Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, mercoledì 1 luglio 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Fraternità San Pio X: consacrati quattro vescovi ausiliari “senza l’autorizzazione del Santo Padre”
“La Fraternità si rammarica sinceramente che, a causa delle circostanze eccezionali, queste consacrazioni abbiano dovuto essere conferite senza l’autorizzazione del Santo Padre”. Così la Fraternità Sacerdotale San Pio X nel comunicato diffuso oggi dalla Casa generalizia, dopo le consacrazioni episcopali celebrate presso il Seminario San Pio X di Écône, in Svizzera. Mons. Alfonso de Galarreta, assistito da mons. Bernard Fellay, ha conferito la consacrazione episcopale a mons. Pascal Schreiber, mons. Michael Goldade, mons. Michel Poinsinet de Sivry e mons. Marc Hanappier, chiamati a essere vescovi ausiliari della Fraternità Sacerdotale San Pio X, “senza giurisdizione”. Alla celebrazione erano presenti don Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli. La Fraternità “si rammarica in particolare che al superiore generale della Fraternità non sia stata concessa la possibilità di incontrare personalmente Sua Santità il Papa Leone XIV, al fine di esporgli filialmente i gravi motivi che rendevano necessaria questa cerimonia”. Nel comunicato si legge che “la profonda gioia che queste consacrazioni episcopali ispirano non può tuttavia essere offuscata” e che “il dono di questi quattro nuovi vescovi costituisce davvero una grazia grandissima per la Fraternità stessa e per tutta la Chiesa”. La Fraternità Sacerdotale San Pio X “ne gioisce profondamente ed eleva a Dio un fervente ringraziamento”, ringraziando “in modo particolare la Santissima Vergine Maria” per questa “trasmissione della pienezza del sacerdozio, per la maggiore gloria di Dio, l’onore della Santa Chiesa e la salvezza delle anime”.
Lefebvriani: card. Parolin, “grande dolore per atto scismatico”, “spero si possa riprendere il dialogo”
“Grande dolore, perché un atto del genere ferisce profondamente l’unità della Chiesa”. Ad esprimerlo, in merito alle ordinazioni episcopali dei Lefebvriani avvenute oggi ad Econe, è stato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, durante un incontro organizzato questa sera dall’Aigav (Associazione internazionale dei giornalisti accreditati in Vaticano) a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede. “Lo ha detto anche il Papa nella sua lettera indirizzata al responsabile della Fraternità sacerdotale di San Pio X”, ha proseguito il cardinale, ricordando che quello di oggi “è un atto di per sè scismatico, perché noi sappiamo che le ordinazioni episcopali senza il mandato pontificio rompono l’unità della Chiesa e sono sottoposte anche a delle sanzioni molto precise, che sono prevalemente la scomunica”. “Non so i tempi e i modi per cui questa scomunica verrà erogata”, ha affermato Parolin: “La mia speranza è che, nonostante quanto è avvenuto oggi, si possa riprendere il dialogo e si possa arrivare davvero a trovare anche qui una soluzione”. “Il punto fondamentale è quello del Concilio, cioè accettare o meno il Concilio Vaticano II”, ha spiegato il cardinale: “Non si può certamente pensare che la storia Chiesa si fermi ad un certo punto: la storia Chiesa continua, e il Concilio è una pietra miliare nella storia della Chiesa che va accettato e va implementato nella giusta maniera”. “Nel passato c’è stato un forte sforzo di dialogo con la Fraternità sacerdotale di San Pio X”, ha ricordato il Segretario di Stato Vaticano: “Spero che, nonostante questa ferita grave che è stata prodotta, si possa riprendere e si possano trovare strade che permettono di risolvere questo problema”.
Preziosissimo Sangue: Pomezia, dal 3 al 5 luglio si terrà la nona edizione della Koinè
Dal 3 al 5 luglio, nell’Hotel Selene di Pomezia, si terrà la IX Koinè del Preziosissimo Sangue e riunirà i membri della Unione sanguis Christi (Usc). Il programma prevede momenti di catechesi, preghiera e condivisione, come la catechesi di don Luigi Maria Epicoco e l’intervento di don Valerio Volpi, missionario del Preziosissimo Sangue e direttore dell’ufficio di pastorale giovanile e vocazionale. “L’edizione di quest’anno – sottolinea don Giacomo Manzo, direttore di Primavera missionaria e dell’Unione sanguis Christi – rappresenta una tappa storica per la famiglia del Preziosissimo Sangue e per l’Unione Sanguis Christi. Per la prima volta, infatti, si procederà all’elezione del Consiglio nazionale dell’Usc per l’Italia, organismo composto da laici che rappresenterà ufficialmente l’associazione a livello nazionale. La costituzione del Consiglio segna un passo significativo nel percorso di corresponsabilità e partecipazione dei laici, rafforzandone il ruolo e il contributo nella vita dell’associazione. Il nuovo organismo sarà chiamato a collaborare con i missionari del Preziosissimo Sangue nella diffusione della spiritualità del Sangue di Cristo e nella promozione del carisma di san Gaspare del Bufalo, del beato Giovanni Merlini e di santa Maria De Mattias”.
Caporalato: Chiese di Calabria, ad Amendolara un incontro per ricordare i braccianti uccisi
“Per un lavoro libero, dignitoso e sicuro”. Questo il tema di un incontro promosso dalla Conferenza Episcopale Calabra per il prossimo 4 luglio ad Amendolara (Cs) per onorare la memoria delle vittime del brutale omicidio del 1° giugno scorso e riaffermare l’impegno della Chiesa calabrese contro lo sfruttamento lavorativo e intermediazione illecita di manodopera. La giornata si aprirà alle 10, con un momento simbolico presso la stazione di servizio sulla SS 106 ad Amendolara, luogo della tragedia in cui persero la vita quattro giovani braccianti. Qui sarà deposta una corona di fiori in loro memoria. Successivamente, le attività proseguiranno nei locali della parrocchia “Madonna della Salute” ad Amendolara Marina. I lavori saranno moderati da Monica Tripodi, incaricata regionale della Commissione per i Problemi sociali e il Lavoro della Cec. L’apertura sarà affidata a mons. Giuseppe Alberti, vescovo di Oppido Mamertina-Palmi e delegato dei presuli calabri per i problemi sociali e il lavoro, che richiamerà l’importanza dell’ascolto del territorio per costruire percorsi concreti di dignità lavorativa. Seguirà l’intervento di don Giacomo Panizza, fondatore di Comunità Progetto Sud, con un’analisi sulle dimensioni e le prospettive dello sfruttamento lavorativo in Calabria. Ampio spazio sarà dedicato alle testimonianze dirette di lavoratori agricoli e persone coinvolte nelle dinamiche del lavoro stagionale. Il cuore dell’iniziativa sarà la tavola rotonda “La dignità della persona e la tutela dei diritti dei lavoratori”, aperta da mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio con una relazione sulla custodia della dignità dei lavoratori più fragili. Interverranno anche il Prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, e Klaus Algieri, Presidente della Camera di Commercio di Cosenza. Le conclusioni saranno affidate a mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano e delegato per la Commissione regionale per le Migrazioni, che indicherà le linee guida per avviare da Amendolara un percorso permanente di ascolto e accompagnamento dei lavoratori vulnerabili.
Diocesi: Assisi, al via dal 3 luglio brevi pillole su San Francesco curate da mons. Accrocca e pubblicate da Avvenire e dai media vaticani
Citazioni, storie, gesti più o meno noti, argomenti e tematiche riguardanti San Francesco, approfondite, spiegate e rilette in chiave attuale da mons. Felice Accrocca, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, tra i massimi esperti del Santo di Assisi. È questo il filo conduttore di “FeliCitazioni francescane”, la nuova iniziativa editoriale, curata dall’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, in collaborazione con Vatican News e Avvenire, che – da venerdì 3 luglio, una volta a settimana – ospiteranno le “pillole” in formato video, audio e testuale. Ogni venerdì, sul cartaceo e online, uscirà dunque l’approfondimento di mons. Accrocca che aiuterà i lettori di Avvenire e gli utenti dei media vaticani, oltre a quelli dei canali social della diocesi (sito internet, Facebook, Instagram, YouTube, X), a conoscere meglio la figura, la storia e la simbologia francescana.
(Foto diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino)
“L’obiettivo del progetto – spiega Marina Rosati, direttore dell’Ufficio comunicazioni diocesano – è quello di legare San Francesco all’attualità più stringente, utilizzando un messaggio che ha l’ambizione di disarmare la nostra società da violenza, intolleranza, discriminazione e diffondere una cultura del bene e del dialogo, propria del Santo di Assisi, nell’ottocentenario della sua morte. E questo lo può fare, in maniera puntuale e storicamente ineccepibile, solo uno studioso delle fonti francescane, come mons. Accrocca. Le FeliCitazioni francescane non prenderanno in considerazione solo i gesti più noti come l’incontro con il lebbroso o la spogliazione, ma anche momenti o aneddoti meno conosciuti e sui quali si sono costruite storie a volte poco veritiere”.
Il primo contributo spiega per esempio la conversione di San Francesco facendo capire quando è avvenuta e chi l’ha davvero favorita.
“La forza di queste pillole – conclude Rosati – sta però nella capacità del vescovo di legare il fatto, la frase, il gesto di San Francesco all’attualità, rendendo il suo messaggio davvero adeguato alla società in cui viviamo. L’auspicio è che questa comunicazione possa raggiungere il maggior numero di persone affinché si possa parlare di San Francesco in maniera pertinente e affinché tutti, soprattutto chi ha ruoli di responsabilità, possano fare proprio il suo esempio e il suo messaggio”.
Brasile: vescovi contro progetto di legge che prevede abbassamento dell’età di punibilità penale, “investire in protezione ed educazione di ragazzi e adolescenti”
Di fronte alle iniziative che mirano a ridurre in Brasile l’età per essere puniti a livello penale, da 18 a 16 anni, attualmente in discussione al Congresso nazionale, la Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) ha inviato, ieri, una lettera ai parlamentari brasiliani nella quale riafferma la propria posizione contraria alla riduzione dell’età di punibilità. Nel documento, la Cnbb afferma che questa convinzione nasce dalla “difesa della dignità umana”, specialmente degli adolescenti, che si trovano in una fase di sviluppo e devono essere responsabilizzati per le loro azioni senza essere privati della possibilità di recupero e reintegrazione sociale. La Cnbb evidenzia, nella lettera, che l’ordinamento giuridico brasiliano prevede già meccanismi di responsabilizzazione per gli adolescenti, mediante l’applicazione di misure socio-educative previste dallo Statuto del bambino e dell’’adolescente e dal Sistema nazionale di assistenza socio-educativa. “La sfida non sta nell’assenza di strumenti legali, ma nella fragilità della loro attuazione e nell’insufficienza di investimenti nell’istruzione, nella protezione sociale e nelle opportunità per la gioventù”, dice un estratto del documento. Per la Cnbb, il semplice inasprimento delle pene “non riduce la violenza, né le sue cause”, e tantomeno offre risposte durature per la sicurezza pubblica. “Il Brasile sarà più sicuro se investirà nella protezione, nell’istruzione e nella promozione della sua gioventù, e non ampliando l’incarcerazione precoce degli adolescenti”, sostengono i vescovi.
Diocesi: Amalfi-Cava, la Caritas invita a contrastare il caldo con la presenza solidale. Attivato un servizio di supporto per le commissioni quotidiane
Ci sono estati che pesano più di altre. Non soltanto per le temperature che salgono, ma per il silenzio che spesso cresce nelle case di tante persone anziane, fragili o sole. Le ferie svuotano i quartieri, le abitudini si interrompono, i riferimenti quotidiani vengono meno. E ciò che per alcuni è tempo di riposo, per altri rischia di diventare tempo di isolamento. Per questo la Caritas diocesana di Amalfi-Cava de’ Tirreni ha deciso di attivare un servizio di supporto per le commissioni quotidiane: la spesa, il pagamento delle utenze, l’acquisto dei farmaci e altre necessità essenziali o il semplice ascolto telefonico quando non si ha nessuno con cui parlare. Ma sarebbe riduttivo fermarsi all’aspetto pratico dell’iniziativa.
“Il nostro intento più profondo – spiega don Francesco Della Monica, direttore della Caritas diocesana di Amalfi-Cava de’ Tirreni – è un altro: contrastare quella forma di indifferenza che lentamente convince le persone di dovercela fare da sole, di non poter chiedere aiuto, di non voler disturbare nessuno. La fragilità non è una colpa da nascondere né un peso da sopportare in silenzio. È una condizione umana che interpella l’intera comunità”.
Un servizio come questo “vuole ricordare che una città è davvero viva quando sa custodire i suoi anziani, quando non lascia che il caldo, la paura o la solitudine diventino muri invalicabili. Ogni telefonata ricevuta non sarà semplicemente una richiesta da soddisfare, ma un legame che si riannoda, un modo concreto per dire a qualcuno: la tua vita riguarda anche noi”.
I volontari non sostituiscono le relazioni familiari o di vicinato, “desiderano piuttosto incoraggiarle, sostenerle, riaccenderle dove sembrano essersi affievolite. La cura di una comunità nasce infatti dalla capacità di accorgersi gli uni degli altri, soprattutto di chi rischia di restare ai margini”.
Don Della Monica desidera, inoltre, richiamare tutti alla prudenza: “Per evitare qualsiasi forma di frode o di abuso, la Caritas diocesana non contatterà direttamente le persone, non telefonerà e non busserà alle porte per proporre questo servizio. Saremo noi ad attendere le chiamate di chi desidera usufruirne. La fiducia è un bene prezioso e va custodita con responsabilità”.
Di qui l’invito a famiglie, vicini di casa, parroci, comunità parrocchiali, referenti e volontari delle Caritas parrocchiali “a farsi tramite di questa opportunità, segnalando il servizio a chi potrebbe averne bisogno oppure a costruire una rete che si estenda su tutto il territorio diocesano. A volte il primo gesto di carità non è fare qualcosa per qualcuno, ma far sapere a quella persona che non è stata dimenticata”.
Il direttore della Caritas diocesana conclude: “In un tempo in cui il caldo mette alla prova il corpo e la solitudine affatica il cuore, scegliamo di abitare la prossimità con discrezione, rispetto e attenzione autentica. Perché nessuno, nella nostra terra, debba sentirsi solo proprio quando avrebbe più bisogno di una presenza amica”.
Migranti: Corridoi umanitari, arrivati oggi 27 rifugiati somali e sudanesi
Sono atterrati questa mattina a Fiumicino, con un volo di linea dell’Ethiopian Airlines proveniente da Addis Abeba, 27 profughi di nazionalità somala e sudanese. Il loro ingresso in Italia è stato reso possibile grazie a un protocollo d’intesa tra la Conferenza episcopale italiana, la Comunità di Sant’Egidio e i ministeri dell’Interno e degli Esteri. La partenza è stata facilitata dalla collaborazione dell’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba, del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno e della Direzione Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. I nuclei familiari, che comprendono anche 12 minori, erano da tempo rifugiati nei campi profughi in Etiopia. I sudanesi, in gran parte originari della capitale Khartoum, si sono rifugiati in Etiopia dopo lo scoppio della guerra civile nel 2023, che sta provocando la più grave crisi umanitaria al mondo, con oltre 12 milioni di rifugiati. I somali sono vittime della violenza dei gruppi islamisti di Al-Shabaab, che tengono in ostaggio la popolazione di parti consistenti del paese. Ad accoglierli a Fiumicino, stamattina all’alba, sono stati i volontari di Sant’Egidio e alcuni familiari, da anni residenti e integrati nel nostro Paese, in qualche caso già cittadini italiani. Saranno ospitati a Roma e in altre regioni (Basilicata, Campania, Emilia Romagna) e subito avviati verso l’integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua italiana e dall’inserimento lavorativo, grazie a questo progetto sostenuto dall’8×1000 alla Chiesa cattolica, da fondi raccolti dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla generosità di alcuni cittadini che hanno offerto le loro case e il loro impegno gratuito e volontario. I corridoi umanitari sono un’iniziativa della società civile che rivela quanto sia possibile coniugare la salvezza dai viaggi in mare – e quindi dalla tratta di esseri umani – con l’accoglienza e l’integrazione. Attraverso questa best practice sono stati finora accolti in Italia 7633 rifugiati dal febbraio 2016.
Nicaragua: il regime a Estelí trattiene per qualche ora il vescovo emerito Abelardo Mata, ora sotto vigilanza, poi arresta un sacerdote e un diacono
Il regime del Nicaragua torna ad abbattersi su vescovi e sacerdoti. Prima l’arresto, per qualche ora, del vescovo Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, successivamente liberato ma attualmente sotto vigilanza; poi il sacerdote Francisco Morales e il diacono Wilfred Arauz, entrambi della diocesi di Estelí, sono stati arrestati e rimangono sequestrati a seguito di un’operazione di polizia eseguita nelle ultime ore, come riporta il sito indipendente Despacho 505. Padre Francisco Morales è parroco della chiesa La Cruz del Calvario e amministratore della Cattedrale di Estelí. Il diacono “transeunte” Wilfred Arauz collabora all’assistenza pastorale di entrambe le parrocchie e inoltre ricopre il ruolo di direttore della Scuola Belén Fe y Alegría della città di Estelí. L’arresto, con destinazione ancora ignota, di Morales e Arauz avviene un giorno dopo il fermo di polizia del vescovo Abelardo Mata. Si è saputo che il presule è stato trattenuto dalla Polizia e poi trasferito a Tisma, dove rimane sotto sorveglianza. Durante una messa aveva chiesto preghiere per la Chiesa perseguitata in Nicaragua e, in modo particolare, por il vescovo Rolando Álvarez (che vive esiliato a Roma ed è ancora, ufficialmente, amministratore apostolico di Estelí, oltre che vescovo di Matagalpa) e per il sacerdote Frutos Valle, secondo quanto confermato al sito da una fonte legata alla chiesa di Estelí. L’eucaristia era stata celebrata giovedì 25 giugno nella chiesa Cruz del Calvario, a Estelí, e tutto questo ha scatenato l’azione delle autorità.
Diocesi: mons. Moraglia (Venezia) ai turisti, “la vacanza è un dono prezioso”
Un “cordiale benvenuto” a coloro che sono nel territorio della diocesi di Venezia “per un tempo di vacanza” arriva oggi dal Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia. “La vostra permanenza – scrive – sia una sosta, piacevole e ristoratrice per il corpo e per lo spirito, in grado di beneficiare del giusto riposo e poter conoscere le tante bellezze che si possono contemplare: il centro di Venezia, le isole, la laguna, una ‘città unica’ sotto tanti punti di vista e soprattutto per un patrimonio storico-artistico capace di ‘parlare’ all’uomo e alla donna di oggi; ci sono poi le confortevoli spiagge e il mare del nostro Litorale e, ancora, la suggestiva Riviera del Brenta e la città di terraferma con le sue peculiarità”. La vacanza – sottolinea mons. Moraglia, è un “dono prezioso di cui rendere grazie: offre la possibilità di rallentare il ritmo, di ritrovare il gusto delle relazioni, di contemplare la bellezza del creato e delle opere dell’uomo, di concedersi quel tempo che spesso la vita quotidiana non lascia. La bellezza che vi circonda possa diventare un invito a guardare in voi, lasciando spazio alle domande più intime che abitano il cuore di ogni persona: che cosa dà senso alla mia vita? Che cosa rende autentica la mia felicità? Quale speranza sostiene il mio cammino? Le nostre chiese, scrigni di arte e di fede – sottolinea il Patriarca – rimangono anzitutto luoghi di silenzio, di preghiera e di incontro con Dio. Entrarvi, anche solo per qualche istante, può diventare un’occasione per ritrovare pace, affidare una persona cara, ringraziare per un dono ricevuto o semplicemente sostare in ascolto”. Il presule veneziano augura “a tutti dei giorni sereni, ricchi di incontri, di bellezza e di fraternità. Possiate ripartire portando in voi non solo il ricordo di luoghi straordinari, ma anche una rinnovata fiducia nella vita e nel bene”.
Diocesi: Matera, mons. Ambarus su disagio giovani, “è tempo di un serio esame di coscienza collettivo”
“È tempo di un serio esame di coscienza collettivo”. È il forte richiamo rivolto da mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, alle autorità civili e militari intervenute questa mattina nella cattedrale di Matera, alla vigilia della festa di Maria Santissima della Bruna, patrona della città. Prendendo spunto dall’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV e dalle figure bibliche di Babele e della ricostruzione di Gerusalemme, il presule ha invitato a interrogarsi: “Quale città vogliamo costruire? Verso quale umanità vogliamo andare?”. Al centro del suo intervento il disagio delle nuove generazioni, ricordando che “il vero futuro delle nostre città non risiede tanto nelle pietre degli edifici, ma nelle pietre vive, ossia i nostri ragazzi”. Mons. Ambarus ha descritto una condizione segnata da “un vuoto interiore caratterizzato dalla noia, dalla paura del futuro e dal senso di inadeguatezza”, denunciando la mancanza di luoghi educativi e relazionali nei quali i giovani possano essere accolti e accompagnati. “Nessuno è esente: né la comunità ecclesiale, né la società civile, né gli amministratori del bene comune”, ha affermato, aggiungendo: “Noi adulti, insieme a tutte le agenzie educative, è come se fossimo in qualche modo bocciati: bocciati perché distratti, incoerenti e incapaci di ascoltare il loro dolore”. Da qui l’invito a non lasciare che il confronto “cada nel vuoto come uno dei soliti convegni” e la proposta di promuovere nei Comuni incontri pubblici con amministratori, scuole, parrocchie, associazioni e famiglie, partendo dall’ascolto dei ragazzi. Ai giovani ha rivolto un appello diretto: “Non rassegnatevi, non spegnete il vostro entusiasmo. Non mollate nell’impresa più importante, che è quella della costruzione della vita”. Agli adulti, invece, la richiesta di “guardarli negli occhi e dire loro con azioni concrete: non sarà facile, ma cambieremo le cose insieme”.
(Foto diocesi di Matera-Irsina)
Consiglio Ue: comincia la presidenza irlandese. Costa, “chiusura negoziati di adesione con il Montenegro entro la fine del semestre”
C’è perfetta sintonia tra i pilastri della presidenza irlandese dell’Ue – competitività, valori, sicurezza – e le priorità del Consiglio, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo, António Costa, oggi a Dublino per l’avvio del semestre, a partire dal fatto che al centro dell’agenda c’è l’attuazione del piano “One Europe, One Market” che vuole garantire maggiore autonomia strategica all’Unione di fronte alle pressioni esterne. Sul fronte geopolitico, Costa ha ribadito che la bussola dell’Ue resta il diritto internazionale e la mappa il multilateralismo e l’ordine internazionale basato sulle regole. E del conflitto in Ucraina ha detto: “La situazione sul campo di battaglia sta cambiando grazie al coraggio delle forze armate ucraine” e le pressioni europee sulla Russia, che continueranno finché non deciderà di sedersi al tavolo dei negoziati. Sul Medio Oriente Costa ha invocato la diplomazia e la soluzione a due Stati (Israele e Palestina) basata sulle risoluzioni Onu.
(Foto Unione europea)
L’allargamento dell’Ue, definito “il miglior investimento geopolitico dell’Ue”, è un altro dossier che sta impegnando il Consiglio e vedrà l’Irlanda coinvolta: il presidente ha infatti ipotizzato la chiusura dei negoziati di adesione con il Montenegro entro la fine del semestre irlandese. Infine, il nodo del Quadro finanziario pluriennale, su cui si dovrà raggiungere un accordo entro l’anno, e una proposta, secondo Costa, con ambiziose proposte per nuove risorse proprie per colmare il divario tra ambizioni e contributi nazionali. Il motto della presidenza irlandese è “Non c’è forza senza unità”, ha ricordato Costa in conclusione, augurando al premier Micheal Martin “una presidenza irlandese di successo”.
Diocesi: Salerno, domani “Trekking con il Rosario in mano in riva al mare”
L’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero e sport di Salerno-Campagna-Acerno ha organizzato un nuovo appuntamento del ciclo “Sentieri dello sport”, intitolato “Trekking con il Rosario in mano in riva al mare”. L’iniziativa si terrà giovedì 2 luglio.
L’evento è realizzato in collaborazione con il Centro missionario diocesano, la Pastorale familiare diocesana, la Pastorale giovanile, l’Ufficio catechistico, l’Ufficio diocesano pellegrinaggi e l’Anspi Comitato sonale di Salerno.
La partenza è fissata per le ore 18.30 presso lachiesa del Cuore Immacolato di Maria, situata in via Madonna di Fatima a Salerno. Il percorso a piedi si svilupperà lungo il litorale, partendo dalla spiaggia di Pastena e terminando alla spiaggia di Mercatello.
La partecipazione è libera. In caso di condizioni meteorologiche avverse, l’evento sarà rinviato.
Per informazioni è possibile chiamare il numero 346 318 8431 o inviare una e-mail a pastoralesport@diocesisalerno.it.
Diocesi: Fermo, profanato il tabernacolo e rubate le ostie della chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Mons. Pennacchio invita ad offrire un gesto di riparazione
Questa mattina, mercoledì 1° luglio, il sacerdote don Mario Malloni, entrando nella chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria di Fermo di cui è parroco, ha notato che i vasi sacri e altro materiale presente in chiesa erano stati portati via, il tabernacolo era stato profanato e le ostie consacrate asportate insieme alla pisside che le custodiva.
L’arcivescovo Rocco Pennacchio, appresa con dolore la notizia, invita tutti i fedeli della diocesi a pregare per i profanatori e, sentendosi tutti parte di un unico corpo, invita la comunità diocesana ad offrire un gesto di riparazione: una preghiera, una visita agli ammalati, un gesto di carità, un piccolo sacrificio o penitenza. Invita altresì a rinsaldare sempre più i legami di fraternità, che sono il frutto più gradito a Dio del sacrificio eucaristico.
Domani, giovedì 2 luglio, in occasione della memoria liturgica della Madonna delle Grazie, alle ore 21 verrà celebrata dallo stesso arcivescovo, presso la parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, una messa in riparazione del grave gesto.
Diocesi: Fermo, torna l’iniziativa estiva “Teatro sul sagrato”
Torna anche per questa estate l’iniziativa “Teatro sul sagrato” promosso dall’arcidiocesi di Fermo. Quest’anno la rassegna porterà in scena nelle città di Fermo, Mogliano e Montegiorgio tre spettacoli a tema francescano, in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco. Tutti con inizio alle 21.15 saranno a ingresso libero. Si inizia venerdì 3 luglio, sul sagrato della Cattedrale di Fermo, con la narrazione teatrale di Adolfo Leoni, “Francesco tra noi”. Testo in prosa lirica a quattro voci narranti con accompagnamento della banda musicale “O. Bartolini” di Monte San Giusto diretta dal maestro Mauro Stizza. Venerdì 10 luglio sarà il chiostro della Parrocchia San Gregorio Magno di Mogliano a ospitare il secondo spettacolo dal titolo “Senza cera. Chiara racconta Francesco”: uno spettacolo in musica sulle figure dei due Santi di Assisi. L’ultimo spettacolo andrà in scena venerdì 17 luglio al chiostro di Sant’Agostino di Montegiorgio. Sarà uno spettacolo musicale con i Divivaluce dal titolo “La forza del dialogo. Francesco d’Assisi e i Santi della provincia stellata”.
Solidarietà: Progetto Arca, a Ragusa apre oggi il “guardaroba sociale” per 120 famiglie fragili
Apre oggi nel centro storico di Ragusa un nuovo servizio di sostegno alle persone fragili in difficoltà economica: è il “guardaroba sociale” di Fondazione Progetto Arca, in via Sortino Scribano 54, che affianca il servizio di sostegno alimentare già avviato con l’Emporio solidale della Caritas diocesana.
Il nuovo corner di abbigliamento è reso possibile grazie alla collaborazione di Progetto Arca con H&M Italia, che contribuisce a donare gli arredi e gli indumenti che, ogni mese, 120 famiglie fragili in disagio economico potranno scegliere e portare a casa gratuitamente.
Le 120 famiglie – nel complesso circa 400 persone tra adulti e bambini – che possono accedere al guardaroba sociale sono selezionate attraverso la rete locale degli enti che si prendono in carico di chi è in difficoltà attraverso il servizio svolto dal Vo.Cri e la rete dei centri di ascolto parrocchiali e di Caritas.
Il guardaroba è aperto il martedì, giovedì e venerdì di mattina e le persone individuate sono invitate, su appuntamento una volta al mese, a provare e scegliere i capi di abbigliamento e gli accessori utili di cui hanno necessità. Il servizio offre infatti abiti di tutte le taglie, per adulti e bambini, per la vita di tutti i giorni e anche per le occasioni speciali, con la possibilità di scegliere anche scarpe e accessori. Una sezione speciale è proposta alle donne in dolce attesa che hanno la possibilità di preparare il corredo per il nascituro.
Spiega Costantina Regazzo, direttrice relazioni esterne di Progetto Arca: “Il guardaroba sociale è un luogo prima di tutto di inclusione, dove le persone trovano una risposta rapida e concreta a un bisogno materiale, ma incontrano anche i volontari che le accolgono con un sorriso, che le ascoltano nel loro momento di difficoltà di vita, instaurando relazioni importanti per un processo di reintegrazione sociale”.
Dice Giancarlo Pannuzzo, presidente di Vo.Cri: “Oltre al doposcuola, la distribuzione di alimenti, di mobili e abbigliamento usato, donare indumenti nuovi è per noi motivo di grande soddisfazione”.
Don Sebastiano Roberto Asta, vicario generale della diocesi di Ragusa, afferma: “Dietro questo servizio c’è l’anima pulsante del nostro volontariato, espressione di una Chiesa che si fa prossima e che sa farsi dono. La nascita di questo servizio è il frutto della grande generosità di tante persone che scelgono di mettersi a disposizione degli ultimi. Prendersi cura del fratello, anche attraverso la scelta di un abito nuovo, significa riconoscerne la dignità profonda. Questo guardaroba diventa così un luogo di incontro e di speranza, dove lo stile del servizio si trasforma in relazioni autentiche di fraternità”.
Conclude Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana: “Il guardaroba sociale non è un intervento isolato, ma si inserisce in modo organico all’interno di una serie di servizi che in città vede già operativi luoghi fondamentali come l’Emporio solidale, il Ristoro San Francesco, il Centro di ascolto cittadino e quelli parrocchiali. Questo nuovo tassello dimostra come il lavoro di rete tra istituzioni, Terzo settore e realtà nazionali sia la strada vincente per rispondere alle povertà in modo strutturato. Mettendo insieme competenze e talenti territoriali, riusciamo a offrire alle famiglie un supporto che supera la logica dell’assistenzialismo, accompagnandole verso una reale inclusione sociale”.
Unione europea: crisi alloggi. Jørgensen (Commissione): “Meno burocrazia per costruire meglio e più velocemente”
Quali misure sono necessarie per semplificare le norme che incidono sull’offerta e sull’accessibilità economica degli alloggi: questo il tema al centro della consultazione pubblica voluta dalla Commissione europea che sta preparando un pacchetto di semplificazione in materia di alloggi e per questo sta interpellando autorità nazionali, regionali e locali, e tutte le parti interessate. La constatazione di fondo è che “l’Ue sta affrontando una crisi di accessibilità economica degli alloggi e la frammentazione del quadro normativo negli Stati membri genera complessità, con conseguente aumento di burocrazia, ritardi e costi non necessari”. La Commissione vorrebbe quindi proporre un 13° pacchetto di semplificazione, questa volta in materia di alloggi come parte del Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili. “Per costruire meglio, di più e più velocemente, il settore edile ha bisogno di norme più semplici”, ha spiegato il commissario per l’edilizia abitativa, Dan Jørgensen. La crisi non si combatte se non si accelerano costruzioni e ristrutturazioni, evitando burocrazia, costi e ritardi inutili generati dalle norme europee. C’è tempo fino al 30 settembre 2026 per rispondere alla consultazione.
Diocesi: Bologna, domani si inaugura la “Casa Studio Corte Magi” con il card. Zuppi
Si chiama “Casa Studio Corte Magi” la nuova residenza universitaria che sarà inaugurata a Bologna domani, giovedì 2 luglio, alle 19. La Casa Studio è realizzata dall’Istituto Diocesano per il sostentamento del Clero (Idsc) con il Ministero dell’Università e della Ricerca e patrocinata dalle Università di Ferrara, dall’Università di Bologna, e dal Comune di Pieve di Cento. Finanziata in parte con i fondi del Pnrr, con i suoi 64 posti letto, nasce per far fronte all’esigenza abitativa degli studenti di scienze infermieristiche e dei corsi universitari di Bologna e Ferrara. All’inaugurazione sarà presente anche l’arcivescovo card. Matteo Maria Zuppi insieme ad Anna Maria Bernini, Ministro dell’università e della ricerca, Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna e alle altre autorità locali.
Venezuela: Caritas lancia il Piano 24×24, “risposta immediata, generosa e commovente”
Nell’ambito del Plan 24×24, centinaia di volontari ricevono, classificano e distribuiscono aiuti umanitari nelle comunità colpite dai sismi. La risposta solidale del Paese e degli alleati internazionali non si ferma. Lo fa sapere Caritas Venezuela, che ha lanciato in queste ore il “Plan 24×24”: 24 ore dedicate a consegnare aiuti nei luoghi colpiti e 24 ore a ricevere e classificare nuove donazioni. Ma il titolo è anche un richiamo al 24 giugno, data in cui si è verificato il duplice terremoto, che ha, secondo il bilancio provvisorio, provocato circa 2 mila vittime. Caritas Venezuela, si legge nel sito dell’organismo, “si mantiene salda nella sua missione: essere al fianco di chi soffre, specialmente dei più vulnerabili. Fin dalle prime ore, l’organizzazione ha attivato la sua rete diocesana e parrocchiale per portare cibo, acqua, medicine e accompagnamento nelle zone più colpite. La risposta del popolo venezuelano, della Chiesa e dei nostri alleati nazionali e internazionali è stata immediata, generosa e commovente. Vicini che aiutano i vicini, famiglie che condividono il poco che hanno e donatori da tutto il Paese e dal mondo hanno reso possibile che l’aiuto non si fermi. La strategia del Plan 24×24, coordinata con la Chiesa, le diocesi e le organizzazioni alleate, “garantisce un flusso costante tra coloro che offrono aiuto e coloro che ne hanno bisogno, evitando che le donazioni rimangano stoccate nei magazzini”. “Grazie a ogni persona che ha teso la mano. La vostra solidarietà è già, di per sé, una forma di ricostruzione”, ribadisce la direzione esecutiva di Caritas Venezuela.
Oratori: Cei e Governo, 50 milioni per spazi sportivi nelle periferie. Card. Zuppi, “spazi di incontro e di futuro”
“La firma di questa intesa rappresenta un ulteriore segno di attenzione verso i giovani, in particolare quelli più esposti al disagio. Investire negli impianti sportivi degli oratori, soprattutto nelle periferie, significa offrire nuove e reali opportunità di crescita e contribuire a ricucire le fratture delle nostre città”. Lo ha sottolineato il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), commentando la firma del protocollo d’intesa siglato oggi tra la Cei e il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, per la realizzazione e la riqualificazione di spazi sportivi negli oratori nelle aree più fragili del Paese. Le risorse disponibili ammontano a 50 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027: saranno impiegate per nuovi playground, la riqualificazione di impianti esistenti e spazi polifunzionali per attività sportive, ludiche e ricreative negli oratori ubicati nelle zone più svantaggiate. I beneficiari contribuiranno con una quota minima di cofinanziamento del 15%. Il protocollo si affianca ai 19,5 milioni già stanziati nel quadriennio 2025-2028 per le attività sportive negli oratori; un bando per l’accesso ai 50 milioni sarà pubblicato entro il prossimo mese. L’intesa prevede inoltre l’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra gli uffici del ministero e la Cei per coordinare e monitorare gli interventi. “L’accordo esprime una collaborazione tra Chiesa e istituzioni, nel rispetto del principio di sussidiarietà e nella valorizzazione della rete degli oratori come presìdi educativi e di legalità”, ha aggiunto il card. Zuppi. “Investire negli oratori significa investire nei bambini, negli adolescenti e nei giovani, offrendo loro luoghi sicuri e gratuiti dove crescere attraverso lo sport”, ha commentato Abodi.
Foto Cei
Oratori: Cei, protocollo d’intesa per la riqualificazione nelle aree degradate
Terremoto in Venezuela: l’allarme del Comitato per la libertà dei detenuti politici, “nelle carceri danni anche strutturali, prigionieri lasciati a se stessi”
Il Comitato per la libertà dei detenuti politici emette lancia un’allerta urgente a causa della precaria situazione che si vive nei centri penitenziari di El Rodeo I e nel Centro nazionale dei detenuti militari, comunemente noto come Ramo verde, a seguito dei terremoti del 24 giugno. “I resoconti diretti dei familiari dei prigionieri politici – fa sapere l’ong – indicano gravi danni alle infrastrutture del Ramo verde, registrando il danno strutturale specificamente al quinto piano della struttura. Di fronte al rischio imminente di repliche e all’evidente deterioramento fisico dell’edificio, la popolazione carceraria pernotta attualmente nei campi all’aperto del centro penitenziario per timore di nuovi crolli”. Questa contingenza aggrava la realtà dei detenuti, i quali hanno comunicato la necessità urgente di beni di prima necessità come materassi, tende e cibo. Sebbene gli interni dispongano di mezzi per cucinare, evitano di entrare nelle aree adibite a cucina, a causa del pericolo rappresentato dalle strutture danneggiate. La situazione a El Rodeo I, dove è stato a lungo detenuto l’italiano Alberto Trentini, presenta un livello di vulnerabilità simile, aggravato da carenze logistiche e di sicurezza precedenti all’evento sismico. “Il penitenziario registra condizioni di detenzione disumane – denuncia il Comitato -, i letti sono di cemento e gli interni sono costretti a espletare i propri bisogni biologici all’interno dello stesso spazio delle celle; come riflesso di queste restrizioni, appena un mese fa è stato consentito loro l’ingresso di cuscini dopo due anni di divieto. I sismi hanno compromesso la stabilità dell’infrastruttura, aumentando il rischio di un crollo di fronte a eventuali repliche. Nonostante i prigionieri politici affermino che si sentirebbero più sicuri nel campo e abbiano richiesto di pernottare in esso, le autorità si rifiutano di trasferirli in quel posto, mantenendoli confinati nelle celle”. I familiari denunciano anche una grave omissione di soccorso da parte del corpo dei custodi di El Rodeo I, i quali hanno abbandonato le strutture durante il sisma e hanno lasciato i privati della libertà rinchiusi al loro destino. Da parte dell’ong si chiede, ancora una volta, la liberazione dei detenuti politici, oltre a una valutazione tecnica e indipendente dei danni strutturali a Ramo Verde e El Rodeo I da parte degli organismi di protezione civile, insieme all’accesso immediato agli aiuti umanitari che includano cibo, acqua e rifugi temporanei per salvaguardare la vita degli interni.
Vescovo ucciso in Mozambico: mons. Tomasi (Treviso), “i senza potere del mondo hanno perso una voce che richiamava alla verità e alla giustizia”
Una chiesa gremita ha partecipato ieri sera, a Nervesa della Battaglia, alla celebrazione eucaristica promossa dalla diocesi di Treviso, in collaborazione con la diocesi di Vittorio Veneto, in suffragio del vescovo Osório Citora Afonso, missionario della Consolata, ucciso lo scorso 6 giugno nella sua residenza di Quelimane, in Mozambico.
Padre Osório ha lasciato un ricordo profondo anche nel territorio trevigiano, dove era stato superiore della Comunità Milaico dei Missionari della Consolata di Nervesa della Battaglia tra il 2015 e il 2017, mentre in precedenza era stato superiore del Centro Missionario della Consolata di Vittorio Veneto. A presiedere la celebrazione è stato il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, affiancato da numerosi sacerdoti, tra i quali i vicari generali delle diocesi di Treviso e Vittorio Veneto, i presbiteri del vicariato di Nervesa e i Missionari della Consolata.
Ad aprire la celebrazione è stato padre Daniel Mathewos Andino, missionario della Consolata, che ha ricordato il confratello “non solo come pastore della Chiesa universale, ma come amico e fratello di molti”, invitando a trasformare il dolore in preghiera. “Non cediamo alla disperazione – ha detto – ma chiediamo che il sangue di questo generoso missionario diventi seme di pace, di perdono e di riconciliazione”.
Nell’omelia, mons. Tomasi ha commentato il Vangelo della tempesta sedata ricordando il senso di smarrimento provocato dalla morte violenta del giovane vescovo. “Alla notizia della sua uccisione – ha affermato – ci siamo sentiti come i discepoli sulla barca sconvolta dal mare, mentre gridano: ‘Salvaci, Signore, siamo perduti’”.
Il vescovo ha ricordato come la perdita di padre Osório abbia colpito non solo i Missionari della Consolata e le diocesi di Quelimane e Beira, ma anche quanti, in Italia, in Mozambico e in altre parti del mondo, avevano conosciuto il suo ministero. “I senza potere del mondo hanno perso una voce che richiamava alla verità e alla giustizia. Il Mozambico ha perso un operatore instancabile di pace”, ha detto il presule.
Mons. Tomasi ha invitato la comunità a non lasciarsi dominare dalla paura e ha osservato che Cristo continua a rivolgersi anche oggi alla fragilità dei credenti con una parola “forte ma non dura, decisa ma tenerissima”, capace di riportare serenità e speranza anche nel cuore delle prove.
“Siamo nella tempesta e abbiamo paura – ha riconosciuto –, ma il Signore si rivolge alla nostra fede: poca, ma reale; poca, ma autentica”. È la stessa fede, ha aggiunto, che ha sostenuto il ministero di padre Osório e che continua a tessere “reti di profezia, di testimonianza, di amicizia e di solidarietà”.
Infine, mons. Tomasi ha invitato i fedeli a raccogliere l’eredità spirituale del vescovo missionario, trasformando il dolore in impegno concreto. “Affranchiamoci dalla paura. Asciughiamo le nostre lacrime asciugando quelle dei piccoli e dei poveri. Proclamiamo la giustizia e la misericordia di Dio, lasciandoci trasformare in misericordiosi e giusti”.
Diocesi: Milano, Bilancio di missione. Fondi per carità, assistenza, sostegno alle parrocchie, missioni
Leggendo il Bilancio di missione della diocesi di Milano, presentato oggi in curia, si evidenzia che per quanto riguarda il sostegno ad attività e progetti sul territorio, prevalgono gli ambiti di spesa legati alla carità ed assistenza (oltre 16,8 milioni, il 63,4% del totale dei contributi al territorio), il sostegno delle parrocchie (quasi 4 milioni) e i contributi per le missioni (oltre 2 milioni). “Tra gli esempi di questo tipo di attività si possono citare: 600mila euro erogati a parrocchie in particolari difficoltà economiche, oltre 1 milione e 300mila euro stanziati per restauri, interventi straordinari, costruzione di nuovi oratori, 500mila euro destinati al Fondo Schuster – Case per la gente, nonché i quasi 13 milioni di euro spesi da Caritas Ambrosiana attraverso le 18 Aree di bisogno in cui è strutturata”.
Analizzando i dati dal punto di vista della provenienza delle risorse, i contributi dell’8×1000 (ovvero i fondi complessivamente giunti dalla Cei per culto e pastorale, interventi caritativi e bandi per finalità specifiche) ammontano a quasi 18 milioni, pari al 25,5% del totale delle entrate. Più consistenti – circa 28 milioni, il 40% del totale – sono i proventi che arrivano da attività e servizi, mentre sono oltre 18 milioni (26% del totale) i contributi da parrocchie, enti e privati.
Le analisi sui dati delle parrocchie sono il frutto dell’elaborazione di 1.082 rendiconti di gestione per l’anno 2024, ovvero la quasi totalità delle 1.105 parrocchie presenti in diocesi. Le entrate complessive sono state pari a 267.760.675 (erano state 270.277.626 euro nel 2023), destinate per il 68,9% (oltre 184 milioni) ad attività pastorali ordinarie, ovvero l’ambito tipico della vita delle parrocchie e della loro missione. Le risorse provengono in massima parte (70,3%) da offerte e collette per attività pastorali ordinarie: oltre 188 milioni di euro (in aumento di oltre 6 milioni rispetto al 2023), il che significa che in media ogni abitante della diocesi offre in un anno 33,7 euro
Le uscite delle parrocchie sono aumentate: da 245.899.575 euro del 2023 a 260.433.378 euro del 2024. “Un aumento che è da attribuirsi all’incremento delle spese per le attività tipiche delle parrocchie in tutti gli ambiti della pastorale”.
Come nelle precedenti edizioni del Bilancio di missione, sono stati raccolti i dati delle iniziative formative e pastorali promosse dagli uffici e servizi di curia. Escludendo Fom (Fondazione oratori milanesi) e Caritas Ambrosiana (che hanno dimensioni non paragonabili agli altri uffici diocesani), sono 161 i convegni organizzati nell’anno 2024-2025, con la presenza di oltre 19mila persone, mentre i corsi e i seminari di formazione sono stati 141, con oltre 22mila persone coinvolte. Quasi mille i relatori scelti per questi incontri formativi e pastorali. I sussidi realizzati sono stati 124 con una tiratura di oltre 126mila copie.
Diocesi: Milano, Bilancio di missione. Oltre 5,5 milioni di abitanti, 1.105 parrocchie. Risorse per 70 milioni. Il clero invecchia
Si è svolta oggi, in arcivescovado, la presentazione del Bilancio di missione della diocesi di Milano. Giunta alla quarta edizione, la pubblicazione offre “una rendicontazione trasparente delle attività realizzate di anno in anno dalla Chiesa ambrosiana, nelle sue diverse articolazioni, evidenziandone gli effetti in ambito pastorale e sociale e le principali implicazioni economiche”. Alla conferenza stampa sono intervenuti mons. Bruno Marinoni, vicario episcopale per gli affari economici, Antonio Antidormi, economo della diocesi, don Massimo Pavanello, responsabile del Servizio per la pastorale del turismo e dei pellegrinaggi, mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, che ha firmato anche la prefazione al Bilancio.
Il volume, oltre a presentare i dati relativi alla curia, agli enti centrali e alle 1.105 parrocchie della diocesi, dedica quest’anno un focus a un particolare ambito dell’attività pastorale: i pellegrinaggi e il turismo religioso, attività affidata a Duomo Viaggi & Turismo, l’agenzia viaggi della diocesi.
In leggera crescita, rispetto al 2024, gli abitanti della diocesi, che – come si evince dal Bilancio di missione – passano da 5.566.667 a 5.584.702, mentre sono 1.105 le parrocchie (una in meno rispetto all’anno scorso). “Il che dice che ogni parrocchia della diocesi ha in media 5.054 abitanti (5.037 nel 2024)”. I presbiteri diocesani sono 1.568, con una riduzione di 31 unità rispetto al 2024 e un invecchiamento complessivo che è in atto da tempo: i sacerdoti tra i 26 e i 35 anni sono 90, quelli con oltre 75 anni sono 482.
Per rappresentare il flusso delle risorse economiche, è stata effettuata un’analisi congiunta dei bilanci della curia arcivescovile, degli enti centrali e delle società di servizi diocesane (un “perimetro” che coinvolge 204 lavoratori dipendenti laici, oltre a diversi sacerdoti e religiosi). I dati sono stati successivamente riclassificati in base alle finalità di impiego delle risorse, “così da evidenziare il contributo alle tre principali aree di intervento della diocesi”: la “cura pastorale” (indirizzo, coordinamento, formazione), la “cura amministrativa” (vigilanza canonica, consulenza amministrativa, servizi), il sostegno di attività e progetti sul territorio (la gestione diretta di opere e l’erogazione di contributi per finalità specifiche, fondi diocesani e 8xmille). “Queste risorse sono state pari, nel periodo esaminato, a 69.603.953 euro (l’anno scorso erano 66.532.848 euro), destinate per il 38,6% ad attività di vigilanza canonica, consulenza amministrativa e servizi, per il 38,2% al sostegno di attività e progetti sul territorio tramite la gestione diretta di opere e l’erogazione di contributi per finalità specifiche, per il 17,5% ad attività di indirizzo pastorale, coordinamento e formazione”.
Intelligenza artificiale: Onu, serve una governance globale, l’innovazione corre più veloce delle regole
L’intelligenza artificiale sta evolvendo a un ritmo che supera la capacità dei governi di regolamentarla, rendendo urgente la definizione di una governance globale condivisa. È l’allarme contenuto nel rapporto preliminare del Panel scientifico internazionale indipendente sull’Intelligenza artificiale delle Nazioni Unite, presentato in vista del primo Dialogo globale sulla governance dell’IA, in programma a Ginevra dal 6 luglio. Come si legge nel sito delle Nazioni Unite, l’IA offre opportunità senza precedenti in ambiti come sanità, istruzione, ricerca scientifica, agricoltura e accessibilità per le persone con disabilità, contribuendo anche al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Allo stesso tempo, però, il documento richiama l’attenzione sui rischi legati alla diffusione della disinformazione, ai deepfake, agli attacchi informatici, all’impatto sul mercato del lavoro, alla tutela dei diritti umani e all’elevato consumo energetico dei data center. Il panel evidenzia inoltre il rischio che la concentrazione delle capacità di sviluppo dell’IA in pochi Paesi e grandi aziende possa ampliare le disuguaglianze globali, lasciando molti Stati privi delle infrastrutture e delle competenze necessarie per beneficiare della rivoluzione tecnologica. Per questo gli esperti chiedono valutazioni indipendenti dei sistemi di IA, standard internazionali comuni e maggiori investimenti in infrastrutture digitali e formazione. Il rapporto sottolinea che l’intelligenza artificiale non è intrinsecamente né benefica né dannosa: il suo impatto dipenderà dalle scelte che governi, imprese e società civile sapranno compiere oggi per coniugare innovazione, sicurezza e responsabilità.
Onu: riformate le regole finanziarie, stop ai rimborsi di fondi mai incassati
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una riforma delle regole finanziarie che punta a rafforzare la stabilità economica dell’Organizzazione, eliminando una norma in vigore da decenni che imponeva di restituire agli Stati membri le somme non spese anche quando queste non erano mai state effettivamente versate. La nuova metodologia, introdotta in via sperimentale per quattro anni, prevede che i rimborsi siano effettuati soltanto se coperti da risorse realmente disponibili. Il segretario generale António Guterres ha accolto con favore la decisione, definendola fondamentale per garantire la continuità operativa dell’Onu, in particolare delle missioni di pace, e per consentire una gestione più prevedibile e responsabile dei bilanci ordinari e del peacekeeping. La riforma arriva in un momento di forte difficoltà finanziaria per le Nazioni Unite: nel 2025 i contributi obbligatori non versati dagli Stati membri hanno raggiunto il livello record di 1,6 miliardi di dollari, mentre gli arretrati complessivi superano i 6,5 miliardi di dollari. La persistente crisi di liquidità ha costretto l’Organizzazione ad adottare misure di contenimento della spesa, con ripercussioni sulle assunzioni, sulle operazioni di mantenimento della pace e sugli interventi umanitari.
(Foto UN/Manuel Elías)
Sul sito dell’Onu si legge come la presidente dell’Assemblea generale, Annalena Baerbock, ha definito la risoluzione “storica”, sottolineando che evita il rischio di un imminente collasso finanziario e aggiorna una disciplina ormai superata, rafforzando la capacità dell’Onu di svolgere il proprio mandato al servizio della comunità internazionale.
Diocesi: Roma, l’abbraccio della comunità del Corviale al diacono permanente Girolamo “Mino” Scionti
C’era tutto il quartiere oggi a rendere omaggio a Girolamo Scionti, per tutti semplicemente “Mino”, diacono permanente della parrocchia di San Paolo della Croce, a Corviale. C’era anche una nutrita rappresentanza della Chiesa di Roma, alla quale apparteneva, a cominciare dal nuovo vescovo di settore, mons. Stefano Sparapani, che ha presieduto la celebrazione. A concelebrare con lui, oltre al parroco don Fabio Laurenti, altri dieci sacerdoti, amici con i quali don Mino aveva condiviso negli anni il cammino della vita e del ministero. Ad accompagnarlo, nella sua ultima presenza in parrocchia, i suoi familiari: la moglie Anna, le figlie Francesca e Sabrina con i rispettivi mariti e i loro figli, gli amatissimi nipoti. Ma soprattutto, i suoi confratelli diaconi: una ventina, tra compagni del percorso di formazione e del ministero e quelli più giovani, che aveva accompagnato fino all’ordinazione con la discrezione, la dedizione e l’umanità che lo hanno sempre contraddistinto.
In parrocchia Mino era il punto di riferimento della liturgia e coordinava la Caritas parrocchiale. Un incarico tutt’altro che semplice in uno dei quartieri della periferia romana dove la povertà, talvolta estrema, è una realtà quotidiana e alla quale la comunità parrocchiale risponde da sempre con aiuti materiali, ascolto e vicinanza. Ecco perché, nonostante il caldo asfissiante, la chiesa era gremita. C’erano gli anziani, che visitava con costanza per portare sollievo al corpo e allo spirito; le coppie, oggi diventate famiglie, che aveva preparato al matrimonio; e i tantissimi amici del “Serpentone”, il grande edificio lungo quasi un chilometro, troppo spesso raccontato solo come simbolo di degrado, criminalità e spaccio. Corviale, infatti, è molto altro. Nonostante le difficoltà strutturali e la cronica carenza di servizi, al suo interno vive una comunità attiva e resiliente, fatta di associazioni, cooperative, comitati di quartiere e tanti cittadini che ogni giorno lavorano per il riscatto sociale e culturale del territorio. È lì, oltre che nella sua amata parrocchia, che Mino ha esercitato una carità concreta e silenziosa, fatta di sorrisi e battute, ma soprattutto di gesti capaci di restituire dignità e speranza. È lì che ha vissuto il suo ministero, diventando un ponte tra la Chiesa e la gente del quartiere, sempre disponibile ad ascoltare, a intercettare i bisogni di ciascuno e a cercare una risposta, senza mai fare differenze. “Mino è stato un uomo buono – ha esordito il vescovo nell’omelia -, ricordo perfettamente quando mi confidò la sua intenzione di intraprendere il cammino del diaconato permanente. Mino è stata una persona perbene, dimostrando, semmai ce ne fosse bisogno, che nei nostri quartieri, anche in quelli superficialmente considerati “a rischio”, come Corviale, vive tanta, tantissima gente perbene. Ma non solo. Mino non si è accontentato di essere un buon cristiano: con il suo “eccomi” ha voluto rispondere alla chiamata di Gesù. Ci ha messo la faccia, senza mai tirarsi indietro, testimoniando, nel nome di Cristo e della Chiesa, una fede schietta, operosa, mai triste, sempre viva. Pensando a lui, mi vengono in mente le parole di Gesù, che si definisce “mite e umile di cuore”. Ecco, nell’umiltà di Mino abbiamo visto incarnarsi quelle parole. Credo – ha concluso il vescovo – che persone come lui ci ricordino la risurrezione di Cristo, ci riconducano alla verità della fede e alla speranza della vita eterna, per la quale vale la pena spendere, e spendere bene, la nostra vita terrena”. Alla famiglia di Mino la vicinanza e le condoglianze del SIR.
Diocesi: Roma, l’ultimo saluto al diacono permanente Girolamo “Mino” Scionti
C’era tutto il quartiere oggi a rendere omaggio a Girolamo Scionti, per tutti semplicemente “Mino”, diacono permanente della parrocchia di San Paolo della Croce, a Corviale. C’era anche una nutrita rappresentanza della Chiesa di Roma, alla quale apparteneva, a cominciare dal nuovo vescovo di settore, mons. Stefano Sparapani, che ha presieduto la celebrazione. A concelebrare con lui, oltre al parroco don Fabio Laurenti, altri dieci sacerdoti, amici con i quali don Mino aveva condiviso negli anni il cammino della vita e del ministero. Ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio terreno c’erano i familiari: la moglie Anna, le figlie Francesca e Sabrina con i rispettivi mariti e i loro figli, gli amatissimi nipoti. Ma soprattutto c’erano i suoi confratelli diaconi: una ventina, tra compagni del percorso di formazione e del ministero e quelli più giovani, che aveva accompagnato fino all’ordinazione con la discrezione, la dedizione e l’umanità che lo hanno sempre contraddistinto.
In parrocchia Mino era il punto di riferimento della liturgia e coordinava la Caritas parrocchiale. Un incarico tutt’altro che semplice in uno dei quartieri della periferia romana dove la povertà, talvolta estrema, è una realtà quotidiana e alla quale la comunità parrocchiale risponde da sempre con aiuti materiali, ascolto e vicinanza. Ecco perché, nonostante il caldo asfissiante, la chiesa era gremita. C’erano gli anziani, che visitava con costanza per portare sollievo al corpo e allo spirito; le coppie, oggi diventate famiglie, che aveva preparato al matrimonio; e i tantissimi amici del “Serpentone”, il grande edificio lungo quasi un chilometro, troppo spesso raccontato solo come simbolo di degrado, criminalità e spaccio. Corviale, infatti, è molto altro. Nonostante le difficoltà strutturali e la cronica carenza di servizi, al suo interno vive una comunità attiva e resiliente, fatta di associazioni, cooperative, comitati di quartiere e tanti cittadini che ogni giorno lavorano per il riscatto sociale e culturale del territorio. È lì, oltre che nella sua amata parrocchia, che Mino ha esercitato una carità concreta e silenziosa, fatta di sorrisi e battute, ma soprattutto di gesti capaci di restituire dignità e speranza. È lì che ha vissuto il suo ministero, diventando un ponte tra la Chiesa e la gente del quartiere, sempre disponibile ad ascoltare, a intercettare i bisogni di ciascuno e a cercare una risposta, senza mai fare differenze. “Mino è stato un uomo buono – ha esordito il vescovo nell’omelia -, ricordo perfettamente quando mi confidò la sua intenzione di intraprendere il cammino del diaconato permanente. Mino è stata una persona perbene, dimostrando, semmai ce ne fosse bisogno, che nei nostri quartieri, anche in quelli superficialmente considerati “a rischio”, come Corviale, vive tanta, tantissima gente perbene. Ma non solo. Mino non si è accontentato di essere un buon cristiano: con il suo “eccomi” ha voluto rispondere alla chiamata di Gesù. Ci ha messo la faccia, senza mai tirarsi indietro, testimoniando, nel nome di Cristo e della Chiesa, una fede schietta, operosa, mai triste, sempre viva. Pensando a lui, mi vengono in mente le parole di Gesù, che si definisce “mite e umile di cuore”. Ecco, nell’umiltà di Mino abbiamo visto incarnarsi quelle parole. Credo – ha concluso il vescovo – che persone come lui ci ricordino la risurrezione di Cristo, ci riconducano alla verità della fede e alla speranza della vita eterna, per la quale vale la pena spendere, e spendere bene, la nostra vita terrena”. Alla famiglia di Mino la vicinanza e le condoglianze del SIR.
Cei: a Roma tre giorni di formazione per gli economi di nuova nomina
“Servire con competenza”, è il titolo del corso base di tre giorni organizzato a Roma dalla Cei per gli economi diocesani di nuova nomina. Lo scopo è quello di offrire un quadro di riferimento conoscitivo nozionale e bibliografico per affrontare al meglio il servizio a cui sono stati chiamati. “C’è da tenere presente che ad oggi molti economi delle nostre diocesi sono laici, professionisti, sia uomini che donne. L’economo della diocesi non è semplicemente un amministratore delegato di un’azienda, ma racchiude in sé una molteplicità di aspetti che toccano il vivo dell’attività pastorale: il rapporto con i beni culturali, gli aspetti contrattualistici, il rapporto con il personale. Per questo serve una formazione specifica”, ha sottolineato don Claudio Francesconi, economo della Cei. A partecipare al corso sono circa 40 e rappresentano diocesi di tutta Italia. Tra i temi trattati la rendicontazione dell’8×1000 e il bilancio di missione: “il tema della rendicontazione e quindi della trasparenza è al centro di tutto – sottolinea Francesconi-, per far capire che i soldi che i contribuenti italiani affidano alla Chiesa cattolica cosa fruttano e realizzano”.
Consiglio Ue: oggi si insedia la presidenza irlandese. O’Donoghue (ambasciatrice): “Stato di diritto rimarrà al centro del semestre”
(Bruxelles) C’è anche la sfera geopolitica in cima all’agenda della nuova presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, che da oggi passa ufficialmente all’Irlanda dopo un primo semestre 2026 guidato da Cipro. “La neutralità militare non significa essere neutrali politicamente”, sottolinea l’ambasciatrice Aingeal O’Donoghue, rappresentante permanente d’Irlanda a Bruxelles. Pur non facendo parte della Nato, Dublino “sostiene attivamente le iniziative Ue in materia di sicurezza e difesa” e durante il semestre “lavoreremo su dossier legislativi come la mobilità militare e il rafforzamento della base industriale della difesa, oltre alla nuova strategia europea per la sicurezza”. Sul fronte dell’Ucraina, l’ambasciatrice assicura il “pieno sostegno” e l’intenzione di “facilitare compromessi su temi complessi come le sanzioni alla Russia, mantenendo un approccio pragmatico e inclusivo tra I Ventisette”. C’è poi la questione legata al rispetto dello stato di diritto, che secondo O’Donoghue “resterà centrale” durante tutto il semestre “così come la resilienza democratica”, citando espressamente iniziative come lo scudo per la democrazia. “L’Irlanda promuoverà una politica estera basata su multilateralismo e rafforzamento delle relazioni con Africa, Medio Oriente e Stati Uniti”, assicura la rappresentante del governo di Dublino, che poi aggiunge: “L’allargamento è visto come una priorità strategica, anche alla luce dell’esperienza positiva dell’Irlanda stessa nell’Ue, mentre sul piano transatlantico puntiamo a un dialogo più stabile e costruttivo”.
Consiglio Ue: oggi si insedia la presidenza irlandese. Sicurezza e competitività tra gli obiettivi per l’Europa
(Bruxelles) Da oggi, mercoledì 1° luglio, e fino al prossimo 31 dicembre, a guidare il Consiglio dell’Unione europea ci sarà l’Irlanda, che subentra a Cipro nel semestre a capo dell’istituzione che riunisce i ministri dei 27 Paesi Ue. Sicurezza, competitività e stato di diritto, con un occhio sempre vigile alle questioni internazionali, a cominciare dall’Ucraina: sono queste alcune delle priorità della nuova presidenza, chiamata entro fine anno a trovare anche un non facile accordo tra Stati membri sulla definizione del nuovo bilancio pluriennale dell’Unione. A illustrare priorità e obiettivi del nuovo semestre è stata l’ambasciatrice Aingeal O’Donoghue, rappresentante permanente d’Irlanda presso le istituzioni Ue. “Lavoreremo affinché sia un semestre orientato al consenso tra Stati membri e Parlamento, fortemente focalizzato sui risultati concreti e con l’obiettivo di rafforzare il legame tra cittadini e progetto europeo”, ha dichiarato nel corso di un incontro a Bruxelles dedicato ai media internazionali. Sul fronte economico, oltre al bilancio le priorità riguardano la semplificazione normativa, il rafforzamento del mercato unico “anche con iniziative come il 28° regime fiscale e lo sviluppo dell’Unione del risparmio e degli investimenti” ereditato dal Rapporto Letta. Quanto al bilancio, O’Donoghue non si nasconde: “Puntiamo a raggiungere un accordo entro la fine del 2026 ma sappiamo che il fattore tempo è decisivo e che restano aperte questioni cruciali come il volume complessivo e la ripartizione delle priorità, dalla politica agricola alla coesione, dalla competitività all’azione esterna”.
Diocesi: mons. Palmieri, “chiamati a fare uno sforzo umano”
Un’occasione di “restituzione sociale, oltre a essere un modo per valorizzare i rapporti coltivati tra i vari enti”. Così il direttore della Caritas di Ascoli Piceno, Giorgio Rocchi, ha definito il primo bilancio sociale dell’associazione Betania, presentato il 30 giugno presso l’Episcopio di Ascoli Piceno. “Betania nel Vangelo è la casa dell’amicizia”, ha detto il vescovo, mons. Gianpiero Palmieri: “Infatti Gesù era solito sostare lì, presso l’abitazione dei tre fratelli Marta, Maria e Lazzaro, ogni volta che si recava a Gerusalemme. Tuttavia Betania ha anche il significato di casa del povero o casa del dolore; si pensi, infatti, all’episodio di Lazzaro, in cui il dolore viene trasformato in un clima di profonda amicizia. Betania ha un significato fondamentale: fare in modo che l’esperienza vissuta nel contatto con la Caritas diocesana diventi casa, cioè un’esperienza di familiarità per tutti. Le iniziative di Betania parlano di situazioni di vulnerabilità sempre più in aumento; alla luce di questo, siamo tutti chiamati a uno sforzo non solo economico, ma umano”.
Basket in carrozzina: il calendario dell’Italia ai Mondiali di Ottawa
Sono stati ufficializzati dalla Iwbf-International wheelchair basketball federation i calendari dei Campionati del Mondo 2026 di basket in carrozzina, in programma a Ottawa (Canada) dal 9 al 19 settembre. La rassegna iridata si aprirà il 9 settembre con la cerimonia inaugurale, mentre gli azzurri guidati da coach Van der Linden debutteranno il giorno successivo, giovedì 10 settembre, alle ore 10 locali (le ore 16 in Italia), contro il Brasile. La partita si disputerà nel campo numero 2 del complesso della Carleton University. Secondo impegno per l’Italia venerdì 11 settembre alle ore 16,45 locali (le ore 22,45 italiane), sempre nel campus universitario canadese, contro l’Olanda. Dopo la giornata di riposo del 12 settembre, la fase a gironi si chiuderà domenica 13 settembre con la sfida contro gli Stati Uniti, alle ore 17 locali (le ore 23 in Italia), sul campo principale della Arena del TD Place. A seguire, il programma prevede gli ottavi di finale il 14 settembre, i quarti il 15, le semifinali il 17 e la finale per il titolo mondiale il 19 settembre.
(Foto Iwbf)
Beni confiscati: Caserta, presentato il primo incubatore di imprese sociali e giovanili d’Italia. Agrorinasce e Rina Prime insieme per la rigenerazione dei territori
È stato presentato, nella sede di Confindustria Caserta, il progetto del primo incubatore di imprese sociali e giovanili realizzato in Italia su un’area confiscata alla camorra. Nel corso dell’incontro è stato inoltre sottoscritto un accordo strategico tra Agrorinasce e Rina Prime, società del Gruppo Rina specializzata nei servizi immobiliari, per sviluppare un modello innovativo di valorizzazione dei beni pubblici e confiscati attraverso interventi di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile.
L’iniziativa riguarda il complesso immobiliare di circa 13.500 metri quadrati confiscato alla famiglia Zagaria e trasferito nel 2016 al Comune di San Cipriano d’Aversa. Grazie a un finanziamento del Ministero dell’Interno di 4,47 milioni di euro, il bene sarà trasformato in un incubatore di imprese sociali e giovanili con centro di formazione professionale, spazi di coworking, moduli per startup, laboratori di ricerca e una scuola per piloti di droni, realizzata in collaborazione con il Distretto aerospaziale della Campania (Dac). Il progetto coinvolge anche l’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e punta a favorire la nascita di nuove imprese, l’occupazione qualificata e il trasferimento tecnologico, proponendo un modello replicabile anche su altri beni confiscati.
Per la presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, il progetto rappresenta una nuova fase nella missione dell’Agenzia: “Oggi presentiamo a Confindustria Caserta un salto di qualità per Agrorinasce. Pur restando fedele alla propria missione di destinare i beni confiscati a finalità sociali, l’Agenzia apre anche a soluzioni produttive, con l’obiettivo di valorizzare questo patrimonio attraverso la collaborazione con Rina, realtà specializzata nella rigenerazione urbana e nell’efficientamento energetico, che opererà all’interno dell’incubatore di imprese affidato al Distretto aerospaziale della Campania”.
Un progetto che, come ha evidenziato Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, dimostra come anche i beni confiscati possano diventare strumenti di sviluppo economico: “I beni confiscati possono diventare anche luoghi di impresa, e questo incubatore ne è la dimostrazione. Grazie alla collaborazione con il Distretto aerospaziale della Campania potranno nascere e crescere startup giovanili anche nel settore aerospaziale”.
Il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, Federico Cafiero De Raho, ha fatto notare: “Questi beni sono il frutto della lotta dello Stato contro il clan dei Casalesi. Oggi diventano luoghi di cultura, formazione e innovazione rivolti ai giovani. L’apertura di un polo tecnologico con una scuola per piloti di droni rappresenta una prospettiva moderna e concreta: queste tecnologie consentono il monitoraggio ambientale, il controllo del territorio, il contrasto agli sversamenti illeciti e agli incendi dolosi, offrendo strumenti sempre più efficaci per la tutela della legalità e dell’ambiente”.
Diocesi: Cefalù, dalla Cei 150mila euro per il restauro della casa canonica della parrocchia Maria Santissima Assunta di Petralia Sottana
L’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana ha concesso, su richiesta del vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante, con l’apporto dell’Ufficio tecnico della curia diocesana, un contributo di 150.201 euro per finanziare il progetto di manutenzione straordinaria della casa canonica della chiesa parrocchiale Maria Santissima Assunta di Petralia Sottana (Pa). Progettista dell’intervento l’arch. Salvatore Vignieri incaricato dal parroco don Giuseppe Murè. Il finanziamento rientra tra i contributi concessi dalla Cei nell’ambito degli interventi per gli edifici costruiti da più di 20 anni. L’approvazione ufficiale della Conferenza episcopale è stata comunicata lo scorso 17 giugno, spiega un comunicato diffuso oggi dalla diocesi di Cefalù. Il progetto prevede il rifacimento della copertura, la sostituzione dell’impianto elettrico, l’efficientamento dell’impianto di riscaldamento, il rifacimento dell’impianto idrico, dei servizi igienici e l’adeguamento della cucina, la sostituzione degli infissi esterni per una spesa complessiva di 214.573.
Terremoto in Venezuela: cresce l’emergenza alimentare, il Pam prepara aiuti per 500mila persone
Si aggrava l’emergenza umanitaria in Venezuela dopo i violenti terremoti che hanno colpito il Paese, lasciando migliaia di persone senza casa, senza reddito e con un accesso sempre più difficile al cibo. Come riportato nel sito delle Nazioni Unite, il Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp), che già prima del sisma sosteneva circa 500mila persone attraverso mense scolastiche e programmi comunitari, ha riconvertito il proprio intervento verso l’assistenza d’emergenza. Nello Stato di La Guaira sono già stati distribuiti pacchi alimentari a 1.200 persone, mentre l’obiettivo è raggiungere fino a mezzo milione di sfollati ospitati nei centri di accoglienza nei prossimi tre mesi. “I bisogni di cibo, acqua potabile, riparo e servizi essenziali sono immediati e critici”, ha dichiarato Stephanie Hochstetter, direttrice del Pam in Venezuela, sottolineando come molte famiglie abbiano perso non solo l’abitazione, ma anche la possibilità di acquistare regolarmente generi alimentari. Il Pam dispone attualmente di oltre 3000 tonnellate di alimenti nel Paese, sufficienti a sostenere più di 10mila famiglie per 2 mesi, e mantiene ulteriori scorte in Colombia e presso l’hub logistico regionale di Panama, pronte a essere mobilitate in caso di necessità. L’agenzia delle Nazioni Unite ha inoltre lanciato un primo appello da 15 milioni di dollari per finanziare gli interventi di emergenza, avvertendo che i bisogni potrebbero aumentare con il completamento delle valutazioni nelle aree più isolate e duramente colpite. L’obiettivo immediato, sottolinea il Pam, è evitare che la perdita della casa e dei propri cari si trasformi in una crisi alimentare prolungata.
Ecumenismo: a Roma la delegazione del Patriarcato ecumenico
Nel quadro del tradizionale scambio di delegazioni per le rispettive feste dei Santi Patroni, il 29 giugno a Roma per la celebrazione dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la celebrazione di Sant’Andrea apostolo, una delegazione del Patriarcato ecumenico ha fatto visita a Roma dal 27 giugno ad oggi, 1º luglio. La delegazione – si legge in un comunicato – è stata guidata dal Metropolita di Calcedonia Emmanuel, presidente della Commissione sinodale del Patriarcato ecumenico per i rapporti con la Chiesa cattolica, accompagnato da padre Aetios e dal rev. diacono patriarcale Anatolios. Lunedì 29 giugno, la delegazione del Patriarcato ha assistito alla solenne celebrazione eucaristica presieduta da Papa Leone XIV; martedì 30 giugno, è stata ricevuta in udienza dal Santo Padre e, successivamente, ha avuto delle conversazioni con il Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani.
Leone XIV: nomina mons. Walter Erbì nunzio apostolico in Indonesia
Il Papa ha nominato nunzio apostolico in Indonesia e presso l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (Asean) mons. Walter Erbì, finora nunzio apostolico in Liberia, Sierra Leone e Gambia. Ne dà notizia oggi la Sala Stampa della Santa Sede.
Romania: in Cluj-Napoca, museum dedicated to Blessed Cardinal Hossu. Mgr Pop (Greek Catholics): “A place to find reasons for hope today”
“A place of encounter, beyond time, with Blessed Cardinal Iuliu Hossu”. This is how the head of the Romanian Greek Catholic Church, Claudiu-Lucian Pop, described the inauguration of the museum in Cluj-Napoca, on the ground floor of the new Greek Catholic Cathedral. Dedicated to Iuliu Hossu (1885–1970) – former Bishop of Cluj-Gherla who was created cardinal in pectore by Paul VI in 1969 and beatified by Pope Francis in 2019 –, the museum offers a modern biographical journey through the life of the martyred bishop. “We wanted a museum where people could rediscover how relevant the past is for the present and find reasons for hope in a time marked by challenges, wars, and national and international crises”, Major Archbishop Pop told the press.
(Foto Eparchia di Cluj-Gherla)
“The museum speaks to young people about courage, authenticity and commitment to values; to adults about remembrance, responsibility and fidelity; to historians about a dramatic era; and to priests and the faithful about witness and service lived to the very end. It is also an invitation to ask ourselves: how ready am I to bear witness to my faith in everyday life?”, curator Codruta Fernea explained to SIR news agency. The inauguration ceremony was also attended by Mgr Giampiero Gloder, Apostolic Nuncio to Romania, who conveyed ‘‘Leo XIV’s greetings and paternal blessing”. Speaking about Card. Hossu, Mgr Gloder highlighted the martyred bishop’s inner freedom and uncompromising conscience as “a lesson that remains relevant for our times”.
Magnifica Humanitas, Retinopera, Leone XIV indica ai cattolici la strada . Rinnovati gli organi direttivi
L’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, con i suoi richiami alla responsabilità dei cattolici nel sociale e per la salvaguardia dell’umanità, è stata indicata nell’ambito della assemblea del 26 giugno scorso come il principio ispiratore più adeguato per Retinopera, la rete che riunisce le 26 principali associazioni e movimenti cattolici per la Dottrina Sociale della Chiesa, che nel complesso associano
8 milioni di credenti. L’assemblea ha inviato un messaggio di saluto a Papa Leone XIV e un “ringraziamento per il suo Magistero, che – spiega una nota – fin dall’esordio ha dato “nuova centralità alla Dottrina Sociale, da studiare, promuovere, sostenere e diffondere. Valori che accomunano e ispirano l’associazionismo cattolico italiano di fronte alle sollecitazioni che giungono dalla realtà sociale e dallo sviluppo della modernità”. Quella attuale – evidenzia la rete Retinopera – è “una difficile stagione per la società tutta, con gravi disagi e povertà vecchie e nuove, che mettono a dura prova la dignità umana. E in questo senso è importante che i cattolici rafforzino il loro impegno nel segno del Magistero sociale”. In un messaggio rivolto al presidente della CEI, il card. Matteo Zuppi, Retinopera ha ribadito la propria disponibilità a lavorare nello spirito della nuova Enciclica e a dare “impulso all’impegno di servizio dei cattolici nella società, in particolare per quanto
riguarda la dignità, la spiritualità e le sfide poste all’umano dallo sviluppo tecnologico”. Durante l’assemblea ha rinnovato i propri organi direttivi per il prossimo triennio: coordinatrice è stata eletta la sociologa Carla Collicelli (MASCI), Segretario lo scrittore e giornalista Nunzio Primavera (Coldiretti). Componenti del nuovo Comitato Esecutivo sono stati eletti Mauro Battuello (Compagnia delle Opere), Ivana Borsotto (Focsiv), Carlo Cefaloni (Movimento Focolari), Esther Flocco (Associazione Italiana Maestri Cattolici) e Luca Formaggio (Comunità Papa Giovanni XXIII). “Vivi apprezzamenti” e “ringraziamenti” sono stati rivolti a Gianfranco Cattai e Sonia Mondin, coordinatore e segretario uscenti, e al Comitato Esecutivo che ha concluso il mandato, che hanno guidato Retinopera nella “difficile” stagione dalla pandemia a oggi.
Romania: Cluj-Napoca, museo dedicato al beato card. Hossu. Pop (greco-cattolici): “Uno spazio per ritrovare oggi ragioni di speranza”
“Uno spazio di incontro, oltre il tempo, con il beato card. Iuliu Hossu”, così Claudiu-Lucian Pop, capo della Chiesa greco-cattolica romena, ha definito il museo inaugurato a Cluj-Napoca, al pianterreno della nuova cattedrale greco-cattolica. Dedicato a Iuliu Hossu (1885-1970), già vescovo di Cluj-Gherla, creato cardinale in pectore da Paolo VI (1969) e beatificato da Papa Francesco (2019), il museo offre, in maniera moderna, un percorso biografico del vescovo martire. “Abbiamo voluto un museo nel quale riscoprire come il passato sia rilevante per oggi e nel quale ritrovare ragioni di speranza, in un tempo pieno di provocazioni, di guerre, di crisi nazionali e internazionali”, ha spiegato alla stampa l’arcivescovo maggiore Pop.
(Foto Eparchia di Cluj-Gherla)
“Il museo parla ai giovani di coraggio, autenticità e assunzione di valori; agli adulti, di memoria, responsabilità e fedeltà; agli storici, di un’epoca drammatica; ai sacerdoti e fedeli, di testimonianza e servizio vissuti fino alla fine. Ed è anche un invito ad interrogarsi: quanto sono pronto a testimoniare, nella vita quotidiana, la mia fede?”, ha spiegato al Sir Codruta Fernea, curatrice. All’inaugurazione ha preso parte anche mons. Giampiero Gloder, nunzio apostolico in Romania, il quale ha portato “il saluto di Leone XIV e la sua paterna benedizione”. Parlando del card. Hossu, mons. Gloder ha sottolineato la libertà interiore del vescovo martire e la sua coscienza senza compromessi, “una lezione valida per i nostri tempi”.
Ordinariato Militare: Roma, siglato protocollo d’intesa con la Guardia Costiera
È stato sottoscritto ieri a Roma, nella sede del Comando generale delle Capitanerie di porto, il protocollo d’intesa tra l’Ordinariato Militare per l’Italia (Omi) e la Guardia Costiera. A firmare il documento l’Ordinario Militare, mons. Gian Franco Saba, ed il Comandante Generale, Ammiraglio Ispettore Capo Sergio Liardo. Il protocollo, secondo quanto riporta il sito dell’Omi, ha la finalità di promuovere ogni forma di utile cooperazione negli ambiti di comune interesse, con particolare riguardo ai compiti operativi tipici della Guardia Costiera, con la possibilità – per gli Allievi Cappellani militari – di imbarcare per brevi periodi a bordo delle Unità navali del Corpo, osservandone le variegate attività ed approfondendone gli aspetti umani, relazionali ed etici connessi al servizio prestato dal personale militare.
Omicidio Raffaele Stipa: mons. Morandi (Reggio Emilia), “non lasciare cadere ogni singolo episodio di violenza”
“A nome di tutta la comunità diocesana di Reggio Emilia-Guastalla desidero manifestare il più profondo cordoglio per quanto accaduto e pregare in suffragio dell’anima di Raffaele Stipa”. Lo afferma mons. Giacomo Morandi, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, in un messaggio letto da don Stefano Borghi alla cerimonia di cordoglio per l’omicidio di Raffaele Stipa nella pizzeria di via Gran Sasso d’Italia a Reggio Emilia, e per il ferimento della sorella Antonella. Era presente anche don Marco Ferrari, vicario episcopale per la carità e le missioni. Il presule esprime vicinanza alla sorella ferita, ai familiari e a quanti, negli oltre vent’anni di lavoro come pizzaiolo, lo avevano conosciuto e stimato. Morandi chiede alle autorità di “continuare ad adoperarsi affinché la disperazione che sembra impossessarsi in modo feroce del cuore di nostri fratelli e sorelle possa essere intercettata e lenita da percorsi di prevenzione e di supporto sempre più capillari, nel rispetto della dignità di tutti, specialmente delle persone più vulnerabili”. In serata è prevista una camminata di solidarietà, “un modo concreto per non lasciare cadere ogni singolo episodio di violenza, così che il virus dell’indifferenza non abbia a inocularsi nel nostro tessuto sociale”, scrive il vescovo. “Dinanzi al mistero di male – conclude – continuiamo a lavorare insieme per testimoniare e recuperare ove sfigurato il senso sacrale e il valore incommensurabile della vita umana”.
(Foto Stefano Rossi)
Terremoto in Venezuela: mons. González Pérez (vescovo la Guaira), “durante le scosse ho pensato fosse arrivata la mia ora. In questi giorni vediamo che il male può essere canalizzato verso il bene”
“La verità è che questa è stata un’esperienza davvero tanto forte nella mia esistenza, nella mia vita. Prima l’esperienza personale di vedere che pensavo già fosse l’ultimo giorno; già quando hanno iniziato a cadere tutte le cose e pensavo fosse ormai la fine, ho detto «Signore, eccomi qui». Praticamente mi sono lasciato andare a Dio e beh, il Signore mi ha dato l’opportunità di continuare. Per questo ora, con speranza, si inizia a rendersi conto di tutte le cose buone che stanno accadendo in mezzo alla malvagità, in mezzo alla difficoltà, in mezzo al dolore, in mezzo alla testimonianza di così tanta gente”. Ad affermarlo mons. Pablo Modesto González Pérez, vescovo di La Guaira, la diocesi venezuelana più colpita dal terremoto, intervistato dal portale cattolico Envigilia.info. “In fondo – prosegue -, si vede in questi giorni come si possono canalizzare le cose; ci sono energie che abbiamo e che a volte si canalizzano verso il male, invece possiamo vedere che c’è molta gente che sta canalizzando il bene. Abbiamo sentito moltissima solidarietà da parte di molta gente”. Quindi, l’ulteriore auspicio: “Dobbiamo crescere nella capacità di organizzazione affinché tutta quella bontà arrivi. Non abbiamo ancora strumenti sufficienti, ma credo che una cosa da sottolineare sia che speriamo che quel sentimento di solidarietà che hanno mostrato in questi giorni si trasformi in una realtà perenne, non solo per le emergenze, ma nella vita quotidiana”. Il vescovo ha chiamato tutti i sacerdoti, riunendoli nella sede della Conferenza episcopale, a Caracas, affinché potessero condividere la loro esperienza, parlare, e sfogarsi.
Nicaragua: arrestati sacerdote e diacono a Estelí, fermato per ore il vescovo emerito Mata
Il regime del Nicaragua torna ad abbattersi su vescovi e sacerdoti. Prima l’arresto, per qualche ora, del vescovo Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, successivamente liberato ma attualmente sotto vigilanza; poi il sacerdote Francisco Morales e il diacono Wilfred Arauz, entrambi della diocesi di Estelí, sono stati arrestati e rimangono sequestrati a seguito di un’operazione di polizia eseguita nelle ultime ore, come riporta il sito indipendente Despacho 505. Padre Francisco Morales è parroco della chiesa La Cruz del Calvario e amministratore della cattedrale di Estelí. Il diacono “transeunte” Wilfred Arauz collabora all’assistenza pastorale di entrambe le parrocchie e ricopre inoltre il ruolo di direttore della Scuola Belén Fe y Alegría della città di Estelí. L’arresto, con destinazione ancora ignota, di Morales e Arauz avviene un giorno dopo il fermo di polizia del vescovo Abelardo Mata. Si è saputo che il presule è stato trattenuto dalla polizia e poi trasferito a Tisma, dove rimane sotto sorveglianza. Durante una messa aveva chiesto preghiere per la Chiesa perseguitata in Nicaragua e, in modo particolare, per il vescovo Rolando Álvarez (che vive esiliato a Roma ed è ancora, ufficialmente, amministratore apostolico di Estelí, oltre che vescovo di Matagalpa) e per il sacerdote Frutos Valle, secondo quanto confermato al sito da una fonte legata alla Chiesa di Estelí. L’eucaristia era stata celebrata giovedì 25 giugno nella chiesa Cruz del Calvario, a Estelí, e tutto questo ha scatenato l’azione delle autorità.
Leone XIV: il 1° luglio esce “Leone a Roma”
Dopo “León de Perú” e “Leo from Chicago”, Radio Vaticana – Vatican News pubblica “Leone a Roma”, un nuovo documentario che ripercorre gli anni trascorsi da Robert Francis Prevost, attuale Papa Leone XIV, nella Città Eterna. Un arco di tempo di circa vent’anni che va dall’arrivo in Italia dagli Usa nel 1981, agli anni alla guida dell’Ordine di Sant’Agostino per due mandati, fino alla nomina come prefetto del Dicastero per i Vescovi e la creazione cardinalizia nel 2023. Anni di studi, amicizie, viaggi, gite, incontri, riunioni, pellegrinaggi, lavoro. Tutto raccontato da immagini e filmati inediti e dalle voci di confratelli, compagni di studi, vecchi amici, membri dell’Ordine agostiniano o del Dicastero per i Vescovi. Alle 18 (ora di Roma) di mercoledì 1 luglio il documentario sarà pubblicato sul canale YouTube di Vatican News inizialmente in tre lingue (inglese, italiano e spagnolo). Per i giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede è prevista, sempre mercoledì, alle 17, una proiezione in anteprima nella Filmoteca vaticana. Leone a Roma completa così il viaggio dei media vaticani per approfondire la figura e la vita del Pontefice iniziato con il documentario León de Perú, pubblicato a giugno 2025, sugli anni di missione nel Paese sudamericano, e proseguito con Leo from Chicago, pubblicato a novembre, sulle radici statunitensi di Prevost. È una produzione della Direzione editoriale del Dicastero per la Comunicazione. È stato realizzato dai giornalisti Felipe Herrera-Espaliat, Salvatore Cernuzio, Tiziana Campisi, con il montaggio di Jaime Vizcaíno Haro e Stefano Anella.
Parlamento europeo: “Ricominciamo da Altiero”, a Bruxelles dialogo nel nome di Spinelli
(Bruxelles) Il Parlamento europeo ha ospitato un evento dedicato alla memoria di Altiero Spinelli, tra gli ispiratori del processo di integrazione europea e autore assieme a Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi del Manifesto di Ventotene. “Ricominciamo da Altiero. L’attualità di Spinelli per governare l’Europa” è il titolo dell’iniziativa promossa ieri a Bruxelles dal circolo culturale Nuova Palombella, che ha visto la partecipazione della vicepresidente del gruppo Socialisti e democratici, Camilla Laureti, e del presidente del Movimento europeo, Pier Virgilio Dastoli, già assistente parlamentare proprio di Spinelli. Al centro del dibattito, alimentato anche dagli interventi dei tanti presenti, ci sono stati i passi ancora da compiere lungo il percorso di integrazione europea secondo i valori di cui Spinelli fu precursore. Dal potere legislativo del Parlamento al superamento del sistema dei veti, che complica – fra le altre cose – il dibattito sul nuovo bilancio pluriennale. “La battaglia politica di Spinelli era basata sul metodo, ed è da questo principio che bisogna ripartire per rafforzare il ruolo del Parlamento, unica istituzione eletta dai cittadini europei”, sottolinea Dastoli. Una sfida che si intreccia con ragioni di natura politica: “In Parlamento non c’è un’ampia maggioranza pronta a ricominciare dai valori che affermava Altiero Spinelli”, osserva Laureti, riferendosi al connubio tra le forze di destra “in cui prevale lo spirito nazionalista” e che su numerosi temi, dall’immigrazione all’ambiente, si coalizzano mettendo all’angolo quella “maggioranza Ursula” espressione della storica alleanza Popolari-Socialisti. Tocca infine a Dastoli lanciare il conto alla rovescia e il motto “obiettivo 1000”: a settembre scatteranno i mille giorni dal voto delle elezioni europee del 2029, nuova data cerchiata in rosso nell’agenda di chi dichiara di voler riportare in alto i valori di un uomo, Altiero Spinelli, che “a Ventotene ha scritto la sua idea di Europa, lavorando tutta la vita per concretizzarla”.
San Francesco: Otranto, da oggi al Monastero delle Clarisse 4 appuntamenti in occasione degli 800 anni dalla morte del Poverello
Quattro appuntamenti a luglio presso il Monastero delle Sorelle Clarisse a Otranto in occasione degli ottocento anni della morte di San Francesco. Si inizia oggi, mercoledì 1° luglio, alle ore 20, con la partecipazione di mons. Francesco Neri, arcivescovo di Otranto, con un intervento su “Francesco d’Assisi”. Il 9 luglio, alle 9, Marco Bartoli, docente universitario di Storia medievale, parlerà de “Gli ultimi anni della vita di Francesco d’Assisi”. Il 18 luglio, alle ore 20, padre Pietro Maranesi, docente universitario di Storia e Teologia francescana, affronterà il tema “Il testamento di Francesco d’Assisi”. Infine, il 23 luglio, sempre alle 20, mons. Felice Accrocca, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, discuterà de “L’eredità umana e spirituale di Francesco d’Assisi”.
Eurobarometro: aumento del costo della vita e posti di lavoro le preoccupazioni espresse dagli italiani
Le priorità dei cittadini italiani ed europei (Fonte Eurobarometro)
Il nuovo sondaggio Eurobarometro condotto durante la primavera del 2026 valuta fra l’altro come i cittadini percepiscono la qualità della vita nell’Ue. In generale, questa è vista in modo positivo: “L’83% degli intervistati si dichiara soddisfatto della propria qualità di vita, contro un 17% che afferma di non esserlo”, riferisce il report di Eurobarometro. Tuttavia, “questa percentuale scende al 69% per coloro che hanno occasionalmente difficoltà a pagare le bollette e ad appena il 40% tra coloro che incontrano queste difficoltà quasi sempre”. “La salute fisica e mentale (51%) e la situazione finanziaria (49%) sono considerate le componenti principali di una buona qualità della vita”.
Gli italiani “nutrono aspettative ancora più elevate nei confronti del ruolo protettivo dell’Unione: il 71% ritiene che l’Ue dovrebbe svolgere un ruolo più importante nella protezione dei cittadini dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza, rispetto al 68% della media europea”.
Quasi tre cittadini su dieci (29%) prevedono un calo del proprio tenore di vita nei prossimi anni, rispetto al 50% che ritiene che rimarrà invariato e al 18% che si aspetta che aumenti. “Il timore di un calo della qualità della vita è più marcato in Francia (44%), Portogallo 39% e in Austria e Germania (entrambe al 38%), mentre in Italia questa percezione è condivisa solo dal 19%.
Secondo il sondaggio di Eurobarometro “l’opinione che l’economia dovrebbe migliorare è molto diffusa tra gli europei”, come emerge dalle loro risposte alla domanda su quali temi desiderano che il Parlamento europeo affronti in via prioritaria. Per i cittadini il Parlamento europeo si dovrebbe concentrare su inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita (47%, +6 punti percentuali rispetto all’autunno del 2025). Seguono l’economia e la creazione di posti di lavoro (35%, invariato) nonché la difesa e la sicurezza (34%).
“L’inflazione, l’aumento dei prezzi e il costo della vita rappresentano una preoccupazione ancora più forte in Italia rispetto alla media dell’Ue, con la maggioranza degli italiani (51%) che vorrebbe che il Parlamento europeo facesse di questo tema una priorità, seguito dall’economia e dalla creazione di posti di lavoro (39%)”.
Eurobarometro: per i cittadini l’Ue dovrebbe concentrarsi su difesa, energia ed economia. Secondo gli italiani Europa uguale a pace
I cittadini europei ritengono che, per rafforzare la propria posizione globale, l’Ue dovrebbe concentrarsi su difesa e sicurezza (39%) e sull’indipendenza energetica (35%). Quest’ultima ha guadagnato 6 punti rispetto all’autunno 2025. Al terzo posto, la competitività e l’economia sono considerate un altro settore prioritario per rafforzare il ruolo dell’Ue sulla scena mondiale. Lo si legge nel report di Eurobarometro diffuso a Bruxelles. In Italia, in particolare, “il 68% dei cittadini ritiene che il Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Unione, un dato inferiore alla media dell’Ue, ma in aumento di 3 punti percentuali rispetto alla primavera 2025”. Inoltre, “gli italiani sono più propensi della media europea ad associare l’appartenenza all’Ue alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza (43% contro il 40% della media Ue”). Di fronte alle numerose difficoltà del momento, “i cittadini si aspettano azioni più incisive da parte dell’Unione”. Il 68% degli europei ritiene che l’Unione “dovrebbe assumere un ruolo più significativo nella protezione dei cittadini dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza”. Un’ampia maggioranza di europei vorrebbe che, nella situazione attuale, gli Stati membri dell’Unione fossero “più uniti”, e ritiene che l’Europa dovrebbe “promuovere il rispetto del diritto internazionale da parte di tutti i Paesi”.
Eurobarometer: Metsola (EU Parliament), “the citizens’ trust is Europe’s greatest asset”
“In an ever-changing global context, with shifting alliances, 74% of Europeans see their country’s EU membership as beneficial, matching the highest level ever recorded, which was first reached in January-February 2025”. This is one of the findings of the Eurobarometer survey commissioned by the European Parliament and issued in Brussels today. The EU’s contribution to the protection of peace and the strengthening of security is regarded as “one of the main and most important benefits of being members of the European Union” (40%, +3 percent since Spring 2025). Closer cooperation between member States due to EU membership comes second (34%). Unlike the EU average, in Italy citizens place energy independence first among their geopolitical priorities. Actually, 44% think that the European Union should focus on energy independence, resources and infrastructure to strengthen their place in the world, versus 35% mentioning defence and security instead. “At a time of global uncertainty, Europeans increasingly see the European Union as a beacon of stability. In a troubled world, that trust is Europe’s greatest asset. But it also implies a clear expectation: that we act with determination to ensure security, prosperity and opportunities for our citizens”, the President of the European Parliament, Roberta Metsola, stated.
Eurobarometro: Metsola (Parlamento Ue), “fiducia dei cittadini rappresenta la più grande risorsa dell’Europa”
“In un contesto mondiale in continua evoluzione, caratterizzato da mutamenti nelle alleanze, il 74% degli europei considera vantaggiosa l’appartenenza del proprio Paese all’Ue, eguagliando così il livello più alto mai registrato, raggiunto per la prima volta nel gennaio-febbraio 2025”. È una delle acquisizioni del sondaggio Eurobarometro, realizzato su commissione del Parlamento europeo e diffuso oggi a Bruxelles. Il contributo dell’Ue alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza è considerato “uno dei principali e più importanti vantaggi dell’appartenenza all’Unione” (40%, +3 punti percentuali dalla primavera del 2025). Al secondo posto (34%) si colloca la più stretta cooperazione tra gli Stati membri derivante dall’adesione. In Italia, a differenza della media Ue, i cittadini collocano l’indipendenza energetica al primo posto tra le priorità geopolitiche. Il 44% ritiene infatti che l’Unione dovrebbe concentrarsi sull’indipendenza energetica, sulle risorse e sulle infrastrutture per rafforzare la propria posizione nel mondo, rispetto al 35% che indica la difesa e la sicurezza. “In un momento di incertezza globale, gli europei vedono sempre più l’Unione europea come un punto di riferimento e di stabilità. In un mondo attraversato da crisi, questa fiducia rappresenta la più grande risorsa dell’Europa. Ma comporta anche una chiara aspettativa: che agiamo con determinazione per garantire sicurezza, prosperità e opportunità ai nostri cittadini”, ha dichiarato la presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola.
Eurobarometer: European citizens see the EU as “an oasis of stability in a troubled world”
A “safe haven in a context of increasing geopolitical uncertainty”: this is the first image of the European Union that comes out of the latest Eurobarometer, the survey issued by the EU Parliament today. 75% of Europeans see the EU – based on the survey conducted in April and May on a sample of over 26 thousand citizens – as “a beacon of stability in a troubled world”, with 8 percent more than in October-November 2025, which is the second highest rate recorded in the last decade. In Italy, this feeling is even stronger than the European average. Over eight Italians out of ten (81%) agree on the EU “being a stable place in an unstable geopolitical context”; a rate that is no less than 11 percent higher than in Autumn 2025. “The recent worldwide developments – as stated in the comments on these figures – have worsened the Europeans’ pessimistic view of the future of the world (58% are pessimistic and 38% are optimistic)”. Since autumn 2025, the rate of pessimism about the future of the world has increased by 6 percent. “The citizens’ general mood fluctuates between uncertainty (44%) and hope (43%), which are the feelings most frequently mentioned to describe their current mood”. Despite sharing the other Europeans’ concerns for the future of the world (57% are pessimistic), Italians turn out to be even more optimistic about the future of the European Union: 63% say they are optimistic, versus 58% of the EU average. However, the level of uncertainty in Italy is higher than the European average (56%, versus 44% of the EU average).
Eurobarometro: secondo i cittadini europei l’Ue è “un’oasi di stabilità in un mondo travagliato”
Un “rifugio sicuro in un contesto di crescente incertezza geopolitica”: è la prima immagine dell’Unione europea che emerge dall’ultimo Eurobarometro, sondaggio diffuso oggi dal Parlamento Ue. Il 75% degli europei vede l’Ue – stando all’indagine svolta fra aprile e maggio su un campione di oltre 26mila cittadini – come “un’oasi di stabilità in un mondo travagliato”, con un aumento di 8 punti percentuali rispetto al periodo ottobre-novembre 2025, che rappresenta il secondo valore più alto registrato nell’ultimo decennio. In Italia, questa percezione è ancora più forte rispetto alla media europea. Oltre otto italiani su dieci (81%) concordano sul fatto che l’Ue “rappresenta un luogo stabile in un contesto geopolitico instabile”; un dato in crescita di ben 11 punti rispetto all’autunno 2025. “I recenti sviluppi a livello mondiale – si legge nel commento ai numeri – hanno aggravato la visione pessimistica degli europei sul futuro del mondo (il 58% è pessimista e il 38% è ottimista)”. Dall’autunno 2025 il tasso di pessimismo riguardo al futuro del mondo è aumentato di 6 punti percentuali. “L’umore generale dei cittadini oscilla tra incertezza (44%) e speranza (43%), che sono le due emozioni più citate per descrivere il proprio stato d’animo attuale”. Pur condividendo le preoccupazioni degli altri europei per il futuro del mondo (il 57% è pessimista), gli italiani si mostrano ancora più ottimisti riguardo al futuro dell’Unione: il 63% si dichiara ottimista, rispetto al 58% della media dell’Ue. Tuttavia, il livello di incertezza in Italia è più alto rispetto alla media europea (56%, rispetto al 44% della media Ue).
Terremoto in Venezuela: diocesi di Oristano e Ales-Terralba, l’arcivescovo Carboni indice per domenica 12 luglio una giornata di preghiera e solidarietà
Si aggrava di ora in ora il bilancio del devastante terremoto che il 24 giugno ha colpito il Venezuela, un Paese già stremato da una lunga crisi umanitaria. Di fronte a questa immane tragedia, le Chiese di Oristano e Ales-Terralba hanno risposto prontamente all’appello del Papa e della Cei. Dopo un primo stanziamento immediato di 5.000 euro, l’arcivescovo Roberto Carboni ha indetto per domenica 12 luglio una giornata speciale: tutte le comunità parrocchiali saranno unite nella preghiera e in una colletta straordinaria, il cui ricavato sarà inviato tramite la Caritas per sostenere i sopravvissuti e i soccorritori sul campo.
“Abbiamo tutti davanti agli occhi le immagini dei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela nei giorni scorsi, facendo numerosissime vittime, distruggendo abitazioni e altri edifici e portando desolazione: questa tragedia non può lasciarci indifferenti e desideriamo far sentire la nostra vicinanza a tutti coloro che in questo momento hanno bisogno di un supporto immediato – scrive in un messaggio mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano e vescovo di Ales-Terralba -. Il Santo Padre e la Cei, anche attraverso la Caritas Italiana, hanno già fatto pervenire un aiuto economico per le prime urgenze. Noi stessi abbiamo inviato 5.000,00 euro come contributo immediato”. Viste le necessità che ancora per lungo tempo occorrerà soddisfare per venire incontro al popolo venezuelano, prosegue il presule, “indico in entrambe le diocesi una giornata di preghiera per domenica 12 luglio, invitando tutte le comunità parrocchiali, le congregazioni religiose, i movimenti e le associazioni ecclesiali ad elevare a Dio la preghiera di suffragio per i defunti, di consolazione per i superstiti, e di conforto per tutti i volontari che si adoperano per alleviare le sofferenze”.
Nella stessa domenica 12 luglio mons. Carboni invita tutte le comunità delle due diocesi “a svolgere una colletta straordinaria durante le celebrazioni eucaristiche festive, inviando celermente il ricavato alla Caritas diocesana, che dopo aver raccolto tutte le offerte le invierà alla Caritas Italiana che segue da vicino l’assistenza ai sopravvissuti anche attraverso Caritas Venezuela”.
L’arcivescovo conclude: “Certo che non faremo mancare la preghiera e il sostegno materiale alle tante persone che soffrono per questo cataclisma, vi ringrazio per quello che ognuno di voi potrà fare e vi benedico di cuore”.
Austria: mons. Michael Landau (Caritas Europa), “la crisi climatica è da tempo diventata una crisi sociale”
Il presidente di Caritas Europa, mons. Michael Landau, ha messo in guardia sulle conseguenze sociali della crisi climatica durante l’attuale ondata di calore. In un’omelia di domenica nella cattedrale di Santo Stefano, ha indicato i senzatetto, le persone a basso reddito e gli anziani come gruppi particolarmente vulnerabili. “La crisi climatica è da tempo diventata una crisi sociale. Questo è vero a livello internazionale, ma lo è anche qui in Austria, come vediamo ogni giorno nel nostro lavoro con le persone colpite dalla povertà”, ha affermato Landau. Ha aggiunto che è sconcertante constatare che “coloro che soffrono maggiormente di questa crisi climatica sono solitamente anche coloro che hanno contribuito meno ad essa”. Landau ha ringraziato le parrocchie che stanno aprendo le loro sale e i loro giardini come “oasi climatiche”, così come i programmi di aiuto di Caritas. Riferendosi al terremoto in Venezuela, Landau ha parlato di una situazione drammatica: il numero esatto delle vittime non è ancora noto, e le operazioni di soccorso sono molto difficili. “Un aiuto rapido ed efficace è imperativo in questo momento, e questo aiuto – come si può già dire oggi – richiederà uno sforzo costante”, ha dichiarato Landau che ha anche sottolineato la tesa situazione umanitaria a livello mondiale. “Quasi 240 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria; per 87 milioni, si tratta di una questione di massima priorità o di una grave minaccia alla vita”. Landau ha fatto riferimento in particolare alle crisi in Sud Sudan, Libano, Terra Santa, Congo e Siria. La Chiesa e Caritas “sono con le persone prima di una catastrofe, durante una catastrofe e dopo una catastrofe. Noi ci siamo e ci resteremo”.
Incendi boschivi: al via la campagna 2026 dei Carabinieri forestali, droni e pattuglie nelle aree a maggior rischio
Con l’avvio della stagione estiva, il Cufaa-Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari Carabinieri ha attivato la Campagna antincendio boschivo 2026, rafforzando il dispositivo nazionale di prevenzione, controllo del territorio e contrasto agli incendi per la tutela del patrimonio forestale, della biodiversità e delle aree protette. Dal 1 luglio al 15 settembre saranno intensificate le attività nelle 6 aree individuate come “Hot Spot” ad alta suscettibilità agli incendi – Cilento, Gargano, Pollino, Aieta, Itri-Fondi, Litorale Romano e Sarno – con pattuglie dedicate, personale specializzato e contingenti di rinforzo provenienti da dieci Comandi regione Carabinieri forestale. Centrale il ruolo del Niab-Nucleo informativo antincendio boschivo, incaricato dell’analisi dei dati, dell’individuazione delle aree di rischio e del supporto operativo e investigativo ai reparti sul territorio. Tra le novità della campagna, il ricorso ai Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni) per il monitoraggio e la repressione del fenomeno incendiario e il potenziamento delle indagini per accertare tempestivamente le cause dei roghi. Il Cufaa rinnova inoltre l’invito ai cittadini ad adottare comportamenti responsabili e a segnalare immediatamente eventuali principi di incendio, ribadendo che la prevenzione rappresenta il più efficace strumento di difesa del patrimonio naturale del Paese.
(Foto Carabinieri)













