Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, giovedì 18 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Consiglio Ue: Kallas, “intesa Usa-Iran buona base per la de-escalation”. Zelensky: “Spingiamo Putin al dialogo”
(Bruxelles) Medio Oriente e Ucraina in primo piano al vertice del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Al suo arrivo, l’Alto rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, ha sottolineato come la firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran rappresenti “una buona base” per la de-escalation e per la riapertura dello Stretto di Hormuz, pur restando aperti numerosi dossier complessi, a cominciare dal nucleare. Bruxelles mantiene un sistema articolato di sanzioni verso Teheran – dai diritti umani fino alla libertà di navigazione – la cui eventuale revisione dipenderà dagli sviluppi dei negoziati, ha spiegato Kallas. Forte preoccupazione anche per il Libano, dove l’Ue sostiene le forze armate regolari per garantire stabilità e favorire il disarmo di Hezbollah, mentre sono in corso riflessioni sul futuro della missione Unifil. Sul conflitto a Gaza, l’Alto rappresentante ha poi ribadito il sostegno alla soluzione a due Stati e la necessità di garantire l’accesso degli aiuti umanitari, denunciando l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania.
Sul fronte dell’Ucraina, il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha accolto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando di una settimana storica: “Lunedì abbiamo aperto formalmente i negoziati sul primo cluster, un passo molto importante verso l’adesione”, ha detto, ricordando anche la dichiarazione congiunta del G7 che sancisce “un sostegno forte e unitario” a Kiev. Sulla stessa linea la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha parlato di “grande passo avanti” sottolineando i progressi di Kiev sul campo e nel percorso di riforme. “Quando l’Ucraina realizza i suoi impegni, anche noi dobbiamo fare la nostra parte”, ha detto, auspicando l’apertura di nuovi cluster negoziali già nei prossimi mesi. Infine, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di “un grande momento” per il Paese, ringraziando i leader europei per l’unità dimostrata sull’apertura del primo cluster: “È importante essere forti e spingere Putin al dialogo, al cessate il fuoco e alla fine della guerra”.
Il Consiglio, dopo l’intervento introduttivo della presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola, prosegue con la cena di lavoro. Il summit proseguirà poi domani.
Migranti: Impagliazzo (Com. Sant’Egidio) a veglia di preghiera vittime delle rotte verso l’Europa, “fare un esame di coscienza”
“La preghiera Morire di speranza è un momento per fermarsi e fare un esame di coscienza, come ha chiesto Papa Leone alle Canarie”. Con queste parole il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, è intervenuto alla veglia “Morire di speranza”, celebrata oggi nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma e promossa insieme a numerose associazioni impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti. Durante l’iniziativa sono stati ricordati i circa 77mila migranti morti dal 1990 a oggi lungo le rotte del Mediterraneo e via terra verso l’Europa. Alla presenza di rifugiati, operatori e volontari, sono stati letti i nomi di alcune delle vittime dell’ultimo anno, accompagnati dall’accensione di candele e da canti eseguiti dagli stessi rifugiati. Secondo i dati richiamati durante la veglia, nei primi mesi del 2026 le vittime delle traversate sono state 1.681, delle quali il 28,8% donne e bambini. Impagliazzo ha chiesto un “esame di coscienza per noi europei, che abbiamo chiuso molte delle nostre frontiere”, rilanciando la proposta di adottare su scala europea i corridoi umanitari per favorire ingressi sicuri e legali. Nell’omelia, mons. Marco Gnavi ha ricordato l’appello di Papa Leone XIV a riconoscere “il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata”, ma anche “il diritto di non dover migrare”. “Per ogni donna, uomo, anziano o giovane in cerca di salvezza – ha affermato – continueremo a lottare perché si aprano e si allarghino vie legali di accesso all’Europa”. La veglia sarà celebrata nei prossimi giorni anche in altre città italiane ed europee.
Ue: Bruxelles, incontro degli “Amici della coesione” sul prossimo Quadro finanziario pluriennale. “Affrontare nuove sfide strategiche senza penalizzare le politiche previste dai Trattati”
A margine del Consiglio europeo che si riunisce a Bruxelles, il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e il presidente della Romania, Nicușor Dan, hanno promosso una riunione informale dei Capi di Stato e di Governo degli Stati membri del gruppo “Amici della coesione” (Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Ungheria) per rafforzare il coordinamento politico sul prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, in una fase cruciale della trattativa che definirà le priorità strategiche e l’architettura del futuro bilancio europeo. Ne dà notizia Palazzo Chigi spiegando che “nel corso dell’incontro, i leader hanno riaffermato la forte convergenza che ha caratterizzato il lavoro comune avviato nel dicembre 2025 e culminato nella dichiarazione presentata al Consiglio ‘Affari generali’ del 26 maggio. È stata ribadita la convinzione condivisa che il futuro bilancio dell’Unione debba consentire di affrontare le nuove sfide strategiche senza penalizzare le politiche previste dai Trattati, a partire dalla politica di coesione, dalla Politica agricola comune e dalla Politica comune della pesca”. “I partecipanti hanno sottolineato come tali politiche rappresentino investimenti essenziali per il futuro dell’Europa, in grado di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale, la sicurezza alimentare, la competitività e la resilienza delle comunità europee”, prosegue la nota, nella quale si sottolinea che “i leader hanno infine confermato la comune determinazione a mantenere una posizione unitaria nel negoziato e a proseguire un’azione coordinata anche a livello politico, assicurando continuità, visibilità ed efficacia all’azione del gruppo in tutte le fasi della trattativa sul prossimo Quadro finanziario pluriennale”.
Giornata contro i discorsi d’odio: Onu, servono dialogo, educazione e alleanze per fermare diffusione odio
In occasione della Giornata internazionale per il contrasto ai discorsi d’odio, che si celebra oggi, le Nazioni Unite rilanciano l’appello a rafforzare la cooperazione tra istituzioni, comunità religiose, mondo dell’educazione, media, piattaforme digitali e società civile per prevenire e contrastare un fenomeno in crescita a livello globale. In un approfondimento pubblicato sul sito dell’Onu si evidenzia come l’hate speech rappresenti una minaccia per la convivenza pacifica, alimentando discriminazione, xenofobia e tensioni sociali, fino a poter diventare un segnale precoce di violenze e atrocità. Richiamando la Strategia e il Piano d’azione delle Nazioni Unite contro i discorsi d’odio e una recente risoluzione dell’Assemblea generale, l’Organizzazione sottolinea l’importanza del dialogo interreligioso e interculturale, della tolleranza e della comprensione reciproca come strumenti essenziali per costruire società più inclusive. In un contesto internazionale segnato dall’aumento dei conflitti e dalla crescente diffusione di contenuti ostili anche attraverso gli strumenti digitali, l’Onu invita a sviluppare approcci concreti e condivisi capaci di interrompere i cicli dell’odio e promuovere empatia, rispetto delle diversità e diritti umani. Tra le azioni indicate figurano l’educazione, l’alfabetizzazione digitale, il monitoraggio dei fenomeni di incitamento all’odio e la creazione di partnership innovative per favorire un ecosistema informativo più sano. La ricorrenza del 18 giugno, istituita dall’Assemblea generale nel 2021, richiama inoltre la responsabilità di ciascuno – governi, leader religiosi, operatori dell’informazione, giovani e cittadini – nel denunciare e contrastare ogni forma di linguaggio d’odio.
Diocesi: Trento, sabato open day al Polo culturale “Vigilianum”
In occasione del decimo anniversario della sua apertura, il Polo culturale diocesano “Vigilianum” di Trento organizza per sabato 20 giugno il suo primo open day; l’iniziativa si terrà a partire dalle ore 16, nell’ambito delle Feste Vigiliane. Sarà un pomeriggio a porte aperte – viene sottolineato in un comunicato – per entrare nel cuore di una realtà che, in questi anni, è diventata uno dei luoghi culturali più significativi della città: non solo spazio di conservazione e studio, ma anche laboratorio di incontro, ricerca, formazione e dialogo. Dopo l’introduzione affidata a don Stefano Zeni e Leonardo Paris, dalle 16.30 i visitatori potranno attraversare gli ambienti interni del “Vigilianum”, incontrare chi vi lavora e conoscere da vicino le diverse attività che animano il Polo. Sarà possibile ammirare alcuni pezzi pregiati del ricco patrimonio documentario custodito presso l’Archivio diocesano. Nella sala della Biblioteca diocesana, invece, saranno esposti manoscritti, incunaboli, cinquecentine, volumi antichi e moderni, libri provenienti da diverse parti del mondo e altre curiosità legate anche ai libri danneggiati e al loro restauro. Accanto al patrimonio antico, sarà valorizzata anche la parte moderna della biblioteca, con l’esposizione delle novità librarie e la possibilità di prenderle in prestito.
L’open day offrirà anche l’occasione per visitare la redazione di “Vita Trentina”, conoscere la casa editrice ViTrend e salire al secondo piano per visitare la mostra “Un secolo di caratteri e di carattere”, allestita in occasione del centenario del settimanale diocesano.
La conclusione dell’open day è prevista alle 18.30 con un “aperitivo biblico” aperto a tutti nel giardino del “Vigilianum”, tra musica e letture.
Sicurezza: Antigone, domani a Roma la presentazione di un rapporto sull’uso del taser
Venerdì 19 giugno, alle 10, presso la sala stampa della Camera dei deputati, in via della Missione 4, a Roma, Antigone presenterà il rapporto “Taser: storia, controversie e zone d’ombra della pistola a impulsi elettrici”. Si tratta di un rapporto che affronta l’utilizzo di quest’arma approfondendo la letteratura in materia, riportando dati e anche alcune relazioni emerse rispetto a casi recenti in cui quest’arma ha avuto effetti mortali.
Durante la conferenza stampa sarà inoltre presentata anche una Commissione medica indipendente promossa da Antigone.
Alla conferenza stampa interverranno Patrizio Gonnella, presidente di Antigone; Sofia Antonelli, ricercatrice e autrice del rapporto; Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International-Italia. È prevista la presenza di un medico e di alcuni parlamentari.
Libano: Unifil, peacekeeper impegnati in operazioni salvavita a sostegno della popolazione civile
Prosegue nel sud del Libano l’impegno dei peacekeeper di Unifil per garantire sicurezza, assistenza umanitaria e libertà di movimento alla popolazione civile, nonostante le difficoltà causate dalle recenti e persistenti ostilità. A riferirlo è il sito della missione delle Nazioni Unite, che dà conto delle attività quotidiane svolte a sostegno delle comunità locali. Tra queste, un ruolo centrale è affidato alle squadre specializzate nello smaltimento di ordigni esplosivi (Eod), impegnate ogni giorno nella verifica e bonifica delle strade. Dall’escalation delle ostilità all’inizio di marzo, i caschi blu hanno individuato e distrutto decine di ordigni inesplosi, dispositivi esplosivi improvvisati e droni precipitati, in un contesto reso ancora più pericoloso dalla presenza di mine lungo le vie di comunicazione. I peacekeeper assicurano inoltre scorte ai convogli umanitari e coordinano numerose missioni a favore della popolazione. Tra gli interventi più recenti, viene segnalata la riapertura di un tratto di circa 2,5 chilometri di strada che collega alcuni villaggi meridionali a Naqoura, danneggiato durante i combattimenti. Grazie all’impiego di mezzi movimento terra, escavatori e bulldozer, i militari hanno ripristinato la viabilità, colmando crateri, rimuovendo ostacoli e bonificando l’area da eventuali residuati bellici. L’azione di Unifil continua nel quadro dell’attuazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, con l’obiettivo di favorire la protezione dei civili, la stabilità e la sicurezza nell’area.
(Foto Unifil)
Diocesi: Lucca, da domani il Volto Santo sarà ricollocato nel Tempietto del Civitali nella cattedrale
Da domani, venerdì 19 giugno, il Volto Santo sarà di nuovo visibile nel Tempietto di Matteo Civitali nella cattedrale di Lucca. Si tratta della ricollocazione definitiva, dopo il restauro che ha restituito al monumentale crocifisso ligneo l’aspetto che aveva precedentemente al XVII secolo. Conservato da oltre mille anni nella cattedrale, il Volto Santo rappresenta un Christus triumphans, vittorioso sulla morte e sul male. Domani, alle 9, l’arcivescovo Paolo Giulietti presiederà la celebrazione eucaristica durante la quale benedirà il Volto Santo, mentre alle 18.30 si terrà la presentazione al pubblico.
Sottoposto per la prima volta ad un restauro (iniziato con la complessa movimentazione e le indagini diagnostiche nel 2022 e terminato nel settembre 2025), necessario per lo stato di degrado in cui versava l’opera, l’intervento – viene sottolineato in un comunicato – ha portato a numerose scoperte sulla datazione, sulla tecnica costruttiva e sui materiali con cui è stato realizzato il Volto Santo. In particolare, sotto una cromia superficiale scura, presente sulla figura di Cristo e sulla croce a partire dal XVII secolo, è stata ritrovata e portata alla luce la bellissima policromia ancora esistente. Le indagini diagnostiche hanno confermato che si tratta di un’opera del IX secolo e non di una replica successiva di un originale andato perduto. Il Volto Santo di Lucca è dunque uno dei tre crocifissi lignei monumentali più antichi d’Occidente. Pur rappresentando tutti e tre un cristo tunicato, il monumentale crocifisso ligneo di Lucca è il meglio conservato e l’unico ad avere gli occhi in pasta vitrea con pupille di color azzurro, realizzati, come scoperto durante il restauro, rifondendo vetri di epoca romana. Occhi così penetranti di cui tutti parlano fin dall’antichità.
Il restauro, interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca grazie ad uno stanziamento di 600mila euro, è stato promosso dall’Ente Chiesa cattedrale di San Martino e diretto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sotto l’Alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Lucca Massa Carrara e Pistoia. È stato anche realizzato un sistema che consentirà di continuare con la tradizionale “vestizione” del Volto Santo per le solennità della Santa Croce con maggiore sicurezza per l’opera.
Libano: Unifil, prosegue il sostegno alla Marina delle Forze armate del Paese dei cedri
Prosegue l’impegno dei peacekeeper navali di Unifil nel rafforzamento delle capacità operative della Marina delle Forze armate libanesi (Laf-N), con attività di formazione svolte sia in mare sia in aula per preparare il progressivo trasferimento delle responsabilità in materia di sicurezza marittima. La cooperazione tra Unifil e la Marina libanese si fonda sul quadro operativo congiunto sottoscritto nel dicembre scorso, che prevede per il 2026 una crescente assunzione di compiti da parte delle autorità libanesi nel controllo delle proprie acque territoriali. “Di conseguenza, la Marina delle Forze armate libanesi sta gradualmente raggiungendo una migliore prontezza operativa del proprio personale”, ha dichiarato sul sito di Unifil il comandante della missione e capo di Unifil, il generale Diodato Abagnara, sottolineando che “la stabilità a lungo termine sulla terra è intrinsecamente legata alla sicurezza in mare”. Secondo Abagnara, una maggiore coordinazione, la comprensione reciproca e la fiducia nelle operazioni marittime congiunte rappresentano elementi essenziali per il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza. La Maritime Task Force di Unifil, dispiegata dall’ottobre 2006 in attuazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e su richiesta del Governo libanese, sostiene la Marina locale nel monitoraggio delle acque territoriali, nella protezione della costa e nella prevenzione dell’ingresso via mare di armi o materiali collegati. Tra i compiti della missione anche la formazione delle forze navali libanesi affinché possano pattugliare in autonomia i circa 110 miglia nautiche di litorale del Paese.
(Foto Unifil)
Card. Camillo Ruini: card. Zuppi, “un uomo di grande governo, di grande cultura, di grande ruolo nella Chiesa e nella Città degli uomini”
“Non si può capire il Cardinale Ruini senza il suo legame con la parrocchia, con le comunità, con gli studenti”: sono le parole al Sir del presidente della Cei, il card. Matteo Maria Zuppi, al termine delle esequie del card. Camillo Ruini, giovedì 18 giugno a San Pietro. “Il cardinale ha governato e amato la Chiesa, la Chiesa italiana, a cominciare dalla sua Chiesa di Reggio con un grande pastore (mons. Gilberto Baroni, vescovo di Reggio Emilia, ndr), che peraltro era anche di origine bolognese. Con lui è cresciuto e con lui ha instaurato un legame con la pastorale”. Aneddoti che lo stesso Ruini, ricorda Zuppi “ha raccontato più volte quando, per esempio, doveva andare a dire alla donna che era morto figlio. Perché lo ricordo? Perché era qualcosa che rivelava la sua sensibilità”. Ruini è stato “un uomo di grande governo, di grande cultura, di grande ruolo nella Chiesa e nella Città degli uomini, nella società civile”. Esponente di quella Chiesa “che interpretava la visione del ‘Non abbiate paura’ di san Giovanni Paolo II”.
Diocesi: Savona-Noli, mons. Marino ridefinisce le vicarie e istituisce le zone pastorali
Nel quadro della riconfigurazione territoriale della diocesi di Savona-Noli, avviata con il II Sinodo (2021-2024) e finalizzata ad una più efficace azione pastorale, il vescovo Calogero Marino ha stilato un decreto con cui, vi si legge, “ridefinisco le vicarie e istituisco le zone pastorali” e “nomino altresì i referenti di zona”. Con tale atto è soppressa la vicaria di Vado Ligure e le sue due zone confluiscono nella vicaria di Savona. Pertanto le vicarie ora sono quelle di Savona (che comprende le parrocchie del capoluogo e dei Comuni di Bergeggi, Quiliano e Vado Ligure), Levante (Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Cogoleto, Stella e Varazze) e Ponente (Calice Ligure, Finale Ligure, Noli, Orco Feglino, Rialto, Spotorno, Vezzi Portio). La loro funzione “consisterà nell’essere spazio di fraternità e spiritualità per il clero”, ha precisato il presule. Entro il 9 ottobre i referenti nomineranno un Consiglio per ogni zona, composto da non meno di 15 membri, espressione di parrocchie, vocazioni, età, ambiti pastorali e sensibilità ecclesiali presenti. Almeno un membro del Consiglio dovrà avere meno di 30 anni di età. “Il Consiglio di zona è chiamato ad essere occasione di discernimento e operatività pastorale”, ha spiegato mons. Marino. Tra i compiti indicati ci sono: l’impegno di riflessione e lettura sapienziale di questo tempo e del territorio, in vista di “una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa”, affinché le iniziative pastorali “diventino un canale adeguato all’evangelizzazione del mondo attuale più che per l’autopreservazione” (EG n. 27); la proposta di percorsi unitari di formazione, in particolare per gli ambiti della pastorale che sempre più avranno rilevanza sovraparrocchiale (a titolo esemplificativo: formazione dei catechisti, pastorale giovanile, pastorale familiare, testimonianza della carità, cultura); una prima indicazione in ordine alle eventuali soppressioni o modifiche delle parrocchie; e l’offerta di criteri ed eventualmente nominativi “in vista delle nomine dei presbiteri” (Liber sinodalis n. 14). “Fondamentale sarà la maturazione di un clima di preghiera e fraternità tra i membri, in ordine allo sviluppo di un sentire comune che potrà in particolare giovarsi del metodo della Conversazione nello Spirito”, ha evidenziato il vescovo. I Consigli di zona resteranno in carica fino al 31 dicembre 2030.
Infanzia: Save the Children, nel 2025 il numero di bambini uccisi nei conflitti è aumentato del 34%. Quasi 8.000 mutilati (+10%)
Nel 2025 il numero di bambine e bambini uccisi nei conflitti armati è aumentato di circa il 34% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 6.266 vittime. Lo denuncia Save the Children commentando il Rapporto annuale delle Nazioni Unite sui bambini e i conflitti armati, che registra anche un record storico di 24.174 minori vittime di gravi violazioni dei loro diritti nelle guerre in corso. Secondo l’organizzazione, l’incremento è legato anche alla crescente diffusione della guerra tecnologica, caratterizzata dall’impiego di droni, sistemi aerei senza pilota e tecnologie di selezione degli obiettivi supportate dall’intelligenza artificiale. Nel 2025 sono inoltre saliti a 7.958 i bambini mutilati nei conflitti, quasi il 10% in più rispetto all’anno precedente. Per la prima volta dall’istituzione del mandato Onu per la protezione dei minori nei conflitti armati, rimarca Save the Children, le principali responsabili delle gravi violazioni risultano essere le forze governative. Il maggior numero di casi è stato registrato nel Territorio palestinese occupato e in Israele, seguito dalla Repubblica Democratica del Congo e dalla Nigeria. “Le guerre vengono combattute oggi in modo profondamente diverso rispetto a 30 anni fa”, afferma la direttrice generale di Save the Children International, Inger Ashing. “In tutto il mondo osserviamo attacchi con droni che colpiscono asili, scuole, ospedali, mercati e campi per sfollati”. Ashing richiama gli Stati alle proprie responsabilità: “Quando gli Stati sono responsabili di gran parte di queste violenze, è agli Stati che spetta il dovere di agire e fermare l’uccisione dei bambini”. L’organizzazione chiede ai governi di rispettare il diritto internazionale umanitario, perseguire i responsabili delle violazioni e rafforzare gli interventi di protezione e assistenza per i minori colpiti dalle guerre.
Madre Maria Agnese Tribbioli venerabile: mons. Gambelli (Firenze), “esemplare testimone di carità e misericordia”
“Siamo lieti e accogliamo con gioia il dono del Santo Padre per questo riconoscimento che illumina il carisma e la vita di Madre Maria Agnese Tribbioli, esemplare testimone di carità e misericordia fondate sull’amore per Dio e per il prossimo”. Queste le parole con le quali l’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli, ha commentato la decisione di Papa Leone XIV che oggi ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei santi a promulgare il decreto che riconosce le virtù eroiche di madre Maria Agnese Tribbioli, fondatrice della Congregazione delle Pie Operaie di San Giuseppe, proclamandola venerabile. Il presule ha ricordato l’impegno della religiosa a favore di poveri, malati e carcerati e il coraggio dimostrato durante la Seconda Guerra Mondiale quando, “sostenuta dalla fede, anche a rischio della vita”, accolse e protesse persone perseguitate, salvando molti ebrei dai rastrellamenti. Per questo le era stato riconosciuto il titolo di Giusta tra le Nazioni. Mons. Gambelli esprime inoltre la gioia della Chiesa fiorentina e delle Pie Operaie di San Giuseppe, che continuano a custodire e testimoniare il carisma della fondatrice, fondato sulla “santificazione del lavoro al servizio delle persone, nelle periferie umane e del mondo, annunciando il Vangelo”. Con questo riconoscimento, madre Maria Agnese Tribbioli si aggiunge al gruppo dei venerabili fiorentini proclamati negli ultimi anni.
Accordo Stati Uniti-Iran: Amnesty, “garantisca la giustizia e la tutela dei civili”
L’accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine a mesi di guerra in Medio Oriente deve garantire una pace duratura fondata sulla tutela dei diritti umani, sulla giustizia e sull’accertamento delle responsabilità per le violazioni commesse durante il conflitto. È quanto afferma Amnesty International in una dichiarazione diffusa dopo la firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran. Secondo la segretaria generale dell’organizzazione, Agnès Callamard, l’intesa rappresenta un “fragile sollievo” per milioni di persone colpite da una guerra che ha provocato oltre 6.000 morti nella regione, ma non può limitarsi a interrompere le ostilità. Amnesty chiede che il testo dell’accordo includa misure concrete per garantire verità, giustizia, riparazioni e garanzie di non ripetizione per le vittime di crimini di diritto internazionale. “La comunità internazionale deve agire immediatamente per chiedere il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese – afferma -, consentire alle persone sfollate di tornare alle proprie case in modo sicuro e volontario e garantire giustizia e riparazioni alle persone che hanno subito violazioni del diritto internazionale in Libano dal 2023 a oggi. Gli stati devono inoltre chiedere la fine del genocidio di Israele nella Striscia di Gaza e il ritiro israeliano da tutto il Territorio palestinese occupato”. In Iran, prosegue, “la sola fine dei bombardamenti non garantirà sicurezza a una popolazione sottoposta a un’intensificata campagna repressiva da parte delle autorità della Repubblica islamica. Tale campagna ha incluso arresti arbitrari di massa, sparizioni forzate, torture e maltrattamenti, processi gravemente iniqui celebrati con procedure accelerate ed esecuzioni motivate politicamente. Dall’inizio della guerra, ci sono state almeno 44 esecuzioni del genere e oltre 6000 persone sono finite in carcere arbitrariamente. Manifestanti, dissidenti e altre persone che chiedono un profondo cambiamento politico continuano a essere esposte al grave rischio di ulteriori crimini di atrocità da parte delle autorità iraniane”. Callamard chiede che l’accordo tra Stati Uniti e Iran “sia accompagnato da un duplice approccio diplomatico incentrato sulle persone, con misure concrete per prevenire ulteriori crimini di atrocità da parte delle autorità iraniane, compresi eventuali nuovi massacri di manifestanti, e per sostenere le richieste della società civile di cambiamenti sostanziali in materia di diritti umani, compresa una riforma della costituzione”.
Chiesa: Torino, in serata incontro su “I due Papi americani. Da Francesco a Leone”
Sarà dedicato a “I due Papi americani. Da Francesco a Leone il futuro della Chiesa” l’incontro-dibattito che si terrà in serata, a Torino, per iniziativa della Fondazione Carlo Donat-Cattin. Dalle 18, presso la sala conferenze di Palazzo San Celso al Polo del ‘900, interverranno Salvatore Cernuzio, redattore di “Vatican News”, Elisabetta Piqué, vaticanista de “La Nacion”, Gerard O’Connell, vaticanista di “America Magazine” e “BBC”, Gian Giacomo Migone, storico delle Americhe, moderati da Luca Rolandi, della Fondazione Donat-Cattin.
“Dal 2013 al 2025 Francesco, il gesuita Jorge Mario Bergoglio, arrivato ‘dalla fine del mondo’, ha portato l’esperienza e la spiritualità della Chiesa latinoamericana. Il suo successore, il padre agostiniano Robert Francis Prevost eletto Papa con il nome di Leone XIV, nato a Chicago, radici europee e creole, con una lunghissima esperienza in Perù, rappresenta la continuità del magistero pontificio di Bergoglio”, si legge in una nota di presentazione dell’iniziativa. “Riforma della Chiesa, cura dei più deboli, impegno per la pace, sinodalità e attenzione alle periferie esistenziali accomunano i due papi americani, diversi per carattere e modalità espressive, uniti nella testimonianza del Vangelo in un mondo in crisi”, conclude la nota.
Immigrazione: Caritas italiana, oltre 25.000 giovani di seconda e terza generazione frequentano l’università
Sono oltre 25.000 i giovani di origine immigrata che frequentano oggi l’università in Italia. Una presenza che racconta l’emergere di una generazione istruita, consapevole, desiderosa di contribuire alla vita democratica del Paese in cui è cresciuta. E’ quanto emerge dalla ricerca “Quando il protagonismo cresce dai margini. L’impegno sociale e politico dei giovani di origine immigrata”, promossa da Caritas Italiana e realizzata dal Centro studi Medì – Migrazioni nel Mediterraneo (Tau editrice), presentata oggi a Milano, presso la Graduate School in Social and Political Sciences dell’Università degli Studi di Milano. Il convegno, dal titolo “Cittadinanza legale e cittadinanza vissuta: l’impegno sociale e politico dei giovani di origine immigrata”, ha offerto l’occasione per approfondire la realtà dei giovani di seconda e terza generazione che studiano, partecipano, si impegnano nei territori, nelle associazioni, nei movimenti, nel volontariato e nelle istituzioni. A dispetto di narrazioni che tendono spesso a collocare le nuove generazioni di origine straniera dentro categorie di marginalità, fragilità o devianza, la ricerca restituisce un quadro molto più ampio e dinamico. Lo studio si basa su oltre 400 questionari e 40 interviste in profondità, tra cui 25 rivolte a giovani eletti in istituzioni locali e nazionali. Ne emerge il profilo di una generazione che non si limita a chiedere riconoscimento, ma prova a tradurre l’esperienza delle discriminazioni in responsabilità pubblica, impegno civico e partecipazione politica.
La ricerca ha previsto il coinvolgimento dei giovani di origine immigrata su due livelli: come protagonisti delle esperienze di partecipazione e attivismo civico analizzate, e come giovani ricercatori, sia nel mondo accademico sia nell’esperienza delle Caritas diocesane. Dalla partecipazione studentesca ai movimenti sociali, dalle manifestazioni per la pace al volontariato, dalla solidarietà internazionale all’impegno politico-istituzionale, il volume mostra come la cittadinanza non sia soltanto una condizione giuridica, ma anche una pratica quotidiana, costruita nelle relazioni, nella cura dei beni comuni, nella responsabilità verso la comunità. I lavori sono stati introdotti da Eralba Cela dell’Università di Milano e da don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. Sono intervenuti, tra gli altri, Maurizio Ambrosini, Deborah Erminio, Yasmin Doghri, Maurizio Artero, Samuele Davide Molli e Walter Nanni.
Ccee: a Belgrado incontro dei segretari generali Conferenze episcopali d’Europa. “Essere sacerdoti oggi: vocazione e formazione”
Dal 14 al 17 giugno si è svolto a Belgrado il 53° Incontro annuale dei segretari generali delle Conferenze episcopali d’Europa, organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) in collaborazione con la Conferenza episcopale dei santi Cirillo e Metodio sul tema “Essere sacerdoti oggi in Europa: la vocazione e la formazione”. Dopo la messa d’apertura nella cattedrale, presieduta il primo giorno dal card. Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado e vicepresidente del Ccee, i lavori sono iniziati il 15 giugno. Nel suo intervento mons. Gintaras Grusas, arcivescovo di Vilnius e presidente Ccee, ha preso spunto dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV come quadro di riferimento per interrogarsi sugli aspetti antropologici, culturali, pastorali e spirituali della formazione del sacerdote nell’Europa di oggi. Ha sottolineato che la Chiesa in Europa “ha bisogno di sacerdoti profondamente umani, vicini alle persone e capaci di accompagnarle nelle sfide della vita con lo sguardo del Vangelo, rendendo tangibile la vicinanza di Cristo”. Ad aprire la prima sessione di lavoro è stata la relazione di mons. Alfonso Amarante, rettore della Pontificia Università Lateranense, intitolata: “La bellezza del ministero presbiterale al servizio di un mondo complesso”. Mons. Amarante ha descritto il contesto dell’Europa contemporanea come un’epoca di “apocalisse culturale” senza eschaton, individuando alcuni tratti che incidono direttamente sul ministero come l’analfabetismo interpretativo, la perdita della relazione maestro-allievo e la pervasività dei media e dell’Ia, sottolineando che “la crisi non si risolve con operazioni di superficie”.
La giornata del 16 giugno è stata incentrata sul tema “La vocazione al sacerdozio e la formazione integrale: crisi, testimonianza e preghiera”. Chiara D’Urbano, psicologa e psicoterapeuta, ha proposto una riflessione su “La formazione psicoaffettiva al sacerdozio: prospettive dalle scienze umane”. Successivamente, don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale delle vocazioni della Cei, è intervenuto sul tema “Il ministero presbiterale: via permanente di formazione”.
L’ultima giornata è stata dedicata alle relazioni dei segretari delle commissioni del Ccee, che hanno presentato – precisa una nota Ccee – le principali attività e iniziative realizzate dalle sezioni delle rispettive commissioni nel corso dell’ultimo anno. I partecipanti hanno inoltre ascoltato l’aggiornamento sulle attività della Comece presentato dal suo Segretario generale, don Manuel Barrios Prieto. La sessione si è conclusa con gli interventi dei Segretari generali sullo sviluppo della sinodalità a livello nazionale, durante i quali “sono state condivise esperienze, sfide e buone pratiche emerse nel cammino sinodale delle Chiese locali in Europa”.
Nel corso dell’incontro, i Segretari generali hanno espresso la loro vicinanza al popolo ucraino a seguito dei recenti attacchi che hanno causato vittime civili e danneggiato la cattedrale della Dormizione della Lavra delle Grotte di Kyiv, rinnovando il loro appello per una “pace disarmata e disarmante”.
Leone XIV: esequie del card. Ruini, “Veritas liberabit nos”, la verità ci renderà liberi
“Veritas liberabit nos”, “La verità ci renderà liberi”. È il motto episcopale del card. Camillo Ruini, che Leone XIV ha posto al centro dell’omelia delle esequie celebrate oggi pomeriggio all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. Il Pontefice ha sottolineato come queste parole “riassumono la profonda concezione di persona e di libertà che Cristo ci ha rivelato”, rappresentando “un messaggio particolarmente significativo per il nostro tempo, in cui si può essere disorientati da derive relativistiche e da visioni totalmente fluide della realtà e dell’uomo”. Leone XIV ha richiamato le parole di san Paolo: “Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio”, definendola “la verità che ha animato anche il Cardinale Ruini nel suo ministero”. Il Papa ha citato ancora dal Testamento spirituale del cardinale le parole su san Giovanni Paolo II, del quale Ruini fu a lungo collaboratore: “In Giovanni Paolo II ho sperimentato la tua presenza, Signore, ho potuto toccare con mano l’unione nella preghiera, l’inseparabilità di preghiera, vita e apostolato, il coraggio della fede che guida la storia, la capacità di amare e di perdonare”. Leone XIV ha concluso affidando al Signore “il premio della sua pace che non ha fine”.
Leone XIV: esequie del card. Ruini, “moltissimo gli deve la Chiesa in Italia”
“Moltissimo gli deve la Chiesa in Italia”, che ha servito per circa diciassette anni come presidente della Conferenza episcopale italiana; “come pure la diocesi di Roma”, in cui per altrettanto tempo ha svolto il ministero di vicario del Santo Padre. Così Papa Leone XIV nell’omelia delle esequie del card. Camillo Ruini, celebrate oggi pomeriggio all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. Leone XIV ha sottolineato che Ruini “ha saputo guidare il Popolo di Dio e i fratelli nell’Episcopato in momenti importanti e delicati, affrontando con entusiasmo, discernimento e coraggio molteplici sfide”. Il Pontefice ha evocato le “intuizioni e iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della Comunità ecclesiale e anche di quella civile”: dal “Progetto culturale” al grande lavoro del Sinodo diocesano di Roma, all’impegno nel promuovere l’apporto del mondo cattolico “nei più diversi ambiti della vita religiosa, civile e politica italiana”. Il Papa ha citato il Testamento spirituale del cardinale, in cui Ruini scriveva delle persone che lo avevano aiutato: “Da loro ho ricevuto non meno di quello che ho cercato di dare”. Leone XIV ha commentato: “Penso siano parole che possono aiutare anche noi a vivere le nostre responsabilità e i nostri diversi servizi con la stessa umiltà e con la medesima fiducia in Dio”.
Diocesi: Senigallia, in serata assemblea “Radicati e costruiti in Cristo”
Sarà dedicata al tema “Radicati e costruiti in Cristo” l’assemblea diocesana che il vescovo di Senigallia, mons. Franco Manenti, ha convocato per la serata di oggi, giovedì 18 giugno. I lavori saranno ospitati dalle 18.30 alle 22.30 presso il Centro pastorale diocesano. Al termine dell’anno pastorale, si tratta di “un appuntamento” – spiegano dalla diocesi – “che esprime e alimenta il carattere sinodale della nostra Chiesa di Senigallia”. Inviatati a partecipare “sono specialmente i membri dei Consigli pastorali, degli Uffici pastorali diocesani, delle associazioni e dei movimenti e tutti coloro che hanno a cuore il cammino della nostra Chiesa diocesana”. Mons. Manenti, che nelle settimane scorso ha partecipato all’Assemblea dei vescovi italiani, relazionerà su quanto emerso dal loro confronto e dall’incontro con Papa Leone XIV. Si proseguirà poi con “il discernimento comunitario di fronte alle sfide e alle opportunità che questo tempo offre al cammino della nostra Chiesa”. Per questo è stato chiesto a chi parteciperà di prepararsi all’incontro leggendo le “Linee di orientamento per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale” approvate nell’ultima assemblea della Cei.
Sport: Us Acli Roma, al via il torneo di calcio a 5 “San Giovanni Paolo II” con le parrocchie della Capitale
Ha preso il via la XVI edizione del torneo di calcio a 5 delle parrocchie “San Giovanni Paolo II”, promosso dall’Unione sportiva Acli di Roma, in collaborazione con le Acli di Roma e provincia e con il patrocinio della Regione Lazio, del Comitato regionale Lazio del Coni, di Roma Capitale e della diocesi di Roma. Il torneo vedrà sfidarsi in un girone unico composto da 9 squadre: SS. Sacramento (XV Futsal), San Viglio, Santa Giovanna Antida (FC Seminatori), S. Michele Arcangelo a Pietralata, SS. Trinità a Villa Chigi, Juvenilia SS. Fabiano e Venanzio, Us Nomen, Pgs Borgo Don Bosco, SS. Elisabetta e Zaccaria. Le prime quattro classificate accederanno alle semifinali andata e ritorno, con le vincitrici che poi disputeranno la finale. Oltre al trofeo per la squadra vincitrice, verrà messa in palio anche la “Coppa Fair Play”, che verrà assegnata alla squadra più virtuosa e con meno ammonizioni. “Siamo davvero orgogliosi di essere giunti alla sedicesima edizione del torneo – dichiara Luca Serangeli, presidente Us Acli Roma –, ma soprattutto di avere ancora una volta l’opportunità di dare a tanti giovani l’opportunità di vivere momenti di sport nella sua accezione più piena, all’insegna quindi della lealtà, del rispetto reciproco e della condivisione”.
Diocesi: Mantova, stasera mons. Gianotti presiede la messa nella memoria di san Luigi Gonzaga
In occasione della memoria liturgica di san Luigi Gonzaga e nel terzo centenario della sua canonizzazione, il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, presiederà questa sera una celebrazione eucaristica presso la sala conferenze del Centro giovanile “San Luigi” di via Giovanni Bottesini. La messa avrà inizio alle 20.30.
Debre Libanos: Tv2000 mostra manufatti razziati dal Fascismo all’Etiopia
Sono 1.500 i manufatti di carattere religioso e politico sottratti all’Etiopia durante il colonialismo italiano e oggi custoditi nei depositi del Museo delle Civiltà (Muciv) di Roma. Tv2000 pubblica le immagini inedite di questi oggetti. Le telecamere del Tg2000, entrate in esclusiva nel Museo delle Civiltà grazie al lavoro del giornalista Antonello Carvigiani, mostrano bibbie, croci, turiboli, ombrelli cerimoniali, mantelli e copricapi da prete, messali, pastorali, bastoni istoriati e il mantello di Ras Tafari: oggetti che raccontano una storia di razzia e silenzio durata quasi un secolo, spogliazioni sistematiche perpetrate dal governo coloniale fascista.
Nel maggio 1937, le truppe italiane del generale Maletti perpetrarono uno dei più gravi crimini del colonialismo italiano: la strage di Debre Libanos, durante la quale centinaia di monaci e pellegrini ortodossi furono massacrati per rappresaglia. Le truppe italiane razziarono anche i beni delle due chiese del monastero. Oggetti sacri e anche quattro mitre di metallo dorato, probabilmente corone imperiali. Oggetti di cui i monaci ortodossi copti chiedono la restituzione.
“Abbiamo oggetti di natura sacra – spiega a Tv2000 Rosa Anna Di Lella, curatrice collezioni ex museo coloniale del Muciv – quindi oggetti che molto probabilmente arrivano e sono stati raccolti in Etiopia, in monasteri o luoghi legati alla chiesa ortodossa copta. Purtroppo, i dati di archivio di cui disponiamo e le ricerche che abbiamo finora realizzato non ci permettono di attribuire con certezza e sicurezza la provenienza di questi oggetti dai monasteri di Debre Libanos”.
Il Muciv sta lavorando per cercare di tracciare l’origine e la storia dei 1.500 oggetti sottratti in Etiopia durante il periodo coloniale e custoditi nei suoi depositi. Beni di natura religiosa ma anche di natura politica come il mantello di Ras Tafari.
Le quattro corone imperiali razziate a Debre Libanos furono esposte alla fine degli anni Trenta al museo coloniale, poi portate via dai nazifascisti e recuperate dai partigiani. Tre di esse non sono sparite, come si ipotizzava.
“Le corone – rivela a Tv2000 Di Lella – tornano nelle collezioni dell’ex museo coloniale e poi vengono restituite all’Etiopia negli anni Cinquanta”.
Nel Museo, anche i dipinti sottratti nella chiesa di San Giorgio e nel parlamento di Addis Abeba. Un accordo del ‘56 stabiliva la restituzione dei beni all’Etiopia. Qualcosa è stato fatto ma non tutto.
Chiese di Calabra: mons. Rega al clero, “il sacerdote che si isola, lentamente si spegne; il sacerdote che cammina con i fratelli cresce”
“Il sacerdote che si isola, lentamente si spegne; il sacerdote che cammina con i fratelli cresce”. È il richiamo lanciato oggi a Lamezia Terme da mons. Stefano Rega, vescovo di San Marco Argentano-Scalea e delegato della Conferenza episcopale calabra per la Commissione presbiterale regionale, nel corso della Giornata regionale del clero calabrese. Al centro dell’incontro, ospitato nel complesso interparrocchiale San Benedetto, il tema della fraternità presbiterale, rilanciato anche dal messaggio del Papa per la Giornata della santificazione sacerdotale. Richiamando le parole di Leone XIV, mons. Rega ha invitato i sacerdoti ad avere “cura della fraternità presbiterale: cercatevi, ascoltatevi, sostenetevi”, ricordando che la fraternità è “elemento costitutivo dell’identità dei ministri”. Nella lectio su “Inviati a due a due: lo stile fraterno dell’annuncio”, l’abate di Montecassino, dom Antonio Luca Fallica, ha sottolineato che “vivere un’autentica fraternità ci deve rendere solidali con gli altri” e che “prendersi cura degli altri è anche un prendersi cura di sé”. Il vescovo di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi, ha evidenziato il valore della comunione come testimonianza credibile nella storia, mentre il presidente della Cec, mons. Fortunato Morrone, ha definito la giornata “un dono di Dio”, esortando i presbiteri ad aiutarsi reciprocamente perché “il Vangelo è la fraternità”. L’incontro si è concluso con l’adorazione eucaristica comunitaria e un’agape fraterna.
Crisi climatica: organizzazioni chiedono al Consiglio europeo di introdurre una nuova tassa permanente sui profitti dei combustibili fossili
Introdurre una nuova tassa permanente sui profitti dei combustibili fossili. È la richiesta avanzata dalle organizzazioni per la giustizia climatica e finanziaria di tutta Europa – tra cui il Movimento Laudato si’, Climate Action Network Europe ed Eurodad – in occasione del Consiglio Europeo che si tiene in questi giorni a Bruxelles.
Secondo gli attivisti, le aziende che alimentano la crisi climatica dovrebbero contribuire maggiormente ad affrontarne le conseguenze sociali, economiche e climatiche, e chiedono l’introduzione di tasse basate sul principio “chi inquina paga” sia a livello nazionale che europeo. Chiedono inoltre ai leader di sostenere la tassazione dei combustibili fossili nei prossimi negoziati per la Convenzione fiscale delle Nazioni Unite, sostenendo che sia essenziale una soluzione globale.
L’appello – viene sottolineato in un comunicato – giunge mentre le più grandi multinazionali del settore petrolifero e del gas in Europa continuano ad accumulare profitti enormi, mentre le famiglie e le imprese faticano a far fronte al crescente costo della vita e le comunità si trovano ad affrontare gli impatti sempre più gravi del cambiamento climatico. Sei delle principali compagnie petrolifere e del gas europee hanno registrato profitti combinati per 22 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026, il totale trimestrale più alto dal 2022.
Lorna Gold, direttrice esecutiva del Movimento Laudato si’, ha dichiarato: “Nelle ultime settimane, 160 organizzazioni religiose in 20 Paesi europei hanno chiesto una tassa permanente sui profitti dei combustibili fossili. Esortiamo i leader nazionali e dell’Ue ad agire ora per proteggere i più vulnerabili e accelerare la transizione verso l’energia pulita, invece di schierarsi con le multinazionali dei combustibili fossili che realizzano profitti colossali mentre alimentano la crisi climatica”.
“Proteggere i cittadini e le imprese dall’impennata dei prezzi dell’energia potrebbe costare ai governi europei fino a 38,6 miliardi di euro nel 2026. Questo conto non deve essere pagato tagliando la sanità, l’istruzione o l’azione per il clima. Al contrario, i governi dovrebbero tassare i colossali profitti delle compagnie di combustibili fossili”, ha ammonito Isabelle Brachet, coordinatrice senior delle Politiche di Riforma fiscale presso Climate Action Network Europe. Per Markus Trilling, coordinatore senior per le Politiche e il Patrocinio presso la Rete europea sul debito e lo sviluppo (Eurodad), “le entrate generate da una tassa permanente sui combustibili fossili potrebbero essere investite in misure per ridurre la povertà energetica, sostenere i servizi pubblici, accelerare la transizione verso l’energia pulita e fornire finanziamenti per il clima ai Paesi che stanno affrontando gli impatti peggiori di una crisi che hanno contribuito a causare solo in minima parte”. “I leader europei – ha concluso – hanno l’opportunità di sostenere un meccanismo per le tasse basate sul principio ‘chi inquina paga’ a livello globale nella Convenzione fiscale delle Nazioni Unite, durante la prossima sessione di negoziati ad agosto”.
Card. Camillo Ruini: Ucid, “architetto di una presenza cristiana rilevante e mai rinunciataria nella società civile”
“Il cardinal Ruini è stato l’architetto di una presenza cristiana rilevante e mai rinunciataria nella società civile, esortando costantemente il mondo dell’impresa e del lavoro a non restare ai margini del dibattito pubblico, ma ad esserne protagonisti nel segno del bene comune”. Così l’Unione cristiana imprenditori dirigenti (Ucid) nazionale, unitamente ai soci della sezione di Reggio Emilia e ai membri del Comitato tecnico scientifico nazionale, esprime il più profondo cordoglio e si stringe in preghiera per la scomparsa del card. Camillo Ruini. Per l’associazione, la Chiesa e l’Italia perdono “una figura di straordinario spessore spirituale, culturale e sociale” che “ha saputo guidare la comunità ecclesiale con una sapienza e una lungimiranza rare, dialogando intensamente con il mondo della politica, dell’economia e delle istituzioni”.
“I dirigenti e gli imprenditori cristiani ne ricordano con immensa gratitudine il magistero, l’acutezza intellettuale e il coraggio civile” – dichiarano i vertici dell’associazione. “Pur descritto dalle cronache come un fine stratega per la sua capacità di discernere le svolte storiche e politiche del Paese, il cardinal è rimasto sempre un uomo animato da una fede semplice, limpida e profonda. Come ricordato dal suo motto episcopale, ‘Veritas liberabit nos’, la sua intera esistenza è stata una testimonianza resa alla Verità con coraggio e fierezza cristiana”, ha affermato Fabio Storchi, presidente Ucid di Reggio Emilia e del Comitato tecnico scientifico di Ucid.
Eurostat: il 54% dei giovani europei si è imbattuto in messaggi ostili online. Fra i “bersagli” origine etnica, orientamento sessuale, disabilità
“Nel 2025, l’esposizione online a contenuti ostili o denigratori nei confronti di specifici gruppi di persone o individui è risultata più frequente tra i giovani nell’Ue, diminuendo con l’avanzare dell’età”. I dati diffusi oggi da Eurostat “mostrano che il 54,0% degli utenti di Internet di età compresa tra i 25 e i 34 anni e il 53,7% di quelli tra i 16 e i 24 anni si sono imbattuti in tali messaggi. La percentuale scende al 46,4% per la fascia d’età 35-44 anni e cala progressivamente nelle fasce d’età più avanzate: 38,9% tra i 45 e i 54 anni, 32,8% tra i 55 e i 64 anni e 28,1% tra i 65 e i 74 anni”. “Quasi tre quinti delle giovani donne che utilizzano Internet hanno visualizzato contenuti online ostili o denigratori”. Sebbene la fascia d’età 25-34 anni abbia registrato una percentuale leggermente superiore, i giovani tra i 16 e i 24 anni “sono più vulnerabili all’esposizione online. Tra gli utenti Internet di età compresa tra i 16 e i 24 anni, il 57,2% delle giovani donne ha segnalato un’esposizione maggiore a messaggi online ostili rispetto al 50,4% dei giovani uomini. Tale tendenza è stata osservata per tutte le tipologie di messaggi”.
Sia per i giovani uomini che per le giovani donne, le percentuali più elevate di messaggi ostili riguardavano opinioni politiche o sociali e l’origine razziale o etnica, con le donne che hanno riportato percentuali leggermente superiori rispetto agli uomini: 42,5% contro 39,3% per le opinioni politiche o sociali e 38,2% contro 35,6% per l’origine razziale o etnica. “Tuttavia, le differenze più marcate tra giovani donne e giovani uomini sono state registrate in relazione alla visualizzazione di messaggi ostili e degradanti riguardanti l’orientamento sessuale (37,8% contro 32,6%), il sesso (30,9% contro 24,9%) e la disabilità (23,0% contro 19,3%)”.
Germany: 300,000 altar servants across the country. Serving at the altar is a popular commitment among children and young people
About 300,000 children, adolescents, and young people serve as altar servers in Germany. This is the finding of a recent analysis conducted across German dioceses and presented today at the Forum for Altar Server Ministry in Wiesbaden. The proportion of female altar servers nationwide stands at around 54%. “Altar servers represent one of the strongest and most visible forms of church youth ministry in Germany”, explains the Auxiliary Bishop of Osnabrück, Monsignor Johannes Wübbe, president of the Commission for Youth Ministry of the German Bishops’ Conference. “Those who serve at the altar do more than simply learn the liturgical order. Young people actively shape their own religious lives and have unique experiences of faith. This is youth ministry in its most authentic sense: close to young people and connected to the life of the Church in their local communities”. The figures were presented at the Forum on youth ministry, which ended today after three days of work. Some 60 diocesan leaders, together with representatives from academia, training institutions and pastoral areas, noted that despite the decline in Mass attendance and in the number of young Catholics, serving at the altar remains one of the most popular pastoral commitments among young people.
Austria: critiche al Sistema europeo d’asilo. “Aspetti anticristiani”
Rappresentanti di organizzazioni umanitarie, della politica, della Chiesa e della società civile hanno espresso preoccupazione per il graduale indebolimento degli standard fondamentali di protezione dei rifugiati attraverso il nuovo Sistema europeo comune di asilo (Ceas) durante una tavola rotonda tenutasi ieri sera a Vienna. Organizzato dalla Rete parrocchiale per l’asilo, il dibattito, con il titolo “Ceas – Un addio alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati?” è stato moderato da Katharina Renner, responsabile della Caritas parrocchiale di Vienna e vicepresidente di Azione cattolica Austria (KaÖ), e si è svolto anche nel contesto del 75° anniversario della Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Lukas Gahleitner-Gertz del Coordinamento austriaco per l’asilo ha descritto la riforma come la continuazione di un sistema già problematico. L’Europa aveva un sistema comune di asilo, “il problema era semplicemente che non funzionava”. L’idea di base di esaminare le domande di asilo alle frontiere esterne non è nuova. Il sistema è fallito a causa della mancanza di solidarietà tra gli Stati membri. Gahleitner-Gertz ha messo in guardia contro procedure accelerate, tempistiche più brevi e nuovi ostacoli all’accesso ai diritti. Le persone verrebbero “ulteriormente private del loro diritto ad avere diritti”. Anche Renner, in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano diocesano viennese “Der Sonntag”, ha criticato aspramente il governo federale che, con l’attuazione del Ceas, ha annunciato l’intenzione di “andare oltre le rigide normative Ue”. Il tono e l’atteggiamento dei politici di spicco rivelano “che i richiedenti asilo vengono trattati come un fastidio da cui si desidera isolarsi”. Non cercare una soluzione “praticabile che rispetti la dignità umana, ma piuttosto denigrare le persone e giustificare pratiche che violano i diritti umani, è anticristiano”, ha criticato Renner.
Sicurezza sul lavoro: Mattarella, “la vita è un bene che deve essere tutelato in via assoluta e non può rappresentare il prezzo per poter svolgere un mestiere”
“La Relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia offre una disamina dei fatti e delle cause alla base della tragedia avvenuta a Casteldaccia il 6 maggio del 2024, fornendo proposte per il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro negli spazi confinati. Si tratta di un bene, quello della vita, che deve essere tutelato in via assoluta e non può rappresentare il prezzo per poter svolgere un mestiere”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato alla presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo, in occasione della presentazione della Relazione.
“Le vite spezzate a Casteldaccia nel maggio di due anni fa, come tutti i tragici incidenti sul luogo di lavoro, costituiscono una ferita per l’intera collettività e suonano monito costante, come di nuovo e di recente, per istituzioni e parti sociali sulla necessità di adottare misure sempre più efficaci e innovative a garanzia dell’incolumità di ciascun lavoratore, ponendo particolare attenzione all’importanza della prevenzione dei rischi”, ha sottolineato il Capo dello Stato. “Nel rinnovare la vicinanza della Repubblica ai familiari dei cinque lavoratori deceduti e a quelli di tutti gli altri lavoratori colpiti quotidianamente da questo flagello, esorto, ancora una volta, istituzioni e parti sociali al massimo impegno nel contrasto agli incidenti sul lavoro”, ha concluso Mattarella.
Diocesi: Grosseto, presentata la prima indagine sui senzatetto della città
Su ottanta persone senza fissa dimora intervistate a Grosseto, il 90% sono uomini e la maggior parte (40% del totale) sono italiani, seguiti dagli africani (33,7%) e quella romena (12,5%). È quanto emerso dal report “Oltre la strada. Chi sono i senzatetto a Grosseto. Storie, numeri e volti di chi vive ai margini della città” presentato lunedì scorso nel Polo universitario della città. Il dossier è stato promosso dalla Caritas diocesana di Grosseto insieme al Polo universitario e all’Università degli studi di Siena e ha visto il coinvolgimento sul campo di tutte le realtà associative e assistenziali del progetto “Abitare la notte”. Tra il 24 febbraio e il 23 marzo, una squadra di operatori ha battuto le strade della città affiancando la consegna dei pasti caldi per trasformare i questionari in canali di ascolto. Da qui è emerso che tra le cause che spingono le persone a vivere per strada vi è la perdita del lavoro (31%), i problemi di dipendenza (26,2%), le fragilità sanitarie (16,7%) e le separazioni familiari (14,3%). Il 42,9% soffre di patologie croniche, ma emergono drammatiche disuguaglianze: gli italiani possiedono la tessera sanitaria, circa il 45% degli immigrati intervistati ne è completamente privo, creando una barriera enorme nell’accesso alle cure. Inoltre, più della metà degli italiani gode di una minima forma di reddito, da cui gli stranieri sono quasi totalmente esclusi. L’85% degli intervistati considera i servizi della Caritas “molto o abbastanza utili” e il 61,9% esprime il forte desiderio di intraprendere percorsi di formazione o di reinserimento lavorativo.
Haiti: Save the Children, un bambino su due vive in contesti di violenza armata
Ad Haiti un bambino su due vive in contesti di violenza armata, esposto a sparatorie, attacchi con droni, scontri armati e altre gravi minacce alla sicurezza nelle immediate vicinanze delle proprie abitazioni. Lo dichiara Save the Children, sulla base della nuova analisi realizzata dall’Armed conflict location and event data project, dalla quale emerge che più di due milioni di bambini, pari al 47% della popolazione infantile di Haiti, ha vissuto a meno di cinque chilometri da episodi di violenza nei primi cinque mesi dell’anno. I bambini rappresentano poco più di un terzo della popolazione di Haiti, ma subiscono un impatto sproporzionato dal conflitto. Quasi la metà (43%) dei minori vive nel dipartimento dell’Ouest, che comprende Port-au-Prince ed è l’epicentro della violenza e delle attività dei gruppi armati nel Paese. Il crescente utilizzo di droni armati ad Haiti per colpire i gruppi armati, soprattutto in aree urbane densamente popolate, ha esposto i bambini a nuove forme di violenza. Da marzo 2025, un bambino su quattro ha vissuto entro cinque chilometri da un attacco con drone armato, con un rischio diretto di danni fisici.
Questi dati arrivano mentre la Gang suppression force (Gsf), una nuova missione multinazionale autorizzata dalle Nazioni Unite, inizia le operazioni a Port-au-Prince con il mandato di affrontare i gruppi armati che controllano gran parte della capitale. Haiti ha dichiarato lo stato di emergenza nel marzo 2024 a causa dell’escalation della violenza e del deterioramento dello stato di diritto nel Paese, in particolare a Port-au-Prince.
Secondo stime recenti, quasi la metà dei membri dei gruppi armati sarebbe composta da minori, mentre sfollamento, povertà e limitato accesso ai servizi di base ne accrescono la vulnerabilità al reclutamento.
Nel Paese, più di 750mila bambini sono attualmente sfollati, tra cui oltre 115mila solo a Port-au-Prince, molti dei quali ospitati in scuole sovraffollate senza un adeguato accesso ad acqua potabile, cibo o protezione. In totale, le persone sfollate sono circa 1,5 milioni, su una popolazione di 11 milioni, mentre oltre 5 milioni affrontano una grave insicurezza alimentare, secondo dati delle Nazioni Unite. “Questi dati mostrano l’impatto devastante della violenza sui bambini – ha dichiarato Gabriella Waaijman, chief operating officer di Save the Children, durante una visita ad Haiti – Crescono costretti ad assistere a uccisioni, scontri violenti, in strade piene di proiettili e corpi senza vita, vivendo nella costante paura che loro o i loro cari possano essere feriti, uccisi, reclutati in gruppi armati o subire violenza sessuale”.
Save the Children esorta tutte le parti coinvolte, inclusi i gruppi armati e le forze statali, “a cessare immediatamente ogni azione che comporti l’uccisione, il ferimento o il reclutamento di minori, e a garantire che i bambini incontrati nel corso delle operazioni di sicurezza siano riconosciuti innanzitutto come vittime e affidati ai servizi di protezione dell’infanzia”.
Germania: 300mila ministranti nel Paese. Il servizio all’altare uno degli impegni preferiti da ragazzi e giovanissimi
Circa 300mila bambini, adolescenti e giovani prestano servizio come ministranti in Germania. È quanto emerge da una recente analisi delle diocesi tedesche, presentata oggi al Forum per il ministero del ministrante a Wiesbaden. La percentuale di ministranti donne a livello nazionale si aggira intorno al 54%. “I ministranti rappresentano una delle forme più forti e visibili di pastorale giovanile ecclesiale in Germania”, spiega il vescovo ausiliare di Osnabrück, mons. Johannes Wübbe, presidente della Commissione per la Pastorale giovanile della Conferenza episcopale tedesca. “Chi serve all’altare non si limita a conoscere l’ordine liturgico. I giovani plasmano attivamente la propria vita religiosa e vivono esperienze di fede uniche. Questa è la pastorale giovanile nel suo senso più autentico: vicina ai giovani e connessa alla vita della Chiesa nelle loro comunità locali”. I dati sono stati presentati al Forum sulla pastorale giovanile, concluso oggi dopo 3 giorni di lavori. Circa 60 responsabili diocesani, nonché rappresentanti del mondo accademico, della formazione e della pratica pastorale, hanno rilevato che, nonostante il calo della frequenza e del numero dei giovani cattolici, il servizio all’altare resta uno degli impegni pastorali giovanili preferiti.
Bolivia: dopo 40 giorni di scioperi e blocchi stradali prende avvio tavolo di dialogo tra Governo e parti sociali. Vescovi, “passo positivo e opportunità per ritrovarci come fratelli”
Ha preso avvio, ieri, il tanto atteso tavolo di dialogo tra il Governo colombiano e i movimenti sindacali e sociali, dopo 40 giorni di scioperi, blocchi stradali, episodi di violenza. La Conferenza episcopale boliviana, che molto si è spesa per favorire il dialogo, in una nota, “vede con speranza l’apertura di uno spazio di dialogo tra il Governo e i movimenti sociali, dopo più di quaranta giorni di conflitto che hanno provocato sofferenza, incertezza e difficoltà per migliaia di famiglie del nostro Paese”. Proseguono i vescovi: “Apprezziamo questo passo come un segno positivo e un’opportunità per ritrovarci come fratelli, convinti che il dialogo sincero e rispettoso sia la via più adeguata per la ricerca di soluzioni ai problemi che colpiscono la nostra società. Esortiamo tutte le parti ad agire con responsabilità, apertura e volontà di accordo, ponendo al di sopra di qualsiasi interesse particolare il bene comune, la difesa della vita, la pace sociale e il rispetto della dignità di tutte le persone. Invitiamo i fedeli e tutta la popolazione ad accompagnare questo processo con la preghiera, chiedendo al Signore il dono della sapienza e della concordia per coloro che partecipano a questo incontro”.
Terra Santa: Gerusalemme, Patriarcato greco-ortodosso denuncia sequestro a Silwan, “atto illegale”
Il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme ha espresso “grave preoccupazione” per il raid condotto il 15 giugno dalle autorità israeliane contro una proprietà ecclesiastica a Silwan, nella Gerusalemme Est occupata, definendo l’operazione “un sequestro illegale e illegittimo”. In una dichiarazione ufficiale, il Patriarcato riferisce che durante l’intervento il proprio rappresentante è stato allontanato con la forza, le attrezzature confiscate, gli alberi sradicati e il terreno recintato. L’area – la particella 6 del blocco 29985 – risulta, secondo la fonte, regolarmente registrata a nome della Chiesa e situata accanto a un antico monastero, con rilevanti caratteristiche storiche, archeologiche e religiose. L’istituzione respinge inoltre le motivazioni addotte dalle autorità israeliane, sottolineando che il ricorso a un’ordinanza municipale del 2019, scaduta nel 2024, “non fornisce alcuna base legale” per l’intervento. Il Patriarcato avverte che l’episodio “costituisce un pericoloso precedente” per i diritti della Chiesa a Gerusalemme. Secondo la stessa fonte, gli eventi di Silwan si inseriscono “in un quadro più ampio di crescenti attacchi” contro la presenza cristiana in Terra Santa, denunciando una “inaccettabile tolleranza internazionale”. Nel 2024 sarebbero stati registrati 111 attacchi contro cristiani e luoghi di culto, tra cui 35 contro chiese e monasteri. Il Patriarcato richiama infine anche episodi avvenuti a Gaza, ribadendo che la tutela dei beni ecclesiastici rappresenta “una responsabilità spirituale e storica” e che la pace passa “dal rispetto del diritto, dei luoghi santi e della dignità della presenza cristiana a Gerusalemme”.
Legalità: Transparency International, “il 2025 conferma il rafforzamento del whistleblowing in Italia”
In vista del World Whistleblower Day e dell’evento che si svolgerà a Roma il 23 giugno è online il Report Whistleblowing 2025 di Transparency International Italia con lo stato dell’arte del whistleblowing in Italia.
Il 2025 conferma che il whistleblowing in Italia sta attraversando una fase di consolidamento. A quasi tre anni dall’entrata in vigore del d.lgs. 24/2023, organizzazioni pubbliche e private hanno compiuto importanti progressi nell’implementazione dei canali di segnalazione, nel rafforzamento delle procedure interne e nella diffusione di una maggiore consapevolezza degli obblighi normativi. L’attività di monitoraggio, ricerca e supporto svolta da Transparency International Italia restituisce un quadro articolato: da un lato si registra un significativo miglioramento degli strumenti organizzativi a disposizione di enti e aziende, dall’altro lato emerge un sistema ancora lontano dal garantire la piena tutela delle persone che segnalano illeciti.
Le analisi contenute nel rapporto mostrano che la vera sfida del whistleblowing non riguarda più soltanto la creazione dei canali di segnalazione, ma la capacità del sistema di proteggere concretamente i whistleblower quando quei canali non funzionano, quando le segnalazioni non vengono gestite correttamente o quando il segnalante subisce conseguenze discriminatorie, ritorsive o professionali.
L’analisi della giurisprudenza evidenzia alcuni segnali incoraggianti. Per la prima volta assistiamo a decisioni che valorizzano pienamente principi centrali della disciplina, come l’inversione dell’onere della prova e il diritto al risarcimento del danno conseguente a misure ritorsive. Si tratta di sviluppi importanti che contribuiscono a rendere le tutele previste dalla legge meno teoriche e più concrete. Allo stesso tempo, il numero ancora limitato di pronunce e di provvedimenti da parte di Anac dimostra come il sistema applicativo sia ancora in una fase iniziale di consolidamento.
Anche l’approfondimento dedicato ai settori speciali mette in luce la necessità di un maggiore coordinamento normativo. La presenza di discipline frammentate e differenziate continua a generare incertezze applicative e livelli di tutela non sempre omogenei tra i diversi contesti lavorativi.
Il tema centrale del whistleblowing resta quello della protezione delle persone. Nasce in questa prospettiva la Casa dei Whistleblower: uno spazio di orientamento, supporto e comunità pensato per accompagnare chi si trova nella difficile scelta di segnalare un illecito. Un luogo in cui le persone possano comprendere non solo i propri diritti e le tutele previste dalla normativa, ma anche i rischi e le responsabilità connessi a una segnalazione, affinché ogni scelta possa essere compiuta in modo consapevole e informato. “L’obiettivo della Casa dei Whistleblower è quello che guida da sempre il lavoro di Transparency International Italia: contribuire alla costruzione di un sistema in cui segnalare illeciti rappresenti un atto di responsabilità civica riconosciuto, valorizzato e adeguatamente protetto”, dichiara Giorgio Fraschini, responsabile programma Whistleblowing per Transparency International Italia.
Maturità: mons. Carbonaro (Potenza) agli studenti, “molto più di una prova scolastica, interrogatevi sul significato della vostra esistenza”
“La vera maturità non si misura soltanto dai risultati raggiunti. Essa si manifesta nella crescita integrale della persona: nella capacità di assumersi responsabilità, nella qualità delle relazioni, nel rispetto degli altri, nella disponibilità al dono di sé, nella maturazione degli affetti e nell’apertura alla dimensione spirituale dell’esistenza”. Lo ha scritto mons. Davide Carbonaro, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, in una lettera rivolta a studenti e studentesse che da oggi sono impegnati negli esami di maturità.
Un traguardo – sottolinea il presule – che rappresenta “molto più di una prova scolastica”. Gli esami di maturità – prosegue – “segnano il passaggio verso nuove responsabilità e l’inizio di scelte che contribuiranno a orientare il vostro futuro. Per alcuni si apriranno le porte degli studi universitari; per altri inizierà l’ingresso nel mondo del lavoro. In ogni caso, siete chiamati a compiere decisioni importanti, che richiedono libertà interiore, discernimento e coraggio”. “Il tempo presente non è privo di incertezze e di fatiche”, osserva mons. Carbonaro: “Proprio per questo vi esorto a non cedere al pessimismo né all’indifferenza. Abbiate il desiderio di cercare la verità, di porvi domande serie sul senso della vita, di approfondire ciò che è essenziale e di confrontarvi con persone adulte che, per testimonianza e saggezza, possano essere guide affidabili nel vostro cammino”. “La vita – ammonisce l’arcivescovo – è un dono prezioso, affidato a ciascuno di voi da Dio, che vi conosce personalmente e vi ama. Per questo non abbiate paura di guardare in profondità dentro voi stessi e di interrogarvi sul significato della vostra esistenza e sulla vocazione alla quale il Signore vi chiama”. “Non lasciatevi scoraggiare dalle difficoltà, né imprigionare dalla rassegnazione. Coltivate grandi ideali, scegliete il bene anche quando richiede sacrificio e diventate, con la vostra vita, segni di speranza per gli altri”, l’invito rivolto da mons. Carbonaro: “Siate riconoscenti verso quanti vi hanno accompagnato nella crescita e continuano a sostenervi nel cammino della conoscenza di voi stessi e della scoperta del progetto di Dio sulla vostra vita”.
Leone XIV: udienza al presidente del Perù Balcázar Zelada, colloqui su migrazioni e criminalità organizzata
Leone XIV ha ricevuto oggi in udienza il presidente della Repubblica del Perù, José María Balcázar Zelada, il quale si è successivamente incontrato con il card. Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali. Lo riferisce un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. Nel corso dei “cordiali colloqui” in Segreteria di Stato è stato espresso “compiacimento per le buone relazioni tra la Santa Sede e il Perù e la volontà di consolidarle”. Ci si è poi soffermati su questioni di comune interesse, tra cui “l’andamento socio-economico, l’attività mineraria illegale, la promozione del bene comune e del dialogo” e “l’impegno a favore della coesione sociale”. Si è quindi discusso della situazione socio-politica regionale e internazionale, con particolare attenzione “al fenomeno delle migrazioni, alla criminalità organizzata e alle ripercussioni dei conflitti”.
Leone XIV: alla Roaco, “la guerra non risolve problemi, crea tragedie lasciate cadere nell’oblio”
“La guerra non risolve problemi, ma crea tragedie, tragedie spesso lasciate cadere nell’oblio generale”. Lo ha sottolineato Papa Leone XIV nel discorso ai partecipanti all’Assemblea plenaria della Riunione delle opere per l’aiuto delle Chiese orientali (Roaco), ricevuti oggi in Sala Clementina. Il Pontefice ha denunciato la “dolorosa emorragia dei cristiani orientali dai loro territori propri, causata anzitutto dalla guerra”, e ha identificato in una sola parola la piaga che ne consegue: “precarietà”. Leone XIV ha descritto società dove “la paura e l’insicurezza dominano ovunque: il lavoro appare precario, il pagamento dei salari discontinuo, la sanità va a singhiozzo, l’istruzione è provvisoria”, con effetti devastanti su “famiglie, bambini e giovani, anziani e ammalati”. Rivolgendosi ai benefattori della Roaco, il Papa ha tratteggiato un contrasto netto: “Mentre voi generate vita, loro seminano morte; mentre voi tendete la mano al fratello, loro trovano nemici da schiacciare; mentre voi create dialoghi, loro ricercano monologhi”. Leone XIV ha lanciato “un appello a riflettere sulle conseguenze della guerra e della precarietà, e a prevenirle con intelligenza e responsabilità, perché tutto ciò non è frutto di un destino inevitabile, ma di libere scelte e quindi di responsabilità moralmente imputabili”. Il Papa ha concluso: “Si ridestino il rispetto per l’umanità e un doveroso senso di civiltà!”.
Leone XIV: alla Roaco, “la Chiesa è unita ma non uniforme: le tradizioni orientali si completano”
“La nostra Madre Chiesa è unita, ma non uniforme; il suo grembo fecondo ha dato alla luce varie tradizioni spirituali e teologiche, riti e discipline diversi, che si arricchiscono a vicenda”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi in Sala Clementina i partecipanti all’Assemblea plenaria della Riunione delle opere per l’aiuto delle Chiese orientali (Roaco). Il Pontefice ha sottolineato che “soccorrere una Chiesa non significa solo provvederla di mezzi materiali di sussistenza, ma anche aiutarla a crescere nella sua identità e nella sua forza evangelizzatrice”. Leone XIV ha ricordato che le Chiese orientali cattoliche “custodiscono molti tesori”, condividendoli “con i fratelli e le sorelle delle Chiese ortodosse”, e che l’Oriente cristiano “fa risplendere la luce della grazia attraverso liturgie dense di sacralità” e “testimonia la potenza della preghiera d’intercessione”. Il Papa ha poi citato san Giovanni Paolo II, che nell’esortazione apostolica “Orientale lumen” (n. 24) ribadì la necessità di “conoscere la liturgia delle Chiese d’Oriente” e di “offrire nei seminari e nelle facoltà teologiche un insegnamento adeguato su tali materie, soprattutto per i futuri sacerdoti”. Leone XIV ha esortato i partecipanti a “coltivare sempre la vita spirituale, soprattutto attraverso la costanza nella preghiera e nella vita sacramentale”, ricordando che “le opere di bene non portano frutto duraturo se non si alimentano alla sorgente del bene, la sorgente che è Dio”.
Diocesi: mons. Melillo (Ariano Irpino-Lacedonia) a sindaco e consiglieri comunali, “riservare un’attenzione prioritaria ai giovani e alla famiglia”
“Tenere presente l’insegnamento di Alcide De Gasperi: ‘Il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda alla prossima generazione’. È questa la cifra dell’impegno al quale siete tutti chiamati: una visione che trascende l’immediato e il particolare per farsi carico del futuro della nostra comunità”. Lo scrive il vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, mons. Sergio Melillo, al sindaco Mario Ferrante e ai membri del Consiglio comunale, al termine della recente tornata elettorale.
“Guardando al futuro, non posso non richiamare il tema del lavoro, che nella nostra Costituzione occupa un posto centrale”, afferma il presule, osservando: “Viviamo nel pieno di un vero e proprio cambiamento d’epoca. Anche il lavoro è profondamente mutato e attraversa una stagione di oggettiva difficoltà. Per questo occorre impegnarsi con determinazione nel sostenerlo, evitando i rischi e le tentazioni di approcci clientelari a un diritto fondamentale della persona. Affrontare queste sfide richiede una politica capace di visione, di ascolto e di servizio”.
Il vescovo evidenzia: “Se la città è davvero una comunità viva, allora la prima responsabilità è custodirne il futuro umano e sociale”. Partendo da questa visione, mons. Melillo chiede “di riservare un’attenzione prioritaria ai giovani e alla famiglia, cellula fondamentale della società, oggi spesso segnata da una crescente solitudine, alle nuove povertà economiche e relazionali”. “Dobbiamo ripartire – aggiunge – dall’investimento nell’educazione, dalla custodia del creato e dalla difesa della vita, valore primo e non negoziabile della nostra civiltà”. Inoltre, “vanno intensificate, in concerto con tutti gli attori sociali, le attività che valorizzino le potenzialità dei giovani, della cultura e dello sport, senza inseguire progetti nati soltanto per intercettare finanziamenti occasionali. Occorre una visione progettuale d’insieme, fondata sulla continuità e sulla capacità di costruire processi duraturi”. Per il presule, “la storia di Ariano, la sua posizione geografica e la sua vocazione di crocevia non devono diventare un ricordo nostalgico, ma una bussola per affrontare le sfide del nostro tempo. Se Ariano è stata nei secoli un nodo di passaggi e relazioni, oggi può e deve candidarsi a diventare il punto di riferimento di una rete territoriale più ampia, valorizzando nuove opportunità logistiche, economiche e infrastrutturali che la geografia contemporanea rende possibili”. Per realizzare questa vocazione “occorre coniugare memoria e innovazione. La modernità è una forma di rispetto verso la nostra storia. Il modo migliore per onorare il passato consiste nel dare spessore al futuro. Una città che non progetta il proprio domani tradisce l’eredità di chi ebbe il coraggio di fondarla in una posizione allora strategica”.
Il vescovo indica alcune priorità: “Promuovere patti territoriali per il lavoro. Curare le fragilità. Superare i confini. Collaborare oltre le parti”.
Maturità: mons. Massaro (Avezzano) agli studenti, “il mondo ha bisogno di giovani che sappiano amare e rispondere al male con il bene”
“Non vi auguro una vita facile, perché non esiste per nessuno, ma una vita piena. Vi auguro amicizie vere, preziose e anche un po’ scomode, che non vi dicano sempre tutto quello che volete sentire. Vi auguro di non dimenticare mai le vostre origini. Siate orgogliosi di essere marsicani e di portare questo marchio ovunque andiate, senza temere di essere da meno rispetto agli altri. E se doveste allontanarvi dalla Marsica per ragioni di studio o di lavoro, vi auguro di ritornarci, prima o poi, per aiutare questo nostro stupendo territorio a crescere sempre di più”. Lo ha affermato ieri sera il vescovo di Avezzano, mons. Giovanni Massaro, incontrando i maturandi della Marsica nella Notte prima degli esami.
Rivolgendosi a loro, il presule ha sottolineato che “l’appuntamento degli esami di maturità, che vivrete a partire da domani, costituisce una tappa importante della vostra vita, perché segna il vostro ingresso, da adulti, nel mondo”. “Un mondo bello, ma malato”, ha osservato: “Malato di violenza e di guerre, nel quale sono ancora tanti coloro che muoiono sotto le bombe; un mondo in cui è più facile offendere che parlare, odiare più che ragionare, alzare muri piuttosto che costruire ponti. Un mondo in cui parole normali come pace e dialogo sono diventate ‘rivoluzionarie’. Un mondo in cui l’intelligenza artificiale è capace di tutto, ma non è capace di amare”. “Ecco perché – ha commentato mons. Massaro – questo mondo ha bisogno di voi. Ha bisogno di giovani che sappiano amare e rispondere al male con il bene, che sappiano dire sì alla vita, che sappiano sognare, che non abbiano paura di chiedere aiuto, che sappiano rialzarsi quando cadono. Che sappiano guardare l’altro, anche se viene da lontano, come un dono e mai come un nemico”. “Come vescovo e padre, vi benedico con la gioia e la certezza che il meglio per voi deve ancora arrivare”, ha concluso il vescovo.
Diocesi: Assisi, lunedì 22 giugno la Festa del Voto. Mons. Accrocca, “aver cura del bene di tutti prima ancora che del nostro personale”
Assisi è pronta a ricordare il salvataggio della città dall’assedio dei saraceni, per l’intercessione orante di Santa Chiara. Si terrà lunedì 22 giugno la Festa del Voto. “Una vicenda che ci insegna che non possiamo disinteressarci delle sorti della città terrena, poiché in essa abitiamo e ad essa dobbiamo dare il nostro fattivo contributo. Ci è chiesto, dunque, di vivere appieno in questo mondo, sapendo però che non tutto si esaurisce in esso e che altro è il nostro destino finale. E, dunque, ad aver cura del bene di tutti prima ancora che del nostro personale”, le parole del vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Felice Accrocca, nel suo editoriale nel numero di giugno di Chiesa Insieme, dedicato proprio a questa celebrazione. Ipotizzando, sempre nel suo editoriale, che oltre alla preghiera ci sia stata “qualche altra iniziativa presa dalla badessa di San Damiano”, che mons. Accrocca ritiene possa essere stata una richiesta di intercessione della Santa a frate Elia. “In quegli stessi anni in cui le truppe imperiali assalivano la città umbra – scrive infatti il vescovo – frate Elia – assisano, fortemente legato a Chiara e alla sua comunità – era a stretto contatto con Federico II, al punto di poter esercitare su di lui una qualche influenza. Non è perciò possibile pensare che, nell’imminenza del pericolo, Chiara si sia rivolta a lui perché intercedesse a favore della città? D’altronde, l’intercessione di Elia, riconciliatosi con la Chiesa solo alla vigilia della morte, spiegherebbe bene, di per sé, il silenzio poi calato sui fatti, dal momento che non sarebbe stato prudente sottolineare l’amicizia di Chiara con un personaggio tanto discusso”. La giornata si apre alle ore 5.45 con il suono delle Chiarine con gli araldi che intonano il Coprifoco e alle ore 6 il suono a festa delle campane della città. Alle ore 20.30 dalla cattedrale di San Rufino partirà il corteo religioso che si unirà, sulla piazza del Comune, a quello civile. A seguire nella basilica di Santa Chiara il saluto delle Clarisse e l’omaggio floreale del sindaco, e alle ore 21.30 a San Damiano l’offerta dei ceri da parte del primo cittadino e la celebrazione di Compieta con la benedizione eucaristica e l’esortazione del vescovo. A chiudere, il saluto del ministro provinciale dei frati minori dell’Umbria.
Missionari Vincenziani: Trivigliano, domenica 21 giugno si festeggiano i 35 anni della Comunità in Dialogo per persone con problemi di dipendenza e crisi esistenziale
Domenica 21 giugno, p. Matteo Tagliaferri della Congregazione della Missione (Missionari Vincenziani), i suoi collaboratori, le persone accolte nella Comunità in Dialogo e le loro famiglie festeggiano i 35 anni di “amore incarnato” della Comunità in Dialogo, nata nel 1991, per rispondere alle varie domande di aiuto di persone con problemi di dipendenza e crisi esistenziale. La Comunità in Dialogo, amore che si concretizza nell’esperienza di accoglienza e di rieducazione, nasce e si sviluppa a Casamaina (Aq) e dopo pochi mesi si trasferisce a Trivigliano (Fr), perché gli spazi della piccola canonica non erano più sufficienti. A Trivigliano, alla Comunità in Dialogo – Salone dell’Amore, in via San Rocco 2, domenica 21 giugno alle 10, la messa sarà celebrata dal cardinale vicario di Roma, Baldassarre Reina, e concelebrata dall’arcivescovo Santo Marcianò, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e di Anagni-Alatri, che nella stessa occasione festeggerà il ventesimo anniversario di consacrazione episcopale. Dopo il pranzo insieme, alle 15 si svolgerà una tavola rotonda con la partecipazione di Antonio Tajani, ministro degli esteri e vice presidente del Consiglio. Il 24 giugno p. Matteo invierà 4 persone in Brasile, a Belo Horizonte, per rispondere alla richiesta di aiuto di un medico e di un professore impegnati nel sociale.
Europa: Meloni, “servono autonomia strategica, capacità industriale, sovranità tecnologica, potenza finanziaria”. “Con il Golfo modello di cooperazione strategica”
“È evidente che non basta più essere una grande piattaforma commerciale o regolatoria. Servono autonomia strategica, capacità industriale, sovranità tecnologica, potenza finanziaria. E l’Europa deve essere pronta ad usare la forza geopolitica e geoeconomica di cui dispone. Vogliamo un’Europa che concentri le proprie energie sui grandi temi strategici dove è vitale unire le forze, ma che lasci agli Stati nazionali la competenza sugli ambiti dove da soli possono ottenere risultati migliori”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, nel videomessaggio per il Summit “FII Priority Europe”, organizzato a Roma dal Future Investment Initiative (FII) Institute.
“Nel farlo, una priorità deve essere rafforzare le sinergie con i nostri partner”, la convinzione della premier: “A partire dalla cooperazione tra Europa e Golfo, che ha un enorme potenziale inespresso e che può essere decisiva per unire Occidente e Oriente, Africa e Asia”. “L’Italia – ha spiegato Meloni – intende giocare un ruolo di primo piano in questo processo, come porta d’accesso verso l’Europa e naturale hub energetico, logistico e commerciale nel Mediterraneo. Lavorando insieme, Europa e Golfo potranno offrire al mondo un modello replicabile e scalabile di cooperazione strategica, capace di trasformare energia, commercio, infrastrutture, interconnessioni in fattori di stabilità e non di vulnerabilità”.
Diocesi: Campobasso, la parrocchia San Pietro Apostolo celebra il patrono e il 20° anniversario della presenza dei Frati Francescani Conventuali rumeni
La comunità parrocchiale di San Pietro Apostolo in Campobasso si prepara a vivere con gioia e gratitudine la festa del suo santo patrono, San Pietro Apostolo, unita quest’anno a una ricorrenza particolarmente significativa: il ventesimo anniversario della presenza e del servizio pastorale dei Frati Francescani Minori Conventuali rumeni nella parrocchia. Le celebrazioni prenderanno avvio con il tradizionale triduo in onore di San Pietro, da venerdì 26 a domenica 28 giugno, con momenti di preghiera, la recita del santo rosario e la celebrazione della santa messa. Il momento culminante sarà lunedì 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo. Alle ore 18 si terrà la celebrazione eucaristica in onore di San Pietro Apostolo e per il 20° anniversario della presenza dei Frati Francescani Minori Conventuali rumeni. La santa messa sarà presieduta da mons. Biagio Colaianni, arcivescovo di Campobasso-Bojano, insieme ai Frati che negli anni hanno svolto il loro ministero al servizio della comunità parrocchiale. Al termine della celebrazione, alle ore 19, si svolgerà la tradizionale processione con la statua di San Pietro per le vie del quartiere, segno della fede e della devozione che accompagnano da sempre la vita della comunità. La serata proseguirà presso l’Oratorio parrocchiale con un momento di fraternità e festa, durante il quale sarà possibile condividere la gioia dell’anniversario insieme ai Frati presenti e a tutti i fedeli. La ricorrenza rappresenta un’occasione preziosa per rendere grazie al Signore per il cammino compiuto in questi vent’anni, durante i quali i Frati Francescani Conventuali rumeni hanno accompagnato la crescita spirituale della comunità con dedizione, testimonianza evangelica e servizio pastorale. La parrocchia San Pietro Apostolo invita l’intera comunità diocesana, le associazioni, i movimenti ecclesiali e tutti i cittadini a partecipare alle celebrazioni e a condividere questo importante momento di fede, memoria e gratitudine.
Migranti: da inizio anno sbarcate 13.042 persone sulle nostre coste. Oltre 1.400 a giugno
Sono finora 13.042 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 28.509 mentre nel 2024 furono 24.055. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a giugno è pari a 1.412. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.089, mentre nel 2024 furono 4.902.
Degli oltre 13mila migranti sbarcati in Italia nel 2026, 3.937 sono di nazionalità bangladese (30,2%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.454, 11,1%), Sudan (1.162, 8,9%), Pakistan (1.156, 8,9%), Algeria (889, 6,8%), Egitto (873, 6,7%), Tunisia (537, 4,1%), Eritrea (400, 3,1%), Mali (299, 2,3%), Nigeria (268, 2,1%), Costa d’Avorio (214, 1,6%), Iran (183, 1,4%), Guinea (174, 1,3%), Sud Sudan (152, 1,2%), Marocco (149, 1,1%) a cui si aggiungono 1.195 persone (9,2%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Dal 1° gennaio al 16 giugno 2026 i migranti rimpatriati sono 4.016, dei quali 3.467 con rimpatri forzati e 549 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).
Leone XIV: Tv2000, in diretta la visita a Pavia e Sant’Angelo Lodigiano
Tv2000, sabato 20 giugno, dalle ore 16 trasmette in diretta la visita di Papa Leone XIV a Pavia e Sant’Angelo Lodigiano. La diretta segue la celebrazione della Parola e la venerazione delle reliquie di Sant’Agostino a Pavia, alle ore 16.15, l’incontro con la cittadinanza, alle ore 17.30, e l’adorazione del Santissimo Sacramento a Sant’Angelo Lodigiano, alle ore 19. Lo speciale del programma “Chiesa Viva”, condotto da Gennaro Ferrara, introduce l’evento a partire dalle ore 16. Servizi e approfondimenti nel Tg2000 e nel Gr di Radio inBlu2000. L’evento è trasmesso anche in streaming e on demand su Play2000.
Leone XIV: decreti per 20 martiri spagnoli e virtù eroiche di cinque candidati agli altari
Leone XIV ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei santi a promulgare i decreti riguardanti il martirio dei servi di Dio Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti diocesani uccisi in odium fidei tra l’agosto e il settembre 1936 sul territorio della diocesi di Ibiza (Spagna); e le virtù eroiche di cinque candidati agli altari: Júlio Maria De Lombaerde (al secolo: Júlio Emilio Alberto), sacerdote della Congregazione dei missionari della Sacra Famiglia, nato a Waregem (Belgio) il 7 gennaio 1878 e morto in Brasile il 24 dicembre 1944; Maria Teresa Tallon (al secolo: Julia Teresa), fondatrice della Congregazione delle visitatrici parrocchiali di Maria Immacolata, nata il 6 maggio 1867 a Hanover (Usa) e morta il 10 marzo 1954 a Monroe (Usa); Maria Agnese Tribbioli, fondatrice della Congregazione delle suore pie operaie di San Giuseppe, nata il 20 aprile 1879 a Firenze e ivi morta il 27 gennaio 1965; Clara Andreu y Malferit (al secolo: Barbara Onofria), monaca girolamina, nata il 4 dicembre 1596 a Palma di Maiorca (Spagna) e morta il 24 giugno 1628 a Inca (Spagna); Maria Petra Giordano (al secolo: Nicoletta), monaca domenicana, nata il 4 luglio 1912 a Napoli e morta il 21 giugno 2006 a Bibbiena (Italia). I decreti sono stati autorizzati nel corso dell’udienza concessa dal Papa al card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero.
Maturità: Bolzano, stamattina in duomo accese 560 candele per gli studenti altoatesini che affrontano l’esame finale
Stamattina alle 7 in duomo a Bolzano il vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser e alcuni collaboratori hanno acceso le candele per i maturandi che hanno partecipato all’iniziativa “Be Blessed!” (sii benedetto/a), che si svolge in Austria e a cui per la prima volta ha aderito l’Alto Adige. Contemporaneamente i messaggi di benedizione personalizzati sono stati inviati sui cellulari degli studenti. La proposta vuole accompagnare i giovani nel primo giorno degli scritti della maturità, mostrare loro che c’è chi li pensa e augurare successo all’esame.
Al progetto hanno potuto iscriversi non solo gli studenti ma anche genitori, nonni, fratelli e sorelle, amici e insegnanti. La risposta in Alto Adige è stata nettamente superiore alle aspettative: complessivamente sono state registrate 560 iscrizioni, tra cui appunto familiari e persone care che hanno voluto incoraggiare i maturandi anche in questo modo. Il vescovo Ivo Muser definisce l’iniziativa un connubio tra vicinanza personale, preghiera e comunicazione moderna. “Le candele e i messaggi di benedizione sono un segno che i giovani non sono soli nel loro cammino. La candela accesa è un segno di protezione e di preghiera per i nostri maturandi”, ha sottolineato mons. Muser. L’iniziativa vuole trasmettere ai giovani, in una fase importante della loro vita, un messaggio chiaro: non sono solo o sola, non dipende tutto da me, c’è chi prega per me. “Be Blessed!” si svolge in Austria già da diversi anni e quest’anno per la prima volta ha partecipato anche l’Alto Adige attraverso l’Intendenza scolastica tedesca-Ispettorato per l’insegnamento della religione e l’Ufficio diocesano scuola e catechesi. Visto il riscontro, si pensa di riproporre l’azione delle candele e dei messaggi whatsapp anche il prossimo anno.
Migrazione e asilo: Caritas Ambrosiana, “approccio securitario, deportazione in Paesi terzi”
Il documento diffuso dal “Sistema Caritas” della diocesi di Milano, che segnala undici criticità del Patto per la migrazione e l’asilo Ue, prosegue con la sesta indicazione riguardante il rafforzamento dell’approccio securitario: “Il Patto attribuisce una centralità senza precedenti al controllo delle frontiere, all’identificazione e ai rimpatri. La tutela delle persone e dei loro diritti viene subordinata agli obiettivi di gestione e contenimento dei flussi; la preoccupazione per la sicurezza rischia di prevalere definitivamente sui doveri costituzionali di protezione e inclusione”. Settima criticità: pressione persistente sui Paesi di primo ingresso: “Pur introducendo un meccanismo di solidarietà, il Patto continua a fondarsi in larga misura sulla responsabilità degli Stati di frontiera. Italia, Grecia, Malta, Spagna e Cipro continueranno verosimilmente a sostenere la maggior parte delle attività di identificazione, screening e gestione delle procedure”. Ottavo elemento: standard di accoglienza differenti tra i Paesi dell’Unione: “Mentre gran parte del Patto è composta da Regolamenti direttamente applicabili, la disciplina dell’accoglienza è affidata a una Direttiva, che lascia più margine all’interpretazione dei singoli Stati. Il rischio in questo caso è il mantenimento di standard di accoglienza molto differenti tra i Paesi dell’Unione europea”. Nona indicazione: ampliamento della raccolta dei dati biometrici. Cioè il nuovo sistema Eurodac raccoglierà più dati (foto del volto e altri dati, prima non previsti), relativi a una platea più ampia di persone (prima si raccoglievano i dati biometrici dei minori over 14 anni, ora l’età è stata abbassata ai 6 anni). Sono state anche sollevate preoccupazioni (dallo stesso Garante europeo per la protezione dei dati) riguardo alla protezione dei dati personali e al rischio di utilizzi ulteriori rispetto alle finalità originarie e dichiarate; “in generale, si rafforza la dimensione di sorveglianza all’interno delle politiche migratorie europee”. Decimo problema: la disparità nell’attuazione tra gli Stati membri: l’attuazione del Patto richiederà investimenti significativi in termini di personale, infrastrutture e formazione, ma non tutti gli Stati partono dalle stesse condizioni. Non ultimo: criteri meno attendibili per individuare i Paesi di origine sicuri e frettolosa deportazione nei “Paesi terzi sicuri”. “Il nuovo assetto – si legge nel documento Caritas – introduce criteri comuni a tutti gli Stati e più automatizzati per individuare i Paesi ‘di origine sicuri’, e amplia la possibilità di trasferire i richiedenti verso ‘Paesi terzi sicuri’, riducendo il peso della valutazione individuale e rafforzando un approccio orientato alla rapidità e al contenimento delle domande d’asilo”. I Paesi d’origine sicuri vengono individuati come tali “grazie a un criterio di natura essenzialmente procedurale: [] si rischia di essere deportati in un Paese terzo prima ancora di poter fare ricorso o prima dell’esito del ricorso”.
Diocesi: Treviso, il Tribunale di Padova condanna per diffamazione l’accusatore di due preti
“Ora è arrivata una parola di verità e di giustizia”. Con queste parole il vicario generale della diocesi di Treviso, mons. Mauro Motterlini, commenta la sentenza n. 724/2026 del Tribunale di Padova – II sezione civile, che ha condannato Gianbruno Cecchin, 55 anni, di Galliera Veneta, a risarcire don Livio Buso e don Paolo Carnio, sacerdoti trevigiani ed ex educatori nel Seminario diocesano di Treviso, con 50mila euro ciascuno, oltre alle spese legali, per averli diffamati con false accuse di abusi sessuali. Cecchin li aveva accusati di abusi commessi trent’anni fa, quando lui, tra i 19 e i 20 anni, frequentava il seminario vescovile di Treviso nella Comunità Vocazionale: l’accusa era stata lanciata sei anni fa ed era stata immediatamente ripresa dagli organi di stampa locali e nazionali. Il tribunale, nella sentenza depositata il 27 aprile scorso, ha accertato l’infondatezza delle accuse e la non attendibilità dell’accusatore, rilevando alcune qualifiche accademiche e attività di insegnamento che si era attribuito, ma che l’università chiamata in causa ha smentito. I due sacerdoti, rappresentati e difesi dall’avvocato Stefano Zoccarato, del Foro di Treviso, avevano promosso la causa civile due anni fa. Mons. Motterlini ricorda “la corale e spontanea sottoscrizione a una lettera – ‘Ecco la nostra storia in Seminario’ – firmata da tantissimi sacerdoti e laici”. Il comunicato ricorda che la diocesi ha istituito il 2 dicembre 2021 il Servizio tutela minori e adulti vulnerabili.
Migrazione e asilo: Caritas Ambrosiana, 11 “criticità” del Patto Ue. Minor protezione, rischio compressione dei diritti
Un “endecalogo” per segnalare le criticità del Patto sulla migrazione e l’asilo varato dall’Unione europea. Lo firmano oggi, in vista della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno, quattro realtà del “sistema Caritas” milanese: Caritas Ambrosiana, Consorzio Farsi Prossimo, Avvocati per niente e Fondazione Casa della carità di Milano. Al primo punto si segnala la compressione del diritto d’asilo attraverso le procedure accelerate “di frontiera”. “Il Patto istituisce una sorta di doppio canale procedurale, con rischi per chi non potrà beneficiare della procedura ordinaria di esame della domanda d’asilo. Una quota crescente delle domande verrà infatti esaminata attraverso procedure accelerate svolte nelle zone di frontiera in tempi veloci, da 12 a 24 settimane, ma questo rischia di compromettere la qualità dell’esame individuale delle domande. Diventa più difficile per i richiedenti ottenere assistenza legale adeguata”. Punto due: maggiore ricorso alla detenzione amministrativa: il Patto amplia le situazioni “in cui le persone possono essere trattenute durante screening, procedure di frontiera accelerate e procedure di rimpatrio. Il rischio è che venga normalizzata la detenzione come strumento di gestione migratoria; le conseguenze possono essere particolarmente gravi per minori, persone vulnerabili e vittime di tortura o tratta”. Tre: esternalizzazione delle responsabilità di protezione: “Gli Stati membri potranno fare maggiore affidamento sul concetto di ‘Paese terzo sicuro’: una domanda d’asilo potrebbe non essere esaminata nel merito se il richiedente viene trasferito in un Paese terzo ritenuto sicuro, pur avendo standard di tutela dei diritti potenzialmente inferiori a quelli degli Stati Ue”. Quarta criticità: indebolimento delle garanzie procedurali nelle situazioni di crisi. Ovvero il Regolamento sulle crisi consente deroghe alle procedure ordinarie in caso di arrivi massicci o di presunta “strumentalizzazione” della migrazione, che possono far scattare uno stato d’emergenza. Ma il rischio è che si dichiari sempre stato di emergenza. Quinta sottolineatura: rischio di errori nell’individuazione delle vulnerabilità. Infatti, lo screening iniziale “dovrà identificare molto rapidamente minori, vittime di tratta, persone traumatizzate o con fragilità sanitarie e psicosociali. Non è prevista obbligatoriamente la presenza sul campo di esperti; le forze dell’ordine riceveranno una formazione specifica. Ma la competenza e l’esperienza maturate da esperti che da anni lavorano sul campo, e si dedicano esclusivamente a quel compito a quello, non sono comparabili con l’attenzione specifica che può essere dedicata da agenti che, contemporaneamente, devono occuparsi di altre incombenze”.
Diocesi: Sant’Angelo dei Lombardi, domani un convegno su San Paolino di Nola come esempio per i cattolici impegnati in politica
Si terrà domani, venerdì 19 giugno, alle ore 18, un convegno per ricordare la figura di San Paolino di Nola. L’evento si svolgerà presso l’Antica Taverna a Villamaina (Av), comune irpino dove il legame col santo è ancora radicato, tanto da venerarlo da secoli come patrono. Personaggio vissuto a cavallo tra il IV e il V secolo d.C., è una figura che andrebbe davvero analizzata, o almeno riscoperta. Il santo fu vescovo di Nola, ma, discendente da una nobile famiglia di stanza in Aquitania, nella sua vita precedente fu un senatore romano. Si impegnò molto nell’amministrazione pubblica, ricoprendo incarichi prestigiosi. Per tutto questo il Rotary Club Sant’Angelo dei Lombardi Hirpinia Goleto e l’arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia hanno organizzato un pomeriggio di studi. Il tema scelto per il convegno è “Nobili d’animo e ricchi di speranza. Quale strada indica il senatore Paolino di Nola ai cattolici impegnati in politica”.
L’assise sarà aperta dai saluti istituzionali di Nicola Trunfio, sindaco di Villamaina, e di Rosanna Repole, presidente della “Città dell’Alta Irpinia”. Seguiranno gli interventi, a partire da quello molto atteso di mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo emerito di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, che tratterà “Il cammino della santità nel sociale: da San Paolino di Nola al beato Toniolo”.
Sarà poi la volta di Giuseppe Trinchese, docente di Storia dell’arte, cui spetterà parlare di “San Paolino presso la tomba di San Felice: complesso paleocristiano di Cimitile”. Infine, “Da aristocratico dell’impero a pastore di anime: il ruolo sociale e politico di Paolino di Nola” sarà il tema trattato dal docente dell’Università di Salerno, Michelangelo Riemma. Le conclusioni spetteranno a mons. Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia. A moderare gli interventi sarà il presidente Rotary Club Sant’Angelo dei Lombardi Hirpinia Goleto, Stefania Di Cicilia, la quale afferma: “Da presidente del Club del Rotary e da cittadina di Villamaina tengo molto ad approfondire la figura di un santo a noi caro, ma che può mettere in connessione questa zona dell’Irpinia con il nolano, a motivo della sua biografia, e tante altre realtà, a causa del suo impegno sociale oltre che pastorale. La Settimana sociale dei cattolici vissuta a Trieste nel 2024 dal tema ‘Al cuore della democrazia: partecipare tra storia e futuro’ ha rilanciato la necessità per i cattolici di essere lievito ma anche manodopera per il bene comune: la figura di Paolino di Nola può essere un esempio concreto, anche se vissuto quasi milleseicento anni fa. La collaborazione preziosa dell’arcivescovo Cascio ci ha consentito di realizzare al meglio questa iniziativa”.
Giornata del rifugiato: Festa (Farsi Prossimo), “seri percorsi di integrazione nel rispetto della dignità delle persone”
“Il sistema italiano d’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo – osserva Rocco Festa, neo-presidente del Consorzio Farsi Prossimo di Milano – negli ultimi anni è stato più volte indebolito, per effetto dei ricorrenti decreti sicurezza. Ciononostante, le nostre cooperative hanno continuato ad assicurare servizi di qualità, anche oltre gli standard minimi previsti da norme e convenzioni, convinte che percorsi di integrazione seri assicurino il rispetto dell’inviolabile dignità e delle legittime attese di ogni uomo e donna che fuggono da scenari di guerra e discriminazione, e nel contempo fungano da garanzia per la serenità e l’arricchimento delle comunità che accolgono”. Ora, però, con il nuovo Patto Ue, confermato ieri da un voto dell’Europarlamento, e con la sua applicazione tramite Decreto nazionale, “temiamo – afferma Rocco Testa – che presunte esigenze di sicurezza collettiva sviliscano l’accuratezza dell’esame individuale che va garantita a ogni domanda di asilo, e a ogni storia di sofferenza e vulnerabilità umana che c’è dietro. Noi siamo testimoni del positivo esito di molti percorsi: non bisogna comprometterlo”.
Giornata del rifugiato: Selmi e Tossani (Caritas Ambrosiana), “politiche su migrazione e asilo ostaggio di una lettura securitaria”
Le politiche sulla migrazione e l’asilo, per quanto possano giovarsi in futuro di un migliore coordinamento, “sembrano essere sempre più ostaggio di una lettura securitaria del fenomeno – commenta don Paolo Selmi, presidente di Casa della Carità e codirettore di Caritas Ambrosiana, insieme a Erica Tossani, codirettrice Caritas –. Si tratta di una lettura parziale e irrealistica, perché alimentata dalla strumentalizzazione di paure che la politica, in un circuito vizioso all’opera ormai da decenni, coglie e amplifica nell’opinione pubblica, nazionale ed europea”. L’esperienza di chi lavora tutti i giorni con i profughi, “pur tra innegabili fatiche, non solo di natura organizzativa, ma anche culturale, è invece l’esperienza di una fraternità possibile”. E anche di una sicurezza possibile, proseguono Selmi e Tossani, “a patto di voler investire su pratiche alternative a quelle di respingimento, rimpatrio forzato, rafforzamento di muri, che in politica e nella comunicazione pubblica vanno per la maggiore. Perché, per esempio, dopo dieci anni di successi delle sperimentazioni che Caritas e altri soggetti conducono, la politica europea e italiana non si fa carico dei Corridoi umanitari, lavorativi e universitari, rafforzandoli per favorire ingressi generosi ma controllati, regolati e persino produttivi, invece di perseverare in pratiche proibizioniste che, in definitiva, fanno il gioco dei trafficanti di uomini?”. Lo stesso si può dire – secondo Tossani e Selmi – della necessità di potenziare i percorsi di integrazione sociale, linguistica, abitativa e lavorativa, di cui tanti soggetti sociali ed enti locali si fanno promotori, senza però un adeguato sostegno, normativo e finanziario, da parte dello Stato. “Molti ci chiamano buonisti – concludono Selmi e Tossani –. Ma la sicurezza vera, dei profughi e delle comunità che li accolgono, la si costruisce dal basso, con pratiche minute e quotidiane di solidarietà, conoscenza reciproca, educazione alla legalità. Lo Stato ha il dovere di regolare flussi ed esaminare domande: ma non ha l’obbligo di farlo in forma repressiva. Avrebbe invece convenienza a farlo, sostenendo la serietà e la generosità di chi, difendendo i diritti dei profughi, promuove il benessere di tutti”.
Giornata del rifugiato: Milano, migliaia di profughi e richiedenti asilo aiutati dal “Sistema Caritas”
Ricorre quest’anno il 75° anniversario della Convenzione di Ginevra del 1951, pilastro del diritto internazionale dei rifugiati. E ricorre dopodomani, sabato 20 giugno, l’annuale Giornata mondiale del rifugiato, “occasione per riflettere su quanto e come ci si prodiga, anche nel territorio ambrosiano, per assicurare protezione a ogni donna e uomo in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e discriminazioni”. Lo si legge in un ampio documento diffuso da Caritas Ambrosiana, Consorzio Farsi Prossimo, Avvocati per niente e Fondazione Casa della carità di Milano. Richiamati alcuni dati essenziali sul numero delle persone in fuga nel mondo (117 milioni, secondo l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati), riprese le parole di Papa Leone riservate ancora di recente a migranti e rifugiati (“Prima di dirvi qualsiasi parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità”), le realtà milanesi firmatarie ribadiscono il loro “convinto impegno a favore di rifugiati e richiedenti asilo che, da numerosi Paesi, approdano nei territori della diocesi di Milano”. I soggetti autori del documento vantano un’esperienza pluridecennale, sviluppata su più versanti e riservata a migliaia di uomini e donne, adulti e minori. Alcuni numeri: 1.806 gli appuntamenti per la domanda di protezione internazionale prenotati nel 2025, a favore di altrettanti cittadini stranieri, dal Servizio accoglienza immigrati di Caritas Ambrosiana; 60 i rifugiati giunti in diocesi tramite i Corridoi umanitari e lavorativi, per i quali dal 2018 Caritas ha organizzato accoglienza e integrazione; 23 i giovani arrivati con i Corridoi universitari; 904 i rifugiati e richiedenti asilo che, al 1° giugno, sono seguiti nei rispettivi percorsi di accoglienza e integrazione, ospiti di 124 appartamenti e 9 centri collettivi gestiti da 5 cooperative sociali; 131 le persone rifugiate (da 24 Paesi) accolte dalla Fondazione Casa della Carità, a partire dal 2022, nell’ambito del sistema di accoglienza Sai.
Leone XIV: all’Università ebraica di Gerusalemme, “artigiani di pace disarmata e disarmante”
“Gli atenei sono stati tradizionalmente luoghi privilegiati per il dialogo, dove la ricerca del sapere è intrinsecamente legata allo scambio di idee tra tutti i membri della comunità accademica”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi in Sala del Concistoro il Consiglio dei governatori dell’Università ebraica di Gerusalemme, in visita a Roma. Il Pontefice, in lingua inglese, ha sottolineato che i membri di una comunità universitaria “possono continuare a essere artigiani di vera pace, una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, che lavora per l’armonia tra i popoli”. Citando sant’Agostino, Leone XIV ha ricordato: “Se volete portare altri alla pace, abbiate prima voi stessi la pace; siate voi stessi saldi nella pace. Per infiammare gli altri, dovete avere la fiamma che arde dentro”. Il Papa ha quindi invitato a non credere che “la pace sia impossibile e al di là della nostra portata”, ma a promuoverla nelle proprie comunità. Leone XIV ha concluso auspicando che la comunità universitaria “possa continuare a essere un faro di speranza e di unità in un mondo sempre più diviso”.
Diocesi: Teramo, al santuario di San Gabriele ordinazione sacerdotale e convegno su giovani, IA e riconciliazione
(Foto Santuario San Gabriele)
Sabato 20 giugno, alle ore 16, nel nuovo santuario di San Gabriele a Isola del Gran Sasso (Teramo), il vescovo di Teramo-Atri, mons. Lorenzo Leuzzi, ordinerà sacerdote Michael Ejie, passionista nigeriano di 39 anni originario di Mbaukwu, nel sud della Nigeria. Entrato nella Congregazione della Passione nel 2012, dopo aver rinunciato agli studi universitari in psicologia per seguire la vocazione religiosa, Michael Ejie ha compiuto il percorso formativo tra Tanzania e Italia ed è oggi impegnato nel servizio pastorale nel santuario abruzzese. Domenica 21 giugno, alle ore 11, celebrerà la sua prima messa nel nuovo santuario. Lo stesso santuario ospiterà poi, dal 30 giugno al 2 luglio, il convegno “Giovani digitali e senso del peccato ai tempi dell’Intelligenza artificiale”, promosso dai Passionisti di Italia, Francia e Portogallo. L’iniziativa approfondirà le sfide morali e pastorali poste dall’era digitale, dai social media e dall’IA, interrogandosi sul rapporto dei giovani con il sacramento della riconciliazione e sulla necessità di nuovi strumenti di accompagnamento spirituale. Tra i relatori il card. Angelo De Donatis, penitenziere maggiore della Santa Sede, mons. Alfonso Vincenzo Amarante, rettore della Pontificia Università Lateranense, e i docenti padre Marco Staffolani e padre Dario Di Giosia. Il convegno si inserisce nel centenario del riconoscimento di San Gabriele dell’Addolorata quale patrono della gioventù cattolica (1926-2026).
Diocesi: Caritas Gorizia, aperto il bando per i contributi post – alluvione
La Caritas diocesana di Gorizia, grazie alla collaborazione dell’Unità Pastorale “Magnificat” e dell’Unità Pastorale di Borgnano, Brazzano, Cormons e Dolegna, ha pubblicato un bando per sostenere con un contributo il maggior costo che le famiglie, vittime dell’alluvione di domenica 16 e lunedì 17 novembre 2025, hanno dovuto sostenere per le utenze di gas ed energia elettrica a causa della deumidificazione delle abitazioni che sono state danneggiate all’inondazione del fiume Judrio. Sarà messo a disposizione un fondo di € 41.000,00 raccolto dalle donazioni ricevute dalla Caritas diocesana a favore delle persone colpite dall’alluvione. Possono beneficiare del contributo – spiega una nota pubblicata sul sito della dioce2si – coloro che sono domiciliati stabilmente in un’abitazione danneggiata dall’inondazione del 16 – 17 novembre dell’anno scorso e non dispongono di altro alloggio utilizzabile come dimora primaria. I residenti di Versa possono rivolgersi martedì 23 giugno dalle 17.30 alle 19 presso il cortile dell’abitazione della signora Tiziana Bassano a fianco della chiesa parrocchiale di Sant’Andrea portando con sé l’Iban, dove desidera sia bonificato il contributo, e una copia della carta d’identità. Chi non potesse presentarsi in quella fascia oraria potrà telefonare da mercoledì 24 giugno fino a martedì 30 giugno alla Caritas diocesana al numero 0481 525188 e contattare la segreteria all’interno 2 dalle 9.00 alle 14.00 da lunedì a venerdì. I volontari della Caritas dell’Unità Pastorale di Borgnano, Brazzano Cormons e Dolegna assieme agli operatori della Caritas diocesana faranno visita ai residenti di Giassico e Dolegna del Collio la cui abitazione primaria è stata colpita dall’alluvione del fiume Judrio per raccogliere le domande di contributo. Se non ricevessero questa visita potranno telefonare da mercoledì 24 giugno fino a martedì 30 giugno alla Caritas diocesana al numero 0481 525188 e contattare la segreteria all’interno 2 dalle 9.00 alle 14.00 da lunedì a venerdì. Questo bando – spiega la nota – si inserisce in un’azione di prossimità che la rete Caritas ha iniziato già subito dopo gli eventi tragici di novembre scorso. La diocesi di Gorizia, tramite la Caritas diocesana, già dalle settimane successive ha voluto sostenere la popolazione che ha subito l’alluvione tramite la messa a disposizione gratuita di deumidificatori professionali concessi in uso dalla Caritas Ambrosiana e dalla rete di Caritas Italiana. Negli scorsi mesi la Caritas diocesana, grazie al lavoro di prossimità dei volontari Caritas dell’Unità Pastorale di Borgnano, Brazzano, Cormons e Dolegna, ha sostenuto alcune famiglie fragili che vivevano nella zona interdetta di Brazzano a causa della frana. In questi mesi anche i volontari della Caritas dell’Unità Pastorale Magnificat hanno ascoltato le famiglie residenti a Versa che hanno manifestato la difficoltà di dover sostenere un costo elevato delle utenze domestiche durante il periodo della deumidificazione delle loro abitazioni.
800 anni morte san Francesco: L’Aquila, incontro su “Francesco, i poveri, la marginalità”
Un approfondimento sulla figura di san Francesco d’Assisi e sul suo rapporto con i poveri e le periferie dell’esistenza. È l’iniziativa in programma sabato 20 giugno, alle ore 10, nella chiesa di San Bernardino in piazza d’Armi, a L’Aquila, promossa in occasione dell’ottavo centenario del transito del Santo. Tema dell’incontro sarà “Francesco, i poveri, la marginalità”, con una relazione affidata a Marco Bartoli, ordinario di Storia del Francescanesimo all’Università Lumsa di Roma. L’appuntamento, organizzato dalla famiglia francescana aquilana, intende offrire una riflessione sull’attualità del messaggio francescano, tra attenzione agli ultimi e costruzione di una società più solidale.
Diocesi: Sorrento-Castellammare di Stabia, un incontro dedicato alla figura del servo di Dio padre Mario Crocco
In occasione dell’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi (1226-2026), sabato 20 giugno, alle ore 19, presso la chiesa dello Spirito Santo – San Ciro di Castellammare di Stabia, si terrà un incontro dedicato alla figura del servo di Dio padre Mario Crocco, missionario francescano in Cina dal 1936 al 1951 e parroco della comunità di Fontana Grande dal 1954 al 1990.
L’iniziativa, spiega una nota, intende fare memoria della straordinaria testimonianza evangelica di padre Crocco, che ha segnato profondamente la vita della Chiesa locale e il cui ricordo continua a essere vivo nella comunità stabiese. L’evento si colloca inoltre nel ricordo della traslazione delle sue spoglie mortali, avvenuta il 20 giugno 2006, a vent’anni da quel significativo momento di devozione e gratitudine ecclesiale.
Relatrice dell’incontro sarà Donatella Guida, docente di Storia della Cina presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, che offrirà una riflessione sul tema: “Le missioni francescane in Cina nel contesto storico e culturale della prima metà del Novecento”.
Nel corso della serata saranno inoltre proposti alcuni brani tratti dalle memorie di padre Mario Crocco, preziosa testimonianza della sua esperienza missionaria e del suo intenso cammino umano e spirituale.
L’incontro – promosso da Azione Cattolica di Sorrento-Castellammare di Stabia, parrocchia dello Spirito Santo – San Ciro e diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia – rappresenta un’importante occasione per riscoprire una figura che ha saputo incarnare con coraggio e fedeltà il carisma francescano, costruendo ponti tra culture e popoli diversi e lasciando un’eredità spirituale ancora oggi feconda.
Diocesi: Genova, per la festa di San Giovanni Battista celebrazioni, Discorso alla città e processione al Porto antico
Per celebrare la solennità di San Giovanni Battista, patrono di Genova e dell’arcidiocesi, sono in programma una serie di iniziative dedicate alla valorizzazione e alla riscoperta della figura del santo.
Si comincia con il triduo, dal 21 al 23 giugno: alle ore 18 nella celebrazione eucaristica in cattedrale verranno messe in luce tre tematiche legate a San Giovanni Battista: “Il Precursore e la Voce” (mons. Carlo Sobrero); “L’ascesi e il deserto” (mons. Fully Doragrossa); “La testimonianza e il martirio” (mons. Marco Doldi).
Martedì 23 giugno, vigilia della solennità, dalle 9 alle 17.30, a cura del Capitolo dei canonici e del Comune di Genova, sarà possibile effettuare visite guidate al battistero della cattedrale e all’Arca del santo patrono.
Alle ore 18.45, con un rito liturgico, saranno esposte solennemente le reliquie del santo, che rimarranno alla venerazione dei fedeli fino al giorno successivo.
“Le iniziative dedicate a San Giovanni Battista si inseriscono nel contesto della solennità del patrono della città e dell’arcidiocesi di Genova e quest’anno assumono un significato particolare. Nel triduo di preparazione spirituale, guidato dai canonici della cattedrale, metteremo in luce alcune caratteristiche del santo patrono, come la fedeltà alla missione ricevuta, la fermezza nella testimonianza e il suo autentico spirito missionario. Un percorso pensato per aiutare la città e la diocesi a prepararsi interiormente alla festa patronale”, spiega mons. Gianluigi Ganabano, prefetto della cattedrale di San Lorenzo. “L’esposizione delle reliquie rappresenta un momento dal forte valore simbolico e spirituale, che vuole aiutare a riscoprire il legame profondo della città e della Chiesa genovese con il suo patrono”.
Mercoledì 24 giugno, solennità di San Giovanni Battista, alle ore 10.30 il canto dell’Ora Terza all’altare del santo patrono e alle ore 10.45 la messa solenne presieduta dal card. Angelo Bagnasco nel 60° della sua ordinazione sacerdotale.
Alle ore 17 canto dei vespri in onore di San Giovanni Battista, discorso di mons. Marco Tasca, arcivescovo di Genova, alla città e alla diocesi; processione con le reliquie del santo fino al Porto antico; benedizione al mare e alla città.
“Martedì 23 giugno i visitatori potranno ammirare il battistero della cattedrale e l’Arca del patrono”, commenta mons. Ganabano. “L’iniziativa nasce per valorizzare il profondo legame tra arte, fede e storia. Il percorso che proponiamo partirà dal battistero, luogo che richiama l’inizio della vita cristiana e il tema della conversione, centrale nella predicazione del Battista. I visitatori saranno poi accompagnati all’Arca del santo patrono, straordinaria opera d’arte che attraverso i suoi bassorilievi in oro e argento racconta episodi della vita di San Giovanni Battista e dei primi momenti della vita pubblica di Gesù”. Partendo dal patrimonio artistico della cattedrale, l’itinerario offre l’opportunità di riscoprire il significato spirituale della figura del Precursore e il messaggio evangelico che continua a trasmettere alla Chiesa e alla città di Genova.
Diocesi: a Barletta venerdì 19 l’incontro “Condivisione Benedetta – Nuove strade per il dono”
Si intitola “Condivisione Benedetta – Nuove strade per il dono” l’incontro formativo organizzato dall’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie dedicato a tutti i referenti parrocchiali del Sovvenire. L’evento si terrà venerdì 19 giugno, alle 19.30, nella parrocchia San Giovanni apostolo ed evangelista di Barletta. L’incontro si propone come un’occasione di approfondimento e confronto sul tema della corresponsabilità ecclesiale e della cultura del dono, con particolare attenzione alle nuove prospettive pastorali e comunicative legate al sostegno della Chiesa cattolica. L’immagine scelta per accompagnare l’evento richiama simbolicamente il cammino condiviso delle comunità cristiane, orientato alla speranza e alla costruzione del bene comune. Il messaggio che accompagna l’iniziativa, “Camminiamo insieme, per seminare speranza”, esprime infatti lo spirito dell’incontro, volto a promuovere una testimonianza concreta di comunione e partecipazione.













