Collocamento al lavoro per le persone con disabilità, CoorDown: «Un percorso pieno di ostacoli»

L’indagine del Coordinamento nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down evidenzia le difficoltà applicative del sistema

L’indagine del Coordinamento nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down evidenzia le difficoltà applicative del sistema.

Il Report si basa su 417 interviste in tutta Italia e nasce dalle segnalazioni delle famiglie

L e persone con disabilità hanno il diritto di ricevere agevolazioni per accedere ai servizi per il collocamento al lavoro. Ma per usufruire di tale diritto devono prima ottenere il riconoscimento del loro status di persona con disabilità. Non è sempre semplice passare dalla teoria alla pratica: il percorso può essere costellato di ostacoli, disagi, disparità e conflitti. Una situazione che CoorDown, il Coordinamento nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down, ha deciso di raccontare un’indagine dedicata ai percorsi di accertamento della disabilità delle persone con sindrome di Down. Il report, basato su 417 interviste in tutta Italia e nato dalle segnalazioni e dalle criticità espresse direttamente dalle famiglie, evidenzia come, nonostante interventi regolatori, vi siano ancora difformità applicative. Quasi il 6% degli interessati, tutte persone con sindrome di Down, percepisce attualmente l’indennità di frequenza e ben il 32% l’ha percepita in passato. Eppure a chi è affetto da sindrome di Down spetterebbe l’indennità di accompagnamento. «Una percentuale che, grazie ad alcuni interventi normativi, è diminuita nel tempo – spiega, a Sanità Informazione, Carlo Giacobini, consulente CoorDown -.

Inps e famiglie: slalom tra errori e contenziosi

Da una parte le commissioni Inps, nonostante abbiano ricevuto la precisa indicazione di attribuire l’indennità di accompagnamento alle persone con sindrome di Down, non sempre lo fanno, dall’altro diverse famiglie non sanno di averne diritto». Errori che spiegano l’elevato numero di contenziosi: il 40,8% delle famiglie ha tentato, con varie modalità, di far modificare i relativi verbali, o rivolgendosi al giudice, o chiedendo una revisione all’Inps, o presentando domanda di aggravamento. Un aspetto ancor più preoccupante riguarda il mondo del lavoro.


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Le persone con sindrome di Down lamentano ritardi cronici da parte delle Istituzioni preposte. Spingere sull’inserimento lavorativo

«Per accedere al sistema di collocamento mirato (legge 68/1999) – continua il consulente CoorDown – è necessario essere in possesso della relativa valutazione». Dall’indagine emerge che quel verbale ce l’ha poco meno della metà (48,2%) dei maggiorenni. Il rimanente 51,8% è privo del riconoscimento ex legge 68/1999 o perché non l’ha richiesto (35,4%) o perché è in attesa di convocazione (5,8%) o perché è stato dichiarato incollocabile (10,6%). «Sono definiti “incollocabili” – spiega Giacobini – coloro che, a parere della Commissione, non sono in grado di svolgere nessun tipo di lavoro.

Tuttavia, tale impedimento al lavoro dovrebbe essere espresso solo quando metterebbe in pericolo la vita o l’incolumità propria o altrui».

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