Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 4 Agosto 2026

Breaking News

Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, martedì 4 agosto 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Leone XIV: ai Cavalieri di Colombo, no a “divisioni e retorica”, “riconciliare posizioni opposte”

“In un’epoca spesso segnata da divisioni e retorica accesa, c’è un grande bisogno di profeti dell’armonia, che cerchino di costruire ponti e si sforzino di riconciliare posizioni opposte ogni volta che è possibile”. È l’appello del Papa, nel messaggio, in inglese, inviato ai partecipanti alla 144ª “Supreme Convention” dei Cavalieri di Colombo, in corso a Denver, da oggi fino al 6 agosto. “La conservazione dell’unità spesso non è facile e non può essere data per scontata”, spiega Leone XIV: “Deve essere coltivata attivamente attraverso un dialogo onesto e umile”. Di qui l’incoraggiamento a “continuare a testimoniare quella concordia che Gesù desidera così ardentemente nelle vostre famiglie, nelle vostre parrocchie e nelle comunità più ampie in cui vivete e operate”. I Cavalieri di Colombo “hanno lavorato insieme per più di un secolo per mostrare l’amore di Cristo ai non nati, alle madri in attesa, ai cristiani perseguitati, alle vittime di guerra e del traffico di esseri umani, ai poveri e ai vulnerabili e a chi vive ai margini della società”, l’omaggio del Papa alla loro attività caritativa “verso i meno fortunati”.

Ebrei italiani minacciati a Sofia: card. Zuppi (Cei), “l’odio non è mai innocuo”

“L’odio non è mai innocuo e non si può mai accettare”. Lo dichiara Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, che riferisce la vicinanza espressa dal card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, alla comunità ebraica, in particolare a quella di Roma, dopo il grave episodio avvenuto a Sofia, in Bulgaria, dove un gruppo di naziskin ha tentato di forzare l’ingresso di un albergo che ospitava alcuni giovani ebrei italiani, provocando momenti di forte tensione. Il card. Zuppi telefona a Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), e al rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma. “Il presidente della Cei – riferisce Corrado – vuole manifestare la prossimità della Chiesa italiana ai ragazzi, ai loro familiari e alle loro comunità, ribadendo la ferma condanna di ogni atto di antisemitismo. Non si possono liquidare tali episodi come goliardate o azioni inconsapevoli”. “Quanto accaduto ci sprona ancora una volta a contrastare la violenza, anche verbale”, aggiunge Corrado: “è necessario, oggi più che mai, disarmare le parole e purificare il linguaggio”.

Mozambico: Scalabriniane, a Maunza-Inhambane un Centro di formazione e produzione alimentare sostenibile

Nel contesto delle celebrazioni per i 90 anni della Provincia San Giuseppe, le Suore Missionarie Scalabriniane presentano una nuova iniziativa nel segno dell’ecologia integrale. A Maunza-Inhambane, in Mozambico, sta nascendo un Centro di formazione e produzione alimentare sostenibile. L’iniziativa, che si affianca all’esperienza recentemente avviata in Guinea-Bissau, riguarda – si legge su “Il nuovo giornale”, settimanale della diocesi di Piacenza-Bobbio, in un articolo del 4 agosto a firma di suor Eleia Scariot – “il diritto a non essere costretti a migrare e a vivere con dignità nella propria comunità d’origine, puntando a sradicare la povertà e a rafforzare le capacità produttive della popolazione”.
L’intervento, coordinato dalla superiora provinciale, suor Elena Scarsciotto, e allineato ai principi della Laudato si’ di Papa Francesco, mira a promuovere una cultura di cura per la nostra “Casa comune”. L’obiettivo, viene spiegato, “è fornire formazione e strumenti alle famiglie vulnerabili attraverso pratiche sostenibili per la produzione alimentare, la generazione di reddito e la sicurezza nutrizionale, contribuendo così alla riduzione dell’esodo forzato”.
Il cuore dell’azione, prosegue l’articolo, “si basa sul coinvolgimento attivo della comunità locale, che sarà guidata nell’apprendimento di pratiche ecologiche e resilienti ai cambiamenti climatici, promuovendo la giustizia intergenerazionale. L’obiettivo finale è permettere alla popolazione di prosperare nella propria terra attraverso lo sviluppo economico locale, nel solco dell’insegnamento del vescovo di Piacenza e padre di tutti i migranti, San Giovanni Battista Scalabrini”.
Le linee d’azione sul campo si articolano su tre pilastri formativi e pratici: formazione sull’irrigazione efficiente tramite pozzi solari, formazione sull’agricoltura biologica e sostenibile, laboratori e dimostrazioni di cucina.
Il riscatto sociale delle comunità locali passa mediante una mappa di obiettivi molto chiari. “L’impatto sul territorio coinvolgerà direttamente 100 persone e raggiungerà circa 500 beneficiari indiretti all’interno delle comunità locali. Attraverso questa solida rete di formazione, i traguardi sociali puntano a sradicare la fame e a generare un micro-reddito autonomo, garantendo sul campo la dignità e il diritto profondo a rimanere nella propria patria”, conclude l’articolo.

Svizzera: mons. de Raemy (Lugano), “il vero cristiano ama senza mai ‘mollare'”

Nella cornice del Passo del San Gottardo, in Svizzera, si è svolta la tradizionale santa messa in occasione della festa nazionale del 1° agosto 2026. Nel suo saluto introduttivo mons. Alain de Raemy, amministratore apostolico della diocesi di Lugano, ha ricordato che siamo qui riuniti in cima, sul passo e passaggio del San Gottardo a celebrare la Santa Messa. “Eccoci qui a celebrare l’Amore di Gesù manifestato sulla Croce della nostra bandiera. Eccoci in preghiera per la Confederazione, per i suoi Cantoni e per tutti i suoi abitanti.”
“Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua”. Nella sua omelia Mons. Alain de Raemy ha preso spunto da queste parole di Gesù dal vangelo secondo la liturgia ambrosiana, invitando la comunità a stare con Gesù ed amare come Lui: “Il vero cristiano ama in tutte le circostanze, in famiglia, a scuola, al lavoro, nella politica e nella società, ama la vita, ama ogni vita, ama senza mai ‘mollare’”.
Alla celebrazione hanno preso parte 1.500 persone che hanno colto l’occasione per condividere un momento di fede, gioia e incontro unici e dialogare personalmente con mons. Alain de Raemy e i vescovi Jean-Marie Lovey (Sion), Joseph Maria Bonnemain (Coira), il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa (Lugano) e il vescovo ausiliare emerito Pierre Farine (Losanna, Ginevra, Friburgo). Erano pure presenti i rappresentanti di altre confessioni cristiane della Svizzera italiana.
La celebrazione è stata animata dal Coro diocesano – diretto da Michele Tamagni con l’organista Stefano Keller – dal quartetto di ottoni “Avanbrass” e dai corni delle Alpi del gruppo “Nüm dal corno”.

Salute mentale: Gulino (Ordine Psicologi Toscana), “gli uomini faticano di più a chiedere aiuto nel momento del disagio”

“I dati ci mostrano una differenza importante tra uomini e donne nell’accesso ai servizi di benessere psicologico. Le donne tendono a rivolgersi più frequentemente ai percorsi di cura, mentre molti uomini arrivano a chiedere aiuto quando il disagio si è già aggravato e richiede interventi più complessi”. A dirlo è Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi.
Secondo il rapporto “Welfare e salute in Toscana 2025” dell’Agenzia Regionale di Sanità (Ars), le donne in terapia con antidepressivi sono il 10,9%, quasi il doppio rispetto al 5,7% degli uomini. È un indicatore dell’accesso alle cure, non della quantità di sofferenza: le donne intercettano prima il disagio e si rivolgono più spesso ai servizi territoriali e al medico di base, dove la prescrizione è più frequente.
“Questi numeri non ci dicono che gli uomini soffrono di più delle donne – sottolinea Gulino – ma che spesso il disagio viene riconosciuto e affrontato più tardi. Per questo è fondamentale lavorare sulla prevenzione e sulla possibilità di intercettare precocemente le difficoltà psicologiche”.
Sul versante opposto, i ricoveri per cause psichiatriche vedono una netta prevalenza maschile: nella fascia 0-19 anni il tasso arriva a 92,8 ricoveri ogni 10.000 abitanti tra i maschi, contro i 52,9 tra le femmine. Un divario che non racconta solo un accesso più tardivo alle cure, ma anche un modo diverso di manifestare il disagio: nei ragazzi prevalgono le espressioni esternalizzanti – condotta, agiti, discontrollo – che più spesso sfociano nel ricovero, mentre nelle ragazze i quadri internalizzanti, dall’ansia alla depressione all’autolesività, restano più silenziosi ma non meno seri.
In Toscana il 76% dei suicidi riguarda gli uomini, con una prevalenza maschile che il rapporto Ars conferma in tutte le fasce d’età e con metodi mediamente più letali. “È il dato che pesa di più – osserva Gulino –. Ci dice che il silenzio, quando si prolunga, ha un costo altissimo. Molti uomini arrivano al punto di rottura senza aver mai chiesto aiuto, e questo interroga non solo la sanità, ma una cultura che ancora lega la fragilità maschile alla vergogna”.
“Fin dall’adolescenza molti ragazzi ricevono messaggi culturali che associano l’espressione delle emozioni alla debolezza – prosegue la presidente –. In diversi contesti, dal lavoro allo sport, parlare di ansia, tristezza o vulnerabilità può essere ancora percepito come qualcosa da nascondere. Questo rende più difficile chiedere aiuto e rischia di isolare le persone proprio nel momento in cui avrebbero bisogno di sostegno”.
“Dobbiamo promuovere una cultura dell’ascolto in cui riconoscere una difficoltà non sia vissuto come un fallimento personale – conclude Gulino –. Il benessere psicologico riguarda tutti, uomini e donne, e chiedere aiuto quando emerge un disagio è un atto di responsabilità verso sé stessi e verso le proprie relazioni. Intervenire prima significa avere maggiori possibilità di prevenire l’aggravarsi della sofferenza e di costruire percorsi di cura più efficaci”.

Gaza: Save the Children, i corpi di 40 minori tra le 112 vittime palestinesi sepolte oggi. “Uno dei più grandi funerali collettivi da ottobre 2023”

I  corpi di 40 minori figuravano tra le 112 vittime palestinesi sepolte oggi, in uno dei più grandi funerali collettivi nel Territorio palestinese occupato dall’inizio del conflitto nell’ottobre 2023. Lo riferisce Save the children, chiedendo alle autorità israeliane di “eliminare le restrizioni all’accesso delle squadre di ricerca e recupero e dei macchinari e attrezzature specialistiche per recuperare le persone ancora sepolte sotto le macerie e di porre fine agli attacchi aerei che continuano a causare dolore e morte”.  I resti dei bambini e degli adolescenti sono stati recuperati dalle macerie di un complesso residenziale distrutto da un attacco aereo israeliano a Gaza City nel novembre 2023. Nonostante le operazioni di recupero, le ricerche sono tutt’altro che concluse: secondo le notizie diffuse, si stima che altre 157 persone siano ancora sepolte sotto le macerie dello stesso edificio. Questo funerale è un drammatico promemoria del fatto che il bilancio umano della guerra continua ben oltre la fine dei bombardamenti. Oltre 21.000 minori sono stati uccisi a Gaza dall’ottobre 2023, mentre il mese di luglio ha segnato il periodo più letale per i palestinesi dall’entrata in vigore del “cessate il fuoco”.
“Oggi a Gaza assistiamo a scene strazianti: familiari e amici di decine di bambini e adulti hanno finalmente potuto dare sepoltura ai propri cari – ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa dell’Est -. Nessuna famiglia dovrebbe subire il dolore di perdere un figlio e, oltre a questo, l’umiliazione di non poterne seppellire il corpo. Eppure, per innumerevoli famiglie a Gaza, questa è diventata la realtà quotidiana”.

Migranti a Ceuta: Save the Children, “nessun minore resti escluso dal sistema di protezione”

Save the Children esprime “forte preoccupazione per il grave rischio che bambini, bambine e adolescenti restino fuori dal sistema di protezione a Ceuta a causa dell’aumento degli arrivi registrato negli ultimi giorni”. L’organizzazione ricorda che il sistema di protezione della città assiste attualmente circa mille minori, un numero ben superiore alla sua capacità strutturale, che conta meno di un centinaio di posti disponibili. Questa situazione fa temere che ci possano essere ancora minorenni che non sono stati identificati e presi in carico dai servizi competenti, rimanendo in strada o in luoghi che non garantiscono le condizioni necessarie per la loro sicurezza e il loro benessere. L’organizzazione esprime inoltre “preoccupazione per le centinaia di persone che necessitano di assistenza umanitaria in città, tra le quali potrebbero trovarsi minori non identificati e famiglie”.
“La priorità in questo momento deve essere garantire che nessun bambino, bambina o adolescente resti privo di protezione. Tutti i minori devono essere identificati al più presto e trasferiti in una struttura sicura dove possano ricevere assistenza specializzata e supporto psicosociale”, afferma Jennifer Zuppiroli, esperta di migrazione di Save the Children Spagna. Save the Children ritiene urgente rafforzare il personale incaricato dell’identificazione dei minori e delle persone in condizioni di vulnerabilità, garantire assistenza umanitaria e accelerare il loro trasferimento verso strutture adeguate, nonché predisporre nuovi spazi di accoglienza in grado di rispondere alle esigenze attuali, mentre vengono organizzati i trasferimenti verso la Spagna continentale.
In particolare, Save the Children considera indispensabile accelerare il trasferimento dei minori stranieri non accompagnati verso altre Comunità autonome, al fine di alleggerire la pressione sul sistema di protezione dell’infanzia di Ceuta e garantire che tutti possano ricevere un’assistenza adeguata. “L’assistenza umanitaria deve essere rafforzata immediatamente – conclude Zappiroli -. È indispensabile garantire l’accesso ad acqua potabile, alimentazione, assistenza sanitaria e spazi sicuri per tutte le persone arrivate, prestando particolare attenzione a bambini, bambine, donne in gravidanza e ad altre persone in condizioni di particolare vulnerabilità”.

Bulgaria: aggressione ebrei italiani a Bansko. Dinamica dei fatti da chiarire. I ragazzi arrivati per un convegno del movimento “Bnei akiva”

(Sofia) L’incidente con gli italiani ebrei aggrediti verbalmente da un gruppo di naziskin in Bulgaria è successo il 2 agosto sera, a Bansko, località di montagna a 150 km da Sofia: lo ha appreso il Sir da fonti proprie. I ragazzi italiani erano una ottantina, da Roma e Milano, provenienti da “Bnei akiva”, il più grande movimento giovanile sionista religioso al mondo. In totale i giovani ebrei da diversi Paesi erano circa 300. Non è stata registrata alcuna colluttazione ma un’aggressione verbale. La dinamica dei fatti rimane ancora da chiarire, mentre si aspetta il rapporto dettagliato dalla polizia locale di Bansko. La vicenda non ha avuto un’ampia eco mediatica in Bulgaria a differenza dei media italiani. Infatti i media bulgari riportano al momento le pubblicazioni dei giornali italiani.

Bosnia-Erzegovina: Festival dei giovani. Fra Grbes: “Non aver paura di essere lievito di un mondo nuovo e migliore”

“Siate voi stessi, gli originali dell’amore di Dio. Nel mondo, nella civiltà in cui viviamo, ci sono molte persone vendute, intrappolate, dipendenti”. Con questa esortazione ieri sera, fra Jozo Grbes, provinciale della provincia francescana dell’Erzegovina si è rivolto alle decine di migliaia di giovani di 73 Paesi riuniti a Medjugorje dal 1° al 6 agosto per il 37° Festival dei giovani. Il francescano ha invitato a stare attenti alla “dipendenza da tutto ciò che promette”, ma solo “promette” libertà, e l’uomo è sempre meno libero a causa di queste “promesse”. Ed ha continuato: “Dipendenza dal piacere, dal consumismo, dall’intrattenimento e dalla distrazione, dipendenza dal potere, dalla corruzione e dal controllo, dipendenza dalla pornografia”. Dunque, il predicatore ha ricordato “il grande giubileo: 800 anni della Regola dell’Ordine francescano, in cui la prima e più importante frase recita: ‘Osservare il santo Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo…’”. Aggiungendo che “san Francesco ci ha solo ricordato ciò che è importante”. Fra Grbes ha rilevato anche che “l’ego dell’uomo moderno smarrito si vede nella cultura, nella musica, nello sport, nel politicamente corretto, nella politica, che spesso è sinonimo di prostituzione, di commercio di persone e di valori”, e ha esortato i giovani a “non aver paura di stare dritti e dignitosi e di essere il lievito di un mondo nuovo e migliore”. Nel programma anche due testimonianze: di Michal Libant, dalla Slovacchia, per il suo lavoro con i carcerati, e dell’attrice brasiliana Lenita Medina e la sua conversione alla fede. La serata di ieri si è conclusa con una preghiera di fronte alla croce e la processione tradizionale con le candele.
 

Eugenia Roccella: Cei, la vicinanza di Zuppi e Baturi per la morte del marito Luigi Cavallari

“L’improvvisa morte di Suo marito, il Professor Luigi Cavallari, suscita sentimenti di profondo dolore e sincera partecipazione”. Così il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, e mons. Giuseppe Baturi, segretario generale, in un messaggio di cordoglio inviato alla ministra della Famiglia, natalità e pari opportunità, Eugenia Roccella, per la morte del marito. “Desideriamo farLe giungere, a nome della Conferenza episcopale italiana, l’espressione della nostra più sentita vicinanza in questo momento di grande sofferenza”, si legge nel messaggio, che ricorda “una vita intera vissuta insieme, nella discrezione e nella dedizione allo studio e alla famiglia”, un “dono prezioso che nulla può cancellare”. Zuppi e Baturi assicurano la preghiera “affinché possiate trovare, nel ricordo e nell’affetto di quanti Vi sono vicini, la forza per attraversare questo tempo di lutto”, e concludono affidando “alla misericordia di Dio l’anima del Professor Cavallari”, invocando su Roccella, sulla sua famiglia e su quanti soffrono per questa perdita “il conforto della fede e la consolazione della speranza cristiana”.

Diocesi: mons. Di Pietro (Locri-Gerace), questa mattina visita alla casa circondariale. “Non c’è mai una croce zenza resurrezione”

Questa mattina il vescovo di Locri-Gerace, mons. Cesare Di Pietro, ha visitato ka casa circondariele di Locri. accompagnato dal cancelliere don Lorenzo Santoro. Durante la visita ha incontrato la direzione, il personale e i detenuti dell’istituto accolto dalla Direttrice Valentina Galati, dal Commissario Capo Salvatore Marcinnò – comandante del reparto di Polizia Penitenziaria – dal personale amministrativo e dagli agenti, insieme al cappellano don Crescenzo De Mizio. Il presule ha potuto conoscere da vicino le attività formative e rieducative promosse all’interno della struttura ed ha espresso apprezzamento per la vivacità dei laboratori attivi nel carcere, in particolare la falegnameria, dove i detenuti stanno realizzando i banchi destinati al Santuario di Polsi, su commissione del rettore don Tonino Saraco. Mons. Di Pietro ha visitato anche il laboratorio della lavorazione del ferro, da cui ha ricevuto in dono un crocifisso in ferro battuto, simbolo di creatività e rinascita, e ha appreso delle attività teatrali, ricreative e sportive che si svolgono all’interno dell’istituto. Il vescovo ha definito queste realtà “segni concreti di una manualità che diventa occasione di crescita, dignità e valorizzazione dei talenti personali”. Il momento più intenso è stato l’incontro con i detenuti, vissuto – ha sottolineato mons. Di Pietro – “a cuore aperto, con l’affetto di un padre e di un pastore”.  “Il bene che potete compiere da oggi in poi- ha detto –  vale sempre molto di più agli occhi di Dio del male che avete potuto commettere fino ad oggi. Questo tempo non è vuoto, ma ricco di crescita, rinnovamento interiore e cambiamento di vita”. Richiamando il crocifisso ricevuto in dono, ha aggiunto: “non c’è mai una croce senza risurrezione: la sofferenza è un passaggio obbligato verso un di più e un meglio di vita”. La visita alla Casa Circondariale si inserisce – fa sapere la diocesi locrese – nel cammino di prossimità che mons. Di Pietro ha scelto di intraprendere sin dall’inizio del suo ministero: “stare accanto ai poveri, ai fragili, ai detenuti, affinché nessuno sia escluso dalla possibilità di rinascere e contribuire al bene comune”.

Islamofobia: Pallavicini (imam) al Sae, “la maggioranza dei musulmani in Europa desidera vivere in dialogo e in pace”

È toccato a Yahia Sergio Yahe Pallavicini, imam della moschea al-Wahid di Milano, vicepresidente della Coreis (Comunità religiosa islamica italiana) e presidente di EuLeMa (European Muslim Leaders’ Majlis), parlare di islamofobia, durante una serata della 62ª sessione di formazione ecumenica del Sae, che si è tenuta la settimana scorsa a Camaldoli. “Le istituzioni europee sono le più strutturate nell’aver creato degli uffici che si occupano di monitorare e contrastare la discriminazione e l’odio contro i musulmani, definizione che registra una trasformazione lessicale: da fobia verso la religione a odio contro i suoi membri”, ha ricordato, evidenziando che “secondo l’Agenzia per i diritti fondamentali, un musulmano su due in Europa è oggetto di discriminazione o attacchi di odio. I settori principali dove i musulmani sono oggetto di discriminazioni sono il lavoro e la ricerca di una casa, seguono i settori dell’educazione, della salute e dello sport. Le donne sono molto spesso oggetto di narrative di odio. I Paesi europei con un maggior tasso di denunce per islamofobia sono Austria, Belgio, Francia e Germania”.
A complicare l’analisi e il pregiudizio contribuisce “l’ignoranza dell’islam e l’idea che i musulmani siano tutti uguali come identità di fede, pensiero e comportamento da quattordici secoli, nel mondo arabo e nel resto del mondo”.
Pallavicini ha sottolineato che “la maggioranza dei musulmani in Europa desidera vivere in dialogo e in pace nel rispetto del contesto giuridico, culturale e sociale. È importante distinguere le generazioni di credenti musulmani e cittadini onesti dalla propaganda del formalismo, del fanatismo, dell’estremismo, del radicalismo, del maschilismo e del terrorismo che hanno manipolato la religione per una rivoluzione priva di fede, giustizia, cultura e pietà spirituale”.
Il vero nodo da sciogliere, secondo il relatore, è il rapporto con la secolarizzazione. “C’è chi promuove la difesa del sacro contro il mondo moderno e chi promuove la secolarizzazione in sostituzione dell’adorazione di Dio nella religione. Oltre a questa artificiosa, infantile e sterile polarizzazione c’è il ruolo delle autorità e delle comunità religiose di favorire il dialogo per arginare sia il tradizionalismo che abusa di una forma confessionale per riconquistare il mondo sia il qualunquismo degli atei devoti e dei razionalisti che pretendono rivoluzionare il sistema del mondo con un ideale di pacifismo umanitario che esclude l’adorazione di Dio”.
Nel dibattito pubblico che si svolge nel contesto postmoderno, ha concluso il vice presidente della Coreis, si inserisce l’islam spirituale, “aderendo e sostenendo il dialogo interreligioso promosso da San Giovanni Paolo II e sviluppato da Papa Francesco sul valore della preghiera per la pace e della fratellanza umana. L’islam spirituale custodisce e difende l’autentica identità del monoteismo e la collaborazione interreligiosa tra i popoli d’Oriente e d’Occidente e subisce gli attacchi dei suprematisti e dei populisti come dei militanti del radicalismo”.

Antisemitismo: Luzzatto Voghera (Cedec) al Sae, “termine che fatica a cogliere le forme più recenti, più ambigue, di ostilità antiebraica”

Durante la 62ª sessione di formazione ecumenica del Sae, che si è tenuta la settimana scorsa a Camaldoli, una serata è stata dedicata ad “Antisemitismo e islamofobia”, come ricorda una nota diffusa oggi dal Sae.
Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione Cedec (Centro di documentazione ebraica contemporanea), osservatorio che mappa gli episodi di antisemitismo nella vita reale e nella rete, studioso di storia dell’ebraismo e dell’antisemitismo, ha osservato che esiste l’esigenza di ripensare il lessico con cui si descrive l’odio antiebraico del XXI secolo “perché il termine ‘antisemitismo’ porta con sé un’eredità pesantissima legata alla tragedia della Shoah” ed evocando immagini e simboli del passato “fatica a cogliere le forme più recenti, non esplicite e più ambigue, di ostilità antiebraica. Il termine viene utilizzato anche in modo improprio, ad esempio viene accusato di antisemitismo chi critica il governo Netanyahu, in tal modo il termine comporta un danno grave alla comprensione del fenomeno”.
Nello spiegare l’origine del concetto di antisemitismo, Luzzatto lo ha definito “un’invenzione ideologica coniata per dare una legittimazione moderna all’ostilità verso gli ebrei. È dunque un concetto ambiguo che non nomina direttamente l’odio contro gli ebrei ma costruisce un’opposizione astratta a un presunto ‘semitismo’”. L’istituzionalizzazione del termine nel corso del Novecento ha comportato, secondo lo storico, una sorta di normalizzazione linguistica, diventando una categoria tecnica, ed è stato identificato principalmente con il razzismo biologico e il progetto genocidario nazista, rendendo più difficile riconoscere forme diverse. Definire l’antisemitismo oggi significa stabilire dei confini: decidere cosa rientra o non rientra nel fenomeno, distinguere tra critica legittima – ad esempio alle politiche di un governo, o alle opinioni espresse da singole personalità – e discorso d’odio. “Le controversie più intense si sono concentrate sul rapporto tra antisemitismo e discorso su Israele. In un mondo globalizzato, in cui quel Paese occupa un ruolo centrale nell’immaginario politico, la linea di confine tra critica politica e delegittimazione identitaria è diventata sempre più sottile”.
Essendo l’antisemitismo non solo una reazione a singoli eventi, ma un linguaggio che si basa su strutture ricorrenti, ha spiegato il relatore, possiede un vocabolario già disponibile, pronto a essere attivato in ogni momento. Non cresce perché c’è Netanyahu al governo. Inoltre, oggi lo Stato di Israele è percepito come una rappresentazione collettiva degli ebrei. Di conseguenza, la critica allo Stato può facilmente trasformarsi in una forma di ostilità generalizzata.
Il direttore del Cedec ha individuato una pluralità di forme di antisemitismo che possono essere analizzate attraverso varie dimensioni: pratica, culturale e sociale, politica, narrativa. Sono dimensioni che interagiscono tra loro e sono amplificate dai media digitali. In conclusione, Luzzatto pensa che occorra rinnovare i linguaggi, estendere la riflessione sull’odio antiebraico ai mondi non occidentali, includerlo nella più generale diffusione dei discorsi d’odio e favorire le occasioni di dialogo. A questo scopo è stata creato un progetto didattico da parte della Fondazione Cedec e dell’Ucebi (Unione cristiana evangelica battista d’Italia), dal 2026 intitolato a Edith Bruck. In quattro anni sono stati coinvolti migliaia di ragazzi di Chiese cristiane e centinaia di formatori.

Diocesi: Manfredonia, l’arcivescovo Moscone è ancora ricoverato a Casa Sollievo della Sofferenza ma “in miglioramento”. Sospesi impegni pubblici ad agosto per convalescenza

Da diversi giorni l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Franco Moscone, è ricoverato presso Casa Sollievo della Sofferenza “a causa degli effetti indesiderati di una terapia farmacologica per il trattamento della pressione arteriosa”. Lo rende noto un comunicato dell’Ufficio per le comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
“Le sue condizioni sono in miglioramento ma, una volta dimesso, dovrà osservare un periodo di convalescenza. Per questo motivo sono sospesi tutti gli impegni pubblici previsti nel corso del mese di agosto”, prosegue la nota, c he spiega: “Salvo diverse indicazioni dei medici, riprenderà gli appuntamenti pastorali in occasione della solennità di Santa Maria Regina di Siponto. Padre Franco desidera esprimere un sincero ringraziamento ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, alle comunità parrocchiali e a tutti i fedeli laici che, in questi giorni, hanno manifestato la propria vicinanza attraverso la preghiera, i messaggi e i numerosi gesti di affetto. Un pensiero di riconoscenza va anche a quanti continuano ad accompagnarlo con discrezione e fiducia in questo tempo di cura e di riposo”.
La nota conclude: “La comunione e l’affetto della nostra Chiesa diocesana rappresentano un prezioso sostegno nel cammino verso la piena ripresa”.

Ritrovamento marito Roccella: Fadda (Apg23), “come ci ha insegnato don Oreste Benzi, nessun dolore va vissuto in solitudine. Vicini con preghiera e affetto”

“A nome di tutta la Comunità Papa Giovanni XXIII desidero esprimere la vicinanza mia personale e di tutta la nostra famiglia alla ministra Eugenia Roccella per la morte del marito Luigi Cavallari il cui corpo è stato ritrovato oggi”. Lo dichiara Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), dopo il ritrovamento del corpo di Cavallari, dopo più di un mese di ricerche nel lago di Vico dove il marito 84enne della ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, era disperso dal 27 giugno dopo che si era tuffato durante una gita in barca.
“In questi anni abbiamo avuto occasione di conoscere la ministra Roccella e di collaborare con lei su tante iniziative a servizio degli ultimi e della vita: un legame fatto di stima reciproca e di un impegno condiviso. Proprio per questo sentiamo il bisogno di farci vicini a lei e alla sua famiglia in un momento di dolore così profondo”, afferma Fadda.
“Come ci ha insegnato don Oreste Benzi, nessun dolore va vissuto in solitudine. Per questo assicuriamo alla ministra Roccella, ai suoi figli e a tutti i suoi cari la nostra preghiera e il nostro affetto, nella speranza che possano trovare conforto nel ricordo di una vita, quella di Luigi Cavallari, vissuta accanto a lei per oltre cinquant’anni”, conclude il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Giovani: Assisi, aperto ieri sera l’incontro internazionale “Go! Franciscan Youth Meeting”. Mons. Accrocca, “abbiate il coraggio delle scelte definitive”

Si è aperto ieri sera, nella Piazza Inferiore della basilica di San Francesco, il “Go! Franciscan Youth Meeting”, il grande incontro internazionale promosso nell’ambito dell’anno centenario del transito di San Francesco (1226-2026), che fino al 6 agosto riunisce ad Assisi oltre 2.500 giovani provenienti da numerosi Paesi d’Europa e del mondo.
La serata inaugurale ha trasformato uno dei luoghi simbolo per il mondo francescano in una grande piazza di fraternità, dove lingue, culture e storie differenti si sono ritrovate unite nel segno della gioia dell’incontro e della spiritualità di san Francesco.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti di fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, e di Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’VIII centenario della morte di San Francesco. L’inno ufficiale del Meeting, “Ho fatto la mia parte”, interpretato da fra Graziano Malgeri e Sara Pinna, ha introdotto i partecipanti nel clima dell’evento.
Il primo intervento è stato affidato a mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, che ha proposto ai giovani una rilettura del Capitolo delle Stuoie del 1221, quando migliaia di frati si riunirono attorno a san Francesco alla Porziuncola. Richiamando quell’esperienza fondativa, l’arcivescovo ha invitato i partecipanti a vivere con coraggio la propria vocazione, superando la cultura della provvisorietà che caratterizza il nostro tempo. Il francescanesimo, ha ricordato, continua ancora oggi a interrogare le nuove generazioni, chiamandole a compiere scelte autentiche e definitive, capaci di generare una vita pienamente donata agli altri. “Abbiate il coraggio delle scelte definitive”.
La riflessione è proseguita con la testimonianza dello scrittore e insegnante Marco Erba, che ha condiviso la propria esperienza quotidiana tra i giovani, raccontando come anche nelle situazioni più difficili sia possibile riconoscere una bellezza che resiste al male. Attraverso il racconto di vicende vissute tra i banchi di scuola e di storie segnate dalla sofferenza e dal perdono, Erba ha invitato i partecipanti a non fermarsi alle apparenze, ma a riconoscere in ogni persona quella “scintilla” di bene che nessuna ferita riesce a spegnere.
La serata è stata accompagnata da momenti musicali e di animazione che hanno coinvolto l’intera assemblea, trasformando la piazza in un’esperienza condivisa di festa, amicizia e preghiera.
A concludere l’incontro è stato il ministro generale dell’Ordine dei Frati minori, fra Massimo Fusarelli, che ha invitato i giovani a vivere un intenso momento di silenzio. “Portiamo davanti a san Francesco la persona, la preoccupazione, la gioia che ciascuno custodisce nel cuore”, ha detto rivolgendosi ai partecipanti.
Per alcuni istanti migliaia di giovani sono rimasti raccolti in un silenzio profondo. “Ci saranno tante voci, tanti canti, tanto entusiasmo”, ha concluso fra Fusarelli, “ma custodiamo questo silenzio: è una sorgente preziosa da portare con noi durante questi giorni”.
La recita del Padre Nostro, pronunciato contemporaneamente nelle diverse lingue dei partecipanti, e la benedizione finale hanno concluso la prima giornata del “Go! Franciscan Youth Meeting”.
Il programma prosegue oggi con i nove workshop tematici e culminerà giovedì 6 agosto con l’incontro dei giovani con Leone XIV. Al termine della messa, i partecipanti riceveranno una Carta missionaria.

Funerali mons. Superbo: mons. Carbonaro (Potenza), “un autentico uomo di Dio, capace di coniugare autorevolezza e mitezza, governo e ascolto, fermezza e umanità”

“Don Agostino è stato uno di quegli uomini che attraversano la storia della Chiesa, lasciando poche parole e molte tracce. Sono le tracce dell’incontro intimo con il Redentore”. Lo ha detto mons. Davide Carbonaro, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, celebrando oggi a Minervino Murge i funerali dell’arcivescovo emerito, mons. Agostino Superbo.
“Nell’arcivescovo Agostino segnaliamo la fisionomia di uno dei maestri testimoni della Chiesa post conciliare, formatore di cuori prima che di menti. Padre che ha generato uomini al presbiterato presso il Seminario diocesano di Andria e poi presso il Seminario regionale di Molfetta. Mons. Superbo ci insegna a educare senza imporsi, perché chi educa occupa il posto di un Altro, che non delude mai le nostre speranze. Educare vuol dire prestare la propria fedeltà allo Spirito Santo che continuamente è versato nei cuori per far crescere nella piena statura della pienezza di Cristo (Cf. Ef 4,13)”, ha aggiunto.
“Un uomo di fede profonda e autentica, vissuta con umiltà e coerenza, che non si limita alle parole, ma diventa amore concreto per il prossimo – ha affermato mons. Carbonaro -. Che si ostina nel credere che ogni persona è un dono prezioso e che il bene compiuto nel silenzio possiede un valore infinito. La sua intelligenza non è soltanto quella di una mente brillante e veloce nel comprendere la complessità delle cose, ma anche ferma nel prendere le decisioni, mettendo sempre il rispetto e l’umanità al centro delle sue relazioni; è l’intelligenza del cuore: quella che sa ascoltare prima di giudicare, comprendere prima di condannare e costruire ponti dove altri innalzano muri e che la fede, quando è sincera, non divide né impone: illumina, accoglie e dona speranza”.
Insomma, “un uomo essenziale, sobrio nello stile, dinamico nell’azione, rigoroso senza essere rigido”. Rivolgendosi direttamente a mons. Superbo, il presule ha osservato: “Non hai mai smesso di tenere insieme la fedeltà al Vangelo e l’attenzione ai segni dei tempi. Nel tuo sguardo era possibile leggere quella compassione di Cristo sempre pronta alla riconciliazione, per la quale siamo stati salvati mediante la sua vita (Cf. Rm 5,10). Il tuo sguardo di pastore è stato sempre rivolto alle periferie umane e sociali, alle emergenze del presente, alle fatiche della comunità, alle contraddizioni dei cuori induriti che ti hanno provocato non poco dolore. La Chiesa per te non fu una cittadella da difendere, ma una madre da servire ed amare. Fu necessario per lei soffrire nel silenzio, nel pianto e nella solitudine, ma senza mai smettere di rendere gloria a Cristo, per mezzo del quale, tutti, abbiamo la riconciliazione e la pace”.
Mons. Carbonaro ha concluso: “Oggi perdiamo un autentico uomo di Chiesa, un uomo di Dio, tutto d’un pezzo, capace di coniugare autorevolezza e mitezza, governo e ascolto, fermezza e umanità”.

Ue: ministri degli Interni, “combattere la tratta, rimpatri e consolidare le frontiere”

La videoconferenza dei ministri degli Interni Ue e dell’area Schengen (i Ventisette più Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein), svoltasi oggi, ha fatto emergere “una comune consapevolezza della necessità di continuare a combattere senza sosta le reti di traffico di migranti, di rafforzare i rimpatri, di consolidare le frontiere dell’Unione, di costruire solide partnership con i Paesi terzi e di migliorare la capacità di previsione”. Si è parlato di sviluppare ulteriormente i sistemi di allerta precoce, “come l’intelligence prefrontaliera e il monitoraggio dei social media”. Il Consiglio dei ministri Ue ha sottolineato l’importanza della cooperazione con i Paesi terzi e del “continuo sviluppo di partenariati che creino le giuste opportunità per le persone nei loro Paesi d’origine e rafforzino la gestione dei flussi migratori”.

Ue: ministri degli Interni, “apprezzata l’efficacia degli interventi delle autorità spagnole nella gestione della crisi a Ceuta”

“Gli Stati membri e i Paesi associati a Schengen si sono uniti nell’esprimere una forte solidarietà alla Spagna. I ministri hanno apprezzato la rapidità e l’efficacia degli interventi delle autorità spagnole nella gestione della situazione a Ceuta. Hanno inoltre espresso le loro condoglianze per le persone che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il confine”. Lo si legge nella nota ufficiale emessa a Bruxelles a seguito del vertice dei ministri degli Interni, avvenuta oggi, in seguito ai fatti di Ceuta. “Gli ultimi aggiornamenti delle autorità spagnole e della Commissione Ue indicano che la stragrande maggioranza delle persone che hanno attraversato illegalmente il confine è stata rimpatriata e non vi sono stati ulteriori spostamenti verso la Spagna continentale o altri Stati membri”, sottolinea il documento. L’incontro odierno ha offerto dunque agli Stati membri l’opportunità di confrontarsi “sull’importanza di proteggere le frontiere esterne dell’Unione europea”.

Diocesi: Fermo, a Civitanova Marche la prima collettiva d’arte curata dagli artisti dell’Ucai in onore del Patrono San Marone

In occasione dei festeggiamenti dedicati a San Marone, patrono di Civitanova Marche, gli artisti della sezione Ucai di Civitanova Marche hanno organizzato la prima collettiva d’arte dedicata al santo martire: un cammino di fede e devozione attraverso le loro opere. “Colori, forme e simboli – informa la diocesi – diventano strumenti per raccontare la spiritualità e l’anima profonda della comunità Civitanovese”. La mostra, a ingresso gratuito, è allestita presso i locali della palazzina sud del Lido Cluana, e sarà inaugurata mercoledì 12 agosto alle ore 18.30. Una lettura critica delle opere esposte offerta dal prof. Marco Rotunno, scrittore, critico d’arte e vicepresidente della sezione U.C.A.I. di Civitanova aprirà la serata, mentre le musiche di Michelangelo Martin accompagneranno l’evento ulteriormente arricchito dalla presenza di un’agiografia dell’artista Riccardo Renzi.
Saranno presenti per le istituzioni: il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, l’assessore Barbara Capponi, il presidente della commissione cultura Gianluca Crocetti, l’assessore al turismo Mara Orazi, e il presidente del Consiglio del comune di Civitanova Marche Roberto Tiberi; per le associazioni culturali: la sig.ra Marisa Castagna, presidente dell’UNITRE di Civitanova e il prof. Alvise Manni, presidente del Centro Studi Civitanovesi. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. L’ingresso alla mostra è libero secondo gli orari indicati nella locandina, fino al 18 agosto 2026

Uniti nel dono: “Il Sentiero dell’Anima”, un percorso digitale per rileggere le emozioni alla luce del Vangelo

Imparare ad ascoltare e mettere a fuoco le proprie emozioni, trasformando la riconoscenza in un gesto concreto. È l’obiettivo de “Il Sentiero dell’Anima”, il percorso digitale gratuito promosso dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Conferenza episcopale italiana. Dopo l’iscrizione, i partecipanti ricevono ogni quattro giorni una mail che li accompagna nella rilettura delle esperienze quotidiane alla luce del Vangelo. Parabole contemporanee, testimonianze di santi e luoghi simbolici aiutano a dare un nome a ciò che si vive e a riconoscere nelle emozioni non un ostacolo alla fede, ma uno degli spazi nei quali Dio continua a parlare all’uomo. Il cammino prende le mosse dall’umanità di Gesù narrata nei Vangeli: la gioia dell’amicizia, la commozione davanti al dolore, il pianto per Lazzaro, l’indignazione di fronte all’ipocrisia e l’angoscia nel Getsemani. Rileggendo la propria storia, il percorso invita poi a riconoscere i volti e i gesti di quanti hanno accompagnato i momenti decisivi della vita. Tra questi, anche i sacerdoti, presenti accanto a giovani, anziani, famiglie e persone che attraversano la solitudine o la fragilità. Al termine dell’itinerario viene proposta la possibilità di sostenerli con un’offerta libera, come segno di una gratitudine che diventa condivisione e consente loro di proseguire la missione di ascolto, prossimità e servizio. Informazioni e iscrizioni sul sito .

Eurostat: un quarto dei cittadini Ue acquista biglietti online per eventi. Italia verso il fondo della classifica

Con festival e concerti che riempiono il calendario estivo, molte persone acquistano biglietti per eventi online. Un segnale, rilevato da Eurostat, dell’affidamento alla rete anche per gli acquisti ordinari. “Nel 2025, il 26,8% dei cittadini dell’Ue aveva acquistato biglietti online per eventi nei 3 mesi precedenti l’indagine annuale sull’utilizzo delle Tic nelle famiglie e da parte dei singoli. Questa cifra è aumentata di 3,8 punti percentuali rispetto al 2024”. Tra i paesi dell’Ue, l’Irlanda ha registrato la percentuale più alta, con oltre la metà degli intervistati che ha acquistato biglietti online per eventi negli ultimi 3 mesi (51,5%), seguita da Paesi Bassi (48,1%) e Danimarca (47,9%). Le percentuali più basse si sono registrate in Bulgaria (11,4%), Romania (12,6%) e Italia (14,2%).

Romania: Congresso mondiale di studi siriaci. Mons. Perca (Bucarest), “patrimonio siriaco e arabo-cristiano, parte della memoria viva della Chiesa”

“La pace e il dialogo, premesse per la tutela del patrimonio materiale e spirituale” è il tema del XIV Congresso mondiale di studi siriaci e della XII Conferenza internazionale di studi arabi cristiani, in corso a Bucarest, in Romania, fino al 7 agosto. L’evento, organizzato per la prima volta nell’Europa dell’est e ospitato dall’Accademia di Romania e dall’Istituto Levante di studi avanzanti sulla cultura della pace, si svolge con la collaborazione dell’arcidiocesi romano-cattolica di Bucarest, del patriarcato ortodosso romeno e di altre istituzioni romene. Nel suo messaggio, mons. Aurel Perca, arcivescovo metropolita di Bucarest, sottolinea che l’organizzazione nella capitale romena dell’evento evidenzia la vocazione della Romania quale “spazio di incontro, dialogo e cooperazione tra culture e tradizioni”. “Il patrimonio siriaco e arabo-cristiano costituisce una parte essenziale della memoria viva della Chiesa universale. La sua ricerca, conservazione e promozione sono anche una responsabilità comune per le generazioni future. In un mondo segnato da tensioni e frammentazioni, l’approfondimento delle radici comuni della fede e della cultura può diventare un’autentica fonte di riconciliazione e di speranza”, ha aggiunto l’arcivescovo. All’evento partecipano 400 studiosi da 33 Paesi e 176 università, tra le quali Pontificio istituto orientale, Pontificio ateneo Sant’Anselmo, e le università italiane di Firenze, Milano (Cattolica), Napoli, Padova, Roma (Sapienza e Roma Tre), Torino e Venezia.

Giappone: messaggio card. Kikuchi per l’81° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, “dobbiamo fermarci”

“Ogni anno, in questo periodo, siamo invitati a imprimere nuovamente nei nostri cuori i ricordi del passato, a guardare al mondo presente e a riflettere sulle nostre responsabilità per il futuro. Ancora una volta, ricordiamo le tante persone che sono morte o rimaste ferite in guerra, così come l’ambiente naturale distrutto, e preghiamo per la realizzazione della pace”. Inizia così il messaggio che il cardinale Isao Tarcisio Kikuchi, Presidente della Conferenza episcopale giapponese, ha scritto in occasione dell’81° anniversario della fine della guerra, e per l’inizio dei “Dieci Giorni di Preghiera per la Pace”, incentrati sull’anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.
A Hiroshima, nel 1981, Papa Giovanni Paolo II dichiarò che “la guerra è opera dell’uomo”. “Ora stiamo assistendo a come queste “opere umane” imperversino in tutto il mondo”, osserva il cardinale. “Guerre e conflitti si stanno diffondendo in tutto il mondo, compresi Ucraina, Sudan, Myanmar e Medio Oriente, inclusa Gaza. Su questi campi di battaglia, ogni persona ferita o che perde violentemente la vita è un essere umano come noi, creato a immagine di Dio. Ancora più grave è che tale violenza venga giustificata come ‘inevitabile’, ignorando principi universali come il diritto internazionale umanitario e la dignità umana. Il quadro del multilateralismo è profondamente scosso. Dove è finito il giuramento dell’umanità “mai più”, nato come grido dagli orrori delle guerre passate?”.
Il presidente dei vescovi osserva come anche il Giappone sta attraversando “cambiamenti significativi” e tra questi cita la nuova interpretazione dell’articolo 9 della Costituzione che consente “l’esercizio dell’autodifesa collettiva con alcune restrizioni”, l’aumento della spesa per la sicurezza, “il dispiegamento di missili a lungo raggio per la loro capacità di contrattacco” come pure “il dispiegamento delle Forze di Autodifesa nelle isole Nansei” che è stato rafforzato. Il cardinale ricorda allora lo spirito pacifista della Costituzione del Giappone che “sancisce la rinuncia alla guerra e il mantenimento delle forze armate” come frutto di “un’importante saggezza appresa dalle devastazioni della guerra da coloro che ci hanno preceduto”. Da qui l’appello: “Dobbiamo fermarci a riflettere se l’erosione graduale di questo spirito e l’avanzamento del rafforzamento militare senza un sufficiente dibattito nazionale porteranno all’instaurazione di una vera pace”.

Hiroshima e Nagasaki: Senzatomica, un video sugli hibakusha e il monito di Leone XIV

“La pace dell’umanità nel suo insieme e il diritto collettivo alla vita di tutte le persone che abitano la Terra devono essere il punto di partenza”. Lo afferma Alessja Trama, della campagna Senzatomica, Fondazione Be the Hope, nell’81° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Per l’occasione la campagna rinnova il proprio impegno affinché le testimonianze degli hibakusha, i sopravvissuti alle esplosioni nucleari, continuino a essere ascoltate, presentando un video con gli attori Pia Lanciotti, Sergio Romano, Pietro Turano e Caterina Forza. Le loro testimonianze, ricorda la Fondazione, hanno contribuito all’adozione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (Tpnw). “L’essenza della questione – spiega Trama – non è il confronto tra Stati che possiedono armi nucleari e quelli che non le possiedono, ma il confronto tra la minaccia costituita dalle armi nucleari e il diritto dell’umanità a vivere”, con l’urgenza di un “impegno reciproco di non primo uso” da parte degli Stati nucleari. “Questa responsabilità è ancora più urgente nell’era dell’intelligenza artificiale”, sottolinea la campagna, richiamando l’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, che mette in guardia dalla crescente “cultura della potenza” e dal rischio di affidare alle tecnologie militari decisioni sottratte al controllo umano. Nella stessa direzione si colloca la Dichiarazione di Roma, adottata nel luglio 2026 durante la Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War.

Afghanistan: Wfp, malnutrizione infantile ai massimi storici. “Servono fondi urgenti per salvare milioni di bambini”

Si aggrava la crisi della malnutrizione infantile in Afghanistan. A lanciare l’allarme è il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp/Pam), che denuncia come la carenza di fondi stia costringendo a ridurre i programmi salvavita di assistenza alimentare e nutrizionale proprio nel momento di maggiore necessità. Senza un sostegno immediato, avverte l’agenzia Onu, “sempre più bambini rischiano di cadere in uno stato di grave malnutrizione”. Secondo un nuovo rapporto, la malnutrizione ha raggiunto livelli critici in un terzo delle province afghane, il dato più alto mai registrato, con un ulteriore peggioramento previsto fino a ottobre. Dodici province si trovano già in fase di emergenza e richiedono interventi terapeutici urgenti. Tra luglio e ottobre, periodo in cui normalmente si registra il picco della malnutrizione, quest’anno molti bambini non hanno avuto cibo sufficiente neppure durante la stagione del raccolto. Nei primi tre mesi dell’anno l’insicurezza alimentare infantile ha interessato il 47% della popolazione.
“Le deboli grida dei neonati malnutriti risuonano negli ambulatori sanitari dell’Afghanistan, dove madri anch’esse provate dalla fame cercano disperatamente cure per i propri figli”, afferma il direttore del Wfp nel Paese, John Aylieff. “Stiamo assistendo al deperimento di un’intera generazione proprio nel periodo dell’abbondanza. È inaccettabile”. Il Wfp attribuisce il peggioramento della crisi a conflitti, disoccupazione, aumento dei prezzi dei generi alimentari e drastica riduzione dei finanziamenti umanitari. Nel 2025 hanno chiuso 142 centri sanitari e oltre 13.000 bambini sono rimasti esclusi dai programmi nutrizionali. Quest’anno la carenza di prodotti terapeutici, aggravata dal conflitto in Medio Oriente e dalla chiusura per nove mesi del confine con il Pakistan, ha lasciato senza assistenza quasi un milione tra madri e bambini per cinque mesi. Si stima che 3,7 milioni di bambini e 1,2 milioni di donne in gravidanza o in allattamento soffriranno di malnutrizione acuta. Per rafforzare prevenzione e cure, il Wfp chiede con urgenza 540 milioni di dollari nei prossimi sei mesi.

Diocesi: Cagliari, il 6 agosto “Un mare di inclusione” la prima Giornata diocesana dedicata alle persone con disabilità

Giovedì 6 agosto, negli spazi di Domu Mia – Spiaggia Inclusiva, a San Giovanni di Muravera – si terrà la prima Giornata diocesana dedicata alle persone con disabilità, dal titolo “Un mare di inclusione”. L’iniziativa – spiega la diocesi sul suo sito – nasce con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, offrendo un’occasione di incontro, condivisione e fraternità tra persone con disabilità, famiglie, volontari, associazioni e comunità ecclesiale.
La giornata prenderà il via alle 9.30 con l’accoglienza dei partecipanti, seguita alle 10 dai saluti istituzionali. Alle 10.15 è in programma l’attività simbolica “Legami di inclusione”, momento pensato per valorizzare il significato dell’incontro e della partecipazione di tutti. A seguire, dalle 10.45, spazio alle attività ricreative, mentre alle 12 è previsto un momento spirituale. La mattinata si concluderà alle 12.30 con un momento conviviale. L’iniziativa si svolge con il sostegno della Fondazione Carlo Enrico Giulini e della Fondazione di Sardegna, con il patrocinio gratuito del Comune di Muravera, ed è promossa da Domu Mia – Spiaggia Inclusiva, in collaborazione con le realtà partner coinvolte nel progetto.

Diocesi: Spoleto-Norcia, in Valnerina e nella Valle Spoletana sei appuntamenti nel segno delle “Geografie di pace”

Per il quarto anno consecutivo il Parco culturale ecclesiale “Terre di Pietra e d’Acqua” dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia partecipa a IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori, il Festival del turismo responsabile giunto alla sua diciottesima edizione. La tappa “Valnerina e Valle Spoletana” si svolgerà nei fine settimana del 7-9 e 21-23 agosto, coinvolgendo Scheggino, Trevi, Spoleto, Torre Orsina, Arrone e Acera. Tema dell’edizione 2026 è “Geografie di pace. Mobilità/rsi attraverso confini e culture”, una riflessione sul viaggio come occasione di incontro, dialogo e costruzione di relazioni. Un percorso che, nella proposta umbra, si intreccia con l’esperienza di san Francesco, uomo del cammino e della fraternità, capace di costruire ponti tra persone, culture e territori. Il programma prenderà il via venerdì 7 agosto tra Scheggino e Ceselli con una giornata dedicata alla mobilità sostenibile: trekking sul Cammino di Santa Chiara e Santa Rita, incontro con la comunità locale e presentazione del libro Lettera di un camminatore eretico di Paolo Piacentini. Sabato 8 agosto, nel Complesso museale di San Francesco a Trevi, il professor Massimiliano Muggianu proporrà una riflessione sul Cantico delle Creature e sull’ecologia integrale alla luce della Laudato si’. Domenica 9 agosto il Bosco sacro di Monteluco ospiterà “LINC – Tutto è connesso”, esperienza immersiva tra natura e spiritualità guidata da Giannermete Romani. Gli appuntamenti riprenderanno venerdì 21 agosto a Torre Orsina con una serata dedicata a Frate Illuminato dell’Arce di Rocca Accarina, confratello e compagno di viaggio di san Francesco in Terra Santa, figura legata all’incontro del Poverello di Assisi con il sultano nel 1219. Sabato 22 agosto è previsto un trekking lungo la Via di Francesco, da Arrone ai ruderi di Rocca Accarina, mentre domenica 23 agosto il festival si concluderà ad Acera con un’escursione ad anello fino a Monte Maggiore, lungo un tratto dell’antica Via Lauretana. “IT.A.CÀ non è un festival che arriva dall’esterno, ma nasce dalle comunità locali”, sottolineano gli organizzatori. L’obiettivo è valorizzare il territorio e favorire l’incontro tra chi lo abita e chi lo attraversa, promuovendo uno stile di viaggio rispettoso delle persone, dell’ambiente e delle culture locali. Un messaggio che, nell’anno dedicato alle “Geografie di pace”, richiama l’attualità dell’eredità francescana e la necessità di costruire comunità aperte, inclusive e solidali. Per informazioni e prenotazioni: 333.76 42 516 – 366.86 30 823

Sanità: Bambino Gesù, trapianto di cornea ad altissimo rischio riuscito grazie a una task force di 6 specialità

Perdere la vista oppure sostenere un intervento chirurgico ad altissimo rischio anestesiologico. È la difficile situazione affrontata da un ragazzo di 20 anni affetto da acidemia propionica, una rara malattia metabolica, e da una grave cardiomiopatia dilatativa, già sottoposto negli anni scorsi a un trapianto di fegato. Per salvargli l’occhio, lo scorso 13 luglio, nella sede di Palidoro, un’équipe multidisciplinare dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha eseguito con successo un trapianto di cornea al termine di una complessa preparazione alla procedura.
Per rendere possibile l’operazione è stata costituita una task force composta da anestesisti, oculisti, cardiologi, cardiochirurghi, epatologi ed esperti di malattie metaboliche. I professionisti di 6 specialità hanno lavorato insieme per definire un percorso personalizzato, pianificando ogni fase della gestione clinica e chirurgica per ridurre al minimo i rischi. Il lavoro decisivo è iniziato molto prima di arrivare in sala operatoria. Per circa 18 ore gli specialisti hanno pianificato ogni dettaglio per affrontare una situazione clinica eccezionalmente complessa. Il trapianto di cornea, eseguito dal dott. Luca Buzzonetti, responsabile di Oculistica del Bambino Gesù, è durato circa 1 ora e 45 minuti. In sala operatoria hanno lavorato 14 professionisti tra medici, infermieri e personale dedicato, con la presenza costante dei cardiologi esperti nello scompenso cardiaco.
L’intervento di trapianto si è concluso con successo. Il giovane ha tollerato l’anestesia generale senza complicanze e, dopo il risveglio in sala operatoria, ha trascorso una sola notte in terapia intensiva per monitoraggio precauzionale. Il decorso post-operatorio è proseguito regolarmente nel reparto di Malattie Metaboliche. Ora è stato dimesso dall’ospedale e le sue condizioni di salute sono buone.

Diocesi: Palmi, il vescovo riapre, domenica 9 agosto, la concattedrale di San Nicola

La Concattedrale di San Nicola Vescovo a Palmi torna ad aprire le sue porte alla comunità. Dopo il periodo di chiusura, domenica 9 agosto, alle ore 19, sarà celebrata la Solenne Eucaristia di riapertura al culto, presieduta dal vescovo di Oppido Memertina-Palmi, mons. Giuseppe Alberti. L’evento segna un passaggio significativo per la città e per l’intera diocesi, che ritrova uno dei suoi luoghi simbolo di fede e identità ecclesiale.

Terremoto in Venezuela: al via la missione di Caritas italiana. Fino all’11 agosto incontri con Caritas Venezuela, diocesi e popolazione

È iniziata in Venezuela la missione del direttore di Caritas italiana, don Marco Pagniello, e di una delegazione dell’organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana. Fino all’11 agosto la delegazione attraverserà alcuni dei territori colpiti dal violento terremoto dello scorso 24 giugno, incontrando le comunità, la rete di Caritas Venezuela, gli operatori e i volontari impegnati nella risposta all’emergenza.
Una parte significativa della visita sarà dedicata a La Guaira, tra le aree interessate dall’emergenza, dove la delegazione incontrerà le persone accompagnate dalla Chiesa locale e conoscerà direttamente alcuni degli interventi sostenuti dalla rete Caritas. Sono inoltre previste tappe presso opere e realtà ecclesiali impegnate ogni giorno nell’accoglienza e nella cura delle persone più fragili a Caracas. La missione rappresenta un ulteriore segno della vicinanza della Chiesa italiana alla popolazione venezuelana.
“In questi giorni vogliamo entrare con rispetto nelle ferite di questo popolo, ascoltando le persone e condividendo il cammino delle comunità”, dichiara don Marco Pagniello. “Essere accanto significa soprattutto restare anche dopo le prime fasi dell’emergenza, quando comincia il tempo più lungo e difficile della ricostruzione”.
Fin dalle prime ore successive al sisma, Caritas Venezuela si è attivata attraverso le diocesi e le parrocchie, divenute punti di riferimento per l’accoglienza e la distribuzione degli aiuti, l’assistenza sanitaria e la consegna di acqua, medicinali, generi alimentari e beni di prima necessità. Accanto agli interventi materiali, la rete Caritas continua a offrire ascolto, orientamento e sostegno alle famiglie sfollate e alle persone più fragili. La visita segue la  promossa dalla Cei domenica 26 luglio in tutte le chiese d’Italia, espressione della solidarietà e della partecipazione delle comunità ecclesiali italiane. Le offerte raccolte contribuiranno a sostenere gli interventi di Caritas Venezuela nelle aree maggiormente colpite e i percorsi di ricostruzione e ripresa delle comunità.

Terremoto Venezuela: primo bilancio ufficiale della Conferenza episcopale, 95 strutture ecclesiali compromesse o danneggiate pesantemente, tra cui 85 chiese

La Conferenza episcopale venezuelana ha presentato ieri un primo bilancio delle chiese e strutture ecclesiali colpite e danneggiate dai terremoti del 24 giugno in diverse diocesi e arcidiocesi del Paese. La rilevazione delle informazioni fornita dalle diocesi e arcidiocesi indica che i danni, sia strutturali che minori, si concentrano nelle diocesi o arcidiocesi di La Guaira, Maracay, San Felipe, Puerto Cabello, Los Teques, Valencia, Barquisimeto, Caracas e Coro. Secondo il rapporto, 94 strutture sono risultate colpite, tra le quali: 85 chiese, 6 case di ritiro, un ospedale, un seminario e un ufficio. Nel caso di Caracas, secondo il più recente rapporto del 22 luglio, oltre una dozzina di chiese, patrimonio storico, è risultata del tutto compromessa.
In questo rapporto preliminare, l’Episcopato venezuelano ha segnalato che continueranno le ispezioni tecniche sul terreno, per cui le cifre e la portata dei danni di questi templi colpiti dopo i terremoti potrebbero aggiornarsi nelle prossime settimane. A loro volta, i vescovi hanno ribadito il loro appello a elevare preghiere per le comunità parrocchiali colpite e hanno espresso la loro profonda gratitudine alle istituzioni e alle persone di buona volontà, che hanno già iniziato a collaborare ai lavori di ricostruzione.

Funerali Franco Baresi: mons. Faccendini, “si diventa grandi restando piccoli”

“Nei Vangeli è esplicita la predilezione di Gesù per i piccoli, per chi è Piscinin, come veniva affettuosamente chiamato Franco Baresi. Ci ha insegnato che è possibile diventare grandi restando piccoli”. Così mons. Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio, ha aperto l’omelia per i funerali di Franco Baresi, leggenda del Milan e della Nazionale, celebrati a Milano. Rivolgendosi ai familiari, l’abate ha detto che il dolore “ci consegna una certezza: di lui resta il bene, resta l’amore con cui viviamo”. Mons. Faccendini ha ricordato “il legame profondo di Franco con il Signore Gesù e la tradizione con la fede cattolica, che non ha mai nascosto”, una fede che gli ha dato “stabilità, serenità, senso di responsabilità e attenzione nei confronti degli altri” e “uno stile bello di umanità”. Sul campione, ha aggiunto: “tutti gli riconosciamo classe e tenacia e la forza: il Maradona della difesa, il miglior difensore di sempre”, oltre alla “leadership” da “capitano per eccellenza”, con “i suoi trofei, tantissimi, ma anche le sue sconfitte e le lacrime amare”. L’abate ha concluso augurandosi che la preghiera possa “tenere accesa questa luce”, per “custodire con orgoglio la memoria di Franco”. La prima lettura è stata affidata all’ex giocatore dell’Inter Beppe Bergomi, che con Baresi aveva condiviso, a febbraio, l’esperienza di tedoforo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Dietro l’altare erano posizionati i gonfaloni di Milan, Inter e Lega Serie A.

Diocesi: Mantova, una mostra itinerante dedicata a San Luigi Gonzaga in occasione dell’Anno Aloisiano

In occasione dell’Anno Aloisiano, nel trecentesimo anniversario della canonizzazione del santo castiglionese, l’Equipe per la promozione della cultura, del Tavolo diocesano per gli Adulti in cammino di Mantova, ha ideato e realizzato una mostra itinerante per approfondire la figura di san Luigi Gonzaga, “Luigi vive”.
Composta da 14 pannelli autoportanti, la mostra ripercorre la vita e la spiritualità di san Luigi, a partire da alcuni testi tratti dal libro del vescovo di Mantova, mons. Marco Busca, “Luigi Gonzaga, un santo giovane”. La parte testuale è arricchita da molte immagini fotografiche – dipinti e sculture conservati nei musei e nelle chiese del mantovano, ma anche raffigurazioni e fotografie meno note o addirittura inedite – che in base al lavoro di ricerca storica effettuato dall’Equipe aiutano a capire il contesto storico in cui ha vissuto Luigi. Il percorso espositivo vuole condurre inoltre i visitatori a comprendere quanto la figura di san Luigi sia ancora attuale per la sua portata spirituale e i suoi insegnamenti.
La mostra – realizzata con il contributo di Fondazione Comunità Mantovana – si trova attualmente nella basilica di Sant’Andrea a Mantova, ma è stata pensata per poter essere itinerante, quindi le parrocchie, gli oratori o le associazioni che volessero allestirla nei propri spazi possono fare richiesta all’Equipe per la promozione della cultura, che fornirà tutte le informazioni necessarie, sia sui contenuti della mostra, che sulle modalità di trasporto (i pannelli sono leggeri e facilmente trasportabili con un piccolo furgone), che sui periodi in cui la mostra sarà disponibile.
Per contattare l’Equipe è sufficiente scrivere una mail all’indirizzo s.andrea@diocesidimantova.it.

Diocesi: Lamezia Terme, nomine del vescovo Parisi. Opera di rinnovamento alla guida delle parrocchie diocesane “al servizio dello stesso Bene”

Com’è ormai diventata consuetudine, nel giorno in cui la Chiesa fa memoria del Santo Curato D’Ars, Patrono dei parroci, il vescovo, monsignor Serafino Parisi, dopo un’attenta fase di ascolto e di confronto con i sacerdoti interessati, ha proceduto alla nomina di alcuni nuovi parroci di cui segue la comunicazione della Cancelleria Vescovile. Sono più di 40 (comprese le nuove nomine oggi annunciate) i sacerdoti che in questi anni (senza considerare i vice parroci) si sono avvicendati alla guida delle parrocchie di: Accaria di Serrastretta e Cardolo di Feroleto Antico, Amato, Cattedrale Santi Pietro e Paolo in Lamezia Terme, Conflenti, Curinga, Decollatura, Fronti e Zangarona di Lamezia Terme, Gizzeria, Jacurso, Magolà di Lamezia Terme, Maida, Marcellinara, Pianopoli, Pietà in Lamezia Terme, Pratora di Tiriolo, San Francesco da Paola e San Pancrazio in Lamezia Terme, San Giovanni Battista in Lamezia Terme, San Giovanni Calabria in Lamezia Terme, San Mango d’Aquino, Santa Maria degli Angeli in Lamezia Terme, Tiriolo, Vena di Maida. Chiese alle quali vanno ad aggiungersi le Rettorie: Sant’Agostino in Pianopoli, Santa Chiara in Lamezia Terme, Madonna di Dipodi in Feroleto Antico, Santa Caterina in Lamezia Terme, Beata Vergine Addolorata in Lamezia Terme.
A tali nomine si aggiungeranno, entro i sei anni dall’arrivo di monsignor Parisi, per come il Vescovo, secondo una sua realistica previsione, ha più volte sottolineato, i parroci con più di nove anni di nomina, tra i quali quelli che esercitano il loro ministero nella città di Lamezia Terme (si consideri che in 4 anni sono già cambiati 10 parroci su 22 parrocchie cittadine). Prosegue, quindi, l’opera di rinnovamento alla guida delle parrocchie diocesane in quella ottica di “ordinaria continuità tra fratelli che sono tutti al servizio dello stesso Bene”.

Papa ad Assisi: il videomessaggio del vescovo Accrocca e il programma dettagliato

“Il Papa viene ad Assisi ed è per me, nuovo vescovo della città, la prima volta che lo accolgo nella nostra comunità. Ancora una volta la città serafica si trova a essere l’ombelico del mondo: questa è la città di Francesco e Francesco ha la capacità di radunare giovani da tutto il mondo. E il Papa ha il coraggio di uscire per incontrarli”. Sono le parole di mons. Felice Accrocca, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno, alla vigilia della visita di Papa Leone XIV in città per la giornata conclusiva del Go! Franciscan Youth Meeting, il raduno di giovani francescani iniziato lunedì 3 agosto. “Per noi Chiesa locale – le parole del presule in un – è un momento da vivere con gioia, entusiasmo e partecipazione”. Mons. Accrocca accoglierà il Papa alle 8.30 di venerdì al campo sportivo “Migaghelli”, insieme ad Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, al prefetto di Perugia Francesco Zito, al sindaco di Assisi Valter Stoppini e al presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. Subito dopo il Santo Padre raggiungerà in auto la Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove sarà accolto dai ministri generali dei tre ordini francescani: fra Massimo Fusarelli, per i minori, fra Carlos Alberto Trovarelli, per i conventuali, e fra Roberto Genuin, per i cappuccini. Alle 8.45, sul sagrato della Basilica, si terrà l’incontro con i giovani. Alle 9.15, nel chiostro del convento, il Pontefice incontrerà i rappresentanti degli ordini francescani, saluterà i vescovi presenti e i membri del Comitato nazionale per l’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Alle 10.30 presiederà la solenne celebrazione eucaristica nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e pronuncerà l’omelia. La visita si concluderà alle 12 con la partenza dalla Basilica; alle 12.15, prima dell’imbarco in elicottero, il Papa si congederà dalle autorità presenti. L’atterraggio all’eliporto del Vaticano è previsto alle 12.45.

Terremoto Campi Flegrei: Regione Campania, 1 milione di euro per prime misure urgenti di assistenza alla popolazione di Pozzuoli

La Giunta regionale della Campania ha approvato, ieri sera, un primo pacchetto di misure urgenti per affrontare le conseguenze del sisma del 31 luglio scorso nei Campi Flegrei. Il provvedimento è finalizzato a garantire un’immediata assistenza alla popolazione del Comune di Pozzuoli.
Le misure approvate prevedono “finanziamento con risorse regionali del Contributo per l’autonoma sistemazione (Cas) per consentire al Comune di Pozzuoli di erogare tempestivamente il sostegno economico ai nuclei familiari costretti a lasciare le proprie abitazioni a seguito delle ordinanze di sgombero; ospitalità temporanea per gli sfollati, attraverso l’attivazione dell’Accordo quadro con Federalberghi Campania, per assicurare l’accoglienza delle persone evacuate qualora non sia possibile la sistemazione nelle strutture individuate dal Piano comunale di protezione civile; utilizzo delle strutture dell’ex Covid Residence presso l’Ospedale del Mare, d’intesa con la Asl Napoli 1 Centro”.
Per garantire l’immediata operatività degli interventi, la Giunta ha disposto una variazione di bilancio pari a 1 milione di euro, mediante prelievo dal Fondo di riserva per le spese impreviste. Le risorse sono così ripartite: 800.000 euro destinati al nuovo capitolo di spesa “Contributo di autonoma sistemazione – emergenza sfollati”, istituito per finanziare l’erogazione del Cas ai nuclei familiari interessati dagli sgomberi; 200.000 euro destinati alle spese di somma urgenza per il soccorso e il superamento dell’emergenza, a copertura degli interventi immediati di protezione civile.
La Giunta, infine, ha formulato indirizzo alla Direzione generale risorse finanziarie al fine di istituire, presso il Tesoriere regionale, un conto per la raccolta delle donazioni liberali finalizzate a promuovere iniziative di solidarietà in favore della popolazione colpita dai menzionati eventi sismici e di ripristino dei servizi essenziali.
“Con questo primo provvedimento – dichiara il presidente Roberto Fico – interveniamo per garantire nell’immediato una risposta concreta alle famiglie colpite dagli ultimi eventi sismici nell’area dei Campi Flegrei. La priorità è assicurare sistemazioni dignitose alle persone in seguito alle ordinanze di sgombero. In un momento così delicato occorre tutelare la sicurezza dei cittadini e garantire un’assistenza tempestiva a chi è stato costretto a lasciare la propria abitazione. Stiamo inoltre lavorando con gli uffici regionali competenti per mettere in campo ulteriori misure per rafforzare l’assistenza alle persone, ripristinare i servizi essenziali e supportare le attività economiche e produttive danneggiate. La Regione continuerà a lavorare in stretto raccordo con tutte le istituzioni coinvolte per assicurare ogni supporto necessario alla popolazione. Colgo l’occasione, infine, per ringraziare ancora tutti gli operatori della Protezione civile, i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, il personale medico-infermieristico, i volontari e tutti coloro che hanno prestato soccorso e assistenza in questi giorni”.

Immigrazione: Als Mcl, arrivati in Italia i primi 15 lavoratori grazie al progetto “Flip Marocco”

Sono arrivati in Italia i primi 15 lavoratori provenienti dal Marocco, selezionati e formati dall’Associazione lavoratori stranieri del Movimento cristiano lavoratori (Als Mcl) grazie al progetto “Flip Marocco”, realizzato in collaborazione con l’Ugtm di Fez, sede regionale dell’Unione generale dei lavoratori del Marocco. Il programma prevede la formazione professionale e civico-linguistica pre-partenza finalizzato a favorire l’ingresso regolare in Italia di lavoratori stranieri già formati in relazione ai fabbisogni professionali espressi dalle imprese. I 15 lavoratori sono stati accolti presso l’azienda “San Lorenzo Confezioni” di San Marco d’Alunzio (Me), dove hanno già avviato il proprio percorso di inserimento lavorativo come personale specializzato. Nel percorso di accoglienza e integrazione sul territorio, i lavoratori sono assistiti da Als Mcl Sicilia, con il coinvolgimento diretto del presidente provinciale di Catania, Luca Solarino, che fornirà supporto per gli adempimenti amministrativi, l’orientamento ai servizi e il loro inserimento nel contesto sociale e lavorativo locale. “Siamo soddisfatti – dichiara Paolo Ragusa, presidente di Als Mcl di poter accogliere questi primi lavoratori dal Marocco, proprio nei giorni in cui la cronaca ha rimesso al centro il tema degli immigrati provenienti dal Nord Africa. Noi siamo da sempre convinti che i corridoi lavorativi, basati su un lavoro di matching con le aziende e su percorsi di vera integrazione, siano la ricetta giusta per provare a controllare un fenomeno complesso e variegato come quello dell’immigrazione. Il nostro obiettivo è quello di ampliare sempre di più questi percorsi, coinvolgendo nuovi partner sia nel nostro Paese che in quelli da cui provengono i lavoratori”.

Italia-Santa Sede: insediata la Commissione per l’impianto agrivoltaico di Santa Maria di Galeria

Si è svolta questa mattina, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, la riunione per l’insediamento della Commissione paritetica Italia-Santa Sede che seguirà le attività per la realizzazione dell’impianto agrivoltaico previsto a Santa Maria di Galeria, nel comune di Roma. La Commissione è prevista dall’accordo tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, firmato il 31 luglio 2025. Lo rende noto una nota di Palazzo Chigi. L’incontro è stato copresieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, e dalla presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, suor Raffaella Petrini. Per la parte italiana hanno partecipato i capi di Gabinetto e i rappresentanti tecnici dei ministeri degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, dell’Interno, della Cultura, dell’Ambiente e della sicurezza energetica, nonché della Regione Lazio, del Comune di Roma Capitale, di Arera, Terna e Acea. Per la parte vaticana erano presenti i rappresentanti dell’Apsa, del Governatorato e della Gendarmeria.

Latte crudo: Iss, linee guida per supportare i produttori nella gestione del rischio

Per supportare i produttori nella gestione del rischio da Stec (ossia i batteri Escherichia coli produttori di Shiga-tossina) nei formaggi a latte non pastorizzato, il Ministero della Salute, con il supporto scientifico dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e di altri esperti, ha promosso la produzione e la disseminazione di specifiche linee guida rivolte agli operatori del settore alimentare e agli organi di controllo.
“Le raccomandazioni – ricorda Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Iss – prevedono il rafforzamento delle misure igieniche in allevamento, il monitoraggio periodico della presenza di Stec nel latte e nell’ambiente di produzione, la rigorosa applicazione delle buone pratiche di mungitura e il mantenimento della catena del freddo e la formazione degli operatori”.
Particolare attenzione è rivolta “alla prevenzione della contaminazione fecale del latte durante la mungitura, considerata il principale meccanismo di ingresso degli Stec nella filiera lattiero-casearia”.
Le linee guida ribadiscono “la responsabilità primaria dell’operatore del settore alimentare nel garantire la sicurezza del prodotto e sottolineano che, in assenza di una fase equivalente alla pastorizzazione, ogni produttore deve dimostrare che il proprio processo produttivo è in grado di prevenire, eliminare o ridurre il rischio microbiologico a livelli accettabili”.
Non solo: “Nei casi in cui il produttore non sia in grado di dimostrare che il processo produttivo elimina o controlla adeguatamente il rischio Stec, è raccomandata un’etichettatura che sconsigli il consumo dei prodotti da parte delle categorie più vulnerabili tra cui i bambini”.

Latte crudo: Iss, “necessario un approccio integrato lungo tutta la filiera, dalla stalla alla tavola e scelte di consumo consapevoli”

L’Istituto superiore di sanità (Iss) fa chiarezza sui rischi dei formaggi da latte non pastorizzato attraverso un intervento di Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Iss, dopo la morte di Mattia Mestri, 13 anni, da 9 in coma per aver mangiato un formaggio a latte crudo.
“I batteri Escherichia coli produttori di Shiga-tossina (Stec) rappresentano un potenziale rischio microbiologico associato al consumo di prodotti ottenuti da latte non pastorizzato. Questi microrganismi hanno come principale serbatoio i ruminanti, in particolare bovini, ovini e caprini, e possono contaminare il latte durante la mungitura o nelle successive fasi della lavorazione”, spiega Agrimi, ricordando che “il rischio Stec non riguarda esclusivamente i formaggi a latte crudo. Anche altri alimenti tra cui le carni accidentalmente contaminate e poco cotte e alimenti pronti al consumo compresi vegetali freschi sono stati associati a numerosi focolai epidemici a livello nazionale e internazionale”.
Le infezioni da Stec possono manifestarsi “con sintomi di diversa gravità, dalla diarrea lieve alla colite emorragica, fino alla sindrome emolitico-uremica (Seu), una grave complicanza che può causare insufficienza renale acuta, danni neurologici permanenti e, nei casi più gravi, il decesso. I bambini di età inferiore ai cinque anni rappresentano la categoria maggiormente vulnerabile”.
L’Iss “è impegnato da decenni in attività di sorveglianza in sanità pubblica delle infezioni da Stec e Seu. Le evidenze epidemiologiche raccolte in Italia e in Europa indicano che il rischio di infezione da Stec e di Seu associato al consumo di formaggi tipici, artigianali, freschi o di malga prodotti con latte non pastorizzato , sebbene generalmente contenuto, non è trascurabile”.
La mitigazione del rischio richiede “un approccio integrato lungo tutta la filiera, dalla stalla alla tavola e scelte di consumo consapevoli. Le principali misure di prevenzione comprendono il mantenimento di elevati standard igienici negli allevamenti e delle produzioni, la corretta gestione della mungitura e manipolazione del latte e delle cagliate, il rispetto della catena del freddo, l’applicazione dei sistemi di autocontrollo e la verifica dell’efficacia dei processi produttivi nel ridurre o eliminare gli agenti patogeni”.
Inoltre, “la maggior parte dei formaggi a latte crudo di larga diffusione non presenta un rischio significativo, poiché le caratteristiche del processo produttivo e della maturazione contribuiscono al controllo dei microrganismi patogeni. Le criticità possono emergere dove le specificità del processo possono rendere più complesso il controllo della contaminazione”.

Terremoto: Protezione civile, scossa di magnitudo 4.3 vicino Pisa. Al momento nessun danno segnalato a cose o persone

A seguito dell’evento sismico di magnitudo 4.3 registrato vicino Pisa alle 10.15 dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile.
La scossa è stata nettamente avvertita dalla popolazione ma, dalle prime verifiche effettuate in seguito all’evento, non risulterebbero danni a persone o cose.

Terra Santa: Gerusalemme, ancora pietre e sputi contro il patriarcato armeno. Abunassar “matrice razzista”

Nuovo episodio di violenza contro la comunità cristiana nella Città Vecchia di Gerusalemme. Il monastero di San Giacomo, sede del Patriarcato armeno, è stato preso di mira da un gruppo di estremisti ebrei che ha sputato all’ingresso della struttura e lanciato pietre contro il complesso monastico (video). Secondo quanto riporta il sito giordano Abouna.org, la polizia israeliana ha arrestato sei sospetti, tra cui cinque minorenni e un adulto, dopo aver raccolto segnalazioni da cittadini e testimoni oculari presenti nella zona. Tre dei fermati sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per valutare la proroga della custodia cautelare, mentre gli altri tre sono stati rilasciati con misure restrittive. Le forze dell’ordine hanno affermato di considerare con la “massima serietà” qualsiasi episodio di violenza o razzismo e hanno assicurato che proseguiranno le indagini per individuare e perseguire i responsabili. L’episodio si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per l’aumento delle aggressioni contro i cristiani e i loro luoghi di culto a Gerusalemme, in particolare nella Città Vecchia. Citando un rapporto del Religious Freedom Data Center, Abouna.org evidenzia che tra aprile e giugno 2026 sono stati registrati 83 attacchi contro cristiani, quasi il doppio rispetto al trimestre precedente. Tra gli episodi documentati figurano sputi, aggressioni fisiche, minacce, insulti, atti vandalici e lanci di pietre contro chiese e monasteri. Il rapporto sottolinea inoltre che molti degli autori delle aggressioni sarebbero minorenni e, in alcuni casi, incoraggiati dai propri familiari. Un dato che trova riscontro anche nell’ultimo episodio, dove cinque dei sei arrestati non hanno ancora raggiunto la maggiore età. Da tempo le Chiese di Terra Santa denunciano una recrudescenza di questi atti ostili, sostenendo che non si tratta più di casi sporadici ma di un fenomeno che rischia di compromettere la serenità e la presenza della comunità cristiana nella Città Santa. Diversi sacerdoti e religiosi, riportano media internazionali citati da Abouna.org, riferiscono che sputi, insulti e molestie sono ormai esperienze frequenti quando indossano l’abito religioso o mostrano simboli cristiani nello spazio pubblico. L’attacco al monastero di San Giacomo giunge alcuni mesi dopo l’aggressione a una religiosa francese sul Monte Sion, spinta a terra e colpita con calci da un estremista. Un episodio che aveva suscitato dure condanne e rinnovato gli appelli delle Chiese per una tutela più efficace dei luoghi santi, della libertà religiosa e della dignità di tutti i credenti. Wadie Abunassar, Coordinatore del Forum dei cristiani di Terra Santa, attraverso i social media, davanti alla notizia degli arresti degli autori del gesto, ha ribadito che “occorre lavorare con determinazione per eliminare l’odio”. Citando anche l’aggressione di un autista arabo, fermo con il suo veicolo a un semaforo, da parte di giovani ebrei, Abunassar ha rimarcato che “sono episodi di matrice razzista. Per questo non basta arrestare gli aggressori: è necessario indagare seriamente sui contesti nei quali maturano e si alimentano sentimenti di odio e intolleranza. Occorre inoltre applicare sanzioni severe, non solo per impedire ai responsabili di reiterare simili comportamenti, ma anche per scoraggiare altri dal compiere atti analoghi. Tutto ciò è tanto più urgente in un momento in cui sembra che molti esponenti dell’estremismo di destra siano convinti di poter agire al di sopra della legge”.

Medio Oriente: Save the children, “i bambini continuano a essere uccisi a Gaza e in tutta la regione, pagano il prezzo più alto”

A Gaza, nonostante l’accordo di “cessate il fuoco”, i bambini continuano a essere uccisi e le infrastrutture civili essenziali restano sotto attacco. Domenica, nel corso di massicci attacchi, fonti media riportano che l’esercito israeliano ha ucciso quattro bambini. Tra le vittime figurava una donna incinta, ritrovata sotto le macerie. Le forze israeliane hanno inoltre colpito e demolito due magazzini di forniture mediche a Deir al-Balah, ostacolando ulteriormente l’accesso a presidi sanitari salvavita. La scorsa settimana, un bambino di otto anni e uno di 18 mesi sono stati uccisi in distinti attacchi aerei delle forze israeliane contro abitazioni a Gaza City e Khan Younis.
In tutta la regione del Medio Oriente i bambini continuano a pagare il prezzo più alto per l’escalation della violenza. Dal Territorio palestinese occupato al Libano all’Iran, i minori vengono uccisi, feriti e costretti a lasciare le proprie case, perdendo inoltre l’accesso all’assistenza sanitaria, all’istruzione e alle tutele di cui hanno disperatamente bisogno. “È necessario ridurre immediatamente l’intensità della violenza in Medio Oriente. Bisogna porre fine ai rischi che gravano sui bambini della regione, coinvolta in un conflitto in corso da oltre cinque mesi”, afferma Save the Children. I minori nel Territorio palestinese occupato continuano ad affrontare violenze incessanti. Le ostilità a Gaza, così come le operazioni militari e gli attacchi dei coloni in Cisgiordania, li espongono a gravi rischi.
In Cisgiordania le operazioni militari israeliane e gli attacchi dei coloni si sono intensificati, le comunità palestinesi hanno segnalato aggressioni contro civili e proprietà in diverse località. Venerdì scorso, durante un attacco a un villaggio vicino a Ramallah, dei coloni israeliani hanno sparato alla schiena a un bambino di 10 anni. Le autorità israeliane hanno inoltre prorogato gli ordini militari che impediscono ai residenti di tornare nei campi profughi di Jenin, Tulkarm e Nur Shams fino alla fine di settembre, prolungando lo sfollamento di migliaia di famiglie e ostacolando l’accesso dei bambini all’istruzione, all’assistenza sanitaria e ad altri servizi essenziali.
In Libano, oltre 375.000 persone rimangono sfollate internamente – di cui si stima che il 35% siano minori – a causa dell’escalation dell’esercito israeliano nel sud del Paese, dove proseguono i bombardamenti e le demolizioni di abitazioni. I media statali iraniani hanno riferito che gli ultimi attacchi, avvenuti la scorsa settimana, hanno causato la morte di tre persone, tra cui un bambino di due anni, sull’isola di Qeshm. Sono state colpite anche altre località nel sud e nell’ovest del Paese. Il traffico nello Stretto di Hormuz e nello Stretto di Bab el-Mandeb – che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden – rimane ridotto. Queste pressioni fanno lievitare i costi di spedizione, assicurazione, carburante e generi alimentari, rendendo inoltre l’assistenza umanitaria più lenta e costosa.

Romania: Caritas, conformità a standard di management di Caritas Internationalis. “Riconoscimento qualità del lavoro”

La Confederazione Caritas Romania ha ottenuto la certificazione di conformità agli standard di management di Caritas Internationalis da parte del foro internazionale, informa un comunicato rilasciato oggi dall’organizzazione romena. Il certificato, conferito il 24 giugno scorso, “rappresenta un riconoscimento della qualità del lavoro svolto dalla Confederazione Caritas Romania”. L’attestato arriva alla fine di un processo di valutazione a più tappe, durante il quale la Confederazione Caritas Romania ha ottenuto il punteggio richiesto in tutti i capitoli di valutazione. “Gli standard di management di Caritas Internationalis – spiega il comunicato dell’organizzazione romena – offrono il quadro di riferimento per le organizzazioni che ne fanno parte, sostenendo lo sviluppo istituzionale, la buona gestione e la sostenibilità a lungo termine. Inoltre, riflettono l’impegno delle organizzazioni Caritas per la gestione responsabile delle risorse e il loro utilizzo a sostegno delle persone bisognose”. Applicando questi standard, le organizzazioni Caritas rafforzano la loro efficienza, responsabilità e trasparenza a livello globale. La Confederazione Caritas Romania è stata istituita nel 1994 e riunisce 10 organizzazioni locali autonome che operano in 30 contee del Paese: sei appartengono a varie diocesi romano-cattoliche (Alba Iulia, Bucarest, Iasi, Oradea, Timisoara, Satu Mare), quattro alle eparchie greco-cattoliche (Blaj, Cluj-Napoca, Oradea, Maramures).

Incidente aereo in Perù: Conferenza episcopale, “uniti in preghiera, autorità raddoppino sforzi perché questi fatti non tornino a ripetersi”

La Conferenza episcopale peruviana esprime, in una nota diffusa ieri, “il suo profondo cordoglio per il tragico incidente aereo avvenuto a Nazca”, che ha causato la morte di tredici persone, tra cui sette turisti italiani. “Ci uniamo in preghiera per l’eterno riposo delle vittime ed esprimiamo le nostre più sentite condoglianze ai loro familiari, amici e cari, chiedendo al Signore di concedere loro consolazione, fortezza e speranza”, scrivono i vescovi. Prosegue la nota: “Eleviamo le nostre preghiere per tutte le persone colpite da questa tragedia ed esortiamo le autorità a raddoppiare gli sforzi affinché fatti così dolorosi come questo non tornino a ripetersi, promuovendo sempre la cura e la protezione della vita umana. Manifestando la nostra vicinanza e solidarietà le affidiamo alla misericordia del Signore, il Dio della vita e dell’eternità”.

Venezuela: piano di due anni dalla Croce rossa per emergenza sisma. Finora 7.600 interventi sanitari

La Croce Rossa venezuelana stima due anni di assistenza umanitaria per rispondere all’emergenza causata dal doppio terremoto dello scorso 24 giugno, come scrive il portale envigilia.info. L’organismo umanitario ha presentato un piano d’azione a lungo termine per sostenere in modo costante i cittadini colpiti dal sisma. Le squadre della Croce rossa registrano fino a oggi 7.600 interventi sanitari e la consegna di forniture di base a 5.700 cittadini. Inoltre, le reti di approvvigionamento hanno garantito la fornitura di acqua potabile a 3.150 abitanti, mentre le unità di ricerca hanno facilitato la riconnessione di 3.500 legami familiari interrotti dopo il sisma. Il dispiegamento comprende diversi punti strategici della capitale e dello stato La Guaira, configurando l’operativo di aiuto più ampio gestito nel territorio nazionale. “La tragedia è molto più profonda di qualsiasi cifra e riguarda tutti noi. In mezzo al dolore e all’incertezza, offriamo l’unica cosa che è nelle nostre mani: la certezza che la Croce rossa continuerà ad essere qui per i venezuelani”, ha spiegato Luis Manuel Farías, presidente dell’organismo. L’esecuzione di questo piano conta sul sostegno della Federazione internazionale delle società di Croce rossa e Mezza Luna rossa, del Comitato internazionale della Croce rossa e di 14 delegazioni straniere. Per mitigare l’isolamento nel litorale centrale, il personale mantiene operativo un centro di connessione fissa nel settore di Caraballeda e schiera unità mobili in diverse comunità per assicurare il contatto telefonico e digitale tra gli abitanti.

Meeting di Rimini: visita di Papa Leone il 22 agosto, record di accessi a sito e app, esauriti in poche ore i 20.000 posti a sedere

L’affetto e l’attesa del popolo del Meeting per la visita di Papa Leone XIV si sono tradotti in una risposta straordinaria e numeri da record. In pochissime ore dall’apertura delle prenotazioni, si è registrato un vero e proprio boom di traffico sul sito web e sull’applicazione ufficiale della manifestazione, portando all’esaurimento dei quasi 20.000 posti a sedere disponibili. Lo rende noto l’ufficio stampo del Meeting per l’amicizia fra i popoli. Dal Grand Auditorium all’Auditorium Intesa Sanpaolo D3, fino alla Sala Neri e a tutti gli altri spazi predisposti all’interno della Fiera di Rimini: la risposta del pubblico testimonia il profondo legame e la grande attesa che circondano la presenza del Pontefice. Il prossimo 22 agosto, Papa Leone XIV attraverserà il quartiere fieristico per incontrare e salutare i partecipanti. Per assicurare la massima inclusione e fare in modo che nessuno rimanga escluso, l’organizzazione ha predisposto una rete di schermi aggiuntivi in tutta la Fiera, sui quali verrà trasmessa integralmente in diretta ogni fase della visita. “Desideriamo ringraziare di cuore le migliaia di persone che oggi hanno manifestato il desiderio di esserci. È l’abbraccio del popolo del Meeting al Papa, una visita pensata sin dall’inizio come un incontro con tutti”, sottolinea il direttore del Meeting, Francesco Perazzini. L’organizzazione invita il pubblico e i media a monitorare costantemente il sito ufficiale e i canali social del Meeting per tutti gli aggiornamenti e le comunicazioni relative al programma e alla logistica della giornata.

Diocesi: dal 10 al 14 agosto il Meeting dei giovani del Mediterraneo a S. Maria di Leuca. Il card. Pierbattista Pizzaballa incontrerà i giovani

“Mediterraneo di Pace per un mondo in pace” è il tema del Meeting internazionale di giovani del Mediterraneo che si terrà a Leuca dal 10 al 14 agosto 2026. Giunta alla sua undicesima edizione, la Carta di Leuca si conferma il cuore delle attività estive promosse dal Parco Culturale Terre del Capo di Leuca e dalla diocesi di Ugento –Santa Maria di Leuca. L’iniziativa vedrà la presenza di giovani provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, tra cui anche da Gerusalemme e Cipro, chiamati a riflettere sui valori del rispetto, della solidarietà, della comunione e della condivisione, nel solco del magistero di don Tonino Bello.
L’edizione 2026, l’undicesima, dal titolo “Mediterraneo di pace per un mondo in pace – Bellezza, Arte e Pace”, si colloca in un contesto internazionale ancora segnato da guerre e tensioni che minacciano la pace e la fratellanza tra i popoli. A fare da filo conduttore all’edizione 2026 sarà la recente Lettera pastorale del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, “Tornarono a Gerusalemme con grande gioia”.
Dal 10 al 13 agosto i partecipanti prenderanno parte a laboratori di formazione ispirati ai temi sviluppati dal cardinale Pizzaballa, che sarà presente a Santa Maria di Leuca dal 13 agosto e nella mattinata del 14 agosto per presiedere la celebrazione eucaristica conclusiva sul piazzale della Basilica. L’accoglienza ufficiale dei giovani è in programma la sera del 10 agosto presso il santuario di Santa Maria di Leuca, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose del territorio e dei giovani della diocesi.
Nei giorni successivi, i volontari di Caritas italiana guideranno i laboratori dedicati ai temi delle relazioni ferite, della ricchezza delle differenze, dell’accoglienza dell’altro, della guarigione delle memorie personali e collettive e della costruzione della speranza. Sarà un’occasione di confronto e condivisione, dalla quale prenderà forma la Carta di Leuca, la dichiarazione d’intenti che verrà sottoscritta e proclamata al termine dell’evento. I giovani avranno incontri con le comunità locali e percorreranno insieme gli ultimi chilometri della Via Francigena verso il Santuario di Santa Maria di Leuca.
Nella notte tra il 13 e il 14 agosto si terrà la tradizionale veglia di preghiera sulla tomba di don Tonino Bello, ad Alessano, dalla quale prenderà avvio il pellegrinaggio notturno fino al Santuario di Leuca. Parteciperanno anche numerosi giovani e fedeli della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca. La mattina del 14 al Santuario sarà proclamata la Carta di Leuca alla presenza delle autorità e dei fedeli, prima della celebrazione della messa presieduta dal cardinale Pizzaballa. Il vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli e gli organizzatori auspicano “che le voci che si leveranno durante i giorni di Carta di Leuca possano raggiungere quanti hanno la responsabilità di costruire la pace, trasformando questo accorato appello in gesti concreti di giustizia e fraternità e che i semi di pace affidati ai giovani partecipanti possano portare frutti duraturi per un futuro più umano”.

Migranti a Ceuta: vertice dei ministri dell’Interno Ue. Amnesty, “rispondano con umanità e solidarietà”

“Chiediamo ai leader europei di rispondere con umanità e solidarietà alla situazione creatasi a Ceuta e a ogni eventuale aumento degli arrivi alla frontiera esterna dell’Unione europea. La prima reazione di molti Sstati europei è stata profondamente preoccupante e pericolosa. I fatti recenti non devono essere sfruttati allo scopo di ottenere vantaggi politici, ad esempio per ulteriori chiusure o esternalizzazioni dei confini né in modo cinico per legittimare la nuova agenda europea che vede al primo posto le espulsioni”. Lo afferma Dinushika Dissanayake, vicedirettrice di Amnesty international per l’Europa, in vista dell’incontro di oggi tra i ministri dell’Interno degli Stati membri dell’Unione europea su quanto accaduto a Ceuta. Negli ultimi giorni, secondo le autorità locali, oltre 60.000 persone sono entrate nel territorio di Ceuta. Di queste, si stima che 48.000 abbiano fatto ritorno in Marocco. La Spagna ha inviato unità dell’esercito a sostegno della polizia e della Guardia civile. Migliaia di persone risultano ancora nelle strade di Ceuta.
“Tragicamente, almeno 72 persone hanno perso la vita mentre tentavano di entrare in Europa alla ricerca di un futuro migliore – ricorda Dissanayake -. I leader europei devono assicurare che la loro risposta alla situazione di Ceuta non perpetuerà la discriminazione. L’inconcepibile retorica che parla di ‘invasione’ e il rafforzamento degli stereotipi razzisti devono essere fermamente rifiutati. Le scene che abbiamo visto sono il risultato dei continui tentativi dell’Europa di chiudere ed esternalizzare le sue frontiere piuttosto che investire su percorsi legali e sicuri”.
“Inoltre – prosegue -, i tentativi della politica di attribuire l’aumento degli arrivi al programma di regolarizzazione spagnolo, che era terminato il 30 giugno, sono infondati e rappresentano un vergognoso tentativo di diffondere paura riguardo a quelle politiche sull’immigrazione che non puntano al contenimento e alla deportazione. La regolarizzazione è uno strumento importante e ordinario di gestione dell’immigrazione, usato per assicurare che persone vulnerabili continuino ad avere accesso a diritti e servizi: è applicato da molti anni da governi di diverso orientamento politico in parecchi Stati europei”.
“Gli Stati hanno la responsabilità di gestire le loro frontiere con umanità e di evitare di porre le persone in pericolo – sottolinea -. Le autorità spagnole e marocchine devono assicurare l’accesso alle procedure d’asilo per chi le richiede, astenersi da espulsioni collettive che sono sempre illegali, fornire urgentemente assistenza umanitaria a chi ne ha bisogno e rispettare i diritti umani delle persone, a prescindere dalla modalità del loro arrivo e senza discriminazione”. Amnesty international continuerà a osservare la situazione per riscontrare eventuali prove di violazioni dei diritti umani come l’uso eccessivo della forza o il mancato rispetto dell’obbligo di non respingimento.

Aggiornamenti Sociali: nel nuovo numero Magnifica Humanitas, violenza di genere, nascita della Repubblica

Nell’ del nuovo numero di “Aggiornamenti Sociali” il direttore Giuseppe Riggio propone una lettura dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV. La riflessione si concentra in particolare sul valore della capacità di scelta di ciascuno, “che diventa ancora più decisiva di fronte all’incalzare della tecnologia. È proprio attraverso scelte responsabili e consapevoli che possiamo contribuire a costruire, insieme, un futuro condiviso per l’intera umanità”. Nella rubrica dei dialoghi, a cura del direttore, la rivista torna sul tema della violenza di genere in tutte le sue declinazioni, ponendo al centro l’urgenza di un profondo cambiamento culturale a partire dalla più tenera età. Prosegue poi la rilettura dei primi anni della Repubblica e l’esperienza dell’Assemblea costituente con lo storico Guido Formigoni, mentre il sociologo Massimo Campedelli presenta i risultati di una ricerca sul welfare che mette in luce “un’evoluzione di un sistema sempre più escludente e discriminatorio”.

Migranti a Ceuta: mons. Crociata (vescovi Ue), “una umanità che non interessa a nessuno e di cui anzi si cerca di sbarazzarsi. C’è di che riflettere”

“Ciò che colpisce nel caso di Ceuta è la sensazione che le migliaia di persone che hanno tentato il passaggio verso un Paese europeo siano state usate da un lato e respinte e abbandonate dall’altro, in balia di nessuno, una umanità che non interessa a nessuno e di cui anzi si cerca di sbarazzarsi. C’è di che riflettere: un po’ tutti, governanti e cittadini”. Sono parole cariche di dolore quelle pronunciate da mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina e presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (Comece). Il Sir lo ha raggiunto all’indomani del disperato tentativo di migliaia di giovani migranti di approdare a Ceuta, primissimo avamposto europeo in terra nordafricana. “È triste – aggiunge – trovarsi obbligati a prendere la parola ad ogni tragedia che, più o meno puntualmente, si consuma nel Mediterraneo e sentirsi allo stesso tempo impotenti e sconfitti di fronte alle persone, sempre troppe, che anche in questa circostanza hanno perduto la vita”. Crociata ricorda le parole pronunciate da Papa Leone, domenica all’Angelus, invitando a “trovare soluzioni di pace, di stabilità e di giustizia”. “Oggi – commenta il presidente della Comece – possiamo solamente constatare che per questi infelici, come per tantissimi altri, non c’è stata e non c’è giustizia”.
“Le Chiese – aggiunge Crociata – hanno innanzitutto il compito di ricordare, insieme a tante altre voci, quelle esigenze di fondo che unicamente salvaguardano il senso di comune umanità e chiedono perciò di cercare risposte adeguate al grido che sale da tante parti di questo nostro mondo, senza per questo dimenticare quelli che pure nei nostri Paesi hanno bisogno di giustizia e di equità. Si tratta, come dice san Paolo, di non togliere agli uni per dare agli altri, ma di fare uguaglianza”. Mons. Crociata ricorda, infine, quanto le Chiese si adoperano concretamente “in un’opera di accoglienza che cerca di tradurre in azione concreta quell’istanza di carità che è al cuore della nostra fede”.

Migranti a Ceuta: mons. Crociata (Comece) a vertice ministri Ue, “primo aspetto è quello umanitario. Va salvaguardata la vita umana altrimenti è sconfitta dell’umanità”

“Il primo aspetto è quello umanitario. In qualsiasi modo, deve essere salvaguardata la vita delle persone. Se non si è capaci di questo, tutto il resto ha già il sapore della sconfitta della nostra umanità”. Lo afferma mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (Comece) in vista della riunione dei ministri dell’Interno dell’Ue, convocata oggi proprio su sollecitazione di quanto è successo a Ceuta. “Credo – spiega Crociata – che, insieme alle misure urgenti che possiamo immaginare vengano adottate, diventi sempre più necessario uno sguardo di lungo periodo che tenga conto di tutti gli aspetti di un dramma che assume sempre di più carattere epocale”. “Bisognerebbe poi trovare una misura più grande della facile strumentalizzazione in funzione del gioco delle parti che la politica quotidiana conosce”, prosegue il presidente dei vescovi Ue. “In questo senso bisogna tenere certo conto degli umori dell’opinione pubblica, ma anche cercare di guidare e orientare verso soluzioni virtuose situazioni che sono complesse e che non hanno risposte semplici. E poi bisogna tenere conto insieme degli aspetti economici e di quelli demografici. In ultimo bisognerebbe aiutarsi a capire che, di fronte alle diseguaglianze di un mondo in subbuglio, non ci sono misure adeguate che riescano a fermare questa fuga di massa dalla disperazione, di fronte alla quale non ci sono muri e deportazioni che bastino”.

Migrazioni: vescovi inglesi, “anche le traversate sulla Manica rotte sicure e legali”. “Senza di esse, persone costrette ad affrontare viaggi pericolosi o a cadere nelle mani di bande criminali”

E’ necessario “stabilire rotte sicure e legali per impedire alle persone di intraprendere pericolose traversate della Manica”. A chiederlo sono i vescovi cattolici inglesi. E’ mons. Paul McAleenan, vescovo responsabile per i migranti e i rifugiati della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles a prendere la parola dopo le dichiarazioni del nuovo Primo Ministro Andy Burnham, rilasciate ieri a Dover, in merito agli attraversamenti della Manica da parte dei migranti. Il Primo Ministro britannico ha affermato che il suo governo intensificherà la lotta contro la criminalità organizzata legata all’immigrazione, ampliando al contempo le alternative legali per coloro che hanno legittime esigenze di protezione. “Dobbiamo anche costruire un sistema che offra percorsi sicuri, perché questo elimina anche il vantaggio competitivo delle bande criminali”.
“Accolgo con favore il riconoscimento da parte del Primo Ministro Andy Burnham della necessità di stabilire rotte sicure e legali”, afferma in una nota il vescovo McAleenan. “Senza di esse, le persone vulnerabili sono troppo spesso costrette ad affrontare viaggi pericolosi o a cadere nelle mani di bande di trafficanti di esseri umani. È inoltre molto gradita la sua disponibilità a collaborare con altri Paesi europei per affrontare questo problema”. “Allo stesso tempo – prosegue il vescovo -, confido che il nostro nuovo governo prenderà decisioni improntate alla compassione, riconoscendo le circostanze spesso disperate che spingono le persone a migrare”. Il vescovo McAleenan ha aggiunto: “Spero che i nostri leader evitino la tendenza a trattare coloro che fuggono da conflitti e violenze con sospetto o ostilità, ma con piena consapevolezza delle reali cause della migrazione”.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, oltre 2.000 persone hanno attraversato la Manica su piccole imbarcazioni da quando Burnham è diventato Primo Ministro il 20 luglio. Sabato 1° agosto, 326 persone hanno compiuto la traversata su quattro imbarcazioni, portando il totale a 2.057 dall’inizio del suo mandato. Nonostante questi arrivi, i dati provvisori indicano che 14.526 persone hanno attraversato la Manica dall’inizio dell’anno, circa il 43% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e il 14% in meno rispetto alla cifra equivalente per il 2024. Mercoledì scorso, tuttavia, è stato comunque il giorno con il maggior numero di attraversamenti quest’anno, con 752 persone arrivate.
La Chiesa cattolica si batte da tempo per la creazione di percorsi migratori sicuri e legali. La Conferenza episcopale inglese ricorda a questo proposito il documento del 2023, “Ama lo straniero”, in cui i vescovi, sottolineando la complessità del fenomeno migratorio, tra l’altro affermavano: “Riconosciamo che la tratta di esseri umani e la schiavitù sono aggravate dalla mancanza di alternative accessibili per la migrazione o la ricerca di asilo. Gli sforzi per contrastare la tratta e la schiavitù devono quindi andare oltre un’applicazione più rigorosa della legge; dobbiamo anche sostenere le persone affinché possano prosperare nei loro paesi d’origine, creare percorsi più sicuri per migranti e rifugiati e adoperarci per eliminare la domanda di quei servizi che continuano a essere soddisfatti dal lavoro forzato”.

Migrazioni: vescovi inglesi, anche le traversate sulla Manica rotte sicure e legali. “Senza di esse, persone costrette ad affrontare viaggi pericolosi o a cadere nelle mani di bande criminali”

E’ necessario “stabilire rotte sicure e legali per impedire alle persone di intraprendere pericolose traversate della Manica”. A chiederlo sono i vescovi cattolici inglesi. E’ mons. Paul McAleenan, vescovo responsabile per i migranti e i rifugiati della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles a prendere la parola dopo le dichiarazioni del nuovo Primo Ministro Andy Burnham, rilasciate ieri a Dover, in merito agli attraversamenti della Manica da parte dei migranti. Il Primo Ministro britannico ha affermato che il suo governo intensificherà la lotta contro la criminalità organizzata legata all’immigrazione, ampliando al contempo le alternative legali per coloro che hanno legittime esigenze di protezione. “Dobbiamo anche costruire un sistema che offra percorsi sicuri, perché questo elimina anche il vantaggio competitivo delle bande criminali”.
“Accolgo con favore il riconoscimento da parte del Primo Ministro Andy Burnham della necessità di stabilire rotte sicure e legali”, afferma in una nota il vescovo McAleenan. “Senza di esse, le persone vulnerabili sono troppo spesso costrette ad affrontare viaggi pericolosi o a cadere nelle mani di bande di trafficanti di esseri umani. È inoltre molto gradita la sua disponibilità a collaborare con altri Paesi europei per affrontare questo problema”. “Allo stesso tempo – prosegue il vescovo -, confido che il nostro nuovo governo prenderà decisioni improntate alla compassione, riconoscendo le circostanze spesso disperate che spingono le persone a migrare”. Il vescovo McAleenan ha aggiunto: “Spero che i nostri leader evitino la tendenza a trattare coloro che fuggono da conflitti e violenze con sospetto o ostilità, ma con piena consapevolezza delle reali cause della migrazione”.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, oltre 2.000 persone hanno attraversato la Manica su piccole imbarcazioni da quando Burnham è diventato Primo Ministro il 20 luglio. Sabato 1° agosto, 326 persone hanno compiuto la traversata su quattro imbarcazioni, portando il totale a 2.057 dall’inizio del suo mandato. Nonostante questi arrivi, i dati provvisori indicano che 14.526 persone hanno attraversato la Manica dall’inizio dell’anno, circa il 43% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e il 14% in meno rispetto alla cifra equivalente per il 2024. Mercoledì scorso, tuttavia, è stato comunque il giorno con il maggior numero di attraversamenti quest’anno, con 752 persone arrivate.
La Chiesa cattolica si batte da tempo per la creazione di percorsi migratori sicuri e legali. La Conferenza episcopale inglese ricorda a questo proposito il documento del 2023, “Ama lo straniero”, in cui i vescovi, sottolineando la complessità del fenomeno migratorio, tra l’altro affermavano: “Riconosciamo che la tratta di esseri umani e la schiavitù sono aggravate dalla mancanza di alternative accessibili per la migrazione o la ricerca di asilo. Gli sforzi per contrastare la tratta e la schiavitù devono quindi andare oltre un’applicazione più rigorosa della legge; dobbiamo anche sostenere le persone affinché possano prosperare nei loro paesi d’origine, creare percorsi più sicuri per migranti e rifugiati e adoperarci per eliminare la domanda di quei servizi che continuano a essere soddisfatti dal lavoro forzato”.

Bulgaria: diocesi di Nicopoli, celebrata la Giornata di nonni e anziani. Padre Frascina: “Dialogo tra le generazioni”

La diocesi di Nicopoli ha celebrato il 1° agosto a Ores, vicino a Svistof, la Giornata dei nonni e degli anziani con una numerosa partecipazione di fedeli da tutte le parrocchie della Bulgaria del Nord. Il tema “Io invece non ti dimenticherò mai” è stato al centro della conferenza tenuta dal padre passionista Paolo Cortesi, parroco di Belene, che ha rilevato l’importanza della cura, dell’aiuto e della gratitudine nei confronti degli anziani da parte delle famiglie e delle comunità. Cortesi ha sottolineato anche le realtà della solitudine e dell’abbandono, spesso frequenti nella società moderna, che impediscono ai nonni di vivere la vecchiaia in serenità. “È stato bellissimo l’incontro tra i giovani volontari e i ragazzi con i nonni e la condivisione tra di loro delle proprie esperienze dei rapporti tra le generazioni”, racconta al Sir padre Salvatore Frascina, vicario generale della diocesi di Nicopoli. Mons. Strahil Kavalenov ha presieduto la messa nella chiesa “Immacolata concezione della Beata Vergine Maria”. A seguire il programma preparato dai fedeli con danze folkloristiche, canti e storie. La festa è terminata con la preghiera per la giornata. Nel 2027 la giornata dei nonni e degli anziani della diocesi di Nicopoli si celebrerà nella parrocchia “Ss. Cirillo e Metodio” a Svistof.

Accordo di pace con Hamas: vescovi Usa, “non possiamo perdere questa opportunità di pace”

“Sono confortato dalla notizia di un accordo che punta al disarmo di Hamas e al ritiro militare di Israele dalla Striscia, e chiedo intense preghiere per il successo di questi negoziati”. Così mons. A. Elias Zaidan, vescovo dell’eparchia maronita di Nostra Signora del Libano di Los Angeles e presidente del Comitato per la giustizia e la pace internazionale della Conferenza episcopale statunitense (Usccb), commentando l’intesa raggiunta tra il Gaza Board of Peace, guidato dagli Stati Uniti, e Hamas. Una piena attuazione dell’accordo, ha spiegato il presule, potrebbe finalmente offrire al popolo palestinese “un credibile percorso politico che realizzi l’autodeterminazione e la statualità”, un traguardo “di grande importanza”. Richiamando il suo appello precedente come “gente di fede profondamente premurosa verso tutti i fratelli e le sorelle che vivono nella terra della vita, morte e gloriosa risurrezione di Cristo”, mons. Zaidan ha ribadito che “non possiamo perdere questa opportunità di pace”, chiedendo a Stati Uniti, Israele e comunità internazionale di garantire maggiori aiuti umanitari e allo sviluppo per la Striscia, incluse istruzione per bambini e giovani, lavoro e acqua potabile. Il vescovo ha concluso affidando “i cuori e le menti dei negoziatori alla cura materna di Nostra Signora della Sapienza”, perché “illumini e sostenga i loro sforzi per raggiungere finalmente la pace in quelle terre sacre”.

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