Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 26 Giugno 2026

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Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, venerdì 26 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Concistoro: la “guerra giusta” tra i temi della seconda sessione

La sessione di questo pomeriggio ha avuto inizio alle 16 nell’Aula Paolo VI, con la moderazione del card. Siongco David, che, aprendo i lavori, ha ricordato la dolorosa situazione del Venezuela e le tante vittime del terremoto delle scorse ore. Dopo la preghiera comune, il cardinale ha introdotto la sessione sul tema “La cultura della potenza e la civiltà dell’amore”, dedicata alla riflessione sul capitolo V della Magnifica humanitas, per poi dare la parola al card. Fernández per la relazione introduttiva. I lavori dei gruppi sono proseguiti fino alle 18.20. Papa Leone XIV, presente all’inizio della sessione, vi ha fatto ritorno per la plenaria. Al termine della sessione, attorno alle 19.30, Papa Leone XIV ha guidato la preghiera conclusiva. Undici gruppi hanno riferito in Aula, gli otto del primo insieme e tre del secondo. “Gli interventi di tutti i gruppi – riferisce la Sala stampa della Santa Sede – hanno manifestato una grave consapevolezza delle criticità del tempo presente, della forza disumanizzante della cultura della potenza, della sua universalità, della tentazione di conformarsi alle logiche dei potenti, di normalizzare la guerra e la polarizzazione che portano a un abbassamento della soglia di tolleranza nei confronti della violenza e a una pericolosa semplificazione nella ricerca di soluzioni”. Tutti i gruppi, inoltre, hanno espresso la “profonda e urgente responsabilità della costruzione della pace e della civiltà dell’amore”, attraverso un linguaggio fatto di ascolto, perdono, riconciliazione, giustizia riparativa, di gesti capaci di toccare il cuore degli uomini e delle donne, in dialogo con altre fedi e religioni, particolarmente con l’islam. Tra gli altri temi, la politica, la famiglia e l’educazione. Numerosi gruppi hanno condiviso la necessità di “superare la logica della guerra giusta, poiché il Vangelo non si impone con la forza, e di parlare piuttosto di diritto a una difesa proporzionata”.

Concistoro: card. Fernández, no a “leader violenti”, Violenza, cinismo e dispettosi attacchi verbali da parte dei leader politici, in alcuni paesi, hanno raggiunto livelli inimmaginabili”

“In questo nostro tempo, le basi per poter iniziare e continuare una guerra senza opposizioni efficaci – come altre decisioni politiche ingiuste – sono preparate con una battaglia culturale. È un lavoro meticoloso, capillare e globale che porta a relativizzare tutto e che quindi finisce per dare ampia libertà ai leader violenti”. Lo ha denunciato il card. Víctor Manuel Fernández, introducendo la seconda sessione del Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV in Vaticano. “Violenza, cinismo e dispettosi attacchi verbali da parte dei leader politici, in alcuni Paesi, hanno raggiunto livelli inimmaginabili poco tempo fa”, ha affermato il cardinale, secondo il quale i vescovi non possono accettare “il costante ricorso alla squalifica, talvolta sfrenata, di chi pensa diversamente, insieme a menzogne costanti delle quali nessuna rende conto”; l’imposizione di un “realismo politico” sulla guerra, dove regna la volontà di potere; l’accettazione dell’incoerenza come strategia, non solo da parte dei “leader fortemente criticati nel mondo”, ma anche dell’Unione Europea, che secondo Fernández “applica sanzioni economiche a un Paese, invia aiuti di denaro e armi a un altro, ma non fa lo stesso di fronte ad altre invasioni ancora più gravi, con conseguenze ancora più crudeli per intere popolazioni”.

Concistoro: card. Fernández, “guerre preventive basate su supposizioni”

“Le guerre preventive invocano unilateralmente possibili – non provate – azioni preparatorie di aggressioni esterne e, alla fine dei conti, semplici supposizioni su ciò che un altro Paese potrebbe fare”. È la tesi del card. Víctor Manuel Fernández, che ha introdotto la seconda sessione del Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV in Vaticano. “Questo finisce per giustificare tutto ciò che abbiamo visto e continuiamo a vedere a Gaza, in Libano, in Ucraina e anche in altri luoghi”, ha osservato il cardinale: “In questi casi le azioni belliche appaiono come applicazione di criteri teologici, non solo ebraici, non solo ortodossi come in Russia, ma della stessa dottrina cattolica sulla guerra giusta e sulla legittima difesa”. “Ciò che l’Enciclica aggiunge ora in riferimento al dettato del Catechismo sulla guerra giusta è il fatto che non solo l’applicazione ma anche la stessa nozione di legittima autodifesa deve essere meglio specificata affinché possa essere compresa nel suo senso più stretto”, ha osservato Fernández a proposito del quinto capitolo della Magnifica humanitas, in cui il Papa stigmatizza la “normalizzazione della guerra” e la “preoccupante riabilitazione della guerra come strumento di politica internazionale”, con una grave “perdita della memoria storica”. “La stessa nozione di guerra giusta deve essere rivista e migliorata”, la proposta del porporato: “Altrimenti, i classici criteri della guerra giusta oggi diventano inutili e inefficaci”.

Concistoro: card. Fernández, “sproporzionati gli interventi militari a Gaza e in Libano”

“Ogni atto di guerra, che mira indiscriminatamente alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e va condannato con fermezza e senza esitazione”. È quanto si legge nella Gaudium et spes, a proposito delle “distruzioni immani e indiscriminate, che superano pertanto di gran lunga i limiti di una legittima difesa”. Lo ha ricordato il card. Víctor Manuel Fernández, introducendo la seconda sessione del Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV in Vaticano. “Sembra che abbiamo già dimenticato quel che afferma il Concilio Vaticano II”, il monito del porporato, secondo il quale “la distruzione di intere città non può essere considerata un’azione difensiva proporzionata”. “È evidente, ad esempio, l’enorme sproporzionalità degli interventi militari a Gaza e nel sud del Libano”, l’esempio citato: “Essendo territori piccoli con pochi abitanti, la percentuale di morti civili rispetto alla popolazione totale, l’enorme numero di bambini uccisi (in una proporzione molto più alta rispetto ad altri Paesi in guerra) e il numero di case bombardate ci permettono di parlare di distruzione totale. Eppure, sia in Russia sia nella cooperazione degli Stati Uniti nelle guerre in Medio Oriente, la giustificazione è sempre una qualche forma di autodifesa”.

Concistoro: card. Fernandez, “la grande novità di Magnifica humanitas è l’invito a superare la teoria della guerra giusta”

“La grande novità di Magnifica humanitas è l’invito a superare la teoria della guerra giusta”. Lo ha detto il card. Víctor Manuel Fernández, introducendo la seconda sessione del Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV in Vaticano. La nostra dottrina della guerra giusta è “troppo spesso invocata a giustificare qualsiasi guerra”, si legge nel quinto capitolo della prima enciclica di Leone. “In questo modo – ha spiegato il cardinale – si produce un paradosso: la Dottrina sociale della Chiesa viene manipolata per fornire fondamento teorico alle guerre più ingiuste; invece di fermare le guerre, aiuta a giustificarle”. Per l’enciclica, inoltre, la legittima difesa può essere invocata solo se “intesa nel senso più stretto”, cioè non nel senso ampio e troppo aperto delle cosiddette “guerre preventive”. I criteri per la legittima difesa, in altre parole, sanciti dal Catechismo della Chiesa cattolica, restano validi: tra questi, quello per cui “una guerra non può essere proseguita indefinitamente solo per evitare un’ingiustizia, se ciò comporta danni seri e incessanti alla popolazione, in particolare una costante uccisione di persone”.

Diocesi: mons. Tomasi (Treviso), “Dalle nostre terre nasce la santità”

“Dalle nostre terre nasce la santità”, così mons. Michele Tomasi ha accolto i pellegrini padovani riuniti oggi nella cattedrale di Treviso per la celebrazione eucaristica in memoria del beato vescovo Andrea Giacinto Longhin, nel 90° anniversario della sua morte. Durante l’omelia, il vescovo ha ripercorso gli ultimi mesi di vita del beato Longhin, segnati dalla totale spogliazione: dalla perdita della vista, fino all’impossibilità di muoversi e predicare, testimoniando “il primato dell’essenziale, la centralità̀ di Cristo, la povertà del suo stile di vita. Al termine, quando non aveva più nulla da offrire, se non sé stesso, ha vissuto nella forma più radicale ciò che aveva predicato”.  Mons. Tomasi ha poi attualizzato la figura del Beato in vista della imminente visita pastorale diocesana. Pur riconoscendo che i tempi, la Chiesa e la diocesi sono profondamente mutati, ha sottolineato che “lo Spirito e il mandato restano i medesimi: andare, vedere, riconoscere la grazia, rallegrarsi, esortare alla perseveranza”, arrivando a portare la pace. Citando l’enciclica “Magnifica humanitas” e il discorso ai vescovi italiani di Papa Leone XIV del 28 maggio scorso, mons. Tomasi ha esortato i fedeli a fare proprio lo sguardo del Risorto, per scorgere la “messe abbondante” che Dio prepara, senza cedere a sterili lamenti o a meri dati statistici, perché Lui è “seminatore instancabile”. Infine, la richiesta di intercessione al beato, affinché la comunità trevigiana possa essere, sul suo esempio, sentinella di speranza e portatrice di pace, con una particolare attenzione ai più piccoli, ai fragili e ai poveri. 

Austria: Vienna, inaugurata “Justitia Collegialität”, la prima casa per donne ex detenute con figli

Giovedì a Vienna è stata inaugurata la prima casa destinata a donne detenute con figli, rilasciate dal carcere. La casa “ Justitia Collegialität” è gestita dalla Fondazione Sant’Elisabetta dell’Arcidiocesi di Vienna. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato l’Arcivescovo di Vienna, mons. Josef Grünwidl, il Ministro della Giustizia Anna Sporrer, e la Direttrice Generale della Fondazione Sant’Elisabetta, Nicole Meissner. La struttura offre alle madri e ai loro figli alloggio e servizi di supporto per consentire loro di condurre una vita indipendente e sicura dopo il rilascio. La casa è aperta anche alle donne sole. L’Arcivescovo Grünwidl ha benedetto il nuovo progetto e ha spiegato: “La nostra missione principale come Chiesa è accompagnare le persone ai margini della società e mostrare loro: il vostro futuro è più importante del vostro passato. Questo è esattamente ciò che vogliamo rendere possibile in questa casa per madri e bambini rilasciati dal carcere e i loro figli”. La casa ha un impatto di vasta portata sulla società, ha affermato Nicole Meissner della Fondazione Santa. Elisabetta: “Con la casa per madri e bambini Justitia Collegialität, stiamo creando un luogo di sicurezza, guida e fiducia, un luogo in cui le donne e i loro figli trovano sostegno, sviluppano nuove prospettive e hanno la possibilità di un nuovo inizio autodeterminato. Ciò che inizia qui su piccola scala ha un impatto di vasta portata sulla nostra società”. La casa dispone di 15 appartamenti. Verrà fornito un supporto intensivo e interdisciplinare nei settori del lavoro sociale, della pedagogia sociale e della psicoterapia, con un inserimento lavorativo attraverso l’orientamento professionale, la formazione per la presentazione di domande di lavoro e l’invio al Servizio pubblico per l’impiego. L’obiettivo generale è prevenire l’allontanamento dei minori dalle famiglie e la recidiva.

Diocesi: Udine, la Caritas diocesana avvia una raccolta fondi per il Venezuela in ricordo del sisma di 50 anni fa

“Anche in virtù dell’analoga esperienza vissuta con il terremoto in Friuli cinquant’anni fa, ci sentiamo ancora più vicini alle famiglie colpite” ha affermato l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba in seguito al terremoto che ha colpito il Venezuela due giorni fa. “Dalle immagini di distruzione e sofferenza si intuisce un grande dolore. Preghiamo per le comunità colpite dal terremoto”, ha esortato il presule, nato proprio a Caracas da una famiglia di emigrati italiani. Come la sua, moltissime famiglie italiane – e friulane – nel Novecento sono emigrate alla volta del paese sudamericano. La vicinanza anticipata dall’Arcivescovo si rende concreta tramite una raccolta di fondi alla quale possono contribuire parrocchie, gruppi e privati cittadini. Nella campagna «Tras el tremblor el amor», i fondi raccolti raggiungeranno le popolazioni colpite tramite la rete delle Caritas italiana e venezuelana, con quest’ultima attiva direttamente nei territori colpiti. Caritas Italia invita a non organizzare raccolte di beni materiali, per favorire la ripresa economica delle aree terremotate e per l’impossibilità a garantire una corretta gestione dei beni in condizioni di sicurezza precarie. 

Estate: Fondazione Santa Rita, a Porto Recanati nascerà una struttura ricettiva non profit per persone con disabilità e caregiver

Quando arriva l’estate, per i caregiver che in Italia si prendono cura in modo continuativo di un familiare fragile, anziano o con disabilità, i problemi non spariscono, anzi si amplificano. Per Agnese, mamma di Emanuele, diciannovenne con disturbo dello spettro autistico, i mesi estivi non coincidono con una pausa. Al contrario, la chiusura delle scuole, la sospensione di numerose attività e la riduzione di alcuni servizi rendono ancora più complessa la gestione quotidiana. “I ragazzi con disabilità restano fuori, la solitudine è completa. Pomeriggi interi a casa, senza attività, senza amici. E per gli adolescenti per di più non è sano stare sempre in famiglia. Vogliono divertirsi”, dice Agnese. Per rispondere a queste esigenze è stata pensata l’Oasi Santa Rita, il progetto del Monastero Santa Rita da Cascia promosso e sostenuto dalla Fondazione Santa Rita da Cascia. “L’Oasi Santa Rita nasce da un sogno che noi monache custodiamo da quasi dieci anni. Prima che il terremoto 2016 lo rendesse inagibile, infatti, l’edificio, di proprietà del Monastero da anni, era già aperto all’accoglienza, principalmente dei minori dell’Alveare, nostro storico progetto di Cascia – commenta madre Maria Grazia Cossu, presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia e badessa del Monastero Santa Rita da Cascia -. Ora, insieme alla Fondazione, desideriamo restituire allo stabile di Porto Recanati la sua vocazione, facendola crescere per trasformarlo in un progetto strutturato e attento ai bisogni. Vogliamo che qui le persone possano trovare non solo porte aperte, ma tempo per sé, relazioni, bellezza, sollievo, quella pace del cuore che nasce quando ci si sente accolti e amati, ed è un diritto di tutti”.
A Porto Recanati, nelle Marche, un immobile fronte mare di proprietà delle monache agostiniane sarà, dunque, trasformato in una struttura ricettiva non profit progettata secondo i principi del design universale. Un luogo pensato per accogliere persone con disabilità, familiari e caregiver, in generale persone fragili, in un contesto accessibile, inclusivo e aperto alla relazione. E, perché il diritto al riposo, alla vacanza e alla socialità non dipenda dalle possibilità economiche, l’Oasi Santa Rita adotterà un modello di ospitalità solidale: chi non potrà sostenere i costi sarà accolto gratuitamente e, in generale, ci saranno tariffe agevolate, per un’accessibilità anche economica.
“L’Oasi Santa Rita nasce per restituire spazio alla vita – dichiara Monica Guarriello, direttrice generale della Fondazione Santa Rita da Cascia -. Non solo spazio fisico, ma umano: per le relazioni, le esperienze, la scoperta, il tempo libero. Spazio per essere figli, genitori, amici, persone”. Per questo, “insieme alle monache e ai professionisti impegnati nella progettazione, abbiamo immaginato un luogo in cui questi bisogni possano finalmente ritrovare spazio”. Info: .

Terremoto in Venezuela: Protezione Civile, in partenza altro volo con aiuti umanitari, persone e materiali per l’emergenza

Proseguono senza sosta le attività coordinate dal Dipartimento della Protezione Civile per il trasporto di personale e di materiali utili a fronteggiare l’emergenza causata dai forti terremoti che hanno colpito il Venezuela. Nella mattinata di domani, sabato 27 giugno, decollerà un secondo velivolo dell’Aeronautica Militare Italiana che trasporterà tende autoportanti per l’assistenza alla popolazione, oltre al personale e alle ulteriori componenti che andranno a completare il modulo Tast (Technical Assistance and Support Team) dei Vigili del Fuoco, dedicato al supporto logistico e cartografico della base operativa sul campo. Gli aiuti si aggiungeranno al volo partito oggi con a bordo operatori dei Servizi Sanitari regionali e dei Vigili del Fuoco con compiti di ricerca e soccorso, assistenza medica e logistica, oltre a personale del Dipartimento e dell’Unità di Crisi della Farnesina. Il Dipartimento della Protezione Civile, in stretto raccordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero della Difesa, proseguirà nelle attività di ricognizione dei fabbisogni e in quelle di supporto e assistenza alla popolazione colpita.

Abuso e traffico di droghe: Nuovi Orizzonti, “affrontare tutte le dipendenze che feriscono la persona”

“La vera sfida oggi è affrontare tutte le dipendenze che feriscono la persona”. In occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe, Nuovi Orizzonti richiama l’attenzione sull’evoluzione di un fenomeno che va ben oltre l’uso di sostanze stupefacenti e coinvolge sempre più le dipendenze comportamentali, dal gioco d’azzardo all’abuso del digitale. Alla luce dei dati presentati nella Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia e dell’incontro istituzionale al Quirinale con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la comunità fondata da Chiara Amirante ribadisce la necessità di un approccio integrale capace di coniugare prevenzione, educazione, cura e accompagnamento. Da oltre trent’anni Nuovi Orizzonti opera accanto a giovani e adulti segnati da diverse forme di dipendenza, promuovendo percorsi di rinascita fondati sulle relazioni, sulla speranza e sul recupero della dignità della persona. Acquistando la copia di Avvenire di domenica 28 giugno in edicola oppure online, potrai contribuire a sostenere le opere di carità del Santo Padre verso i più bisognosi e partecipare alla sua missione di annuncio del Vangelo fino ai confini della terra.

Diocesi: Matera, sottoscritto l’accordo tra la Fondazione Lucana Antiusura “Mons. Cavalla” e Banca Mediolanum per l’attivazione del Prestito di Soccorso

È stato sottoscritto oggi, nel Salone degli Stemmi dell’Episcopio di Matera, il nuovo accordo di collaborazione tra Fondazione Lucana Antiusura “Mons. Cavalla” e Banca Mediolanum per l’attivazione del Prestito di Soccorso, strumento di sostegno rivolto alle persone e alle famiglie che attraversano situazioni di particolare difficoltà economica e sociale. Con questa nuova convenzione diventano 17 le Fondazioni associate alla Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo” con cui Banca Mediolanum ha stretto un accordo. Alla cerimonia di firma sono intervenuti mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, don Francesco Gallipoli, Presidente della Fondazione Lucana Antiusura “Mons. Cavalla”, Giovanni Pirovano, Presidente di Banca Mediolanum. Presenti anche i componenti del Consiglio della Fondazione, i volontari e i referenti della diocesi, a testimonianza dell’importanza dell’iniziativa e della rete di solidarietà che sostiene il progetto. Patrocinato da Fondazione Mediolanum, l’accordo mira a “rafforzare gli strumenti di aiuto destinati a quanti si trovano ad affrontare emergenze economiche temporanee, favorendo percorsi di accompagnamento e di recupero dell’autonomia personale e familiare attraverso la disponibilità di una linea di credito rotativa di 100.000 euro destinata all’erogazione di prestiti fino a 20.000 euro per singolo beneficiario, con durata massima di 60 mesi e tasso fisso agevolato dell’1,25%”, spiega una nota. Le persone beneficiarie vengono individuate attraverso il lavoro di ascolto e accompagnamento dei volontari della Fondazione Lucana Antiusura “Mons. Cavalla” in collaborazione con i centri di ascolto presenti sul territorio. Oltre al sostegno economico, il progetto prevede percorsi di accompagnamento sociale e educazione finanziaria realizzati dai volontari della Fondazione e dai consulenti finanziari della Banca, con l’obiettivo di aiutare le famiglie a recuperare stabilità e autonomia nella gestione delle proprie risorse. “La nostra esperienza ci insegna che dietro ogni richiesta di aiuto – ha detto don Francesco Gallipoli, Presidente della Fondazione Lucana Antiusura “Mons. Vincenzo Cavalla” – c’è una storia che chiede ascolto, accompagnamento e responsabilità condivisa. Per questo è fondamentale il coinvolgimento di tutta la comunità e, in modo particolare, la collaborazione con il sistema bancario, che consente di trasformare percorsi di fragilità in opportunità di riscatto. Strumenti come il prestito di soccorso permettono di intervenire tempestivamente, prevenendo situazioni più gravi e restituendo dignità e speranza a chi rischia di restare escluso dai circuiti legali del credito. È insieme, mettendo in rete competenze e sensibilità diverse, che possiamo contrastare efficacemente il fenomeno dell’usura e costruire percorsi di reale inclusione”.

Diocesi: mons. Tisi (Trento), “dobbiamo essere artigiani di pace”. Consegnata alla comunità la Lettera “Il Vasaio”

“Vi invito ad essere comunità abitate dalla pace. La pace è l’identità del Vangelo, non c’è alternativa, non puoi essere uomo del Vangelo se aderisci alle logiche della violenza”. È l’appello risuonato questa mattina, nella cattedrale di San Vigilio, durante il solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi nella festa del patrono della diocesi e della città.
Una celebrazione, segnata dal lutto per la morte improvvisa di don Carlo Crepaz, parroco della Val Rendena, scomparso mercoledì scorso a 61 anni, colto da malore. Nella sua omelia l’arcivescovo ha ricordato con commozione don Carlo, definendolo un uomo “buono, accogliente, abitato dal Vangelo”, una “luce gentile” per il suo stile pacifico e mite.
Il presule ha richiamato le lettere di San Vigilio, in particolare il riferimento alla pace come causa dell’odio contro i martiri d’Anaunia: “Se si cerca la causa dell’odio, il motivo fu la pace”. Una frase che, secondo Tisi, parla in modo sorprendentemente attuale anche al nostro tempo, in cui “chi oggi opera per la pace è snobbato, deriso, considerato ingenuo”.
Al cuore dell’omelia, un appello deciso a non ridurre la pace a tema marginale o accessorio della vita cristiana. “La pace non è un’aggiunta del Vangelo, non è una questione tra le altre, non è un opzionale della partita evangelica. La pace è il Vangelo”, ha affermato mons. Tisi.
La pace non è neutralità né fuga dal conflitto: “Vince chi resta umano”, ha detto l’arcivescovo, “chi ferito non provoca a sua volta ferite, chi non lascia che l’odio occupi il suo cuore”.
Al termine del pontificale, mons. Tisi ha consegnato simbolicamente alle autorità, ad alcuni sacerdoti e poi ai fedeli la nuova Lettera alla comunità, intitolata “Il Vasaio”. Un testo che prosegue il cammino di riflessione proposto ogni anno a San Vigilio da Tisi alla Chiesa trentina e che quest’anno assume la forma di un appassionato invito ad essere “artigiani di pace”. “L’intento”, ha spiegato l’arcivescovo, “è che diventi uno spunto perché ognuno di noi diventi un vasaio che va a ricucire ferite e a generare pace”. Per il presule, “davanti a noi c’è una sfida decisiva: fare del Trentino un laboratorio di pace”. Di qui l’auspicio: “Vorrei che tutta la nostra diocesi si senta interpellata a fare della pace la vera missione del futuro”, afferma l’arcivescovo, chiedendo alle comunità di promuovere “percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione e di dialogo nei conflitti che spesso lacerano il nostro territorio”.
L’appello si allarga poi alla società trentina nel suo insieme: “Dalla scuola allo sport, dal volontariato alla politica, dal mondo ecclesiale alla società civile, siamo chiamati a lavorare insieme per custodire la nostra democrazia autonoma e i suoi principi, nel rispetto dei diritti di ogni persona”.

Terremoto in Venezuela: Orionini, mobilitate le comunità per aiutare la popolazione

I sacerdoti orionini presenti a Caraballeda, in Venezuela, p. Carlos Liscano e p. Laudence, stanno bene. Lo comunica p. Miguel A. Bombín, vice provinciale di Spagna e Venezuela, da Madrid, dove mantiene i contatti con la vomunità colpita dal sisma. Le notizie giungono attraverso testimonianze di terze persone, poiché le comunicazioni nella zona rimangono ancora interrotte e non è stato possibile un contatto diretto con i due missionari. “Anche il vescovo di La Guaira, Mons. Pablo Modesto González, ci ha contattato per avere notizie dei nostri sacerdoti, non essendo riuscito nemmeno lui a mettersi in contatto con loro”, riferisce p. Bombín: “gli abbiamo comunicato che stanno bene”.  Secondo quanto riportato dal vice provinciale, la residenza della comunità — situata in un edificio sulla costa — sembra aver retto al terremoto, riportando però alcuni danni non ancora qualificati, mentre diversi edifici circostanti sono crollati. Le condizioni degli edifici della chiesa parrocchiale “Nuestra Señora de la Candelaria” e della scuola orionina non sono al momento note, benché le prime informazioni suggeriscono che quella zona abbia subito effetti meno devastanti rispetto ad altre aree. I confratelli orionini, insieme ad alcune persone sfollate, starebbero trovando rifugio nei locali della chiesa ancora in costruzione. La Guaira risulta essere la zona più colpita: edifici distrutti, comunicazioni interrotte e soccorsi in forte ritardo. “Sono gli stessi vicini, con pochi strumenti, a lavorare per estrarre i sopravvissuti”, spiega p. Bombín: “molti parrocchiani sono alla ricerca di familiari dispersi. I team di soccorso arrivano molto lentamente”. Da Barquisimeto, dove la comunità orionina è al sicuro, è in corso l’organizzazione di un convoglio di aiuti, coordinato con la Caritas diocesana e l’arcivescovo locale. Dalla parrocchia “Nuestra Señora de Guadalupe” si raccolgono beni di prima necessità — alimenti, prodotti igienici, medicinali e vestiario — in vista di una partenza prevista per sabato. “Stiamo preparando i permessi necessari per raggiungere la parrocchia di Caraballeda”, precisa p. Bombín, “poiché gli accessi da Caracas verso La Guaira risultano attualmente chiusi per ragioni di sicurezza”. Gravi anche i danni all’aeroporto internazionale di Maiquetía, rimasto chiuso in attesa di una valutazione tecnica, con conseguente forte limitazione dei voli internazionali. Il governo venezuelano ha inoltre sospeso da giovedì tutte le attività non essenziali, misura che ha comportato anche il rinvio di alcune udienze già programmate, fanno sapere gli Orionini la cui Famiglia si è mobilitata in particolare in Italia e in Spagna, tramite le comunità e la Fondazione Luigi Orione (FLO) per una raccolta fondi a sostegno delle popolazioni di Caraballeda.

Salute: Caritas Internationalis, appello per accesso universale alle cure. Dutton, “La salute è espressione della nostra missione”

“La salute come diritto umano fondamentale” e l’urgenza di garantire “l’accesso universale alle cure” sono al centro dell’appello lanciato dalla Conferenza sulla salute di Caritas Internationalis, conclusasi ieri al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo dopo tre giorni di lavori con delegati provenienti da oltre 28 Paesi. Tema dell’incontro: “Un approccio olistico alla salute nella Confederazione Caritas”. Nel messaggio inviato ai partecipanti, Papa Leone XIV ha incoraggiato gli operatori sanitari a “continuare a portare la compassione di Dio a chi soffre”, impartendo la sua benedizione apostolica alle comunità assistite. Nel corso dei lavori è stato ribadito che “la competenza professionale è indispensabile ma non sufficiente”, perché chi cura deve essere formato anche “nell’umanità e nella compassione”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle sfide emergenti, dall’intelligenza artificiale – vista come uno strumento che “può affiancare e non sostituire la relazione umana” – ai conflitti, con testimonianze da Ucraina e Medio Oriente. In Ucraina, è stato ricordato, “oltre 2.600 strutture sanitarie sono state danneggiate o distrutte” e circa “il 70% della popolazione vive difficoltà psicologiche”. Tra le criticità evidenziate, anche il peso del debito: in 85 Paesi in via di sviluppo “le pressioni del debito hanno già prodotto tagli ai servizi sanitari essenziali”, colpendo soprattutto le fasce più vulnerabili. Da qui l’invito a governi e istituzioni a intervenire, perché “il debito è oggi uno degli ostacoli più concreti all’accesso alle cure”. “La salute è una delle espressioni più chiare della nostra missione”, ha affermato il segretario generale di Caritas Internationalis, Alistair Dutton, sottolineando la necessità di rafforzare l’impegno della rete Caritas per rispondere alle sfide globali e promuovere sistemi sanitari più giusti e inclusivi.

Terremoto in Venezuela: vescovi Usa, “la comunità internazionale si mobiliti”

“Alla luce dei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela causando un grave numero di vittime e distruzioni, offro le preghiere e la solidarietà della Chiesa negli Stati Uniti alle sorelle e ai fratelli colpiti da questa tragedia”. Così mons. A. Elias Zaidan, presidente del Comitato per la giustizia e la pace internazionale della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (Usccb), chiedendo alla comunità internazionale di “mobilitarsi a sostegno del popolo venezuelano e di inviare gli aiuti umanitari necessari per alleviarne le sofferenze”. Catholic Relief Services, l’agenzia internazionale di soccorso della Chiesa statunitense, è già operativa insieme a Caritas Venezuela per valutare i bisogni nelle prime ore dell’emergenza. Il presule accoglie con favore la disponibilità del governo americano a predisporre una risposta iniziale. La dichiarazione si chiude con un appello alla preghiera “affinché Nostra Signora di Coromoto, patrona del Venezuela, conforti e protegga i suoi figli e gli aiuti internazionali giungano senza indugio”.

Agostiniani: Firenze, morto fra Severino Bussino, docente a Roma Tre. Aveva 69 anni

L’improvvisa scomparsa di fra Severino Bussino, membro della Comunità agostiniana di Santo Spirito in Firenze, lascia un profondo cordoglio nella famiglia agostiniana e nel mondo accademico. Il religioso è deceduto nella mattinata di oggi, all’età di 69 anni, a seguito di un malore mentre si trovava presso la comunità di Sant’Agostino in Campo Marzio, a Roma. Professore al Dipartimento di Fisica dell’Università Roma Tre e appassionato studioso delle Sacre Scritture, fra Bussino è ricordato per la capacità di coniugare rigore scientifico e profondità spirituale, uniti a grande umiltà e disponibilità umana. La sua morte rappresenta una perdita significativa per la comunità di Santo Spirito, per gli agostiniani e per quanti lo hanno conosciuto e stimato. In una nota congiunta, la Comunità agostiniana di Santo Spirito, il Centro Studi internazionale Leone XIV e l’associazione A Minimo Incipe affidano il religioso “alla misericordia del Signore”, esprimendo riconoscenza per il dono della sua vita. Le esequie saranno celebrate sabato 27 giugno alle ore 15 nella basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, a Roma. Domenica 28 giugno, alle ore 10.30, nella basilica di Santo Spirito in Firenze, sarà celebrata una messa in suo ricordo.

Cantieri ViceVersa: Terzo settore e finanza sostenibile insieme per guidare una transizione ecologica

La rigenerazione degli spazi urbani e la transizione e l’indipendenza energetica. Sono questi i principali temi affrontati durante la sesta edizione della Summer School di Cantieri ViceVersa, che a Verona ha acceso i riflettori sugli strumenti e sulla capacità del Terzo settore e della finanza sostenibile di affrontare la sfida di una transizione ecologica “giusta”. L’iniziativa, promossa dal Forum Terzo settore e dal Forum per la Finanza sostenibile, ha la partecipazione di oltre ottanta, tra rappresentanti del non profit e dei principali operatori finanziari, assicurativi e filantropici con l’obiettivo di far dialogare domanda e offerta di strumenti finanziari ed elaborare proposte condivise per rafforzare la capacità del Terzo settore di generare impatto socio-ambientale con le proprie attività. “Nel clima di incertezza economica che viviamo – ha affermato Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore -, sappiamo che può esistere un’economia diversa, non orientata al solo profitto, e l’occasione del Piano d’azione nazionale dell’economia sociale, che quest’anno ci auguriamo trovi slancio, non va sprecata”. “Gli operatori finanziari sostenibili possono svolgere un ruolo chiave nel fornire al Terzo Settore strumenti e competenze per realizzare un efficace e giusta transizione ecologica. La riqualificazione e rigenerazione urbana- spiega Massimo Giusti, presidente Forum per la Finanza sostenibile -, il contrasto alla povertà energetica e alle disuguaglianze sono ambiti in cui gli Ets e gli operatori finanziari sostenibili hanno accumulato esperienze preziose e possono diventare il campo per nuove fruttuose collaborazioni”.

Diocesi: Trieste, a Muggia la “Piazza della Pace” tra mostre, testimonianze e preghiera

Prosegue nel fine settimana la rassegna “Piazza della Pace”, promossa dalla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali della diocesi di Trieste insieme alla parrocchia dei Santi Giovanni e Paolo, con il patrocinio del Comune di Muggia. Un calendario di iniziative che mette al centro il tema della pace attraverso testimonianze, arte e momenti di preghiera. Tra gli appuntamenti principali, sabato 27 giugno alle 10, al Museo comunale d’arte moderna “Ugo Carà”, l’inaugurazione della mostra “Ma io sono vivo. Voci dall’Ucraina”, alla presenza del vescovo di Trieste mons. Enrico Trevisi e del sacerdote greco-cattolico padre Mychajlo Dymyd, ispiratore dell’esposizione. Attraverso storie e testimonianze, la mostra propone uno sguardo diretto sul dramma della guerra, restituendo “un volto umano al dolore e alla speranza” delle popolazioni coinvolte. Nel corso del weekend, la chiesa di San Francesco ospita anche la mostra “Fratello Sole, sorella Luna”, realizzata dagli studenti delle scuole triestine per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, con l’obiettivo di rilanciare il messaggio di fraternità e pace del santo. Il programma prevede inoltre sabato pomeriggio, nel Duomo di Muggia, un incontro di preghiera per la pace seguito dalla celebrazione eucaristica, segno di un impegno condiviso che unisce dimensione spirituale e riflessione civile in un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali.

Usa: vescovi contro la revoca del Tps per Haiti e Siria, “non possiamo chiudere gli occhi di fronte a tale ingiustizia”

“Revocare lo status legale di centinaia di migliaia di persone che non possono tornare in sicurezza nel loro Paese crea una crisi morale. Se vogliamo davvero affermare la dignità di ogni persona umana, non possiamo come nazione voltarci dall’altra parte di fronte a un’ingiustizia simile e alle scelte impossibili che ne derivano per famiglie e comunità”. Lo afferma mons. Brendan Cahill, presidente del Comitato per la migrazione della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (Usccb), dopo che l’amministrazione Trump ha ottenuto questa settimana ragione in un ricorso giudiziario sulla revoca del Temporary Protected Status (Tps) per Haiti e Siria, che garantiva protezione legale a centinaia di migliaia di persone sul territorio americano. Il presule chiede al presidente di ricorrere alla cosiddetta “deferred enforced departure”, uno strumento esecutivo che consente di sospendere le espulsioni forzate: “Anche qualora l’amministrazione ritenga il Tps non più giustificato, questo strumento resta disponibile e lo invitiamo a farne uso con lungimiranza. Rimandare famiglie in contesti di pericolo e miseria è un’eredità che nessun leader dovrebbe lasciarsi dietro”. Il vescovo rinnova anche l’appello al Congresso affinché intervenga con leggi che estendano il Tps per Haiti, lodando gli sforzi bipartisan già avviati in questa direzione.

Diocesi: Udine, morto in incidente il salesiano don Andreoli con un giovane animatore. Cordoglio di mons. Lamba

Cordoglio nella Chiesa udinese per la morte del salesiano don Francesco Andreoli e del giovane animatore Alberto Fioretto, scomparsi in un incidente stradale avvenuto il 25 giugno sulla superstrada Pedemontana Veneta. Il sacerdote aveva 36 anni, il ragazzo 16. L’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, insieme all’intera diocesi, si stringe attorno alla famiglia salesiana e ai familiari delle vittime, affidando “alla misericordia del Padre” le loro anime per intercessione di san Giovanni Bosco. Don Andreoli, originario del Veronese, era stato ordinato sacerdote nel 2018 nella basilica della Beata Vergine delle Grazie a Udine. Attualmente era responsabile dell’oratorio salesiano di Schio (Vicenza), dove operava anche il giovane Fioretto come animatore. Nel suo percorso pastorale, don Andreoli aveva svolto servizio anche all’istituto salesiano Bearzi di Udine, lasciando un ricordo vivo nella comunità. La tragedia ha suscitato profonda commozione, unendo nel dolore le comunità ecclesiali e giovanili coinvolte.

Terremoto in Venezuela: Sos Villaggio dei bambini, è allarme per i più piccoli

Le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Venezuela stanno aggravando una situazione già segnata da forte vulnerabilità sociale, economica e familiare. Le scosse che hanno interessato il nord del Paese, in particolare la costa caraibica, lo Stato di La Guaira, Caracas e diverse aree interne, hanno provocato vittime, feriti, crolli, danni estesi alle infrastrutture e l’interruzione di servizi essenziali. Lo denucia SOS Villaggi dei Bambini che pubblica alcune testimonianze degli operatori che denunciano un aumento del numero di bambini soli e sono sempre di più le famiglie che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni per paura di nuove scosse e possibili crolli, trovando riparo in strada, in spazi aperti o in strutture provvisorie. In questo scenario, SOS Villaggi dei Bambini richiama l’attenzione “sull’impatto particolare che le emergenze hanno sui bambini e sulle bambine, soprattutto su chi vive già in condizioni di fragilità o non può contare su una rete familiare solida”. “Quando un terremoto distrugge case, scuole e servizi essenziali, per un bambino la perdita non è solo fisica: viene meno il senso di sicurezza e la possibilità di sentirsi protetto”, dice Roberta Capella, direttore di SOS Villaggi dei Bambini: “la perdita della casa, la perdita dei membri della famiglia, l’interruzione della scuola, la separazione dai propri adulti di riferimento e l’esposizione a paura, insicurezza e incertezza possono avere conseguenze profonde. In queste ore la nostra priorità è individuare i bambini rimasti soli o esposti al rischio di separazione familiare, garantire loro protezione immediata e sostenere le famiglie perché possano restare unite anche nell’emergenza”.  SOS Villaggi dei Bambini sta monitorando la situazione attraverso la propria rete nel Paese e ha predisposto un piano di risposta all’emergenza che sarà concentrata sulla protezione dell’infanzia e sulla prevenzione della separazione familiare, con particolare attenzione all’identificazione e al supporto dei bambini e delle bambine che sono soli o rischiano di perdere la protezione dei genitori. La risposta prevede, inoltre, supporto psicologico per bambini, adolescenti e caregiver, distribuzione di beni essenziali, acqua potabile, alimenti e prodotti per l’igiene, sostegno all’alloggio temporaneo per le famiglie che non possono rientrare nelle proprie abitazioni, e la creazione di spazi sicuri e a misura di bambino, dove poter ricevere ascolto, giocare, rielaborare quanto accaduto e recuperare progressivamente una forma di normalità. E poi la continuità educativa: per i bambini e le bambine, “tornare ad apprendere e ad avere una routine non è un aspetto secondario della risposta umanitaria: è una forma di protezione”.
 

Terremoto in Venezuela: vescovi, “giornata nazionale di preghiera e rete di solidarietà”

“Non siete soli: un popolo e una Chiesa camminano con voi”. È il cuore del messaggio della Presidenza della Conferenza episcopale venezuelana dopo i terremoti del 24 giugno, che hanno colpito soprattutto la regione centro-settentrionale del Paese, causando vittime, feriti e ingenti danni materiali. I vescovi, esprimendo “profondo dolore ma con lo sguardo fermamente rivolto alla speranza cristiana”, parlano di una tragedia che “ha lasciato una scia di perdite umane e danni che rattristano e commuovono l’intera nazione”. Nel testo, rivolto “a tutto il Popolo di Dio e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”, i presuli elevano “ferventi preghiere al Padre delle misericordie per il riposo eterno dei defunti”, chiedendo “conforto per i familiari e pronta guarigione per i feriti”. Particolare attenzione è rivolta alle aree più colpite, tra cui Caracas, La Guaira, Puerto Cabello, Morón e Tucacas, dove “dolore e incertezza si fanno sentire con maggiore intensità”. La Conferenza episcopale ha indetto una “Giornata nazionale di preghiera” per domenica 28 giugno, invitando diocesi, parrocchie e comunità a unirsi: “La preghiera condivisa sia balsamo che allevia le angosce e accende la speranza”. Accanto all’iniziativa spirituale, viene rilanciato anche l’impegno concreto: “La fede cristiana si rende viva attraverso le opere”. In comunione con Caritas Venezuela, è stata attivata una rete nazionale di solidarietà, con centri di raccolta nelle strutture ecclesiali per sostenere gli sfollati mediante beni di prima necessità e contributi economici. Nel messaggio, i vescovi esprimono gratitudine “alle Chiese sorelle, a Papa Leone XIV e alla comunità internazionale per la vicinanza” e riconoscono l’impegno “eroico” dei soccorritori e dei volontari. Il testo si conclude affidando la nazione alla protezione di Nostra Signora di Coromoto, perché “ci ottenga la forza necessaria per superare questa prova e ci mantenga uniti nell’amore fraterno”.

Solidarietà: Masci e Agesci, scout in arrivo dal Libano in Italia nel segno della pace

Costruire ponti in un tempo segnato da guerre e tensioni. È l’obiettivo del progetto “Insieme per il Libano”, promosso dal Movimento adulti scout cattolici italiani (Masci), attraverso la Pattuglia internazionale ed Eccomi, che prevede l’accoglienza in Italia di un gruppo composto da 5 scout, 5 guide e 3 capi provenienti dal Libano. L’iniziativa nasce in collaborazione con l’Arcivescovado maronita di Beirut e si concretizzerà in un’esperienza di gemellaggio con il Masci Napoli 2 e l’Agesci Napoli 2, offrendo ai giovani libanesi un’occasione di incontro, fraternità e condivisione. Il progetto si inserisce in un contesto internazionale segnato da instabilità e conflitti in Medio Oriente, dove il Libano vive da anni una difficile crisi economica e sociale aggravata dalle tensioni regionali. In questo scenario, lo scautismo si conferma uno strumento educativo capace di promuovere dialogo, pace e relazioni tra popoli diversi. “Uno zaino, un fazzolettone, una promessa” sono i segni semplici ma profondi di un linguaggio comune che supera confini e differenze, sottolineano i promotori, evidenziando come l’incontro tra i giovani rappresenti un segno concreto di speranza.
Il progetto prevede anche una raccolta fondi per sostenere le spese di viaggio e permanenza, coinvolgendo la comunità in un gesto di solidarietà. “Donare significa credere che un mondo più fraterno sia possibile”, affermano gli organizzatori, ribadendo il valore dello scautismo come esperienza di fraternità senza frontiere.

Diocesi: Milano, i ragazzi di Betlemme incontrano l’arcivescovo Delpini. “Potete essere una benedizione per tutti”

Con un’Ave Maria recitata in arabo e in italiano davanti all’altare maggiore, si è conclusa la prima parte della visita dei ragazzi palestinesi ospiti in diocesi di Milano, proseguita in arcivescovado dove monsignor Delpini ha accolto i ragazzi nella terrazza dell’episcopio. “Vi dono questa immaginetta dove è raffigurata la Madonnina”, ha detto l’arcivescovo, spiegando ai ragazzi che, quando a Milano viene costruito un edificio più alto del Duomo, vi si pone comunque una statua della Madonnina. “Sul retro dell’immaginetta ho scritto una preghiera e vorrei che la portaste con voi, insieme alla mia benedizione, quando tornerete a casa. La benedizione di Dio è una dichiarazione di amicizia e di alleanza. E tu – ha continuato rivolgendosi direttamente agli adolescenti – che sei benedetto da Dio puoi diventare una benedizione per tutti quelli che ti incontrano: quindi, essere benedetti non è un privilegio, ma è una missione”.
Al termine del momento con l’arcivescovo, commoventi i ringraziamenti e la preghiera del Padre nostro, recitata in arabo e in italiano. Il coronamento del soggiorno, che terminerà il 27 giugno quando i volontari del Ponte della speranza consegneranno ai ragazzi una simbolica chiave perché “chiunque appartenga a una famiglia possiede la chiave della porta di casa e per voi le nostre porte saranno sempre aperte”.
Un altro folto gruppo di ragazzi di Betlemme arriverà in diocesi a inizio luglio per essere ospitate a Legnano (Mi) e a Primaluna (Lc).

Diocesi: Milano, i ragazzi di Betlemme sul tetto del duomo

Arrivano con gli occhi che brillano per l’avventura che stanno per vivere nel giorno-clou del loro soggiorno in diocesi di Milano. Sono i 24 ragazzi, tra i 13 e i 14 anni, provenienti da Betlemme e che sarebbero dovuti giungere in terra ambrosiana già l’anno scorso di questi tempi. Nel 2025, per la guerra e la conseguente chiusura dello spazio aereo in Israele, non fu possibile, ma dodici mesi dopo il sogno si è avverato. Grazie alla tenacia dell’associazione Oasi di Pace – da tempo impegnata in attività di questo tipo a sostegno di bimbi e ragazzi – e al progetto “Ponte della speranza” della Comunità pastorale San Paolo VI di Lonate Pozzolo e Ferno (Va). Là dove 12 ospiti con un allenatore sono stati accolti in queste due settimane per vivere le attività classiche dell’oratorio estivo, mentre altri 12, sempre accompagnati, hanno trovato alloggio a Seregno (Mb), dove hanno preso parte ad attività sportive con il Csi.
Così – alla presenza di Adriana Sigilli (alla guida di Oasi di Pace), di don Luigi Marcucci (vicario parrocchiale della Cp San Paolo VI), del presidente del Csi Milano Massimo Achini, di volontari, educatori e ragazzi ambrosiani, per un totale di una cinquantina di persone -, la giornata è iniziata salendo a piedi sulle terrazze del Duomo, tra infiniti selfies, foto di gruppo, sguardi pieni di emozione. Scesi poi in cattedrale, la sorpresa è stata ancora più forte, se possibile, quando tutti hanno sostato tra le navate e nello Scurolo di San Carlo.
Una giornata speciale raccontata dal portale della Chiesa di Milano, con immagini dei ragazzi e dei loro accompagnatori.

Concistoro: “misurarsi in maniera umana e cristiana con il fenomeno migratorio”

La polarizzazione “rende difficile la governabilità e la convivenza”, mentre cresce la violenza “come mezzo di risoluzione delle controversie, sfociando in antagonismi personali, aggressività, o, a livello internazionale, nelle guerre e nei conflitti”. Lo hanno sottolineato i 178 cardinali riuniti in Aula Paolo VI per la prima sessione del Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV. “Molti luoghi del pianeta soffrono per il mancato rispetto delle minoranze, religiose ed etniche, che mette in crisi la libertà religiosa e sfocia in ostilità, o persino violenza, particolarmente contro la Chiesa”, è stato affermato, secondo quanto riferisce la Sala Stampa deflla Santa Sede; alcuni dei gruppi hanno citato anche il crescere dell’antisemitismo. Individualismo esasperato, crisi della famiglia, solitudine degli anziani e dei giovani, come causa di mali ancora peggiori, della crescita dei suicidi e dell’uso delle droghe, altri temi trattati, con un particolare accento sui giovani, anche nel contesto delle crisi economiche, finanziarie, del mercato del lavoro. Al cuore di molti degli interventi c’era la consapevolezza di “un generale senso di sfiducia, di fatalismo, di impotenza verso le istituzioni, la democrazia e il futuro, legate anche al calo delle nascite, alla crescita di gruppi criminali, della delinquenza giovanile, del narcotraffico”. Si è parlato, inoltre, della necessità di “misurarsi in maniera umana e cristiana con il fenomeno migratorio, che cambia il volto di popoli, società e comunità”, rendendo urgente il bisogno di reali politiche di integrazione, mentre sorgono nuove forme di esclusione, ed è stata citata la crisi ecologica, come la corruzione e la sofferenza della vita nelle grandi città. Di fronte a questi scenari, alla sofferenza descritta a tanti livelli, tutti i gruppi hanno evidenziato come sia necessario che “la Chiesa si mostri madre, luogo accogliente – anche ristrutturando le parrocchie – capace di riconoscere i propri errori e rendere la sofferenza un momento di crescita, di ricordare al mondo che siamo una famiglia umana”, partendo dalla consapevolezza della responsabilità affidata alla Chiesa nel momento storico attuale.
 

Leone XIV: “se non siamo ciechi, c’è tanta sofferenza”, 178 i cardinali presenti

“La crescente polarizzazioni all’interno delle società e comunità, generatrice di tensioni politiche e di violenza, e alimentata dalle fratture sociali, come dall’uso di informazioni false e da una comunicazione diffusa che non favorisce l’incontro”. E’ uno dei temi della prima sessione del Concistoro straordinario, convocato da Papa Leone XIV in Vaticano. In Aula Paolo VI – riferisce la Sala Stampa della Santa Sede, nella sintesi dei lavori –  erano presenti 178 cardinali, riuniti nei tavoli secondo i gruppi di lavoro di appartenenza, 8 di Cardinali Elettori Ordinari (inclusi Nunzi e Cardinali Elettori che hanno concluso il servizio come Ordinari) e 10 gruppi di Cardinali Elettori della Curia Romana e Cardinali Non Elettori. Dopo il saluto del card. Re, l’intervento del Papa e la meditazione del card. Ryś, i lavori sono proseguiti con la riflessione la riflessione nei gruppi di lavoro sulle “sofferenze, tensioni e interrogativi che attraversano oggi i popoli e le comunità ecclesiali” e sui “segni di speranza, di fedeltà al Vangelo e di possibile riconciliazione da portare all’ascolto comune”. Papa Leone si è fermato fino all’inizio dei lavori di gruppo, per poi fare ritorno prima della ripresa della plenaria. Al termine delle relazioni dei gruppi è intervenuto brevemente ringraziando i presenti e sottolineando nuovamente il valore della partecipazione e del dialogo. Ha citato la meditazione del card. Ryś, l’immagine dell’uomo vittima, quasi morto: “Se non siamo ciechi, è vero che c’è tanta sofferenza”. La solitudine, la sofferenza, ha detto il Papa, sono come il risultato di questa società, una sfida a cui la Chiesa risponde invitando tutti alla comunione, non solo aprendo le chiese e celebrando i sacramenti, ma creando occasioni e esperienze di incontro.  La sessione è terminata con la preghiera dell’Angelus e ripresa alle 16.

Diocesi: Foggia-Bovino, Caritas attiva punto refrigerio per l’emergenza caldo. Mons. Ferretti, “Il caldo uccide, la solitudine uccide”

Un luogo di ristoro e socialità per affrontare l’emergenza caldo e sostenere le persone più fragili. È il punto refrigerio gratuito attivato dalla Caritas di Foggia-Bovino e inaugurato questa mattina presso la parrocchia Santissimo Salvatore, alla presenza dell’arcivescovo mons. Giorgio Ferretti. L’iniziativa, giunta al secondo anno, resterà aperta tutti i giorni – festivi e Ferragosto compresi – dal 27 giugno al 1° settembre, con orari 10.30-12.30 e 16.00-18.30. Lo spazio offre accoglienza a chi non dispone di ambienti climatizzati, mettendo a disposizione acqua, bevande fresche, gelati, giochi e momenti di condivisione, grazie anche al contributo del Banco Alimentare della Daunia e dell’azienda Lobozzo. Particolare attenzione è riservata ai lavoratori agricoli, ai quali saranno distribuite bustine di sali minerali per contrastare gli effetti delle alte temperature. Per l’allestimento e l’organizzazione del servizio, la Caritas ha investito circa 8.800 euro, destinati a strutture, ventilazione e sicurezza, anche in considerazione del forte afflusso registrato lo scorso anno. Nel corso dell’inaugurazione, mons. Ferretti ha richiamato la responsabilità della comunità: “Il caldo uccide, la solitudine uccide. Non tutti possono permettersi un condizionatore”. Da qui l’invito a prendersi cura soprattutto degli anziani: “Sono le nostre radici e dobbiamo stargli vicino”. L’arcivescovo ha annunciato una lettera, rivolta alla società civile ed ecclesiale, che sarà letta in tutte le parrocchie domenica 28 giugno. “La Caritas accoglie con gioia questo appello e rinnova il proprio impegno a offrire un sostegno concreto e relazionale”, ha dichiarato la direttrice Khady Sene, ringraziando volontari e partner coinvolti nel progetto.

Diocesi: mons. Fusco (Sulmona), “un voto per salvare il Parlatorio del Monastero di Santa Chiara”

Nel cuore della campagna nazionale del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) “I Luoghi del Cuore”, la diocesi di Sulmona-Valva si “stringe” attorno aal vescovo, mons. Michele Fusco per dare forza a una mobilitazione che tocca “l’identità” stessa della comunità peligna. Il presule si è fatto promotore di “un forte appello alla cittadinanza, ai fedeli e a tutti gli estimatori della bellezza e della storia locale, chiedendo un impegno corale e immediato per salvare il Parlatorio barocco del Monastero di Santa Chiara a Sulmona”. Mons. Fusco, ponendosi alla guida di questa iniziativa di “civiltà”, ha voluto richiamare l’attenzione sul “valore non solo artistico, ma profondamente spirituale e sociale del complesso clariano fondato nel XIII secolo, un luogo straordinario in cui per generazioni la clausura ha dialogato con il mondo esterno. Oggi, quel gioiello soffre i segni del tempo e della fragilità strutturale”, e la campagna del FAI rappresenta un’occasione “imperdibile”. “Esprimo il mio più caloroso e convinto sostegno alla candidatura del Parlatorio barocco del Monastero di Santa Chiara all’interno del censimento dei ‘Luoghi del Cuore’ del FAI”, dice mons. Fusco evidenzia che questa iniziativa “non è semplicemente un censimento di pietre antiche, ma rappresenta un formidabile strumento di ‘democrazia del territorio’ e un richiamo alla corresponsabilità di ciascuno di noi”. Votare per Santa Chiara “non significa – ha aggiunto –  cedere a una sterile nostalgia del passato, bensì adempiere a un preciso dovere morale verso la nostra storia e la nostra identità collettiva. Siamo chiamati a stringere un patto tra generazioni: abbiamo il compito di custodire la bellezza che abbiamo ereditato per consegnarla, viva e splendente, a chi verrà dopo di noi”. Per mons. Fusco “prenderci cura di questo luogo significa anche lanciare “un potente segnale di speranza e di riscatto per le nostre aree interne. La valorizzazione delle nostre radici storiche e spirituali è la chiave di volta per il futuro culturale ed economico delle nostre comunità. Per questo, rivolgo un invito accorato a ogni cittadino, a ogni fedele e a chiunque ami la nostra terra: compiamo insieme questo piccolo ma straordinario gesto di cittadinanza attiva. Uniamoci per fare in modo che questa luce non si spenga e che il Parlatorio di Santa Chiara possa tornare a raccontare la sua bellezza al mondo”.  La diocesi, attraverso l’Ufficio Comunicazioni Sociali, invita tutti a “trasformare questo appello in azione concreta. Bastano pochi secondi per esprimere un voto gratuito che può cambiare il destino di un monumento simbolo di Sulmona”. Per farlo bisogna collegarsi al sito ufficiale del Fai – I Luoghi del Cuore, cercare la scheda dedicata al “Monastero e parlatorio di Santa Chiara a Sulmona” e cliccare su “Vota”. L’operazione – viene specificato – è gratuita.

Concistoro: card. Sako (Baghdad), “Rispondere alle sfide globali con dignità, giustizia e pace”

“Questo incontro si svolge in un momento importante per il mondo, in un momento in cui le comunità chiedono risposte etiche basate sulla dignità umana, la giustizia, la pace e la coesione sociale per un futuro condiviso per l’umanità. È una necessità pastorale”. Lo afferma il cardinale Louis Raphael Sako, già patriarca caldeo di Baghdad, presente al Concistoro dei cardinali in corso in Vaticano fino al 29 giugno, sotto la presidenza di Papa Leone XIV. Il porporato, in una breve nota diffusa via social, sottolinea come “l’incontro cerchi un approccio che comprenda la società nel suo complesso”, ponendo attenzione “all’incrocio della dignità umana e alle sfide emergenti come l’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico, il peso del debito e il declino della fiducia nelle istituzioni”. Temi che, evidenzia, devono essere letti “ponendo al centro la dignità umana, l’abbondanza della vita e il pianeta Terra”. Il card. Sako richiama anche il magistero di Papa Leone XIV, e la sua prima enciclica “Magnificat Humanitas” definendola “un orientamento spirituale e sociale importante, di cui tutti dobbiamo essere responsabili”. Infine, uno sguardo alle Chiese orientali: “Spero che le nostre Chiese orientali traggano beneficio da queste discussioni profonde e responsabili, soprattutto perché affrontano le sfide del destino”.

Concistoro: card. Ryś, “abusare della religione per promuovere idee e azioni assolutamente estranee ad essa è una bestemmia”

Le nostre società occidentali secolarizzate “sono alla ricerca di grandezza nella libertà dalla religione o, al contrario, abusano della religione per
promuovere idee e azioni assolutamente estranee ad essa”. A denunciarlo è stato il card. Grzegorz Ryś, nella meditazione biblica all’apertura della prima sessione del Concistoro straordinario in Vaticano. “Ciò che sembra religioso in superficie, in realtà è una profonda e disastrosa bestemmia”, il monito del porporato. Il Samaritano di oggi, ha spiegato è un “samaritano viaggiatore”:
“Certamente non è un membro del popolo di Dio. È uno straniero, un estraneo, persino un nemico, sempre trattato con sospetto e cautela. Nessuno berrebbe acqua dal suo bicchiere”. Gesù, invece, “ci invita a mettere da parte tutti i nostri pregiudizi e sospetti, a riflettere sul samaritano, e a imparare da lui”, ha concluso il cardinale: “Si tratta di un atteggiamento completamente differente. Ora siamo chiamati a
costruire un ospedale moderno per l’uomo percosso, a conoscere tutte le sue ferite, ma anche ad andare alla sua scuola e a imparare umilmente da lui, lasciando che sia il nostro insegnante”.

Concistoro: card. Ryś, “la violenza è diventata un nome comune nel mondo”

“La violenza è diventata pressoché un nome comune nel mondo di oggi”. A denunciarlo è stato il card. Grzegorz, nella meditazione biblica durante la prima sessione del Concistoro straordinario convocato dal Papa in Vaticano.  “Nel macro-mondo ci sono 32 guerre in corso, mentre nel micro-mondo di oggi, i bambini e i giovani sono sempre più spesso vittime di violenza da parte dei loro coetanei a scuola”, l’analisi del porporato: “Si comincia con un linguaggio aggressivo e si arriva all’omicidio e al suicidio”. Anche oggi, come ai tempi del Buon Samaritano, esiste la schiavitù, che “può essere letterale (sofferta da migliaia di persone, ad esempio migranti anche nei paesi cristiani) o più sofisticata, causata da droghe, pornografia, dipendenze di ogni tipo e persino dalle tecnologie moderne, come insegna Magnifica Humanitas”. Le persone, inoltre, “soffrono di ferite di ogni tipo: fisiche, psicologiche e spirituali. Alcune sono visibili e possono essere guarite facilmente; altre sono profondamente nascoste e mai mostrate, eppure determinano il comportamento e le azioni di una persona”. C’è poi “un altro tipo di violenza che gli uomini e le donne di oggi devono affrontare: l’indifferenda”, che provoca “uno tsunami di solitudine”, anche se si hanno a disposizione mezzi di comunicazione migliori e più sofisticati”. “Quante persone vivono ai margini di vita”, la domanda da porsi, anche di fronte al degrado e all’umiliaione.

Terremoto in Venezuela: 520 soccorritori Ue in campo. Von der Leyen: “Solidarietà e aiuti immediati”

Attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Ue, stanno partendo aiuti europei e squadre di soccorso per assistere il Venezuela all’indomani delle scosse di terremoto che, il 24 giugno, hanno causato numerose vittime. Sono 520 i soccorritori partiti da Repubblica Ceca, Spagna, Italia, Francia, Lussemburgo, Germania, Portogallo e Paesi Bassi. Dall’Italia parte anche un’équipe medica, e dal Lussemburgo attrezzature per le telecomunicazioni, alloggi di emergenza e forniture energetiche. È stato anche attivato il servizio satellitare europeo Copernicus per la mappatura d’emergenza. “Siamo vicini al popolo venezuelano in questo momento di grande tragedia e catastrofe” ha detto la presidente Ursula von der Leyen, ringraziando gli Stati membri per la loro “solidarietà e tempestività nell’invio di vigili del fuoco, unità cinofile, personale medico e altre forme di assistenza”. “L’Ue è pronta a fornire ulteriore assistenza in base all’evolversi delle necessità sul campo”, si legge in una nota della Commissione europea.

Salute: Osp. Bambino Gesù, “d’estate 1 accesso su 4 al pronto soccorso legato al caldo”. I consigli per proteggere i bambini

“Un decalogo per proteggere i bambini dal caldo”: a metterlo a punto è l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Dieci consigli per ridurre il rischio di colpi di calore e disidratazione dei più piccoli, particolarmente vulnerabili alle alte temperature, soprattutto nei contesti urbani. Secondo i dati dell’ospedale, infatti, durante l’estate circa un accesso su quattro al Pronto soccorso è direttamente o indirettamente legato al caldo. Nel 5% dei casi si tratta di effetti immediati, come colpi di calore, sincopi e disidratazione, mentre nel restante 20% le alte temperature aggravano condizioni come vomito, diarrea, febbre o patologie croniche. A incidere è anche il fenomeno delle “isole di calore urbano”, che rende le città più calde rispetto alle aree circostanti a causa di asfalto, cemento e scarsa presenza di verde, aumentando l’esposizione dei bambini, soprattutto quando restano più a lungo nei centri abitati durante l’estate. “I bambini non sono piccoli adulti: hanno una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea”, sottolineano gli specialisti del Bambino Gesù, evidenziando la necessità di prevenzione e di riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione. Tra le raccomandazioni principali: far bere spesso acqua anche senza sete, evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, preferire ambienti freschi e ben ventilati, scegliere abiti leggeri e un’alimentazione ricca di frutta e verdura. Particolare attenzione va riservata ai lattanti e ai bambini fragili o con patologie croniche. Fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali di allarme – come irritabilità, sonnolenza, riduzione delle urine o nausea – e rivolgersi al pediatra nei casi più seri, per evitare complicazioni e il ricorso al pronto soccorso.

Concistoro: card. Re, “con la Magnifica Humanitas la Chiesa arriva in anticipo”

“Con questa enciclica la Chiesa arriva in anticipo sulla riflessione del nostro tempo sul tema dell’intelligenza artificiale”. E’ l’omaggio del card. Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, nel saluto di apertura del secondo Concistoro straordinario di Leone XIV. “Siamo tutti molto lieti di partecipare a questo Concistoro nel presente momento tanto difficile per l’umanità, per cercare di affrontare, viribus unitis attorno al Successore di Pietro, le sfide di questa nostra epoca storica, segnata da un grande progresso tecnologico, che ha generato l’intelligenza artificiale, ma anche da un crescente livello di povertà umana e da una caduta dei valori etici e morali”, ha detto il porporato: “Vi sono però anche segni di ripresa religiosa e motivi di speranza, come abbiamo visto nel recente viaggio di Vostra Santità in Spagna.
Ci è di luce e di guida la splendida Enciclica Magnifica humanitas, che si pone nel solco vivo dei grandi Documenti del magistero pontificio nel campo della Dottrina Sociale della Chiesa, analizzando la realtà di oggi con fede e con profondità, dalle tante questioni odierne all’intelligenza
artificiale”. “Grazie, Padre Santo, per questa straordinaria Enciclica, che è di grande aiuto sia per la Chiesa sia per l’intera umanità”, ha proseguito Re: “Grazie per il richiamo ad un risveglio delle coscienze; grazie per aver indicato la strada da seguire per la costruzione della civiltà dell’amore, della fratellanza e della pace. Grazie per le forti parole di condanna della guerra, che per tutti è solo una perdita e una
gravissima disumana tragedia”.

Terremoto in Venezuela: Acs stanzia 100mila euro, “La Chiesa resta segno di speranza tra le macerie”

Di fronte alla devastazione provocata dai terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno, Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) ha annunciato uno stanziamento immediato di 100.000 euro a sostegno dell’azione della Chiesa locale, impegnata nella risposta all’emergenza umanitaria. Secondo gli ultimi dati ufficiali, il bilancio è di almeno 235 morti e oltre 4.300 feriti, mentre centinaia di persone risultano ancora disperse o intrappolate sotto le macerie. Migliaia le famiglie colpite: oltre 2.200 secondo il governo centrale, ma fino a 70.000 nello Stato di La Guaira secondo le autorità locali. Nel Paese, la Chiesa cattolica è in prima linea nell’assistenza alle popolazioni, offrendo accoglienza, sostegno materiale e accompagnamento spirituale a quanti vivono nella paura e nel lutto. Le parrocchie si stanno trasformando in luoghi di rifugio e consolazione per chi ha perso tutto. Il contributo di Acs è destinato a rafforzare l’opera di sacerdoti e religiosi che, pur colpiti direttamente dai danni, continuano a servire le comunità più vulnerabili. Tra le testimonianze raccolte dalla fondazione, quella di padre Ignatio Caleya, della diocesi di Petare, che al momento del sisma stava celebrando la messa in una chiesa gremita. Dopo l’evacuazione, la celebrazione è proseguita all’aperto e si sono uniti anche abitanti e pazienti evacuati da un vicino ospedale: un segno di fede che “ha trasformato la paura in forza e consolazione per un’intera comunità”. Per Acs, questo episodio esprime il ruolo della Chiesa in questa tragedia: “restare presente là dove le persone hanno più bisogno di speranza”. L’organizzazione è in costante contatto con la Chiesa venezuelana e si prepara a sostenere, accanto agli aiuti immediati, anche la ricostruzione delle strutture ecclesiali danneggiate, affinché nei prossimi mesi le comunità possano continuare a ricevere assistenza umana, pastorale e spirituale in un contesto ancora segnato da grande incertezza.

Kosovo: Kfor, a Villaggio Italia dialogo interreligioso per “costruire il futuro”

Promuovere il dialogo tra le religioni come base per la pace e la convivenza. È l’obiettivo della tavola rotonda interreligiosa “Attraverso la scelta del dialogo possiamo costruire il futuro”, svoltasi nei giorni scorsi presso il Regional Command-West (Rc-W) della missione Kfor, a Camp Villaggio Italia. L’iniziativa, promossa dal contingente italiano guidato dal colonnello Federico Mora, ha riunito rappresentanti delle comunità musulmana, ortodossa, cattolica, ebraica e dei Tarikati presenti nell’area di competenza, con l’intento di rafforzare relazioni di fiducia e favorire una convivenza pacifica. Al centro dell’incontro, moderato dallo stesso comandante del Rc-W, insieme al cappellano militare padre Stefano Tollu, le riflessioni di giovani kosovari su pace, rispetto reciproco e dialogo tra comunità diverse. I contributi dei giovani, presentati ai leader religiosi, hanno evidenziato il desiderio di una società più unita, capace di superare diffidenze e divisioni. A fare da cornice all’evento, le opere degli studenti della Scuola d’Arte di Pejë/Peć, ispirate ai temi della pace e della convivenza. La giornata si è conclusa con una preghiera ecumenica nello spirito degli incontri di Assisi, segno di fraternità e dell’impegno condiviso a proseguire il cammino del dialogo. L’iniziativa si inserisce nelle attività della Kfor volte a rafforzare il dialogo con tutte le componenti della società kosovara, promuovendo fiducia reciproca e condizioni di stabilità e sicurezza.

Diocesi: Sorrento-Castellammare, domani la Festa della famiglia

Il Servizio di pastorale della famiglia dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia promuove, sabato 27 giugno, la Festa diocesana della famiglia, un appuntamento pensato per offrire alle famiglie del territorio un’occasione di incontro, formazione, condivisione e fraternità.
L’iniziativa, dal titolo “Famiglia, laboratorio di vita e di pace”, si svolgerà presso l’ex Seminario di Scanzano a Castellammare di Stabia.
La giornata prenderà il via alle 9.30 con il momento dell’accoglienza, seguito da un tempo di preghiera comunitaria. Il programma prevede, alle 10.30, un incontro formativo rivolto ai partecipanti con l’intervento dei coniugi Rino Ventriglia, neurologo e psicoterapeuta, e Rita Della Valle, ginecologa e sessuologa, che offriranno il proprio contributo di riflessione sui temi legati alla vita familiare e alla relazione di coppia.
Dopo una pausa prevista per le 11.30, la mattinata proseguirà con i laboratori, occasioni di confronto e partecipazione attiva. Successivamente, ci sarà un momento commemorativo sulla figura di Enzo Bosso, farmacista scomparso nel tempo del Covid. Alle 13 è previsto il pranzo comunitario, seguito da un momento di festa e condivisione, per favorire l’incontro tra le famiglie provenienti dalle diverse realtà parrocchiali dell’arcidiocesi.
La conclusione dell’evento è fissata per le 16.30 con i saluti finali. Gli organizzatori hanno inoltre previsto un servizio di animazione dedicato ai bambini, per consentire una più ampia partecipazione delle famiglie.
L’iniziativa, a cui interverrà l’arcivescovo Francesco Alfano, si inserisce nel percorso pastorale promosso dall’Ufficio di pastorale della famiglia dell’arcidiocesi, che continua a sostenere e valorizzare il ruolo della famiglia quale luogo privilegiato di crescita umana, educazione alla fede e costruzione della pace nelle comunità.

Criminalità organizzata: Europol, oltre 700 reti attive in Europa. Ue: “Serve risposta più strategica e rafforzare strumenti di contrasto”

La minaccia della criminalità organizzata rimane forte, adattiva e profondamente radicata in tutta Europa: sono oltre 700 le reti criminali, con oltre 400.000 membri provenienti da 118 Paesi. Questo in estrema sintesi il dato che emerge dalla nuova analisi di Europol sulle reti criminali dell’Ue, presentata oggi da Commissione europea, Europol e presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue. L’85% delle reti utilizza strutture commerciali, attive nel traffico di droga, criminalità informatica, traffico di migranti, tratta di esseri umani, frode e riciclaggio di denaro e, più in generale, il “crimine come servizio”. Queste reti “abusano delle tecnologie digitali, dei flussi commerciali globali e delle strutture commerciali legali per sostenere ed espandere le loro attività criminali”, dice il rapporto, in un “ecosistema criminale fluido che si adatta rapidamente alle interruzioni, colma le lacune e coglie nuove opportunità criminali”. Le autorità di contrasto in tutta l’Ue devono perciò diventare altrettanto agili e gli sforzi di contrasto non possono più concentrarsi solo sui singoli attori, ma devono affrontare i sistemi e le vulnerabilità sfruttati dalla criminalità organizzata. Secondo la Commissione, occorre quindi rafforzare il mandato di Europol per dotare l’agenzia, e di conseguenza gli Stati membri, degli strumenti, delle risorse e del quadro giuridico necessari per indagare su attività criminali sempre più digitali, transfrontaliere e tecnologicamente avanzate. “La criminalità organizzata in Europa sfrutta l’apertura e la complessità del nostro mondo interconnesso” ha sottolineato Henna Virkkunen, la vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. “La nostra risposta deve essere altrettanto strategica”.

Giugno Antoniano: Padova, domani sera in scena “Fra’ – San Francesco, la superstar del medioevo” con Giovanni Scifoni

Nel cartellone del Giugno Antoniano 2026, incentrato sugli 800 anni dalla morte del Poverello di Assisi, Giovanni Scifoni, attore e drammaturgo romano, ha un posto di primo piano, portando in scena “Fra’ – San Francesco, la superstar del medioevo”, una coproduzione Teatro Carcano, Mismaonda e Viola Produzioni, per la regia di Francesco Ferdinando Brandi. Un monologo tra laudi storiche, sonorità rock progressive e un finale originale con il più grande tabù della nostra contemporaneità: “sora morte”. A ospitare il sorprendente ritratto del Serafico Padre a firma di Scifoni sarà sabato 27 giugno alle 20.45 il sagrato della basilica di Sant’Antonio a Padova. Ingresso libero fino a esaurimento posti; in caso di maltempo lo spettacolo si terrà all’interno del santuario.
Lo spettacolo riesce a raccontare il Santo più famoso del mondo senza cadere nella banalità, trasformando la figura del Poverello di Assisi in un ritratto vibrante, umano e straordinariamente attuale. Per l’attore e autore del monologo, Francesco, che non era l’unico a praticare il pauperismo in un’epoca densa di movimenti eretici e scelte estreme, aveva qualcosa di unico: era un artista visionario. Le sue prediche erano vere e proprie performance di teatro contemporaneo: improvvisava, usava il corpo, il nudo, la malattia e il dolore come “elementi di scena”, arrivando a inventare, a Greccio nel 1223, il primo presepe. Per Scifoni nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta geniale creatività come fece Francesco, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte. Egli sapeva incantare le folle, far ridere, piangere, scuotere le coscienze, provocare, cantare e ballare.
Prima di mettere in scena il suo personaggio, l’attore ha approfondito la figura del santo anche attraverso le Fonti Francescane, riscoprendo un uomo complesso, pieno di contraddizioni, che non possedeva un solo modo di essere. Scifoni non ha dubbi: san Francesco è a tutti gli effetti il santo più “pop” che ci sia, un predicatore eccezionale e un vero e proprio “performer” ante litteram. Nel Duecento, in un mondo privo di internet, giornali, radio, televisione e social network, era capace di incantare con il suo messaggio folle oceaniche. All’epoca i poemi cavallereschi e le chanson de geste rappresentavano il vertice della cultura popolare, Francesco se ne appropriava, citandoli a memoria per parlare alla gente. Utilizzava il corpo, il nudo, il gioco, lo stupore e perfino la propria malattia per scardinare le aspettative del suo pubblico.
Lo spettacolo combina sapientemente teatro, danza, canto, narrazione storica e pure il disegno, mettendo in campo l’estro vulcanico di Scifoni.

Diocesi: Bari-Bitonto, approfondimenti dell’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco per docenti ed educatori

Sabato 27 giugno alle 9.15 nell’oasi Santa Maria in Cassano Murge, il Movimento di impegno educativo di Azione Cattolica, l’Unione cattolica insegnanti dirigenti formatori educatori, l’Azione Cattolica della diocesi Bari–Bitonto, in linea con lo stile sinodale, si incontrano per il secondo appuntamento del percorso formativo sull’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco. Il tema in questo incontro sarà “Il dialogo sociale” (Capp.VI- VII) ed è rivolto a educatori e formatori. Relatore dell’evento sarà fra Pier Giorgio Taneburgo, docente della Facoltà Teologica pugliese e assistente Regionale Uciim. Introdurrà l’incontro Cristian Pomes, delegato regionale Mieac Puglia.

Papa a Lampedusa: Fragapane (Ac), “statua della Madonna di Porto Salvo sull’altare accanto al Santo Padre sarà il più bel riconoscimento per l’identità dell’isola”

“Vedere la statua della Madonna di Porto Salvo sull’altare del campo sportivo accanto al Santo Padre sarà il più bel riconoscimento per l’identità dell’isola, perché tutti noi lampedusani ci riconosciamo nella nostra Madre Protettrice”. Così Giuseppe Fragapane, presidente dell’Azione Cattolica di Lampedusa, sul numero in edicola di Maria con te, il settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, racconta l’attesa della comunità isolana in vista della visita di Leone XIV il prossimo 4 luglio. L’arrivo di Papa Prevost avverrà a 13 anni di distanza da quello di Francesco, che scelse proprio Lampedusa per il suo primo viaggio apostolico. La visita di Leone XIV ha gli stessi moniti del Pontefice in Spagna verso chi sfrutta la disperazione delle persone costrette a lasciare i loro Paesi, con veri e propri “traffici umani”, e chi dice di essere credente, ma volta le spalle a persone sofferenti o bisognose di altri Paesi. Mentre si definiscono gli ultimi ritocchi del programma lampedusano del Papa, è già certo il trasferimento sull’altare, alla vigilia della Messa nel campo sportivo, dal santuario in cui è custodito, da tempo crocevia di diverse nazionalità, del simulacro della Madonna di Porto Salvo, protettrice dell’isola in cui approda il maggior numero di migranti in Europa. “Per noi la visita del Papa è una carezza di Dio per la nostra comunità, che si è sempre prodigata per l’accoglienza e la fraternità, fin dagli anni ’70-’80, quando ancora non vi erano le organizzazioni umanitarie”, dice un’altra attivista dell’Azione Cattolica locale, Angelina Messina. Per l’occasione verrà donata al Papa una raccolta di scritti mariani di don Giuseppe Policardi (1925-1998), il sacerdote lampedusano che fondò il tempio della Madonna di Porto Salvo, incoronandone l’effigie nel 1967. “Don Policardi”, prosegue Messina, “fu il fulcro di quel modello di accoglienza che portò alla creazione di una casa della fraternità per accogliere i primi naufraghi. Attraverso l’amore per Maria, noi che abitiamo su quest’isola abbiamo visto suo Figlio passare per le nostre strade e l’abbiamo accolto”. Al “parrinu nostru”, com’era affettuosamente chiamato il presbitero, è dedicata un’associazione che ne coltiva la memoria e che ha curato la pubblicazione che verrà donata a Leone XIV, dal titolo Maria Portatrice di Salvezza.

Diocesi: Aversa, prorogata al 31 luglio la scadenza per la presentazione degli elaborati per l’VIII edizione del Premio letterario nazionale “Antonio Rosmini”

Il Comitato promotore del Premio letterario nazionale “Antonio Rosmini” ha prorogato i termini per la presentazione degli elaborati dell’VIII edizione. La nuova scadenza è fissata alle 12 di venerdì 31 luglio 2026. Resta invariato l’orario previsto dal Regolamento.
La decisione, assunta dalla diocesi di Aversa d’intesa con il Comitato promotore – per il tramite della Segreteria organizzativa del Premio – nasce dalla volontà di favorire la più ampia partecipazione possibile, offrendo agli autori un ulteriore periodo di tempo per completare e presentare le proprie opere.
Il Premio si articola in quattro sezioni: Poesia edita o inedita a tema libero, Poesia edita o inedita sul tema “Orizzonti di pace”, Narrativa edita e Racconto breve edito o inedito. Le opere dovranno essere presentate secondo le modalità previste dal Regolamento. Le opere edite dovranno essere inviate tramite posta all’indirizzo strada Santa Maria a Piazza n. 49 – 81031 Aversa (Ce), all’attenzione della Segreteria del Premio letterario nazionale “Antonio Rosmini”, e in formato digitale all’indirizzo e-mail premioletterariorosmini@gmail.com. Le opere inedite, invece, dovranno essere trasmesse esclusivamente in formato digitale, unitamente alla scheda di partecipazione, al medesimo indirizzo e-mail.
Entro il 18 settembre 2026, conclusi i lavori della Giuria, saranno resi noti i finalisti, le eventuali menzioni e i premi speciali. Nella stessa data saranno comunicate anche le informazioni logistiche relative alla cerimonia di premiazione, in programma ad Aversa la mattina del 10 ottobre 2026. Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Segreteria del Premio scrivendo all’indirizzo .

Portogallo: Lisbona, meeting scuole delle religiose del Sacro Cuore di Maria. “Formazione in tempi di cambiamento globale”

I dirigenti scolastici e gli insegnanti dei 19 collegi della “Rete globale delle scuole delle religiose del Sacro Cuore di Maria” nel mondo si riuniscono da sabato 27 giugno a giovedì 2 luglio a Lisbona per discutere di educazione finalizzata alla trasformazione globale. L’incontro della rete è ospitato dal collegio del Sacro Cuore di Lisbona, dove si raduneranno un centinaio tra professionisti dell’educazione e religiose per affrontare insieme il tema “Una formazione che ispira in tempi di cambiamento: identità, impegno e trasformazione globale”, come precisato dagli organizzatori in una nota. I collegi della Rete condividono una missione comune: “Educare affinché tutti abbiano vita alla luce del carisma del fondatore padre Jean Gailhac, valorizzando l’internazionalità, l’educazione integrale e l’impegno per la giustizia sociale e la pace”, si legge ancora nella nota. Secondo il programma dell’incontro, ai lavori prenderanno parte anche la superiora generale della congregazione suor Coltrida Mooya, il vescovo ausiliare di Lisbona mons. Alexandre Palma, la rappresentante della congregazione presso le Nazioni Unite suor Veronica Brand e la rettrice dell’Università Cattolica portoghese Isabel Capeloa Gil.

Diocesi: Pozzuoli, oggi e domani l’Assemblea “‘L’amore di Cristo ci spinge’ (2Cor 5,14): insieme nella responsabilità e nella partecipAzione”

La diocesi di Pozzuoli si prepara a vivere, oggi e domani, l’Assemblea diocesana dal titolo: “‘L’amore di Cristo ci spinge’ (2Cor 5,14): insieme nella responsabilità e nella partecipAzione”. Dopo aver posto al centro la carità, come stile di relazione, si legge su “Segni dei tempi”, s’intende proseguire il percorso avviato nel precedente convegno diocesano senza cambiare direzione, ma approfondendo lo stesso orizzonte. Il nuovo appuntamento nasce come tappa conclusiva di un cammino laboratoriale che ha coinvolto i membri dei Consigli pastorali parrocchiali e ha avuto al centro l’ascolto, il dialogo e la partecipazione. “La vita della Chiesa oggi ci invita sempre più a riscoprirci popolo in cammino, comunità viva nella quale ciascuno può offrire il proprio contributo con responsabilità, passione e spirito di servizio”, spiega il vescovo di Pozzuoli e Ischia, mons. Carlo Villano.
La due giorni si articolerà in due momenti distinti ma strettamente legati. Stasera, alle 19, ci si ritroverà a Città della Scienza, luogo scelto non solo per la sua funzione culturale, ma anche per il suo valore simbolico: un’apertura della Chiesa alla vita civile, al dialogo con il territorio e con le dinamiche sociali e culturali del presente. Relatore mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vice presidente Cei per l’Italia meridionale. La partecipazione sarà aperta a tutti.
Domani, alle 9, l’incontro sarà nella concattedrale San Paolo a Monteruciello. Il lavoro si farà più specifico e sarà riservato ai membri dei Consigli pastorali parrocchiali. In questa fase si svolgeranno tavoli tematici, pensati come luoghi di discernimento e di elaborazione di proposte concrete. Le attività saranno articolate attorno a quattro assi fondamentali, che rappresentano anche i verbi guida dell’intero percorso: incarnare la fede nell’azione; costruire una Chiesa più unita, dinamica e accogliente; maturare una fede consapevole e responsabile; discernere insieme a servizio del Vangelo. Questi quattro ambiti non hanno soltanto una funzione organizzativa, ma indicano una direzione precisa: rendere sempre più evidente che la partecipazione non è un elemento accessorio della vita ecclesiale, ma una sua dimensione costitutiva. L’idea di fondo è quella di una Chiesa in cui la responsabilità è condivisa, in cui i carismi vengono riconosciuti e valorizzati, e in cui la formazione e il discernimento insieme diventano strumenti essenziali per la crescita comunitaria. L’Assemblea si inserisce così, viene osservato su Segni dei tempi, in un cammino più ampio di rinnovamento ecclesiale, che punta a rafforzare le dinamiche di ascolto e di partecipazione all’interno delle comunità.

Solidarietà: Misericordia Prato, approvato all’unanimità il bilancio sociale e di esercizio

Sono numeri davvero positivi quelli presentati dall’Arciconfraternita della Misericordia di Prato ai propri iscritti. Lo scorso anno si è chiuso con un utile di 814mila euro, che al netto delle imposte, corrispondenti a circa 250mila euro, diventa di 565mila euro. Il dato è emerso nel corso dell’assemblea annuale della Misericordia pratese, svoltasi ieri sera. La votazione dei bilanci, sociale e di esercizio, è stata approvata all’unanimità.
Tra tanti numeri positivi però permane una voce che ogni anno è in rosso: è quella relativa ai rimborsi dei trasporti sanitari e di emergenza 118, unica accezione negativa del bilancio, causata dall’entità delle cifre rimborsate dalla Regione Toscana alla Misericordia (e alle altre associazioni di volontariato) che non sono sufficienti a coprire le spese per lo svolgimento di questo impegno.
L’appuntamento di ieri sera è stato anche l’occasione per fare un bilancio delle attività svolte dalla Misericordia nel 2025 sul territorio pratese e in parte in quello fiorentino. Sono stati 165mila i servizi svolti a favore della popolazione. Altro dato importante è la copertura del turno di notte, garantita da una media di 2/3 volontari, mentre i turni giornalieri sono stati svolti anche nelle fasce orarie più critiche, per assicurare servizi sanitari quali visite, dimissioni, fisioterapie e interventi di emergenza.
Il 2025 è stato un anno caratterizzato da alcune iniziative, come la costituzione della sub-centrale di Esculapio, il coordinamento in sinergia con la Asl per la gestione dei servizi ordinari svolti dall’Arciconfraternita e delle sue sezioni, dalle Misericordie della zona pratese e dalla Croce Rossa di Prato e Vernio. Altra novità è l’acquisto dei locali per la nuova sezione di Maliseti.
Tra i tanti impegni svolti, c’è quello di emergenza urgenza in convenzione con l’Asl, portato avanti con personale infermieristico 24 ore su 24, sette giorni su sette, attraverso l’utilizzo di mezzi propri. Solo nella sede centrale di via Galcianese sono presenti 51 mezzi, di cui 11 ambulanze, mentre le sezioni ne hanno in totale 163 e le ambulanze sono 47.
Le 26 sezioni nelle quali è composta l’Arciconfraternita pratese rappresentano un presidio territoriale importante. Tra le attività svolte ci sono il trasporto sanitario e sociale, la consegna dei pasti e farmaci a domicilio, i centri di formazione, il punto prelievi e il cup. Importante la presenza del Gruppo Donatori di Sangue della Fratres, che gestisce due unità di raccolta fisse (UdR) a Prato e a Montemurlo. La sezione femminile, tra i vari impegni, si occupa della gestione di Telefono Amico Italia.
La Misericordia di Prato svolge anche un ruolo da protagonista sul territorio offrendo centri medici e presidi diagnostici. Nel 2025 l’Istituto diagnostico Santo Stefano di Prato ha eseguito circa 55mila prestazioni e il presidio di Vaiano oltre 15mila, mentre gli Ambulatori al Parco Prato hanno quasi toccato quota 20mila prestazioni. Al Centro odontoiatrico si eseguono prestazioni sociali per pazienti bisognosi grazie a un accordo con la diocesi: nel 2025 sono stati sei (per un totale di 6mila euro).

Diocesi: Avezzano, stasera a Caruscino il concorso “Un applauso al tuo talento” dedicato ai giovani artisti del territorio

I locali parrocchiali di via Colantoni, a Caruscino, ospiteranno nella serata di oggi, venerdì 26 giugno, la manifestazione “Un applauso al tuo talento”, concorso giunto alla XXII edizione dedicato ai giovani artisti del territorio. L’iniziativa, che prenderà il via alle 19.30, è promossa dall’equipe Festival dei giovani, dalla parrocchia San Giuseppe Artigiano di Caruscino, dalla parrocchia San Michele Arcangelo di San Pelino, dall’Associazione culturale Caruscino 2004 e dall’equipe di Pastorale giovanile della diocesi di Avezzano, con il patrocinio del Comune di Avezzano. L’evento – viene sottolineato in una nota – nasce con l’obiettivo di valorizzare e dare visibilità ai giovani di età compresa tra i 13 e i 35 anni che desiderano esprimere il proprio talento artistico, offrendo loro la possibilità di esibirsi pubblicamente e mettere in luce le proprie capacità creative. Alle 21 prenderà il via ufficialmente il concorso con le esibizioni sul palco; saranno presenti il vescovo di Avezzano, mons. Giovanni Massaro, e mons. Michele Fusco, vescovo di Sulmona-Valva e delegato per la Pastorale giovanile della Conferenza episcopale abruzzese-molisana.

Chiese campane: Pompei, oggi un incontro di aggiornamento sul Gar. Nei primi otto mesi di attività, si sono convenzionati circa 150 enti

Questa mattina, presso la sede della Conferenza episcopale campana a Pompei, si è svolto l’incontro di aggiornamento sul progetto regionale Gruppo di acquisto regionale (Gar) delle diocesi campane. Era il 14 maggio 2025, presso la sede della Conferenza episcopale campana (Cec) a Pompei, era stato sottoscritto dai vescovi campani davanti a un notaio l’atto costitutivo del Gar campano, una società a responsabilità limitata (Srl) in cui ciascuna diocesi è socia a pari titolo, senza distinzioni di dimensione, risorse o potere.
All’incontro di oggi hanno partecipato gli economi e i responsabili amministrativi delle diocesi aderenti al Gar. Presenti, per il coordinamento regionale degli economi, gli incaricati regionali don Antonio Calandriello e Salvatore D’Amato. È intervenuto in videocollegamento anche don Claudio Francesconi, economo della Cei.
Nei primi otto mesi di attività, circa 150 enti si sono convenzionati con il Gar Campano e sono oltre 500 le utenze luce e gas entrate in convenzione, con significativi risparmi in bolletta già constatati.
Il Gar continua a promuovere studi di mercato e, attraverso una ricontrattazione annuale, consente un costante aggiornamento delle condizioni contrattuali, con l’obiettivo di garantire agli enti convenzionati prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli di mercato, grazie al maggiore potere contrattuale generato dall’insieme dei contratti sottoscritti.
“L’unione fa la forza: anche questa è una forma concreta di sinodalità, a servizio delle nostre comunità”, sottolinea la Cec.

Demenza e ictus: Rin e Iss, al via uno studio sulla prevenzione integrata in 21 centri italiani

L’ictus e la demenza si possono prevenire attraverso una serie di interventi sugli stili di vita e sui fattori di rischio. Per aiutare i professionisti sanitari a diffondere la consapevolezza dei buoni comportamenti e stimare la quantità di casi prevenibili è stato messo a punto un toolkit che verrà testato in 21 centri italiani. L’iniziativa, frutto della Joint Action europea Jade Health, è stata presentata oggi durante l’evento “La prevenzione della demenza e dell’ictus. Il contributo italiano alla Joint Action europea Jade Health”, promosso dalla Rete Irccs delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione – Rin in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità.
“Al centro dell’incontro – spiegano Raffaele Lodi, presidente della Rete Irccs delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, e Nicola Vanacore, responsabile dell’Osservatorio Demenze dell’Iss – è stato l’avvio della fase operativa di implementazione dello studio pilota nazionale, finalizzato a sperimentare un modello innovativo di prevenzione integrata, basato su strumenti informativi e formativi evidence-based. L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza sui fattori di rischio modificabili e sostenere l’adozione di comportamenti preventivi nella pratica clinica e nella vita quotidiana”.
Il toolkit è destinato principalmente a specialisti operanti nei percorsi di prevenzione e gestione del declino cognitivo e delle patologie cerebrovascolari. I contenuti sono stati progettati per supportare questi professionisti nella valutazione del rischio individuale, nel monitoraggio dei fattori di rischio modificabili e nella definizione di interventi preventivi, integrando le più recenti evidenze scientifiche con la pratica clinica quotidiana. Parallelamente, il toolkit è concepito in modo da poter essere successivamente tradotto e adattato in materiali informativi destinati a persone con condizioni a rischio, come disturbo soggettivo di memoria, declino cognitivo lieve o ictus minore, e ai loro accompagnatori o caregiver. Lo studio ha un primo traguardo fissato per il 31 dicembre 2027, grazie alla collaborazione della rete degli Istituti virtuali nazionali Demenze e Malattie cerebrovascolari, insieme all’Università di Modena e Reggio Emilia e all’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Orsola di Bologna.
“Questi materiali – spiega Guido Bellomo, ricercatore dell’Iss e Principal Investigator del progetto – avranno l’obiettivo di favorire la comprensione dei fattori di rischio, incentivare comportamenti preventivi e sostenere l’autogestione della salute, creando un collegamento diretto tra le indicazioni cliniche e la vita quotidiana dei pazienti e dei loro familiari. In questo modo, il toolkit non si limita a essere uno strumento per specialisti, ma diventa anche un veicolo di educazione alla salute e promozione della prevenzione lungo l’intero ciclo di vita, contribuendo a consolidare un approccio integrato e partecipativo alla gestione del rischio cognitivo e cerebrovascolare”.

Diocesi: Savona-Noli, un progetto per le scuole intitolato “Francesco: 800 anni… e non sentirli”

Educare all’ecologia, favorire l’inclusione sociale, sviluppare la cittadinanza attiva, conoscere le tappe fondamentali della vita di san Francesco d’Assisi. Sono questi gli scopi del progetto “Francesco: 800 anni e non sentirli” dedicato agli studenti del prossimo anno scolastico, promosso dalla diocesi di Savona-Noli insieme agli Ordini dei Frati minori e dei Frati minori cappuccini. L’iniziativa spazia dalla letteratura alla storia medievale, dall’ecologia alla pace, fino alla contemplazione del creato. I partecipanti potranno ascoltare testimonianze, svolgere laboratori, partecipare a eventi di piazza e concorsi artistici. “Il 4 ottobre si celebreranno gli ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi. È un anno giubilare che crediamo possa essere per tutti un’occasione propizia, al fine di scoprire più approfonditamente questa figura così ricca dal punto di vista storico, letterario e spirituale”, scrive il vescovo Calogero Marino in una lettera pastorale ai dirigenti scolastici. “La diocesi di Savona-Noli intende offrire la propria disponibilità per incontrare docenti, studenti, alunni, allo scopo di condividere insieme con i francescani la ricchezza e l’unicità della storia del patrono d’Italia – aggiunge –. Crediamo possa essere una preziosa opportunità per affrontare questioni e sfide che risultano ancora attualissime nella nostra società, attraverso itinerari educativo didattici adatti ad ogni ordine di scuola”. 

Università Cattolica: Roma, graduation day per gli studenti dell’Altems

Dal contesto del Servizio sanitario nazionale in cui si muove la riorganizzazione delle cure sul territorio prevista dal Pnrr, passando per uno dei temi centrali del dibattito sociopolitico contemporaneo, le Case di comunità e la digitalizzazione che può contribuire al loro efficace funzionamento. Ma anche il tema dei medici di famiglia, del ruolo degli ospedali e il problema della carenza di personale sanitario. Sono stati questi i temi della tavola rotonda che si è svolta ieri durante la celebrazione del graduation day dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. A moderare l’incontro è stato Giuseppe Arbia, direttore dell’Altems, e dalla giornalista Barbara Gobbi e introdotta da un agente di Intelligenza artificiale. Al termine della giornata l’assegnazione dei Premi Best Project Work dei Master Altems, seguita dalla solenne cerimonia di proclamazione dei nuovi diplomati.

Droghe: Mattarella, “anche soltanto il recupero di una persona è un successo straordinario, inestimabile”

“Anche soltanto il recupero di una persona – per il valore incommensurabile che ha ciascuna persona – è un successo straordinario, inestimabile. Il recupero e il ritrovamento della vita e del futuro di una quantità di giovani che, grazie al lavoro che svolgono le comunità, le strutture e tanti volontari impegnati, è un patrimonio che arricchisce il nostro Paese”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Quirinale alla celebrazione della Giornata internazionale contro abuso e traffico illecito delle droghe.
Rivolgendosi anche ai ragazzi presenti, il Capo dello Stato ha osservato che “vi sono condizioni purtroppo” nelle quali “l’incontro con la droga moltiplica nelle difficoltà, moltiplica negli impacci, nei freni, negli abbassamenti di tensione e di vita”. Quindi è molto più meritorio quanto voi fate uscendone e ritrovando e conquistando il futuro”, ha proseguito Mattarella, aggiungendo che “per questo il ringraziamento è molto alto”. “Il patrimonio principale di cui il nostro, come ogni altro Paese, dispone, è dato dalla generazione che sale: dai bambini, dai ragazzi, dai giovani. Ne vorremmo anche di più. Ma, ecco, curarli, averne cura, dar loro le prospettive che li rassicurino ed escludano condizioni insidiose come quelle della droga, è un fronte decisivo”, ha ammonito il presidente, secondo cui “il pericolo è talmente grande che richiede uno sforzo corale del Paese, pubblico e privato, delle Istituzioni, della società, delle sue varie componenti. E per questo ringraziamento che intendo esprimere a chi su questo fronte è impegnato con generosità nelle comunità, nella ricerca, nelle strutture pubbliche, è un ringraziamento convinto e molto alto”. “È un’opera straordinaria”, il tributo di Mattarella.

Droghe: Mattarella, “fondamentale l’impegno sul fronte del contrasto”

“Quando il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mantovano, mi ha proposto di svolgere qui al Quirinale la Giornata mondiale della lotta alle droghe, ho accettato con convinzione per sottolineare non soltanto quanto sia fondamentale l’impegno su questo fronte, ma anche la riconoscenza della Repubblica nei confronti di chi se ne occupa, vi si impegna”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Quirinale alla celebrazione della Giornata internazionale contro abuso e traffico illecito delle droghe.
Il Capo dello Stato ha fatto riferimento alla “carrellata di esperienze diverse” proposte nell’evento da “chi è impegnato nel servizio pubblico, chi è impegnato nelle comunità, chi è impegnato nelle società scientifiche che si occupano di ricerca e di esame e analisi degli strumenti, chi è impegnato nella ricerca di se stesso, nel volere amare la vita nella ricerca del futuro e nella conquista del futuro”. E poi ancora “i familiari che accompagnano, spesso con sofferenza, questi percorsi”. “Ecco – ha commentato Mattarella – tutte queste esperienze, da punti di osservazione differenti, diverse tra di loro, con specifiche condizioni e riflessioni, hanno un punto in comune, tutte quante, che le accomuna: quello del valore della persona nella sua integralità, che non vi è nulla che si possa fare se non si affronta complessivamente l’integrale persona da cui, come capita sempre nella vita per chiunque, nel cui ambito nascono problemi, difficoltà sovente non viste, sovente non conosciute”. “È un percorso comune per tutti, quello di cercare se stessi, ritrovare, trovare se stessi la strada che sia davanti”, ha detto il presidente rivolgendosi ai ragazzi presenti.

Strage di Viareggio: Bozzer (Anmil), “a pochi giorni dal 17° anniversario si sigla in Cassazione la parola fine e si consegna giustizia a 32 famiglie”

“A tre giorni dal 17° anniversario della strage, si sigla in Cassazione la parola fine e si consegna giustizia a 32 famiglie dando concretezza alle oltre centomila pagine di atti messi insieme, oltre un decennio fa, dalla Procura di Lucca”: lo afferma il presidente nazionale dell’Anmil Amedeo Bozzer ritornando alla notte di quel 29 giugno 2009, quando il deragliamento di un treno merci contenente Gpl innescò l’esplosione che travolse la stazione di Viareggio e tutte le aree abitative circostanti, causando 32 morti e circa cento feriti.
“Ricostruire le cause della strage di Viareggio, attraverso gli anni che ci hanno portato alla sentenza definitiva di ieri, è un lavoro di archivio, inchiesta e memoria legato ad un ginepraio di ruoli e responsabilità, negligenze, mala gestio e atti che afferiscono alla criminalità organizzata che incarnano tutte le sfumature del terribile (solito) assunto per il quale la brama di profitto vada di pari passo con il disinteresse verso la vita umana”, dichiara il presidente dell’Anmil Lucca Max Mallegni, da sempre vicino all’incessante battaglia dell’Associazione dei familiari delle vittime “Il Mondo che vorrei”.
“ I familiari e i superstiti hanno lottato nel buio per anni – continua Mallegni -. Un buio voluto, centellinato dallo scandirsi di udienze, cortei, incontri, deposizioni, sino ad arrivare a ieri, data della quale, peraltro, nessuno di loro era a conoscenza, forse la prima che hanno perso dall’inizio del processo nel 2013. C’è dunque da chiedersi come sia possibile lasciare nel buio per tutto questo tempo chi già da quell’estate del 2009 ha perso ogni cosa in un disastro che, sin da subito, è stato classificato come evitabile”.
Mauro Moretti, l’ex amministratore delegato di Trenitalia e Rfi (Rete ferroviaria italiana), andrà in carcere (o, più probabilmente data l’età, ai domiciliari). Oggi ha 72 anni, ai tempi ne aveva 55.
“Dimenticare la definizione che Moretti diede ai tempi dell’ecatombe (‘Uno spiacevolissimo incidente’) è impossibile ma, forse, questa impossibilità risulta necessaria”, rincara Bozzer, “perché la nostra rabbia, la rabbia e la lotta dei familiari delle vittime di Viareggio, il volto straziato di Marco Piagentini e la forza del suo incessante racconto della perdita di sua moglie e due dei suoi bambini, i diciassette anni di attesa, la prescrizione sono tutti elementi costitutivi di una parabola che esce con una forza senza pari dall’allegoria per farsi realtà. Ed è sulla realtà dei fatti che le coscienze insorgono per continuare ad essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, come cita il motto dell’Associazione dei familiari di Viareggio”.
Anmil Lucca parteciperà i prossimi 29 e 30 giugno al 17° anniversario della strage che prenderà il via alle 11 al Cimitero della Misericordia di Viareggio per concludersi l’indomani con il concerto “Dopo la notte” presso il Beach Stadium cittadino.

Diocesi: Caritas Ozieri, in serata presentazione della ricerca “Diversamente giovani” sulla terza età

Sarà dedicata ai “Tessitori di legami nella comunità ozierese” la serata promossa dalla Caritas diocesana di Ozieri per presentare alla cittadinanza i risultati della ricerca “Diversamente giovani”. L’iniziativa, con il patrocinio del Comune di Ozieri, si terrà oggi dalle 18.30 nella chiesa di San Francesco. L’indagine, curata da Raffaele Callia e il frutto di un lavoro sinergico tra la Caritas diocesana di Ozieri e il Servizio studi e ricerche di Caritas Sardegna, ha coinvolto un nutrito gruppo di cittadini over 65 del territorio, che hanno condiviso esperienze, riflessioni, ricordi, ma anche bisogni concreti e aspettative per il futuro. Adottando un metodo scientifico capace di coniugare il rigore dell’analisi statistica alla profondità delle storie di vita vissuta, l’indagine – si legge in un comunicato della Caritas diocesana – ribalta la narrazione tradizionale sulla terza età: l’allungamento della vita non viene visto come un peso assistenziale, bensì come una straordinaria risorsa strategica e un patrimonio di memoria da custodire.
L’evento di questa sera, condotto da Stefania Pusceddu (responsabile della comunicazione di Caritas Sardegna), si aprirà con il racconto della nascita del progetto (a cura della Caritas diocesana) e con l’intervento del relatore Raffaele Callia (responsabile del Servizio studi e ricerche di Caritas Sardegna), che presenterà i principali dati emersi dal volume. Subito dopo, la parola passerà direttamente ai volti e alle voci dei protagonisti. Il cuore del dibattito sarà la tavola rotonda, alla quale prenderanno parte diversi ospiti illustri della comunità locale, tra i quali il vescovo Corrado Melis e il sindaco Marco Peralta.
La ricerca sarà un punto di partenza per pensare già da questa serata al futuro, per definire i “prossimi passi” con proposte e obiettivi sociali da portare avanti. Per il direttore della Caritas diocesana di Ozieri, don Antonio Loi, la ricerca “Diversamente giovani” “ci ricorda che gli anziani non sono solo portatori di bisogni, ma custodi di esperienze, relazioni e speranza. Con questa iniziativa vogliamo restituire alla comunità la voce degli anziani di Ozieri, raccolta attraverso un percorso di ascolto ‘di casa in casa’ che ci ha permesso di conoscere bisogni, desideri e risorse spesso poco visibili. Invito tutti a partecipare a questo momento di confronto, perché una comunità cresce quando sa valorizzare le relazioni e riconoscere negli anziani una presenza preziosa per il futuro di tutti. Sarà l’occasione per riflettere insieme su come rendere Ozieri una comunità sempre più attenta, inclusiva e capace di prendersi cura delle persone, anche di quelle che sono nascoste ai nostri occhi”.

Droghe: Com. Sant’Egidio e Exodus, insieme per costruire “avamposti di speranza”

In occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe – che si celebra oggi – si è tenuto ieri presso il Complesso del San Gallicano, il convegno “Avamposti di Speranza. Lavoro sociale e dipendenze: costruire insieme strategie nuove”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Fondazione Exodus. L’appuntamento è nato dalla consapevolezza che molte persone, in particolare giovani, persone fragili e senza dimora, non arrivano ai servizi o vi arrivano troppo tardi, quando il disagio è già strutturato. Per questo l’iniziativa vuole mettere al centro ciò che viene prima della presa in carico: l’ascolto, la prossimità, l’incontro nei luoghi della vita reale e la capacità di intercettare precocemente le situazioni di fragilità. Dopo il saluto introduttivo dell’assessora alle Politiche sociali e Salute di Roma Capitale, Barbara Funari, che ha illustrato le linee di intervento dell’amministrazione comunale a contrasto delle dipendenze, gli interventi di Francesca Zuccari per la Comunità di Sant’Egidio e Franco Taverna per la Fondazione Exodus hanno offerto alcuni orientamenti per intercettare e affrontare le sfide che pongono la grande diffusione delle sostanze ma anche le nuove dipendenze (gioco d’azzardo, gaming, dipendenza dai social media, ecc.). Luigi Maccaro, Fabio Gui e Natasha Trani hanno illustrato i risultati positivi dello sportello di ascolto e di orientamento creato circa 2 anni fa da Sant’Egidio e dalla Fondazione Exodus presso la Casa dell’Amicizia di Trastevere, dedicata particolarmente a persone con problemi di dipendenza in condizione di grave marginalità sociale. Da questa collaborazione ne sono nati, anche oltre ogni aspettativa, percorsi terapeutici che hanno permesso una nuova vita a persone con un futuro compromesso dalla droga e dall’alcol. Particolarmente toccanti sono state le testimonianze di alcuni giovani adulti accolti nella Comunità terapeutica di Exodus a Cassino, che hanno aiutato a capire meglio l’importanza della collaborazione tra tutti i servizi coinvolti.

Diocesi: mons. Giordano (Grosseto), “la nostra fede non va in vacanza”

L’estate sulla costa della Maremma non è solo sinonimo di mare e relax. Per migliaia di turisti e residenti del litorale della diocesi di Grosseto, la stagione calda diventa un’occasione di incontro, riflessione e ricarica interiore. Anche quest’anno, grazie all’impegno di parroci, religiosi e volontari, la Chiesa locale spalanca le proprie porte con il ricco cartellone di “Estate nella fede ’26”, offrendo un fitto calendario di liturgie, proposte spirituali, cultura e feste parrocchiali. “Se noi in estate ci concediamo un po’ di riposo, la nostra fede non va in vacanza” sottolinea il vescovo Bernardino Giordano nel suo saluto ai turisti, invitandoli a scoprire le numerose occasioni di preghiera e comunità. Per andare incontro alle esigenze dei villeggianti, il litorale riorganizza gli orari delle celebrazioni, portando spesso l’altare all’aperto. La novità di quest’anno è il consolidamento e l’allungamento di “Mass on the beach” a Marina di Grosseto. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, coprirà l’intera stagione (dal 28 giugno fino al 13 settembre): ogni domenica mattina alle 10 la messa sarà celebrata direttamente negli stabilimenti balneari, ogni volta in uno diverso (a partire dal Bagno Raffaello il 28 giugno e il Bagno Gabry il 5 luglio). Rimodulati anche gli orari feriali e festivi del territorio, con celebrazioni che toccheranno anche i campeggi (come il Cielo Verde e il Baia Verde) e le pinete di Roccamare e Riva del Sole. Il cuore delle feste diocesane batterà intorno alle celebrazioni del patrono San Lorenzo a Grosseto, la Festa del mare a Castiglione della Pescaia il 14 agosto con la processione sulle imbarcazioni, la Madonna del Carmelo (16 luglio) e San Rocco (16 agosto con spettacolo pirotecnico) a Marina di Grosseto. Spazio anche alle tradizioni locali con la Festa del beato Tommaso e del Cristo morto a Scarlino, i 90 anni della chiesa di Alberese (12 luglio) e la tradizionale rievocazione della mietitura (25 e 26 luglio) alla Fattoria Granducale. Non mancheranno i momenti di sosta dello spirito: al Monastero di Siloe (Poggi del Sasso) si terranno la messa di San Benedetto l’11 luglio e la Veglia dell’Assunta il 14 agosto con i canti dei tropari russi. A Marina tornano la “Catechesi al pozzo” (ogni martedì) e l’Adorazione eucaristica (ogni giovedì), mentre ad Alberese ci sarà la Lectio divina del venerdì. L’1 e il 2 agosto si celebrerà inoltre il Perdono d’Assisi. Sul fronte culturale, il Giardino di San Giovanni a Castiglione della Pescaia ospiterà incontri dedicati ai cammini (26 giugno e 4 luglio) e concerti musicali (24 luglio e 12 agosto). A Grosseto, la Cattedrale di San Lorenzo farà da eco alla rassegna “Tutta la musica dell’organo” (9 e 19 luglio, 2 agosto). Torna infine il cinema d’autore con il Siloe Film Festival il 23 e 24 luglio, oltre a spettacoli teatrali e corali a Marina di Grosseto. Nel quartiere Barbanella di Grosseto, la parrocchia di Santa Lucia promuove per tutti i mercoledì di luglio l’ “Estate Barbanellina” presso il Parco Parri: serate di gioco, socialità e “veglia” all’aria aperta completamente gratuite per famiglie e bambini.

Carcere: Rebibbia, oggi evento con diversi nomi della canzone e dello spettacolo italiani

Dall’Europa all’America Latina, dall’Africa all’Asia, sebbene con modalità e armonie diverse, la Festa della musica continua a essere celebrata in tantissimi Paesi del mondo. Superando confini, barriere, il linguaggio universale della musica rappresenta uno straordinario strumento di coesione tra storie di vite, etnie e sensibilità culturali anche profondamente distanti.
Anche quest’anno, in occasione della sua 32ª edizione, la musica entra tra le sbarre di numerosi istituti penali, tra cui quello della Sezione maschile della Casa circondariale di Rebibbia. L’evento – che normalmente si festeggia ogni anno il , in coincidenza del  – entrerà nel carcere romano il 26 giugno per iniziativa dell’Amministrazione Penitenziaria congiuntamente alla Direzione dell’istituto nella persona della dott.ssa Teresa Mascolo, all’organizzazione dell’Area trattamentale, in collaborazione con il personale di Polizia Penitenziaria. Dalle 17.00 alle 20.00, dunque, un intero pomeriggio di musica, spettacolo, poesia per circa 100 detenuti del penitenziario e per le loro famiglie.
Grazie anche al supporto di diverse associazioni di solidarietà tra cui VIC (Volontari in carcere) e PFIt (Prison Fellowship Italia) – che operano da anni all’interno del sistema detentivo -, saranno presenti numerosi ospiti. Tra questi: Simone Cristicchi e Amara, figure di spicco del nostro panorama artistico, costantemente in prima fila nel promuovere percorsi di solidarietà e sostegno per chi vive nelle marginalità sociali. Presenti anche la cantante Beba Albanesi, i comici Marco Capretti, Geppo e moltissimi altri artisti. Inoltre, prenderanno parte all’iniziativa Ilaria Spada e Raffaella Mangini, da anni impegnate in vari progetti con l’Associazione Metide, e nel presentare film che favoriscano la cultura cinematografica nelle carceri. Lo spettacolo sarà presentato dai comici Cristian Generosi e Barbara Boscolo (i “Sequestrattori”) insieme a Elisabetta Ferracini. Molto attesa anche l’esibizione di alcuni detenuti – che hanno frequentato il laboratorio musicale dell’istituto guidato da Stefano De Angelis -, con la band “Onorati Coffee Maker”.
Quest’anno il tema ufficiale della manifestazione è “La Voce dei Luoghi” e gli istituti penitenziari si configurano come realtà a cui restituire centralità e voce. Abitarli con suoni, armonie e spettacolo significa squarciare l’isolamento, a volte il silenzio, offrendo ai ristretti un orizzonte di condivisione con il mondo esterno e una rinnovata promessa di speranza e futuro. La promozione di iniziative, attività culturali e artistiche nelle carceri, infatti, offre opportunità di confronto, stimola la partecipazione attiva e rafforza quei valori di inclusione e responsabilità che costituiscono elementi fondamentali nei percorsi di recupero e di reintegrazione sociale.

Terremoto in Venezuela: Save the Children, crescono rapidamente i bisogni. Segnalati decessi e feriti tra i minori

Le famiglie nel Venezuela devastato dal terremoto hanno trascorso una seconda notte all’aperto, nel timore di ulteriori crolli di edifici e tra gravi preoccupazioni per la sicurezza dei bambini e le loro necessità immediate. Lo afferma Save the Children sottolineando che il Venezuela ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale in seguito ai due terremoti consecutivi di magnitudo 7,5 e 7,2 nella regione centro-settentrionale del Paese, che hanno messo a rischio migliaia di minori e famiglie. Secondo il ministero della Salute del Paese, al 25 giugno si contano almeno 255 vittime e 4.500 feriti, cifre che tuttavia sono destinate ad aumentare.
Gli operatori di Save the Children e i partner locali presenti sul campo – viene spiegato in un comunicato – hanno segnalato che tra le vittime e i feriti ci sarebbero anche minori. Inoltre, durante le operazioni di evacuazione nella capitale Caracas e nella città portuale di La Guaira, alcuni bambini sono stati separati dalle loro famiglie. Fatima Andraca, direttrice di Save the Children in Venezuela, è fuggita a piedi nudi dal suo vecchio edificio di 12 piani utilizzando una scala esterna, poiché le scale interne erano troppo danneggiate per essere percorse. “Ovunque si guardi regnano devastazione e distruzione”, ha raccontando: “Molti bambini e le loro famiglie, anche qui a Caracas, hanno dovuto trascorrere un’altra notte all’aperto, stringendo a sé i pochi beni che sono riusciti a salvare. Sono per strada, troppo spaventati per tornare nelle loro case distrutte e ormai insicure. La loro sicurezza è una seria preoccupazione e la nostra priorità assoluta. Nei giorni e nelle settimane a venire, mentre la popolazione cercherà di riprendersi da questo evento catastrofico, i più piccoli avranno bisogno di protezione, supporto psicosociale, acqua potabile e spazi sicuri”.
Save the Children e i suoi partner sono presenti sul campo nelle aree colpite per assistere i minori e le famiglie coinvolte, fornendo servizi di protezione dell’infanzia, rifugi, assistenza sanitaria, cibo e beni di prima necessità.

Diocesi: Avezzano, in seminario e a Tagliacozzo incontri sulla povertà educativa in collaborazione con Caritas Italiana

Sarà dedicata a “La carità di San Vincenzo Ferrer. Dal caso del Colegio Imperial de Niños Huérfanos alle povertà educative di oggi” la conferenza che si terrà in serata presso la chiesa della SS. Annunziata di Tagliacozzo. L’iniziativa, promossa dalla comunità parrocchiale in collaborazione con Caritas Italiana, si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il 225° anniversario della prima processione di San Vincenzo Ferrer. Dalle 18, dopo l’introduzione della catechista Tiziana Gobbi, interverranno Italia Crispino, segretaria del Consiglio provinciale e vicepresidente della Fraternita laica domenicana di Pompei, Vera Pellegrino, del Servizio studi e ricerche di Caritas Italiana, e Valentina Gizzonio, psicoterapeuta del Servizio dedicato agli adolescenti della Asl 1 Abruzzo.
Nel primo pomeriggio, alle 15.15 nella sala riunioni del Seminario vescovile di Avezzano la Caritas diocesana incontrerà Vera Pellegrino. “La formazione – viene annunciato – sarà sulle povertà incontrate dalle Caritas e, in particolare, sulla povertà educativa oggi, con alcuni strumenti per la progettazione”.

Terremoto in Venezuela: Caritas Bolzano-Bressanone, stanziati 5mila euro dal fondo catastrofi. Invito a contribuire con una donazione

Per aiutare le vittime del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, la Caritas diocesi Bolzano-Bressanone mette a disposizione 5.000 euro dal proprio fondo catastrofi e invita la popolazione a contribuire con una donazione. “La rete internazionale Caritas ci consente di raggiungere rapidamente le comunità più colpite”, afferma Sandra D’Onofrio del servizio Caritas di aiuto catastrofi.
Dopo il forte terremoto del 24 giugno 2026, che ha provocato centinaia di morti e migliaia di feriti, squadre di soccorso e volontari Caritas sono impegnati in prima linea per assistere i sopravvissuti e fornire i primi aiuti. Ingenti danni a edifici, strade e infrastrutture energetiche e di telecomunicazione, rendono particolarmente difficili le operazioni di soccorso e la distribuzione degli aiuti umanitari.
“La rete internazionale Caritas coordina gli interventi di emergenza per raggiugere le persone colpite nel più breve tempo possibile. Già nelle prime ore dopo il sisma, parrocchie e chiese hanno aperto le loro porte per accogliere le famiglie sfollate e distribuire i primi beni di necessità, rispondendo ai bisogni più urgenti”, spiega D’Onofrio che, attraverso la rete Caritas internazionale, è in contatto con colleghe e colleghi sul posto.

Diocesi: Caritas Siena, la mensa rimarrà attiva a San Girolamo anche nei mesi di luglio e agosto. Appello per i volontari

La mensa della Caritas di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino rimarrà attiva a San Girolamo anche nei mesi di luglio e agosto. A differenza di quanto avveniva negli anni precedenti quando veniva spostata temporaneamente alla basilica di San Francesco.
“Stiamo avviando un nuovo percorso – spiega don Vittorio Giglio, direttore della Caritas diocesana – nella gestione del centro di San Girolamo che vedrà un impegno sempre più diretto della Caritas non solo per la mensa, ma anche per gli altri servizi erogati come l’accoglienza, le docce e il centro estivo”.
“A suor Nevia e alle suore Vincenziane – aggiunge don Giglio – il nostro ringraziamento riconoscente per quello che hanno fatto in questi anni a favore delle persone fragili e in difficoltà della città di Siena e per quello che continueranno a fare in questa nuova impostazione”.
Si tratta di “una nuova fase – continua don Giglio – che però ha la necessità del sostegno di tutte le persone di buona volontà che desiderano mettersi in gioco come volontari e per chi fosse interessato si può chiamare il numero 0577-280643 oppure si può scrivere una mail a ”.

Tumori al seno: Franceschini (Gemelli e Università cattolica), “la cultura della prevenzione sta crescendo”

Oltre 2.000 partecipanti hanno risposto all’indagine promossa da DataHubs, Market Data Experience, con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Race for the Cure 2026. L’indagine, che comprende sia la popolazione generale sia le donne coinvolte nella Race for the Cure di Roma e quelle che hanno affrontato direttamente una diagnosi di tumore al seno, offre una fotografia estremamente significativa del rapporto tra le donne italiane, la prevenzione e la malattia.
“Il primo elemento che emerge è incoraggiante. La cultura della prevenzione sta crescendo”, spiega Gianluca Franceschini, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia senologica e del Centro integrato di Senologia della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore “Quasi nove donne su dieci sanno che l’autopalpazione non può sostituire la mammografia e oltre il 65% delle intervistate ha già effettuato almeno un controllo mammografico”. Accanto ai progressi, l’indagine evidenzia criticità che non possono essere ignorate. Franceschini ne evidenzia due in particolare: l’accessibilità ai servizi e la necessità di una maggiore informazione personalizzata.
La parte più significativa dello studio riguarda però le donne che hanno vissuto direttamente l’esperienza della malattia: il tumore al seno è un evento che investe la persona nella sua interezza. Il Direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia senologica richiama così l’importanza del supporto psicologico: “Quasi una donna su due dichiara che, guardando al proprio percorso, avrebbe desiderato ricevere un sostegno psicologico maggiore rispetto a quello effettivamente disponibile. Analoga attenzione viene richiesta per i familiari, spesso coinvolti in modo diretto nelle conseguenze emotive della malattia”.
Un ulteriore messaggio emerge dall’indagine: le donne chiedono continuità assistenziale. Sottolinea Franceschini: “Le donne non desiderano sentirsi seguite da specialisti eccellenti ma isolati tra loro. Chiedono percorsi integrati, professionisti capaci di dialogare, figure di riferimento in grado di accompagnarle durante tutto il percorso diagnostico-terapeutico. È precisamente la filosofia che ha ispirato la nascita delle Breast Unit moderne: un modello multidisciplinare in cui competenze diverse collaborano attorno alla paziente, condividendo decisioni, informazioni e obiettivi. E anche del nostro GimSen (Gemelli – Isola Tiberina – Mater Olbia Senologia)”.

Politica e società: Cdal Molfetta, “smontare la retorica della paura promuovendo una cultura dell’accoglienza

“Assistiamo, in queste settimane, alla crescente visibilità di un movimento politico che fonda gran parte della propria comunicazione su messaggi divisivi che seminano odio. Si tratta di una linea che suscita in noi forte preoccupazione perché non sembra orientata alla costruzione del bene comune, ma alla ricerca del consenso tramite ricette estreme e manichee. Queste posizioni semplificano la complessità del nostro tempo – attraversato da trasformazioni economiche, tecnologiche e culturali senza precedenti – con il solo effetto di indebolire la tenuta democratica del Paese”. È l’allarme lanciato dalla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (Cdal) di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, che precisa come il “bersaglio di tale ideologia oscurantista” siano “stranieri, persone con disabilità, donne, omosessuali e, più in generale, chiunque venga percepito come diverso o non conforme a determinati modelli culturali e sociali”. L’ultima provocazione “l’eliminazione del reato di femminicidio”.
In ambito educativo, “si torna a proporre la creazione di classi separate per gli studenti e le studentesse con disabilità, ignorando decenni di progresso culturale e civile”, per non parlare del “livore nei confronti degli stranieri”.
Dinanzi a tale “deriva politica ed etica”, scrive la Consulta, “come aggregazioni laicali della nostra diocesi, siamo chiamati ad essere fedeli al magistero del venerabile don Tonino Bello e alla sua ‘etica del volto’, riaffermando la dignità di ogni persona, indipendentemente dalla sua provenienza, condizione sociale, genere, orientamento di vita o fragilità. Si tratta di un valore non negoziabile, radicato nel Vangelo e alla base della Costituzione italiana”.
Per la Consulta “risulta quindi essenziale ridestare le coscienze sopite, educare al pensiero critico per contrastare la polarizzazione delle posizioni e la disinformazione. Dobbiamo smontare la retorica della paura promuovendo una cultura dell’accoglienza e accrescere la presenza attiva nelle periferie urbane, dove si concentrano le contraddizioni che generano emarginazione. Solo questa vicinanza, carica di speranza, potrà dare futuro ai territori”.
Di qui l’appello ai partiti politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni e a tutte le realtà civili “affinché promuovano una cultura del dialogo, del rispetto e della partecipazione democratica, contribuendo a costruire prospettive concrete di crescita umana ed economica per le nostre comunità”.

Diocesi: Napoli, di fronte all’emergenza caldo aperte le porte delle chiese monumentali come rifugi climatici e centri di accoglienza

Di fronte alle temperature eccezionali di questi giorni e per rispondere concretamente all’emergenza caldo che sta colpendo la città, la Chiesa di Napoli, con il sostegno della Caritas diocesana, promuove un’iniziativa straordinaria di solidarietà e accoglienza.
A partire da questa settimana, rende noto oggi la diocesi, “alcune delle più importanti e fresche chiese monumentali del centro storico e le strutture assistenziali diocesane apriranno le proprie porte per offrire un rifugio dalla morsa del caldo, un luogo di sosta e un punto di ristoro per le persone più fragili e i senza fissa dimora”.
Di seguito il calendario e i luoghi della rete di accoglienza: la basilica di San Giovanni Maggiore aperta il giovedì mattina e il sabato mattina; la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo aperta il mercoledì e il sabato; la basilica di San Giorgio Maggiore aperta il martedì e il giovedì; il Binario della solidarietà aperto tutti i giorni.
“Questi luoghi resteranno aperti per accogliere chiunque abbia bisogno, offrire un riparo e distribuire bevande fresche. In un momento di forte disagio legato alle condizioni climatiche, le chiese non sono solo luoghi di preghiera, ma oasi di frescura e di prossimità. Nessuno deve sentirsi solo o abbandonato davanti a questa emergenza”, conclude la diocesi.

Terremoto in Venezuela: Amnesty International, “la risposta dev’essere basata sui diritti umani”

A seguito del terremoto che ha colpito il Venezuela nel pomeriggio del 24 giugno, Amnesty International ha lanciato l’allarme sugli effetti devastanti che potrebbero derivarne per la popolazione e ha chiesto alle autorità venezuelane e alla comunità internazionale di fare tutto il possibile per portare assistenza alle persone coinvolte.
“Esprimiamo solidarietà a tutte le persone colpite, direttamente o indirettamente, da questo disastro che ora rischia di acuire ulteriormente due gravi crisi, quella umanitaria e quella dei diritti umani, in corso da oltre un decennio, a causa delle quali il sistema sanitario del Venezuela è stato decimato e la repressione statale ha indebolito la protezione dei diritti umani”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.
“La popolazione del Venezuela ha mostrato un livello straordinario di resilienza e solidarietà di fronte a questa prolungata crisi dei diritti umani. Ora sta affrontando un’altra enorme tragedia e dev’essere tutelata da negligenza e ingiustizia”, ha aggiunto Callamard.
“Chiediamo alle autorità venezuelane di garantire assistenza e rispondere al terremoto nel rispetto degli standard umanitari e di soccorso nei disastri e del diritto internazionale dei diritti umani. La comunità internazionale, a sua volta, deve urgentemente mobilitarsi per fornire quell’indispensabile assistenza umanitaria di cui la popolazione del Venezuela ha disperato bisogno”, ha proseguito Callamard.
“Le autorità venezuelane hanno finora fornito informazioni limitate e non circostanziate sull’effettiva entità dei danni umani e materiali provocati. Chiediamo loro di assicurare la diffusione di informazioni rapide, credibili e costanti sulle dimensioni dei danni, sulle persone morte o ferite, sui soccorsi dispiegati, sulle modalità con cui le persone colpite possono ricevere assistenza e sui piani immediati per cercare le persone disperse e soccorrere e curare quelle sopravvissute”, ha sottolineato Callamard.
Nel fornire assistenza alla popolazione, le autorità devono garantire il diritto alla vita, all’integrità fisica e alla libertà.
Per Amnesty, “nel contesto dell’attuale emergenza umanitaria è fondamentale abrogare ogni indebita restrizione ai portali informativi, alle piattaforme social e ai canali di comunicazione online. Non farlo potrebbe significare altre vite perse e un danno irreparabile ai diritti umani”.
Per sviluppare un piano efficace di soccorsi, “le autorità venezuelane devono immediatamente abolire la cosiddetta legge anti-ong e tutte le altre norme che limitano, controllano e restringono le legittime e necessarie attività delle organizzazioni della società civile”.
“I principi internazionali umanitari e dei diritti umani – in particolare quelli di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza – devono guidare il reperimento e la messa a disposizione delle risorse”, conclude Amnesty.

Diocesi: Catania, iniziati i lavori di restauro della cappella di Sant’Agata

A Catania hanno preso ufficialmente il via ai lavori di restauro della cappella di Sant’Agata; in programma un intervento che mira a restituire il suo originario splendore a questo luogo di alto valore storico e artistico. Il progetto di restauro, reso possibile grazie al contributo fondamentale della Regione Siciliana, è affidato allo “Studio d’Arte e Restauro” di Jaccarino L.V. e Zingaro G., ditta specializzata che si è aggiudicata la gara per l’esecuzione dei delicati interventi. I lavori, che si trovano attualmente in una fase preliminare di analisi e saggi conoscitivi, proseguiranno spediti – viene assicurato in un comunicato – dopo le celebrazioni del IX centenario della traslazione delle reliquie di sant’Agata. Il restauro si concentra su elementi di straordinaria importanza. È già possibile ammirare la bellezza dei colori che stanno tornando all’originario fulgore, il suggestivo cancello dorato e lo stemma di Fernando de Acuña, realizzato con le decorazioni principali nel 1495 per volontà di Maria Davila, che provvide sia ad abbellire il sepolcro della Santa sia a far costruire il sepolcro del marito di fronte al sacello della nostra Santa. Un’attenzione particolare viene rivolta al recupero dell’antica porta, interamente in oro zecchino, che integra parte della decorazione lapidea. Si tratta di un apparato decorativo prezioso, composto non solo da marmi dorati, ma anche da colonne in alabastro e oro, oltre al ritorno all’antico splendore dei grifoni presenti nella struttura.

Migranti: da inizio anno sbarcate 13.992 persone sulle nostre coste. Quasi 2.400 a giugno

Sono finora 13.992 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 29.738 mentre nel 2024 furono 25.112. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a giugno è pari a 2.362. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.089, mentre nel 2024 furono 4.902.
Dei quasi 14mila migranti sbarcati in Italia nel 2026, 4.086 sono di nazionalità bangladese (29,2%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.578, 11,3%), Sudan (1.315, 9,4%), Pakistan (1.178, 8,4%), Algeria (959, 6,9%), Egitto (895, 6,4%), Tunisia (584, 4,2%), Eritrea (543, 3,9%), Mali (309, 2,2%), Nigeria (291, 2,1%), Costa d’Avorio (215, 1,5%), Iran (183, 1,3%), Guinea (178, 1,3%), Etiopia (178, 1,3%), Sud Sudan (169, 1,2%) a cui si aggiungono 1.331 persone (9,5%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Dal 1° gennaio al 24 giugno 2026 i migranti rimpatriati sono 4.221, dei quali 3.642 con rimpatri forzati e 579 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).

Leone XIV: “cresce la tentazione della frammentazione”, “sinodalità non è un insieme di procedure”

“Viviamo in un tempo nel quale cresce la tentazione della frammentazione e prevalgono facilmente interessi particolari”. È l’analisi del Papa, che nel discorso di apertura del suo secondo Concistoro straordinario si è soffermato sul tema del bene comune, al centro della terza sessione dei lavori. “La Dottrina sociale della Chiesa ci ricorda che il bene comune non nasce spontaneamente, ma domanda responsabilità condivise”, ha detto Leone XIV: “Per la Chiesa questo assume una forma ben precisa: uno stile sinodale al servizio della missione del Regno”, come si legge nella Magnifica humanitas al n. 86, “aggiungendo che questo richiede attenzione al modo in cui si prendono le decisioni e si esercitano le responsabilità, nella trasparenza, nella valutazione e nella corresponsabilità”. E proprio al cammino di attuazione del Sinodo sarà dedicata l’ultima sessione dei lavori: “Di fronte alle ferite del mondo, alla costruzione del bene comune e alla missione della Chiesa, la sinodalità indica un modo di procedere: ascoltare, discernere e assumere insieme la responsabilità delle scelte che il Signore ci affida”. “La sinodalità non è anzitutto un insieme di procedure”, ha ribadito il Pontefice: “è un atteggiamento, un’apertura, una disponibilità a comprendere. Talvolta essa è stata interpretata come una diminuzione dell’autorità. In realtà essa ci aiuta a comprendere più profondamente il significato dell’autorità stessa, che esiste per custodire la comunione, favorire la partecipazione di tutti e orientare il cammino comune della Chiesa”.
 

Leone XIV: “nessuno di noi è estraneo alle molte forme di conflitto, sopraffazione e frattura”

“Molti di voi provengono da terre segnate dalla guerra, dalla violenza, dalla polarizzazione sociale o religiosa. Ma nessuno di noi è estraneo alle molte forme di conflitto, di sopraffazione e di frattura che attraversano oggi le nostre società”. Lo ha detto il Papa, nel discorso di apertura del suo secondo Concistoro straordinario. “Il discernimento che siamo chiamati a compiere riguarda tutti e interpella la missione della Chiesa in ogni contesto”, ha affermato riferendosi al tema della seconda sessione dei lavori, che rifletterà sulla “cultura della potenza e sulla civiltà dell’amore”. “L’Enciclica Magnifica humanitas ci offre alcune chiavi preziose per leggere questo tempo”, la tesi di Leone XIV: “Mi interessa soprattutto ascoltare come queste pagine risuonano nelle vostre Chiese, quali interrogativi suscitano, quali prospettive aprono, quali passi suggeriscono. Un’enciclica continua infatti il suo cammino quando viene accolta, interpretata e incarnata nella vita concreta delle Chiese”.

Leone XIV: “non siamo custodi di interessi particolari”, “contemplare il mondo”

“Contemplare il mondo nel quale la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo”. È il primo compito, e il primo tema, a cui sono chiamati a riflettere i cardinali, nel secondo Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV. “Prima di domandarci che cosa fare, occorre sostare davanti alla realtà, guardandola con gli occhi della fede e lasciandoci interrogare dall’ascolto dei fratelli”, ha detto il Papa nel suo discorso di apertura. “Non siamo custodi di interessi particolari”, ha precisato. Poi la citazione delle parole pronunciate a Madrid, nel recente viaggio in Spagna: “Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, come il Signore della storia. E anche oggi il Signore continua a precederci nella storia, e la Chiesa è chiamata anzitutto a riconoscere la sua presenza”.

Leone XIV: “lavorare insieme nel servizio della Chiesa”, “la comunione è una conversione quotidiana”

“Lavorare insieme nel servizio della Chiesa” e proseguire “una conversazione che mi aiuti nel servizio della missione di tutta la Chiesa”. È questa, per il Papa, “una delle responsabilità più importanti affidate al Collegio cardinalizio”. Lo ha ribadito all’apertura del secondo Concistoro straordinario da lui convocato, dopo il primo dello scorso anno, in cui aveva già formulato questo “desiderio semplice”, riguardo agli incontri periodici con i cardinali. “Anche noi, come tutta la Chiesa, impariamo camminando”, ha sottolineato Leone XIV prendendo la parola in Aula Paolo VI, all’inizio della prima sessione: “La comunione non è mai un risultato acquisito una volta per tutte: rimane una conversione quotidiana, che prende forma nella preghiera, e attraverso atteggiamenti concreti, relazioni di fiducia e disponibilità ad ascoltarci reciprocamente”. “In questi mesi – ha proseguito – ho avuto modo di ricordare più volte che siamo chiamati a essere costruttori della comunione di Cristo, una comunione che prende forma in una Chiesa sinodale nella quale tutti cooperano alla medesima missione, ciascuno secondo il proprio carisma e il proprio ministero”.

Messico: vescovi, “bene le partite della Nazionale, ma ascoltiamo le madri che cercano i loro cari. Vogliamo fare festa con famiglie al completo”

La Conferenza episcopale del Messico, in una nota diffusa ieri, da un lato si congratula con la Nazionale, che ha conquistato il primo posto del girone eliminatorio della Coppa del Mondo, vincendo le tre partite giocate in casa. Dall’altro lato, rinnovano l’appello ad ascoltare le madri che cercano i propri cari desaparecidos, una richiesta che è diventata particolarmente forte, durante l’evento dei Mondiali di calcio.
“Ci congratuliamo con i giocatori, con il direttore tecnico, con lo staff tecnico e con tutte le persone che hanno contribuito a questo traguardo, che oggi riempie di entusiasmo milioni di messicani”, scrivono i vescovi. Al tempo stesso, prosegue la nota, “non sfugge al nostro sguardo lo sforzo delle madri cercatrici per rendere visibile, durante gli eventi del Mondiale, una ferita che sanguina nel nostro popolo: i loro figli scomparsi. Con loro vorremmo gridare a tutto il Messico che ci sono anche altri motivi che ci devono unire per mostrare la nostra umanità e difendere la nostra dignità. Vogliamo famiglie complete, che festeggino il Messico e giovani che realizzino i loro sogni senza che le loro vite siano in pericolo. Lo sport ha la capacità di riunire persone di diverse età, regioni e storie attorno a uno stesso ideale. Per questo motivo, questa competizione ci ricorda che la disciplina, il lavoro di squadra, la perseveranza e la fiducia sono valori che abbiamo bisogno di rafforzare anche come società per affrontare le sfide che viviamo come Paese. Quanto desideriamo che la gioia espressa nelle strade si traduca in impegno per il Messico e in motivo di speranza per i più vulnerabili!”.

Argentina: curas villeros, “basta attacchi a cartoneros e chi vive in strada, la si smetta di umiliare i poveri. Servono tavoli di dialogo con i governanti”

“Esprimiamo la nostra condanna per le molestie ai danni dei residenti delle nostre villas, così come di tutta la città, con il sequestro di carretti ai cartoneros, la confisca di merce ai venditori ambulanti, la violenza istituzionale seguita dalla morte in più di un’occasione, la denigrazione delle persone che vivono in strada, persino screditando ripetutamente coloro che si organizzano per aiutare gli altri distribuendo cibo o coperte”. Lo scrivono, in una nota ufficiale, i “curas villeros”, i sacerdoti dei quartieri periferici di Buenos Aires, in occasione della Giornata contro il narcotraffico e facendo presente che le loro lettere al Governatore della Città di Buenos Aires sono rimaste senza risposta.
Proseguono i sacerdoti: “Riaffermiamo la nostra decisione di continuare ad accogliere la vita così come si presenta, accompagnando l’organizzazione della comunità e rispondendo ai bisogni soprattutto dei più scartati. Restiamo uniti per una vera integrazione socio-urbana, cercando di recuperare il finanziamento delle opere infrastrutturali nelle villas”.
Conclude la nota: “Chiediamo che si smetta di umiliare i poveri. Allestiamo dei tavoli di dialogo e di lavoro con il Governo della Città e la società civile per un trattamento adeguato della situazione di così tante persone e famiglie vulnerabili che non vogliamo siano nascoste né denigrate, bensì accompagnate con la sacra dignità che meritano in quanto figlie e figli di Dio”.

Leone XIV: “conto su di voi, ho bisogno del vostro appoggio forte, esplicito e pubblico”

“Il ministero del successore di Pietro non può essere vissuto da solo, ha bisogno della vostra esperienza pastorale e della conoscenza delle chiese e dei popoli che vi sono affidati”. Lo ha ribadito il Papa, al termine del suo primo intervento in Aula Paolo VI, all’inizio del suo secondo Concistoro straordinario. “Conto su di voi, perché mi aiutiate a discernere ciò che lo Spirito Santo dice oggi alla Chiesa”, le parole rivolte ai cardinali giunti a Roma da ogni parte del mondo: “Ho bisogno del vostro appoggio forte, esplicito e pubblico. Ho bisogno di essere sostenuto da voi come da fratelli. Vi chiedo di accompagnarmi non soltanto in questi giorni di lavoro, ma anche nel servizio quotidiano alla comunione della Chiesa universale”. “Aiutatemi ad ascoltare ciò che emerge dalle vostre chiese – ha proseguito il Papa -, a riconoscere i segni di speranza che spesso crescono in silenzio, ma anche a non ignorare le fatiche, le incomprensioni e le resistenze che possono rallentare il cammino. Ho bisogno della vostra libertà, della vostra franchezza e della vostra lealtà. Un consiglio sincero è sempre un atto di comunione”. “Sostenete, ciascuno nella propria chiesa e nel proprio ministero, questo stile di discernimento ecclesiale”, l’altro invito di Leone XIV: “So che richiede pazienza e talvolta suscita interrogativi, tuttavia sono convinto che il Signore ci stia insegnando la maniera più evangelica di vivere insieme la responsabilità che ci ha affidato. Anche da questo dipende la credibilità della nostra testimonianza e la fecondità della nostra missione”.

Terremoto in Venezuela: la vicinanza del Celam e degli episcopati dell’America Latina

“A nome della Presidenza del Consiglio episcopale latinoamericano e Caribico (Celam), esprimiamo la nostra vicinanza spirituale, solidarietà fraterna e comunione ecclesiale con la Conferenza episcopale venezuelana e con tutto il popolo venezuelano in questi momenti di prova”. Lo scrive la Presidenza del Celam, in un messaggio alla Chiesa e al popolo del Venezuela”. Prosegue la nota: “Eleviamo le nostre preghiere al Signore della Vita affinché protegga coloro che sono stati colpiti, fortifichi le famiglie che soffrono le conseguenze di questo avvenimento e sostenga quanti lavorano generosamente nelle attività di soccorso, assistenza e accompagnamento. Chiediamo anche che conceda saggezza e fortezza alle autorità civili e agli organismi di emergenza che servono con dedizione il bene comune”. La Presidenza del Celam desidera “manifestare in modo speciale” affetto e vicinanza alla Conferenza episcopale venezuelana, “confidando che continuerà a essere segno di speranza, consolazione e accompagnamento per il popolo fedele, rendendo presente la misericordia di Dio in mezzo alle difficoltà. Allo stesso modo, si legge, “facciamo giungere un fraterno abbraccio alle comunità venezuelane che vivono fuori dalla loro patria e che guardano con preoccupazione alla situazione dei loro familiari e dei loro cari. Che trovino nella solidarietà della Chiesa la consolazione e la speranza che nascono dal Vangelo”.
Oltre a quella del Celam. Dall’America Latina è giunta alla Chiesa venezuelana la solidarietà di gran parte delle Conferenze episcopali nazionali che, in vari casi, hanno già promosso delle collette tra i propri fedeli. Tra i comunicati pervenuti al Sir, quelli delle Conferenze episcopale di Cile, Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Panama, Messico, Cuba, Repubblica Dominicana.

Terremoto in Venezuela: mons. Conceição Ferreira (vescovo Puerto Cabello) al Sir, “mi trovavo a venti km dall’epicentro. Qui l’ospedale non riesce a far fronte ai feriti”

“Quando c’è stata la prima scossa di terremoto mi trovavo a venti chilometri dall’epicentro, per festeggiare la festa patronale di San Giovanni”. Lo racconta, al Sir, il vescovo di Puerto Cabello, mons. José Antonio Da Conceição Ferreira, che parte da quei lunghi minuti di paura e concitazione per raccontare come la comunità della sua diocesi sta vivendo il terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo stesso capoluogo, Puerto Cabello, dista poche decine di chilometri dall’epicentro della seconda scossa, Morón e qui, spiega il vescovo, con il quale riusciamo a parlare dopo una giornata di interruzione delle linee telefoniche, “molte case sono crollate, e abbiamo già contato una decina di vittime. A Puerto Cabello, l’ospedale non riesce a fare fronte al numero di feriti, è completamente al collasso. Per quanto riguarda le chiese, ci sono molti danni e una è andata completamente distrutta”.
Di fronte alla tragedia, la Chiesa locale ha cercato subito di attrezzarsi: “Cerchiamo di aiutare le persone, sia dal punto di vista medico, che psicologico. Abbiamo attivato raccolte di generi alimentari, acqua, generi di prima necessità. Le persone sono terrorizzate, ma mi ha colpito come molte persone si sono messe a disposizione nelle parrocchie per aiutare in tutti i modi. Ci danno una grande speranza”.

Terremoto in Venezuela: Ugas (Caritas la Guaira) al Sir, “a Catia La Mar la città non esiste più. Ci sono tante persone intrappolate tra le macerie che chiedono aiuto e fanno rumore”

A Catia La Mar, la città costiera più segnata, assieme a la Guaira, dal terremoto che ha colpito il Venezuela, “la maggior parte delle case e dei negozi sono crollati”. Lo racconta, al Sir, Anarelys Ugas, attiva nella Caritas e nella Pastorale sociale della diocesi. “Ho voluto vedere con i miei occhi, ho percorso la avenida del Ejército verso Catia La Mar, il quartiere Hugo Rafael Chávez Frías, l’avenida La Atlántida. Praticamente, la città non esiste più. Nel quartiere Hugo Chávez, quasi tutti gli edifici sono crollati. Ci sono ancora persone intrappolate tra le macerie e bisogna davvero rendere omaggio con un applauso in piedi a tutto il lavoro che stanno svolgendo le forze dell’ordine dello Stato, e a tutti i volontari che si sono fatti avanti e si sono uniti a questo sforzo.
Al tempo stesso, “vediamo con grande tristezza che la gente, in preda alla disperazione, sta cercando cibo tra le macerie e, ovviamente, saccheggiando i negozi rimasti in piedi. Dobbiamo davvero continuare a pregare, perché non è affatto facile assistere a questo scenario, vedere così tante persone conosciute che hanno perso assolutamente tutto e, soprattutto, sapere che ci sono ancora persone sotto le macerie”.
Una situazione straziante: “Persone che, sepolte sotto le macerie, chiedono aiuto, fanno rumore per far capire che lì ci sono ancora persone vive e, in questa zona, non si vedono ancora macchinari pesanti”. Difficile andare nelle località vicine: “Qui a Catia La Mar tutte le pompe di benzina sono fuori uso, l’effetto frullatore che ha avuto il terreno, ehm, ha reso inutilizzabili i serbatoi di benzina”.

San Francesco d’Assisi: Pietrelcina, da oggi il mantello del santo nella terra di Padre Pio

Tre giorni di intensa spiritualità e preghiera attraverseranno Pietrelcina, il paese natale di Padre Pio, nell’ambito dell’anno del Giubileo Francescano, che celebra gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. Un appuntamento che coinvolgerà diversi luoghi del paese e che richiama l’intera comunità a riscoprire le radici francescane del territorio, profondamente intrecciate con la storia e la testimonianza di San Pio. Oggi, infatti, arriverà la reliquia del mantello di San Francesco, proposta come segno di pace e benedizione e che sarà accompagnata da un programma di celebrazioni. Questa mattina, alle 11, l’accoglienza nella chiesa conventuale “Sacra Famiglia” seguita dalla solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal guardiano del convento dei frati minori cappuccini, padre Fortunato Grottola. Seguiranno momenti di venerazione, celebrazioni fino alla fiaccolata serale, alle 21, che condurrà la reliquia verso la chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli – santuario diocesano “Padre Pio da Pietrelcina”. Sabato sarà dedicato in particolare ai giovani, con una mattinata vocazionale presso l’oratorio “Casa Padre Pio” e le pomeriggio celebrazione in parrocchia presieduta dal parroco-rettore, p. Daniele Moffa, mentre domenica la reliquia sarà al centro della solenne eucaristia in piazza Santissima Annunziata presieduta da padre Pasquale Cianci, responsabile della Pastorale giovanile vocazionale. Il legame tra il santo di Assisi e il santo di Pietrelcina emerge anche dal pensiero di Padre Pio, che nella lettera con cui benedisse la nascita del Terz’Ordine francescano del paese scrisse “Voglio che Pietrelcina sia tutta francescana”.

Leone XIV: “non siamo qui per riflettere sulla vita interna della Chiesa”

La “prospettiva missionaria” è ciò che unifica il lavoro del secondo Concistoro straordinario convocato da Leone XIV, che comincia oggi in Vaticano. Lo ha spiegato il Papa, al termine del suo primo intervento in Aula Paolo VI, dopo il saluto del card. Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio. “Non siamo qui per riflettere sulla vita interna della Chiesa”, ha precisato Leone XIV dopo aver passato in rassegna i temi delle quattro sessioni in cui si articola il lavoro di questi giorni. “Tutti i temi che affronteremo convergono in un’unica domanda: come possiamo aiutare oggi le nostre chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedeltà, libertà e credibilità”. “La missione non è uno dei molti compiti della Chiesa, è la sua ragione di esistere e il criterio che orienta il nostro discernimento”, ha affermato il Pontefice, secondo il quale “quando impariamo ad ascoltarci, a portare insieme le responsabilità, non stiamo soltanto migliorando il nostro modo di lavorare: stiamo diventando una Chiesa più capace di incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo e di testimoniare loro la gioia del Vangelo”.

Venezuela: la Cei stanzia 500mila euro per il terremoto. Card. Zuppi, “sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara”

“Seguiamo con dolore e trepidazione le notizie che arrivano dal Venezuela. In queste ore sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara, di chi cerca i propri familiari, di chi è rimasto senza casa, di chi soccorre e di chi attende aiuto”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, in un messaggio inviato a mons. Jesús Andoni González de Zárate Salas, arcivescovo di Valencia e presidente della Conferenza episcopale venezuelana, dopo il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela nelle ultime ore, causando vittime, feriti e distruzione in particolare nello Stato di La Guaira e nella regione centrale del Paese. La Presidenza della Cei ha disposto un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8xmille per gli interventi di soccorso immediati, coordinati da Caritas Italiana in contatto diretto con Caritas Venezuela e con la rete internazionale della Caritas. Le priorità riguardano acqua potabile, alimenti, medicinali, kit igienici e accompagnamento delle persone rimaste senza casa. Il card. Zuppi ricorda che “ogni sofferenza, soprattutto quella dei più poveri e fragili, riguarda tutti e chiede a tutti responsabilità, solidarietà, cura”, e assicura la preghiera per “autorità, sanitari, volontari, comunità cristiane e tutti coloro che, anche in mezzo alle macerie, custodiscono la vita”. Caritas Italiana invita a convogliare la solidarietà attraverso canali coordinati e sicuri, evitando iniziative isolate e raccolte di beni materiali in Italia. Aggiornamenti e modalità di donazione su .

Salute: Wfipp, oggi a Roma un incontro sull’incontinenza e i disturbi del pavimento pelvico

L’incontinenza urinaria è una realtà che interessa tra 55 e 60 milioni di persone in Europa, ma che continua a rimanere largamente invisibile. Secondo il Rapporto “The health, socio-economic and environmental costs of continence problems in the EU”, l’incontinenza urinaria è costata ai Paesi europei 69,1 miliardi di euro nel solo 2023, con un impatto economico sulle donne quattro volte superiore rispetto agli uomini. Un onere pari a circa la metà del costo economico del diabete e a quasi due terzi di quello attribuito al cancro. In assenza di interventi mirati di prevenzione, diagnosi e trattamento, il costo complessivo potrebbe aumentare del 25% entro il 2030.
L’incontinenza urinaria raramente si presenta come una condizione isolata. Una recente pubblicazione dell’Associazione europea di urologia evidenzia come sia strettamente collegata a numerose malattie non trasmissibili, tra cui tumori, patologie cardiovascolari, neurologiche, respiratorie, muscoloscheletriche, diabete e disturbi della salute mentale. La relazione è spesso bidirezionale: queste condizioni possono favorire l’insorgenza dell’incontinenza e, allo stesso tempo, l’incontinenza può aggravare il carico fisico e psicologico dei pazienti.
Nonostante questi numeri, la salute della continenza continua a ricevere un’attenzione limitata nelle politiche sanitarie europee. Per promuovere una maggiore integrazione della salute pelvica nelle politiche sanitarie, oggi, venerdì 26 giugno, a Roma, presso la Casa dell’Aviatore, si tiene il Global Summit on Pelvic Health “Empowering Patients, Advancing Science”, promosso dalla World Federation of Incontinence and Pelvic Problems (Wfipp) in occasione del ventesimo anniversario della Federazione. L’incontro riunisce associazioni di pazienti, clinici, ricercatori, rappresentanti istituzionali e stakeholder internazionali per discutere prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle cure e qualità della vita.
“Per vent’anni la Wfipp ha lavorato affinché le persone che convivono con l’incontinenza e i disturbi del pavimento pelvico non fossero più invisibili. Oggi sappiamo che non si tratta soltanto di una questione individuale, ma di una sfida di salute pubblica che coinvolge milioni di cittadini, le loro famiglie e i sistemi sanitari. È necessario riconoscere la salute della continenza come una priorità nelle politiche sanitarie, promuovendo diagnosi tempestive, accesso alle cure e una maggiore consapevolezza, affinché nessuno sia costretto a soffrire in silenzio”, dichiara Mary Lynne Van Poelgeest-Pomfret, presidente della Wfipp.
Nel corso della giornata saranno inoltre presentate esperienze e testimonianze di pazienti provenienti da diversi Paesi, insieme alle raccomandazioni per rafforzare la prevenzione, favorire l’accesso a trattamenti efficaci e migliorare la raccolta dei dati epidemiologici a livello europeo.
Fondata nel 2006, la Wfipp è una federazione di organizzazioni nazionali di pazienti e istituzioni, che mira a dare ampia visibilità ai temi dell’incontinenza e della disfunzione del pavimento pelvico. I suoi obiettivi principali sono la consapevolezza, il sostegno e l’azione.
Negli ultimi anni, la Wfipp ha ampliato il proprio impegno nell’ambito della salute femminile.

Diocesi: Locri, riapre il santuario di Polsi dopo i lavori di messa in sicurezza

Sono stati completati i lavori di messa in sicurezza del santuario della Madonna della Montagna di Polsi, nella diocesi di Locri-Gerace ed il Santuario è stato consegnato alla diocesi e sarà reso fruibile al libero esercizio del culto. L’annuncio è del rettore del santuario, don Tonino Saraco, che in una nota pubblicata sul sito diocesano spiega che il santuario sarà raggiungibile “solo a piedi percorrendo i classici sentieri montani, che per secoli sono stati le uniche vie di accesso al luogo sacro da parte dei pellegrini e delle carovane”. Al momento due sono i sentieri praticabili a piedi: quello di “Sanmaria” (tempo di percorrenza a piedi circa 4 ore) e di “Vocale” (tempo di percorrenza a piedi circa 3 ore all’andata e circa 5 ore al ritorno – percorso ripido). Non sono previste cerimonie ufficiali di inaugurazione. Pertanto chi vorrà raggiungere il Santuario – scrive don Saraco – potrà farlo “privatamente. Non essendo stato possibile predisporre postazioni di soccorso, ognuno dovrà provvedere alla propria incolumità personale. Questo ci dispiace tanto e ci scusiamo per il disagio che comporta”. La sacra effigie processionale della Madonna continua ad essere custodita nella chiesa parrocchiale di San Luca sino a quando la strada Cano-Polsi, interessata dai lavori di ripristino e messa in sicurezza, non sarà reso percorribile, aggiunge il sacerdote che spiega come il pellegrinaggio a piedi “ci educa al silenzio, al sacrificio ed alla fatica del cammino, alla riscoperta della presenza del Signore nella vita, nella cura del creato, nella bellezza di nostri monti e delle nostre valli. Esso ha come meta finale il santuario ove ogni pellegrino potrà trovare ristoro nella preghiera personale”.

Leone XIV: “l’aiuto che potrete darmi, nell’esercizio del ministero petrino, trova in me chi chiede, non chi comanda”

“Sinodalità e collegialità sono infatti forme della fraternità cristiana, che ci lega come battezzati e come vescovi”. Lo ha ribadito il Papa, nell’omelia della messa presieduta nella basilica di San Pietro all’inizio del suo secondo Concistoro straordinario. “Lavorando insieme, la nostra collegialità fa sintesi della sinodalità alla quale tutti i battezzati partecipano, nell’unità del popolo di Dio”, ha garantito Leone XIV: “Perciò l’aiuto che potrete darmi, nell’esercizio del ministero petrino, trova in me chi chiede, non chi comanda”. “L’autorità del primato, infatti, è propria di chi ascolta e solo perciò guida, di chi apprende e solo perciò insegna, sempre alla sequela dell’unico Maestro”, ha spiegato il Pontefice: “L’intercessione dei Santi Apostoli Pietro e Paolo ci accompagni in questo appassionante cammino”.

Leone XIV: serve “concordia nell’obbedienza”, “le ideologie del mondo appassiscono”

“L’attuazione del Sinodo, per la quale ci stiamo impegnando, invita tutti a procedere nell’unità della fede, nella promozione della pace, nell’obbedienza alla Parola vivente, che è Gesù”. Lo ha detto il Papa, che nell’omelia presieduta nella basilica di San Pietro all’apertura del suo secondo Concistoro ha invitato i cardinali presenti a gustare “oggi e sempre la convordia nell’obbedienza”, individuando “problemi e opportunità pastorali, purificando le intenzioni e correggendo ciò che devia dal cammino comune”. “Gli enormi e rapidi cambiamenti culturali richiedono che prestiamo una costante attenzione per cercare di esprimere le verità di sempre in un linguaggio che consenta di riconoscere la sua permanente novità”, la citazione dell’Evangelii gaudium di Papa Francesco: “il Cristo morto e risorto è la vite vera, che porta frutto mediante tutte le culture che i cristiani trasformano dall’interno. Così, mentre appassiscono le ideologie del mondo, lo Spirito Santo fa fiorire nella Chiesa l’intesa fraterna, la carità, lo slancio missionario”.

Leone XIV: “l’unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati”, serve “via alternativa all’opposizione ideologica tra sistemi”

“L’unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati. Non si tratta solo di un dato biologico: è un principio etico”. Lo ha affermato il Papa, nell’omelia della messa presieduta nella basilica di San Pietro per l’inizio del suo secondo Concistoro straordinario. “La pace è un dovere di giustizia perché siamo un’unica famiglia umana, una magnifica humanitas che trova in Cristo il proprio Capo e Redentore”, ha proseguito Leone XIV, secondo il quale “occorre proseguire sul cammino tracciato da San Paolo VI”. “Quando egli introdusse l’espressione civiltà dell’amore, il mondo era segnato dalla Guerra fredda, dalla corsa agli armamenti e da forti squilibri economici”, ha ricordato il Pontefice: “In quel contesto, la Chiesa indicava una via alternativa all’opposizione ideologica tra sistemi, immaginando un ordine sociale in cui giustizia e carità si intrecciano”. “È così che la testimonianza cristiana diventa profezia di un mondo nuovo, evangelizzazione e servizio, progetto culturale e sociale che promuove integralmente lo sviluppo umano”, ha commentato il Papa: “Mentre annuncia il Vangelo, tra gioie e persecuzioni, la Chiesa non è mai di parte: è per tutti, e a ciascuno rivolge l’identica parola di conversione e di salvezza”.

Incidente su Pedemontana Veneta: diocesi Vicenza, cordoglio per la morte di don Andreoli e Fioretto. Mons. Brugnotto, “davanti a queste tragedie non ci sono parole”

“Davanti a queste tragedie non ci sono parole”. Così il vescovo di Vicenza, mons. Giuliano Brugnotto, ha commento la notizia della morte di don Francesco Andreoli, salesiano in servizio a Schio, e di Alberto Fioretto, animatore sedicenne che viaggiava in auto con il sacerdote. “Esprimo, a nome della diocesi di Vicenza, la vicinanza e la preghiera – ha continuato il presule – alle famiglie di Alberto e di don Francesco, ai salesiani e alla comunità di Schio, dove erano entrambi molto conosciuti”. “Questa mattina sono salito a Monte Berico per celebrare una santa messa e presentare a Maria due gigli bianchi. Maria conosce il dolore di una madre e il silenzio che avvolge la croce”, ha proseguito il vescovo: “A Lei ho affidato le famiglie di don Francesco e di Alberto, le comunità salesiane, l’oratorio di Schio, i ragazzi, gli animatori e tutta la città di Schio. I due gigli che ho deposto ai piedi della Madonna dicono proprio questo: due vite fragili ma preziose; due vite spezzate e tuttavia non distrutte perché nelle mani di Dio; due vite affidate alla purezza e alla misericordia di Dio”.
Don Francesco Andreoli, salesiano di quasi 37 anni, originario di Verona, era a Schio da circa 8 anni. Instancabilmente a servizio dei ragazzi, era diventato un punto di riferimento non solo per loro, ma anche per educatori, genitori, famiglie Al momento dell’incidente, avvenuto ieri mattina nella Strada Pedemontana all’altezza di Malo, con il sacerdote c’era anche Alberto Fioretto, animatore all’oratorio dei salesiani di Schio e promessa della Novatletica Città di Schio.

Leone XIV: “la guerra non è mai degna dell’uomo”, “risolvere i conflitti da essere umani e non da bestie”

“Chiediamo il dono della pace nell’unità”. È l’invito del Papa, che nell’omelia della messa presieduta nella basilica di San Pietro, che ha segnato l’inizio del suo secondo Concistoro straordinario, si è riferito subito alla situazione internazionale. “Mentre invitiamo tutti i popoli alla fede, nella quale siamo davvero liberi, tensioni internazionali e conflitti feriscono gravemente la famiglia umana”, ha affermato: “Tuttavia, non mancano, anzi, si moltiplicano nella Chiesa e nel mondo iniziative ed esperienze che richiamano al rispetto della dignità umana, della giustizia, del diritto, semplicemente dell’umano”. Secondo Leone XIV, “questo è motivo di speranza, perché attesta la bellezza dell’opera di Dio, il quale ci ha creati a sua immagine e somiglianza, come segno della sua gloria nel mondo”. “Quando questo segno viene ferito, tutti siamo feriti. Quando è corrotto, tutti ne soffriamo”, il monito: “Quando è ucciso, tutti ci sentiamo lacerati. Perciò la guerra non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi ipertecnologiche”.

Leone XIV: “la Chiesa viva è la Chiesa che crede”

“Insieme alla nostra vita, offriamo a Dio le comunità e i popoli che portiamo nel cuore, così come i progetti e le esperienze pastorali, liete e faticose”. È cominciata con questo invito l’omelia della messa presieduta dal Papa nella basilica di San Pietro, e concelebrata con i cardinali presenti a Roma, per l’inizio del secondo Concistoro di Leone XIV. “È significativo che il nostro Concistoro avvenga alla vigilia della solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo”, ha sottolineato il Papa: “Sostiamo insieme in questa memoria, che ricorda le colonne della Chiesa cattolica e romana, i due missionari martiri la cui predicazione fece tutt’uno con la loro vita, al punto da diventare parte delle Sacre Scritture”. Insieme al ”criterio del bene comune”, il Pontefice, sull’esempio dei santi Pietri e Paolo, ha esortato i presenti a “condividere nella fede la vera libertà”. “Proprio la relazione con il Signore Gesù ci libera dal peccato e dalla paura”, ha spiegato: “La fede è quella virtù, mai scontata, che dà vita alla Chiesa, perché corrisponde alla grazia che nutre i tralci dell’unica vite. La Chiesa viva è la Chiesa che crede, per il dono dello Spirito Santo riversato nei nostri cuori: questa Chiesa porta molto frutto”.

Terremoto in Venezuela: Unicef, migliaia di bambini a rischio a causa delle potenti scosse

Si stima che 3,9 milioni di bambini vivano nelle zone colpite dai potenti terremoti di magnitudo 7,5 e 7,2 che hanno scosso il Venezuela il 24 giugno, mettendo a rischio migliaia di bambini e famiglie. Lo segnala l’Unicef ricordando che i terremoti hanno colpito le comunità di Caracas e degli stati di Aragua, Carabobo, Falcón, La Guaira, Miranda e le zone circostanti. Nelle regioni più colpite si sono verificati decine di crolli di edifici e, secondo quanto riferito dalle notizie, tra le vittime figurano anche dei bambini. Mentre le autorità continuano a valutare l’entità dei danni, le segnalazioni indicano che sono state colpite abitazioni, infrastrutture pubbliche e servizi essenziali, mentre le comunità rimangono a rischio di possibili scosse di assestamento.
“Le immagini che ci giungono dal Venezuela e le testimonianze che riceviamo dai colleghi sul campo sono strazianti”, ha dichiarato Catherine Russell, direttrice generale dell’Unicef. “Il nostro pensiero – ha aggiunto – va ai bambini e alle famiglie che hanno perso i propri cari e a tutti coloro la cui vita è stata stravolta. Man mano che l’entità dei danni diventa più chiara, la sicurezza, la protezione e il benessere dei bambini devono rimanere al centro della risposta”.
I bambini – sottolineando dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia – sono tra le persone più vulnerabili quando si verificano delle catastrofi. Nelle ore e nei giorni a venire, i bambini colpiti potrebbero subire lesioni, separazioni familiari, sfollamenti, stress e interruzioni dei servizi, tra cui l’accesso all’assistenza sanitaria, all’acqua potabile, l’istruzione e la protezione. Migliaia di famiglie avranno bisogno di assistenza urgente mentre proseguono le valutazioni dei danni. Abitazioni, scuole, strutture sanitarie, reti idriche e altre infrastrutture fondamentali potrebbero aver subito danni, compromettendo l’accesso ai servizi essenziali e aumentando i rischi per i bambini e chi se ne prende cura.
Unicef sta collaborando con le autorità nazionali e i partner per valutare i bisogni delle popolazioni colpite e sostenere gli interventi di risposta, al fine di garantire che i bambini e le famiglie abbiano accesso alle cure mediche, ai servizi di protezione, al sostegno psicosociale, all’acqua potabile e a spazi sicuri. Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia – conclude il comunicato – è presente sul campo e continua a impegnarsi a sostegno degli sforzi nazionali volti a rispondere alle esigenze dei bambini colpiti e delle loro famiglie, in particolare dei più vulnerabili. Prima dei terremoti, l’appello “Azione umanitaria per i bambini 2026” dell’Unicef a favore del Venezuela ammontava a 137,6 milioni di dollari Usa, di cui era stato finanziato solo il 35%.

Leone XIV: Tv2000 e Play2000, oggi e domani in diretta gli interventi al Concistoro straordinario

Tv2000 e Play2000 trasmetteranno, oggi e domani, l’intervento introduttivo e quello conclusivo di Papa Leone XIV al Concistoro straordinario che si svolgerà in Vaticano. Questa mattina, la diretta dall’Aula Paolo VI, a partire dalle 9.25. Lo speciale del programma “Di Buon Mattino”, condotto da Giacomo Avanzi e Grazia Serra, introdurrà l’evento con ospiti in studio. La diretta è trasmessa anche in streaming e on demand su Play2000. Domani, sabato 27 giugno, dalle 18.30, Play2000 trasmetterà in diretta streaming e on demand l’intervento conclusivo del Papa e il Te Deum, dall’Aula Nuova del Sinodo. Servizi e approfondimenti andranno in onda nel Tg2000 e nel Gr di Radio inBlu2000.

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