un’anima sola”

Si è svolta nel pomeriggio di ieri, domenica 14 giugno, presso il Centro Pastorale San Gerardo di Rionero in Vulture, la tappa conclusiva del percorso di formazione unitaria previsto per la chiesa di Melfi-Rapolla-Venosa in vista del Sinodo Diocesano (2026-2029), guidato dall’equipe del Centro Studi Missione Emmaus. Si è trattato, spiegano dalla diocesi, di un importante momento di comunione, condivisione e discernimento ecclesiale, che ha visto il coinvolgimento di oltre 50 facilitatori e di circa 300 partecipanti tra presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, membri degli Uffici di Curia, del Consiglio Pastorale Diocesano e dei Consigli Pastorali Parrocchiali, suddivisi in 35 tavoli laboratoriali. Durante l’incontro, in cui è stato presentato ufficialmente il logo del Sinodo diocesano, è intervenuto don Angelo Grieco, Vicario episcopale per il Sinodo diocesano, che ha sottolineato la necessità di “attuare un effettivo discernimento-cambiamento comunitario, elencando le seguenti priorità: evangelizzazione, iniziazione cristiana, liturgia e testimonianza della carità”. Ha poi indicato tre elementi indispensabili per far crescere e vivere la collaborazione e la comunione pastorale: “una viva e feconda azione missionaria e pastorale; una fraterna, progettuale e strutturata collaborazione tra le parrocchie di un determinato territorio (unità pastorali); una maggiore corresponsabilità dei laici, attraverso l’individuazione e la valorizzazione di figure ministeriali”. I lavori si sono conclusi con l’intervento del vescovo, mons. Ciro Fanelli, che ha annunciato all’intera assemblea diocesana il tema del Sinodo, tratto dagli Atti degli Apostoli: “Un cuor solo e un’anima sola” (At. 4,32). Il presule, inoltre, ha indicato tre atteggiamenti fondamentali per vivere questo particolare tempo di grazia, di discernimento e di conversione ecclesiale: “rinnovare e rinnovarsi, innovare, ascoltare tutti, in particolare i giovani”. Infine, auspicando che la misericordia diventi lo stile ordinario della Chiesa, ha affermato: “Non siamo chiamati a difendere il passato, ma a discernere il futuro che Dio apre davanti a noi”.

Diocesi: Prato, al via l’avventura degli oratori estivi in 26 parrocchie

Oggi, lunedì 15 giugno, è iniziata la grande avventura degli oratori estivi. Sono ventisei le parrocchie della diocesi di Prato che hanno aperto le loro porte per accogliere circa duemila tra bambini e ragazzi e per proporre loro una esperienza di crescita umana e spirituale.
Questa mattina è cominciato anche il viaggio del vescovo Giovanni Nerbini nelle singole parrocchie che hanno scelto di proporre l’esperienza estiva. Un modo per conoscere da vicino le varie realtà, portare un saluto agli animatori e per ringraziarli di questo grande e prezioso impegno. Le prime tappe sono state le parrocchie di San Luca alla Querce, San Pio X alle Badie e l’oratorio di Sant’Anna in viale Piave. Nei prossimi giorni toccherà alle altre parrocchie.
“Oggi c’è più bisogno di una volta dell’oratorio, di un luogo dove bambini e ragazzi possono crescere accompagnati da figure di riferimento”, dice il vescovo Giovanni Nerbini, che aggiunge: “Crediamo sia importante ritrovarsi, vivere esperienze comunitarie, questo ci toglie al virtuale e ci restituisce al reale. È un ingresso nella vita solenne e positivo”.
Per preparare al meglio i tanti giovani che faranno gli animatori in parrocchia, la diocesi di Prato nelle scorse settimane ha organizzato momenti di formazione al ruolo, coinvolgendo i giovani partecipanti nel conoscere tecniche di animazione e nell’imparare a gestire le varie situazioni che possono nascere durante il Grest. “C’è entusiasmo in questi giovani animatori – conferma Chiara Aiazzi, coordinatrice diocesana degli oratori parrocchiali – e c’è davvero il desiderio di spendere la stagione estiva a favore degli altri, dei più piccoli”.
Confermato l’appuntamento con la Festa diocesana che si terrà venerdì 26 giugno a partire dalle 9 al parco dell’ex Ippodromo. Dopo l’accoglienza e il saluto del vescovo Nerbini, l’organizzazione ha previsto due momenti molto particolari: per i più piccoli il divertente spettacolo di Mago Magone (il bravissimo frate prestidigitatore fra’ Adriano) e per i più grandi l’incontro con Arturo Mariani, speaker motivazionale, mental coach e calciatore, noto e per il suo impegno nell’inclusione sociale e nello sport paralimpico. Nato senza una gamba, ha sempre praticato sport fin da bambino e ha costruito una carriera poliedrica focalizzata sul superamento dei limiti personali. L’incontro terminerà alle 11,30 con gelati e tanta musica.

Diocesi: Vallo della Lucania, domani ad Agropoli la “Serata dei maturandi”. Partecipa il vescovo Calvosa

Domani, martedì 16 giugno, si svolgerà ad Agropoli nel parco pubblico “Liborio Bonifacio” la tradizionale “Serata dei maturandi”, promossa dalla Pastorale giovanile e vocazionale della diocesi di Vallo della Lucania insieme al Progetto Policoro.
La festa avrà inizio alle ore 19.30 con il saluto del vescovo di Vallo della Lucania, mons. Vincenzo Calvosa, a seguire il “Rito di passaggio”, curato da don Aniello Panzariello e dal team della Pastorale giovanile, e un breve momento di riflessione tenuto da don Carlo Pisani.
La serata proseguirà poi con un party e il dj-set con Ludovica Stabile. Un’ultima serata di riflessione e di svago prima di concentrarsi sulle prove scritte che si svolgeranno giovedì 18 e venerdì 19 giugno.
“La vera vigilia del mercoledì è bene infatti che sia dedicata al riposo, per arrivare carichi e convinti a vivere al meglio questa tappa importante della loro vita”, sottolinea la diocesi.

Social media: Mónica Santamarina (Umofc), “non siamo condannati a una tecnologia disumanizzante”

C’è un modo per abitare i social media con una presenza umana, cristiana e missionaria? Accogliendo l’appello di Papa Leone XIV nella nuova enciclica “Magnifica humanitas” sulla dignità umana nell’era digitale, la Scuola di sinodalità dell’Unione mondiale delle Organizzazioni femminili cattoliche (Umofc) propone un webinar in tre lingue in collaborazione con la Segreteria generale del Sinodo per riflettere sul tema e, soprattutto, lancia il Kit della sinodalità. “Possiamo utilizzare i social media per rafforzare la comunità oppure per amplificare il nostro ego. Possiamo usarli per ascoltare o per imporre la nostra voce. Possiamo condividere i doni che abbiamo ricevuto oppure competere per attirare l’attenzione”, ricorda la presidente generale di Umofc, Mónica Santamarina. “Nell’Umofc facciamo nostra questa sfida e desideriamo rispondervi con speranza e impegno. Per questo promuoviamo spazi come questo webinar, nei quali possiamo riflettere, dialogare e discernere insieme. Questa è anche la nostra speranza per il mondo digitale. Non siamo condannati a una tecnologia disumanizzante. Siamo chiamati a umanizzare la tecnologia attraverso la nostra presenza, le nostre decisioni e i nostri doni”. Il webinar sarà proposto il 17 giugno in spagnolo, il 18 giugno in francese e il 24 giugno in inglese. Ogni incontro sarà aperto da mons. Lucio Ruiz, segretario del Dicastero per la Comunicazione, vedrà la partecipazione di un esperto di comunicazione, un teologo e un influencer, e si concluderà con l’intervento di Mónica Santamarina. Nel corso degli incontri sarà presentato il Kit della sinodalità, “una raccolta di strumenti pratici pensati in particolare per le donne cattoliche di diverse parti del mondo, con l’obiettivo di promuovere e diffondere il concetto e la cultura della sinodalità e favorirne la concreta attuazione”, spiegano da Umofc.

Pace e dialogo: Formello, incontro con padre Francesco Ielpo, custode di Terra Santa

Giovedì 18 giugno, alle ore 17, presso la Sala grande “Cav. B. Sbardella” di Palazzo Chigi, a Formello (Roma), si terrà un incontro pubblico con padre Francesco Ielpo, custode francescano di Terra Santa. L’iniziativa è promossa dall’associazione “Il Melograno Solidarietà Ambiente Cultura” Aps, dal Bibliomelograno e dal Comune di Formello. Nell’anno dedicato a san Francesco d’Assisi, e in un contesto segnato da conflitti e tensioni internazionali, padre Ielpo proporrà una riflessione sul messaggio del santo di Assisi, centrato sulla pace e sul dialogo tra culture e religioni. Superiore della provincia francescana che comprende diversi Paesi del Medio Oriente, tra cui Israele, Palestina, Siria e Libano, padre Ielpo è impegnato nella tutela dei Luoghi Santi e nel sostegno alle comunità cristiane locali. A dialogare con lui sarà Giovan Battista Brunori, responsabile Rai per il Medio Oriente. Sono previsti gli interventi istituzionali del sindaco di Formello, Gian Filippo Santi, del vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Cangemi, e del presidente della Bcc Provincia Romana, Mario Porcu.

Diocesi: Mileto, intitolata la biblioteca a don Ignazio Schinella

Sarà intitolata a don Ignazio Schinella la biblioteca della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea sita presso il Seminario vescovile “don Rocco Iaria” di Mileto. Questa intitolazione, voluta dal vescovo, mons. Attilio Nostro, e condivisa all’unanimità dai membri del Consiglio Presbiterale nasce dalla volontà di valorizzare e tramandare la memoria di una figura che si è particolarmente distinta in Calabria e oltre, per il suo contributo teologico, spirituale e culturale. Don Schinella, oltre che docente di teologia morale e rettore del Pontificio Seminario “S. Pio X” di Catanzaro, è stato autore di molti libri di natura etica, teologica e spirituale nonché studioso della figura del Beato Francesco Mottola, verso il quale ha nutrito una particolare devozione e dalla cui esperienza spirituale e pastorale ha attinto nel corso del suo ministero sacerdotale, si legge in una nota. L’intitolazione della biblioteca, che si inserisce in un più ampio percorso di riqualificazione degli spazi della struttura del Seminario Vescovile, avverrà nel prossimo autunno alla presenza di autorità ecclesiastiche, accademiche e civili, e di persone che hanno saputo apprezzare le doti umane, culturali e spirituali del presbitero prematuramente scomparso nel 2017.

Minori: Lumsa, inaugurato oggi uno sportello antiviolenza nella sede di Roma

È stato inaugurato oggi, nella Sala Pia dell’Università Lumsa, lo sportello di ascolto e orientamento per la prevenzione dell’abuso e della violenza sulle vittime minorenni di reato. Realizzato dall’Università, in accordo con il Garante per dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio e in collaborazione con l’Asl Roma 1, l’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’assessorato ai Servizi Sociali di Roma Capitale, lo sportello è il primo ad aprire nel territorio di Roma e provincia. “Questo servizio si rivolge a genitori, familiari, insegnanti, educatori e figure significative che non sanno come intervenire o a chi rivolgersi. La sua funzione è quella di aiutarli a comprendere come muoversi, quali errori evitare e a quali servizi rivolgersi, contribuendo a costruire intorno al minore una rete di protezione capace di rispondere in modo rapido, competente e coordinato”, ha detto Letizia Caso, professoressa di psicologia sociale alla Lumsa e responsabile del progetto. L’obiettivo è rendere gli adulti capaci di riconoscere i segnali di disagio derivanti da abuso, violenza, bullismo o cyberbullismo e di accompagnare un bambino o un adolescente verso una presa in carico adeguata. Per accedere allo sportello, basta inviare una mail all’indirizzo o chiare il numero 06 68422.935. Le richieste ricevute sono prese in carico da personale specializzato (psicologi giuridici/avvocati), che accoglieranno la persona in un contesto protetto.

Ucraina: massiccio attacco russo su Kiev e contro Cattedrale della Dormizione. Condanna del Wcc, “responsabili rispondano delle proprie azioni davanti alla legge”

Il segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese, il Rev. Jerry Pillay, chiede “la fine immediata dell’invasione russa dell’Ucraina” dopo che una massiccia ondata di missili e droni ha ucciso almeno 10 persone e ne ha ferite più di 30. L’ondata di attacchi ha anche causato gravi danni alla cattedrale principale del Monastero delle Grotte di Kiev (Cattedrale della Dormizione), sito Patrimonio dell’Unesco dove secoli di preghiera, testimonianza monastica e reliquie di santi. “Inoltre, secondo quanto riferito, missili aerei russi hanno colpito edifici residenziali multipiano in quasi tutti i quartieri della capitale”, ha dichiarato Pillay. Il Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) “esorta tutte le parti a esercitare la massima moderazione, a difendere la dignità di ogni vita umana, a rispettare e proteggere i civili, i luoghi di culto e il patrimonio culturale, e a rinnovare gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
Pillay ha inoltre sottolineato l’urgente necessità di dialogo, riconciliazione e di porre fine al ciclo di violenza. “La Russia deve fermare immediatamente questi attacchi e porre fine subito alla sua invasione illegale e immorale dell’Ucraina”, ha affermato. “Chiediamo che i responsabili di tutti questi attacchi criminali contro civili, operatori umanitari e infrastrutture civili siano chiamati a rispondere delle proprie azioni davanti alla legge”.
 

Romania: missionari oblati dell’Immacolata, sessione congiunta del governo centrale e dei superiori della regione europea

La missione in Europa oggi, l’interculturalità, la responsabilità finanziaria, l’unità oltre le frontiere sono alcuni dei temi al centro dell’assemblea dei Missionari oblati dell’Immacolata, organizzata da oggi al 21 giugno in Romania, presso il monastero dei Padri carmelitani scalzi di Snagov, vicino a Bucarest. All’evento partecipano 32 persone, membri del governo centrale e superiori maggiori della Regione europea della congregazione. Durante le sessioni di lavoro interverrà, via Internet, anche sr. Tiziana Merletti, segretaria del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, secondo un comunicato dei missionari oblati. Altri temi di riflessione saranno la formazione, la promozione dei giovani e delle vocazioni, il ruolo degli associati laici, la tutela dei minori. Nei giorni seguenti, i partecipanti all’incontro visiteranno la cattedrale di Bucarest e la comunità di Maracineni (contea di Arges) della congregazione, e incontreranno i laici collaboratori dei padri oblati in Romania. “La missione in Romania, fondata nel 1998 dalla Provincia italiana e appartenente ora alla regione mediterranea della congregazione, ha un monastero nella contea di Arges, con quattro oblati: due romeni e due indiani”, ha spiegato al Sir padre Lucian Bosoi, superiore della comunità. I missionari si dedicano in Romania alla pastorale giovanile, all’apostolato nelle parrocchie, alla formazione permanente dei religiosi, all’accompagnamento dei laici e delle famiglie.

Diocesi: Trapani, lanciata una campagna fondi per restaurare antico registro, pezzo di storia locale

Una campagna di raccolta fondi per restaurare un registro dei primi anni del XVIII secolo la cui coperta è rivestita da un foglio matrice di antiche carte da gioco siciliane, rinvenuto all’interno dell’archivio diocesano di Trapani. A lanciarlo è la diocesi locali e tra i primi sostenitori figura la scrittrice Stefania Auci, autrice de “I leoni di Sicilia”. “Noi ci prendiamo cura di una storia antica per consentirle di risuonare ancora nel nostro presente. Aiutateci a continuare a farlo” è l’appello della vice direttrice dell’archivio Stefania La Via. Il ritrovamento del registro è avvenuto proprio durante i lavori di ricognizione nello storico archivio parrocchiale di San Pietro, parrocchia che celebra i 900 anni dalla fondazione. Da qui l’avvio della campagna per salvare questo pezzo unico di storia locale. Per sostenere il restauro è a disposizione l’Iban: IT41Q0306909606100000124624 (intestato a Diocesi di Trapani, causale: archivio, restauro registri parrocchiali).

Diocesi: Pescia, cittadinanza onoraria della città al vescovo Fausto Tardelli

Mercoledì 17 giugno 2026, alle 19, presso la Sala Consiliare del Palazzo del Vicario, si terrà la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a mons. Fausto Tardelli, amministratore apostolico di Pescia. Un riconoscimento che l’Amministrazione comunale intende attribuire quale segno di gratitudine e di profonda stima per il servizio svolto e per la costante vicinanza dimostrata alla comunità nel corso del suo ministero episcopale. La cittadinanza onoraria rappresenta inoltre “una testimonianza del legame autentico che monsignor Tardelli ha saputo costruire con la città e dell’affetto che la comunità pesciatina continua a nutrire nei suoi confronti”.

Diocesi: Catania, le celebrazioni per i 900 anni della traslazione delle reliquie

Nel segno del Giubileo agatino, Catania si prepara a vivere la festa estiva del 2026, che coincide con il IX centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata. Il programma, presentato dall’arcivescovo mons. Luigi Renna, dal sindaco Enrico Trantino, dal parroco della Cattedrale mons. Barbaro Scionti e dal presidente del Comitato per la Festa Carmelo Grasso, culminerà il 17 agosto con il pellegrinaggio all’alba da Aci Castello a piazza Duomo e con la ricollocazione del Sacro Cranio all’interno del Busto reliquiario restaurato. Tra i momenti più significativi, il 20 luglio una conferenza con suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e la direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta presenterà i lavori di pulitura del Busto e degli ori votivi eseguiti nei laboratori vaticani. Il 21 e il 22 luglio i fedeli potranno inoltre venerare da vicino il Sacro Cranio di Sant’Agata, esposto eccezionalmente per la prima volta dalla ricognizione del 1963. Sarà disponibile anche una copia tridimensionale del Busto destinata all’esplorazione tattile delle persone non vedenti. L’8 e il 9 agosto le reliquie del Velo e della Mammella saranno portate in pellegrinaggio a Gallipoli e Galatina. Le celebrazioni più solenni prenderanno avvio il 16 agosto con l’esposizione delle reliquie in Cattedrale e le Messe presiedute da mons. Antonino Raspanti, presidente della Conferenza episcopale siciliana, e da mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei. Nella stessa giornata il cardinale legato pontificio, inviato speciale del Papa, renderà omaggio alla lapide dei soldati Gisliberto e Goselmo nel Palazzo degli Elefanti e accompagnerà il trasferimento serale delle reliquie ad Aci Castello, dove una veglia ai piedi del castello normanno rievocherà l’approdo delle reliquie avvenuto nove secoli fa. All’alba del 17 agosto, al suono delle campane di tutta l’arcidiocesi, i devoti in “sacco” accompagneranno a piedi le reliquie lungo il litorale e via Etnea fino a piazza Duomo. Sul sagrato della Cattedrale l’arcivescovo ricomporrà il Sacro Cranio nel Busto restaurato e il cardinale legato procederà alla solenne incoronazione della Patrona. In serata il pontificale conclusivo riunirà i vescovi di Sicilia e delle diocesi gemellate. Il 18 agosto, nella solennità della Dedicazione della Cattedrale, mons. Renna presiederà la Messa di ringraziamento che chiuderà l’anno giubilare.

Santa Sede: protocollo con Acea per impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria. Vaticano verso l’autosufficienza energetica

La Santa Sede e Acea hanno siglato un protocollo d’intesa per la realizzazione di un impianto agrivoltaico nella zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria, con l’obiettivo di assicurare “non soltanto l’alimentazione elettrica della stazione radio ivi esistente, ma anche il completo sostentamento energetico dello Stato della Città del Vaticano”. Il protocollo, firmato il 10 giugno, coinvolge il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, l’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa) e la Fondazione Fratello Sole, istituita da Leone XIV con chirografo del 1° giugno scorso con il compito specifico di portare a compimento l’iniziativa. Il progetto punta a coniugare produzione energetica, uso efficiente delle risorse idriche e tutela degli ecosistemi, integrando le attività agricole esistenti sul territorio. Il quadro giuridico è definito dall’accordo tra la Repubblica italiana e la Santa Sede firmato a Roma il 31 luglio 2025 e ratificato con la legge n. 52 del 1° aprile 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2026. Il protocollo si pone in linea con le indicazioni del magistero della Chiesa sull’ecologia integrale, in particolare la , la e il motu proprio  di Papa Francesco del 21 giugno 2024.

Estate: mons. Redaelli (amm. ap. Gorizia), “l’incontro tra chi arriva e chi accoglie non è un dettaglio, è il cuore dell’esperienza”

“L’incontro tra chi arriva e chi accoglie non è un dettaglio: è il cuore dell’esperienza. Non siamo mondi separati, ma possibilità di relazione; non semplici presenze che si sfiorano, ma uomini e donne chiamati a riconoscersi. Il tempo della vacanza può diventare qualcosa di più: non solo pausa, ma occasione per ritrovare sé stessi, per riscoprire ciò che conta davvero, per aprirsi ad incontri veri, capaci di lasciare un segno”. Lo ha scritto l’amministratore apostolico di Gorizia, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, nel messaggio di benvenuto a tutti coloro che, nei prossimi mesi, visiteranno o soggiorneranno nel territorio della diocesi.
“Tra il mare ed i colli, tra l’orizzonte aperto dell’acqua ed il silenzio delle alture, questo territorio si offre a voi non soltanto come meta di riposo, ma come luogo che parla”, sottolinea il presule, aggiungendo che “questa terra non è fatta solo di paesaggi e monumenti. È fatta soprattutto di volti. Volti di persone che l’abitano, la custodiscono, la rendono viva; ed ora, anche dei vostri volti, che per un tempo più o meno lungo diventano parte di questa storia”. “È una terra, inoltre, segnata dall’incontro di lingue e culture diverse: una ricchezza che non appartiene solo al passato, ma che continua a generare dialogo, apertura ed umanità anche per l’oggi”, prosegue mons. Redaelli. “Benvenuti non come ospiti, ma come fratelli e sorelle”, conclude il presule, augurando che “questo tempo possa diventare per ciascuno un tratto di strada bello, vero, ed anche, se lo vorrete, un piccolo passo dentro una nuova avventura del cuore”.

Festival dell’umano tutto intero: Menorello (Ditelo sui tetti), “portare la politica sui passi di Francesco”

“È possibile, proprio a noi nel 2026, un’amicizia con la vita e la realtà come è stata quella letizia di Francesco d’Assisi, che ci stupisce sempre di più?”. Domenico Menorello, presidente della rete “Ditelo sui tetti”, lancia il terzo “Festival dell’umano tutto intero”, a Roma dal 16 al 17 giugno nella cornice del Pio sodalizio dei Piceni. Nella ricorrenza degli 800 anni dalla morte di san Francesco, patrono d’Italia e d’Europa, il tema scelto è “Ben venga, mia sorella vita”. “Essere dalla parte delle creature cambia tutti gli aspetti dell’umano: dallo stupore per i giovani, che saranno i protagonisti del festival, fino a co-condurre i panel, a proposte concrete ai decisori politici, dai conflitti nel reale e con il reale agli scenari internazionali, dalle fragilità e dalla cura dei più deboli e dei più piccoli alle prospettive di pienezza per ciascuno, in qualsiasi situazione sia”, sottolinea Menorello. Tra gli ospiti, ad affiancare personalità istituzionali e di governo, esponenti di spicco del mondo culturale italiano, saranno il Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, il presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi, mons. Renzo Pegoraro (Pontificia Accademia per la vita), il card. Mario Grech, il Custode di Terra Santa, fr. Francesco Ielpo, suor Anna Monia Alfieri. “Il festival si snoderà in dieci passi, ordinati in cinque luoghi esistenziali di Francesco narrati con più linguaggi: la giovinezza, il conflitto, le fragilità, l’essere figli, il centuplo”, spiega Menorello, nella speranza “che anche per noi la realtà si faccia promessa di pienezza, non baratro sul nulla. Vogliamo porci alcune domande: la realtà è divenuta nemica della persona? È più comodo fuggirla? Siamo condannati ad avviare una guerra o nutriamo ancora la speranza di poter chiamare fratello e sorella ogni cosa e soprattutto ogni vita, a partire dalla sorella vita del poverello di Assisi?”. L’ambizione, conclude, è “farci alzare lo sguardo anche verso un orizzonte di possibili scelte pubbliche. Infatti, ogni sessione concluderà chiedendo ai decisori alcune riforme e alcuni contenuti precisi”.

Caso Nevo: mons. Moscone (Manfredonia), “non chiedo di bruciare i libri, ma la cultura non può essere neutrale davanti alla sofferenza”

“Il comunicato non chiede di ‘bruciare i libri’ di Nevo o di impedirne la diffusione, ma invita a riflettere sull’opportunità di ospitarlo a un festival senza che abbia mai espresso una posizione chiara su quanto il governo israeliano sta compiendo”. Lo precisa mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, in una nota pubblicata sul sito della diocesi, dopo le polemiche seguite alla sua firma di una petizione contro la partecipazione dello scrittore israeliano Eshkol Nevo al festival “Il Libro Possibile”. Per mons. Moscone non si tratta di censura: “La cultura non può essere neutrale davanti alla sofferenza e alle violazioni dei diritti umani: è chiamata a interrogare le coscienze e a dare voce alla verità”.

Estate ragazzi: Brescia, da domani il vescovo Tremolada in visita ai Grest della diocesi

Sono circa 180 gli oratori della diocesi di Brescia che in queste settimane ospiteranno il Grest. Nell’estate 2025, la proposta estiva degli oratori, ha registrato circa 600 settimane di attività sul territorio diocesano coinvolgendo almeno 32.000 bambini e 11.000 animatori. In occasione dell’avvio delle attività estive degli oratori, domani, martedì 16 giugno, il vescovo Pierantonio Tremolada visiterà alle 10 il Grest dell’oratorio di Poncarale e alle 15 il Grest dell’oratorio di Lumezzane (Pieve-S. Sebastiano).
“BellaFra! Guardate a Lui e sarete raggianti (Sal 34)” è il titolo del progetto Cre-Grest per l’estate 2026 degli oratori lombardi. In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026), gli oratori bresciani – insieme a quelli delle altre nove diocesi della Lombardia – si concentreranno sulla vita del Poverello di Assisi riconoscendo in lui le caratteristiche di un amico da cui lasciarsi accompagnare. Lasciandosi ispirare dalla storia di san Francesco e scorrendo gli episodi più celebri della sua vita, bambini, ragazzi, adolescenti e famiglie potranno approfondire quattro tematiche significative per la loro vita. In particolare, viene spiegato in un comunicato, avranno modo di riflettere sul tema del “sogno”, cercando di dare spazio e voce a ciò che sentono come promettente per la propria vita; potranno approfondire il tema della “fraternità” per comprendere sempre più e meglio la cura necessaria per vivere e far crescere relazioni buone; esploreranno la tematica della pace imparando che solo una vita disarmata può rivelarsi disarmante; infine, si accorgeranno della bellezza e della bontà che li circonda, giungendo a ringraziare e lodare Dio per ciò di cui è fatto loro dono!
L’attività estiva degli oratori – viene sottolineato dalla diocesi – non si esaurisce con il Grest, ma proseguirà con l’esperienza dei campiscuola che coinvolgeranno sia i bambini sia i preadolescenti e gli adolescenti delle comunità parrocchiali per aiutarli a sperimentare l’autenticità e la forza delle relazioni vissute alla luce della vita buona del Vangelo.

G7: leaders in Evian (France) to address geopolitical challenges, conflicts, economy and artificial intelligence. EU, “multilateralism is essential”

(Strasbourg) “At a time when the global economy is threatened by geopolitical uncertainty, trade tensions and widening imbalances, leaders are expected to demonstrate that multilateralism is essential to address today’s international challenges and to ensure a stable and predictable economic environment worldwide”. This is the position outlined on the European Council’s website ahead of the G7 summit that begins today in Evian, France (15–17 June). The EU will be represented by the President of the European Council, António Costa, and the President of the European Commission, Ursula von der Leyen. Leaders are expected to address the following topics over several working sessions: geopolitical challenges; peace and security for Ukraine and Europe; the situation in the Middle East; international partnerships and solidarity; more balanced economic growth; and the future of artificial intelligence. The French presidency has also invited leaders from several non-G7 countries to take part in some of the working sessions. The G7 brings together the following countries: Canada, France, Germany, Italy, Japan, the United Kingdom, and the United States. The EU is always invited. The last G7 summit was held in Alberta, Canada, in June 2025.

Cultura: Savona, da domani la Settimana “Armonia nei contrasti”

Dal 16 al 21 giugno a Palazzo delle Azzarie di Savona si terrà “Armonia nei contrasti”, la Settimana culturale organizzata dalla libreria Paoline nell’ambito della rassegna “Autori in gioco oltre gli opposti”. Sei appuntamenti (inizio ore 20.30) tra storia, arte, scienza e poesia che, come spiegano gli organizzatori, “daranno la possibilità di ascoltare i conflitti interiori e di scoprire la bellezza diffusa nella vita quotidiana, dove la cura dell’altro e l’armonia nei contrasti generano una nuova speranza”. Si inizia martedì 16 giugno (armonia nei contrasti con la cultura e la spiritualità) con Giovanni Ollino, Francesco de Pascale, Maria Rita Scrimieri ed Enzo Bensi. Mercoledì 17 giugno il festival della poesia anno zero. Giovedì 18 (ore 19.30 al circolo Amilcare Artisi, via san Giacomo, 9) “Sulle tracce del Chiabrera al San Giacomo” in una serata dedicata al ricordo del poeta savonese Gabriello Chiabrera nell’anniversario della sua nascita. È necessaria la prenotazione al 347.2512535. Venerdì 19 giugno, incontro con Ugo Ghione, Cristiano Trentini e Bruno Bellonotto per parlare di scienza. Sabato 20, incontro con Paola Bussino, Michele Salvatore, Marco Freccero e Franco Caserta. Domenica 21 giugno incontro con Maria Tazzari Caruso e Silvia Bottaro che risponderanno alla domanda: “Può l’arte aiutarci a rendere più dolce la nostra vita quotidiana spesso resa amara dai contrasti e dalle divisioni?”.

Diocesi: Reggio Calabria, omaggio a mons. Aurelio Sorrentino nel ciclo sugli arcivescovi reggini

Sarà dedicata alla figura di mons. Aurelio Sorrentino, arcivescovo di Reggio Calabria dal 1977 al 1986 e dal 1986 arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, la prossima conferenza – promossa dalla diocesi reggina insieme alla Deputazione di Storia Patria per la Calabria e all’Associazione Culturale Anassilaos – del ciclo dedicato agli arcivescovi reggini in età moderna e contemporanea. A tratteggiarne il profilo di mons. Sorrentino – martedì 16 giugno alle 17.30 – sarà mons. Antonino Denisi, decano del Capitolo della cattedrale e storico. Previsti i saluti istituzionali del presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, Giuseppe Caridi, del direttore dell’Archivio diocesano, padre Pasquale Triulcio, e del presidente di Anassilaos, Stefano Iorfida.
Mons. Sorrentino era nato a Zungri nel 1914 e ordinato sacerdote nel 1940. Nel 1962 venne scelto per guidare la diocesi di Bova, iniziando così il suo servizio episcopale. Nel 1966 fu chiamato a Potenza e Marsico Nuovo, realtà che più tardi assumeranno rango arcivescovile; dal 1973 aggiungerà anche la cura di Muro Lucano. Nel 1977 tornò in Calabria come arcivescovo di Reggio Calabria succedendo a mons. Giovanni Ferro. Con l’unificazione delle due diocesi, nel 1986 diventò il primo arcivescovo di Reggio Calabria‑Bova. Morì nel 1998, a 84 anni.

Lavoro domestico: Acli, domani a Roma evento “Dalla cura invisibile alla giustizia sociale”

“Dalla cura invisibile alla giustizia sociale” è il tema dell’evento organizzato da Acli, Acli Colf e Acli in Famiglia in occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico che ricorre domani, 16 giugno, per accendere i riflettori su una ambito essenziale, ancora troppo spesso invisibile e privo di adeguata valorizzazione sociale. Ad apire i lavori, ospitati dalle 14.30 presso la sala Da Feltre in via degli Orti di Trastevere 6, a Roma, saranno Pierangelo Milesi, vicepresidente nazionale Acli con delega al Coordinamento delle Associazioni specifiche e professionali, e Mauro Carta, della Direzione nazionale Acli con delega al lavoro. L’introduzione politica sarà affidata a Giamaica Puntillo, presidente Acli Colf, con un intervento dedicato al “paradosso del lavoro domestico nell’Italia del lavoro”. Seguirà il primo panel, “Lavoro domestico, tra utilità sociale e invisibilità”, con gli interventi di Fulvia Santini, ricercatrice e responsabile dell’indagine Censis “Social reputation lavoro domestico in Italia”, Mauro Munari, presidente Ebincolf, Andrea Falasca, responsabile del team “Normativa e procedure lavoratori domestici, contributi non obbligatori” della Direzione centrale Entrate Inps, don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. Il dibattito sarà moderato da Marta Ginettelli, vicepresidente nazionale Acli Colf. Il secondo panel sarà invece dedicato al tema “Accompagnare il lavoro dalla fragilità alla dignità: il contributo del sistema Acli”, con gli interventi di Simone Bellezza, segretario nazionale AiF-Acli in Famiglia, Valentina Benedetti, della Presidenza di Acli Colf, Rosario Cavallo, segretario nazionale Fap Acli, Stefano Parisi, presidente di Caf Acli, Mariangela Perito, responsabile del Coordinamento Donne Acli, Paolo Ricotti, presidente del Patronato Acli. Le conclusioni politiche saranno affidate a Simone Bellezza. L’evento si chiuderà alle 17.30 con il momento artistico teatrale “La cura che tiene il mondo”, ispirato a san Francesco e all’enciclica Laudato si’, interpretato dalla “Compagnia” In di Assisi.

Diocesi: Napoli, domani consegna del Premio internazionale “Pellegrini di pace” alla regista tunisina Kaouther Ben Hania

Prosegue il cammino del Premio internazionale “Pellegrini di pace”, il progetto promosso dall’arcidiocesi di Napoli attraverso il suo ramo Ets e fortemente voluto dal card. Mimmo Battaglia per accompagnare la città in un percorso permanente di dialogo, giustizia e costruzione della pace.
Dopo il riconoscimento conferito nei mesi scorsi allo scrittore israeliano David Grossman, il Premio renderà omaggio a un’altra protagonista della cultura contemporanea impegnata nella difesa della dignità umana: la regista tunisina Kaouther Ben Hania.
Il riconoscimento sarà consegnato il 16 giugno, nella chiesa di San Giovanni Maggiore a Napoli, al termine della proiezione del film “La voce di Hind Rajab”, opera che racconta la tragica vicenda della bambina palestinese uccisa durante il conflitto a Gaza e che rappresenta un potente appello contro la guerra e contro ogni forma di disumanizzazione.
Regista, sceneggiatrice e produttrice, Kaouther Ben Hania nelle sue opere ha affrontato temi come la violenza sulle donne, le migrazioni, la radicalizzazione, le ferite dei conflitti e la tutela dei diritti umani. Con “L’uomo che vendette la sua pelle” ha ottenuto una candidatura agli Oscar come miglior film internazionale, mentre con “Four Daughters” è stata candidata agli Academy Awards come miglior documentario, diventando la prima donna araba a ottenere due nomination agli Oscar. Il suo cinema dà voce a chi spesso resta invisibile: donne, bambini, vittime della guerra, persone costrette all’esilio o alla marginalità. Una testimonianza artistica che incarna pienamente i valori del Premio “Pellegrini di pace”, nato per riconoscere personalità capaci di trasformare la cultura, l’arte e il pensiero in strumenti di dialogo, responsabilità e costruzione della pace.
“David Grossman e Kaouther Ben Hania – sottolinea mons. Gennaro Matino, provicario dell’arcidiocesi di Napoli e coordinatore del Premio internazionale Pellegrini di pace – appartengono a mondi, culture e linguaggi diversi, ma sono uniti dalla stessa scelta: non tacere. Entrambi raccontano le ferite del nostro tempo senza cedere all’indifferenza. È questo il senso più profondo del Premio Pellegrini di pace: riconoscere chi, attraverso la parola, l’arte, il pensiero e la testimonianza civile, continua a costruire ponti dove altri innalzano muri. Ben Hania ci insegna che anche una telecamera può diventare uno strumento di pace quando riesce a restituire voce a chi la guerra vorrebbe cancellare. In un tempo attraversato da conflitti che colpiscono soprattutto i più fragili, il suo cinema rappresenta un atto di responsabilità civile e un invito a non smarrire mai il valore dell’umanità”.
Per partecipare all’evento di premiazione di Kaouther Ben Hania e alla proiezione gratuita del film “La voce di Hind Rajab”, previsti per domani dalle 18 nella chiesa di San Giovanni Maggiore, in Largo san Giovanni Maggiore a Napoli, è obbligatoria la prenotazione tramite il form presente sul sito .

G7: leader a Evian (Francia) su sfide geopolitiche, conflitti, economia e intelligenza artificiale. Ue, “multilateralismo è essenziale”

(Strasburgo) “In un momento in cui l’economia mondiale è minacciata da incertezza geopolitica, tensioni commerciali e aumento degli squilibri, i leader dovrebbero dimostrare che il multilateralismo è essenziale per affrontare le attuali sfide internazionali e garantire un contesto economico stabile e prevedibile in tutto il mondo”. È la posizione anticipata dal sito del Consiglio europeo in vista del G7 che comincia oggi a Evian, in Francia (15-17 giugno). A rappresentare l’UE saranno il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. I leader dovrebbero affrontare i seguenti temi nel corso di diverse sessioni di lavoro: sfide geopolitiche; pace e sicurezza per l’Ucraina e l’Europa; situazione in Medio Oriente; solidarietà e partenariati internazionali; crescita economica più equilibrata; futuro dell’intelligenza artificiale. La presidenza francese ha inoltre invitato i leader di diversi Paesi non appartenenti al G7 a partecipare ad alcune sessioni di lavoro. Al G7 partecipano Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. L’Ue è sempre invitata. L’ultimo vertice del G7 si era tenuto in Alberta (Canada) nel giugno 2025.

Bambini e adolescenti: Unicef e Cnca, domani a Roma l’incontro “Il fattore umano” con la presentazione di “Terreferme. Famiglie che accolgono, approdi che curano”

Nel contesto attuale, caratterizzato da crescenti fragilità sociali e da un aumento dei bisogni di protezione e inclusione di bambini, bambine e adolescenti, il tema dell’accoglienza assume un ruolo sempre più centrale nelle politiche sociali e nel rafforzamento delle comunità educanti.
Con l’obiettivo di promuovere una riflessione pubblica su questi temi, l’Ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale e il Cnca-Coordinamento nazionale comunità accoglienti promuovono “Il fattore umano”, incontro dedicato alla presentazione del volume “Terreferme. Famiglie che accolgono, approdi che curano”, curato dal Cnca. L’appuntamento è per il 16 giugno, alle 16, presso l’auditorium Unicef in via Palestro 68 a Roma.
Il libro raccoglie esperienze, pratiche e riflessioni nate nei percorsi di accoglienza familiare e comunitaria, offrendo uno sguardo concreto su come relazioni di cura, appartenenza e accompagnamento possano contribuire alla costruzione di percorsi di crescita e inclusione.
L’iniziativa mette al centro le esperienze di ragazzi e ragazze, famiglie, operatori e comunità territoriali, valorizzando l’accoglienza come esperienza capace di generare legami, partecipazione e opportunità nel lungo periodo.
Il programma alternerà momenti di approfondimento, contenuti audiovisivi, testimonianze e occasioni di confronto, con particolare attenzione alla voce dei giovani protagonisti dei percorsi di accoglienza. L’evento si rivolge alla cittadinanza, ai servizi territoriali, alle organizzazioni del Terzo settore, ai professionisti, al mondo dell’informazione e alle comunità educanti.

Giornata mondiale nonni e anziani: pubblicato il kit pastorale del Dicastero per i laici. Vescovi possono spostare la data della celebrazione

Insieme al  di Leone XIV per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani – pubblicato oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede in vista della celebrazione di domenica 26 luglio 2026 – il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita ha reso disponibile un kit pastorale per sostenere diocesi, parrocchie, congregazioni e associazioni nella celebrazione della ricorrenza. Il sussidio, scaricabile su , contiene il Messaggio del Papa, la preghiera ufficiale, le indicazioni pastorali, un sussidio liturgico e il logo della Giornata. Il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero, sottolinea che “riscoprirsi figli ad ogni età è un richiamo per tutti gli anziani ad approfondire la propria vocazione e a sentirsi – in ogni stagione della vita – membra vive della comunità cristiana e corresponsabili della sua missione”. Nel sussidio si rende nota anche la disposizione del Papa, già comunicata a tutte le conferenze episcopali: la data ordinaria della celebrazione rimane la IV domenica di luglio, in prossimità della memoria liturgica dei santi Gioacchino e Anna, nonni di Gesù; tuttavia, qualora le specifiche necessità pastorali lo suggeriscano, le conferenze episcopali hanno la facoltà di spostare la celebrazione in una data differente. In ogni diocesi, il vescovo è invitato a celebrare la Giornata nella chiesa cattedrale. Le comunità sono invitate a condividere le proprie iniziative scrivendo a  o sui canali social con l’hashtag #NonnieAnziani.

Diocesi: Carrara, in festa per san Ceccardo. Domani celebrazioni con i vescovi Vaccari e Borghetti

La città e il vicariato di Carrara celebreranno domani la festa del patrono, san Ceccardo. Secondo la tradizione, viene ricordato in una nota della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, il vescovo di Luni, Ceccardo, subì il martirio nel IX secolo, quando i normanni invasero l’antica città romana approdando alle coste liguri scambiandola per Roma. Come recita la leggenda, Ceccardo fu ucciso mentre si recava a Carrara per scegliere i marmi per la cattedrale di Luni: sul luogo del martirio, oggi sorge un oratorio a lui dedicato conosciuto come san Ceccardo “ad aquas” perché nel luogo dove avvenne la decapitazione ha iniziato a zampillare una fonte di acqua: il corpo del santo invece è custodito nel duomo di Carrara.
Nella mattinata di domani, martedì 16 giugno, alle 11 il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, mons. Mario Vaccari, presiederà la celebrazione eucaristica nella chiesa del martirio (san Ceccardo “ad aquas”). Nel pomeriggio sarà invece mons. Guglielmo Borghetti, vescovo di Albenga-Imperia, a presiedere la solenne celebrazione alle 18 nel duomo di Carrara.

Ebola in R.D. Congo: Save the Children, almeno 52 bambini hanno contratto il virus e di questi 19 sono deceduti

Dal 15 maggio nella Repubblica democratica del Congo sono almeno 52 i bambini che hanno contratto l’Ebola e di questi 19 sono deceduti. Ad affermarlo Save the Children, che sottolinea come in un mese l’epidemia sia rapidamente diventata la terza più grande mai registrata nel Paese, con circa 782 casi confermati e 181 decessi. I più vulnerabili sono proprio i bambini. Secondo un’analisi dei dati condotta dall’organizzazione, i minori di 14 anni hanno una probabilità più che doppia di morire dopo aver contratto la malattia rispetto ai pazienti di età compresa tra 15 e 44 anni. Nello specifico, il tasso medio di letalità tra i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni è del 38,6%, rispetto al 18,1% tra gli individui di età pari o superiore a 15 anni. I bambini piccoli spesso peggiorano rapidamente in caso di infezione e necessitano di identificazione precoce, invio a specialisti e cure intensive per aumentare le loro possibilità di sopravvivenza. Questi rischi sono ulteriormente aggravati dalle condizioni che molti bambini già affrontano in contesti umanitari, tra cui malnutrizione, malaria, anemia, povertà, sfollamento, interruzione delle vaccinazioni e dei servizi sanitari, e accesso limitato a trattamenti essenziali e supporto nutrizionale. I più piccoli sono a rischio non solo di infezione, ma anche di una moltitudine di conseguenze collegate, tra cui separazione dalla famiglia, disagio psicologico, interruzione dei servizi sanitari e di protezione di routine, abbandono scolastico, lavoro minorile e matrimoni precoci.

Ambiente: Ingv e Afad, Italia e Turchia rafforzano la collaborazione scientifica per la stima della pericolosità sismica e vulcanica

È stato firmato il Memorandum of Understanding (Mou) tra l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e l’Autorità per la gestione dei disastri e delle emergenze della Repubblica di Türkiye (Afad). Il documento è stato sottoscritto dal presidente dell’Ingv, Fabio Florindo, e dal direttore della Direzione generale per i terremoti e la riduzione del rischio dell’Afad, Orhan Tatar.
L’accordo nasce dalla comune esigenza di rafforzare la collaborazione scientifica tra Italia e Turchia, con particolare attenzione al monitoraggio sismico, alla valutazione della pericolosità sismica e vulcanica, alla gestione delle emergenze legate ai terremoti e alla protezione del patrimonio culturale dai rischi naturali.
Italia e Turchia, infatti, sono Paesi particolarmente esposti ai rischi naturali, in particolare a quelli sismici, e condividono sfide comuni nella prevenzione, nel monitoraggio e nella gestione delle emergenze. L’accordo mira a creare un quadro efficace di cooperazione volto a promuovere lo scambio di conoscenze scientifiche, dati e tecnologie, favorendo attività congiunte di ricerca, formazione e cooperazione tecnica.
Tra gli ambiti di collaborazione previsti figurano lo sviluppo di metodologie innovative per la stima della pericolosità sismica e vulcanica, lo scambio di dati, la raccolta e l’analisi di dati geologici dopo eventi sismici significativi, nonché il confronto sulle tecniche di osservazione dei terremoti, sui sistemi di allerta precoce e sulle applicazioni delle osservazioni satellitari.
“Esprimiamo grande soddisfazione per la firma del Memorandum of Understanding tra il nostro Istituto e l’Afad – ha dichiarato il presidente dell’Ingv, Fabio Florindo –. L’Italia e la Turchia condividono una lunga esperienza nello studio e nella gestione del rischio sismico. Questo accordo consolida la collaborazione scientifica, favorendo lo scambio di dati e competenze, elemento essenziale per la prevenzione e la mitigazione del rischio, nonché per la sicurezza delle nostre comunità”.
La collaborazione tra Ingv e Afad è volta ad accrescere la conoscenza dei fenomeni naturali e a rafforzare le attività di monitoraggio, prevenzione e preparazione alle emergenze, rappresentando un elemento fondamentale per migliorare la valutazione della pericolosità e la capacità di risposta ai rischi naturali.

Ucraina: i minori evacuati in Italia e il nodo del rientro. Aibi rilancia la proposta di una legge sull’affido internazionale per i bambini provenienti da zone di conflitti

Doveva trattarsi di un allontanamento temporaneo per sfuggire alla guerra. Per alcuni minori ucraini arrivati in Italia dopo l’invasione russa del 2022, però, il ritorno alle proprie famiglie è ancora lontano. Al centro della vicenda ci sono 25 ragazzi giunti a Napoli nell’ambito delle operazioni di evacuazione organizzate nelle prime settimane del conflitto e che, a distanza di oltre quattro anni, non sono ancora riusciti a ricongiungersi con i propri familiari in Ucraina.
Sul caso è intervenuta l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Marina Terragni, che ha auspicato una collaborazione tra i tribunali italiani e le autorità di Kiev per favorire il rimpatrio dei minori e il loro ricongiungimento familiare. Terragni ha ricordato come già nell’aprile scorso l’Autorità garante fosse stata contattata dal commissario ucraino per i Diritti umani, che chiedeva sostegno alle richieste di rientro avanzate dalle famiglie.
Tra le situazioni segnalate emerge quella di un ragazzo adottato da una famiglia italiana con sentenza del Tribunale per i minorenni di Lecce. Secondo quanto riferito dalla garante, il minore non era orfano né privo di cure parentali: il padre è deceduto in guerra, ma la madre non è mai stata privata della responsabilità genitoriale. Pur non avendo competenze dirette sulla materia, l’ufficio della garante aveva già segnalato la questione al Ministero degli Esteri.
A riportare nuovamente l’attenzione sul caso è stata un’inchiesta della Cnn, secondo cui centinaia di bambini ucraini evacuati in Italia si trovano oggi al centro di un contenzioso tra Kiev e le autorità italiane. Secondo il reportage, molti di questi minori, che avrebbero dovuto essere accolti solo temporaneamente, non possono ancora fare ritorno alle proprie famiglie.
“Non possiamo che sostenere la legittima richiesta delle autorità ucraine”, ha dichiarato Terragni, richiamando l’articolo 9 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, che tutela il diritto dei minori a non essere separati dai genitori contro la loro volontà.
“Mi sembra strano che un Tribunale per i minorenni italiano abbia pronunciato una sentenza di adozione per un minore coinvolto in una guerra – commenta Marco Griffini, presidente di Aibi-Amici dei Bambini –. Tutti gli operatori della tutela dei minori sanno che i bambini coinvolti in conflitti armati non possono essere adottati, poiché è spesso impossibile accertare se genitori e parenti siano ancora vivi. Da anni stiamo invocando – voce inascoltata nel deserto – la promulgazione di una legge che riconosca l’affido internazionale, strumento che consentirebbe di accogliere legalmente i minori provenienti da zone di guerra senza recidere i legami familiari, rimandando ogni decisione definitiva alla fine del conflitto e in accordo con le autorità del Paese d’origine”.

Cei: Snpg, da Brindisi un “grazie” agli educatori. “Il primo annuncio nasce dalla vicinanza”

Non nuove strategie, ma uno sguardo rinnovato: è questo il principale frutto del XXIX Convegno nazionale di Pastorale giovanile, conclusosi il 2 giugno a Brindisi sul tema “Va e accostati”. Tre giorni di ascolto, confronto e discernimento che, si legge in una nota pubblicata oggi sul sito web , hanno consegnato alla Chiesa italiana una consapevolezza chiara: “il primo annuncio passa dall’incontro e l’evangelizzazione nasce dalla vicinanza”. Ispirato al racconto di Filippo e dell’eunuco negli Atti degli Apostoli, il Convegno ha rimesso al centro lo stile dell’accompagnamento. “Prima di proporre, ascoltare; prima di guidare, camminare insieme”. Una prospettiva che invita a superare la logica del “fare per” per riscoprire quella dell’“essere con”, dove la qualità delle relazioni conta più dell’efficienza organizzativa o dei numeri. Tra i segni più significativi emersi a Brindisi, “il riconoscimento del lavoro quotidiano e spesso nascosto di educatori, catechisti, animatori, sacerdoti, religiosi e volontari. È grazie alla loro presenza discreta – si legge nel testo – che tanti giovani possono vivere esperienze significative e aprirsi a percorsi di crescita. Un ‘grazie’ corale, dunque, a chi continua a investire tempo, energie e passione credendo che il Vangelo possa ancora parlare al cuore delle nuove generazioni”. Le riflessioni dei laboratori hanno evidenziato anche “il valore della corresponsabilità: i giovani non sono semplicemente destinatari, ma protagonisti della vita ecclesiale. Accompagnarli significa aiutarli a prendere parola, a scoprire i propri talenti e a mettersi in gioco nelle comunità”. Da Brindisi arriva inoltre un invito “a fare rete, superando isolamento e frammentazione”. Le sfide educative chiedono infatti “una responsabilità condivisa che coinvolga tutta la comunità cristiana”. Nelle parole conclusive è emersa una domanda decisiva: “come valutare il cammino fatto? Non bastano numeri o risultati immediati. Il criterio resta quello evangelico: la crescita nella capacità di amare, servire gratuitamente e generare speranza”. Il Convegno lascia così un messaggio profondo: “Ogni gesto di vicinanza, ogni relazione costruita con pazienza, ogni tempo donato ai giovani non è mai sprecato. È da questa fedeltà quotidiana, spesso silenziosa, che la Chiesa può guardare con fiducia al futuro”.

Terra Santa: Custodia celebra il patrono sant’Antonio. P. Ielpo (Custode),“scacciare i demòni della divisione e parlare la lingua della pace”

“Sant’Antonio ha combattuto soprattutto i demòni della divisione, dell’odio e dell’ingiustizia, quelli che continuano a tormentare anche il nostro tempo”. Lo ha detto il Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo, nell’omelia del 13 giugno, nella solennità del patrono della Custodia, Sant’Antonio. Richiamando il Vangelo missionario (“scacceranno demòni” e “parleranno lingue nuove”), padre Ielpo ha sottolineato come la vita del santo di Padova sia stata una concreta testimonianza di riconciliazione, capace di entrare nei conflitti e sanare le ferite. Antonio, ha spiegato, “non si limitò a predicare, ma si mise in mezzo alle tensioni, favorendo la pace e difendendo i poveri”, diventando così uomo di comunione contro il “diabolos”, colui che divide. Al centro della riflessione il modello di Cristo, “mediatore e ponte”, che si pone tra Dio e l’uomo per ricostruire una relazione spezzata. Sull’esempio di Gesù, anche sant’Antonio seppe stare “in mezzo” ai conflitti senza alimentare contrapposizioni, ma cercando la riconciliazione. Da qui il secondo segno evangelico: “parlare lingue nuove”, che il Custode ha identificato nella lingua della misericordia, della pace e del Vangelo, opposta a quella della violenza e della diffidenza. “Parlare la lingua della pace – ha osservato – significa avere il coraggio di costruire ponti quando tutti costruiscono muri”. Un messaggio particolarmente attuale per la Terra Santa, segnata da divisioni e tensioni. “Anche noi siamo tentati di parlare le lingue dell’accusa e della chiusura – ha detto – ma il cristiano è chiamato a una lingua nuova che continui a credere nella riconciliazione”. Ricordando anche la tradizionale protezione del santo sulla Custodia, padre Ielpo ha evidenziato che custodire i Luoghi Santi significa essere segno di incontro tra Dio e l’uomo e impedire che “il demonio della divisione abbia l’ultima parola”. In conclusione, l’invito a chiedere a sant’Antonio la grazia di essere uomini e donne capaci di “stare nelle ferite della storia non per condannare, ma per riconciliare”, diventando segni concreti di comunione, speranza e pace.

Diocesi: card. Battaglia (Napoli), “il prete secondo il cuore di Cristo è un uomo che ha gli occhi spalancati sul mondo e il cuore vulnerabile”

“Il vostro sacerdozio sarà fecondo solo se manterrà” il “profumo di prossimità”, la “fragranza di consolazione che non sa di incenso da sacrestia, ma di vita condivisa, spezzata e donata per la comunità”. Lo ha detto, ieri sera, il card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, nell’omelia della messa celebrata in cattedrale con l’ordinazione presbiterale di don Nicola Boccia, don Marco Iengo, don Feliciano Tortora e don Salvatore Porricelli.
“Il prete secondo il cuore di Cristo – ha spiegato il porporato – è un uomo che ha gli occhi spalancati sul mondo e il cuore vulnerabile. Se un giorno, per difendervi dal dolore e dalla fatica del mondo, deciderete di chiudere le finestre della vostra anima e di non sentire più il gemito della vostra gente, quel giorno – anche se continuerete a celebrare messe splendide e a fare discorsi dotti – il vostro sacerdozio comincerà purtroppo a spegnersi. Rimanete vulnerabili! Permettete al Crisma che portate sulle vostre mani di impastarsi quotidianamente con le lacrime di chi busserà alla porta della vostra casa”.
E ancora: “Il prete non è un profeta di sventura che piange nostalgicamente sulle rovine di un passato che non torna. Il prete è l’uomo dello stupore, colui che sa scorgere il grano che cresce silenzioso anche tra le crepe dell’asfalto delle nostre città”.
Non solo: “Il ministero non è mai un’avventura solitaria. Diffidate dei preti navigatori solitari, che fanno tutto da soli, che si sentono i salvatori della patria. La Chiesa è comunione o non è. Camminate insieme tra di voi quattro, sostenetevi nelle sere di solitudine, quando la stanchezza busserà alla porta del vostro presbiterio. Camminate insieme a tutti i sacerdoti, vostri fratelli, credendo nella comunione presbiterale. E camminate insieme ai laici. Il prete non è sopra la comunità, è nella comunità. Sarete pastori se saprete ascoltare il gregge, se saprete che a volte il popolo di Dio ha un fiuto più affilato del nostro per trovare le strade del Vangelo”.
L’arcivescovo ha, quindi ricordato che “il cuore segreto del ministero presbiterale” è “la preghiera”.
Il card. Battaglia, evidenziando che “la gratuità è forse l’unico linguaggio che l’uomo d’oggi riesce ancora a comprendere veramente, perché è l’unico linguaggio che la società dei consumi non sa e non può produrre da sola”, ha osservato: “Entrare in questo mondo come preti significa portare lo scandalo salutare della gratuità. Significa dare il vostro tempo senza calcolarlo con il cronometro, offrire il vostro ascolto senza pretendere risultati immediati, voler bene alle persone senza la pretesa che cambino subito per darvi ragione o per riempire le panche della chiesa”.
Di qui l’invito: “Siate preti gratuiti. Se sarete gratuiti, sarete profondamente liberi. E non c’è nulla di più affascinante per gli uomini di oggi di un uomo veramente libero, che non deve difendere continuamente la propria immagine o il proprio ruolo, ma che vive esclusivamente per far respirare e risorgere gli altri”.

Striscia di Gaza: Patriarcato latino di Gerusalemme ha ricevuto il Premio Feltrinelli. Mons. Twal, “richiamo a non dimenticare chi soffre”

Il Patriarcato latino di Gerusalemme ha ricevuto il Premio internazionale “Antonio Feltrinelli”, uno dei più prestigiosi riconoscimenti scientifici e umanitari italiani, assegnato dall’Accademia nazionale dei Lincei. A ritirare il premio, il 12 giugno a Roma, nella sede dell’Accademia e alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato mons. Iyad Twal, vicario patriarcale in Giordania, a nome del patriarca card. Pierbattista Pizzaballa. Il premio riconosce la missione umanitaria svolta dal Patriarcato latino e dalla parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza durante la guerra in corso. Nel suo intervento, secondo quanto riferito dal Patriarcato latino, mons. Twal ha espresso gratitudine per il riconoscimento, sottolineando che non si tratta solo di un onore ma di un appello alla comunità internazionale: “non dimenticare, restare attenta alla sofferenza umana e fare in modo che il dolore di un popolo non sia accompagnato dal silenzio”. Riferendosi alla situazione nella Striscia, il vicario patriarcale ha ricordato che “non si tratta di una questione astratta, ma di persone reali, famiglie e bambini che vivono enormi difficoltà”, evidenziando come la parrocchia della Sacra Famiglia abbia “aperto le porte a tutti senza distinzione, offrendo rifugio, cibo, medicine e speranza”. Mons. Twal ha quindi ribadito l’impegno della Chiesa a continuare ad accompagnare chi è nel bisogno, difendendo la dignità di ogni persona e seminando pace anche nel conflitto, sottolineando infine che il premio rappresenta un incoraggiamento a proseguire nel servizio e nella costruzione della pace “passo dopo passo”.

Migranti: da inizio anno sbarcate 12.737 persone sulle nostre coste. Oltre il 18% sono minori non accompagnati

Sono finora 12.737 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 26.371 mentre nel 2024 furono 23.212. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a giugno è pari a 1.017. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.089, mentre nel 2024 furono 4.902.
Degli oltre 12.700 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 3.899 sono di nazionalità bangladese (30,6%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.432, 11,2%), Pakistan (1.150, 9%), Sudan (1.114, 8,7%), Algeria (872, 6,8%), Egitto (847, 6,6%), Tunisia (532, 4,2%), Eritrea (351, 2,8%), Mali (297, 2,3%), Nigeria (266, 2,1%), Costa d’Avorio (214, 1,7%), Iran (183, 1,4%), Guinea (174, 1,4%), Marocco (146, 1,1%), Sud Sudan (137, 1,1%) a cui si aggiungono 1.123 persone (8,8%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 2.325 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a oggi, lunedì 15 giugno. I minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2025 sono stati 12.177, 8.752 nel 2024, 18.820 nel 2023, 14.044 nel 2022, 10.053 nel 2021, 4.687 nel 2020, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017.
Dal 1° gennaio all’11 giugno 2026 i migranti rimpatriati sono 3.894, dei quali 3.376 con rimpatri forzati e 518 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).
Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati diffusi parlano di 133.105 persone su tutto il territorio nazionale di cui 92.585 nei centri di accoglienza, 253 negli hot spot in Sicilia e 40.267 nei centri Sai. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (12%, in totale 16.627 persone), seguita da Lazio ed Emilia Romagna (9%), Piemonte, Campania e Sicilia (8%).

Salute: Iss, una survey per capire i bisogni degli operatori sociosanitari

Costruire insieme competenze nelle Health Humanities – un campo di studio interdisciplinare che applica le arti, la cultura umanistica e le scienze sociali al settore della salute per promuovere il benessere – e nella digitalizzazione, affinché rispondano sempre meglio alle esigenze reali di chi le utilizza nella pratica quotidiana o ne beneficia come paziente.
È questo l’obiettivo, spiega l’Istituto superiore di sanità (Iss), di una survey online lanciata nell’ambito del progetto “Lyra – Learning Pathways for healthcare assistants”, rivolta a professionisti degli ambiti sanitario, sociale e sociosanitario, ricercatori, caregiver e pazienti.
La survey, a cui sarà possibile rispondere entro il 21 giugno, mira ad individuare le principali lacune informative e le competenze ritenute più importanti per gli operatori sociosanitari. Tra queste figurano l’ascolto attivo, la comunicazione chiara ed efficace e l’utilizzo di approcci creativi, narrativi e artistici per favorire la relazione, la comunicazione e il benessere delle persone assistite.
Partecipare alla survey contribuirà alla progettazione dei moduli formativi destinati agli operatori sociosanitari, che saranno sviluppati nell’ambito del progetto Lyra sulla base dei bisogni e delle priorità emersi dai risultati dell’indagine. La fase di sperimentazione dei percorsi formativi coinvolgerà Italia, Spagna e Svezia.
“Lyra – Learning pathwaYs for Relational, Art-based and Digital Skills in Vet for Healthcare Assistants” è un progetto europeo mira a individuare le competenze necessarie agli operatori sociosanitari per affrontare le sfide attuali e future nei contesti assistenziali, con specifico riferimento all’impiego delle Health Humanities e del digitale.

Terra dei Fuochi: partita la bonifica dei terreni dei soci di Coldiretti Campania

Diventa operativo l’accordo sottoscritto dalla Coldiretti Campania con il Commissariato di Governo per le bonifiche della cosiddetta “Terra dei Fuochi” e il Consorzio Polieco. Un’azione importante per dare una risposta concreta alle aziende agricole che lavorano sul territorio. Nel corso della prima giornata operativa si è provveduto allo sgombero delle aziende segnalate dalla Coldiretti nell’area di Teverola che avevano bisogno di conferire teli, plastiche e altri scarti di produzione. Materiali che, se abbandonati, rischiano di danneggiare il suolo e compromettere la qualità delle coltivazioni.
“Nella Terra dei Fuochi è partita la raccolta di questo materiale classificato come speciale, grazie all’accordo collaborazione sottoscritto nei mesi scorsi tra Coldiretti, Polieco e il Commissariato di Governo per le bonifiche. L’obiettivo è uno solo: ripristinare in sicurezza i terreni agricoli tra Napoli e Caserta”, spiega il direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Loffreda.
I materiali plastici rischiano di danneggiare il suolo e compromettere la qualità delle coltivazioni. L’obiettivo è bonificare i terreni agricoli tra le province di Napoli e Caserta. Restituire pulizia e valore ai campi attraverso un lavoro di squadra dove gli agricoltori hanno un valore fondamentale.
“In un territorio come questo di cui tutti parlano ma non è dissimile da altri territori diventa determinante la collaborazione dei quanti operano sul territorio. L’agricoltore si fa carico di tenere i propri rifiuti, che sono parte della sua attività, fino a quando il consorzio Polieco non li viene a raccogliere”, dice il direttore generale del Consorzio Polieco, Claudia Salvestrini.
Alle operazioni in territorio casertano era presente il presidente di Coldiretti, Enrico Amico, che sottolinea: “Uno degli obiettivi è quello di trasformare i rifiuti agricoli da problema a risorsa. I materiali come la plastica attraverso il Consorzio saranno riciclati per avere una nuova vita, vogliamo dimostrare che l’agricoltore non solo è produttore di cibi e beni primari ma è anche un difensore dell’ambiente e questi luoghi torneranno a risorgere come Terra del sole”.

Leone XIV: udienza al presidente della Corea Lee Jae-myung, colloqui su Gmg e contesto regionale

Leone XIV ha ricevuto oggi in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-myung, il quale si è successivamente incontrato con il card. Pietro Parolin, segretario di Stato, e mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali. Lo riferisce un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. Nel corso dei “cordiali colloqui” in Segreteria di Stato sono state sottolineate le buone relazioni tra la Santa Sede e la Repubblica di Corea ed è stato rilevato “il positivo apporto che la Chiesa locale offre alla società coreana, con particolare riferimento all’opera da essa svolta nell’ambito educativo e in quello assistenziale”. Ci si è quindi soffermati sull’organizzazione della prossima Giornata mondiale della gioventù e su alcuni aspetti del contesto regionale e internazionale.

Diocesi: Albenga-Imperia, è morto mons. Giovanni Battista Gandolfo

Nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 14 giugno, è morto improvvisamente a seguito di un arresto cardiaco mons. Giovanni Battista Gandolfo. Nella mattinata aveva celebrato la messa nella chiesa del Sacro Cuore di Albenga. Sacerdote, studioso e giornalista, ha dedicato la sua vita alla Chiesa, alla cultura e alla formazione. Era nato a Conio, frazione del Comune di Borgomaro (Im), il 15 agosto 1938, era stato ordinato presbitero il 26 giugno 1962. Molteplici gli incarichi ricoperti nella lunga carriera ecclesiastica, tra cui quello di responsabile dell’Ufficio della Conferenza episcopale italiana (Cei) del Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli. Martedì 16 giugno, in mattinata, la salma arriverà nella chiesa del Sacro Cuore dove alle 20.30 sarà recitato il rosario. Mercoledì 17 giugno alle 15 la messa nella cattedrale di San Michele presieduta dal vescovo mons. Guglielmo Borghetti.

Leone XIV: agli anziani, “non abbiate paura della fragilità, apre il cuore alla pace vera”

“Non abbiate paura della fragilità!”. È l’appello che Leone XIV rivolge agli anziani nel Messaggio per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si celebra domenica 26 luglio. Il Papa ricorda che Francesco parlava degli anziani come di un “nuovo popolo”, perché “il numero di persone avanti con l’età non è mai stato così alto nella storia umana”. Per questo invita a riflettere su “quale possa essere la nostra vocazione quando la fragilità, compagna dell’uomo fin dalla nascita, sembra prendere il sopravvento”. Questa debolezza, quando è accettata e riconosciuta, “apre il cuore al sostegno vicendevole e all’invocazione di Colui che può donare ciò che nessun potere umano è in grado di garantire: la riconciliazione profonda dei cuori e con essa la pace vera”. Per Leone XIV si può vivere da cristiani il tempo della vecchiaia “fragili” ma “allo stesso tempo chiamati”: “Un uomo e una donna possono, infatti, rinascere da vecchi”. In “questo tempo, segnato in maniera così dura dalla violenza bellica e sociale”, il Pontefice esorta gli anziani a unirsi a lui “nel pregare con insistenza perché giunga presto la pace nel mondo intero”. “Vi ringrazio – conclude – perché mi sostenete ogni giorno con le vostre preghiere, specialmente quando recitate il santo Rosario”.

Leone XIV: per Giornata nonni e anziani, “il cuore umano ha bisogno irrinunciabile di prossimità”

“Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato” (Is 49,14). È “un angoscioso sentimento che agita il cuore” al quale risponde Leone XIV nel Messaggio per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si celebra domenica 26 luglio, pubblicato oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede sul tema “Io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15). “La dolorosa sensazione di essere dimenticati – scrive il Papa – accomuna purtroppo molte persone, e tra queste non poche sono anziane”. Sopra le loro esistenze, in particolare, “sembra essere disteso un velo che sfuma i tratti dei volti e ammanta di oblio”, nelle case “dove regna la solitudine” e nei luoghi di ricovero dove “la singolarità di ogni persona rischia di essere ridotta al numero del suo letto o alla sua patologia”. La Giornata, prosegue Leone XIV, è “un’opportunità per riscoprire che la Chiesa è chiamata a essere madre di tutti”. Ai giovani l’invito a “riprendere la bella abitudine di visitare i propri nonni, gli anziani della famiglia, e anche coloro che non ricevono alcuna visita”, portando loro “la vicinanza e l’affetto del Papa”. Citando l’enciclica , il Pontefice ricorda: “La cultura digitale moltiplica le connessioni e offre nuove possibilità di incontro; tuttavia, il cuore umano conserva un bisogno irrinunciabile di prossimità”.

Allontanamento minori: Terragni (Agia), “l’interesse dei media non è ingerenza indebita”

“Nelle sentenze che riguardano l’affidamento/allontanamento dei minori, in particolare nei provvedimenti a seguito di separazioni conflittuali – fattispecie in probabile aumento – si vede spesso menzionare la ‘mediatizzazione’ del caso ad aggravare la posizione dell’uno o dell’altro genitore o di entrambi, con inevitabili ricadute sui minori”. Così Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), segnalando la problematica al presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli.
“Normalmente – aggiunge Terragni – un caso diventa ‘mediatico’ in quanto paradigmatico, o per il fatto di rappresentare in modo esemplare la questione in oggetto – nella fattispecie il tema dell’affidamento/allontanamento dei minori – catalizzando l’interesse della pubblica opinione, interesse che va sempre inteso come segno di vitalità civile e di volontà di partecipazione”.
“Proprio per questo – sottolinea la garante – preoccupa che i Tribunali possano stigmatizzare l’intervento dei media come ingerenza indebita”.
“Quando si tratta di casi che riguardano i minori, per la stampa i binari sono due: l’articolo 21 della Costituzione, in base al quale ‘tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure’. Di più: a rafforzare l’enunciato, il codice deontologico della professione giornalistica afferma che ‘è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui’. E ancora: ‘La/il giornalista difende la libertà di espressione e il diritto all’informazione di ogni persona. Esercita tale diritto rispettando i principi dell’interesse pubblico alla notizia, della verità sostanziale dei fatti e della continenza espressiva’”.
“Sarebbe pertanto contrario al codice deontologico della professione giornalistica – sottolinea Terragni – detenere una notizia che si ritenga di pubblico interesse. In particolare, quando si tratti di minori, ‘sia in qualità di protagonisti che di vittime o testimoni, la/il giornalista non diffonde dati personali e ogni altra circostanza ed elemento che possano, anche indirettamente, consentire la loro identificazione, avendo cura di evitare sensazionalismi e qualsiasi forma di speculazione. La necessità di tutela è finalizzata ad impedire che l’informazione possa incidere sull’armonico sviluppo della loro personalità, turbare il loro equilibrio psico-fisico e influenzare negativamente la loro crescita’: principi, questi, declinati nella Carta di Treviso che costituisce il secondo irrinunciabile binario”.
“Tenuti saldi detti principi – conclude la garante – la diffusione di notizie che riguardino procedimenti che coinvolgano minori non può in alcun modo essere intesa dai Tribunali come ‘distorsione mediatica’ a meno che dette notizie non falsifichino o distorcano volontariamente la realtà dei fatti. In particolare, che le cittadine e i cittadini coinvolti in detti procedimenti sollecitino l’attenzione pubblica sul proprio caso non può in alcun modo essere ritenuto un comportamento inadeguato e in quanto tale sanzionabile o meritevole di attenzione negativa”.

Leone XIV: quattro nuovi membri del Consiglio direttivo dell’Avepro

Leone XIV ha nominato quattro nuovi membri del Consiglio direttivo dell’Agenzia della Santa Sede per la valutazione e la promozione della qualità delle università e facoltà ecclesiastiche (Avepro): p. Pablo Carlos Sicouly, socio del Maestro generale dell’Ordine dei predicatori per la vita intellettuale; Loreto Bernardita Moya Marchant, decano della Facultad Eclesiástica de Teología della Pontificia Universidad Católica de Valparaíso (Cile); Debora Tonelli, rappresentante della Georgetown University a Roma; Melanie Rosenbaum, officiale del Dicastero per la cultura e l’educazione. Lo rende noto oggi la Sala Stampa della Santa Sede.

Leone XIV: alla Chiesa Siro-Malankarese, “vescovi latini sostengano cattolici orientali nella diaspora”

“Chiedo al Dicastero per le Chiese orientali di aiutarmi a definire principi, norme e linee guida attraverso cui i vescovi latini possano concretamente sostenere i cattolici orientali nella diaspora nel loro sforzo di preservare le proprie tradizioni viventi”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi in Sala Clementina, in lingua inglese, una delegazione della Chiesa Siro-Malankarese, riunita a Roma per il primo convegno del clero e dei fedeli residenti in Europa. Il Pontefice ha ricordato che la Chiesa celebra il 95° anno dall’istituzione della propria gerarchia con la Costituzione apostolica “Christo Pastorum Principi” di Pio XI, l’11 giugno 1932, e si prepara al centenario con “un intenso percorso pluriennale di rinnovamento spirituale”. Leone XIV ha elogiato il venerabile Mar Ivanios, primo arcivescovo metropolita Siro-Malankarese di Trivandrum, che “fin da giovane sacerdote aveva guardato ben oltre i confini della sua comunità cristiana in Kerala”, insistendo perché il lavoro missionario avvenisse “non con le parole soltanto”, ma “attraverso una vita virtuosa e un autentico servizio caritativo”. Il Papa ha ricordato di aver nominato, nel primo anno del pontificato, il primo visitatore apostolico a tempo pieno per i cattolici Siro-Malankaresi in Europa, mons. Kuriakose Mar Osthathios. Infine, ha chiesto ai fedeli di “promuovere una maggiore consapevolezza della preziosa identità” della loro Chiesa, rimanendo “uniti all’arcivescovo maggiore e al Sinodo dei vescovi”.

Magnifica Humanitas: Firenze, domani presentazione dell’enciclica con mons. Gambelli, Fabris, Simoncini e Cisternino

La sala delle Feste di Palazzo Bastogi, sede del Consiglio regionale della Toscana, ospiterà nel pomeriggio di domani, martedì 16 giugno, la presentazione della prima enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas” sulla custodia della persona nel tempo dell’intelligenza artificiale. L’incontro, con inizio alle 16.45, è promosso da Ufficio comunicazioni sociali, Ufficio informatico e Ufficio problemi sociali e lavoro dell’arcidiocesi di Firenze. I lavori saranno aperti dai saluti della presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, e dell’arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli. Seguiranno gli interventi di Adriano Fabris, ordinario di Filosofia morale all’Università di Pisa, sugli aspetti etici dell’intelligenza artificiale, Andrea Simoncini, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Firenze, sugli aspetti legali e giuridici, e Antonio Cisternino ricercatore dell’Università di Pisa e consulente del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, sugli aspetti informatici. L’attore e scrittore Ugo De Vita proporrà la lettura di alcuni brani scelti dall’enciclica. A moderare l’incontro il giornalista di “Toscana Oggi”, Riccardo Bigi.

Leone XIV: alla United Jewish Appeal-Federation, “assistere i poveri e combattere odio e intolleranza”

“Il servizio ai poveri, agli emarginati e ai senza potere è un modo di incontrare il sacro; attraverso di loro la voce divina continua a parlarci”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi nella Sala del Concistoro una delegazione della United Jewish Appeal-Federation of New York, organizzazione di filantropia ebraica attiva in oltre settanta Paesi. Il Pontefice, in lingua inglese, ha ricordato che sessantasei anni fa una delegazione della stessa organizzazione fu ricevuta da Giovanni XXIII, che con le parole “Sono Giuseppe, vostro fratello” (Gen 45,4) affermò “la nostra comune umanità e la nostra comune ascendenza spirituale in Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe”. Quell’incontro contribuì a preparare la “Nostra aetate”, che “ha aperto un nuovo orizzonte di incontro, rispetto e ospitalità spirituale”. Il Papa ha ricordato che il documento ha ribadito “la verità che apparteniamo a un’unica famiglia umana”, respingendo l’antisemitismo e ogni forma di discriminazione. “Nostra aetate”, ha aggiunto, “ha piantato un seme di speranza” cresciuto fino a diventare “un albero maestoso, capace di offrire riparo e portare i ricchi frutti della comprensione, dell’amicizia, della cooperazione e della pace”. Leone XIV ha concluso elogiando l’impegno dell’organizzazione nell’”assistere i poveri e i bisognosi”, nel “combattere l’odio e l’intolleranza” e nel costruire “un mondo migliore per tutti”.

Leone XIV: alla United Jewish Appeal-Federation, “attraverso i poveri la voce divina continua a parlarci”

“Il servizio ai poveri, agli emarginati e ai senza potere è un modo di incontrare il sacro; attraverso di loro la voce divina continua a parlarci”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi nella Sala del Concistoro una delegazione della United Jewish Appeal-Federation of New York, organizzazione di filantropia ebraica attiva in oltre settanta Paesi. Il Pontefice, in lingua inglese, ha ricordato che sessantasei anni fa una delegazione della stessa organizzazione fu ricevuta da Giovanni XXIII, che con le parole “Sono Giuseppe, vostro fratello” (Gen 45,4) affermò “la nostra comune umanità e la nostra comune ascendenza spirituale in Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe”. Quell’incontro contribuì a preparare la “Nostra aetate”, che “ha aperto un nuovo orizzonte di incontro, rispetto e ospitalità spirituale”. Il Papa ha ricordato che il documento ha ribadito “la verità che apparteniamo a un’unica famiglia umana”, respingendo l’antisemitismo e ogni forma di discriminazione. “Nostra aetate”, ha aggiunto, “ha piantato un seme di speranza” cresciuto fino a diventare “un albero maestoso, capace di offrire riparo e portare i ricchi frutti della comprensione, dell’amicizia, della cooperazione e della pace”. Leone XIV ha concluso elogiando l’impegno dell’organizzazione nell’”assistere i poveri e i bisognosi”, nel “combattere l’odio e l’intolleranza” e nel costruire “un mondo migliore per tutti”.

Terra Santa: con Oasi di Pace da domani bambini di Betlemme in Italia. Sigilli (presidente), “viaggio che apre una breccia nel muro”

Si chiama “Educare alla pace” il progetto che, a partire dal 16 giugno, porterà in Italia, durante tutta l’estate, gruppi di bambini provenienti da Betlemme. Un’iniziativa che, come spiega al Sir Adriana Sigilli, presidente dell’Associazione Oasi di Pace, promotrice dell’iniziativa, “non è un semplice viaggio o scambio culturale, ma un percorso concreto per aprire uno sguardo nuovo sul futuro”. Il 16 giugno i primi bambini partiranno da Betlemme verso Amman e poi Milano, dove saranno accolti tra Lonate Pozzolo e Seregno. Altri gruppi arriveranno nel mese di luglio, ospitati a Legnano e Primaluna. “Per loro sarà una breccia nel muro che troppo spesso li separa dal mondo – racconta Sigilli –. Scopriranno una quotidianità fatta di libertà, serenità e incontro. Ciò che per noi è normale, per loro può cambiare profondamente lo sguardo sul futuro”. Il progetto nasce in un contesto segnato da anni di difficoltà. “Betlemme ha vissuto un lungo periodo di guerra, instabilità e crisi economica. Il muro di separazione e la mancanza di prospettive hanno inciso profondamente sulla vita delle famiglie”, ricorda la presidente. “Molti bambini sono cresciuti conoscendo solo limitazioni, paura e incertezza”. Proprio per questo Oasi di Pace ha continuato a lavorare accanto ai più piccoli: “Nonostante tutto, non abbiamo mai smesso di seminare speranza. Abbiamo sempre creduto nella forza dell’incontro, dell’educazione e della solidarietà. Ogni piccolo gesto può diventare un seme di futuro”. Al centro del progetto ci sono proprio i bambini, protagonisti di un percorso che unisce sport e formazione. “Sono bambini abituati a vivere tra confini, controlli e tensioni, ma vogliono semplicemente giocare. E lo sport diventa per loro un’espressione di libertà”, spiega Sigilli. Attraverso l’attività sportiva imparano “valori fondamentali come il dialogo, il rispetto, la legalità e il gioco di squadra”. Ma soprattutto si misura una sfida più profonda: “Imparare la non violenza mentre intorno cresce la violenza”. Realizzare questo viaggio non è stato semplice. “Quando abbiamo iniziato a progettarlo, molti dicevano che sarebbe stato molto difficile. E lo è stato davvero: documenti, passaporti, la paura delle famiglie e anche la delusione dello scorso anno, quando tutto si fermò a causa della guerra”. Nonostante le difficoltà, “passo dopo passo abbiamo continuato a camminare”. Lo scorso anno, infatti, alcuni bambini non riuscirono a partire a causa dell’escalation del conflitto in Medio Oriente. “Sembrava che tutto dovesse fermarsi ancora una volta. E invece ‘la Speranza’ ha trovato la strada per andare avanti”. Oggi quei bambini “sono pronti a partire portando con sé un messaggio semplice e potente: la pace può nascere anche nei luoghi più feriti, se qualcuno continua a crederci”. Il progetto coinvolge una rete ampia di realtà italiane: famiglie ospitanti, educatori, volontari, associazioni sportive e donatori. “È un cammino condiviso, costruito insieme – sottolinea Sigilli –. Un vero ‘arcobaleno di pace’ che dimostra come ciò che sembra impossibile possa diventare realtà”. Un punto resta centrale: la pace va costruita nella concretezza. “Come ci ricorda san Francesco, bisogna cominciare da ciò che è possibile. La pace non può restare solo un’idea, deve diventare qualcosa di concreto, giorno dopo giorno”. E conclude: “Sono i bambini di Betlemme i veri messaggeri di pace. Con i loro sorrisi e il loro coraggio ci ricordano che il futuro non appartiene ai muri, ma ai ponti che sappiamo costruire insieme. La pace è possibile, se impariamo a tenerci per mano”.

Maturità: Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, da stasera messe di mons. Moscone con benedizione degli studenti che sosterranno l’esame

A partire da oggi, l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Franco Moscone, dedicherà tre serata a studenti e studentesse che, nei prossimi giorni, sosterranno l’esame di maturità.
In programma la celebrazione di tre messe presiedute, tutte alle 20, da mons. Moscone con la benedizione dei maturandi presso la parrocchia San Marco Evangelista in Vico del Gargano (lunedì 15 giugno), il santuario San Michele Arcangelo in Monte Sant’Angelo (martedì 16 giugno) e la parrocchia Santa Maria del Carmine in Manfredonia (mercoledì 17 giugno).

Scuola: Fism Campania, la cultura della salute si costruisce a partire dall’infanzia

Si è conclusa ieri sera a Giungano, nel Cilento, la seconda edizione del “Villaggio dei Bambini e della Salute”, promossa da Fism Campania, Federazione italiana medici pediatrici e Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”. L’evento, con una larga partecipazione di bambini accompagnati da educatori e famiglie, ha trasformato un intero paese che è diventato scenario di conferenze, laboratori, attività ludiche durante i quali è stata ribadita la necessità di “promuovere una cultura della salute a 360 gradi a partire dalla prima infanzia, integrando dimensione pedagogica, prevenzione sanitaria, ricerca scientifica e partecipazione della comunità educante”. Questo, nelle parole di Rosaria De Filitto, presidente Fism Campania, l’intento della rassegna giunta alla sua seconda edizione, che ha sottolineato anche la volontà di valorizzare le relazioni intergenerazionali come risorsa educativa e sociale. Nel corso della giornata si sono susseguiti laboratori e attività gratuite e una tavola rotonda aperta dai saluti del sindaco di Giungano, Giuseppe Orlotti, e dall’introduzione ai lavori di Rosaria De Filitto, presidente Fism Campania. Ad avviare il confronto è stato, in video, Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri, che ha rilanciato: “La scuola non può restare ferma a cinquant’anni fa, è necessario cambiare i programmi. Con un’ora di educazione alimentare a scuola cambierebbero molte cose”. Sono quindi intervenuti Liliane Chatenoud, capo Unità del Dipartimento di Ricerca epidemiologia medica dell’Istituto Mario Negri, che ha illustrato il progetto pilota “NonNi-In – Nonni e nipoti insieme”, i cui risultati saranno presentati in autunno al termine della fase di raccolta dati che ha coinvolto circa 500 bambini e migliaia di genitori e nonni; Giuseppe Ruggiero, vicesegretario provinciale Fimp, che ha approfondito il valore della collaborazione tra famiglie, pediatri e territorio; Gerardo Siano, presidente dell’Associazione Dieta mediterranea di Paestum, che ha evidenziato l’importanza dell’educazione alimentare e dei corretti stili di vita fin dall’infanzia; Luciana Mauro, giornalista e redattrice de “Il Mattino”, nonché autrice della prefazione del libro “La Magica Casa dei Nonni”, che ha riflettuto sul valore educativo della narrazione e del dialogo tra generazioni; infine l’agronoma Rosa Pepe, coautrice del volume “Delia Morinelli. Una vita di tradizioni e resilienza”.

Croce Rossa: oggi il 192° anniversario della fondazione. Valastro (presidente), “assumere con rinnovato vigore la responsabilità del presente e del futuro”

La Croce Rossa italiana celebra oggi il 162° anniversario di fondazione. Dal 1864 – viene sottolineato in un comunicato – l’Associazione non ha mai smesso di essere un faro di speranza, portando soccorso, assistenza e conforto a chiunque si trovi in uno stato di vulnerabilità. È una storia lunga oltre un secolo e mezzo, costruita sull’impegno instancabile di decine di migliaia di volontari che, ogni giorno, operano capillarmente in tutto il Paese e nelle missioni internazionali. In un’epoca segnata da rapidi mutamenti, emergenze climatiche e crisi umanitarie sempre più complesse, la Cri – prosegue il comunicato – riafferma il proprio ruolo di pilastro fondamentale per il tessuto sociale nazionale. L’azione quotidiana dell’Associazione continua a essere guidata, oggi come ieri, dai sette principi fondamentali del Movimento internazionale: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità.
Per Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana, “celebrare 162 anni di storia non significa solo guardare al passato con orgoglio, ma assumersi con rinnovato vigore la responsabilità del presente e del futuro”. “Oggi più che mai, la nostra missione richiede adattabilità, coraggio e un’umanità incondizionata”, prosegue il presidente, per il quale “i nostri volontari sono l’anima pulsante di questa Associazione: donne e uomini che scelgono ogni giorno di non voltarsi dall’altra parte e di dedicare il proprio tempo agli altri. A loro va il mio ringraziamento più profondo”. “Continueremo a essere ‘Ovunque vicini’, affrontando le nuove emergenze globali e le crisi locali con la stessa passione e dedizione che animarono i nostri fondatori”, assicura Valastro. “Il nostro anniversario – aggiunge Debora Diodati, vicepresidente della Croce Rossa italiana – è una festa che appartiene prima di tutto alle comunità. Essere presenti sul territorio significa ascoltare i bisogni spesso silenziosi, supportare le fasce più fragili della popolazione e investire sui giovani, che rappresentano i veri agenti del nostro cambiamento”. “La Croce Rossa – evidenzia Diodati – non interviene solamente nelle grandi emergenze, ma è una preziosa rete quotidiana di protezione sociale, inclusione ed educazione. Il nostro impegno costante è fare in modo che nessuno venga lasciato indietro”.

Haiti: inaugurate da Governo e Onu le prime case di accoglienza per donne e bambine sopravvissute alla violenza

Haiti ha inaugurato le prime case di accoglienza statali per donne e bambine sopravvissute alla violenza, chiamate Case delle Donne. L’iniziativa, guidata dal ministero della Condizione femminile e dei Diritti delle donne, con il sostegno dell’ufficio Onu per le Donne, nasce per rispondere a un contesto d’emergenza in cui i gruppi criminali usano la violenza sessuale come strumento di terrore. Nel 2025 le Nazioni Unite hanno registrato 1.863 casi, con un incremento del 163% rispetto all’anno precedente, e nei primi mesi del 2026 la violenza sessuale ha rappresentato oltre il 70% dei casi totali di violenza di genere segnalati nel Paese.
Marie Goretti Nduwayo, rappresentante di Onu Donne ad Haiti, ha sottolineato l’ambivalenza di questo traguardo dichiarando che l’apertura di queste strutture “costituisce un motivo di speranza, ma anche una dolorosa memoria dei pericoli che affrontano le donne e le bambine in questo Paese”. Nduwayo ha, inoltre, evidenziato come l’impatto psicologico sui soggetti vulnerabili sia devastante, riportando le testimonianze dirette delle vittime che “non riconoscono più le proprie vite”.
Nonostante il calo degli aiuti internazionali, le organizzazioni femminili locali continuano a guidare la risposta umanitaria nei siti di sfollamento. La rappresentante Onu ha concluso ricordando che la popolazione femminile ha dimostrato una resilienza straordinaria, “ma la resilienza da sola non può essere la risposta”, invocando un intervento più deciso della comunità internazionale.

Cile: il card. Chomali scrive alle famiglie, “siete il cuore della vita sociale”. E indica cinque grandi sfide

“La famiglia è un dono di Dio e costituisce un cammino privilegiato per incontrare Gesù”. Con queste convinzioni, il card. Fernando Chomali ha presentato la lettera pastorale “La famiglia, cammino di speranza, un documento in cui affronta la realtà attuale delle famiglie cilene”, segnata dalla fragilità dei legami, dalla solitudine, dall’incertezza economica e dalla perdita di senso. Nel testo, l’arcivescovo di Santiago mette in guardia su fenomeni che preoccupano profondamente la Chiesa, come il calo della natalità, l’aumento dei divorzi e la crescita delle famiglie monoparentali. Tuttavia, lungi dal limitarsi alla diagnosi, invita a guardare alla realtà con speranza e fiducia nel fatto che l’amore continui ad essere capace di trasformare la vita delle persone e della società.
“C’è speranza! La famiglia è il cuore della vita sociale, poiché ogni famiglia è riflesso dell’amore di Dio”, scrive il porporato, sottolineando la testimonianza silenziosa di migliaia di famiglie che sostengono quotidianamente la vita delle loro case, educano i propri figli, si prendono cura degli anziani e costruiscono comunità. Nel corso della lettera, il pastore propone una tabella di marcia basata su cinque grandi sfide: rinnovare la preparazione al matrimonio, promuovere la corresponsabilità tra uomini e donne nell’educazione dei figli, ricostruire reti di sostegno comunitario, accogliere con misericordia chi vive situazioni familiari complesse e generare condizioni sociali che consentano di sviluppare la vocazione familiare.

Russia: verso la nascita di un ecosistema digitale cattolico “in cui tutti possano incontrare la Chiesa universale”

Si sta lavorando nelle diocesi russe a un progetto per un “ecosistema digitale”, “concepito per unificare diverse risorse informative sotto un unico marchio, che insieme possano rappresentare il volto digitale della Chiesa”. Si tratta di un percorso che stanno portando avanti da sei mesi Anna Garanova e Anastasia Bozio, che lo hanno presentato nei giorni scorsi a San Pietroburgo, dove si è svolta la “scuola estiva dei media cattolici” (11-14 giugno), come riferisce il sito dell’arcidiocesi di Mosca e San Pietroburgo. Il cuore dell’ecosistema sarà il portale  che esiste dal 2014, insieme all’app YaKatolik, lanciata nel maggio 2025. Queste due risorse digitali cammineranno insieme, grazie al lavoro di un’ampia rete di volontari e creatori di contenuti. “Unirsi per unire”, il motto del progetto di fusione descritto dalle due webmaster che prevendono di sviluppare un servizio di hosting per foto, video e audio, una biblioteca elettronica e un assistente basato sull’intelligenza artificiale, addestrato su documenti ecclesiastici e rivolto a un pubblico di lingua russa. Questo portale multimediale offrirà anche un feed di notizie, indicazioni su eventi culturali e spirituali, informazioni sulla Chiesa cattolica e sulla fede, un calendario dei santi. Attraverso questo ecosistema potrà crescere anche una vivace “community” in un Paese in cui i cattolici sono ampiamente dispersi geograficamente. Una sfida da affrontare è la formazione di un team di responsabili, “pronti a collaborare per costruire questo vasto tempio digitale in cui tutti possano incontrare la Chiesa universale come Corpo vivente di Cristo”.

Cuba: carenza di ostie nelle diocesi dell’Isola, l’aiuto arriva da San Juan di Porto Rico

L’arcidiocesi di San Juan, a Porto Rico, va in aiuto delle diocesi cubane, dopo aver ricevuto una richiesta dai loro vescovi, i quali avevano segnalato le difficoltà nel produrre le ostie necessarie per le messe, a causa della carenza di farina e delle frequenti interruzioni di corrente che affliggono il Paese.
La richiesta è coincisa con le celebrazioni del Corpus Domini, il che ha reso urgente la necessità di garantire la distribuzione della Santa Comunione ai fedeli. In tale contesto, mons. Roberto González Nieves, arcivescovo di San Juan, ha invitato le comunità parrocchiali a unirsi in uno sforzo di solidarietà, e la generosità di sacerdoti, parrocchie e delle Suore Domenicane di clausura del monastero Madre de Dios, a Manatí, ha permesso di raccogliere circa 300.000 ostie destinate alle diocesi cubane, come gesto di solidarietà tra le Chiese dei Caraibi.
Secondo quanto riferito dall’arcidiocesi di San Juan, le ostie hanno già iniziato ad arrivare a Cuba, dove vengono ricevute personalmente dal card. Juan de la Caridad García Rodríguez. Da parte sua, mons. González Nieves ha espresso la sua gratitudine a tutti coloro che hanno aderito a questa iniziativa e ha sottolineato la generosa risposta delle comunità cattoliche portoricane, parlando di un “segno visibile di comunione” tra le Chiese dei Caraibi e una manifestazione tangibile dell’unità che nasce dall’Eucaristia.

Diocesi: Acireale, consegnati ad Aci Catena i lavori di ripristino e miglioramento sismico della chiesa del SS. Sacramento necessari per intervenire sulla sicurezza strutturale

Un nuovo e significativo passo avanti è stato compiuto sul territorio della diocesi di Acireale nella tutela del patrimonio ecclesiastico colpito dal sisma del 26 dicembre 2018. Nei giorni scorsi, infatti, nei locali della chiesa Madre di Aci Catena, sono stati ufficialmente consegnati i lavori di ripristino e miglioramento sismico della chiesa del Santissimo Sacramento, intervento finanziato con i fondi del Commissario straordinario per la ricostruzione per un importo complessivo di 300mila euro. L’opera – viene spiegato in un comunicato – consentirà di intervenire sulla sicurezza strutturale dell’edificio sacro, garantendo la conservazione di un bene di particolare valore storico e religioso per la collettività.
Alla consegna dei lavori erano presenti il parroco don Carmelo Sciuto, il direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, don Angelo Milone, la sindaca di Aci Catena, Margherita Ferro, insieme ai tecnici impegnati nella progettazione e all’avvio dell’intervento. “Questo è un momento importante per la nostra comunità – ha dichiarato don Sciuto – perché vede partire un intervento che non riguarda soltanto la struttura materiale della chiesa, ma la custodia di un luogo importante per tanti fedeli”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Commissario straordinario per la ricostruzione Salvatore Scalia, per l’attenzione dimostrata nel rendere disponibili le risorse necessarie a finanziare l’intervento, consentendo così di avviare il recupero della chiesa. L’architetto Vincenzo Lauria, responsabile del progetto, ha evidenziato il valore tecnico dell’intervento: “Si tratta di lavori che permetteranno di migliorare significativamente la risposta sismica dell’edificio, intervenendo nel rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche della chiesa e assicurando maggiore sicurezza e conservazione nel tempo”.
Una volta restituita alla piena fruizione dei fedeli, la chiesa, sede della Confraternita del SS. Sacramento, sarà destinata ogni giovedì all’adorazione eucaristica, diventando un luogo stabile di preghiera, raccoglimento e incontro con il Signore per la comunità parrocchiale.

Minori vittime di reato: apre a Roma il primo sportello, oggi inaugurazione alla Lumsa

Apre a Roma il primo sportello per i minori vittime di reato. L’inaugurazione si terrà lunedì 15 giugno alle 12 nella sala Pia dell’Università Lumsa a Roma. Realizzato dall’Università Lumsa in accordo con il Garante per dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio, in collaborazione con l’Asl Roma1, l’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’assessorato ai Servizi sociali di Roma Capitale, lo sportello sarà il primo nel territorio di Roma e provincia ed è stato pensato come punto di riferimento per gli adulti che si trovano di fronte alla sofferenza di un minore vittima, o possibile vittima, di reato. Nella stessa giornata prenderà avvio anche il corso di formazione per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati, promosso nell’ambito della collaborazione tra la Garante regionale e l’Università Lumsa. Saranno presenti: Francesco Bonini, rettore Università Lumsa; Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio; Monica Sansoni, Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio; Letizia Caso, professoressa di Psicologia sociale alla Lumsa e responsabile del progetto; Domenica Sposato, area di Staff Direzione Asl Roma1;  Paola Medde, presidente dell’Ordine degli psicologi del Lazio; Giovanni Impagliazzo, responsabile tecnico procedure Assessorato Politiche sociali di Roma Capitale.

Diocesi: mons. Giulietti (Lucca), “il sacerdozio è un ministero che appartiene a ciascuno”

La Chiesa di Lucca ha festeggiato ieri la consacrazione presbiterale di due nuovi sacerdoti: don Emanuele Martinelli (35 anni, laureato in Fisica) e don Samuele Ghiselli (26 anni, studente di Psicologia). La celebrazione è stata presieduta nella cattedrale di San Martino dall’arcivescovo Paolo Giulietti, alla presenza del clero, non solo diocesano, e di centinaia di fedeli. Entrambi i novelli sacerdoti sono cresciuti nella comunità di Santa Rita a Viareggio per poi formarsi, dal 2020, nel Seminario interdiocesano “Santa Caterina” di Pisa. Nei giorni immediatamente precedenti l’ordinazione, hanno vissuto un ritiro spirituale al santuario della Verna. Accanto a loro, in cattedrale, erano presenti i familiari e, con loro, anche l’équipe del Seminario e i rappresentanti delle parrocchie dove hanno svolto il loro servizio in questi anni.
Durante l’omelia, mons. Giulietti, commentando le letture proposte dalla liturgia, ha ricordato ai due nuovi presbiteri come “tutto il popolo di Dio sia operaio della messe”. L’arcivescovo ha evidenziato come spesso si tenda a delegare questo compito a preti, diaconi o religiosi, ricordando invece che si tratta di una chiamata universale. Rivolgendosi poi direttamente ai novelli sacerdoti, ha aggiunto: “Ci sono alcuni chiamati a servizio di questa missione con una speciale partecipazione alla missione stessa di Gesù, ma questo serve ad aiutare tutti i fratelli a compiere un ministero che appartiene a ciascuno”. “Non vergognatevi di vivere diversamente, ma non dimenticate mai che questo è un dono non per voi stessi, ma per la crescita di tutti”, l’esortazione conclusiva dell’arcivescovo.

Irlanda: mons. Eamon Martin (presidente vescovi), “il razzismo è un grave peccato e i cristiani devono combatterlo”

“Vorrei essere molto chiaro oggi: il razzismo è un peccato grave e i cristiani come noi devono opporsi con fermezza ad esso”. Lo ha detto ieri mons. Eamon Martin, arcivescovo di Armagh e presidente della Conferenza episcopale irlandese, nell’omelia pronunciata alla “Messa internazionale” celebrata nella parrocchia di Lurgan. Alla luce delle violenze e alla caccia anti-migrante che hanno messo a fuoco nella scorsa settimana la città di Belfast, mons. Martin ha ricordato quanto i vescovi hanno affermato di recente: “Anche se una folla grida slogan razzisti, noi difendiamo la verità che l’amore di Dio non è limitato a chi possiede un passaporto specifico: siamo tutti uguali ai suoi occhi”. Il razzismo “cerca di dividere e di sfruttare le ansie diffondendo la paura, spesso attraverso la disinformazione”.
“La messa di questa mattina – ha detto l’arcivescovo – è un’opportunità per pregare insieme dopo una settimana così traumatica. A nome delle tante persone oneste che vivono nelle nostre comunità, desidero esprimere il nostro shock e il nostro orrore per l’odio e la violenza che si sono manifestati nelle nostre strade contro amici e vicini che sono venuti da tutto il mondo per vivere, lavorare e pregare tra noi qui in Irlanda”.
Mons. Martin ha ricordato che nella storia recente, anche il popolo irlandese è stato un popolo di emigranti. “Ancora oggi, molti dei nostri giovani di talento lasciano l’isola per acquisire nuove competenze ed esperienze”. “Ora sentiamo voci arrabbiate e piene di odio, soprattutto sui social media, che ci invitano a ‘chiudere i nostri confini e i nostri cuori ai nuovi arrivati’. Ironicamente, questo ci ricorda quanto, in alcuni momenti bui, anche i nostri emigranti irlandesi all’estero fossero sospettati e ingiustamente presi di mira”.
Nella sua omelia, mons. Martin ha citato anche le parole pronunciate da Papa Leone alle isole Canarie sull’integrazione dei migranti come responsabilità condivisa, fondata sulla dignità umana, sull’accoglienza e sulla partecipazione. “In Cristo, non siamo contrapposti gli uni agli altri”, ha aggiunto l’arcivescovo irlandese. “Siamo invitati a costruire insieme una casa e una comunità, ad imparare gli uni dagli altri, a costruire e condividere la vita della comunità locale e a lasciare che lo Spirito Santo ci formi in un solo corpo, ricco di molti doni”.

Accordo Stati Uniti-Iran: dichiarazione Italia, Regno Unito, Francia e Germania. “Opportunità per stabilità regionale ed economia globale”

“Accogliamo con grande favore l’annuncio del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. Ci congratuliamo con gli Stati Uniti, il governo iraniano e tutti i soggetti coinvolti, inclusi Pakistan, Qatar e tutti gli altri mediatori, per questa svolta diplomatica”. Una dichiarazione congiunta dei leader di Italia, Regno Unito, Francia e Germania è stata diffusa dopo la notizia dell’accordo Usa-Iran. “Questo è un momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l’economia globale. È ora fondamentale che i negoziati dettagliati si concludano e che questo accordo venga attuato rapidamente e in modo completo. Siamo pronti a sostenere questo sforzo”. I 4 leader proseguono: “L’urgente riapertura dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni è essenziale. Ci impegniamo a fare la nostra parte per raggiungere questo obiettivo, in conformità con i nostri rispettivi obblighi costituzionali, anche attraverso una missione strettamente difensiva e indipendente per rassicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento”. L’Iran, prosegue il testo, “non deve mai acquisire un’arma nucleare. Siamo pronti a collaborare con gli Stati Uniti, l’Iran e l’Aiea a tal fine. Siamo pronti a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a passi chiari e verificabili da parte dell’Iran sul suo programma nucleare. Lavoreremo intensamente con gli Stati Uniti, l’Iran e i partner regionali per cogliere questa opportunità, mantenere lo slancio e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine. Ribadiamo inoltre il nostro pieno sostegno alla stabilità, alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano e l’importanza di un cessate il fuoco efficace”.

Electrolux: Psl Concordia-Pordenone, “al fianco dei lavoratori anche nel corteo del 18 giugno”

La Commissione diocesana di Pastorale sociale e del lavoro di Concordia-Pordenone “continua a seguire con profonda apprensione l’evolversi della vicenda dello stabilimento Electrolux di Porcia. Richiamandosi al comunicato congiunto diffuso un mese fa insieme alla Pastorale della vicina diocesi di Vittorio Veneto e firmato dai rispettivi vescovi, mons. Giuseppe Pellegrini e mons. Riccardo Battocchio, l’Ufficio diocesano ribadisce la sua totale vicinanza alle maestranze”. È quanto si legge in un comunicato stampa diffuso dalla diocesi, nel quale si sottolinea che il vescovo Pellegrini segue la vicenda dal Marocco dove è in visita ad una missione ed rinnova con speranza la sua vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie.
“Il lavoro – osserva la Commissione – non può in alcun modo essere ridotto a una mera variante di bilancio. Non ci si può arrendere all’idea che le decisioni di pochi continuino a generare ansia e precarietà per tantissimi lavoratori e per le loro famiglie. L’essenza del lavoro umano è, al contrario, quella di un’azione collettiva generativa: costruire la società civile e il bene comune è un dovere che impegna tutti, ma questo processo deve essere rigorosamente garantito dalla tutela dei diritti fondamentali e, in primo luogo, dal riconoscimento della dignità della persona che lavora, la quale è ben più di un semplice numero”. La Pastorale sociale rilancia e fa proprie le forti parole che il vescovo Pellegrini ha pronunciato direttamente nel piazzale dell’Electrolux di fronte alle centinaia di lavoratori riuniti in assemblea: “Sono qui come cittadino, come fratello, come pastore di una comunità cristiana che non vi lascia soli. Con me c’è la Diocesi attraverso la Pastorale Sociale. Il lavoro è fondamentale per mantenere le famiglie e per dare dignità alla persona. Perciò manifesto oggi qui solidarietà e amicizia a voi lavoratori e ai vostri cari. Lottando insieme con voi, se necessario, perché la Chiesa è chiamata a essere vicina e a salvaguardare la dignità della persona. Vi accompagneremo e cammineremo assieme”. “Coerentemente con questo mandato e con l’impegno profuso sul territorio, la Pastorale Sociale – che ha già sottoscritto, insieme ai sindaci e ai sindacati del territorio pordenonese, la lettera istituzionale congiunta per chiedere il ritiro immediato del piano di licenziamenti – comunica che sarà fisicamente al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie anche in occasione del corteo in programma il prossimo 18 giugno”, conclude il comunicato.

Don Nazareno Lanciotti: card. Braz de Aviz, “testimonianza autorevole di vita cristiana per tutta la Chiesa e per l’intera umanità”

“La nostra presenza qui oggi vuole essere una lieta risposta di adorazione e di gratitudine al Signore, che è vivo in mezzo a noi e continua a indicarci i sentieri di luce che nascono dal Vangelo quando noi, discepoli di Gesù, decidiamo di mettere in pratica i suoi insegnamenti, credendo con fede al suo immenso amore per noi. Egli, infatti, ci ha amati così tanto da soffrire per noi la passione, morire e risorgere, e ora ci guida con la forza dello Spirito Santo in questa valle di lacrime, mentre attendiamo il suo ritorno alla fine dei tempi”. Lo ha detto sabato a Jauru, nella diocesi di São Luiz de Cáceres in Brasile, il card. João Braz de Aviz, perfetto emerito del Dicastero per la vita consacrata, in occasione della beatificazione del sacerdote italiano, don Nazareno Lanciotti, morto il 22 febbraio 2001, a 61 anni, dopo essere stato ferito a morte da un gruppo armato. La comunità di Jauru e la Chiesa del Regionale dei vescovi, sono “depositarie di questa eredità di santità e di testimonianza umano-divina lasciata dal beato presbitero e martire padre Nazareno Lanciotti. Egli è ormai una testimonianza autorevole di vita cristiana per tutta la Chiesa e per l’intera umanità”, ha aggiunto il porporato richiamando la vita missionaria del sacerdote “sostenuta dalla Santissima Eucaristia e dal profondo amore per la Vergine Maria. Da qui nasceva la sua forza interiore, alimentata dal Vangelo, che lo spinse a dedicarsi al servizio dei più poveri e alla lotta contro le diverse forme di ingiustizia e di oppressione, come lo sfruttamento dei minori, la prostituzione infantile e il traffico di droga nella regione di confine tra il Brasile e la Bolivia”. La sua figura “luminosa” rappresenta “per noi un eloquente stimolo a ravvivare i valori del Vangelo, che ricreano gli autentici valori umani in questo momento della storia, nel quale la cultura dominante tende a sminuirli completamente in nome di un progresso tecnologico certamente necessario, ma che rischia di generare nuove forme di schiavitù e un mare di sofferenze per gran parte dell’umanità, come dimostrano le guerre in corso. Papa Leone ci invita oggi a lavorare per una grande unità e comunione nella Chiesa e per una pace autentica nel mondo, privilegiando in ogni ambito della vita umana la via del dialogo, dell’ascolto e della giustizia”. Don Lanciotti, dice il postulatore della causa, don Enzo Gabrieli, era “un uomo guidato da un desiderio radicale di totalità, che si è manifestato fin dalla giovinezza. Nato a Roma il 3 marzo 1940 era cresciuto a Subiaco, dove la famiglia era sfollata a causa della guerra. Proprio nel Seminario abbaziale di Santa Scolastica è nata la sua vocazione. I testimoni dell’epoca ricordano un episodio emblematico: mentre giocava a pallone, indicando una statuina di Lourdes, disse ai compagni: ‘O santo o niente’”.

Estate ragazzi: Crema, il vescovo Gianotti in visita ai Grest della diocesi

A partire da oggi, lunedì 15 giugno, il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, farà visita ai Grest organizzati in diocesi e dedicati, quest’anno, al tema “Bella Fra!” in occasione dell’ottavo centenario dalla morte di san Francesco d’Assisi: L’esperienza proposta a bambini e adolescenti è quella di conoscere più da vicino la figura del Poverello, attraverso quattro dimensioni: sogno, fraternità, pace e lode.
Questa mattina mons. Gianotti incontra i partecipanti del Gresta San Bartolomeo, per la unità pastorale San Giacomo-San Bartolomeo. Domani sarà a Montodine (ore 9), giovedì a Ombriano (ore 9), venerdì a Ripalta Nuova per la unità pastorale B. Alfredo Cremonesi (ore 11.45), il 20 giugno, infine, nella unità pastorale San Francesco (ore 11.30). Mercoledì 1° luglio è previsto ad Antegnate l’incontro dei Grest della diocesi in piscina (11.45).

Ucraina: in fiamme la cattedrale della Dormizione, patrimonio dell’Unesco e “uno dei luoghi più sacri del Paese”. Metropolita Epifanio, “ennesimo crimine russo contro l’umanità”

A seguito del massiccio attacco russo su Kiev questa notte, è scoppiato un incendio nella cattedrale della Dormizione, parte del monastero delle grotte di Kiev, conosciuto anche come Pečerska Lavra. Secondo quanto riporta il Servizio di Emergenza statale su Facebook il fuoco ha incendiato il tetto su un’area di circa 800 metri quadri. Anche l’edificio del Complesso nazionale culturale, artistico e museale ha preso fuoco su un’area di 1.000 metri quadri. L’incendio è avvenuto a causa di un attacco diretto. I danni sono significativi. I soccorritori e tutti i servizi cittadini stanno lavorando sul campo. Grazie all’intervento del clero, dei dipendenti e dei servizi si è riusciti a far evacuare dal santuario oggetti liturgici e icone antiche, di valore non solo ecclesiastico ma anche nazionale e universale.
“A causa del bombardamento russo in corso – scrive sul suo profilo X il metropolita Epifanio, capo spirituale della Chiesa ortodossa ucraina che si è separata dalla giurisdizione del Patriarcato di Mosca – il tetto di uno dei luoghi più sacri del mondo cristiano, la cattedrale dell’Assunzione del monastero delle Grotte di Kiev è in fiamme. Chiediamo preghiere per il salvataggio del santuario dalla distruzione. Si tratta dell’ennesimo crimine russo contro l’umanità, contro la storia, contro il cristianesimo Cosa deve ancora fare l’anticristo del Cremlino affinché il mondo comprenda che è necessario agire con decisione affinché il terrore russo contro l’Ucraina e gli stessi principi di pace, cessi?”.
Il monastero delle Grotte di Kiev è stato fondato nel 1051 dai monaci Antonio e Teodosio. Diventato un luogo di culto sempre più importante nel Medioevo, ospita la residenza del metropolita di Kiev, la guida spirituale della Chiesa ortodossa ucraina. Nel 1990, insieme alla cattedrale di Santa Sofia, il complesso è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Dal 15 settembre 2023 il sito è stato iscritto nella Lista dei patrimoni dell’umanità in pericolo a causa della minaccia determinata dall’invasione russa dell’Ucraina. A seguito dell’aggressione russa su vasta scala, alla Chiesa ortodossa ucraina legata al Patriarcato di Mosca è stato ordinato di lasciare la chiesa entro il 29 marzo 2023.

Sant’Antonio di Padova: fra’ Ramina (rettore basilica), “richiama a sé persone di culture diverse e costruisce un popolo di comunione”

“La basilica è gremita di tante persone che vengono qui e che affidano a Sant’Antonio, sia i motivi di grazia, sia richieste di preghiere, ma tante persone vengono qui anche per amicizia. Ecco, io ho colto un gran bisogno di ‘fare corpo’, di ‘fare famiglia’, di ‘fare comunità’. Credo che uno dei più grandi segni prodigiosi di sant’Antonio sia proprio questo: richiamare a sé persone di culture diverse e costruire un popolo di comunione”. Lo ha affermato ieri padre Antonio Ramina, rettore della Basilica del Santo, all’indomani della Festa di Sant’Antonio di Padova, commentando l’afflusso di fedeli che, anche di domenica, hanno reso omaggio al santo.
Sabato la Cappella del Tesoro all’ora di chiusura, intorno alle 21.30 circa, ha registrato 9.424 passaggi. Ieri alle 12 sono stati conteggiati oltre 1.300 passaggi sulla tomba e davanti alle Insigni reliquie.
Come viene sottolineato in un comunicato, in Basilica si ritrovano culture diverse per fare comunione: da circa una decina d’anni secondo la tradizione, nella domenica dopo la solennità di Sant’Antonio giungono a salutare il santo anche gli eritrei. Ieri hanno celebrato una liturgia alle 12.15: “Ho accompagnato il gruppo dei pellegrini di origine eritrea che hanno come tradizione quello di venire in questa basilica e celebrare la messa, ascoltare la messa, unirsi al popolo per la devozione al Grande Santo – ha raccontato padre Protasio Delfini, frate cappuccino, missionario in Eritrea, presente momentaneamente in Italia, a Milano –. Sant’Antonio è grande non solo qui a Padova ma a livello mondiale. Egli è tanto seguito in Eritrea, dove c’è una chiesa in cui la gente arriva tutti i martedì dell’anno. Adesso che siamo qui, è come tirare le conclusioni per un pellegrinaggio che è durato tutto l’anno, e speriamo che Sant’Antonio sia generoso verso tutti”.

Accordo Stati Uniti-Iran: Meloni, “occasione di pace che va colta, l’Italia è pronta a sostenere il processo diplomatico”

“Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un’occasione di pace che va colta: l’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, a seguito della conclusione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran. “I principi – precisa la premier – sono chiari: l’Iran non può dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz”. “È necessario, infine, che le ostilità cessino anche in Libano, dove l’Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese”.

Accordo Stati Uniti-Iran: von der Leyen, “apre la strada a negoziati su pace e sicurezza in Medio Oriente”. Silenzio su responsabilità e vittime

“Accolgo con favore l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, frutto di continui sforzi diplomatici da parte di diversi partner”. Lo dichiara la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a proposito della conclusione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran. “La priorità ora è la sua rapida e completa attuazione da parte di tutte le parti. Questo accordo dovrebbe consentire l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz. La libertà di navigazione deve essere ripristinata senza pedaggi. Questo è essenziale per la stabilità regionale e per l’economia globale. Apre la strada a negoziati più ampi sulla pace e la sicurezza in Medio Oriente. E dovrebbe porre fine ai programmi nucleari e balistici dell’Iran e alle sue attività destabilizzanti nella regione”. Von der Leyen sottolinea poi come “non può esserci pace in Medio Oriente finché il Libano è in fiamme”. Quindi “ancora una volta l’Europa invita tutte le parti a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Libano e ad attuare un vero cessate il fuoco. A Evian, i leader del G7 incontreranno i partner del Golfo e del Medio Oriente in generale. L’Europa è pronta a fare la sua parte. Questa crisi offre anche una chiara lezione”, sostiene: “La dipendenza energetica è stata strumentalizzata. Dobbiamo diversificare le nostre rotte di approvvigionamento e sviluppare corridoi di esportazione alternativi per ridurre la dipendenza dal collo di bottiglia di Hormuz. Discuteremo di questo e di altro a Evian”. Non una parola sul perché del conflitto tra Usa e Iran, sulle rispettive responsabilità, su quelle di Israele circa l’attacco al Libano e, soprattutto, sulle vittime di questi conflitti.

Medio Oriente: p. Fusarelli (Ofm), “non vogliamo restare neutrali, ma essere costruttori di pace, operatori di giustizia”

“Non possiamo e non vogliamo restare neutrali, ma essere costruttori di pace, operatori di giustizia, capaci di denunciare il male da qualunque parte venga. Nessuna ragione politica, religiosa, strategica o militare può giustificare la negazione della dignità inviolabile di ogni persona umana, senza eccezioni”. È questo il cuore del messaggio, intitolato “Per amore di Sion non tacerò”, di padre Massimo Fusarelli, ministro generale dell’Ordine dei frati minori, nel quale interviene sulla guerra in Medio Oriente, denunciando le violenze e richiamando la responsabilità di tutti di non tacere di fronte al dolore dei popoli. Nel testo, Fusarelli ricordando la presenza plurisecolare dei frati in Medio Oriente (da Israele alla Palestina, dalla Giordania e dal Libano alla Siria), ribadisce la scelta di una presenza concreta accanto alle vittime: “Scegliamo di restare, anche quando la nostra presenza potrà sembrare non più gradita. Scegliamo di restare con l’umiltà dei piccoli e con la franchezza di chi ha imparato da Gesù di Nazareth a dare a Dio ciò che è di Dio e a Cesare ciò che è di Cesare. Non vogliamo restare neutrali neppure noi che non viviamo in Terra Santa, ma che l’amiamo e la facciamo conoscere nel mondo come terra di pace. Impariamo da tanti fratelli e sorelle che, con i passi della pace e della riconciliazione, calcano terre imbevute del sangue dei piccoli, dove risuona la tracotanza dei pochi prepotenti che pretendono di governare il mondo, sfidando l’unico potere: quello dell’amore di Dio onnipotente e misericordioso, che vuole la pace e la felicità di tutti i suoi figli”. Il ministro generale richiama anche la necessità di un impegno concreto, oltre le parole: “Non vogliamo soltanto richiamare genericamente la pace, ma chiamare per nome ciò che la impedisce e può perfino renderla impossibile. Vogliamo porre parole e gesti di pace, prendere posizione restando accanto a chi soffre – di qualunque parte sia – alzando la voce perché i piccoli non siano vittime della prepotenza dei superbi. Frate Francesco ci ha mandati nel mondo con una parola semplice: il Signore ti dia pace! Vogliamo continuare a gridarla e a realizzarla con la vita e con l’annuncio, insieme a donne e uomini di buona volontà. Oggi la pace non può essere soltanto un augurio. Deve diventare una scelta, una responsabilità, una presa di posizione a favore della vita di ogni persona e contro tutto ciò che la umilia e la distrugge. Impegniamoci, ciascuno secondo la propria responsabilità, a trasformare questa scelta in gesti concreti”.

Leone XIV: per Giornata mondiale dei poveri, “la Chiesa cammina povera con i poveri”

“Verso i poveri Dio mostra predilezione: prima di tutto a loro è rivolta la parola di speranza e di liberazione del Signore e, perciò, pur nella condizione di povertà o debolezza, nessuno deve sentirsi più abbandonato. E la Chiesa, se vuole essere di Cristo, dev’essere Chiesa delle Beatitudini, Chiesa che fa spazio ai piccoli e cammina povera con i poveri, luogo in cui i poveri hanno un posto privilegiato”. È quanto si legge nel Messaggio di Papa Leone XIV per la X Giornata mondiale dei poveri, dove il Pontefice cita la propria esortazione apostolica . Leone XIV chiede ai cristiani di non “distinguere tra chi assiste e chi è assistito, tra chi sembra dare e chi sembra ricevere, tra chi appare povero e chi sente di offrire tempo, competenze, aiuto”, perché “siamo la Chiesa del Signore, una Chiesa di poveri, tutti preziosi, tutti soggetti, ognuno portatore di una Parola singolare di Dio. Ognuno è un dono per gli altri”. Il Papa richiama anche il commento di Sant’Agostino alla parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro: “Ci ha taciuto il nome del ricco e ci ha detto il nome del povero. Il nome del ricco andava di bocca in bocca, ma Dio l’ha taciuto”. Leone XIV evoca infine l’esempio di San Francesco d’Assisi, che giunto a Roma “si tolse i propri abiti e li scambiò coi vestiti stracciati di uno” dei mendicanti, “trascorrendo l’intera giornata in mezzo ai poveri con gioia di spirito”.

Leone XIV: per Giornata mondiale dei poveri, “il grido di giustizia spento da tecniche sempre più subdole”

“Il grido di giustizia dei poveri oggi viene spento con molteplici tecniche, sempre più subdole, fino a rendere afono ogni loro sforzo di fare udire le proprie richieste”. Lo afferma Papa Leone XIV nel Messaggio per la X Giornata mondiale dei poveri, che si celebrerà domenica 15 novembre, pubblicato ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede. Il testo, firmato il 13 giugno, memoria di Sant’Antonio di Padova, porta il titolo “Il Signore è il rifugio del povero” (cfr Sal 14,6). Il Pontefice denuncia che “l’ambiente digitale radicalizza il pregiudizio nei loro riguardi e accresce la cortina di indifferenza che circonda le loro cause”. Leone XIV richiama il Salmo 14: “Lo stolto pensa: ‘Dio non c’è’. Sono corrotti, fanno cose abominevoli: non c’è chi agisca bene”. Per il Papa, l’assenza di Dio pone le persone “non più una accanto all’altra nel rispetto reciproco, ma una sopra l’altra nel segno del dominio e della sopraffazione”, esibendo “una dissacrante logica di prevaricazione e di scarto che emargina e umilia”. Il Pontefice ricorda che Cristo è il rifugio concreto per i poveri: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Leone XIV identifica i poveri dei nostri giorni come “i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane”, e indica la via: “la condivisione come espressione del Regno di Dio”.

Leone XIV: vicinanza alle Filippine colpite dal terremoto, “prego per i defunti e i feriti”

“Prego per i defunti e i loro familiari, per i feriti e per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità”. Lo ha affermato Papa Leone XIV dopo l’Angelus di ieri, in piazza San Pietro, esprimendo la propria vicinanza alle popolazioni delle Filippine colpite da un forte terremoto.

Leone XIV: dopo Angelus, ricorda i nuovi beati martiri e ringrazia la Spagna per l’accoglienza

“Esprimo anzitutto la mia gratitudine al Signore per il Viaggio apostolico che mi ha concesso di compiere in Spagna”. Così Papa Leone XIV dopo l’Angelus di ieri, in piazza San Pietro, ringraziando “il popolo spagnolo che mi ha accolto con grande entusiasmo e devozione” e, in modo speciale, il Re, i vescovi, le comunità visitate e l’intera Chiesa di Spagna. Leone XIV ha quindi ricordato i nuovi beati: i sacerdoti diocesani moravi Venceslao Drbola e Giovanni Bula, i salesiani polacchi Giovanni Świerc e otto compagni, tutti “vittime delle persecuzioni di regimi totalitari a motivo della loro fedeltà a Cristo”. Il Pontefice ha menzionato anche la beatificazione avvenuta sabato nel Mato Grosso, in Brasile, di Nazareno Lanciotti, “sacerdote romano missionario, anch’egli martire, perché in nome del Vangelo difendeva i più poveri”. “L’esempio e l’intercessione di questi coraggiosi testimoni – ha auspicato il Papa – sostengano la missione dei presbiteri e di tutta la Chiesa”.

Leone XIV: Angelus, Gesù “vede le ferite delle guerre e il vuoto del consumismo”

“Fattosi nostro fratello, il Figlio di Dio guarda la gente, guarda l’umanità: vede l’oppressione che schiaccia e la violenza che toglie la forza. Vede le ferite delle guerre e il vuoto del consumismo. Vede volti ridotti a maschere, famiglie spezzate dal male e giovani illusi da falsi ideali. Gesù vede e ama”. Lo ha detto Papa Leone XIV all’Angelus di ieri, in piazza San Pietro. Il Pontefice ha meditato sul Vangelo di Matteo, soffermandosi sullo sguardo compassionevole di Cristo sulle folle: “la sua compassione esprime non solo vicinanza fraterna, ma volontà di redenzione”. Leone XIV ha ricordato che Cristo, “come buon pastore”, si dedica a tutti e, “come signore della messe, manda operai nel campo del mondo”. Il compito di questi operai è preciso: “dare il conforto di Dio a chi soffre: portare carità dove c’è miseria, speranza dove c’è afflizione, fede dove c’è sfiducia”. Il Papa ha poi richiamato i nomi dei dodici apostoli citati dal Vangelo, da Simone detto Pietro, “il primo”, a Giuda Iscariota, “l’ultimo”, a ricordare “che si può seguire Gesù e tradirlo, ma il Vangelo rimane per tutti parola viva e vera”. La Buona Notizia, ha aggiunto il Pontefice, “è identica, sempre giovane, fresca e liberante: ‘Il Regno dei cieli è vicino’”. Leone XIV ha concluso ricordando che “il compito di evangelizzare nasce dal dono di Dio che in Cristo diventa perdono per il mondo, servizio a chi è più piccolo e povero, impegno per la giustizia”.

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