Comunità educante, sinergia che promuove la crescita dei ragazzi

Nella sala Monteleone del Consiglio regionale della Calabria un confronto con don Panizza e Luciano Squillaci

«Una comunità umanizzante non impoverisce ma arricchisce. Essa si concretizza solo considerando i bambini autentici autori dell’educazione». Le parole di Don Giacomo Panizza, Portavoce regionale Alleanza contro la povertà in Calabria, esprimono lo spirito del convegno “Con i bambini: esperienze di Comunità educante”. La giornata del 24 maggio, presso la Sala Monteleone del Consiglio regionale della Calabria, è stata una proficua occasione di confronto tra tutti gli attori che quotidianamente operano nel mondo dell’educazione e dell’istruzione.

A partire dall’analisi del fenomeno della povertà educativa in Calabria e dal racconto delle buone pratiche, scuola e università hanno dialogato con le istituzioni e il Terzo settore per interrogarsi su quali interventi attuare per costruire e garantire un welfare di comunità e una scuola delle opportunità.

L’incontro è stato promosso dai soggetti responsabili di alcuni dei progetti selezionati da “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile – “Prima Infanzia” (0-6) e “Adolescenza” (11-17). Più nello specifico l’I. C. di Motta San Giovanni, il Consorzio Macramè, la Comunità Progetto Sud e Civitas solis rappresentano ampie ed autorevoli partnership che, secondo un approccio di comunità educante, operano in stretta sinergia per creare nuovi ambienti e opportunità di apprendimento all’interno delle strutture scolastiche e delle reti, promuovendo il protagonismo dei ragazzi e delle loro famiglie.

A moderare il convegno la prof.ssa Teresa Marino, dirigente scolastico presso l’Istituto Comprensivo di Motta San Giovanni. Porgono i saluti istituzionali Nicola Irto, presidente del Consiglio Regionale della Calabria e Giovanni Pensabene, portavoce Forum regionale Terzo Settore. Rappresentano le best practice Fabio Macheda per “Come un faro: abitiamo la Comunità educante”, Giuseppe Carrozza per “Rizoma”, Isabella Saraceni per “Apptraverso la Calabria” e Francesco Mollace per “Crescere in Calabria”.

Nel corso del dibattito, Sabina Licursi, professore presso l’Unical, ha messo in luce la necessità di un modello educativo condiviso per il contrasto alla povertà educativa. «Servirebbero – afferma la sociologa – politiche in grado di incidere più a fondo e in maniera più estensiva nel medio e lungo periodo; investimenti mirati dove più acute sono le criticità; più risorse su asili nido, tempo pieno e mense scolastiche ed infine un raccordo tra politiche di contrasto alla povertà».

Maurizio Piscitelli, Dirigente con funzioni tecnico- ispettive dell’Ufficio VI dell’USR Calabria – AT di Reggio Calabria, pone l’accento sul fenomeno della dispersione scolastica e cita l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile soffermandosi sull’obiettivo di fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva attraverso opportunità di apprendimento per tutti. «Un’istruzione di qualità – sostiene Piscitelli – è la base per migliorare la vita delle persone e raggiungere lo sviluppo. È necessario raddoppiare gli sforzi per aumentare il livello base di alfabetizzazione».

In rappresentanza del Terzo Settore interviene Luciano Squillaci, Presidente FICT – Componente della Consulta Regionale del TS, che sottolinea come la coesione sociale sia il prerequisito fondamentale per lo sviluppo del welfare non inteso come assistenzialismo ma come benessere della Comunità. Rimarcando l’importanza del capitale sociale e dell’empowerment inteso come capacità di autodeterminazione, Squillaci espone la problematica di una programmazione sociale errata, spesso ideata a partire dalle risorse e non dall’analisi dei bisogni. Il Presidente della FICT invita i presenti a ripensare ad un nuovo modo di progettare a partire dalla necessaria approvazione del regolamento attuativo della L. 328/2000, ancora assente nella Regione Calabria.

Sulla stessa lunghezza d’onda Carlo Borgomeo, Presidente Impresa sociale Con i bambini. Intervenuto in videoconferenza sottolinea come il Terzo Settore sia il più potente mezzo di sviluppo. «È ora di capire – dichiara Borgomeo – che chi lavora sul capitale umano lavora sullo sviluppo del territorio. Per questo è necessario partire dai bambini e dai ragazzi per la crescita del Paese». Infine, Angela Robbe, assessore al Lavoro e al welfare della Regione Calabria, nel congratularsi con i relatori intervenuti, afferma che “fare sociale” richiede coraggio. «Abbiamo bisogno di educare le Comunità ad essere tali».

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