Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, sabato 12 settembre 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Vincenziani: Gruppi di volontariato Marche, il 19 e 20 settembre due giornate di formazione spirituale
I Gruppi di volontariato vincenziano (Gvv) delle Marche il 19 e il 20 settembre, dedicheranno due giornate alla formazione spirituale. Cuore della due giorni sarà la visita del vescovo di Fermo, mons. Rocco Pennacchio che presenzierà una solenne celebrazione eucaristica sabato 19 settembre alle 18. Questi gruppi di volontari, ispirandosi al carisma di san Vincenzo de’ Paoli e di santa Luisa de Marillac, vivono la fede attraverso il servizio concreto alle persone che si trovano in situazioni di fragilità, solitudine e difficoltà. I Gruppi di volontariato vincenziano delle Marche operano attraverso diverse realtà locali, mettendo a disposizione tempo, competenze e disponibilità per rispondere alle necessità che emergono nelle comunità. Il loro servizio nasce dalla convinzione che la carità “non sia semplicemente un gesto di assistenza, ma un incontro con l’altro e, attraverso l’altro, un modo concreto di vivere il Vangelo”. Al centro dell’incontro il tema “I vizi e le virtù del volontario vincenziano”.
Diocesi: Caritas Frosinone e Anagni, “Taxi sociale” per le persone meno abbienti
La Caritas interdiocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri promuove una iniziativa sociale. Si tratta del “Taxi sociale” a disposizione di anziani, persone in difficoltà o in situazioni di fragilità. Un servizio gratuito per chi ha bisogno di accompagnamento sociale per varie esigenze (visite mediche, spesa e servizi vari). Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14 e si può richiederlo chiamando il numero 331-6877555, anche su Whatsapp, oppure utilizzando la mail .
Economia civile: Latina, martedì il pre-Festival nazionale sulla crisi abitativa
Per la quinta volta consecutiva il territorio pontino ospiterà il pre-Festival nazionale dell’Economia civile, che in questa edizione avrà il titolo “Chi resta indietro? Abitare insieme in un mondo che cambia”. L’appuntamento è per il 15 settembre, dalle 17.30 presso il Palazzo comunale di Latina (sala Enzo De Pasquale). A promuovere l’evento la Provincia e il Comune di Latina insieme alla Caritas diocesana di Latina.
Gli organizzatori spiegano che “la casa non è solo uno spazio fisico, ma un’infrastruttura sociale ed economica: il luogo dove si misurano concretamente le diseguaglianze di un Paese e la tenuta del suo patto sociale. In un contesto segnato da crisi abitativa, solitudine urbana e aumento dei costi, serve un disegno che tenga insieme leva fiscale, cooperazione tra soggetti economici e sociali, e una visione della solidarietà che non si fermi ai confini nazionali. Chi resta indietro, in questo scenario, non è solo una domanda sulla casa: è una domanda sul modello di società che vogliamo costruire”.
Martedì i lavori prenderanno il via con i saluti portati da Matilde Celentano, sindaco di Latina, Federico Carnevale, presidente della Provincia di Latina, mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Poi gli interventi di Leonardo Becchetti, direttore del Festival e co-fondatore NeXt Economia, Lorenzo Semplici, direttore Centro studi e valutazioni NeXt-Economia, Annalisa Muzio, assessore all’Urbanistica del Comune di Latina, Benedetto Delle Site, presidente nazionale dei Giovani Ucid, Gianpiero Cioffredi, coordinatore di Libera Lazio e presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio, e Pietro Gava, membro Nucleo Osservatorio e Advocacy Caritas Lazio. Modererà l’incontro Valeriano Cervone, giornalista di News24.it.
San Francesco patrono d’Italia: Roma, giovedì si presentano i festeggiamenti del 3 e 4 ottobre ad Assisi
È in programma per la mattinata di giovedì 17 settembre, presso la Sala Marconi di Palazzo Pio a Roma, la conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti di san Francesco patrono d’Italia, ad Assisi, il 3 e 4 ottobre. Dalle 11, interverranno il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Bologna, mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, Valter Stoppini, sindaco di Assisi, fra Saul Tambini, custode del Convento della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli, e fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi. Modererà l’incontro la giornalista Marina Rosati, incaricata dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.
Parlamento Ue: in plenaria la situazione a Ceuta e la protezione delle frontiere esterne
Nel corso della sessione plenaria di Strasburgo della prossima settimana, l’Europarlamento discuterà e voterà sulle lezioni da trarre dalla situazione a Ceuta e sulla necessità di una risposta coordinata dell’Unione. Il dibattito di martedì pomeriggio con i rappresentati della Commissione e della presidenza irlandese del Consiglio si concentrerà sulla situazione umanitaria e sulla sicurezza a Ceuta (Spagna), a seguito dell’arrivo in massa di migranti nel luglio 2026. I deputati “dovrebbero inoltre discutere – anticipano dal servizio stampa dell’Assemblea – sulla protezione delle frontiere esterne dell’Ue contro le minacce ibride e la strumentalizzazione della migrazione, la cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione e con i Paesi terzi, il ruolo dell’agenzia europea per le frontiere Frontex ed eventuali nuove misure a livello comune”.
Diocesi: Bologna, da lunedì la Tre giorni del clero. Previsto incontro con il card. Pizzaballa. Card. Zuppi, “il cammino della nostra Chiesa prosegue con l’Anno del pane”
È in programma dal 14 al 16 settembre, nell’aula magna del Seminario di Bologna la Tre giorni del clero diocesano presieduta dal cardinale arcivescovo Matteo Maria Zuppi.
Lunedì mattina il porporato porterà il suo saluto e mons. Gabriele Riccioni, moderatore della zona pastorale Castel San Pietro Terme e Castel Guelfo, e don Paolo Dall’Olio, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, proporranno la riflessione su “Come l’Eucaristia dà forma alla nostra vita di preti e diaconi”. Nel pomeriggio mons. Vittorio Francesco Viola, segretario del Dicastero Vaticano per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, interverrà su “La presidenza della Celebrazione eucaristica a servizio della partecipazione dei fedeli: come accompagnare l’assemblea a riscoprire la forza e la bellezza della liturgia”. Nella mattinata di martedì 15 don Maurizio Marcheselli, docente della Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, proporrà la lectio sull’Anno del pane. I lavori proseguiranno per gruppi e saranno guidati da don Angelo Baldassarri, vicario generale per la Sinodalità. Mercoledì mattina il card. Zuppi presenterà la sua nota pastorale “Si mise a tavola con loro (Lc 24.30). Eucarestia e vita quotidiana” sull’Anno del pane e presiederà la messa con la candidatura al diaconato e presbiterato di fratel Mario Paparone della Piccola Famiglia dell’Annunziata. Nel pomeriggio vi sarà l’incontro con il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, sulla situazione in Terra Santa.
“L’appuntamento della Tre giorni del clero – ha scritto l’arcivescovo nella lettera di invito – è sempre un’opportunità preziosa di incontro e condivisione per crescere nella fraternità e nella comunione. Dopo l’Anno della Parola, il cammino della nostra Chiesa bolognese prosegue con l’Anno del Pane, che culminerà con la celebrazione del Congresso eucaristico diocesano”.
La messa del 16 settembre e l’incontro con il card. Pizzaballa saranno trasmessi in diretta streaming sul sito www.chiesadibologna.it e sul canale YouTube di 12Porte.
Tv2000: dal 14 settembre in onda “Avanzi il prossimo – Tutti a tavola”
Partirà lunedì 14 settembre su Tv2000 “Avanzi il prossimo – Tutti a tavola”, una delle principali novità della nuova stagione televisiva dell’emittente della Cei. Il cooking show, realizzato presso l’Antoniano di Bologna e condotto da Veronica Maya, propone la cucina come gesto di rispetto, condivisione e solidarietà. Andrà in onda dal lunedì al venerdì alle 11.
Con il supporto di religiose, religiosi e ospiti, il programma – viene spiegato in una nota di presentazione – promuove la lotta allo spreco alimentare, mostrando come avanzi ed eccedenze possano trasformarsi in piatti nutrienti e gustosi, nel segno dello spirito di accoglienza francescano. Ogni puntata è scandita da tre ricette — ispirate all’ingrediente del giorno, alla dispensa e alle proposte degli ospiti — e arricchita da momenti di riflessione, consigli pratici contro lo spreco e, una volta alla settimana, dalla partecipazione delle bambine e dei bambini del Piccolo Coro dell’Antoniano. Il progetto mira a sensibilizzare il pubblico sul tema dello spreco alimentare, contrapponendo al consumismo una cultura della sobrietà e della condivisione conviviale. Il programma trasforma così gesti quotidiani domestici in un gesto di comunione, dove la qualità del cibo risiede nella cura e nel dono verso il prossimo. “Avanzi il prossimo – Tutti a tavola” sarà anche disponibile anche on demand su Play2000.
Diocesi: Napoli, a Trecase festeggiamenti per il patrono san Gennaro. Una conferenza pubblica sull’appello dei vescovi campani su dignità persona e bene comune
A Trecase, nella diocesi di Napoli, fervono i preparativi per i solenni festeggiamenti in onore di san Gennaro, patrono di Trecase, predisposti da don Antonio Ascione, rettore parroco del santuario diocesano “S. Maria delle Grazie e San Gennaro”. Il programma liturgico e civile per la festa del santo patrono si svolge dal 13 al 21 settembre.
Tra gli appuntamenti, domenica 13 settembre s’inaugurano, alle 12, presso il santuario le mostre di arte sacra “Acqua viva” e di arte contemporanea “I bambini e la guerra”. Le mostre sono visitabili dal 13 al 21 settembre dalle 18.30 alle 21.30.
Lunedì 14 settembre, alle 19, la messa sarà presieduta da mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana (Cec). Al termine della celebrazione, la conferenza pubblica all’aperto nel piazzale antistante il santuario sull’appello dei vescovi campani “Per la dignità della persona umana e il bene della Campania”, con la partecipazione dello stesso vescovo Di Donna.
Sabato 19 settembre, festa di San Gennaro, messe alle 7, 8.30, 10, 11.30, 19. Quest’ultima sarà presieduta da mons. Giuseppe Mazzafaro, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti. Domenica 20 settembre, alle 9.30, la solenne processione di San Gennaro.
Inizio anno scolastico: mons. Bellandi (Salerno) agli studenti, “scoprire lentamente chi siete”
“Ricomincia un altro pezzo della vostra vita. Forse qualcuno di voi è contento di ritrovare gli amici. Qualcuno, invece, avrebbe voluto che le vacanze durassero ancora un po’. Qualcuno arriva con entusiasmo e mille progetti; qualcun altro con una certa paura”. Lo scrive, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, l’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Andrea Bellandi che invita a non avere paura del nuovo anno scolastico che inizia: “Anche se vi sembra, oggi, lungo da passare, anche se avete qualche preoccupazione, anche se vi portate dentro interrogativi a cui non sapete ancora rispondere. Ogni inizio contiene qualcosa che ancora non conosciamo. E proprio per questo può diventare un’avventura affascinante”. Il presule cita l’Odissea e Ulisse che parte da Itaca e per lungo tempo sembra quasi perdere la strada ma che, nonostante le difficoltà “continua a navigare” perché “sa che da qualche parte c’è Itaca. Anche voi avete bisogno di una Itaca. Non necessariamente una meta già definita, un lavoro che avete già scelto o un progetto perfettamente delineato. Forse oggi non sapete ancora che cosa farete nella vita. Ed è normale. Ma avete bisogno di qualcosa che orienti il vostro cammino”. La scuola – scrive il presule – “serve certamente a conoscere, a studiare, a prepararsi al futuro”. Ma serve anche a “scoprire lentamente chi siete”. “Non abbiate paura di sbagliare. Abbiate – scrive mons. Bellandi – paura soltanto di smettere di cercare. Ulisse non arriva a Itaca perché il suo viaggio è stato facile. Ci arriva perché non ha smesso di desiderarla. E il viaggio giorno dopo giorno lo trasformò”. L’augurio è quindi quello di “non avere soltanto buoni voti, ma buoni incontri. Di non avere soltanto conoscenze, ma passioni. Di non imparare soltanto a risolvere problemi, ma anche a riconoscere quelli degli altri”. “Quando vi sentirete soli, abbiate il coraggio di cercare qualcuno, perché avere degli amici veri fa la differenza! Nessuno diventa grande da solo. E sappiate cercare e riconoscere quegli adulti di cui potervi fidare”. E, infine, una parola il presule la rivolge ai professori: “Non trasmettete soltanto nozioni. Ogni giorno, spesso senza rendervene conto, potete diventare per i ragazzi una sorta di ‘segno’ della loro Itaca. Un insegnante può essere colui che vede una possibilità là dove un ragazzo vede soltanto un limite; colui che sa dire una parola di fiducia proprio quando sembra inutile; colui che insegna una disciplina, ma nello stesso tempo educa alla libertà”. L’obiettivo è quello di “far loro capire che è importante non rinunciare ai propri sogni, ma anche essere disponibili a cambiarli quando questi poi magari non si realizzano; l’importante è non fallire nel compito di diventare pienamente umani”.
Diocesi: Sulmona-Valva, domani a Castelvecchio Subequo appuntamento corale “Davanti al Sommo Re” in vista del Congresso eucaristico
Nel cammino di avvicinamento al Congresso eucaristico diocesano, la chiesa di San Francesco a Castelvecchio Subequo (Aq) ospiterà domani l’appuntamento corale dal titolo “Davanti al Sommo Re”. L’iniziativa, viene spiegato in una nota della diocesi, “unisce le comunità attraverso la bellezza del canto sacro, trasformando la musica in un’autentica esperienza di lode e di profonda comunione spirituale”. L’incontro, con inizio alle 18, vedrà la partecipazione corale di realtà musicali del territorio: “Nuove Armonie Ensemble” diretto da Tania Buccini, il “Coro liturgico della chiesa di S. Francesco” diretto da Luciano Paolini e il “Coro francescano” diretto da Tonino Bianchi. “Eventi come questo – conclude la nota – “testimoniano come la via della bellezza e dell’armonia corale sappiano disporre i cuori all’accoglienza del Mistero Eucaristico, rinsaldando i vincoli di fraternità tra le comunità parrocchiali”.
Inizio anno scolastico: mons. Delpini (Milano), “occasione irrinunciabile di crescita umana, culturale, relazionale, vocazionale”
“Auguro a tutte le componenti della comunità scolastica, alunni e famiglie, docenti, insegnanti di sostegno, dirigenti, personale tecnico amministrativo di vivere la scuola non come sembra, ma come è veramente, come è chiamata ad essere: occasione irrinunciabile di crescita umana, culturale, relazionale, vocazionale”. Si chiude con queste parole il messaggio che l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha rivolto in occasione dell’inizio del nuovo anno, che negli istituti della Lombardia prenderà il via lunedì 14 settembre.
“La scuola sembra un immobile di muri e di vetri, di porte e di scale; in realtà è uno spazio di vita, di movimento per l’incontro, per il convenire di persone che hanno scelto di dedicarsi ai più giovani, di ragazzi e ragazze che desiderano diventare adulti, di genitori e famiglie che cercano alleanze nell’impresa di educare al futuro”, osserva il presule, aggiungendo che “il calendario sembra una collezione di scadenze, un elenco di adempimenti, un calcolo di giorni; in realtà è l’offerta di occasioni per la libertà”. “Ogni giorno – rileva mons. Delpini – è il tempo propizio per scegliere la qualità dei rapporti, la sfida della conoscenza, la pratica di una disciplina. Ogni occasione è rischio di scelte sbagliate e possibile causa di infelicità. Ma ogni giorno è anche occasione per il bene”. “Le classi – sottolinea l’arcivescovo – sembrano elenchi di studenti; in realtà sono volti, amicizie, inimicizie, promesse, delusioni, fatiche e solidarietà. La classe rende possibili incontri che diventano familiarità, confronti che diventano esplorazioni, aiuto reciproco che diventa percorso condiviso. Ogni incontro è responsabilità di ciascuno. Potrebbe anche diventare scontro o impantanarsi nell’indifferenza. Invece è una vocazione a riconoscersi capaci di attenzione, rispetto, servizio reciproco”. “La tecnologia – continua mons. Delpini – sembra l’insieme di strumenti che esonerano dalla fatica di ricordare, di pensare, di scrivere, di tradurre, di calcolare e insinuano l’impressione che le persone siano superflue, i libri siano un ingombro, la creatività personale un disturbo. In realtà la tecnologia è un servizio che allarga gli orizzonti, rende cittadini del mondo e chiede che uomini e donne restino umani”. “L’anno scolastico – l’auspicio conclusivo espresso dall’arcivescovo – sia il tempo propizio per seminare pensieri e parole di pace, di fiducia nel futuro, di responsabilità nei confronti degli altri e nell’abitare il pianeta”.
Diocesi: Fermo, da domani torna online la testata “La Voce delle Marche”
“La Voce delle Marche”, storica testata dell’arcidiocesi di Fermo, riprende le pubblicazioni da domenica 13 settembre con cadenza mensile. È quanto riferisce un comunicato stampa dell’arcidiocesi marchigiana. “La Voce delle Marche”, la cui direzione è stata affidata a Stefano Cesetti, giornalista professionista dal 1990 e con una lunga esperienza maturata nel quotidiano ‘Il Resto del Carlino’, sarà “ponte” tra tradizione e digitale. Infatti, alla normale edizione online sul sito , aggiungerà alcuni numeri anche in versione cartacea con l’intenzione di continuare a valorizzare il patrimonio storico del territorio e i valori dell’arcidiocesi con i linguaggi tradizionali, ma anche con quello digitale accessibile alle nuove generazioni, fornendo approfondimenti religiosi e sociali con uno sguardo attento alle fragilità, alle eccellenze del territorio, al lavoro, ai giovani e alla vita delle parrocchie. Un giornale aperto al dialogo e al confronto trasparente e costruttivo tra la comunità ecclesiale e la società civile.
Inizio anno scolastico: mons. Spina (Ancona) agli studenti, “il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare”
“Inizia un nuovo anno scolastico e vi immagino spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza che, anche in un mondo travagliato e segnato da terribili ingiustizie, vi consente di sentire che il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare. Gli studi che fate, le amicizie che sorgono in questi anni e l’incontro con i docenti sono promessa di ciò che può cambiare in meglio voi stessi, prima ancora che la realtà attorno a voi”. Così mons. Angelo Spina, arcivescovo di Ancona-Osimo, si rivolge agli studenti in un messaggio diffuso per l’inizio dell’anno scolastico 2026/27.
Ricordando le parole pronunciate da Papa Leone XIV parlando agli studenti dell’Università “La Sapienza”, il presule rileva come “non possiamo nasconderci che la stagione della giovinezza attraversa momenti difficili, ma anche esaltanti”. “La domanda che spesso vi ponete, ma che se la pongono tutti è: ‘Chi sono?’”. “Domanda – spiega mons. Spina – cui possiamo rispondere solo noi. Anche gli adulti hanno domande da porsi davanti ai giovani: ‘Che mondo stiamo lasciando?’. Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Lo studio, la ricerca, gli investimenti di tutte le risorse: siano un radicale ‘sì’ alla vita!”. “Un secondo fronte d’impegno – prosegue l’arcivescovo – riguarda l’ecologia. Come ci ha detto Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’: ‘Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico’ (n. 23). Da allora è trascorso oltre un decennio e siamo chiamati a non mollare”.
Rivolgendosi poi ai docenti, mons. Spina osserva: “Potete coltivare un proficuo contatto con le menti e i cuori dei giovani: si tratta di una responsabilità esigente, certo, ma entusiasmante. È di estrema importanza credere nei vostri studenti e nelle vostre studentesse. Perciò, domandatevi spesso: ho fiducia in loro?”. “Insegnare – evidenzia l’arcivescovo – è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. Si tratta di amare sempre e comunque la vita umana, di stimarne le possibilità, così da parlare al cuore dei giovani, senza puntare solo alle loro cognizioni. Insegnare diventa allora testimoniare valori con la vita: è cura per la realtà, è senso di accoglienza verso ciò che non si comprende ancora, è dire la verità. Il sapere, infatti, non serve solo a raggiungere scopi lavorativi, ma a discernere chi si è”. Mons. Spina conclude invocando “la benedizione del buon Dio perché si possa trascorrere un anno sereno, ricco di buoni frutti per le giovani generazioni, per il futuro delle nostre famiglie e della nostra società”.
Fine vita: vescovi Nordest, “non può sussistere un diritto a morire, ma piuttosto quello di essere sempre curati e assistiti”
“Conquista di civiltà – come è stata definita da alcuni – non può essere la soppressione della vita ma, piuttosto, la cura per alleviare la sofferenza davanti al grido di dolore che si solleva dal malato anche quando questi sembra arrendersi. Ed è proprio allora che necessita di maggiore attenzione e vicinanza”. Lo scrivono in una nota i vescovi della Conferenza Episcopale del Triveneto al termine di due giorni di inconrtri a Bibione (Venezia). In queste circostanze – scrivono – “il malato non ha bisogno, dietro argomentazioni in apparenza pietose, di atteggiamenti che lo convincano a chiedere di congedarsi. Al cospetto di situazioni complesse e drammatiche, il suicidio assistito assume il significato di una scelta che non tiene adeguatamente conto della struttura intrinsecamente relazionale e sociale della persona”. Nello stesso tempo tale opzione – spiegano i presuli del Triveneto – “orienta la cultura e il sistema sanitario verso una progressiva estenuazione dell’etica della cura e della prossimità, disattendendo di fatto quanto oggi efficacemente garantisce la medicina della terapia del dolore e delle cure palliative insieme a varie modalità di assistenza domiciliare, sostegno ed accompagnamento. In tal modo vi è un oggettivo salto qualitativo che trasforma l’eccezione in una prestazione”. La Chiesa – continua la nota – “sempre attenta alle sofferenze umane dell’anima e del corpo, rigetta ogni forma di accanimento terapeutico, ascolta la voce dei poveri e dei fragili e invita tutti, con empatia e desiderio di sincero dialogo, a ripensare le complesse questioni relative al fine vita al di fuori di ogni prospettiva ideologica. L’impegno è ricostruire una cultura della prossimità e dell’accoglienza, specialmente nella gestione delle fasi terminali della vita”. In “sintonia” e “comunione” con la Conferenza Episcopale Italiana ed in particolare con i Vescovi dell’Emilia-Romagna, della Sardegna e della Toscana, i presuli riaffermano il valore della dignità della vita umana, tutelato anche dalla Costituzione, e ribadiscono che non può sussistere un “diritto a morire”, ma piuttosto quello di “essere sempre curati e assistiti, sempre accompagnati e mai lasciati soli”. Durante l’incontro i vescovi triveneti hanno accolto il nuovo vescovo di Chiang Mai (in Thailandia), mons. Peter Suphot Roeksujaritm, accompagnato dal sacerdote fidei donum padovano don Raffaele Sandonà. L’incontro ha dato l’opportunità di fare il punto su questo periodo di cooperazione realizzata tra queste Chiese e di valutare con quali nuove modalità continuare a mettere a frutto in futuro tale esperienza missionaria. I vescovi hanno incontrato il presidente dell’Azione Cattolica italiana, Giuseppe Notarstefano, e l’assistente generale dell’associazione mons. Claudio Giuliodori, accompagnati da Claudio Bolcato, Gina Zordan e don Andrea Dal Cin (rispettivamente delegato regionale, incaricata per il settore adulti ed assistente ecclesiastico dell’Azione Cattolica del Triveneto). Nel dialogo sono state illustrate e condivise alcune linee di rinnovamento che l’associazione sta portando avanti per essere sempre più in grado di partecipare alla “conversione pastorale e missionaria delle comunità ecclesiali ed essere in grado di offrire un reale contributo – sapendo esprimere parole ed azioni significative – nel campo dell’educazione, della formazione e della vita pubblica”.
Diocesi: Concordia-Pordenone, domani apertura dell’anno pastorale e memoria del terremoto del Friuli
Domenica 13 settembre, la Chiesa diocesana di Concordia-Pordenone si riunisce a Spilimbergo per l’avvio del nuovo anno pastorale e per il secondo biennio di attuazione delle indicazioni emerse dal cammino sinodale. La giornata sarà inoltre dedicata alla memoria del 50° anniversario del terremoto del Friuli. Il programma dell’evento prevede: alle 10, incontro “Ricostruire insieme: il ruolo delle cooperative e dei gemellaggi ecclesiali nel post terremoto” promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro e da Caritas con le diocesi gemellate nel post sisma. Alle 16, al Teatro “Miotto”, presentazione della nuova lettera pastorale del vescovo mons. Giuseppe Pellegrini dal titolo “Liberi per amare e per servire”. L’incontro rivolto a presbiteri, diaconi, religiosi e vicepresidenti dei consigli pastorali parrocchiali o di unità/comunità pastorale. Alle 18, al duomo di Santa Maria Maggiore, solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico in Italia, in memoria del terremoto del Friuli del 1976. La celebrazione è aperta a tutta la comunità diocesana.
Inizio anno scolastico: mons. Accolla (Messina), “vivere relazioni autentiche, fraterne, generative e affidabili… restando umani”
“Quest’anno scolastico sia occasione di crescita culturale traendo e donando preziosi insegnamenti dalle pagine della storia dell’umanità e dalle pagine della vostra vita e sia tempo condiviso per vivere relazioni autentiche, fraterne, generative e affidabili restando umani”. Si conclude con questo auspicio il messaggio che mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, ha diffuso in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico.
“Nel cuore di tutti voi si intrecciano attese e speranze insieme a emozione e trepidazione in attesa che il suono della campana segni l’ingresso nelle aule e l’inizio di un nuovo percorso da vivere con impegno, responsabilità e passione”, osserva il presule che – rivolgendosi a studenti, docenti e dirigenti scolastici – afferma: “Sono con voi a sostenere l’impegno di tutti con la mia preghiera e con il mio ministero episcopale”. Ricordando gli incontri vissuti durante la visita pastorale conclusasi lo scorso anno, mons. Accolla sottolinea che “la vostra
accoglienza nei vari istituti scolastici, i vostri sguardi e sorrisi, le vostre parole e le domande hanno mostrato la grande ricchezza che ci circonda e le potenzialità di ciascuno che, messe a servizio della collettività, possono contribuire ad esprimere il volto più bello della nostra umanità”. Richiamando poi i contenuti dell’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV, l’arcivescovo sottolinea che “tutti noi siamo dentro questa storia e a ciascuno viene affidata la responsabilità di costruire insieme, ricordandoci di restare sempre umani, cioè autentici nella bellezza del nostro essere e nel riconoscimento di limiti e fragilità che non mortificano la nostra umanità, ma la sollecitano in un processo di continua ricerca che miri alla formazione integrale della persona”.
Diocesi: Volterra, domani messa in ricordo dell’emerito Bianchi, a 10 anni dalla morte
Lo scorso 3 agosto è stato il decimo anniversario della morte del vescovo Mansueto Bianchi, vescovo di Volterra dal 2000 al 2006 e poi di Pistoia. Lunedì 3 agosto, il vescovo emerito di Pistoia e di Pescia, mons. Fausto Tardelli, ha presieduto la santa messa nel giorno dell’anniversario nella comunità parrocchiale pastorale Oltreserchio sud, nella diocesi di Lucca. Domenica 13 settembre, la diocesi di Volterra ricorderà in maniera particolare mons. Bianchi. Alle 18, il vescovo Roberto Campiotti presiederà la santa messa a Santa Maria a Colle (Lucca), dove è sepolto il vescovo Mansueto Bianchi.
Inizio anno scolastico: Livorno, domani benedizione degli zaini nella parrocchia di Santa Caterina
Un nuovo anno catechistico da vivere in cammino, insieme, seguendo le orme di san Paolo e lasciandosi guidare dall’invito del Vangelo: “Alzati, cammina, Gesù ti chiama!” (At 9,1-19). È questo il cuore dell’iniziativa “Paolo on the road – Il viaggio che porta a Cristo”, proposta dalla parrocchia di Santa Caterina a Livorno, che richiama anche il tema del Grest vissuto dai più piccoli quest’estate in parrocchia. L’appuntamento per tutta la comunità è fissato per domani, domenica 13 settembre alle 11, con la celebrazione della messa. Durante la celebrazione è prevista la benedizione degli zaini e l’apertura delle iscrizioni per il nuovo anno catechistico: un momento pensato soprattutto per bambini, ragazzi e famiglie, ma anche per l’intera comunità parrocchiale. Lo zaino – si legge su “La Settimana” – diventa così il simbolo di un viaggio da intraprendere insieme. Non soltanto quello del nuovo anno scolastico e catechistico, ma soprattutto un percorso di fede, fatto di incontro, comunità e missione. Proprio come suggerisce lo slogan dell’iniziativa: “Insieme ripartiamo con lo stesso obiettivo: seguire Gesù!”. La giornata sarà anche l’occasione per rilanciare l’impegno della parrocchia a fianco delle famiglie che vivono situazioni di difficoltà. La locandina propone infatti l’Operazione “Zaino Sospeso”, una raccolta di materiale scolastico destinata a sostenere l’attività della Caritas, offrendo un aiuto concreto alle famiglie che hanno maggiori difficoltà nel sostenere le spese per la scuola. Un gesto semplice, quello di donare uno zaino, dei quaderni o altro materiale scolastico, che può “trasformarsi in un segno concreto di attenzione e solidarietà. La comunità di Santa Caterina si prepara così a ripartire: con Paolo come compagno di viaggio, Gesù come meta e la fraternità come stile del cammino”.
Diocesi: Tivoli e Palestrina, domani il III Cammino delle Confraternite
Si terrà a Bellegra (Rm), domani, domenica 13 settembre, il III Cammino interdiocesano delle Confraternite della diocesi di Tivoli e di Palestrina. Il Cammino, preparato dal delegato vescovile don Enrico Pinci insieme ai coordinatori diocesani Roberto Timperi e Luigi Mochi, inizierà alle 15 con una catechesi del vescovo di Tivoli e di Palestrina, mons. Mauro Parmeggiani, nella chiesa di San Sisto in Bellegra, sul tema “San Francesco: i suoi doni dello Spirito a servizio della Chiesa e dell’umanità”. Una catechesi che tende – spiega una nota – a celebrare l’VIII centenario del Transito del Poverello d’Assisi e collegarsi con il tema della lettera pastorale “A ciascuno una manifestazione particolare dello Spirito” (Cfr 1Cor 12,7) consegnata alla diocesi da mons. Parmeggiani per delineare l’impegno di tutta la comunità diocesana di Tivoli e di Palestrina per l’anno pastorale 2026/2027. Al termine della catechesi i partecipanti si recheranno a piedi presso il Sacro Ritiro di Bellegra, che ospitò san Francesco e, lungo i secoli, tanti altri santi e beati francescani tra i quali san Tommaso da Cori, il beato Diego Oddi e il beato Mariano da Roccacasale. Qui, il vescovo, celebrerà la messa per tutti i partecipanti al Cammino che darà inizio all’anno pastorale delle Confraternite delle due diocesi.
Intelligenza artificiale: Caffo (Telefono Azzurro), “il superiore interesse del minore guidi l’innovazione”
“Mettere il superiore interesse del minore al centro dello sviluppo dell’Intelligenza artificiale, affinché innovazione tecnologica, tutela dei diritti e dignità umana procedano insieme”. È la posizione portata da Telefono Azzurro al confronto internazionale promosso dalle Nazioni Unite nei giorni scorsi a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, al quale ha preso parte il presidente della Fondazione, Ernesto Caffo. L’appuntamento romano è stato il quarto incontro di una serie globale dedicata all’Intelligenza artificiale e allo sviluppo umano, dopo quelli di Cairo, Città del Messico e Xi’an. Convocato sotto la guida della vice segretaria generale delle Nazioni Unite, Amina J. Mohammed, e ospitato dall’UN Office for Partnerships, il confronto ha riunito leader di pensiero, decisori pubblici, esperti di tecnologia, accademici, rappresentanti religiosi e professionisti dello sviluppo attorno a tre grandi dimensioni: AI and Human Civilization, AI and Human Development e AI and Human Dignity. Nel corso dei lavori sono stati approfonditi gli effetti dell’AI sull’educazione, sull’apprendimento, sulle relazioni umane, sulla fiducia e sulla coesione sociale, insieme alla necessità che governance, istituzioni e principi etici siano in grado di accompagnare la rapidità del cambiamento tecnologico. Caffo ha richiamato la necessità di guardare all’Intelligenza artificiale anche dalla prospettiva specifica dell’infanzia e dell’adolescenza. “Non possiamo permetterci che lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale proceda più rapidamente della capacità di tutelare bambini e adolescenti: la sicurezza e la protezione dei minori devono essere pensate fin dalla progettazione dei sistemi, non aggiunte a posteriori” ha detto: “Ascoltare i più giovani e farli partecipare alle scelte che li riguardano deve porsi come una condizione necessaria per costruire un ecosistema digitale realmente rispettoso dei loro diritti, in grado di sostenere il loro benessere”. Il confronto di Roma si inserisce nel percorso internazionale promosso dalle Nazioni Unite sull’AI e sullo sviluppo umano, destinato a proseguire nell’ambito dell’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per Telefono Azzurro, il contributo a questo percorso rappresenta “un ulteriore passaggio dell’impegno che sta conducendo a livello nazionale e internazionale sul rapporto tra Intelligenza artificiale e tutela dei minori, costruito su un corpus aggiornato di fonti istituzionali, normative e scientifiche”. Un impegno che “si traduce in proposte concrete rivolte alla Strategia italiana per l’Intelligenza artificiale, tra cui standard specifici per chatbot e companion AI, un protocollo nazionale di human escalation verso il supporto umano nelle situazioni di rischio, il contrasto al materiale di abuso sessuale sui minori generato o alterato con l’IA, e un principio guida per la scuola: l’Intelligenza artificiale come potenziatore dell’apprendimento, non come sua protesi”, si legge in una nota diffusa oggi.
Diocesi: Arezzo, domani convegno “Seconda stella a destra… Le costellazioni della catechesi”. Nella messa il vescovo Migliavacca conferirà il mandato
“Seconda stella a destra Le costellazioni della catechesi”: questo il tema del convegno diocesano che si svolgerà domani, domenica 13 settembre, dalle 9.45, presso il Seminario vescovile di Arezzo. Nel corso dell’appuntamento – hanno spiegato dal Centro pastorale per l’evangelizzazione e la catechesi diretto da Silvia Mancini – “ci metteremo in ascolto e ci confronteremo, per offrire alla nostra Chiesa diocesana spunti per immaginare insieme un nuovo progetto di iniziazione cristiana dei bambini e dei ragazzi, che risponda alle esigenze dei ragazzi, delle famiglie e delle comunità di oggi”. “È l’inizio di un cammino, che ci vedrà impegnati per qualche tempo e che richiede il contributo di ciascuno di noi, perché la nostra Chiesa possa esprimere la sua dimensione generativa verso le giovani generazioni e le loro famiglie”, hanno aggiunto.
I lavori prevedono alla mattina l’intervento di don Francesco Vanotti, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano di Como e autore di vari testi sulla catechesi; nel pomeriggio, laboratori su “alcune stelle della costellazione”: la stella della Parola narrata, quella del teatro, quella dei nuovi linguaggi al servizio della fede e altre. Conclusione con la celebrazione eucaristica presieduta alle 16.30 in cattedrale dal vescovo Andrea Migliavacca che conferirà il mandato a tutti i catechisti.
Europa: Tajani (min. Esteri), “servono riforme strutturali e istituzionali per rendere l’Ue più vicina ai cittadini”
euro(Ventotene) C’è anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, alla Conferenza per la libertà e la democrazia di Ventotene. Intervenendo in videocollegamento, il capo della Farnesina viene incalzato sulle proteste cinesi a seguito della presenza della vicepresidente di Taiwan, intervenuta venerdì sull’isola. “Non abbiamo avuto nessun contatto con la Cina”, assicura Tajani, che poi aggiunge: “Sosteniamo la One China Policy ma allo stesso tempo siamo favorevoli al mantenimento dello status quo dell’area”. Parlando di Europa, il ministro sottolinea il bisogno di “riforme strutturali e istituzionali” e l’alleggerimento della normativa comunitaria, “con meno regole e più soluzioni per i cittadini”. Dal punto di vista politico, la ricetta auspicata prevede elezioni dirette del Parlamento e una riforma per dotare l’Eurocamera di iniziativa legislativa, “fondamentale per rendere l’Ue più democratica e più vicina ai cittadini”. Spostando invece il focus sulle tensioni tra Roma e Madrid a seguito della crisi migratoria a Ceuta, Tajani commenta così: “Non esiste nessuna crisi con la Spagna, l’Italia ha ragionevolmente voluto difendere i propri confini e quelli europei per ragioni di sicurezza”, sostiene il ministro. Nel suo discorso, Tajani ha definito quanto accaduto a Ceuta nelle scorse settimane una “invasione”, richiamando anche in merito a una situazione sociale e umanitaria ritenuta ancora “difficile”.
Europa: “Caso Taiwan” alla Conferenza di Ventotene, la Commissione Ue ritira il logo dall’iniziativa. Picierno, “decisione gravissima”
(Ventotene) “Abbiamo bisogno di un’Europa che non abbia paura di schierarsi dalla parte giusta della storia”: così la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, intervenendo dal palco della Conferenza per la libertà e la democrazia sull’isola di Ventotene. “Dopo le proteste cinesi per la presenza della vicepresidente di Taiwan, la Commissione europea ha scelto di ritirare il logo dall’iniziativa”, racconta Picierno, confermando quanto trapelato nella giornata di venerdì quando la vicepremier di Taipei, Hsiao Bi-Khim, ha presenziato alla Conferenza. “Senza il coraggio di fare le scelte giuste, si lascia campo libero alle forze antieuropeiste e antidemocratiche”, continua Picierno, invocando “una risposta delle istituzioni europee all’altezza di questo tempo complicato” e annunciando un’interrogazione parlamentare rivolta direttamente alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere conto della “decisione gravissima” di ritirare il logo dalla Conferenza.
Inizio anno scolastico: San Benedetto del Tronto, domani a Cupra Marittima “Beato chi si affida” con messa presieduta da mons. Palmieri
In occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, la diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto ha promosso per domani, domenica 13 settembre, l’iniziativa “Beato chi si affida” che si terrà a partire dalle 18 in piazza Possenti a Cupra Marittima. Si tratta di un evento rivolto a studenti e studentesse, docenti e famiglie.
Cuore dell’iniziativa, viene spiegato su L’Ancora on line, sarà la messa presieduta alle 18.30 dal vescovo Gianpiero Palmieri e concelebrata da don Matteo Calvaresi, parroco di Cupra Marittima e responsabile dell’Ufficio diocesano di Pastorale giovanile. La celebrazione sarà animata dalla Corale San Basso e da alcuni membri della Corale del Rinnovamento nello Spirito delle Marche.
Funerali famiglia Pietralata: don Fiore, “interroghiamoci sui drammi che nelle nostre comunità vivono tanti fedeli”
“Di fronte a queste tragedie dobbiamo, piuttosto che vivere nell’indifferenza, interrogarci sui drammi che nelle nostre comunità, soprattutto in queste di periferia, vivono tanti fedeli, tante famiglie che non riescono ancora a trovare un’apertura piena all’interno delle nostre comunità. Non siamo qui per dare delle risposte, siamo qui per affidare all’amore del Signore questa famiglia e guardare avanti con speranza perché, al di là delle logiche umane, Dio è misericordioso così come la Scrittura ci dice”. Lo ha detto questa mattina don Enzo Fiore, vicario parrocchiale della parrocchia di San Giovanni della Croce, nell’omelia dei funerali, svoltisi nella stessa parrocchia – presieduti dal vescovo del settore Nord di Roma, mons. Marco Valenti – di Valentina Pambianco, del marito Luca Abbasciano e della figlia Bianca di 5 anni, morti a Pietralata il 31 agosto scorso. “Noi vogliamo trasformare questo momento di dolore in un momento di speranza perché – ha detto il sacerdote – il cristiano non può continuare a vivere nella disperazione, ma deve vivere nella speranza. Dio non è il Dio della morte. Dio è il Dio della vita, e noi siamo chiamati a credere pienamente nella resurrezione”. Don Fiore ha evidenziato che una tragedia come quella di Luca, Valentina e Bianca “dobbiamo vederla con gli occhi della fede e dire ‘guardate che l’amore è talmente grande che una tragedia si trasforma in qualcosa di più grande’. Oggi vogliamo troppo, oggi siamo presi troppo dalle nostre situazioni, dalle nostre problematiche. Oggi non riusciamo più a scorgere le gioie e ansie di chi ci sta accanto”. E a margine della celebrazione, parlando con il Sir il sacerdote ha ribadito che il cristiano “non può continuare a vivere nella disperazione, ma deve vivere nella speranza. Dio ha detto di essere il Dio della Vita e non il Dio della morte e questa è la speranza”.
Tempo del Creato: Senigallia, domani al Parco della Cesanella Giornata diocesana e inaugurazione dell’Anfiteatro Verde
Domenica 13 settembre, dalle 16.45 alle 19, il Parco della Cesanella – presso il nuovo Anfiteatro – ospita la Giornata per la cura del Creato, promossa dall’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Senigallia. Un pomeriggio di preghiera, festa e restituzione alla città del lavoro di rigenerazione del bosco urbano. L’appuntamento si colloca nel Tempo del Creato (1° settembre-4 ottobre).
Il programma prevede alle 16.45 il ritrovo all’inizio della pista pedociclabile, a fianco del Centro Olimpico del Tennistavolo (via del Molinello 32/a); alle 17, presso il nuovo Anfiteatro, preghiera ecumenica e interreligiosa per il Creato: comunità cristiana (diocesi di Senigallia e parrocchia ortodossa di San Biagio di Sebaste), comunità islamica (centro culturale “Al Noor”) e comunità ebraica (sinagoga di Ancona); alle 18 inaugurazione dell’Anfiteatro Verde. Nel corso del pomeriggio sarà inoltre allestito un punto informativo sulla Fondazione Fratello Sole, la Comunità energetica rinnovabile e solidale promossa dalla diocesi di Senigallia insieme alla Fondazione Caritas Senigallia e alla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti.
In caso di maltempo le attività si svolgeranno nell’oratorio della parrocchia della Cesanella.
L’inaugurazione dell’Anfiteatro Verde chiude un cammino avviato proprio con la Giornata del Creato del 2021, quando prese le mosse il percorso partecipativo “Il Parco che vogliamo”: un ampio processo di ascolto che ha coinvolto cittadini, associazioni e scuole del territorio nella riprogettazione del bosco urbano della Cesanella. Da qui è nato il progetto “Eco – Ecosistema di Comunità”, un’iniziativa educativa e ambientale che unisce la rigenerazione della biodiversità alla didattica per famiglie e scuole, in linea con gli Obiettivi 4, 11 e 15 dell’Agenda 2030 (istruzione di qualità, città e comunità sostenibili, vita sulla Terra). Il progetto è finanziato con il sostegno di Fondazione Cariverona nell’ambito del Bando Habitat 2022 e vede capofila il Gruppo Pleiadi, con Comune di Senigallia, Fondazione Caritas Senigallia, Up Buon Samaritano, Associazione Next, Università di Camerino e gli altri partner della rete.
Diocesi: Udine, un convegno nel 50° del terremoto sulla ricostruzione degli edifici ecclesiali
“Ri-edificare. L’architettura ecclesiale: ristrutturazione, restauro, ricostruzione”. Questo il titolo del convegno promosso dalla diocesi di Udine nell’ambito delle iniziative per commemorare il 50° anniversario del terremoto. L’appuntamento si svolgerà domani, 13 settembre, alle 15 nella sala comunale di Venzone, Al centro dei lavori la memoria e l’attualizzazione della ricostruzione e del restauro degli edifici ecclesiali distrutti o danneggiati dopo il sisma del 1976. Dopo gli analoghi convegni di febbraio (a Udine), marzo (ad Artegna) e maggio (a Gemona), quella di domani sarà la quarta tappa del percorso promosso dalla diocesi udinese per ripercorrere, a mezzo secolo di distanza, i passi di chi ha rimesso in piedi il Friuli terremotato. Il quinto e ultimo appuntamento si svolgerà il 25 ottobre. “Si restaura una casa quando ne ha bisogno”, ha spiegato a Radio Spazio mons. Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e l’edilizia di culto e coordinatore del convegno: “il luogo dove la comunità si riunisce ha un ‘impatto’ esistenziale sulla loro stessa vita”, spiega. Ecco il motivo per cui ricordare l’epopea della ricostruzione e la nascita di quel “Modello Friuli” mai replicato altrove. “Quel tempo fu l’occasione per una prova di edilizia ‘sociale’, nel senso che i friulani si sono ritrovati insieme con i loro sindaci e i loro preti per edificare il proprio futuro”, afferma ancora mons. Piussi. Il terremoto ridusse in macerie 114 chiese e ne danneggiò gravemente altre 234. 484 invece furono catalogate come “lesionate”. I campanili distrutti furono 41, quelli gravemente danneggiati 119 e ben 210 quelli lesionati. Senza contare le canoniche e i locali parrocchiali. Parlando solo delle chiese, ne furono ricostruite o ripristinate centinaia: la Sovrintendenza ne prese in carico 331. La diocesi ne ha ricostruite ex novo 57. Centinaia i restauri. “Oggi abbiamo davanti un panorama di chiese dove la comunità trova casa; le case esistono se esistono comunità”, sottolinea la diocesi. Ad aprire i lavori domani lo stesso mons. Piussi. Seguirà una prima serie di interventi: “Il ruolo della Chiesa udinese nel recupero dell’edilizia di culto”, a cura di mons. Sergio Di Giusto, direttore dell’Ufficio amministrativo diocesano; “Il ruolo del Genio civile nella ricostruzione degli edifici di culto”, per voce di Federico Cempella, già provveditore alle opere pubbliche, dirigente Mit e presidente dell’associazione Genio civile; “Riflessioni sulla ricomposizione del Duomo di Venzone: ferite, speranza, cura”, sarà l’intervento dell’arch. Alessandra Quendolo. La seconda parte sarà introdotta da Dania Nobile, conservatrice del Museo diocesano e Gallerie del Tiepolo di Udine. Ad aprire la seconda parte di interventi sarà mons. Loris Della Pietra, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, con una “Rilettura liturgica delle chiese costruite dopo il sisma del 1976”. “Gemona e Venzone, due paradigmi per una ricostruzione”, sarà l’intervento dell’arch. Sandro Pittini, membro delle Commissioni diocesane per l’edilizia di culto di Udine e Treviso. Seguiranno gli interventi di Marina Sussa, archivista della SABAP Fvg e dall’arch. Roberta Cuttini, funzionario architetto della SABAP Fvg.
Inizio anno scolastico: mons. Carbonaro (Potenza), “non guardare i compagni soltanto come quelli con cui dividere un’aula
“Ci sono inizi che hanno il sapore delle cose già conosciute: il suono della campanella, i corridoi che tornano a riempirsi, i libri nuovi o quelli passati da una mano all’altra, l’orario da imparare, un posto da scegliere in aula. Per qualcuno c’è l’emozione del primo giorno, per altri la sensazione di ricominciare qualcosa che conoscono bene. Eppure nessun anno scolastico è uguale a quello precedente”. Lo scrive mons. Davide Carbonaro, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, in un messaggio in occasione dell’inizio dell’anno scolastico ricordando che lo scorso anno ha avuto “la possibilità di entrare in molte scuole, di incontrare studenti, docenti, dirigenti, personale scolastico. Porto con me soprattutto i volti, le domande, le parole scambiate, anche quelle nate quasi per caso nei corridoi o al termine di un incontro. Visitare una scuola – scrive – significa accorgersi subito che essa non è fatta anzitutto di edifici, programmi, orari. È fatta di persone che ogni mattina si ritrovano, si cercano, qualche volta si evitano, imparano a conoscersi. Proprio da quegli incontri nasce l’augurio che desidero consegnarvi all’inizio di questo nuovo anno scolastico”. Ciascuno – aggiunge – arriva “portando qualcosa che non comparirà nel registro elettronico: attese, paure, domande, desideri, esperienze vissute nel corso dell’estate. Qualcuno arriva contento di ritrovare gli amici, qualcuno avrebbe preferito che l’estate non finisse. C’è chi ha voglia di mettersi alla prova e chi parte già convinto di non farcela. Ci sono ragazzi che fanno di tutto per essere notati e altri che diventano silenziosi proprio quando avrebbero bisogno che qualcuno si accorgesse di loro”. L’inizio di un nuovo anno scolastico ci chiede di “tornare ad accorgerci gli uni degli altri, perché prima della lezione, c’è un volto, una storia, una persona”. L’augurio è quello di “non guardare i compagni soltanto come quelli con cui dividere un’aula. Tra quei volti potrebbe esserci qualcuno che ha bisogno di una parola, di un posto lasciato libero accanto a sé, di non essere deriso per un errore. Potrebbe esserci anche qualcuno che vi farà vedere il mondo da un punto di vista che non avevate mai considerato”. Ai docenti il presule augura di “conservare, anche nei giorni più faticosi, la capacità di vedere chi hanno davanti” e alle famiglie di “poter vivere la scuola non come un terreno sul quale difendere ad ogni costo i propri figli, ma come un luogo nel quale affidarsi reciprocamente una parte della loro crescita”. Ai dirigenti e a tutto il personale: “anche un corridoio, una segreteria, un ingresso possono diventare luoghi nei quali una persona si sente accolta oppure semplicemente tollerata”. Come Chiesa, in questo anno “abbiamo scelto di tornare a interrogarci proprio sulla relazione: una relazione che trova in Cristo la sua radice e diventa criterio del nostro modo di agire e delle nostre scelte”.
Diocesi: Cremona, domani a Pomponesco padre Pasolini all’avvio del percorso formativo per giovani e adulti
Sarà padre Roberto Pasolini, frate minore cappuccino e Predicatore della Casa Pontificia, a dare avvio domani, domenica 13 settembre, al percorso formativo dedicato a giovani e adulti promosso dall’unità pastorale formata dalle comunità di Casaletto, Salina, Bellaguarda e Pomponesco, nella diocesi di Cremona. L’incontro è in programma alle 17 presso la chiesa di Pomponesco.
I successi appuntamenti del percorso formativo per l’anno pastorale 2026/2027 prevedono, tra ottobre e febbraio, gli interventi di padre Gaetano Piccolo, sacerdote gesuita e decano della Facoltà Filosofica della Pontificia Università Gregoriana di Roma, e don Maurizio Compiani, biblista della diocesi di Cremona e docente di Teologia all’Università Cattolica di Cremona.
Terremoto in Venezuela: Sulmona, domani sera concerto “Pensieri e parole” per le popolazioni colpite dal sisma
Una serata speciale di musica e solidarietà a favore e a supporto delle popolazioni colpite dal terremoto in Venezuela. Questo l’obiettivo di “Pensieri e parole”, il concerto proposto nella serata di domani, nella cornice del Cortile dell’Episcopio di Sulmona, dal gruppo musicale AnimaVox. L’evento, condotto a partire dalle 21 da Giuseppe Fuggetta, è promosso dalla diocesi di Sulmona-Valva, in collaborazione con l’Associazione Latinoamericana in Italia (Ali Odv-Ets) e con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio della Provincia dell’Aquila. Sarà – viene spiegato in una nota della diocesi – “un momento per ritrovarsi insieme, per condividere emozioni e per trasformare la memoria del nostro vissuto in un abbraccio di carità attiva verso un popolo lontano, ma oggi incredibilmente vicino al nostro cuore”. Il ricavato della serata sarà interamente devoluto in beneficenza per sostenere la popolazione venezuelana nelle prime necessità e nelle opere di assistenza post-terremoto. “Unire la preghiera a un piccolo gesto materiale significa dire a chi soffre che non è solo”, concludono dalla diocesi.
Diocesi: Brescia, iniziative in occasione della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Lunedì messa con mons. Napolioni
In occasione della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, la diocesi di Brescia e la Compagnia dei Custodi delle Sante Croci promuovono alcune iniziative di carattere culturale e spirituale. Oggi pomeriggio, alle 16.30 presso il salone Card. Bevilacqua, si terrà l’incontro “Ricostruire Gerusalemme – La città in epoca crociata” con padre Amedeo Ricco, archeologo dello Studium Biblicum Franciscanum a Gerusalemme.
Lunedì 14 settembre, giorno della festa, nel duomo vecchio alle 8 verrà celebrata la messa capitolare, seguita alle 8.30, dall’apertura della Cassaforte. Alle 18, poi, in cattedrale, mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, presiederà la celebrazione eucaristica cui seguirà la processione di reposizione. La benedizione con la reliquia della Santa Spina è in programma alle 9.30, 10.30, 11.30, 14.30, 15.30 e 16.30; durante la giornata sono previste le visite guidate.
Inizio anno scolastico: mons. Marangoni (Belluno), “faccia realmente crescere in quella ‘Magnifica Umanità’ di cui Papa Leone XIV ci ha narrato”
“A tutte e tutti voi, in questo inizio del nuovo anno scolastico 2026-2027, giunga un’affettuosa e ammirata adesione del cuore da parte dell’intera società e di ogni comunità di cui siete parte viva”. Lo ha scritto il vescovo di Belluno-Feltre, mons. Renato Marangoni, nella lettera “Cara scuola” che ha diffuso in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2026/27.
Rivolgendosi a studenti e studentesse, genitori e docenti, il presule afferma che “siate tutte e tutti – nei diversi ruoli che rivestite – a nutrire e maturare sogni, pensieri, competenze, aspettative, attuazioni che siano generativi e che svelino un orizzonte di futuro in cui rispetto, vicendevole cura, solidarietà, riconciliazione ambientale e pace diventino sempre più ‘umani’ e siano alla portata e alla responsabilità di tutte e tutti”. “In questa circostanza, ricordando tanti incontri avuti nelle parrocchie con voi, desidero assicurarvi l’attenzione, l’amicizia, la fiducia e l’incoraggiamento di tutte le comunità della Chiesa di Belluno-Feltre”, prosegue il vescovo, sottolineando che “ci sentiamo molto arricchiti da tutti voi – sia chi si avvale dell’Insegnamento della religione cattolica sia tutti voi che insieme condividete questa esperienza di formazione – confidando che questo nuovo anno scolastico possa essere una promessa e faccia realmente crescere in quella ‘Magnifica Umanità’ di cui, di recente, Papa Leone XIV ci ha narrato”.
Famiglia: RnS, oggi a Pompei il 19° Pellegrinaggio nazionale
“Rallegrati il Signore è con te” (Lc 1, 28). È questo il tema del 19° Pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia, promosso dal Rinnovamento nello Spirito, con la collaborazione dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della famiglia della Cei e dal Forum nazionale delle associazioni familiari.
Il Pellegrinaggio, che si terrà oggi a Pompei, sarà un’occasione per riportare al centro dell’attenzione le “piccole chiese domestiche” che, anche in mezzo alle difficoltà che ogni giorno si trovano ad affrontare, continuano a testimoniare la bellezza dell’amore cristiano.
I partecipanti si ritroveranno, alle 14, nel chiostro del Centro educativo “Bartolo Longo” del santuario. Il pomeriggio entrerà, poi, nel vivo alle 16, con il saluto e gli interventi di Giuseppe Tortora, sindaco di Pompei, di don Enzo Bottacini, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della famiglia, l’arcivescovo Pietro Lagnese, referente Cec per la pastorale della famiglia, don Gianni Branco, direttore dell’Ufficio regionale per la pastorale della famiglia, Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, Nino Di Maio, presidente del Forum regionale delle famiglie. Interverrà anche il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, Giuseppe Contaldo.
Il cammino si concluderà alle 18.30, in piazza Bartolo Longo. Qui, davanti alla basilica e sotto lo sguardo materno della Madonna del Rosario, sarà pronunciato l’atto di affidamento delle famiglie e dei bambini.
La giornata si concluderà con la celebrazione eucaristica, alle 19, presieduta da mons. Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei.
Diocesi: mons. La Placa (Ragusa), conclusa la visita pastorale alla Fondazione San Giovanni Battista
“A conclusione della mia visita pastorale alla Fondazione San Giovanni Battista non è possibile non riconoscere i segni del Signore nel lavoro quotidiano di tanti operatori che con talento e competenza offrono il loro servizio ai più deboli. La loro volontà di compiere il bene rende la loro esistenza un dono di Dio per gli altri. Con occhi limpidi e cuore puro ho visto il bene che si pratica ogni giorno per i fratelli migranti e per tutti coloro che soffrono ogni forma di povertà. Vi esorto a continuare così, a mettere sempre il cuore in ciò che fate”. Lo ha detto il vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, dopo giornate di ascolto e vicinanza alla Fondazione, ente di culto e di religione della Chiesa locale che festeggia i suoi cinquant’anni di vita. La celebrazione della Messa nel cortile interno della struttura di Borgo la Croce a Ragusa ha suggellato la visita pastorale. “Ho visitato – ha detto il vescovo – i cinque centri di accoglienza della rete nazionale Sai e i due Centri gestiti per conto della Prefettura. Ho incontrato non solo chi lavora ma anche i beneficiari dei quali sarà impossibile dimenticare l’affetto con il quale mi hanno circondato. Sono grato a tutti loro e, in special modo a don Sebastiano Roberto Asta che ha assunto la responsabilità della presidenza della Fondazione insieme a tutti i membri del Consiglio di amministrazione. Io esco arricchito da questi due giorni e consapevole che la Fondazione è fatta da persone amabili che compiono il loro dovere illuminati dallo Spirito santo”. “Siamo grati al nostro Pastore per essere venuto a trovarci – sottolinea don Asta – e siamo lieti di avere percepito la sua attenzione e la sua vicinanza che è anche consolazione e guida per tutti noi. Abbiamo pregato tutti insieme perché il Signore possa guardare alla nostra comunità di lavoro e di servizio con benevolenza. Le parole di mons. La Placa ci aiutano a far crescere in noi il senso di appartenenza sincera e vitale alla Chiesa locale. I primi cinquant’anni di vita rappresentano per noi un traguardo importante, ma non un punto d’arrivo. Oggi sentiamo che questo sia un nuovo slancio per il futuro. Mezzo secolo di storia speso accanto agli ultimi, in cui la Fondazione San Giovanni Battista ha saputo confermarsi presidio vivo di carità e braccio operativo della Chiesa ragusana sono un’ispirazione per il futuro. Le parole di mons. La Placa, risuonano in tutti noi come un incoraggiamento paterno e lasciano in eredità alla comunità non solo il ricordo di una presenza calorosa, ma una rotta precisa da seguire. Dobbiamo e vogliamo continuare a essere, ogni giorno, artigiani instancabili di speranza e di pace”.
Migranti e sfollati: Oim, nasce il “Crossroads Award”, il premio per valorizzare chi trasforma la vita di persone e comunità
L’Oim-Organizzazione internazionale per le migrazioni lancia il “”, un nuovo riconoscimento destinato a persone, organizzazioni e iniziative che contribuiscono concretamente a migliorare la vita di migranti, sfollati e comunità che li accolgono. Da oggi sono aperte le candidature per il premio, che intende valorizzare esperienze capaci di promuovere una migrazione sicura, ordinata e regolare, nel rispetto dei diritti, della dignità, del benessere e dell’inclusione delle persone in movimento. “Ogni giorno vediamo migranti rafforzare le loro comunità e persone unirsi per aiutare chi è in movimento a trovare sicurezza, ricostruire la propria vita e mettere a disposizione le proprie competenze”, ha dichiarato Amy Pope, direttrice generale dell’Oim. Il riconoscimento è rivolto a realtà diverse della società: organizzazioni comunitarie e della società civile, amministratori e leader locali, volontari, iniziative guidate da migranti, imprese, università, gruppi di ispirazione religiosa e comunità di accoglienza. Al centro, sottolinea l’Oim, ci sono protezione, resilienza, coesione sociale e prosperità condivisa. Il premio nasce nell’anno del 75° anniversario dell’Oim, istituita nel 1951 per assistere le persone sfollate dal conflitto nell’Europa del dopoguerra. Il vincitore della prima edizione sarà annunciato il 9 dicembre 2026, in occasione di un evento speciale per i 75 anni dell’Organizzazione.
Tutela minori: Meter entra nella rete internazionale Find A Helpline
Ascoltare una richiesta di aiuto significa, prima di tutto, esserci. È con questa consapevolezza che l’Associazione Meter, impegnata dal 1989 nella tutela dell’infanzia, prosegue il lavoro del proprio Centro ascolto, oggi presente anche nella rete internazionale Find A Helpline, piattaforma che raccoglie e rende accessibili i servizi di ascolto e supporto presenti nei diversi Paesi. Il Centro ascolto Meter rappresenta “uno spazio dedicato a bambini, adolescenti, famiglie e adulti che si trovano ad affrontare situazioni di abuso, disagio, fragilità, bullismo e rischi legati alla rete”. Dal 2002 al 2024 sono state 31.931 le richieste telefoniche ricevute da Meter, mentre i casi seguiti e presi in carico sono arrivati a 2.903. Numeri che “non rappresentano soltanto statistiche, ma persone e storie che hanno trovato qualcuno disposto ad ascoltare”, si legge in una nota: “La tempestività della risposta è parte essenziale del servizio”. Dietro il numero verde 800 455270 “non c’è un semplice call center, ma un’équipe che può contare su competenze professionali diverse, con psicologi, psicoterapeuti, professionisti dell’area legale e tecnici informatici, in grado di orientare la richiesta e attivare, quando necessario, i percorsi più appropriati”. Nel frattempo, sono cambiate anche le modalità con cui soprattutto i più giovani cercano aiuto. Sempre più spesso “il primo contatto passa dai social, dalle piattaforme digitali e dai servizi di messaggistica, strumenti percepiti come più immediati e familiari rispetto a una telefonata. Per questo è importante che l’ascolto sia presente anche negli spazi digitali frequentati quotidianamente da bambini e adolescenti, mantenendo però la possibilità di un contatto diretto con professionisti qualificati”. “Quando un bambino, un adolescente o una famiglia chiedono aiuto, il primo compito è ascoltare senza giudicare”, sottolinea Meter: “La qualità dell’ascolto e la tempestività possono fare la differenza, soprattutto quando chi chiama trova per la prima volta il coraggio di raccontare ciò che sta vivendo”. L’inserimento nella rete internazionale Find A Helpline “rafforza la possibilità di intercettare e orientare le richieste di aiuto all’interno di una rete internazionale di servizi dedicati all’ascolto e al sostegno, offrendo un ulteriore canale di accesso anche a chi oggi sceglie di cercare aiuto attraverso il web e i social”.
Leone XIV: “entrate nei cantieri della storia per ricostruire ciò che è crollato”
“Entrate nei cantieri della storia – laboratori di ricerca, aziende tecnologiche, scuole, media, istituzioni, comunità locali – per ricostruire ciò che è crollato e proteggere ciò che è minacciato”. È l’invito rivolto da Papa Leone XIV ai partecipanti all’incontro “Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud”, ricevuti questa mattina nella Sala del Concistoro. Richiamando la figura del profeta Neemia, il Pontefice ha constatato che anche oggi “grandi edifici sono crollati là dove il progresso cessa di servire la persona, dove il lavoro perde la sua dignità, dove intere comunità vengono scartate o dove la tecnologia finisce per approfondire le divisioni che dovrebbe aiutare a superare”. “Non abbiate paura”, l’esortazione ripresa dai predecessori e fatta propria da Leone XIV: “Non dobbiamo lasciarci intimidire dalle tensioni o dalle differenze, perché possono diventare forze creative quando sono guidate dalla responsabilità condivisa”. La dottrina sociale della Chiesa, ha ricordato il Papa, “non è un manuale di principi e norme da applicare, ma un processo di discernimento condiviso”. Di qui l’incoraggiamento a coltivare una sana “cultura della negoziazione”, che contribuisca “alla diplomazia della pace di cui il nostro mondo ha bisogno”.
Leone XIV: polarizzazione, “il dialogo vero esige qualcosa di più della cordialità”
“Il dialogo vero esige qualcosa di più della cordialità: impone di restare nella conversazione quando emergono interessi contrapposti e quando le decisioni richiedono rinunce concrete”. Così Papa Leone XIV ai partecipanti all’incontro “Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud”, ricevuti questa mattina nella Sala del Concistoro. Il Pontefice ha osservato che l’ascolto reciproco è “particolarmente necessario in un tempo in cui le narrazioni polarizzate trovano un’amplificazione immediata e in cui lo scontro può facilmente trasformarsi in strumento di potere”. Nella sua prima enciclica, ha ricordato Leone XIV, aveva sottolineato che “il pluralismo ha bisogno di un principio di unità” che gli permetta di orientarsi “verso fondamenti comuni e verso il fine ultimo della persona”. L’esperienza sinodale della Chiesa, per il Papa, offre un insegnamento: “Ascoltare veramente le differenze non significa diluirle: significa imparare a discernerle e a cercare, a partire da esse, ciò che può servire al bene di tutti”. Per i credenti, ha concluso il Pontefice, la fraternità trova il suo fondamento ultimo “in una verità che precede qualsiasi accordo: abbiamo un unico Padre”.
Leone XIV: tecnologia, “quale umanità vogliamo costruire e quale posto avrà ogni persona”
“Di fronte allo sviluppo tecnologico la questione decisiva non è semplicemente se accettiamo o rifiutiamo determinati strumenti, ma quale umanità vogliamo costruire e quale posto avrà in essa ogni persona”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo questa mattina nella Sala del Concistoro i partecipanti all’incontro “Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud”, promosso dalla Pontificia commissione per l’America Latina, nel discorso pronunciato in spagnolo e in inglese. Citando la sua enciclica “Magnifica humanitas”, il Pontefice ha ricordato che siamo davanti alla possibilità di “innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città in cui Dio e l’umanità abitino insieme”. “Una responsabilità di tale portata supera le possibilità di qualsiasi istituzione isolata”, ha aggiunto Leone XIV, invitando a “recuperare con nuova forza la logica della sussidiarietà” e a riconoscere “la responsabilità propria di ciascun soggetto e, allo stesso tempo, la necessità di lavorare insieme”. La Chiesa, ha ricordato il Papa, è chiamata a “farsi carico della realtà e a smascherare le contraddizioni che caratterizzano la vita personale e sociale del mondo contemporaneo”, comprese quelle che possono accompagnare “un progresso scientifico e tecnologico che apre possibilità inedite”.
Diocesi: card. Cantoni (Como) ai nuovi diaconi, “siete chiamati a costruire ponti di fraternità”
“Siete chiamati a costruire ponti di fraternità, perché la fraternità avvicina, ci fa sentire l’appartenenza a una stessa famiglia umana, a uno stesso corpo. In questi anni avete fatto tutti esperienze di fraternità, a partire dalle vostre famiglie, dal tempio del seminario, nelle comunità parrocchiali. La fraternità è senza dubbio una delle grandi scuole della vita”. Lo ha detto questa mattina il vescovo di Como, il card. Oscar Cantoni, nella cattedrale in occasione dell’ordinazione diaconale di Lorenzo Bongio, Paolo Piasini, Emanuele Sosio e Anselmo Fabiano. Una tappa del cammino vocazionale dei quattro giovani, articolato nella formazione seminaristica, nelle esperienze pastorali e, nel caso di Fabiano, nel carisma della Società delle Missioni Africane. “Cristo Signore vi prende in parola. Si fida di voi, a partire dall’entusiasmo della vostra giovane età” – ha detto il porporato – mentre il vostro “eccomi” dovrà “storicizzarsi, di periodo in periodo, lungo il vostro itinerario di sequela del Signore e quindi rafforzarsi sempre più. Vivete fin da subito la vostra vita non cercando voi stessi e il vostro tornaconto personale, nemmeno contando su un vostro libero progetto personale, ma seguendo il Signore Gesù, fedeli al cammino e alle indicazioni della Chiesa e delle situazioni storiche che vi si presenteranno”. “Non sarà facile farsi servitori di tutti, in piena gratuità, essere collaboratori responsabili di un progetto che non vi appartiene, ma a cui siete chiamati a collaborare ogni giorno, contando sui doni ricevuti e sulla vostra personale creatività. Sentirete, a volte, il peso gravoso del vostro servizio e delle responsabilità che vi sono affidate, gemerete con quanti sono nel pianto, gioirete nel riconoscere i segni di Dio, che soccorre sempre i suoi figli”. Così – ha aggiunto – “pur nella consapevolezza della vostra debolezza e fragilità, scoprirete l’azione efficace di Dio, che continua ad operare le sue meraviglie e in modi del tutto inattesi, anche attraverso di voi”.
Leone XIV: il card. Grech inviato speciale per i 250 anni della diocesi di Spis
Papa Leone XIV ha nominato il card. Mario Grech, segretario generale della Segreteria generale del Sinodo, suo inviato speciale alla celebrazione del 250° anniversario dell’erezione canonica della diocesi di Spiš, in Slovacchia, in programma sabato 26 settembre nella cattedrale di San Martino a Spišská Kapitula. La nomina risale al 25 luglio; oggi la Sala Stampa della Santa Sede pubblica la lettera, in lingua latina, con cui il Pontefice affida l’incarico. La diocesi fu eretta da Pio VI il 13 marzo 1776 con la bolla “Romanus Pontifex”, tenendo presenti le necessità spirituali dei fedeli slovacchi. Per l’occasione il vescovo, mons. František Trstenský, ha indetto un anno giubilare diocesano, “tempo di preghiera e di riflessione pastorale”, che si chiude proprio con la celebrazione. Nella lettera, datata 8 agosto, il Papa chiede all’inviato di esortare i partecipanti a “custodire viva la speranza, con rinnovate forze e nuovo slancio”, e di salutare in suo nome vescovi, sacerdoti, religiosi, autorità civili e fedeli laici. La missione pontificia è composta da don Michal Janiga, parroco e vicario foraneo a Dolný Kubín, e da don Marek Tomaga, vicario giudiziale, entrambi docenti all’Istituto teologico di Spišské Podhradie.
Europa: Camporini, “senza volontà politica non può esserci una difesa comune”
(Ventotene) Il tema della difesa europea apre la terza e ultima giornata di lavori alla Conferenza europea per la libertà e la democrazia di Ventotene. A prendere la parola sul palco della sala intitolata a Umberto Terracini è il generale Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare e oggi analista per l’Istituto Affari Internazionali. “C’è bisogno di una Europa intesa in senso ampio, anche più ampio dell’attuale Unione europea, per far sì che le decisioni in materia di difesa diventino il frutto di una concertazione di interessi comuni”. Per fare questo, dichiara Camporini, “serve una coesione che fino ad ora non c’è stata”: gli sforzi che stanno facendo i gruppi dei cosiddetti ‘Volenterosi’ – piccole coalizioni di Stati, in applicazione dell’art. 42 del Trattato di Lisbona – “vanno nella giusta direzione, ma non bastano”. Secondo il generale, il tema della cooperazione militare interseca tre piani: le forze nazionali, il coordinamento sovranazionale e la decisione politica di agire. Il riferimento è al sistema di “trasferimento di autorità” tutt’ora in vigore nella gestione delle forze Nato, ma il vero nodo – sottolinea Camporini – sta nella volontà politica. “Soltanto raggiungendo questo grado di integrazione potremo incidere realmente sulle decisioni che ci riguardano”, conclude il generale, rimarcando infine la necessità che le istituzioni si riapproprino di una politica industriale “oggi in mano agli interessi spesso divergenti delle singole aziende”.
Leone XIV: alle benedettine, “da un piccolo seme è cresciuto un grande albero”
“Da un piccolo seme è cresciuto un grande albero”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo questa mattina in Vaticano i partecipanti al simposio della “Communio Internationalis Benedictinarum”, nel discorso pronunciato in lingua inglese. Il Pontefice ha ricordato di aver visitato di recente, da pellegrino, i monasteri di Subiaco e Montecassino, per pregare “in quei luoghi che hanno un significato così profondo per l’intero popolo di Dio e per la nostra storia”. La vigna, ha osservato, si è estesa e “ha riempito la terra”, portando molto frutto perché profondamente radicata nel Signore. Rivolgendosi alle monache giunte da numerosi Paesi, Leone XIV ha definito “un grande segno e un dono profetico” il loro impegno a essere “sempre più profondamente radicate in Cristo” e a farsi suoi testimoni viventi e oranti su tutta la terra, in un tempo “segnato dalla sete di vita autentica, di comunione e di pace”. Il Papa ha apprezzato il progetto avviato “a Roma e altrove, attraverso strumenti digitali”, per offrire “nuove opportunità di formazione specificamente dedicate alle monache benedettine”. La Communio, ha ricordato, prosegue da venticinque anni “il cammino di comunione e coordinamento” avviato da Leone XIII per la Confederazione benedettina.
Vescovi Puglia: la formazione dei sacerdoti tra i temi dell’assemblea svoltasi a Molfetta
Sono stati tanti i temi affrontati dai vescovi pugliesi nell’assemblea ordinaria della Conferenza episcopale regionale che si è svolta a Molfetta presso il Pontificio Seminario regionale “Pio XI”. Tra questi i presuli – presieduti dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano – il bando “Spazi dedicati allo sport in ambito oratoriale” del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri. Per favorire l’adesione delle diverse comunità interessate, si è proceduto – informa una nota – all’istituzione della Commissione regionale prevista dal bando. Nell’incontrare il nuovo luogotenente dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (O.E.S.S.G.), Bernardo Capozzolo, accompagnato da due consiglieri, i vescovi si sono poi soffermati sul valore di questa Istituzione ecclesiale che da sempre sostiene le opere caritative e sociali del Patriarcato e della Custodia di Terra Santa. Durante il dialogo si è riconosciuta la necessità di custodire i valori identitari dell’Ordine auspicando una maggiore conoscenza all’interno della comunità ecclesiale. Si è anche discusso della cura da riservare ai presbiteri, tema “particolarmente a cuore” ai vescovi; sulle sfide della formazione al ministero ordinato. Mons. Satriano – citando i discorsi di Papa Leone XIV ai seminaristi di Molfetta il 3 settembre scorso e ai vescovi di recente nomina il 10 settembre – ha assunto la ricorrenza del centenario della sede del Seminario Regionale come occasione di “gratitudine per una storia lunga e feconda”, ma anche come “opportunità per interrogarsi sulle esigenze della formazione sacerdotale, in una Chiesa e in una società profondamente cambiate”.
Petrolio: Iea, domanda mondiale in calo nel 2026. Brent oltre i 100 dollari e diesel alle stelle
La crisi in Medio Oriente continua a scuotere il mercato mondiale del petrolio. Secondo l’ultimo Oil Market Report dell’Iea-Agenzia internazionale dell’energia, la domanda globale di greggio è ora prevista in calo di 2,5 milioni di barili al giorno nel 2026, una contrazione di 940mila barili al giorno superiore alle stime del mese scorso. A pesare sono il protrarsi dello stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e le difficoltà nella normalizzazione dei flussi petroliferi. La domanda dovrebbe tornare a crescere nel 2027, con un aumento di 2,6 milioni di barili al giorno. Intanto la produzione mondiale è diminuita di 1,6 milioni di barili al giorno ad agosto, scendendo a 100,1 milioni. Oltre 10 milioni di barili al giorno di produzione nel Golfo sono rimasti fermi a causa dei rischi per la sicurezza. Per il 2026 l’Iea prevede una riduzione complessiva dell’offerta di 5,7 milioni di barili al giorno, mentre il pieno recupero della produzione mediorientale viene rinviato al 2027. Il mercato è sotto pressione anche per il crollo delle scorte: ad agosto le riserve mondiali sono diminuite di altri 95 milioni di barili, portando a 507 milioni di barili il calo complessivo dall’inizio della guerra. Nel frattempo i costi del trasporto marittimo sono aumentati, mentre gli attacchi alle rotte del Golfo e del Mar Rosso continuano a ostacolare i rifornimenti. Particolarmente critica la situazione del diesel, che rappresenta quasi il 30% della domanda mondiale di petrolio. All’inizio di settembre il prezzo negli Stati Uniti ha superato i 200 dollari al barile, risultando del 94% superiore ai livelli precedenti la guerra. Anche Europa e Asia registrano forti aumenti. Il prezzo del Brent, dopo una media di 91 dollari ad agosto, ha raggiunto 113,48 dollari il 9 settembre e si attestava intorno ai 105 dollari al momento della pubblicazione del rapporto. Secondo l’Iea, con le raffinerie mondiali già sottoposte a forte pressione e le scorte in diminuzione, diventa sempre più urgente una soluzione ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina per evitare un ulteriore irrigidimento del mercato e nuove ricadute sui consumi e sull’economia mondiale.
Diocesi: Siena e Montepulciano, raccolta di materiale scolastico a sostegno delle famiglie fragili
Oggi la Fondazione “Il Cuore si Scioglie”, in collaborazione con UniCoop Firenze e le Caritas della Toscana, organizza una raccolta straordinaria di materiale scolastico destinata ai bambini e ai ragazzi delle famiglie fragili del territorio. Lo riporta il settimanale diocesano regionale . I punti vendita assegnati alla Caritas diocesana Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino sono Siena Grondaie e via Celso Cittadini, S. Rocco a Pilli (Sovicille), Rosia (Sovicille), Colle di Val d’Elsa e Poggibonsi. Invece Acquaviva (Montepulciano), Chiusi e Sinalunga sono i punti vendita assegnati alla Caritas diocesana Montepulciano-Chiusi-Pienza. “Oltre alla generosità che contraddistingue tutte le comunità del nostro territorio – spiega don Vittorio Giglio, direttore delle Caritas di Siena e di Montepulciano – chiediamo anche collaborazione per presidiare i punti vendita. Sono convinto che il materiale raccolto contribuirà ad alleviare la fatica di tante famiglie chiamate a fare i conti con gli aumenti delle spese all’inizio di un nuovo anno scolastico”.
Europa: Navalnaya, “in Russia non c’è spazio per i dissidenti, impegnarsi per testimoniare che un’alternativa a Putin esiste”
(Ventotene) “In Russia non c’è spazio per i dissidenti. Non è una situazione nata con l’aggressione dell’Ucraina, ma un problema che va avanti da tanti anni”. Parla senza peli sulla lingua Yulia Navalnaya, la vedova del dissidente russo Alexsei Navalny morto per avvelenamento nel 2024 dopo un lungo periodo di prigionia e lavori forzati per la sua attività di opposizione politica al regime di Vladimir Putin. Dal palco della Conferenza per la libertà e la democrazia, che l’aveva vista protagonista anche lo scorso anno, Navalnaya fa la “lista delle necessità” affinché le persone in Russia che ripudiano la guerra non si sentano abbandonate. “È necessario impegnarsi per testimoniare che un’alternativa al potere di Putin esiste”, ha detto. Il riferimento va soprattutto all’Unione europea: “L’Ue è in ritardo fin dal tempo dell’annessione della Crimea. Le sanzioni applicate colpiscono il sistema-Russia e la popolazione, ma lasciano sostanzialmente intatta la ristretta cerchia di fedelissimi attorno a Putin”. Navalnaya dipinge un quadro che si alimenta di denaro e corruzione, esortando dunque a separare i piani: l’Unione europea ha già approvato 21 pacchetti di sanzioni contro Mosca dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, cominciata il 24 febbraio 2022, mirando a colpire – tra le altre cose – il sistema finanziario e gli scambi di materie prime, dopo aver decretato lo stop alle importazioni di gas.
Europa: Bi-Khim (vicepresidente Taiwan), “nessuna società è così piccola per non avere libertà”. Caso internazionale per la sua presenza a Ventotene
(Ventotene) L’arrivo a Ventotene della vicepresidente di Taiwan, Hsiao Bi-Khim, è la grande sorpresa della seconda edizione della Conferenza europea per la libertà e la democrazia. Ma anche un caso internazionale. “Ventotene o Taiwan, nessun’isola è così piccola da non avere voce e nessuna società è così piccola per non avere libertà”, dice la vicepresidente. La presenza di Hsiao Bi-Khim è rimasta secretata fino all’ultimo per ragioni di sicurezza: al momento della notizia, i portavoce del governo di Pechino hanno definito il suo viaggio in Italia “un atto deplorevole”, puntando il dito contro Roma e Bruxelles. Situata a 150 chilometri dalle coste cinesi, l’isola di Taiwan è una realtà all’avanguardia nel campo delle tecnologie e della medicina, da tempo nel mirino della Cina che la considera parte integrante del proprio territorio senza riconoscerne l’autonomia. Mentre il sole cala dietro Punta Eolo, dove riposano le spoglie di Altiero Spinelli, Hsiao Bi-Khim assicura che il popolo taiwanese “ama la pace”, senza però negare la necessità di “fare di più per rafforzare la nostra difesa davanti alle minacce dei grandi Paesi”. Non con l’intento di fare la guerra, specifica, “ma come deterrente e strumento per perseguire la pace” e da unire, conclude la vicepremier, al “dialogo inteso come soluzione anche per i problemi che sembrano più difficili”. Hsiao Bi-Khim utilizza la metafora dei gatti per dipingere la situazione della sua isola: animali piccoli e docili ma anche resilienti, in grado di “spiccare grandi salti”. Un richiamo al presente – ma soprattutto al futuro – di Taiwan, con la consapevolezza che “quando stai dal lato giusto della storia, la tua influenza è maggiore della dimensione della tua isola e del tuo popolo e noi vogliamo continuare ad avere la possibilità di parlare al mondo intero”.
Suicidio assistito: vescovi pugliesi su fine vita, “dietro ogni norma vi sono persone segnate da malattie gravi”
Il dibattito sul fine vita, riacceso da recenti iniziative legislative regionali e destinato a coinvolgere anche la Puglia, interpella “profondamente le nostre comunità. Dietro ogni norma vi sono persone segnate da malattie gravi, sofferenze profonde e famiglie spesso provate dalla solitudine. A loro va anzitutto la nostra vicinanza”. Lo scrivono i vescovi della Puglia in una nota approvata al termine dell’incontro della Conferenza Episcopale Pugliese che si è svolta a Molfetta. Da qui la richiesta alla politica di “non trasformare un tema così delicato in terreno di scontro elettorale o ideologico. La vita e la morte meritano rispetto, competenza e un confronto serio nelle sedi parlamentari proprie”. “Come Chiesa – scrivono – riaffermiamo il valore inviolabile di ogni vita umana, anche quando è fragile e prossima alla morte. Per questo non possiamo considerare il suicidio medicalmente assistito una risposta adeguata alla sofferenza. Nello stesso tempo, custodire la vita non significa prolungarla ad ogni costo. Come Chiesa ci siamo sempre pronunciati sul rifiutato dell’accanimento terapeutico e riconosciuto la liceità della rinuncia a trattamenti sproporzionati”. Tra l’accanimento e l’anticipazione della morte – evidenziano i presuli pugliesi – “esiste uno spazio decisivo: quello della cura. Prima di introdurre nuove procedure sul fine vita, le istituzioni hanno il dovere di garantire concretamente ciò che già oggi dovrebbe essere diritto di tutti: cure palliative, terapia del dolore, assistenza domiciliare, hospice adeguati, sostegno alle famiglie e ai caregiver”. Alle famiglie che si fanno carico della cura di malati gravi “manifestiamo la nostra vicinanza e solidarietà”, aggiungono sottolineando che le cure palliative “non significano arrendersi. Al contrario, ricordano che, quando non è più possibile guarire, è sempre possibile curare, alleviare, accompagnare”. La domanda che “dovrebbe guidare ogni scelta pubblica è allora semplice e radicale: abbiamo fatto davvero tutto perché nessuno desideri morire perché si sente solo, abbandonato o si ritenga un peso? La dignità della persona non diminuisce con la malattia o con la dipendenza dagli altri. È proprio nella cura della fragilità che una società misura la propria umanità”. Da qui l’auspicio che la Puglia “scelga con coraggio una cultura della cura e della prossimità, capace di custodire la vita senza accanirsi contro la morte e di accompagnare la morte senza anticiparla. Nessuno sia lasciato solo. Nessuno sia considerato un peso. Ogni vita, fino all’ultimo istante, merita cura, rispetto e amore”, concludono i vescovi pugliesi.
Beni confiscati: Libera, balzo in avanti nella trasparenza sulla gestione. Otto Comuni su dieci pubblicano elenco e informazioni
La trasparenza sulla gestione dei beni confiscati nelle amministrazioni comunali italiane compie un netto passo in avanti. Lo sottolinea oggi Libera, diffondendo i contenuti della quarta edizione di “RimanDATI”, il report nazionale promosso in collaborazione con il Gruppo Abele, il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino e con il contributo di Istat. Il monitoraggio – viene precisato – è stato condotto grazie al lavoro di oltre 80 volontari in tutta Italia, formati per rilevare capillarmente il livello di trasparenza degli enti territoriali.
Dai dati diffusi emerge che su 1.174 Comuni destinatari di immobili sottratti alle mafie, ben 938 (pari al 79,8%) adempiono oggi all’obbligo di pubblicazione dell’elenco sul proprio sito internet. Soltanto 236 enti (il 20,2%) risultano ancora inadempienti. Un risultato che segna un tasso di crescita del 15% rispetto alla precedente edizione del monitoraggio e una svolta radicale rispetto al primo report del 2021, quando solo il 38% degli enti pubblicava tali dati e non esisteva ancora un modello di riferimento unico per il confronto. Buona anche la fotografia rispetto agli enti sovracomunali: su 10 Province e Città metropolitane destinatarie di beni confiscati, solo la Provincia di Messina non pubblica gli elenchi mentre delle 6 Regioni italiane destinatarie di beni confiscati, criticità sul piano della trasparenza per la Calabria che non pubblica l’elenco dei beni confiscati e le relative informazioni mentre Sicilia e Lazio rendono disponibile l’elenco, ma con modalità che non consentono all’utenza di individuarlo e consultarlo con immediatezza.
“Mafie e corruzione prosperano nel buio e nell’indifferenza. Democrazia, legalità e giustizia lo fanno, invece, nella luce. Illuminare i beni confiscati – commenta Tatiana Giannone, responsabile nazionale Beni confiscati di Libera – vuol dire attivare tutti quei meccanismi che, a partire dalla conoscenza e dalla piena accessibilità dei dati e delle informazioni, possono facilitare i percorsi di riutilizzo; significa allora dare linfa alla democrazia, alla legalità e alla giustizia”. “Il percorso di ‘RimanDATI’ – prosegue – continua con un obiettivo preciso: raggiungere la piena trasparenza sul 100% degli enti monitorati. Perché ogni dato pubblicato non è solo un’informazione in più: è uno spazio di potere restituito alla collettività. Ogni elenco reso accessibile è una barriera in meno tra istituzioni e cittadini. Ogni miglioramento nella trasparenza è un avanzamento nella possibilità di controllo, partecipazione e proposta. Rendere visibili i beni confiscati significa renderli anche immaginabili. Significa permettere a comunità, cooperative, reti territoriali di pensare nuovi progetti, di avanzare proposte, di costruire esperienze di riutilizzo sociale”.
Per quanto riguarda la destinazione dei beni, Libera sottolinea che cresce anche l’attenzione alle assegnazioni verso il Terzo settore: ben il 73% degli enti pubblica i dati sui concessionari che hanno in gestione il bene, mentre sono ancora il 58% degli enti che fornisce informazioni rispetto alla durata dell’esperienza di riuso e quindi rispetto alla scadenza della concessione.
Papa in Argentina: detenuti del carcere di Urdampilleta scrivono a Leone XIV e lo invitano a visitare la struttura
I detenuti dell’Unità penitenziaria n. 17, nella località di Urdampilleta, nella provincia di Buenos Aires, hanno inviato a Papa Leone XIV delle lettere in cui raccontano le loro esperienze e i loro sentimenti ed esprimono il desiderio che egli visiti il carcere. L’iniziativa è nata spontaneamente tra gli stessi detenuti, come ha riferito all’agenzia Aica il catechista che accompagna la pastorale dell’unità, Raúl Maestre.
Il gruppo di catechesi ha fatto il giro dei padiglioni e di “Las Casitas” – il settore destinato a coloro che si preparano a tornare in libertà – per ascoltare ciò che volevano comunicare al Papa. Da quel giro sono emersi quattro testi distinti, che hanno rispettato le sfumature di ciascun settore, firmati congiuntamente dai padiglioni 3, 4, 5, 6, 9, 10, 11 e 12.
In totale, l’invito ha raccolto più di 480 firme di persone private della libertà. Le lettere originali sono state consegnate personalmente alla Segreteria della Nunziatura apostolica, la quale ne ha confermato la ricezione e ha chiesto ulteriori informazioni sull’attività pastorale dell’unità. L’invito a Leone XIV si inserisce in un rapporto che l’Unità 17 ha intrattenuto per oltre un decennio con Papa Francesco.
11 settembre 2001: Impagliazzo (S. Egidio), “dobbiamo continuare a costruire ponti, avvicinare le persone, a favorire il dialogo”
“Sono trascorsi 25 anni dall’11 settembre del 2001, un giorno di immenso dolore che ha cambiato gli Stati Uniti e per molti aspetti ha cambiato il mondo. In tutti questi anni la comunità di Sant’Egidio, con fedeltà, con simpatia verso il popolo americano, ha continuato a custodire la memoria di quel giorno nella preghiera. Ogni 11 settembre ci siamo ritrovati per ricordare le vittime, per essere vicini alle loro famiglie e per chiedere a Dio il dono della pace”. Lo ha detto Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di sant’Egidio, ieri sera nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma, introducendo la preghiera promossa per ricordare le vittime del terrorismo e di tutte le guerre. “Lo abbiamo fatto – ha detto – perché crediamo che ricordare non significa soltanto volgere lo sguardo al passato, ma assumersi una responsabilità per il presente e per il futuro. Oggi ricordiamo anzitutto le migliaia di persone di moltissimi paesi del mondo che persero la vita, le loro famiglie e tutti coloro le cui vite furono segnate per sempre da quella tragedia. Ricordiamo in modo particolare l’opera eroica dei vigili del fuoco, degli agenti di polizia, dei soccorritori e delle tante persone comuni che persero la vita mentre cercavano di salvare quella degli altri”. Ricordiamo questa data “in un tempo in cui il linguaggio e la logica della forza sembrano ancora una volta guadagnare terreno nel nostro mondo. Proprio per questo ricordare diventa ancora più significativo”, ha sottolineato il presidente della Comunità di Sant’Egidio evidenziando che “la memoria non può limitarsi a custodire il dolore del passato, deve aiutarci a comprendere dove possono condurre l’odio, la violenza, il terrorismo, la paura e la divisione del mondo tra amici e nemici”. Dobbiamo – ha concluso – “continuare con pazienza a costruire ponti, a avvicinare le persone, a favorire il dialogo e a sanare le divisioni, soprattutto laddove la riconciliazione sembra impossibile, come ci insegna ogni giorno nei suoi insegnamenti Papa Leone XIV. L’11 settembre ha cambiato il mondo. La nostra responsabilità oggi è contribuire a cambiarlo in meglio ancora una volta, attraverso il lavoro paziente e coraggioso della pace”.
11 settembre 2001: mons. Blaj (Santa Sede), memoria delle vittime “non lascia soltanto un dolore da custodire” ma “ci affida un compito, fare delle nostre comunità case della pace”
“La pace comincia quando l’altro cessa di essere una categoria e torna ad essere una persona. In quel momento il potere cessa di manifestarsi come dominio, per esprimersi invece come libertà di servire il bene dell’altro, che diventa il bene di tutti”. Lo ha detto ieri sera mons. Mihaita Blaj, sotto-segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Segreteria di Stato, presiedendo, nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma, una preghiera, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, a 25 anni dai terribili attentati dell’11 settembre 2001 per ricordare le vittime del terrorismo e di tutte le guerre. “È un dovere ricordare perché ciò che riceviamo dal passato porta con sé una responsabilità, non permettere che dal dolore nasca nuovo odio”, ha detto aggiungendo che il terrorismo ha continuato a colpire case, mercati e scuole, chiese, moschee e sinagoghe, “spesso lontano dall’attenzione del mondo”. “Ricordare l’undici settembre “non ci impedisce di dimenticare anche le altre vittime, e la nostra preghiera si allarga a quanti sono stati travolti dalle guerre, uomini, donne e bambini ai quali la violenza ha tolto la casa e affetti, talvolta la vita. Purtroppo lo scenario è lo stesso ovunque. I primi a pagare un prezzo altissimo a causa della violenza e delle guerre sono le persone innocenti”, ha sottolneato mons. Blaj: “chi è stato colpito ha diritto alla giustizia, non alla vendetta, ma nemmeno alla rassegnazione” ed ha ricordato che Papa Leone XIV ha chiesto che ogni comunità diventi “una casa della pace, un luogo nel quale l’ostilità venga disarmata attraverso l’incontro e la parola, e nel quale giustizia e perdono siano custoditi insieme”. Venticinque anni dopo, “la memoria delle vittime – ha concluso – non ci lascia soltanto un dolore da custodire, ci affida un compito, fare delle nostre comunità, domestiche, civili e religiose, case della pace”.
Argentina: oggi e domani colletta nazionale “Más por menos” promossa dalla Conferenza episcopale. “Condividere con gioia, speranza di molti”
La Commissione episcopale di aiuto alle regioni più bisognose della Conferenza episcopale argentina invitato a partecipare alla colletta nazionale “Más por menos”, che si terrà oggi e domani in tutto il Paese con il motto “Condividere con gioia, speranza di molti”. Mons. Gustavo Montini, vescovo di Santo Tomé e componente della Commissione, ha inquadrato la campagna nella preparazione della prossima visita di Papa Leone XIV in Argentina e ha sottolineato il valore della solidarietà come espressione di speranza: “Stiamo vivendo un momento molto bello, quello della preparazione ormai vicina della visita di papa Leone XIV in Argentina. Ci entusiasma e siamo sicuri che si tradurrà in una benedizione per tutti”.
Da parte sua, mons. Luis Martín, vescovo di Santa Rosa, ha incoraggiato a vivere la colletta come un gesto di comunione con le diocesi più bisognose del Paese. “Auspico che il Papa ci trovi con un cuore grande, perché siamo stati capaci di condividere con gioia ciò che abbiamo con coloro che ne hanno più bisogno”, ha dichiarato. La campagna offre diverse alternative per effettuare donazioni durante tutto l’anno, tra cui bonifico o deposito bancario, codice QR, carte di credito o debito e i punti abilitati della rete Pago Fácil in tutto il Paese.
Svizzera: Lugano, oggi sul Monte Tamaro inaugurazione dell’anno pastorale. Giovani e famiglie con mons. de Raemy
Sarà il versetto del Salmo 34 “Guardate a lui e sarete raggianti” ad accompagnare oggi, sul Monte Tamaro, l’inizio dell’anno pastorale per la diocesi di Lugano. La giornata vedrà coinvolti famiglie, bambini, ragazzi, adolescenti, giovani, adulti, gruppi, associazioni, movimenti e comunità parrocchiali. Momento centrale sarà, alle 15, la celebrazione eucaristica presieduta dall’amministratore apostolico, mons. Alain de Raemy.
L’appuntamento odierno – spiegano dalla diocesi – è anche la prima proposta della Pastorale giovanile per il nuovo anno pastorale che accompagnerà ragazzi e giovani verso la Giornata mondiale della gioventù di Seoul, in programma nell’agosto 2027.
Madonnari: Taurianova, nel palazzo municipale un’opera dedicata a i “Miracoli della Madonna della Montagna”
Nei giorni scorsi è stata collocata, presso il Palazzo Municipale di Taurianova, l’opera “I Miracoli della Madonna della Montagna”, realizzata dall’artista madonnaro Gennaro Troìa e donata alla città dall’Associazione socio-culturale “Amici del Palco”. Alla cerimonia hanno preso parte il parroco don Mino Ciano, il sindaco Domenico Romeo e l’assessore regionale Eulalia Micheli, presidente di giuria dell’11° “Concorso internazionale dei madonnari – Città di Taurianova”. Nato per valorizzare l’arte dei madonnari, il concorso ha fatto dell’asfalto una tela a cielo aperto, trasformando per alcuni giorni le strade della città in un luogo di incontro tra arte e comunità. L’opera, di due metri per tre, è nata durante la decima edizione del concorso, dedicata ai Miracoli della Madonna della Montagna. Da immagine effimera, destinata per sua natura a durare il tempo di una festa, diventa oggi patrimonio stabile della comunità: un segno di devozione che resta a disposizione di tutti i cittadini, nella casa comunale. La donazione, accettata dalla Giunta Comunale, è avvenuta “a titolo gratuito e senza alcun onere per l’Ente”, spiega una nota evidenziando che l’associazione ha provveduto “direttamente all’installazione e alla fornitura del sistema di illuminazione”. “Abbiamo voluto che il lavoro del maestro madonnaro Gennaro Troìa non finisse con la fine della manifestazione”, dichiara il Presidente dell’Associazione, Giacomo Carioti: il concorso dei madonnari “vive di arte che nasce sull’asfalto e svanisce. Questa volta, nell’anno del Giubileo dei 130 anni dei Miracoli, abbiamo scelto di fermare quell’immagine e di consegnarla alla città”.
Capodanno ebraico: Mattarella, “sollecita sentimenti di speranza e rinascita, interpellando tutti a coltivare le ragioni di riconciliazione, dialogo e rispetto reciproco”
“L’inizio del nuovo anno nel calendario ebraico sollecita sentimenti di speranza e di rinascita, interpellando tutti e ognuno a coltivare le ragioni della riconciliazione, del dialogo e del rispetto reciproco. Queste benevole aspirazioni sono largamente condivise dall’umanità, senza distinzioni di credo religioso, concezione filosofica o convinzione politica. La lieta ricorrenza di Rosh haShanà ci esorta a darne concreta realizzazione nelle opere della quotidianità”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Capodanno ebraico.
Per il Capo dello Stato, “occorre accogliere questa esortazione in senso ancor più cogente nell’attuale momento storico, esposto a incertezze, conflitti, al rischio che nuovi muri si frappongano permanentemente tra le persone”. “È dovere di tutti, indistintamente, concorrere a scongiurare tali derive nefaste, impedendo che i valori della giustizia, della solidarietà e della pace siano sviliti, ridotti a idealismi astratti, subordinati a logiche di pura prevaricazione”, ammonisce Mattarella, evidenziando che “sono, al contrario, i capisaldi della Repubblica Italiana e della vita della nostra comunità nazionale, antidoti a ogni forma di intolleranza e discriminazione”. “Che questi giorni di festa – l’auspicio conclusivo del presidente possano indurre tutti a riflettere su quanto essi siano presupposti irrinunciabili per una civile e proficua convivenza, per la costruzione di società più coese nel rispetto del pluralismo, per la salvaguardia di un ordine internazionale pacifico, prospero, equo e regolato dal diritto”.
R. D. Congo: incendio a Bukavu, nel Kivu Sud. Agbor (Unicef), “morti almeno 26 bambini, altri 25 feriti. Impatto di lunga durata”
“L’Unicef è profondamente rattristato e allarmato dal recente incendio a Bukavu, nel Kivu Sud, divampato il 10 settembre, che ha causato la morte di almeno 26 bambini e il ferimento di altri 25. Esprimiamo le nostre sincere condoglianze alle famiglie in lutto e manifestiamo la nostra solidarietà ai bambini, alle famiglie e alle comunità colpite da questa tragedia”. Così John Agbor, rappresentante dell’Unicef nella Repubblica Democratica del Congo, ha commentato il tragico incendio a Bukavu, nel Kivu Sud.
“L’incendio ha colpito alcune abitazioni e due scuole elementari a Furaha e Ujamaa, causando tragiche perdite umane, mentre i bambini feriti stanno attualmente ricevendo cure mediche”, ha aggiunto, rilevando che “l’impatto dell’incendio sui bambini è di lunga durata. Al di là della distruzione delle case e delle scuole, i bambini stanno affrontando un disagio psicologico in un contesto già instabile, caratterizzato da conflitti armati e insicurezza”. “L’Unicef – ha sottolineato Agbor – sta collaborando con i propri partner per aiutare i bambini, le famiglie e le comunità colpite, fornendo assistenza psicologica e sostegno psicosociale ai bambini, compresi gli studenti, e ai membri delle comunità colpite, nonché favorendo l’accesso all’istruzione affinché gli studenti colpiti possano proseguire l’anno scolastico. Undici bambini, separati dai propri genitori, ieri sono stati ricongiunti alle loro famiglie”.
Famiglia: Forum Basilicata, oggi a Potenza il convegno sull’esperienza dei Cpf
“I centri per la famiglia – Luoghi privilegiati per lo sviluppo territoriale di politiche sistemiche, di progettazione e co-programmazione di interventi”. Questo il tema di un convegno che si svolgerà oggi alle 10.30, presso la Sala B del Consiglio regionale della Basilicata.
L’evento, organizzato dal Forum delle associazioni familiari di Basilicata presieduto da Gianfranco Apostolo, nasce con l’obiettivo di accendere i riflettori sul ruolo chiave e strategico dei Centri per la famiglia (Cpf). Nati per superare la logica assistenziale ed emergenziale, i CpF si configurano oggi come “veri e propri hub di innovazione sociale e laboratori territoriali nei quali istituzioni, terzo settore e cittadini co-progettano risposte concrete alle esigenze della comunità”. I Centri per la famiglia rappresentano spazi permanenti e di prossimità volti a valorizzare la famiglia non solo come destinataria di aiuti, ma come risorsa attiva del tessuto sociale. Tra i temi al centro dell’incontro figurano la promozione della genitorialità (a partire dai “primi mille giorni”), l’invecchiamento attivo e lo scambio intergenerazionale, il contrasto alle nuove fragilità (alfabetizzazione digitale, prevenzione delle dipendenze) e l’introduzione di figure chiave come il Family Welfare Manager per coordinare le reti locali ed evitare sovrapposizioni con i servizi esistenti. All’incontro interverranno Assuntina Morresi, vice capo gabinetto della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità; Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, e Cosimo Latronico, assessore alla Salute e politiche per la persona della Regione Basilicata coordinati dal presidente del Forum delle associazioni familiari di Basilicata.
Diocesi: Fano, stamattina approfondimento degli “Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale”
Il documento sugli “Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale” pubblicato dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita sarà al centro di una mattinata di approfondimento che si terrà oggi, sabato 12 settembre, al Prelato Basso per iniziatica dell’Ufficio per la Pastorale della famiglia della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.
“A guidare la riflessione attraverso una specifica relazione – si legge in una nota – sarà don Andrea Franceschini, che aiuterà i partecipanti a interrogarsi sugli attuali percorsi in vigore nelle nostre parrocchie e sulle prospettive di rinnovamento aperte dal testo vaticano”. I lavori verranno aperti, alle 9.30, con il saluto e l’introduzione del vescovo diocesano, mons. Andrea Andreozzi. Seguirà, alle 9.45, la relazione di don Franceschini sul tema “Quali cammini in preparazione al matrimonio? Riflessione a partire dal documento ‘Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale’”. Dopo il dibattito e la pausa, l’appuntamento riprenderà alle 11 con un momento di verifica comunitaria dei cammini attuali e il lancio di nuove proposte per un rinnovamento pastorale efficace e radicato nel territorio.
Svizzera: Caritas Ticino, oggi al Centro Laudato si’ “Far circolare il sociale, rigenerare risorse e comunità”
Un’occasione per riflettere insieme su come far circolare non solo risorse e materiali, ma anche competenze, relazioni e opportunità, contribuendo a rigenerare le comunità e a costruire nuovi modelli di sviluppo più sostenibili e inclusivi. Così la Caritas Ticino ha presentato la giornata “Far circolare il sociale, rigenerare risorse e comunità: l’economia circolare come strumento di economia sociale” che si svolge oggi, dalle 9.30, presso il Centro di ecologia integrale – Laudato si’ a Sant’Antonino. Nella sessione mattutina è previsto l’intervento di Paolo Venturi, direttore di Aiccon (Associazione italiana per la promozione della cultura della cooperazione e del non profit) dell’Università di Bologna, Simona Maschi, co-fondatore e direttore del Copenhagen Institute of Interaction Design, Mario Calderini, docente di Impact and Sustainability Management al Politecnico di Milano, Piergiuseppe Morone, docente di Politica economica all’Unitelma Sapienza di Roma, moderati da Silvia Perdichizzi, giornalista di Avvenire; al pomeriggio, invece, Riccardo Bodini, direttore di Euricse, Laura Maria Ferri, docente di Economia aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager del Gruppo CGM, moderati da Stefano Frisoli, direttore di Caritas Ticino.













