Avvenire di Calabria

Il comitato di Reggio Calabria: In prima linea contro emergenze sanitarie e sociali

Croce rossa, un impegno che va oltre la pandemia

di Redazione web

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Un impegno sempre costante, mai venuto meno nell’ultimo anno da quanto il 9 marzo del 2020, anche il nostro paese è finito in lockdown. In questo tempo di pandemia, i volontari del Comitato di Reggio Calabria, come tutti i volontari di Croce rossa d’Italia hanno risposto alla chiamata. Il presidente del Comitato nazionale di Croce rossa italiana Francesco Rocca l’ha chiamato «il tempo della gentilezza» e con infinita gentilezza i volontari Cri sono scesi in campo. A gennaio nelle prime fasi del Covid-19 si era già partiti con la misurazione della temperatura all’aeroporto di Reggio per i passeggeri in entrata, ma con il lockdown generale la situazione è rapidamente peggiorata. Tra le attività più importanti c’è stata la spesa solidale, portata a casa ai cittadini vulnerabili, poi con la consegna a domicilio dei farmaci per poi collaborare con le scuole del territorio per la consegna a domicilio i tablet dalle scuole per far studiare i ragazzi. «All’inizio è stata molto dura per tutti: la paura dell’ignoto, di essere sopraffatti dalla malattia» afferma Daniela Marcella Dattola, presidente del Comitato reggino. «È stato molto difficile – aggiunge – ma i volontari hanno risposto, non si sono tirati indietro ed ogni giorno hanno servito la cittadinanza. Sono fiera dei miei volontari che non si sono risparmiati un solo giorno, hanno messo da parte la paura e sono scesi in campo, facendo numeri eccezionali per il nostro comitato e in favore di tutti».

Appena sono partite le vaccinazioni vi siete subito mobilitati. Ci può raccontare questo servizio del tutto particolare?

Le vaccinazioni sono tutt’ora un punto importantissimo per la lotta alla pandemia mondiale da Covid-19 e l’inizio delle attività ha dato una grande speranza a tutti, dopo la fase iniziale destinata al personale sanitario quando ci è stato comunicato che sarebbero state fatte partecipi le fasce di popolazione più deboli ci siamo subito attivati e appena sono partite in ambito territoriale, abbiamo supportato il centro vaccinale di Reggio Calabria sito a Palazzo Campanella, per la vaccinazione degli ultraottantenni. Abbiamo supportato le attività nell’hub vaccinale di Siderno gestito dal Comitato regionale di Croce rossa e tra le tante difficoltà legate alla distanza, i nostri volontari come sempre non si sono risparmiati andando con i propri mezzi a Siderno per dare il loro contributo anche quando i nostri mezzi di servizio non erano disponibili per partecipare alle attività. Nel mese di maggio è partito un servizio importantissimo legato allo screening della popolazione con i tamponi rapidi presso la Stazione centrale di Reggio Calabria, un progetto di portata europea che coinvolge contemporaneamente otto nazioni ed in particolare in Italia tutte le Città metropolitane.

La vostra mission va, però, ben oltre l’attuale emergenza sanitaria. Come può descrivere il senso di fare volontariato in Croce rossa?

Ogni volontario serve secondo i sette principi del nostro codice deontologico: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità. Essi sono per noi non solo imprescindibili quando indossiamo la divisa ma una delle basi fondamentali nella vita di tutti i giorni. La bellezza dell’essere volontario Cri sta soprattutto in questo: donarsi agli altri sempre a prescindere da chi abbiamo davanti. Essere volontari in questo periodo storico contrassegnato dall’individualismo e spesso dalla superficialità non è facile, donarsi agli altri e donare il proprio tempo sembra sempre più difficile e in certi casi impensabile. In questo senso donarsi agli altri seguendo questi nostri principi è un atto rivoluzionario. Se ciascuno nel proprio piccolo si dona all’altro, si può davvero fare la differenza.

 In che modo formate i vostri volontari?

Essere volontario di Croce rossa italiana presuppone una formazione continua e specifica a seconda delle varie aree in cui si opera. La storia legata alla nostra associazione induce a pensare che essa sia prettamente di supporto sanitario. In realtà operiamo anche in ambito sociale, emergenziale, nel campo della cooperazione internazionale, mondo giovanile e ogni ambito in cui il volontariato può fare la sua parte. Ogni nostro volontario viene formato all’inizio del suo percorso con il corso base che prevede una formazione sì basilare ma completa. Dopo un tirocinio di tre mesi e l’effettiva qualifica di volontario, ci si affaccia alle più varie specializzazioni secondo le proprie attitudini fino a diventare istruttori e formatori. Il mondo di Croce rossa è vastissimo con più di duecento corsi aperti a volontari e non, come ad esempio quelli sull’uso del defibrillatore e di primo soccorso. Una formazione per tutti e destinata a servire tutti.

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