Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 6 Maggio 2026

Liberi sotto la grazia

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Leone XIV: presentato oggi a Roma “Liberi sotto la grazia” con scritti inediti del Papa quando era priore agostiniano

“‘Liberi sotto la grazia’ è un’occasione preziosa, direi unica, di conoscere meglio e in maniera approfondita i contorni spirituali, teologici e culturali di Robert Francis Prevost, di conoscere le origini, il pensiero, quando non sapeva che sarebbe diventato Papa”. Lo ha affermato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, durante la presentazione del libro tenutasi al Pontificio Istituto patristico Augustinianum di Roma. “La parola comunione nel libro ritorna 116 volte e la parola unità 62 – ha sottolineato Ruffini –. Questa è un’indicazione anche riguardo alla comunicazione: la comunione che ci unisce è il più straordinario mezzo di comunicazione che abbiamo e la comunicazione a sua volta è uno straordinario strumento di comunione, così come può essere purtroppo anche di divisione”. Durante la presentazione padre Joseph Farrell, attuale priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, ha ricordato l’ultima volta che il suo predecessore è entrato nell’Istituto prima di diventare Papa: “Il 6 maggio, il giorno prima del Conclave, il cardinale Prevost è venuto a condividere il pranzo con noi, come era sua abitudine quando era tornato a Roma. Dopo pranzo abbiamo pregato con lui. In quel momento non avevamo idea di cosa lo Spirito Santo stesse dicendo agli altri cardinali che avrebbero partecipato al solenne servizio di scelta”.

Gioco d’azzardo: Alea, Forum famiglie e Associazioni consumatori ad Agcom, “no a ogni forma nascosta di pubblicità”. Venerdì presentazione di un documento a Roma

Venerdì 8 maggio, alle 13, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, in via della Missione 4 a Roma, sarà presentato il documento comune di osservazioni alla consultazione pubblica Agcom sulle Linee guida per le campagne di comunicazione in materia di gioco d’azzardo.
L’iniziativa nasce dopo la Delibera Agcom n. 85/26/Cons, con la quale l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha sottoposto a consultazione pubblica l’atto integrativo delle Linee guida sulle campagne di comunicazione contro la cosiddetta “ludopatia”. Alea – Associazione scientifica per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, il Forum nazionale delle associazioni familiari e cinque Associazioni dei consumatori chiedono che le campagne sul “gioco responsabile” non diventino, anche indirettamente, una nuova forma di promozione del gioco d’azzardo.
Il documento comune sollecita regole più stringenti affinché la comunicazione di prevenzione sia chiara, sobria, verificabile e non promozionale. La prevenzione deve proteggere le persone, le famiglie e i consumatori, senza rendere il gioco d’azzardo più accettabile, familiare o desiderabile. Particolare attenzione viene posta ai messaggi che, pur presentandosi come informativi, possono richiamare l’esperienza della scommessa attraverso bonus, cashback, countdown, colori, suoni, interfacce digitali, ambientazioni sportive o altri stimoli capaci di rafforzare l’attrazione verso il gioco.
Le associazioni chiedono inoltre di adottare stabilmente la denominazione corretta di Disturbo da gioco d’azzardo (Dga), di riconoscere il danno prodotto anche sui familiari e sui terzi coinvolti, di impedire vantaggi reputazionali ai concessionari attraverso campagne apparentemente sociali e di rafforzare gli strumenti di tutela: autoesclusione, limiti di tempo e di spesa, divieto di profilazione a fini di marketing, alert sui comportamenti a rischio e monitoraggi indipendenti degli effetti comunicativi.
All’incontro parteciperanno Maurizio Fiasco, presidente di Alea; Emma Ciccarelli, per la presidenza del Forum nazionale delle associazioni familiari; Remigio Del Grosso per Adusbef e Francesco Rosolini per Codici, anche a nome di Gabriele Melluso per Assoutenti, di Giovanni Ferrari per Casa del Consumatore e di Massimiliano Dona per Unione nazionale consumatori.
Parteciperanno parlamentari di diversi gruppi della Camera.

Libri: la depressione raccontata come esperienza umana

È un viaggio narrativo dentro la depressione il nuovo libro di Angelo Palmieri, “Il vetro sporco del tempo. Il fragile mestiere di esistere”, pubblicato da La Mongolfiera Editrice. Nel volume, l’autore – sociologo presso la Caritas diocesana di Cassano all’Jonio, affronta questo delicato tema non come materia da spiegare in modo astratto, ma come esperienza umana da ascoltare, attraversare e accompagnare. Si tratta di un testo a metà strada tra narrazione, riflessione sociale e meditazione spirituale. Al centro ci sono le storie di chi vive il buio della solitudine, il peso invisibile della sofferenza, la fatica di trovare parole per dire il proprio dolore. “Questo libello non nasce per spiegare cos’è la depressione. Nasce per stare accanto”, scrive l’autore, indicando fin dalle prime pagine l’intento del libro. Attraverso la figura narrativa di Giulio e una serie di incontri segnati da silenzi, cadute e piccoli gesti di prossimità, “Il vetro sporco del tempo” invita a guardare la fragilità non “come fallimento individuale, ma come domanda di relazione. In un tempo segnato dalla prestazione, dall’isolamento e dall’esposizione continua di sé”, il libro richiama “la necessità di comunità capaci di ascoltare senza giudicare e di restare accanto senza invadere”. Il testo è dedicato “a chi ha attraversato la notte” e parla a quanti vivono o hanno vissuto l’esperienza del dolore psichico, ma anche a educatori, operatori sociali, famiglie, comunità ecclesiali e persone impegnate nella cura.

Leone XIV: Tv2000, venerdì sera in onda il documentario “La forza della mitezza”

In occasione del primo anniversario dall’elezione, Tv2000 manderà in onda venerdì sera, alle 21.10, il documentario “La forza della mitezza” dedicato ai primi dodici mesi del pontificato di Leone XIV. Un viaggio – si legge in un comunicato – attraverso i momenti più intensi e significativi del suo primo anno: l’impegno per la pace e la giustizia sociale, la continuità delle aperture pastorali nel solco dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, i viaggi, le scelte e lo stile con cui Papa Prevost si è presentato al mondo e guida la Chiesa. Uno stile, quello del Pontefice, improntato alla mitezza, profondamente radicato nel Vangelo e nella spiritualità agostiniana, e, proprio per questo, capace di risultare controcorrente in un contesto globale segnato dalla violenza dei conflitti e dall’arroganza dei potenti.
Il documentario di Gennaro Ferrara si arricchisce delle testimonianze di persone vicine al Papa e di autorevoli osservatori: il card. Baldo Reina, vicario generale per la diocesi di Roma; Vincenzo Buonomo, rettore della Pontificia Università Urbaniana e internazionalista; padre Pasquale Cormio, rettore della basilica di Sant’Agostino in Roma; don Sergio Massironi, teologo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Elise Ann Allen, corrispondente di Crux e autrice per Mondadori della biografia di Leone XIV.
Il documentario sarà disponibile on demand su Play2000, l’app di Tv2000 e inBlu2000.

Agostiniani: Firenze, venerdì presentazione del libro di Leone XIV “Liberi sotto la Grazia”

La Comunità Agostiniana di Firenze, assieme al Centro Studi internazionale Leone XIV e all’Associazione A Minimo Incipe Onlus, invita a partecipare, presso il convento di Santo Spirito, venerdì 8 maggio, alle 17.30, alla presentazione ufficiale a Firenze del libro di Papa Leone XIV “Liberi sotto la Grazia. Alla scuola di Sant’Agostino di fronte alle sfide della storia”.
L’iniziativa, promossa assieme alla Libreria Editrice Vaticana, alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale e al Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, si svolgerà nel giorno anniversario dell’elezione al Soglio Pontificio di Papa Leone XIV.
La Sala capitolare ospiterà la presentazione ufficiale del volume che raccoglie scritti, meditazioni e omelie di padre Robert Francis Prevost, offrendo una riflessione di ispirazione agostiniana sulle sfide della storia alla luce della grazia.
Interverranno Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, p. Giuseppe Pagano, priore di Santo Spirito, e Ugo De Vita.
Alle 9 sarà inoltre celebrata nella basilica una santa messa di ringraziamento.

Papa a Pompei: Unitalsi, venerdì volontari e ammalati saranno al santuario per la visita di Leone XIV

Ci sarà anche l’Unitalsi alla celebrazione eucaristica presieduta da Papa Leone XIV al santuario della Madonna di Pompei venerdì 8 maggio. “Saranno circa 60 i partecipanti dell’associazione – ha spiegato Ester De Martino, presidente della sottosezione dell’Unitalsi di Pompei – tra personale, accompagnatori e persone con disabilità, che prenderanno parte a questo importante momento di preghiera e condivisione, testimoniando ancora una volta l’impegno dell’Unitalsi accanto ai più fragili e il valore del pellegrinaggio come esperienza di fede e solidarietà”. La partecipazione all’evento si inserisce in un momento significativo per la sezione campana dell’Unitalsi: proprio alla vigilia della partenza del primo pellegrinaggio della sezione verso Lourdes, appuntamento centrale nella vita associativa, che ogni anno coinvolge numerosi volontari e ammalati in un cammino di spiritualità, servizio e fraternità. “La presenza a Pompei e a Napoli – si legge nella nota –, rappresenta un’occasione di preparazione spirituale e di rinnovato slancio, in un tempo di grazia segnato dall’incontro con il Santo Padre e dalla prossima esperienza di pellegrinaggio”.

Leone XIV: alle nuove Guardie Svizzere, “il vostro è impegno di fedeltà animato dall’entusiasmo giovanile”

“A voi, cari giovani che avete fatto il Giuramento, esprimo la mia stima e la mia gratitudine. Il gesto che avete compiuto attesta un impegno di fedeltà, animato dall’entusiasmo giovanile e fondato sulla fede in Dio e sull’amore per la Chiesa”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel saluto rivolto questo pomeriggio, nell’Aula Paolo VI, al termine della cerimonia di giuramento delle nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia. Il Pontefice ha definito la celebrazione “bella e toccante”, rivolgendo il suo “cordiale saluto” al presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin, e alle altre autorità civili e militari presenti. “Con affetto e riconoscenza – ha aggiunto il Papa – saluto i familiari delle Guardie Svizzere, grazie di essere venuti!”. Leone XIV ha quindi affidato il giuramento prestato dalle nuove reclute alla protezione della Vergine Maria, “insieme a tutto il prezioso servizio della Guardia Svizzera Pontificia”. Il Papa ha concluso augurando “a tutti buona serata e buona festa”, ripetendo il saluto in tedesco e in francese, le altre lingue ufficiali della Confederazione.

Tv2000: stasera a “Di Bella sul 28” approfondimento sui rapporti Usa-Santa Sede e sulla visita di Rubio in Vaticano e in Italia

La presidente dei deputati di Italia Viva, Maria Elena Boschi, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alessandro Morelli (Lega), sono gli ospiti del programma “Di Bella sul 28” condotto da Antonio Di Bella e trasmesso in diretta stasera alle 21.05 su Tv2000. Al centro della discussione un approfondimento sui rapporti Usa-Santa Sede con il botta e risposta tra il presidente Donald Trump e Papa Leone XIV. Ampio spazio anche alla visita del segretario di Stato americano, Marco Rubio, in Italia e in Vaticano e le conseguenti reazioni politiche. In studio anche Monica Mondo di Tv2000 e Livio Gigliuto dell’Istituto Piepoli.

80° Assemblea Costituente: Mattarella, “ribadiamo il patto di non lasciarci fuorviare nel cammino dei valori di solidarietà e coesione”

“Nell’80° anniversario del voto che volle la Repubblica e diede origine alla sua Costituzione, oggi qui a Gemona, nella solenne cornice del Consiglio regionale, insieme agli amministratori locali, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, del volontariato, in una terra e di fronte a un popolo capace di affrontare le avversità, di rialzarsi, ribadiamo – in un momento di memoria e di impegno – il Patto di non lasciarci fuorviare nel cammino di progresso, nell’affermazione dei valori di solidarietà e di coesione, che qui sono stati, in maniera esemplare, vissuti e realizzati”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Gemona alla cerimonia in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli.
“Quel che ha fatto seguito alla tragedia di cinquant’anni or sono conferma che il futuro dipende da noi, che l’esito della storia non è mai scontato ma è affidato alla responsabilità e alle scelte di persone e comunità”, ha evidenziato il Capo dello Stato. “Un insegnamento qui manifestato, in Friuli, che vale sempre”, ha ammonito: “Anche oggi, di fronte alle guerre, agli squilibri crescenti nel mondo, alle volontà di sopraffazione”.

Terremoto Friuli 1976: Mattarella, “ha segnato la storia di questi territori, di queste comunità e dell’intera Italia”

“Chi ha vissuto quel dolore – molti qui presenti – chi ha memoria diretta di quei giorni di terrore e disperazione, chi ha preso parte, da bambino o già da adulto, al lungo, faticoso, cammino della ricostruzione, sa bene che non stiamo facendo memoria di un avvenimento qualsiasi, bensì di un evento che ha segnato la storia di questi territori e di queste comunità. E dell’intera Italia”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Gemona alla cerimonia in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli.
“La forza interiore dalla gente friulana incontrò la straordinaria solidarietà di tutti gli italiani”, ha ricordato il Capo dello Stato, evidenziando che “dalle primissime ore dopo la scossa più devastante, vi fu la mobilitazione generosa dei militari dell’Esercito e dei Vigili del fuoco. La dedizione di tanti uomini in divisa, e le loro forze spese fino all’ultimo grammo di energia hanno salvato vite, curato feriti, contribuito a infondere fiducia e coraggio”. “Un senso di fraternità – ha sottolineato – che espressero anche tanti giovani, accorsi per prestare aiuto nei paesi e nelle campagne di un territorio che i più neppure conoscevano”. “Il nostro Paese conserva formidabili risorse morali di umanità e senso di unità, che sa esprimere nei momenti più difficili, prezioso patrimonio sociale e civile”, ha ammonito Mattarella, che ha voluto ricordare l’opera del commissario straordinario Giuseppe Zamberletti e quella del presidente della Regione di allora, Antonio Comelli, e del suo successore, Adriano Biasutti.

Terremoto Friuli 1976: Mattarella, “il concetto di resilienza trova qui la sua radice”

Al terremoto del 6 maggio 1976 “le popolazioni friulane seppero rispondere con determinazione e grande energia. Viene da pensare che il concetto di resilienza trovi qui la sua radice. Dal modo con il quale i friulani hanno reagito all’‘Orcolat’, che quella sera, e poi di nuovo nel settembre successivo, sembrò schiacciare il futuro. Fu il Friuli a prevalere sulla distruzione con la tenacia con l’impegno. I borghi vennero ricostruiti dove erano e come erano”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Gemona alla cerimonia in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli.
Il Capo dello Stato ha voluto ricordare come furono “quasi mille le vite improvvisamente falciate. La morte, le grida soffocate, le macerie entrarono nella testa e nel cuore e si conficcarono negli animi”. “Il lutto raggiunse ogni famiglia. Come nella guerra”, ha osservato Mattarella, aggiungendo che “oltre centomila persone rimasero senza un tetto, quella notte”.

Russia: mons. Pezzi, “per fare chiarezza e evitare la diffusione di teorie del complotto e false voci, desidero annunciare le mie dimissioni per motivi di salute”

“Per fare chiarezza e per evitare la diffusione di teorie del complotto e false voci, desidero annunciare le mie dimissioni per motivi di salute, che non mi consentono di governare adeguatamente questa amata e splendida diocesi”. È mons. Paolo Pezzi a spiegare di persona i motivi che lo hanno spinto a rinunciare al governo pastorale dell’arcidiocesi metropolitana della Madre di Dio a Mosca. Lo ha spiegato lui stesso in un discorso, pronunciato all’inizio della messa nella cattedrale di Mosca il 2 maggio scorso, celebrata con luna speciale intenzione “di unità e riconciliazione per la Chiesa locale”. Solo oggi però l’arcidiocesi di Mosca ha reso pubblico il testo. Papa Leone XIV ha nominato mons. Nikolai Dubinin, già vescovo ausiliare della Madre di Dio a Mosca dal 2020, come amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della medesima arcidiocesi.
“Continuerò a vivere con voi a Mosca”, ha annunciato Pezzi, e “a servire in qualsiasi ruolo” il vescovo Dubinin, “ritenga necessario e utile. Desidero ringraziare il Vescovo Nikolai per aver accolto il mio desiderio di rimanere strettamente legato a questa Chiesa e per aver permesso a me e al mio confratello, Padre Giampiero, di vivere nella Curia, al terzo piano, dove un tempo vivevano le suore salesiane. Da oggi in poi, non sarò più menzionato nelle preghiere eucaristiche. Questo non significa però che non possiate più pregare per me. Al contrario, vi chiedo di continuare a pregare per me, come avete fatto con tanta commozione e bellezza durante questi quasi 19 anni del mio ministero”, ha aggiunto mons. Pezzi.
Ricordando poi che la Santa Messa era celebrata per “pregare per l’unità e la riconciliazione della nostra Chiesa”, mons. Pezzi ha aggiunto: “Siamo chiamati, come dice l’apostolo Paolo, ad avere un’anima sola, cioè a preservare la nostra intera identità pur essendo su un’unica barca, che è questa splendida diocesi. Per navigare insieme nella stessa direzione, non basta che il capo, il vescovo, timoni in una certa direzione sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. È essenziale che tutti i marinai, anche quelli che occupano le posizioni più umili su questa nave, pensino insieme. Naturalmente, è possibile e persino auspicabile avere opinioni diverse, discuterne, anche dissentire dalla decisione del vescovo. Per questo stiamo diffondendo la metodologia sinodale. Perché ci aiuta a raggiungere una decisione comune”.
Prima di congedarsi, mons. Pezzi ha detto: “Oggi desidero chiedere perdono a tutti voi per quegli errori, quei peccati, quelle decisioni sbagliate, ma anche per quelle possibili offese – sebbene io non ricordi di aver mai offeso nessuno, ciò non significa che non possano essere accadute – vi chiedo sinceramente perdono per questo”.

Diocesi: Avezzano, domani mons. Massaro presiederà la messa per il convegno dei Gruppi di preghiera di Padre Pio

Sarà il santuario della Madonna di Pietraquaria ad ospitare domani, giovedì 7 maggio, il convegno dei Gruppi di preghiera di Padre Pio della diocesi di Avezzano. L’appuntamento, dedicato al tema “Trasformati nella celeste carità – Lo stile di san Pio nella sua storia e nella sua spiritualità”, prenderà il via alle 16.30 con l’adorazione eucaristica e le confessioni guidate da padre Guglielmo Alimonti. Alle 18 il vescovo dei Marsi, mons. Giovani Massaro, presiederà la celebrazione eucaristica conclusiva.

Chiese Basilicata: domani a Potenza inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano

Si terrà il 7 maggio, alle 10.30 nell’auditorium dell’Immacolata di Potenza, l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 del Tribunale ecclesiastico interdiocesano di Basilicata, istituito nel 2017 con decreto della Segnatura apostolica. Il programma prevede l’indirizzo di saluto di mons. Davide Carbonaro, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo e moderatore del Tribunale, seguito dalla relazione sull’attività dell’anno giudiziario 2025 affidata a don Nicola Salvatore Balzano, vicario giudiziale del Tribunale. La prolusione sarà tenuta da mons. Andrea Ripa, segretario del Supremo Tribunale Segnatura apostolica, sul tema “Giustizia e misericordia nel processo penale canonico, giudiziale e amministrativo”. Il Tribunale ecclesiastico interdiocesano opera al servizio delle Chiese locali della Basilicata, accompagnando i fedeli, in particolare nelle cause di nullità matrimoniale, attraverso percorsi di ascolto e discernimento che coinvolgono i pastori, i servizi di accoglienza diocesani e le realtà della pastorale familiare. Prima dell’avvio delle cause è previsto un ascolto delle parti e un’indagine pregiudiziale, con l’obiettivo di favorire prossimità e accessibilità. Tra gli strumenti attivati, anche un servizio di consulenza e un sito web dedicato, per offrire informazioni e facilitare l’accesso ai procedimenti. L’attività del Tribunale si inserisce in un orizzonte pastorale che unisce giustizia e misericordia, proponendo un cammino di verità e riconciliazione per le persone coinvolte.

Terremoto Friuli 1976: mons. Pellegrini (Concordia-Pordenone), “fede, accoglienza e solidarietà sono stati i pilastri di ieri e lo devono essere anche per il tempo di oggi”

“C’è un altro aspetto importante che ha caratterizzato il tempo del dopo terremoto: la solidarietà nata dall’emergenza, sia nei primi giorni dopo il disastro che negli anni successivi della ricostruzione, avvenuta in tempo relativamente rapidi e diventata modello esemplare per affrontare simili catastrofi”. Lo ha ricordato, stasera, il vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini, nella messa celebrata a Pinzano per ricordare il 50° anniversario del terremoto, l’Orcolat, che la sera del giovedì 6 maggio 1976, alle 21, ha distrutto buona parte del territorio friulano. “Qualcuno ha parlato, a ragione, di un’ondata di solidarietà che ha invaso le nostre terre formata da numerosi volontari, uomini, donne, anziani e giovani: gli Alpini per primi, l’Esercito, la Croce Rossa, ma anche tanti altri volontari di gruppi e Associazioni, singolarmente o in gruppo, dal nostro territorio, dalle regioni vicine, dall’Italia e dal mondo intero. Si può affermare senza ombra di dubbio che la forza, il desiderio e la volontà del popolo friulano, insieme al volontariato, hanno contribuito a delineare quello che è stato il motore del ‘modello Friuli’ che ha portato celermente, con l’aiuto dello Stato e delle autorità locali, a formare quell’intreccio tra varie realtà, che hanno contribuito alla veloce ricostruzione, gestendo in loco e senza sprechi di nessun genere, le attività e le numerose offerte che sono state raccolte e che sono arrivate per riedificare il territorio”, ha osservato il presule, evidenziando che “il Friuli ha offerto a tutto il Paese un esempio straordinario di coesione delle differenti forze sociali e politiche. Questa esperienza di solidarietà e di stretta collaborazione tra le varie istituzioni ha portato alla nascita della Protezione civile a livello nazionale e al consolidamento dei gemellaggi tra parrocchie e diocesi che la Caritas nazionale, avviata da qualche anno, ha messo in atto nel terremoto del Friuli. Esperienza che la Caritas continua ancora fino ai nostri giorni nelle varie urgenze che si verificano in Italia e nel mondo”. Mons. Pellegrini ha offerto anche un ricordo personale: “Sono anch’io legato direttamente al terremoto perché, quattro giorni dopo la prima scossa, da seminarista di terza teologia, con tre altri miei compagni di scuola, ci siamo recati nella frazione di Chialminis a Udine, per aiutare le persone del luogo, prevalentemente anziane e per condividere con loro storie vita, di lavoro e di preghiera, insieme ad altri volontari e a giovani militari”.
Il vescovo ha concluso: “I tempi sono cambiati e anche noi siamo cambiati. Ma il passato, lieto e triste che sia, se ascoltato e accolto con serietà, è utile e necessario per non perdere i grandi valori della nostra gente e delle nostre terre: fede, accoglienza e solidarietà. Sono stati i pilastri di ieri e lo devono essere anche per il tempo di oggi”.

Terremoto Friuli 1976: mons. Pellegrini (Concordia-Pordenone), “la popolazione dimostrò una forte capacità organizzativa, una grande dignità e compostezza”

“In quei 59 secondi, iniziati con un tremendo boato e avvolti dalla distruzione, dalla desolazione, dalle grida dei feriti e dal buio fittissimo, tutto sembrava perduto. Non si conosceva ancora la portata della distruzione e la notte, per la quasi totalità della popolazione, fu trascorsa all’aperto. Solo il sorgere del sole rivelò le reali dimensioni della catastrofe: 990 morti, almeno il triplo di feriti e 90.000 sfollati. 20.000 furono le abitazioni distrutte e 80.000 danneggiate. Nel pordenonese i comuni colpiti furono tredici, molte di più le parrocchie e si contarono una quarantina di vittime con moltissimi feriti. In questo comune di Pinzano un quinto delle case crollarono uccidendo 13 persone. Gravi danni avevano subito il municipio, le chiese e le scuole”. Lo ha detto, stasera, il vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini, nella messa celebrata a Pinzano “per ricordare il 50° anniversario del disastroso terremoto, l’Orcolat, che la sera del giovedì 6 maggio 1976, alle ore 21, ha distrutto buona parte del territorio friulano”.
Il presule, nell’omelia, non si è fermato però solo al dolore, ma si è concentrato sulla luce della speranza e sulla straordinaria reazione della popolazione: “Fin da subito il popolo friulano, superato il momento dello sconforto e del dolore, ha trovato la forza di rinascere dalle macerie e pensare al futuro. Due furono le parole chiave di quei tempi: Ciàf e Vìf”. La prima sta a indicare il “considerare bene le cose, con criterio e con la testa, pensando al futuro e soprattutto agli sbagli che sono stati fatti nel passato”. La seconda la “resilienza”. “Non un popolo di sopravvissuti che aspettano gli altri per agire, ma un popolo che ha reagito con volontà, con forza e con tenacia, caratteristiche che fanno parte dell’essere friulano. Il mantra che girava allora e che si ricorda spesso, consegnato da alcuni sacerdoti al vescovo Battisti di Udine e anche al nostro vescovo Abramo Freschi, e che la Chiesa ha sempre sostenuto, ‘prima le fabbriche, poi le case e infine le chiese’, indicava il desiderio di ripartire subito assicurando alle famiglie il bene più prezioso e più grande, il lavoro, nella consapevolezza che senza lavoro non ci sarebbe stata la ricostruzione e sarebbe ripresa l’emigrazione e lo spopolamento del territorio friulano, sperimentata negli anni passati. La popolazione locale – ha osservato il vescovo – dimostrò non solo una forte capacità organizzativa ma anche una grande dignità e compostezza”. Mons. pellegrini ha ricordato come vescovo e parroci “furono in prima linea accanto alla loro gente per sostenerla, consolarla e soprattutto per portare coraggio e forza che nascono dalla fede e dall’amore di Dio che non abbandona e ci lascia soli. Sorsero un po’ dappertutto nelle parrocchie colpite fortemente dal terremoto, nella nostra diocesi e nella diocesi di Udine, i centri di comunità, luoghi di incontro, di preghiera, di sostegno e di socialità, coordinati dalle Caritas di numerose diocesi, che si gemellarono con un centinaio di parrocchie”.

Cinema: Roma, consegnato al Policlinico Gemelli il Prisma Awards a Francesco Bruni per la sceneggiatura originale del film “Cinque secondi”

Un riconoscimento speciale al cinema capace di unire qualità artistica e valore umano: è questo lo spirito del premio assegnato da MediCinema e Prisma Awards nell’ambito dell’ottava edizione del Rome Prisma Film Awards.
Il premio è stato conferito a Francesco Bruni, attore, regista, scrittore, sceneggiatore, fotografo, per la sceneggiatura originale del film “Cinque secondi”, diretto da Paolo Virzì e distribuito da Vision, selezionato tra i film italiani del 2025 per la sua capacità di “fare bene”, ovvero trasmettere valori motivazionali positivi e distinguersi per eccellenza cinematografica. La sceneggiatura è firmata da Bruni insieme a Carlo e Paolo Virzì, su soggetto dello stesso Virzì e di Bruni.
La consegna del riconoscimento si è svolta il 5 maggio presso la sala MediCinema del Policlinico universitario A. Gemelli Irccs, in occasione della proiezione inaugurale del film. A premiare l’autore sono stati Laura Delli Colli, presidente dei Nastri d’Argento, e il direttore generale del Gemelli, Daniele Piacentini. L’evento ha confermato il crescente riconoscimento della cineterapia come strumento di cura integrata e complementare.
Il film “Cinque secondi” che ieri ha inaugurato al Gemelli l’8ª edizione dei Prisma Awards, è stato proiettato anche questa mattina al Cinema Farnese per un pubblico composto da studenti e docenti dell’Istituto di cinematografia Rossellini, con un dialogo post-proiezione di confronto con i ragazzi, su alcuni temi del film che li hanno colpiti, con Letizia Lafuenti psicoterapeuta della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, con cui Medicinema spesso collabora.
Prisma Awards inaugura la rassegna “Primi Passi” dedicata alle opere prime del grande cinema italiano, che poi si articolerà con ulteriori appuntamenti durante l’anno. Questa rassegna sarà aperta dal pluripremiato regista Matteo Garrone che interverrà per presentare il suo primo film “Terra di mezzo”; nei giorni successivi, 8 e 9 maggio, il festival si svilupperà sempre al cinema Farnese a Roma con serate di proiezioni speciali alle 21 dei corti in concorso.
Sabato 9 maggio, alle 16.30, Prisma Awards organizzerà due tavole rotonde nella libreria Spazio Sette, la seconda tavola sarà aperta da Marina Morra, manager di Medicinema, e Mariana Mazza, psichiatra presso l’Uoc di Psicologia clinica e d’urgenza della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, che racconterà dei risultati conseguiti con la cineterapia, grazie allo studio di ricerca effettuato con Medicinema denominato “Emozioni al femminile”, dedicato a pazienti con fragilità emotiva in cura al Gemelli.
Il  è un festival nato dalla convinzione che il cinema sia uno strumento di trasformazione culturale e sociale. Dal 2018 ha organizzato più di 50 eventi in diversi cinema romani, accostando alla fruizione cinematografica reali opportunità di incontro internazionale, formazione, crescita.

Diritti umani e pace: Milano, domani all’Università Cattolica alcune scuole racconteranno il lavoro svolto a partire da presentazione di “Storia del cedro generoso e resiliente”

Per un giorno la voce dei bambini e dei ragazzi diventa ambasciatrice di diritti umani e di pace, in dialogo con docenti universitari ed esperti. Il lavoro svolto in alcune classi di scuole primarie e secondarie inferiori di Milano sarà esposto dagli alunni stessi giovedì 7 maggio in Università Cattolica in un evento promosso nell’ambito della Civil Week (aula C012 via Carducci 28/30, ore 14.30).
La giornata ha due obiettivi: sensibilizzare la coscienza sul tema delle migrazioni attraverso il Mediterraneo e promuovere un percorso di educazione alla resilienza.
L’occasione è la presentazione del silent book-libro illustrato “Storia del cedro generoso e resiliente”, curato dalla psicologa già docente dell’Ateneo Cristina Castelli, che racconta la trasformazione del tronco dell’albero libanese in barca da pesca, poi in traghetto di migranti e infine in strumento musicale realizzato nell’ambito del progetto “Metamorfosi” nel carcere di Opera dove alcuni detenuti trasformano il legno dei barconi in violini. A questo proposito, la sede di via Carducci ospita uno dei barconi provenienti dal carcere di Opera. Su un lato è dipinto il suo nome arabo che in italiano significa “profumo di speranza”.
Quella del cedro generoso è una storia di resilienza, dove un legno di scarto diventa segno di speranza, presentata in un’esperienza laboratoriale che permette ai ragazzi di conoscere la realtà delle migrazioni, spesso rimossa, guardata con indifferenza o affrontata in modo ideologico. Il silent book è stato appositamente studiato per essere proposto ai bambini che in tutto il mondo vivono situazioni di emergenza, traumi, violenza e povertà, perché, con l’aiuto di tutor esperti, possano imparare a scoprire e utilizzare le proprie risorse e ritrovare in modo resiliente la speranza nel futuro.
L’evento rappresenta la prima realizzazione dell’auspicio del card. Tolentino de Mendonça che, nella recente presentazione del libro Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi in Università Cattolica, ha proposto una cattedra dei bambini e dei ragazzi.
Alle 14.30 un momento musicale guidato dal “Quartetto del mare” e i saluti istituzionali di Cristina Castelli e della vicepresidente del Consiglio comunale di Milano Roberta Osculati daranno il via al dialogo tra le scuole “Palmieri plesso San Giacomo”, “Tiepolo”, “Cairoli”, “Barozzi”, “Vivaio”, “Berchet”, Cavalieri Marignoni”, Fondazione l’Aliante e Associazione Realmonte Ets, moderato dalla ricercatrice dell’Unità di ricerca sulla resilienza RiRes dell’Università Cattolica Francesca Giordano.
Interverranno poi la psicologa dell’Università Cattolica Gabriella Gilli, la garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Milano Susanna Mantovani, il presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti Arnoldo Mosca Mondadori, la presidente di ConquistaMi Beatrice Garagnani, e la coordinatrice generale del Progetto Fr-Agile! Nicoletta Stefanelli, moderato dalla ex dirigente scolastica Rita Bramante.

Diocesi: Trapani, domani il seminario “Cristiani e musulmani, percorsi di dialogo”

La diocesi di Trapani in collaborazione con il Rotary club Trapani-Erice promuove un primo seminario di conoscenza dal titolo “Cristiani e musulmani, percorsi di dialogo” che si terrà il 7 maggio presso il Seminario vescovile, in via Cosenza n. 90 a Erice Casa Santa, con inizio alle 17.
L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali e da tre relazioni: la prima di don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana, sugli strumenti elaborati per un metodo di dialogo tra islam e cristianesimo. Seguirà la riflessione di don Valentino Cottini, esperto in islamologia, già preside del Pontificio Istituto di Studi arabi e d’islamistica e direttore della rivista Islamochristiana. Infine interverrà il domenicano Marcello Di Tora, docente della Facoltà teologica “San Giovanni Evangelista” di Palermo, dove dirige il Dipartimento di teologia delle religioni che si soffermerà a riflettere sulle prospettive del dialogo in Sicilia.
La seconda parte del seminario sarà invece dedicato ad interventi programmati con testimonianze, risonanze, istanze dal territorio. Interverranno suor Alessandra Martin delle suore francescane missionarie che 40 anni fa si trasferirono a Mazara per sostenere l’inclusione della comunità tunisina, oggi direttrice di Casa comunità speranza nella Casba e dell’Ufficio migrazioni della diocesi di Mazara del Vallo, Patrizia Barbera, presidente del Rotary club Trapani-Erice, Francesca Messina, docente e teologa, direttrice dell’Ufficio per l’ecumenismo ed il dialogo della diocesi di Trapani; Saida Fakhri, storica mediatrice del Cies a Trapani e rappresentante delle donne straniere nella Consulta comunale per le pari opportunità, mentre si collegherà da remoto l’Istituto ecumenico di Teologia Al Mowafaqa di Rabat, nato dalla collaborazione tra la Chiesa cattolica (diocesi di Rabat) e la Chiesa evangelica in Marocco definito da Papa Francesco “segno profetico al servizio della fratellanza umana”.
Le conclusioni saranno affidate al vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli.

Rubio in Vaticano: card. Parolin, “i conflitti non si possono risolvere con la forza ma vanno trattati e risolti attraverso un negoziato”

“Il Santo Padre è aperto a tutte le cose, non si è mai tirato indietro di fronte a nessuno, quindi se ci fosse l’offerta o la richiesta di un dialogo diretto con il presidente Trump, immagino che non avrebbe nessuna difficoltà per accettarlo”. Ad affermarlo il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, a margine della presentazione del libro “Liberi sotto la grazia”. Il porporato ha sottolineato come “la Santa Sede ha sempre lavorato e continua a lavorare per il disarmamento nucleare, quindi non può accettare che abbia promosso questo accordo che tocca addirittura la liceità del possesso delle armi nucleari”. Parlando dell’incontro di domani con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha aggiunto: “Ascolteremo quello che avrà da dirci. L’iniziativa è partita da loro, quindi si parlerà di tutto quello che è successo in questi giorni. Non potremmo non toccare questi argomenti. Sulla soluzione del conflitto in Iran, per esempio, le proposte da parte nostra ci sono sempre state, ed è quella del dialogo: i conflitti non si possono risolvere con la forza, ma vanno trattati e vanno risolti attraverso un negoziato, che sia un negoziato politico, di buona volontà, sincero, in modo che tutte le parti possano esprimere il loro punto di vista e trovare dei punti di convergenza”.

Diocesi: Brindisi, scritta blasfema su facciata laterale della chiesa madre di San Donaci. La condanna di mons. Intini, “sia occasione di discernimento”

“Un atto vandalico non va mai giustificato, soprattutto in un tempo come il nostro in cui abbiamo a disposizione tanti modi per comunicare i nostri pensieri. Tuttavia, anche un episodio del genere può trasformarsi in una occasione di riflessione per noi credenti e per tutti gli uomini e donne di buona volontà”. Lo scrive l’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, mons. Giovanni Intini dopo che sulla facciata laterale della chiesa madre di San Donaci è comparsa una scritta ad opera di ignoti. Il presule si “unisce” all’“indignazione” espressa dall’Amministrazione comunale: “Non so per quale motivo l’autore o gli autori hanno pensato di scrivere questa frase (‘Dov’è Dio in questo perenne macello? Se esiste bisogna fucilarlo!’), se per rabbia, per gioco, per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, per cercare uno spazio di protagonismo che altrove è negato, per manifestare un disorientamento diffuso in un momento storico come questo, non so, ma tuttavia la frase suscita una riflessione, che per un credente è una certezza: Dio è dentro il macello e le macerie di questo mondo violento e guerrafondaio. Dio – evidenzia mons. Intini – è tra le vittime, tra coloro che sono uccisi, privati dei loro diritti elementari, costretti a fuggire, umiliati nella loro dignità; coloro che non hanno più una casa, il cibo, l’acqua, la terra, le cure mediche, l’istruzione per i ragazzi”.
“Se c’è questo macello, come si esprime l’autore o gli autori della scritta – scrive mons. Intini – è proprio perché abbiamo già e continuiamo ancora a fucilare Dio, a ritenerlo morto, o superfluo, o inutile, o un retaggio archeologico di altri tempi. Abbiamo estromesso Dio dalla nostra vita per garantirci una presunta libertà che Lui sembrava impedirci, poiché l’abbiamo spesso visto come padrone, distributore di regole da osservare; in verità ci siamo sbagliati su di Lui, perché questo non è il Dio di Gesù Cristo, il padre misericordioso e tenero, pronto sempre ad accogliere la persona, senza alcuna discriminazione”. L’arcivescovo brindisino si sente “chiamato in causa da questo episodio” e sente di dover fare “un discernimento personale ma invitare tutta la comunità diocesana a farne uno comunitario”. “Forse – aggiunge – la nostra evangelizzazione è troppo stanca, abitudinaria e convenzionale e spesso fatta di luoghi comuni che generano una immagine distorta di Dio. Come comunità ecclesiale dobbiamo diminuire il nostro attivismo organizzativo, che se da un lato gratifica in quanto a immagine, dall’altro trascura le relazioni umane e la trasmissione del Vangelo attraverso il dialogo, il confronto, la condivisione di quei pesi della vita che spesso creano disagio, rabbia e delusione”. Pur restando sbagliata la modalità di espressione di un disagio, tuttavia, questa scritta – conclude mons. Intini – è per noi Chiesa un segnale che ci chiama a un nuovo modo di evangelizzare, costruendo relazioni di accompagnamento, che attraverso il dialogo, il confronto, l’incontro ci consentano di illuminare la vita dei nostri fratelli e sorelle con la luce del Vangelo di Cristo, luce di umanità”.

Leone XIV: vescovi francesi, “Chiesa cattolica si prepara ad accogliere il Papa a fine settembre”

Dalla sua elezione, avvenuta un anno fa, Papa Leone XIV è stato invitato da diversi vescovi a visitare la Francia. Il card. Jean-Marc Aveline, a nome della Conferenza episcopale francese, di cui è presidente, e in collaborazione con il nunzio apostolico, ha formalizzato l’invito. Tale invito – informa una nota della Conferenza episcopale francese – è stato avallato dal presidente della Repubblica Francese durante l’incontro con Leone XIV a Roma il 10 aprile. Questo viaggio apostolico potrebbe avere luogo alla fine di settembre. “Leone XIV ha espresso, in diverse occasioni, la grande stima che nutre per il nostro Paese e la sua storia spirituale”, spiega il card. Aveline. “Ho avuto diversi incontri di lavoro con il Papa, tra cui uno la scorsa settimana, durante il quale abbiamo elaborato un programma preliminare. La sua visita sarebbe un’opportunità per condividere con il Papa ciò che la nostra Chiesa in Francia sta vivendo e per essere incoraggiati dalle sue parole”. “Nell’itinerario proposto, Papa Leone XIV potrebbe visitare Parigi e Lourdes. In attesa dell’annuncio ufficiale della Santa Sede riguardo a questo viaggio apostolico, i vescovi di Francia invitano tutti i fedeli a includere nelle loro preghiere la preparazione a questo evento”.

Irlanda: leader delle Chiese contro i femminicidi, “profonda preoccupazione per questa epidemia di violenza”

È firmata dai leader delle principali Chiese in Irlanda (Cattolica, anglicana, presbiteriana, metodista) una dichiarazione di condanna del femminicidio e di ogni violenza contro le donne, pubblicata oggi. La riflessione prende le mosse da un femminicidio avvenuto il 21 marzo scorso, il sessantacinquesimo dal 2020, che suscita “profonda preoccupazione per quella che è diventata un’epidemia di violenza contro le donne che sta dilagando in Irlanda”. In particolare è l’Irlanda del Nord, e la propria casa, lo spazio più pericoloso d’Europa per le donne. “Condanniamo senza riserve il femminicidio e ogni forma di violenza perpetrata contro le donne”, si legge nel testo che esprime la preoccupazione per il fatto che, nonostante le norme e le strategie introdotte sia nell’Irlanda del Nord, sia nella Repubblica d’Irlanda non sia derivata “una diminuzione dell’aberrante tasso di femminicidi”. Di qui l’invito alla classe politica a garantire le risorse necessarie e la constatazione della necessità di un cambiamento culturale che contrasti la misoginia e dia l’opportunità a ragazzi e giovani uomini “di scoprire la gioia di una mascolinità positiva, che ama, rispetta e onora le donne e le ragazze, proprio come Dio le ama”. L’invito alle Chiese è che rimangano vigili, diano sostegno pratico e pastorale alle donne che cercano rifugio dagli abusi. Infine l’auspicio, verso coloro che “sono stati delusi dalla società” e hanno perso una persona cara “in modo così inutile”, è che abbiano giustizia e consolazione.

Diocesi: mons. Satriano (Bari-Bitonto), “non deleghiamo ad altri la liberazione della città, l’antimafia è di tutti”

“Bari non può abituarsi alla violenza. Non possiamo permettere che i nostri quartieri diventino nomi legati alla paura, né che le strade, le piazze, i luoghi della vita ordinaria siano trasformati in scenari di sopraffazione. La mafia, lo sappiamo, non è soltanto il colpo di pistola che ferisce o uccide: è anche il denaro che corrompe, il silenzio che copre, il favore che lega, la droga che arricchisce pochi e distrugge molti, la solitudine che diventa terreno di reclutamento. Noi non vogliamo più inaugurare monumenti alla memoria di vittime innocenti”. Lo scrive mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, in un messaggio per la festa del patrono San Nicola, nel cui nome rivolge alla città un monito e un appello: “Non deleghiamo ad altri la liberazione di Bari. Magistratura e forze dell’ordine vanno sostenute con gratitudine e fiducia per il loro prezioso operato, al quale va affiancato ciò che tocca alla coscienza personale di ciascuno. L’antimafia è compito di tutti. È educazione, presenza, prossimità. È famiglia, scuola, Chiesa, istituzioni, associazioni, sport, cultura, impresa onesta. È una città che sceglie di non voltarsi dall’altra parte”. Pensando agli adolescenti evidenzia: “Troppi ragazzi sono soli. Cercano appartenenza e trovano il branco; cercano stima e incontrano prepotenza; cercano futuro e vengono sedotti da guadagni facili, modelli violenti, parole aggressive”. E proprio rivolgendosi a ragazze e ragazzi, dice: “Non consegnate la vostra vita a chi vuole usarla; non lasciatevi rubare il cuore. Siete fatti per la libertà, per l’amicizia vera, per la bellezza e per l’amore. Bari ha bisogno dei vostri sogni puliti e del vostro coraggio, proprio come avete fatto nei giorni scorsi organizzando un presidio nella Città vecchia”.
Una parola anche ai criminali: “Bari non vi appartiene. Non vi appartengono i suoi vicoli, i suoi quartieri, le sue piazze, i suoi figli. Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola! Questa città vuole essere libera, aperta alla solidarietà, alla speranza, alla pace. Non vogliamo essere ostaggio di chi controlla con la paura, imbavaglia nel silenzio e rinchiude nella rassegnazione”.
Celebrare San Nicola, allora, “diviene invito alla conversione: saper trasformare la devozione in responsabilità civile, la preghiera in impegno per la legalità, la festa in un nuovo patto educativo. A tutti un sussulto dell’anima: non lasciamo soli i nostri figli, i nostri ragazzi; non lasciamo soli i quartieri; non lasciamo sole le famiglie; non lasciamo soli coloro che denunciano. Non permettiamo che il male diventi normale. San Nicola ci renda inquieti davanti all’ingiustizia, liberi davanti ai poteri violenti, teneri verso i piccoli e perseveranti nel bene”.
E conclude: “Bari, non avere paura, rialzati sempre. Ascolta i tuoi figli e cammina con loro. Nel nome di San Nicola, scegli ancora il Vangelo della pace, della legalità e della speranza. Lo hai già fatto tante volte nella tua storia ed è sempre sbocciata una nuova primavera”.

Festival biblico: Padova, domani presentazione degli appuntamenti in diocesi

Sarà presentato domani, alle 11.30, nel Centro universitario a Padova il programma della 22ª edizione del Festival biblico in programma dal 14 al 17 maggio.  L’evento, ospitato per la quattordicesima volta dalla diocesi di Padova, è promosso dalla diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo e ha come tema “Il potere del limite”. L’edizione di quest’anno vede coinvolte oltre a Padova le diocesi di Vicenza, Verona, Adria-Rovigo, Chioggia, Treviso, Alba, Catania e Genova. A presentare il programma completo durante la conferenza stampa saranno: don Leopoldo Voltan, vicario episcopale per la Pastorale della diocesi di Padova; don Giorgio Bezze, direttore del Centro universitario e responsabile diocesano della Pastorale di educazione e scuola, cultura e università; Isabella Tiveron, referente per Padova del Festival biblico; Francesco De Agostini, consigliere generale della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo; Davide Polito, dell’associazione Noi Padova.

Diocesi: Latina, mons. Crociata ha premiato gli studenti vincitori del concorso “Un anno per il tuo futuro”

Questa mattina, presso la curia diocesana a Latina, il vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, mons. Mariano Crociata, ha premiato i vincitori del concorso “Un anno per il tuo futuro”, giunto alla sua settima edizione, rivolto agli studenti del quinto anno degli istituti tecnici e professionali locali. Il concorso è stato organizzato dalla diocesi grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, e con il contributo della Bcc – Roma. L’obiettivo è quello di aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro scegliendo liberamente la propria strada. Più di trenta gli studenti che nei mesi scorsi hanno frequentato cinque incontri sui principi e temi della Dottrina sociale della Chiesa e su come questa si lega al mondo del lavoro. Al termine, gli studenti hanno presentato un elaborato e sostenuto un colloquio davanti a una commissione presieduta da Pina Caruso. “Una società cresce, come le stesse singole persone, se cresce la conoscenza, la capacità di conoscere e valutare e decidere con competenza ed efficacia”, ha detto mons. Crociata rivolgendosi ai giovani: “Per questo il vostro impegno scolastico è la cosa più importante per voi, eticamente parlando. Il vostro compito fondamentale è vivere bene questa scuola, questi anni di scuola e riportare tutti i risultati necessari. Il nostro ha voluto essere fin dall’inizio, come dire, una spinta, una sollecitazione in questo senso ad allargare gli orizzonti della conoscenza e della competenza”. Mons. Crociata ha ricordato una motivazione fondamentale di questa iniziativa per gli studenti: “Dare a tutti, il più possibile, la possibilità di perseguire i propri obiettivi o contribuire verso tutti a raggiungere quegli obiettivi o che, come uno stimolo, sia un’opportunità per gli studenti che si impegnano, anche un apprezzamento, un incoraggiamento per tutti a dare il proprio meglio. In questo vorremmo essere anche un esempio, uno stimolo anche per le istituzioni, se vogliamo, per lo Stato, perché dia a tutti gli studenti, perché non tutti partono con le stesse potenzialità, la possibilità di arrivare al massimo risultato, al di là delle condizioni sociali, economiche e così via, in cui si può trovare la famiglia o lo stesso studente”. La premiazione è stata moderata da Pietro Gava, della Caritas diocesana e coordinatore del progetto “Un anno per il tuo futuro”.

Impresa: Confindustria e Anla, siglata un’intesa per valorizzare i lavoratori anziani e rafforzare il legame con persone e territori

È stato siglato oggi, presso la sede di Confindustria a Roma, il protocollo d’intesa tra Confindustria e Anla – Associazione nazionale lavoratori Anziani, finalizzato a promuovere iniziative comuni per valorizzare il contributo dei lavoratori anziani, favorire il dialogo intergenerazionale e rafforzare il legame tra imprese, persone e territori. A firmare l’accordo sono stati Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali, e Edoardo Patriarca, presidente nazionale di Anla.
L’obiettivo dell’iniziativa è la creazione di valore sociale attraverso il rafforzamento del legame tra impresa, persone e comunità territoriali. La pluralità di progetti che saranno promossi potrà contribuire al miglioramento del clima aziendale attraverso il dialogo tra generazioni, la promozione del networking e la condivisione di esperienze, anche attraverso lo sviluppo di iniziative di welfare aziendale, favorendo percorsi di mentoring e formazione tra senior e giovani lavoratori, inclusi programmi di age management.
L’intesa prevede l’avvio di un progetto articolato in più fasi, con una prima sperimentazione in territori pilota: Piemonte, Liguria, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. In queste regioni, Anla metterà a disposizione la propria esperienza associativa e il contributo dei propri volontari per favorire nascita e rafforzamento di gruppi di anziani d’azienda nelle imprese.
Dopo una prima fase di avvio e consolidamento del progetto, il protocollo prevede anche la possibilità, nei prossimi anni, di istituire un premio nazionale annuale Anla-Confindustria destinato alle aziende che si saranno distinte nella realizzazione di buone pratiche in tema di age management, mentoring intergenerazionale e networking con il territorio.
Maurizio Marchesini evidenzia: “Siamo convinti che il dialogo e lo scambio costruttivo tra le diverse generazioni di lavoratori favoriscano il trasferimento di competenze, riducano la dispersione di conoscenze e sostengano la crescita professionale dei giovani, con effetti positivi sulla produttività. Allo stesso tempo, l’iniziativa può ulteriormente migliorare il clima aziendale e rafforzare il legame tra impresa e territorio, generando benefici concreti per le comunità locali”.
“Questo protocollo sottolinea il nuovo ruolo dell’impresa come luogo di amicizia sociale e di costruzione di futuro. Attraverso questo accordo Anla, con la costituzione di gruppi di anziani d’azienda ad essa afferenti, potrà consentire all’impresa al suo interno una maggiore armonia fra le generazioni e all’esterno un migliore radicamento nel tessuto sociale di riferimento creando comunità sempre più solidali”, dichiara Patriarca.

Ue: nuova strategia contro la povertà. Mînzatu, “investendo lo 0,25% in più del Pil 18,5 milioni di persone potrebbero uscire dalla povertà”

“Investire lo 0,25% in più del Pil dell’Ue potrebbe aiutare 18,5 milioni di persone a uscire dalla povertà”: lo ha detto Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva per i diritti sociali, nella conferenza stampa che ha lanciato il pacchetto di misure per la lotta contro la povertà. Sebbene i sistemi di welfare sociale siano di competenza nazionale, l’Ue ha un ruolo importante nel sostenere e integrare le attività degli Stati membri, perché definisce obiettivi comuni e fornisce strumenti, conoscenze e orientamenti per contribuire al loro raggiungimento. Lo spiega uno dei documenti della Commissione che accompagnano la strategia contro la povertà lanciata oggi. La stessa strategia vuole “accelerare gli sforzi” per arrivare a ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale entro il 2030 e arrivare all’eradicazione entro il 2050. Per questo oltre a indicazioni politiche, l’Ue mette a disposizione finanziamenti significativi a sostegno degli sforzi nazionali, regionali e locali: in particolare, annuncia la Commissione, nel prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue per le politiche sociali e la lotta alla povertà, ci saranno “almeno 100 miliardi di euro”. Nei piani della Commissione anche la creazione nei prossimi mesi di una coalizione contro la povertà, che unisca gli sforzi di governi nazionali, regionali e locali, imprese e società civile per combattere la povertà. “L’Europa è sempre stata definita non solo dalla sua forza economica, ma anche dal suo modello sociale e dalla sua solidarietà”, le parole di Mînzatu. E poiché questi valori saranno messi alla prova nel prossimo futuro, “la strategia dell’Ue contro la povertà, la prima nel suo genere, è fondamentale per il nostro futuro: con politiche e un’attuazione forti in tutti gli Stati membri, deve contribuire a evitare che le persone cadano in povertà e accelerare l’azione per le persone già colpite”. Altro tassello posto oggi, una comunicazione sul rafforzamento della strategia per i diritti delle persone con disabilità che guarda ai 90 milioni di europei che vivono con una disabilità. Tra le misure annunciate, una “alleanza per sostenere la creazione di centri per la vita indipendente”.

Ue: presentata oggi una nuova strategia per contrastare la povertà e promuovere i diritti delle persone con disabilità

Eliminare la povertà e promuovere i diritti delle persone con disabilità; questi gli obiettivi di un “piano sociale” composto da una serie di iniziative politiche che la Commissione europea ha presentato oggi. Un europeo su 5 vive a rischio povertà (93 milioni di persone), percentuale che sale a 1 su 4 per i bambini: con questi dati, Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva per i diritti sociali, ha presentato un pacchetto di iniziative, frutto di mesi di confronti e dialoghi, per affrontare con urgenza la povertà, la crisi abitativa (con la mancanza di alloggi a prezzi accessibili e 1 milione di senza fissa dimora), e a rapida evoluzione del mercato del lavoro. Infatti la strategia ha tre pilastri principali: il contrasto alla povertà abitativa, l’accesso a un lavoro di qualità per tutti, un’azione coordinata contro la povertà. Il principio “housing first” muove le proposte della Commissione, tra cui una raccomandazione del Consiglio sull’esclusione abitativa, per promuove più alloggi sociali e a prezzi accessibili. Nel pacchetto presentato oggi anche il potenziamento della “garanzia europea per l’infanzia”, lo strumento dell’Ue a sostegno dei minori più vulnerabili. Si lavorerà per garantire un’adeguata assistenza all’infanzia e forti reti di sicurezza, oltre che migliorare l’accesso dei bambini ai programmi di tutoraggio e all’assistenza sanitaria mentale. Passaggio fondamentale, tuttavia è il lavoro e la necessità di garantire alle famiglie l’accesso a posti di lavoro di qualità, adeguatamente retribuiti, per arginare la piaga dei lavoratori poveri.

Diocesi: Rimini si prepara a celebrare la sua patrona, al via i festeggiamenti per il 176° anniversario del prodigio della Madonna della Misericordia

La città di Rimini si prepara a onorare la sua patrona, la Madonna della Misericordia, con un ricco programma di celebrazioni presso il santuario della Madonna della Misericordia in Santa Chiara. Il 2026 segna il 176° anniversario del prodigio del movimento degli occhi del quadro miracoloso, evento che dal 1850 lega profondamente la comunità riminese alla figura di Maria. Per l’occasione, i Missionari del Preziosissimo Sangue propongono un calendario di appuntamenti da oggi al 14 maggio. Tra i principali eventi domani alle 21 la testimonianza di Stefano Mainetti, nipote della beata Maria Laura Mainetti, religiosa uccisa in odium fidei; sabato 9 maggio, alle 20.30 in cattedrale la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Nicolò Anselmi, vescovo di Rimini. A seguire, la processione con il quadro miracoloso attraverserà le vie del centro cittadino per fare ritorno al santuario. Martedì 12 maggio, giorno della solennità, alle 11.15, celebrazione eucaristica presieduta da don Benedetto Labate, direttore della Provincia Italiana dei Missionari del Preziosissimo Sangue, con recita della supplica alla Madonna della Misericordia. Nel pomeriggio, alle 18, celebrazione animata dalla Famiglia Salesiana, nel ricordo della venerazione del quadro da parte di san Giovanni Bosco. Giovedì 14 maggio, alle 18, messa di ringraziamento presieduta da don Giuseppe Pandolfo, rettore del santuario, seguita alle 21 dalla catechesi mariana conclusiva affidata a don Luigi Maria Epicoco. “Anche quest’anno, come comunità dei Missionari del Preziosissimo Sangue, unitamente alla diocesi di Rimini e a tutto il popolo riminese – dice don Giuseppe Pandolfo, rettore del santuario della Madonna della Misericordia – celebriamo la Madonna della Misericordia nel 176° anniversario di quel prodigio che continua ancora oggi a essere attuale. Un segno che ricorda la bontà e la benevolenza di Dio, ma invita anche a guardare verso il cielo: così come la Madonna ha mosso gli occhi su di noi come segno di custodia, allo stesso modo poi li rialza e ci invita a guardare verso il cielo. In questo tempo storico, in cui sentiamo i fragori delle guerre e le difficoltà del mondo, ma anche quelle personali di ciascuno di noi, ci ancoriamo ancora di più a Colei che, come porto sicuro della salvezza, ci conduce a Cristo”.

Commissione Ue: presentato il “piano sociale”. Mînzatu, “investendo lo 0,25% in più del Pil 18,5 milioni di persone potrebbero uscire dalla povertà”

“Investire lo 0,25% in più del Pil dell’Ue potrebbe aiutare 18,5 milioni di persone a uscire dalla povertà”: lo ha detto Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva per i diritti sociali, nella conferenza stampa che ha lanciato il pacchetto di misure per la lotta contro la povertà. Sebbene i sistemi di welfare sociale siano di competenza nazionale, l’Ue ha un ruolo importante nel sostenere e integrare le attività degli Stati membri, perché definisce obiettivi comuni e fornisce strumenti, conoscenze e orientamenti per contribuire al loro raggiungimento. Lo spiega uno dei documenti della Commissione che accompagnano la strategia contro la povertà lanciata oggi. La stessa strategia vuole “accelerare gli sforzi” per arrivare a ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale entro il 2030 e arrivare all’eradicazione entro il 2050. Per questo oltre a indicazioni politiche, l’Ue mette a disposizione finanziamenti significativi a sostegno degli sforzi nazionali, regionali e locali: in particolare, annuncia la Commissione, nel prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue per le politiche sociali e la lotta alla povertà, ci saranno “almeno 100 miliardi di euro”. Nei piani della Commissione anche la creazione nei prossimi mesi di una coalizione contro la povertà, che unisca gli sforzi di governi nazionali, regionali e locali, imprese e società civile per combattere la povertà. “L’Europa è sempre stata definita non solo dalla sua forza economica, ma anche dal suo modello sociale e dalla sua solidarietà”, le parole di Mînzatu. E poiché questi valori saranno messi alla prova nel prossimo futuro, “la strategia dell’Ue contro la povertà, la prima nel suo genere, è fondamentale per il nostro futuro: con politiche e un’attuazione forti in tutti gli Stati membri, deve contribuire a evitare che le persone cadano in povertà e accelerare l’azione per le persone già colpite”. Altro tassello posto oggi, una comunicazione sul rafforzamento della strategia per i diritti delle persone con disabilità che guarda ai 90 milioni di europei che vivono con una disabilità. Tra le misure annunciate, una “alleanza per sostenere la creazione di centri per la vita indipendente”.

Commissione Ue: presentato un “piano sociale” per contrastare la povertà e promuovere i diritti delle persone con disabilità

Eliminare la povertà e promuovere i diritti delle persone con disabilità; questi gli obiettivi di un “piano sociale” composto da una serie di iniziative politiche che la Commissione europea ha presentato oggi. Un europeo su 5 vive a rischio povertà (93 milioni di persone), percentuale che sale a 1 su 4 per i bambini: con questi dati, Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva per i diritti sociali, ha presentato un pacchetto di iniziative, frutto di mesi di confronti e dialoghi, per affrontare con urgenza la povertà, la crisi abitativa (con la mancanza di alloggi a prezzi accessibili e 1 milione di senza fissa dimora), e a rapida evoluzione del mercato del lavoro. Infatti la strategia ha tre pilastri principali: il contrasto alla povertà abitativa, l’accesso a un lavoro di qualità per tutti, un’azione coordinata contro la povertà. Il principio “housing first” muove le proposte della Commissione, tra cui una raccomandazione del Consiglio sull’esclusione abitativa, per promuove più alloggi sociali e a prezzi accessibili. Nel pacchetto presentato oggi anche il potenziamento della “garanzia europea per l’infanzia”, lo strumento dell’Ue a sostegno dei minori più vulnerabili. Si lavorerà per garantire un’adeguata assistenza all’infanzia e forti reti di sicurezza, oltre che migliorare l’accesso dei bambini ai programmi di tutoraggio e all’assistenza sanitaria mentale. Passaggio fondamentale, tuttavia è il lavoro e la necessità di garantire alle famiglie l’accesso a posti di lavoro di qualità, adeguatamente retribuiti, per arginare la piaga dei lavoratori poveri.

Diocesi: mons. Rega (San Marco A.-Scalea), “la Chiesa non si divide: cerca insieme la volontà di Dio”

“Nessuno oggi è escluso dalla tenerezza della Vergine Santa. La Parola di Dio di questo giorno ci consegna una luce particolarmente adatta a ciò che stiamo vivendo”. Lo ha detto il vescovo di San Marco Argentano-Scalea, mons. Stefano Rega, durante la messa in Vaticano celebrata dopo la benedizione della statua della Madonna della Grotta di Praia a Mare da parte di Papa Leone che ha anche salutato, durante l’udienza generale, i partecipanti. La benedizione nel contesto del settimo centenario dell’arrivo della sacra effigie della Madre di Dio, da settecento anni venerata “con fede dal popolo di Praia”. Commentando le letture del giorno il presule evidenzia che davanti a una “questione difficile, la Chiesa non si divide, non si chiude, non si irrigidisce; sceglie di salire a Gerusalemme, di mettersi in ascolto e di cercare insieme la volontà di Dio”. Per il presule la benedizione del Papa “non è un semplice onore aggiunto alla nostra devozione; è un segno eloquente di comunione ecclesiale. L’immagine della Madonna della Grotta che da sette secoli parla alla fede del nostro popolo, oggi ci richiama con forza a rimanere pienamente inseriti nella vita della Chiesa, in comunione con il Successore di Pietro e con il cammino del popolo santo di Dio. La devozione autentica a Maria – ha aggiunto mons. Rega – conduce sempre a Gesù, sempre alla Chiesa, sempre alla carità, sempre all’obbedienza della fede. Se la Madonna della Grotta è amata da questo popolo da settecento anni, è perché in quella presenza materna i fedeli hanno riconosciuto una mano sicura per entrare più profondamente nel mistero di Cristo”. “Non basta avere – ha sottolineato – una tradizione, bisogna rimanere in Cristo. Non basta custodire una memoria, bisogna lasciarsi trasformare dalla grazia. Non basta emozionarsi davanti a una statua benedetta, bisogna diventare un popolo che porta frutto”. La domanda “vera di questa celebrazione è semplice e decisiva: quali frutti il Signore attende da noi, figli della Madonna della Grotta? Attende il frutto della comunione, della carità concreta verso i poveri, verso chi soffre, verso chi è solo. Attende il frutto di famiglie riconciliate, di giovani che non hanno paura di affidarsi a Dio, di comunità che pregano, di coscienze che tornano al sacramento della riconciliazione, di uomini e donne che non si vergognano del Vangelo”, ha detto mons. Rega.

Terremoto Friuli 1976: arcidiocesi Udine, oggi preghiera di suffragio per le vittime e di ringraziamento per la solidarietà ricevuta. Alle 21 suoneranno le campane

Nel giorno del 50° anniversario del sisma del 1976, l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, ha invitato le collaborazioni pastorali – anche quelle dei territori che nel 1976 non furono direttamente colpiti dal sisma – a celebrare oggi una preghiera di suffragio per le vittime e, contemporaneamente, a ringraziare il Signore per la solidarietà ricevuta dopo il sisma. Il momento di preghiera – informa l’arcidiocesi – si terrà in forma di recita del rosario, di adorazione eucaristica o di messa di suffragio, secondo gli usi e le sensibilità delle varie comunità, nel ricordo delle 990 vittime del terremoto. L’Ufficio liturgico diocesano ha predisposto alcuni schemi per la preghiera comunitaria e le intenzioni per la preghiera universale della messa.
Mons. Lamba ha anche invitato le comunità dell’intera arcidiocesi a suonare le campane alle 21 di questa sera, nell’esatto orario in cui avvenne la scossa di terremoto del 1976.

Salute: Iss, al via un sondaggio su alimentazione e fake news

Dal glutine allo zucchero, sono numerose le false credenze sull’alimentazione che circolano sul web. Saperle riconoscere è fondamentale per tutelare la propria salute e fare scelte consapevoli a tavola.
Per aiutare i cittadini a orientarsi, l’Istituto superiore di sanità (Iss) lancia il questionario . Si tratta di un breve test composto da cinque domande, elaborato dal Reparto alimentazione, nutrizione e salute, che prende spunto da alcune delle notizie false più diffuse.
“L’obiettivo non è solo testare le conoscenze, ma anche stimolare un approccio più critico verso ciò che si legge online – sottolinea Laura Rossi, direttrice del Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell’Iss –. Il questionario è pensato per una rapida compilazione e invitiamo tutti i partecipanti a rispondere anche alla domanda aperta, indicando un argomento che desidererebbero approfondire”. Le risposte raccolte fino al 3 giugno, data di chiusura del sondaggio, saranno discusse durante il convegno “Fake news, paure e fiducia: sicurezza alimentare e nutrizione nell’era dell’infodemia”, in programma il 5 giugno presso l’Iss e fruibile anche online.

Diocesi: Sabina-Poggio Mirteto, nel pomeriggio a Monterotondo Scalo convegno “Inserirsi nel mondo del lavoro”. Confronto tra scuola, imprese e territorio

Sarà dedicato a “Inserirsi nel mondo del lavoro” il convegno promosso per il pomeriggio di oggi, mercoledì 6 maggio, promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro della diocesi Sabina-Poggio Mirteto insieme al Consorzio industriale e artigianale di Monterotondo Scalo (Caimo) con il patrocinio del Comune di Monterotondo. Dalle 17, il Ristogrill di via Leonardo da Vinci 25, a Monterotondo, ospiterà un nuovo momento di dialogo dedicato ai giovani e al loro futuro professionale.
“L’iniziativa – si legge in una nota della diocesi – nasce dalla collaborazione tra realtà ecclesiali, istituzioni e mondo produttivo, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra giovani, imprese e territorio e di offrire strumenti concreti per affrontare il passaggio dalla scuola al lavoro”.
Ad aprire il convegno saranno i saluti istituzionali del sindaco di Monterotondo, Riccardo Varone, e di mons. Ernesto Mandara, vescovo di Sabina-Poggio Mirteto. Moderati da Ramiro Baldacci, giornalista e direttore del quotidiano online IlTerritorio.net, interverranno Ubaldo Del Broccolo, presidente del Consorzio Caimo, Lidia Borzì, vicepresidente delegata delle Acli di Roma e presidente del Forum famiglie del Lazio, Bernardino Manzocchi, psicologo specializzato in formazione, risorse umane e intelligenza artificiale.

Commissione Ue: “Right to stay”, presentato il piano europeo per rafforzare le aree periferiche e i territori in declino

(Bruxelles) La Commissione europea ha presentato oggi a Bruxelles la nuova strategia sul “diritto a restare”, il quadro politico con cui l’Unione intende rafforzare coesione, competitività ed equità territoriale, contrastando lo spopolamento delle aree periferiche e rurali e il divario crescente fra regioni in espansione e territori in declino. Aprendo i lavori, il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto ha spiegato che il cosiddetto “Right to stay” riguarda “le persone, le comunità, i territori” e ha l’obiettivo di “restituire a tutti gli europei la libertà di restare, crescere e costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa”, ricordando che “andare via deve essere sempre una scelta libera, mai una necessità dettata dall’assenza di opportunità”. Fitto ha chiarito che la Commissione vuole “rendere tutte le regioni europee più competitive, più connesse e più attrattive, investendo in servizi, connettività e istruzione”, perché “quando i territori crescono e si sviluppano, le persone possono davvero scegliere di restare, riuscire e sentirsi parte di una comunità”. Intervenendo con un videomessaggio, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha ricordato che l’Unione “è una comunità di diritti” e che alla libertà di circolazione “deve corrispondere la possibilità concreta di restare o tornare a casa”, sottolineando come la nuova strategia “avvicini l’obiettivo di garantire a ogni europeo il diritto a restare” e ribadendo l’impegno dell’Aula a mantenere la politica di coesione “al centro degli sforzi” e a difenderne i finanziamenti nel prossimo quadro finanziario pluriennale.

Israele: Rabbis for Human Rights, “la violenza contro i cristiani deve finire”. Visita di solidarietà alla suora aggredita a Gerusalemme

“La violenza contro i cristiani deve finire!”: così dal suo profilo ufficiale su Fb, l’organizzazione “Rabbis for Human Rights” (Rhr), impegnata dal 1988 nel campo della difesa dei diritti umani in Israele e nei Territori occupati, condanna l’aggressione di una suora francese avvenuta a Gerusalemme il 28 aprile scorso, da parte di un estremista ebraico, poi arrestato dalla polizia. Un gruppo di rabbini e rabbine di diverse correnti dell’ebraismo, aderenti all’organizzazione, ha fatto visita, lo scorso 4 maggio, alla suora aggredita. Presenti anche rappresentanti di un’altra associazione israeliana “Tag Meir” (Segno di luce), che lotta contro il razzismo e i crimini d’odio portati avanti da gruppi estremisti ebraici contro palestinesi, cristiani, musulmani e altre minoranze in Israele. “Siamo solidali con la nostra sorella colpita, e con tutti coloro che sono minacciati dall’estremismo e dalla violenza” si legge in una breve nota che, riportando anche le parole del profeta Isaia: ‘La mia casa sarà un luogo di preghiera per tutte le nazioni’, esprime l’auspicio che “dobbiamo essere uniti contro l’estremismo violento e costruire dignità, uguaglianza e giustizia”.

Papa a Pompei: il programma del viaggio

Sei ore intense: è la durata della prima parte della visita pastorale del Papa, che dedicherà la mattinata dell’8 maggio a Pompei, per poi recarsi nel pomeriggio a Napoli. L’elicottero con a bordo il Pontefice giungerà a Pompei poco prima delle 9 e atterrerà nell’Area meeting del santuario. Dopo il saluto ai rappresentanti delle istituzioni, il Santo Padre incontrerà in una sala il “Tempio della carità”: bambini, fanciulli, giovani, mamme con i loro bambini, poveri, tutte persone accolte nelle Opere sociali del santuario. Saranno presenti i religiosi, il personale e gli educatori che se ne prendono cura. Sarà un momento intimo e familiare durante il quale Leone XIV ascolterà alcune testimonianze e rivolgerà ai presenti un breve discorso. Alle 9.30 il Santo Padre lascerà la sala e, in auto scoperta, attraverserà le vie adiacenti e piazza Bartolo Longo. Un quarto d’ora più tardi, all’ingresso del santuario, il Papa sarà accolto dal rettore per fare ingresso in santuario, dove saranno presenti gli ammalati e le persone con disabilità, che il Santo Padre saluterà e benedirà. Leone XIV visiterà poi la cappella di San Bartolo Longo, dove pregherà sulle spoglie mortali del Fondatore, che egli stesso ha proclamato santo il 19 ottobre 2025 e saluterà i vescovi presenti. Incontrerà, quindi, il clero pompeiano nella cappella delle Confessioni. Alle 10.30, poi, in piazza Bartolo Longo, il Santo Padre celebrerà la messa e, al termine, guiderà la recita della Supplica. Alle 15 il Pontefice si congederà da Pompei e partirà, in elicottero, per Napoli.

Leone XIV: dai media vaticani “Leone a Roma”, documentario sui 19 anni di Prevost nella Città Eterna prima del Pontificato

I ricordi di chi lo vide arrivare per la prima volta al Collegio internazionale Santa Monica nel 1981, giovane diacono agostiniano approdato da Chicago. Le testimonianze di chi lo ha affiancato durante i due mandati come priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino (2001-2013). Le memorie di chi ha collaborato con lui nella Curia romana, dove per due anni ha ricoperto la carica di prefetto del Dicastero per i vescovi. È “Leone a Roma”, il nuovo documentario dei media vaticani sui circa diciannove anni che Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV, ha trascorso nella Città Eterna prima dell’elezione. Il documentario, realizzato dai giornalisti Felipe Herrera-Espaliat, Salvatore Cernuzio e Tiziana Campisi, con il montaggio di Jaime Vizcaíno Haro e Stefano Anella, sarà diffuso prossimamente sui canali ufficiali dei media vaticani in occasione del primo anniversario dell’elezione del Pontefice, avvenuta l’8 maggio 2025, e reso disponibile ai media che ne faranno richiesta. “Leone a Roma” è il terzo documentario su Leone XIV realizzato dai media vaticani, dopo “León de Perú”, sugli anni di missione in Perù, presentato nel giugno 2025, e “Leo from Chicago”, sulle radici statunitensi di Prevost, diffuso nel novembre 2025.

Famiglia nel bosco: Terragni (Agia), “la bambina malata ha diritto di stare con i genitori”

“Suscita tutta la nostra preoccupazione la notizia del ricovero in ospedale di una dei ‘bambini del bosco’ ospiti della casa-famiglia di Palmoli”. A parlare è l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) Marina Terragni. “Secondo quanto dichiarato dalla responsabile del reparto pediatrico dell’ospedale la bambina sarebbe affetta da una patologia all’origine della crisi respiratoria che nella serata di domenica 3 maggio ha indotto al ricovero, e la prognosi sarebbe orientativamente di una settimana. Benché le sue condizioni non appaiano gravi, la bambina non può tuttavia avere accanto la mamma a cui – così come al padre – è concesso diritto di visita solo in presenza di un’operatrice della casa-famiglia, benché la vicinanza materna sia un importantissimo presidio a tutela della serenità dei bambini ricoverati e favorisca una risposta efficace alle cure”.
Come si legge in un documento del Ministero della Salute sottoposto a valutazione del Comitato di Bioetica dell’Iss e approvato il 3 maggio 2021, sottolinea Terragni, “nel caso di ricovero del bambino per malattia o intervento chirurgico o procedure diagnostiche il team pediatrico o neonatologico dovrebbe garantire la continuità della relazione e della vicinanza genitore-bambino per tutta la durata della degenza, come parte integrante delle cure, prevedendo un accesso illimitato h24 di almeno uno e per quanto possibile di entrambi i genitori”. “Impedire – prosegue – che il genitore stia assieme al figlio ammalato complica la gestione dell’assistenza nei confronti di un bambino ospedalizzato”.
“Già nel 1988 – ricorda Terragni – associazioni europee non profit avevano redatto la prima Carta europea dei bambini in ospedale. Nel 2001 a Trieste fu adottata la prima Carta italiana dei diritti del bambino in ospedale, a cui sono seguite nel tempo varie altre carte a livello nazionale e internazionale: principio reiterato, il diritto alla continuità relazionale con la famiglia in ogni fase del percorso di assistenza e di cura al fine di permettere il contenimento dello stato di stress indotto dalla paura e dalla malattia”.
“Colpisce pertanto – dice la garante – che alla piccola non vengano pienamente garantiti questi diritti. Stando a quanto si apprende dalla difesa della famiglia Trevaillon-Birmingham, i genitori avrebbero appreso solo il giorno dopo del ricovero della bambina: se il cellulare del padre Nathan la sera di domenica non fosse risultato raggiungibile, nessuno avrebbe ritenuto di dover contattare la madre Catherine, che aveva invece pieno diritto a essere tempestivamente informata”.
Conclude Terragni: “L’elementare buon senso insieme all’esperienza di ogni madre – e ai ricordi di ogni figlio – basterebbero a testimoniare della preziosità della vicinanza materna nei momenti di difficoltà, in particolare in caso di malattia. L’augurio è che anche per la piccola B. valga il diritto a questo insostituibile sostegno”.

80° Assemblea Costituente: Fontana inaugura mostra a Montecitorio. “Riconoscere nelle radici della Repubblica il valore più autentico del nostro vivere insieme”

“Auspico che ciascun visitatore, attraversando questo percorso, possa riconoscere nelle radici della nostra Repubblica il valore più autentico del nostro vivere insieme”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in occasione dell’inaugurazione della mostra “1946: nasce la Repubblica. L’Assemblea Costituente a Montecitorio” nella Sala della Lupa.
La terza carica dello Stato ha parlato di “un’iniziativa di particolare rilevanza culturale che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni dell’Assemblea Costituente, protagonista del processo di rinascita del Paese dopo la dittatura fascista”. “La scelta della Sala della Lupa non è casuale”, ha continuato, ricordando che “riveste un alto valore simbolico. Proprio in quella sala vennero proclamati i risultati del referendum istituzionale che diede vita alla Repubblica, figlia delle prime elezioni a suffragio universale del 2 giugno 1946”. “I principali avvenimenti che disegnarono la nuova Italia, a partire dalla liberazione di Roma fino all’approvazione della Costituzione, rivivono in questo allestimento multimediale”, ha continuato Fontana, spiegando che “il percorso espositivo si snoda tra cimeli di assoluta rarità, documenti conservati nell’Archivio storico e nella Biblioteca della Camera dei deputati insieme a foto e video provenienti dall’esterno. I cittadini hanno dunque la possibilità di riscoprire e di apprezzare una fase cruciale per le sorti del popolo italiano visionando questo materiale di notevole rilievo storico”. “In un contesto nel quale il Paese si apprestava a compiere scelte decisive, Palazzo Montecitorio assunse un ruolo centrale”, ha evidenziato il presidente della Camera: “Nella sua prestigiosa Aula si riunì per prima la Consulta nazionale, che costituì un significativo passo verso un sistema rappresentativo e pluralista. In quest’organo consultivo prese la parola per la prima volta una donna, Angela Maria Guidi Cingolani, rivolgendo un sentito discorso all’Assemblea”. Per Fontana, “il progetto di questa mostra riserva un’attenzione particolare proprio alla partecipazione delle donne alla vita pubblica. Fu questo un evento storico per l’emancipazione, culminata nel voto femminile”. “L’itinerario è poi arricchito da approfondimenti sui risultati referendari, sulla seduta inaugurale dell’Assemblea Costituente, sui suoi protagonisti e sulle personalità più influenti. E si conclude con l’esposizione dell’originale della nostra Carta fondamentale e dei simboli repubblicani. Si tratta dunque di una vera e propria esperienza immersiva, accompagnata da soluzioni digitali innovative”, ha concluso dicendosi “lieto che l’Istituzione che ho l’onore di presiedere abbia organizzato questo evento di particolare pregio e ringrazio tutti coloro che hanno permesso di realizzarlo”.

Associazioni: Azione Cattolica, mons. Giuliodori confermato assistente ecclesiastico generale per il triennio 2026-2029

La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica italiana esprime, a nome dell’intera Associazione, “grande gioia e profonda gratitudine” a Papa Leone XIV per la conferma di mons. Claudio Giuliodori quale assistente ecclesiastico generale dell’Ac per il triennio 2026-2029.
Mons. Claudio Giuliodori, dal 2013 anche assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, “in questi anni – si legge in una nota dell’Ac – ha accompagnato l’Azione Cattolica con sapienza pastorale, profondità spirituale e autentica vicinanza umana, offrendo all’intera Associazione una guida illuminata e paterna. La sua attenzione alle persone, il costante richiamo alla centralità del Vangelo, la cura per la formazione delle coscienze e la capacità di leggere i segni dei tempi rappresentano un dono prezioso per tutta l’Ac”.
La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica italiana assicura a mons. Claudio Giuliodori “la preghiera affettuosa dell’intera Associazione e la piena disponibilità a continuare a camminare insieme, nel servizio alla missione della Chiesa e nell’annuncio del Vangelo, perché possa crescere un laicato maturo, corresponsabile e profondamente radicato nella vita delle comunità, capace di contribuire con spirito evangelico alla costruzione del bene comune e di un futuro di pace, fraternità e speranza per il nostro Paese e per il mondo intero”.
“Viviamo un tempo complesso e di grande incertezza che rende ancora più urgente una visione lungimirante e profetica, soprattutto per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, come l’anelito alla pace, la custodia della casa comune, la fratellanza tra i popoli e uno sviluppo equo e solidale – scrive mons. Giuliodori, in un messaggio all’Associazione -. In questi tre anni ho visto un’associazione viva e partecipe, capace di prestare cura e di imprimere slancio alla vita interna, oltre le fatiche e le difficoltà che non mancano come in ogni realtà associativa. Ma soprattutto ho visto un laicato competente e generoso che non ha fatto mancare il suo qualificato e peculiare contributo in alcuni passaggi fondamentali della vita delle Chiese in Italia, come la Settimana sociale di Trieste e il Cammino sinodale, senza trascurare la presenza costante e operosa nelle parrocchie e nelle diocesi”.
“Incoraggiati dalla testimonianza di santi cresciuti nell’Azione Cattolica come Piergiorgio Frassati, canonizzato lo scorso 7 settembre, e di figure straordinarie come quella di Vittorio Bachelet di cui ricordiamo il centenario della nascita, proseguiamo il cammino che ci vede già proiettati verso le celebrazioni per i 160 anni di fondazione e la XIX Assemblea, eventi in programma per la primavera del prossimo anno”, conclude mons. Giuliodori.

Terremoto Friuli 1976: Milano, questa sera una celebrazione con mons. Delpini

Sarà l’arcivescovo Mario Delpini a presiedere, questa sera nella Chiesa di San Fedele di Milano la messa in occasione del 50esimo anniversario del Terremoto del Friuli. Concelebreranno i friulani padre Iuri Sandrin, don Marco Lucca, padre Mario Picech e padre Giuseppe Sedran: padre Sandrin e padre Picech sono Gesuiti di San Fedele, don Lucca è sacerdote diocesano nella parrocchia di San Galdino a Milano e padre Sedran è missionario del Pime Animazione musicale liturgica del Coro alpino orobica “Don Bruno Pontalto” di Mariano Comense, diretto dal maestro Alberto Penuti; all’organo Fabio Mentasti. L’evento è organizzato dalla diocesi ambrosiana con il Fogolar Furlân di Milano e Friuli nel mondo, occasione per ricordare il lavoro svolto dagli emigranti friulani nella catena dei soccorsi e nel sostegno alla ricostruzione. Per i friulani di Milano tornare nella chiesa di San Fedele sarà un po’ come tornare alle origini: in San Fedele nel 1972 veniva celebrata a Milano la prima Messa in lingua friulana, che fu ripetuta negli anni successivi, in San Fedele o in San Carlo al Corso, con il concorso organizzativo del Fogolâr Furlan di Milano. Nel 1976, l’anno del terremoto, in occasione del Natale la Messa in lingua friulana venne celebrata nel Duomo di Milano, e da allora ripetuta ogni anno nell’imminenza della festa.

Tv2000: venerdì 8 maggio in diretta la visita di Papa Leone XIV a Pompei e Napoli

Su Tv2000, venerdì 8 maggio, in diretta la visita pastorale di Papa Leone XIV a Pompei e Napoli. Si inizia alle 9.10 con il programma “Di buon mattino”, condotto da Grazia Serra e Giacomo Avanzi. La puntata introduce la visita del Papa a Pompei, l’incontro con il Tempio della Carità, che accoglie persone provenienti da contesti di disagio sociale nei diversi centri del Santuario, il successivo saluto agli ammalati e la venerazione delle spoglie del Santo fondatore del Santuario San Bartolo Longo. Seguirà alle 10.30 la messa presieduta dal Pontefice e la tradizionale Supplica alla Madonna di Pompei. Nel pomeriggio, i programmi di Tv2000 seguiranno la visita del Papa a Napoli: dalle 15.15, Gennaro Ferrara con “Chiesa viva”, introdurrà l’incontro di Leone XIV con il clero nel Duomo di Napoli e quello con la cittadinanza alle 17 da Piazza del Plebiscito. Durante la giornata saranno trasmessi anche servizi e collegamenti nel Tg2000 e nel Gr di Radio inBlu2000. La visita pastorale sarà anche in streaming e on demand su Play2000.

Terremoto Friuli 1976: Fontana, “da quella prova nacquero modelli e buone pratiche che ancora oggi rappresentano un punto di riferimento nei percorsi di ricostruzione”

“A 50 anni dal terremoto che sconvolse il Friuli Venezia Giulia, il pensiero va a chi perse la vita e a tutte le famiglie segnate da quella tragedia. Nel ricordo e nella preghiera, esprimo la mia vicinanza alle comunità colpite, che seppero reagire con straordinaria dignità, coraggio e senso di responsabilità. Da quella prova nacquero modelli e buone pratiche che ancora oggi rappresentano un punto di riferimento nei percorsi di ricostruzione”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in un post condiviso sui canali social in occasione del 50°anniversario del terremoto che colpì il Friuli.

Leone XIV: ricevuto il presidente della Confederazione Elvetica Parmelin, “promuovere la pace”

Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina in udienza il presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin, che si è poi incontrato con il card. Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali. Lo rende noto un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. Durante i “cordiali colloqui” in Segreteria di Stato – si legge nella nota – “è stato espresso compiacimento per i buoni e fruttuosi rapporti bilaterali, rilevando il fedele e professionale servizio della Guardia Svizzera Pontificia”. Nel prosieguo dei colloqui, aggiunge il testo, “ci si è soffermati su questioni di comune interesse, in ambito sia internazionale che regionale, con particolare riferimento ai conflitti in corso in Ucraina ed in Medio Oriente, ribadendo la volontà di collaborare a livello multilaterale per la promozione della pace”.

Chiese in Europa: incontro Ccee a Roma dei portavoce e addetti stampa. Sanders (Longbeard), “Ai è il mezzo di comunicazione del nostro tempo”. No alla “resa strategica”

“Un comunicatore che non padroneggia il mezzo di comunicazione del suo tempo abbandona il campo a chi lo invece lo sa fare. Questa non è umiltà. È resa strategica”. A parlare è Matthew Harvey Sanders, fondatore e CEO di Longbeard tra i cui prodotti figura anche “”, il motore di ricerca numero uno al mondo della fede cattolica. Sanders è intervenuto questa mattina all’incontro degli addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa riuniti in questi giorni a Roma dal Ccee. “L’intelligenza artificiale è il mezzo di comunicazione del nostro tempo”, ha detto Sanders. “Ma chi controlla questa interfaccia digitale? Chi plasma le risposte che i fedeli ricevono quando pongono le domande dell’anima? Se il comunicatore cattolico non è presente in quel mezzo, con intenzione e competenza, il mezzo non è più neutrale. È semplicemente plasmato dall’antropologia di qualcun altro”. Il fondatore di Longbeard ha fatto il punto ai portavoce delle Chiese in Europa sul cambiamento in atto. Secondo il Rapporto “Stanford AI Index” pubblicato all’inizio di quest’anno, l’intelligenza artificiale generativa ha raggiunto il 53% della popolazione mondiale in soli  tre anni dal suo lancio pubblico, più velocemente di quanto successe per il personal computer e addirittura per Internet. L’88% delle organizzazioni l’ha adottata. Quattro studenti universitari su cinque affermano di utilizzarla ormai regolarmente. Gli investimenti privati ​​nell’IA, solo negli Stati Uniti, hanno raggiunto i 286 miliardi di dollari nel 2025, più del doppio rispetto a due anni prima. I dati sul mercato del lavoro sono ancora più allarmanti. Un’organizzazione su tre prevede di ridurre il proprio organico a causa dell’IA nel prossimo anno. L’intelligenza artificiale incarnata – nei robot, nella logistica autonoma, nella produzione, nell’agricoltura e nei trasporti – sta automatizzando il lavoro fisico. “Non esiste un settore in cui rifugiarsi, nessuna categoria di lavoratori strutturalmente immune da questa pressione”.
“La Chiesa – ha osservato Sanders – non ha mai rifiutato un buon strumento. Ha sempre accolto ciò che la sua epoca le offriva e lo ha messo al servizio della missione”. “San Paolo non ha costruito le strade romane. Non le ha benedette. Le ha semplicemente percorse, perché conducevano dove doveva andare – e il Vangelo lo ha seguito, più velocemente di quanto avrebbe fatto altrimenti, perché l’impero aveva spianato una strada ma non sapeva per cosa la stesse spianando”. Così sta accadendo oggi con l’Intelligenza Artificiale. E “la Chiesa ha qualcosa di essenziale da dire su tutto questo. Ma quella voce raggiunge il pubblico solo se viene trasmessa in modo chiaro, accurato e credibile. Questa catena – ha concluso Sanders – inizia ora e da voi, in questa stanza”.

Libano: Ielpo (Custode Terra Santa) in visita ai frati a Harissa. “La fraternità non è questione di numeri”

A otto mesi dal suo insediamento, il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, ha compiuto la terza visita ai frati del Libano, manifestando una “particolare vicinanza” a un Paese segnato dalla guerra, dalla grave crisi economica e da profonde divisioni politiche. Secondo quanto riferisce la Custodia di Terra Santa, la visita si è svolta dal 27 al 29 aprile in occasione del capitolo zonale celebrato presso il convento di Harissa, momento di confronto per verificare la vita e la missione della presenza francescana. Storicamente il Libano rappresenta per la Custodia una cerniera tra Terra Santa e Siria. Oggi i frati sono undici, distribuiti nei conventi di Tiro, Beirut, Harissa e Tripoli; con Sidone, sede recentemente riacquisita ma non ancora attiva, formano una sorta di “spina dorsale francescana” lungo il Paese. Ad accogliere il Custode è stato fra Najib Ibrahim, delegato custodiale per il Libano. Presente anche il vicario apostolico di Beirut, mons. César Essayan. I lavori del capitolo si sono aperti con momenti di preghiera e meditazione comunitaria, ispirati alla Lettera apostolica per l’Anno della Vita consacrata e all’esperienza di san Francesco, seguiti da sessioni dedicate alla fraternità, alla vita spirituale e alle attività pastorali e sociali. Da alcune testimonianze è emerso che i frati della Custodia sono spesso percepiti come “più credibili” perché meno invischiati nelle dinamiche politiche del paese e più vicini ai bisogni reali della popolazione, come testimoniato dalle opere dei dispensari di Beirut e di Tripoli, dall’accoglienza degli sfollati a Tiro, dall’apertura di mercati agricoli solidali a Beirut, e da varie attività culturali e sportive. Opere che mostrano “un carisma capace di dialogare con tutti, cristiani e musulmani. Occorre anche avere ben presente la situazione sociale: i cristiani in Libano si stanno spostando, soprattutto i giovani in cerca di sistemazioni più economiche, e la missione dovrebbe seguirli, valutando nuove presenze in zone di sviluppo demografico”. La diminuzione numerica dei religiosi impone oggi un discernimento serio sulle presenze, ma è stato ribadito che la fraternità non dipende dai numeri: si può essere in pochi ed essere una comunità viva e significativa. Il capitolo si è concluso con un richiamo condiviso: senza una conversione del cuore, nessuna riforma strutturale potrà essere feconda.

Migranti: da inizio anno sbarcate 8.700 persone sulle nostre coste. Oltre 120 a maggio

Sono finora 8.599 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 17.828 mentre nel 2024 furono 17.609. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Nella giornata di ieri sono state 101 le persone registrate in arrivo sulle nostre coste che hanno fatto salire a 124 il totale delle persone arrivate via mare in Italia a maggio. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.178, mentre nel 2024 furono 4.976. Degli 8.700 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 2.552 sono di nazionalità bangladese (29,3%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.122, 12,9%), Pakistan (915, 10,5%), Sudan (752, 8,6%), Egitto (599, 6,9%), Algeria (537, 6,2%), Tunisia (259, 3%), Mali (193, 2,2%), Eritrea (183, 2,1%), Nigeria (163, 1,9%), Costa d’Avorio (162, 1,9%), Guinea (142, 1,6%), Marocco (136, 1,6%), Iran (134, 1,5%), Camerun (95, 1,1%) a cui si aggiungono 756 persone (8,7%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Terremoto Friuli 1976: La Russa, “da quel dolore enorme nacque uno straordinario esempio di coraggio, solidarietà e responsabilità condivisa”

“Il 6 maggio 1976 un violento sisma colpì il Friuli. Da quel dolore enorme nacque uno straordinario esempio di coraggio, solidarietà e responsabilità condivisa. Oggi, in occasione del 50° anniversario, la Nazione rende omaggio alle tante vittime, ai loro familiari e alla forza di una comunità che seppe rialzarsi con dignità e determinazione”. Così il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, in un post condiviso sui canali social in occasione del 50° anniversario del terremoto che colpì il Friuli.

Terremoto Friuli 1976: Castelli (Commissario) “dal dolore alla rinascita, un modello che ispira anche l’Appennino centrale”

“Il terremoto del Friuli rappresenta una delle pagine più drammatiche della storia del nostro Paese ed è doveroso, in questa ricorrenza particolarmente significativa, ricordare e onorare le quasi mille vittime che quella tragedia causò. A cinquant’anni di distanza, il dovere della memoria resta intatto, così come la volontà di custodire l’insegnamento nato e tramandato da quella esperienza”. Lo afferma il Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, che così ricorda l’evento sismico avvenuto il 6 maggio 1976. “La fase post-sisma del Friuli – prosegue Castelli – pose le basi per la nascita del Servizio nazionale della Protezione civile nel 1981. Per la prima volta furono individuati con chiarezza gli organi ordinari e quelli straordinari. Inoltre, grazie all’intuizione di Giuseppe Zamberletti, vennero definite competenze e responsabilità, costruendo un sistema organizzato e moderno che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento a livello internazionale”. “L’esperienza friulana – aggiunge il Commissario straordinario – è stata un passaggio fondamentale per la crescita del nostro Paese, perché ha dimostrato che anche di fronte a un evento dalla portata catastrofale è possibile rialzarsi. Le comunità del Friuli hanno saputo reagire con dignità, determinazione e senso di appartenenza, ricostruendo non solo case e infrastrutture, ma un’identità collettiva ancora più forte”. Quella stessa volontà e quella stessa tenacia che, sottolinea Castelli, “oggi rivedo nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma 2016. Comunità che, giorno dopo giorno, stanno affrontando un percorso complesso ma necessario, con la speranza concreta di costruire un nuovo futuro. Il cambio di passo nella ricostruzione è in corso e – conclude – deve proseguire con determinazione, facendo tesoro delle esperienze maturate. Il modello nato dopo il sisma del Friuli continua a rappresentare una guida preziosa: un sistema in cui istituzioni, tecnici, volontari e comunità lavorano insieme per ricostruire bene e in tempi certi. È questa la direzione che dobbiamo continuare a seguire, con l’obiettivo di restituire pienamente sicurezza, dignità e prospettive ai territori colpiti. La memoria del Friuli, dunque, non è solo ricordo. È responsabilità, è impegno, ed è soprattutto una speranza concreta per il futuro dell’Appennino centrale e dell’intero Paese”.

Colombia: Conferenza episcopale convoca il 13 maggio Rosario nazionale e consacrazione a Maria per la pace e la riconciliazione

Mercoledì prossimo, 13 maggio, i colombiani dentro e fuori dal Paese sono chiamati a unirsi al Quarto rosario nazionale, una giornata di preghiera che cerca di mettere al centro la conversione personale come via per la pace e la riconciliazione della Colombia, seriamente compromessa dall’attuale ondata di violenza e massacri, che coinvolge soprattutto le regioni sud-occidentali. Con il motto “La pace e la riconciliazione della Colombia si costruiscono a partire dalla conversione del tuo cuore”, questa iniziativa, promossa da diversi gruppi di laici cattolici e sostenuta dalla Conferenza episcopale della Colombia e dall’arcidiocesi di Bogotá, si presenta come una risposta spirituale alle sfide che il Paese deve affrontare in materia di convivenza e unità. La giornata si articolerà in momenti salienti. Il primo avrà luogo a partire dalle ore 11, nella Cattedrale primaziale della Colombia, a Bogotá, dove si reciterà il Santo Rosario, seguito dalla celebrazione dell’Eucaristia e dalla Consacrazione del Paese al Cuore immacolato di Maria. I ritti saranno presieduti da mons. Francisco Javier Múnera Correa, presidente della Conferenza episcopale della Colombia e arcivescovo di Cartagena. In questo contesto, il Presidente dell’Episcopato colombiano, in un video, ha sottolineato il significato profondo di questo appello, affermando: “Chiederemo alla Madre del Signore di ravvivare in noi la speranza, sostenere l’unità e intercedere per la riconciliazione e la pace di tutti i colombiani”. Il secondo momento si terrà alle 17, a pochi metri di distanza, in plaza de Bolívar a Bogotá, con un momento di adorazione eucaristica, seguito da una processione e dal Rosario con le fiaccole, come segno visibile di fede e comunione attorno all’intenzione di pace per il Paese. La Conferenza episcopale della Colombia invita le diocesi, le parrocchie, le comunità religiose, i movimenti ecclesiali, le famiglie e tutti i colombiani – nel territorio nazionale e all’estero – a unirsi a questa giornata dai propri contesti, rafforzando così un grido comune per la riconciliazione.

Papa in Spagna: pubblicato il programma, dal 6 al 12 giugno tappe a Madrid, Barcellona, Gran Canaria e Tenerife

La Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato oggi il programma del viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Spagna, dal 6 al 12 giugno, con tappe a Madrid, Barcellona, Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife. Sabato 6 giugno il Pontefice partirà alle 8 da Roma/Fiumicino per Madrid/Barajas, dove atterrerà alle 10.30. Alle 11.30 la cerimonia di benvenuto nel Palazzo Reale, la visita di cortesia ai reali di Spagna e, alle 12.30, l’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Nel pomeriggio la visita al progetto sociale “Cedia 24 horas” e in serata la veglia con i giovani in Plaza de Lima. Domenica 7 giugno la messa in Plaza de Cibeles con la processione del Corpus Domini e l’incontro con il mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport alla Movistar Arena. Lunedì 8 giugno i colloqui con il presidente del Governo, con il Parlamento al Congresso dei Deputati, con i vescovi spagnoli e l’incontro con la comunità diocesana allo stadio Santiago Bernabéu. Martedì 9 giugno il trasferimento a Barcellona, con la veglia allo Stadio olimpico Lluís Companys. Mercoledì 10 giugno la visita al centro penitenziario “Brians 1”, il rosario nell’abbazia di Montserrat e la messa nella Sagrada Família, con l’inaugurazione della torre di Gesù Cristo. Giovedì 11 giugno il volo verso Gran Canaria: incontro con i migranti nel porto di Arguineguín, con vescovi, clero e religiosi nella Cattedrale di Sant’Anna e messa nello stadio. Venerdì 12 giugno a Tenerife: incontro con i migranti del centro “Las Raíces”, con le realtà di integrazione in Plaza del Cristo de La Laguna e messa nel porto, prima del rientro a Roma previsto alle 20.10.

Haiti: due giornalisti uccisi negli ultimi giorni, diritto all’informazione vitale anche nella quotidianità della gente, ma sempre più a rischio

Nella capitale di Haiti, due figure di spicco del giornalismo sportivo hanno perso la vita in episodi di violenza verificatisi in giorni diversi negli ultimi quattro giorni. Jean Brunet Bontemps è stato ucciso a colpi di arma da fuoco venerdì 1° maggio a Port-au-Prince, forse perché coinvolto accidentalmente in una sparatoria tra la polizia e le bande armate, mentre il fotoreporter Jean-Marc Stevenson Ysemai è stato trovato senza vita lunedì nella città di Les Cayes, nel sud del Paese. La professione giornalistica è sempre più a rischio nel Paese, molte redazioni sono state costrette alla chiusura e i reporter che restano attivi lo fanno a rischio della loro vita. Va segnalato che, oltre a mettere in pericolo il diritto all’informazione, fondamento della democrazia e della libertà individuale, questa tendenza incide anche sulla vita quotidiana, poiché il giornalismo è diventato una forma di sopravvivenza per molte persone ad Haiti, perché grazie al suo lavoro di informazione pubblica la popolazione sa in quali zone può recarsi e quali deve evitare in un determinato giorno o periodo. Secondo l’Osservatorio dell’Unesco sui giornalisti assassinati, dal 2021 ad Haiti sono stati uccisi quattordici operatori dei media.

Salesiani cooperatori: Boccia, “da laico puoi vivere pienamente lo spirito di Don Bosco”. A Roma il VI congresso mondiale per i 150 anni

“Da laico, potevo vivere pienamente lo spirito di Don Bosco”. Lo afferma Antonio Boccia, coordinatore mondiale dell’Associazione dei Salesiani cooperatori, in un’intervista al , in occasione del VI congresso mondiale dell’Associazione che si tiene a Roma dal 7 al 10 maggio. Il congresso coincide con il 150° anniversario della fondazione dell’Associazione, avvenuta il 9 maggio 1876 per volontà di Don Bosco, che volle dare forma associativa al numeroso gruppo di laici e chierici impegnati accanto ai salesiani nell’educazione dei giovani. Oggi i Salesiani cooperatori sono circa 30mila in 102 nazioni, organizzati in 11 regioni geografiche. Boccia, 64 anni, di Torre Annunziata, è coordinatore mondiale dal 2018 dopo oltre 40 anni di impegno nell’Associazione a livello locale, provinciale e regionale. Nell’intervista ricorda come la sua vocazione sia nata all’oratorio salesiano della sua città e racconta come il carisma di Don Bosco si incarni nella vita quotidiana: “La gentilezza, l’ascolto e quella pazienza educativa che ho respirato in famiglia e all’oratorio li porto con me ogni giorno al lavoro. Per me il lavoro non è separato dalla vocazione: è uno dei luoghi privilegiati in cui la testimonianza laicale prende corpo”. Il congresso, sul tema “Essere fermento per essere fecondi”, si concluderà con la presentazione del nuovo coordinatore mondiale e le linee programmatiche 2026-2032.

Chiese in Europa: incontro Ccee a Roma dei portavoce e addetti stampa. Card. Zuppi, “abbiamo bisogno di una Chiesa che comunichi”

“Abbiamo tanto bisogno di una Chiesa di comunichi, senza correre dietro ai media”. “Qualche volta la Chiesa è identificata ancora come qualcosa di lontano, distante, antico. Continuiamo a parlare troppo latino, soprattutto per i ragazzi. Quindi buon lavoro e sentitevi a casa”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, accogliendo questa mattina a Roma nella sede della Conferenza episcopale italiana gli addetti e i portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa. Era presente anche mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei. Su invito del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) i portavoce sono riuniti a Roma dal 5 al 7 maggio per il loro incontro annuale ed hanno scelto quest’anno di approfondire le sfide dell’Intelligenza Artificiale, mettendo a tema “La Chiesa in Euroa e la missione digitale”. “Se siamo fuori – ha aggiunto Zuppi – non esistiamo. Se corriamo dietro ai media, è pericoloso”. Il cardinale ha ringraziato gli addetti stampa e i portavoce per il “prezioso” lavoro che svolgono, e per lo sforzo che fanno sia nell’ “affrontare qualche tempesta” sia “soprattutto per trovare il modo per spiegare, per comunicare, per far capire. Abbiamo delle cose bellissime che spesso non sappiamo comunicare”.

Diocesi: Assisi, dal 13 al 17 maggio la festa per il 9° anniversario del santuario della Spogliazione “#nulladiproprio dopo 800 anni è sempre Francesco”

“#nulladiproprio dopo 800 anni è sempre Francesco” è il titolo del nono anniversario del santuario della Spogliazione di Assisi, che quest’anno è dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco e che si svolgerà dal 13 al 17 maggio nella città serafica.
Saranno cinque giorni di celebrazioni e momenti di approfondimento su temi legati a carisma ed eredità francescani, che si apriranno mercoledì 13 maggio, alle ore 18, con la messa nella chiesa di Santa Maria Maggiore – santuario della Spogliazione, presieduta da fra Teofil Teofil Ciucheș, parroco della chiesa di Santa Margherita. Giovedì 14 maggio, alle 16, nella sala della Spogliazione del vescovado si terrà il convegno dal titolo “Se i soldi non fanno la felicità. Dall’economia di Francesco a quella contemporanea, come ripensare lo sviluppo globale”. Ne parleranno mons. Felice Accrocca, vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno ed esperto di francescanesimo a livello mondiale, suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Carlo Cottarelli, economista e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il convegno sarà moderato da Eugenio Bonanata, giornalista di Radio Vaticana – VaticanNews, e Marina Rosati, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi. Alle 18, sarà don Alessandro Picchiarelli, parroco della cattedrale di San Rufino, a presiedere la celebrazione eucaristica. Venerdì 15 maggio, alle 18, la messa sarà celebrata da don Matteo Renga, parroco dell’abbazia di San Pietro, mentre in serata, alle 21, si svolgerà “l’Adorazione eucaristica: un’ora per la pace”. Nella mattinata di sabato 16 maggio, alla presenza del card. Gualtiero Bassetti, torna la cerimonia di assegnazione del Premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità” che quest’anno ha visto la partecipazione di quasi 80 soggetti con proposte e idee progettuali da tutto il mondo. Al vincitore sarà consegnato un assegno da 50mila euro, frutto del sostegno di diversi benefattori, un’icona con l’immagine dei due santi e il foulard con la scena della spogliazione realizzato da Brunello Cucinelli. Nel pomeriggio, alle 18, sarà celebrata la messa presieduta dal vicario generale delle due diocesi, don Giovanni Zampa, mentre in serata, sempre all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore, si terrà il concerto: “Cantate Domino”, a cura del coro della città di Bastia, diretto dal maestro Piero Caraba. La festa del santuario si concluderà domenica 17 maggio con la messa delle ore 9,30 celebrata dal rettore, padre Marco Gaballo, e con la successiva solenne celebrazione eucaristica delle ore 11 presieduta da mons. Accrocca. Le ceremonie liturgiche saranno in diretta sul canale di Maria Vision (sul canale nazionale 255 del digitale terrestre; per l’Umbria sul canale 78), mentre per gli altri momenti informazioni e dirette sono disponibili sul sito del santuario .

Legalità: Agrorinasce, venerdì la premiazione degli alunni che hanno partecipato al Premio Federico Del Prete, ucciso per il suo impegno contro la camorra

Venerdì 8 maggio, alle 10, oltre centoventi alunni varcheranno i cancelli della sede di Agrorinasce, il Centro di educazione e documentazione ambientale “Pio La Torre” di Santa Maria La Fossa, per partecipare da protagonisti alla cerimonia conclusiva della terza edizione del Premio Federico Del Prete, appuntamento dedicato alla memoria dell’uomo, Medaglia d’Oro al Valore Civile, ucciso il 18 febbraio 2002 per il suo impegno contro la criminalità.
Ad accogliere i giovani ospiti ci saranno la presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, l’amministratore delegato di Agrorinasce, Giovanni Allucci, e Vincenzo Del Prete, figlio di Federico e presidente dell’associazione “Insieme per Federico Del Prete”, promotrice del Premio insieme ad Agrorinasce.
L’iniziativa, che ha coinvolto gli istituti comprensivi “Grazzanise”, plesso E. Mirra di Santa Maria La Fossa, “San Marcellino” e “Mattia De Mare” di San Cipriano d’Aversa, si conferma un’occasione educativa e civile, volta a mantenere viva la memoria e a trasmettere alle nuove generazioni i valori della giustizia, della legalità e dell’impegno sociale.
Anche quest’anno tutti gli studenti partecipanti si sono distinti per la realizzazione di lavori originali sui temi della legalità, della giustizia e dell’impegno civile, offrendo contributi significativi e profondi. Per questo motivo tutti meriteranno un premio, mentre ai due elaborati ritenuti migliori verranno assegnati buoni spesa da utilizzare presso cartolibrerie convenzionate. Al primo classificato andrà un buono spesa da 100 euro, mentre per il secondo classificato il buono sarà di 50 euro.
Gli studenti verranno premiati dal prefetto di Caserta Lucia Volpe, dal questore Andrea Grassi, dal comandante dell’Arma dei Carabinieri Manuel Scarso e da altri ospiti istituzionali. Saranno presenti anche i sindaci dei comuni di Santa Maria La Fossa, San Marcellino e San Cipriano d’Aversa.
La cerimonia di premiazione costituirà un momento di condivisione e valorizzazione dell’impegno degli studenti, nonché un’occasione di riflessione collettiva sui temi della legalità.

Diocesi: mons. Soricelli (Amalfi-Cava de’ Tirreni), “le mamme sono sorgenti di vita e custodi di amore”

Non “un augurio di circostanza”, ma “un atto di stima profonda: siete voi il riflesso più limpido della promessa che Gesù fa nel Vangelo di questa domenica: ‘Non vi lascerò orfani’ (Gv14,18)”. Lo scrive l’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, mons. Orazio Soricelli, in una lettera alle mamme della diocesi, in occasione della Festa della mamma che ricorre domenica 10 maggio.
“Vediamo in ciascuna un frammento di Vangelo nella storia; c’è una santità feriale nel vostro muovervi nella vita di ogni giorno, siete la liturgia del quotidiano, quella trama di gesti semplici, e a volte invisibili, dove Dio si nasconde per amare”, osserva il presule, che aggiunge: “In questo tempo inquieto, ferito da fragori di guerre, segnato da pesanti incertezze e smarrito dietro la luce gelida degli schermi, voi restate l’unico sguardo che riporta alla realtà. Siete la voce che chiama per nome, la mano che tiene insieme i fili di famiglie stanche, il cuore che continua ad infondere fiducia e speranza custodendo la fede come una piccola fiammella che i venti del tempo presente non riescono a spegnere”.
Cristo “ci ha promesso il Consolatore, il Suo Spirito. E voi, mamme, ne siete la carezza visibile perché riuscite a far sentire ai vostri figli che, qualunque cosa accada, c’è un luogo dove sono attesi e amati”.
Un pensiero particolare a chi porta il peso della prova: “A voi, che accudite la fragilità, che trasformate la paura in preghiera e la stanchezza in unguento: siete forza silenziosa che Dio osserva con commozione. A voi, che guardate al Cielo e portate nel cuore un figlio che vive già nell’Eterno: il vostro amore non è interrotto, è diventato luce che vi precede e silenzio abitato da Dio. Le vostre lacrime sono perle raccolte nelle Sue mani. A voi, che abitate l’attesa tra sogno e timore: il vostro desiderio è già culla, e Dio conosce il nome della vostra speranza prima ancora che sia pronunciato da voi”.
Mons. Soricelli ricorda che “nulla sfugge allo sguardo del Padre: non la stanchezza celata dietro un sorriso, non la solitudine che vi sfiora quando la casa è piena di rumori ma povera di ascolto, né la paura che vi attraversa quando il mondo sembra troppo grande per i vostri figli”.
In questo cammino, sottolinea il presule, “non siete sole. Accanto a voi cammina Maria, mamma che conosce la gioia e la spada, il dubbio e la fedeltà. Lei, che ha custodito tutto nel silenzio del suo cuore, vi accompagna con passo discreto, entra nelle vostre case, siede accanto alle vostre fatiche e vi prende per mano, insegnandovi l’arte di affidarvi e di credere che ogni vostro ‘sì’ è un atto d’amore che salva il mondo”.
Le mamme sono “albe che tornano anche quando la notte sembra infinita”, “argilla che Dio modella per farne consolazione”, “poesia fatta di mani che accarezzano, di occhi che comprendono, di cuori che perdonano”. L’arcivescovo conclude: “Finché ci sarà una mamma che ama e prega, il mondo continuerà a sperare. Buona festa a voi, sorgenti di vita e custodi di amore!”.

Maternità: Inverno (Save the Children), “in Italia è ancora uno dei principali fattori di disuguaglianza”. D’Errico, “servono politiche strutturali”

“Tra le madri 25-54enni con almeno un figlio minore il tasso di occupazione si attesta al 73,1% al Nord e 71% al Centro, mentre nel Sud e isole scende al 45,7%”. Un fattore di protezione risulta essere il titolo di studio: “Tra le madri con figli minori il tasso di occupazione cresce in modo netto per le più istruite, dal 37,7% tra le donne con al massimo la licenza media, al 62,8% tra le diplomate, fino all’85,4% tra le laureate”. Ad evidenziare quanto siano marcate le differenze territoriali rispetto al mercato del lavoro delle donne è l’XI edizione del rapporto “Le Equilibriste, la maternità in Italia” diffuso oggi a pochi giorni dalla Festa della Mamma ed elaborato dal Polo Ricerche di Save the Children.
Il pianeta maternità “è caratterizzato anche dal part-time: ne fanno ricorso il 32,6% delle donne 25-54enni con almeno un figlio minore (di cui l’11,7% è part-time involontario), contro il 3,5% dei padri nella stessa condizione. In aumento la quota di donne occupate con contratti a termine da almeno 5 anni (da 17,4% a 19,1%)”.
“La lettura dei dati ci restituisce la fotografia di un Paese in cui la maternità resta ancora uno dei principali fattori di disuguaglianza. Viviamo in un sistema che continua a scaricare i costi della genitorialità in modo sproporzionato sulle donne, come il rapporto Le Equilibriste denuncia da undici anni. Nel 2026 dobbiamo ancora rimarcare come la situazione delle madri in Italia sia addirittura peggiorata rispetto agli scorsi anni. Nonostante gli impegni annunciati, aumentano le dimissioni delle neomamme e, tra le madri più giovani, la maggior parte non studia, non lavora e non è inserita in percorsi di formazione”, ha dichiarato Antonella Inverno, responsabile Ricerca e analisi dati di Save the Children Italia.
“Per sostenere davvero la genitorialità è fondamentale adottare politiche strutturali, fondate su interventi integrati: occupazione stabile, servizi per l’infanzia accessibili e di qualità, adeguati strumenti di sostegno economico e percorsi di autonomia abitativa per le giovani generazioni. Serve rafforzare un welfare coerente e coordinato lungo tutto l’arco della vita, insieme a un’organizzazione del lavoro compatibile con le responsabilità familiari”, afferma Giorgia D’Errico, direttrice Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Save the Children.

Maternità: Save the Children, “in Italia ha un impiego solo il 58,2% delle madri con figli in età prescolare”

“In Italia, nonostante il crescente dibattito pubblico attorno al tema, la maternità si traduce ancora in un equilibrio fragile tra occupazione e carico di cura, tra desiderio e rinuncia, con carriere che si fermano o rallentano e difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro”. È la fotografia che emerge dall’XI edizione del rapporto “Le Equilibriste, la maternità in Italia” diffuso oggi a pochi giorni dalla Festa della Mamma ed elaborato dal Polo Ricerche di Save the Children.
A fronte di una costante diminuzione delle nascite (nel 2025 se ne registrano circa 355mila con una flessione del -3,9% in un anno) e un tasso di fecondità di 1,14 figli per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione e della media Ue (1,34 nel 2024), “l’età media al parto raggiunge i 32,7 anni e le madri under 30 sono una minoranza esigua. Quasi una donna su quattro tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere condizioni lavorative adeguate per avere un figlio”, rileva il rapporto.
In Italia “la penalizzazione associata alla maternità è pari al 33%, con effetti significativi e persistenti nel tempo”. Guardando in particolare ai salari, “nel settore privato le madri registrano una penalizzazione che può arrivare fino al 30% dopo la nascita di un figlio, mentre nel settore pubblico la penalizzazione è più contenuta (5%), ma comunque rilevante”.
Rispetto alla partecipazione al mercato del lavoro, dai dati si evince che “mentre gli uomini con figli sono più presenti nel mercato del lavoro degli uomini senza figli, per le donne avere figli è associato a una minore occupazione lavorativa. Se il 78,1% degli uomini tra i 25 e 54 anni senza figli è occupato, con una percentuale che si attesta al 92,8% tra i padri con almeno un figlio minore (92,9% per chi ne ha uno e 92,7% per chi ne ha due o più), per le donne della stessa fascia d’età la situazione è molto diversa: lavora il 68,7% tra quelle senza figli, ma la quota scende al 63,2% tra le madri con almeno un figlio minorenne (67% per chi ne ha uno e 58,8% con due o più). Il tasso di occupazione scende ancora per le madri con almeno un figlio in età prescolare (58,2%)”. Rispetto agli scorsi anni, a fronte di un incremento dell’occupazione, anche femminile, “sono proprio le donne e in particolare le madri, a beneficiare di meno del trend positivo: tra le donne 25-54enni con almeno un figlio minore, l’occupazione nel 2025 rispetto al 2024 è aumentata dello 0,1%, mentre l’aumento è dello 0,9% per gli uomini nelle stesse condizioni”.

Diocesi: Roma, il 9 maggio l’incontro conclusivo del corso di formazione missionaria. Interviene Lucio Caracciolo

Si avvicina l’incontro conclusivo del corso di formazione missionaria “La Rivoluzione mondiale. Mappe, poteri, missione oggi: come orientarsi nel caos globale”, organizzato dal Centro missionario della diocesi di Roma, in collaborazione con Limes. Il tema centrale della conferenza in programma, intitolata “La pace è possibile”, prevista per il 9 maggio, avrà come relatore Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista di geopolitica. L’incontro si terrà alle ore 9 nella Sala della Conciliazione, situata al primo piano del Palazzo Lateranense e sarà aperto dal saluto di padre Giulio Albanese, direttore del Centro missionario diocesano.
“L’intento di questo corso – spiega padre Albanese – è stato quello di promuovere una riflessione su quanto sta avvenendo oggi nel mondo, soprattutto in riferimento al ruolo dei grandi attori internazionali. Tenendo conto che la nostra, come diceva Papa Francesco, non è un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca, la risposta, dal punto di vista della partecipazione al corso, è stata davvero senza precedenti: animatori missionari, insegnati di religione, agenti pastorali, diplomatici…. Tutto questo ha confermato l’esigenza di annunciare il Vangelo della pace secondo il Magistero di Papa Leone: una ‘pace disarmata e disarmante’”.

Diocesi: Genova, celebrazione in cattedrale con mons. Tasca per l’Adunata Alpini

Anche la diocesi di Genova è coinvolta nella macchina organizzativa della 97ª Adunata nazionale degli Alpini, in programma a Genova dall’8 al 10 maggio prossimi, con un impegno significativo nei campi dell’accoglienza, della spiritualità e della memoria. La Chiesa genovese offrirà infatti ospitalità a numerosi gruppi provenienti da tutta Italia, confermando una consolidata tradizione di servizio e vicinanza in occasione dei grandi eventi cittadini. “Da diversi mesi collaboriamo con gli organizzatori dell’Adunata”, spiega mons. Andrea Parodi, vicario episcopale: “grazie alla disponibilità del Seminario al Righi e di diverse parrocchie, accoglieremo delegazioni alpine e pellegrini in strutture, saloni parrocchiali e spazi comunitari messi a disposizione per rispondere alle esigenze logistiche di quanti raggiungeranno Genova”. Tra gli appuntamenti più significativi della presenza ecclesiale spicca la mostra dedicata al beato Secondo Pollo, allestita nella chiesa delle Scuole Pie, adiacente alla Cattedrale. Sacerdote piemontese e cappellano militare, morto nel 1941 sul fronte albanese mentre prestava soccorso a un ferito, il beato Pollo è considerato una figura esemplare per il mondo alpino e militare. Beatificato nel 1998, resta una testimonianza di carità pastorale e dono di sé fino all’estremo sacrificio. L’esposizione – spiega la diocesi – intende far conoscere la sua vicenda umana e spirituale, offrendo al tempo stesso una riflessione sui valori del servizio, della fede e della solidarietà. “La chiesa del Santissimo Nome di Maria e degli Angeli Custodi, nota come chiesa delle Scuole Pie – sottolinea Grazia Di Natale, coordinatrice dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali – si trova nel cuore della città, a pochi passi dalla Cattedrale di San Lorenzo e lungo uno degli assi più vitali del centro storico. Siamo lieti che sia stata scelta per ospitare la mostra su Secondo Pollo, poiché rappresenta un significativo esempio di architettura barocca genovese, in cui arte, spiritualità e impegno sociale si fondono in un progetto pensato per educare, oltre che per celebrare”. Momento culminante sarà la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo, mons. Marco Tasca, sabato 9 maggio alle ore 16.30: un’occasione per “affidare al Signore gli Alpini, ricordare i caduti, pregare per la pace e rinnovare i valori di fraternità e dedizione al bene comune che l’Associazione Nazionale Alpini continua a custodire e trasmettere”.

Leone XIV: udienza, “nessuna istituzione ecclesiale può essere assolutizzata, servono conversione e riforma”

“Nessuna istituzione ecclesiale può essere assolutizzata”. Così Leone XIV all’udienza generale in piazza San Pietro, nella catechesi sulla dimensione escatologica della Chiesa nella “Lumen gentium”. Per il Papa, la Chiesa “è chiamata a riconoscere umilmente l’umana fragilità e caducità delle proprie istituzioni, le quali, pur essendo al servizio del Regno di Dio, portano la figura fugace di questo mondo”. Leone XIV ha esortato a “una continua conversione, al rinnovamento delle forme e alla riforma delle strutture, alla continua rigenerazione delle relazioni, in modo che possano davvero corrispondere alla loro missione”. Il Pontefice ha dedicato l’ultima parte della catechesi alla comunione dei santi, ricordando che “tutti i cristiani formano un’unica Chiesa” e che “c’è una comunione e una compartecipazione dei beni spirituali fondata sull’unione con Cristo di tutti i credenti, una fraterna sollicitudo tra Chiesa terrena e Chiesa celeste”. “Pregando per i defunti e seguendo le orme di coloro che hanno già vissuto come discepoli di Gesù – ha concluso -, siamo sostenuti anche noi nel cammino e rafforziamo l’adorazione di Dio”.

Leone XIV: udienza, “la Chiesa è sacramento di salvezza, deve prendere posizione per i poveri e le vittime”

“La Chiesa è sacramento universale di salvezza, cioè segno e strumento di quella pienezza di vita e di pace promessa da Dio”. Lo ha detto Papa Leone XIV all’udienza generale di oggi in piazza San Pietro, proseguendo il ciclo di catechesi sulla Costituzione dogmatica “Lumen gentium” del Concilio Vaticano II. Il Papa ha meditato sulla dimensione escatologica della Chiesa, “una caratteristica qualificante che tuttavia spesso trascuriamo o minimizziamo, perché siamo troppo concentrati su ciò che è immediatamente visibile”. Per Leone XIV, “la Chiesa non si identifica perfettamente con il Regno di Dio, ma ne è germe e inizio, perché il compimento verrà donato all’umanità e al cosmo soltanto alla fine”. La Chiesa “realizza la sua missione tra il ‘già’ dell’inizio del Regno di Dio in Gesù, e il ‘non ancora’ del compimento promesso e atteso”. Il Pontefice ha sottolineato che la Chiesa “è investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono”. “La Chiesa non annuncia sé stessa – ha precisato Leone XIV -; al contrario, in essa tutto deve rimandare alla salvezza in Cristo”.

Diocesi: Cagliari, l’8 maggio incontro con la giornalista e scrittrice Angela Iantosca e presentazione del libro “Donne. Resistenza. Libertà”

Si terrà venerdì 8 maggio, alle ore 10, presso la Sala Benedetto XVI della Curia arcivescovile di Cagliari (via Monsignor Cogoni 9), l’incontro con la giornalista e scrittrice Angela Iantosca, promosso nell’ambito della Settimana della Comunicazione.
Al centro della mattinata il monologo “Disarmare. Voce del verbo amare”, una riflessione sul linguaggio e sulla responsabilità dell’informazione, chiamata a liberarsi da logiche di conflitto per diventare strumento di relazione e di costruzione della pace.
Nel corso dell’incontro, promosso dall’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi e dalla Libreria Paoline di Cagliari, in collaborazione con Ucsi Sardegna, sarà presentato anche il libro “Donne. Resistenza. Libertà”, che raccoglie le storie di ventuno donne afghane impegnate nella difesa della propria dignità e dei propri diritti, in contesti segnati da violenza e oppressione.
L’iniziativa si inserisce nel programma della Settimana della Comunicazione e intende offrire uno spazio di approfondimento sui temi della comunicazione responsabile, del valore della parola e della testimonianza, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità e alle dinamiche internazionali.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti introduttivi di Maria Luisa Secchi, direttrice dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Cagliari e presidente dell’Ucsi Sardegna.
L’appuntamento è aperto a operatori dell’informazione, studenti, operatori pastorali e a tutti coloro che desiderano riflettere sul rapporto tra comunicazione, verità e costruzione del bene comune.

Diocesi: Savona-Noli, 4 incontri per approfondire il bisogno di libertà dell’essere umano

“Cercando la libertà” è il titolo di quattro incontri promossi dalla diocesi di Savona-Noli nell’ambito del progetto “AB”. Si approfondirà il bisogno di libertà dell’essere umano dalle costrizioni fisiche e della necessità di essere liberi per realizzare se stessi. Si traccerà l’evoluzione del concetto di libertà, che dal corpo passa al pensiero e arriva all’anima.
Gli appuntamenti saranno sempre alle ore 17 e a ingresso gratuito. Durante gli incontri ci saranno letture di documenti tratti dall’Archivio storico e Biblioteca della diocesi. Il primo sarà lunedì 11 maggio nell’Oratorio San Dalmazio, nel quartiere Lavagnola, sul tema “Cercando la libertà di espressione” con Roberto Fiaschi della Libreria Paoline, che parlerà di libertà di stampa e de Il Letimbro. Mercoledì 20 maggio nell’Oratorio del Cristo Risorto, Giuseppe Testa parlerà del tema “Cercando la libertà dal pregiudizio”, in particolare dell’Inquisizione e della “caccia alle streghe”.
Mercoledì 23 settembre nella sala capitolare della cattedrale Nostra Signora Assunta (sede della Consorzia di Nostra Signora della Colonna) l’argomento “Cercando la libertà dalla schiavitù” sarà trattato da Sarah Pagano, con un focus sulla mostra “Captivi: speranza di libertà”, tenutasi recentemente nell’Archivio storico diocesano. Mercoledì 30 settembre nell’Oratorio Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Petronilla l’incontro verterà su “Cercando la libertà dalla prigionia politica”, con Ugo Folco, relatore su Papa Pio VII, e gli intermezzi musicali all’organo di Antonio Delfino.
“Mi sono fatto entusiasmare da una raccolta di copie de il Letimbro della fine del XIX secolo, quando Savona visse una trasformazione radicale e diventò una città industriale di livello nazionale – dice Roberto Fiaschi, relatore del primo incontro dell’11 maggio -. Questa trasformazione, anche urbanistica, portò benessere ma anche le tensioni sociali dell’epoca. Era un’Italia che usciva dal Risorgimento, attraversava l’Unità, in cui iniziavano la questione romana e il conflitto con la Chiesa, le tensioni fra gli operai, le varie visioni del mondo anarchica, massone, repubblicana, la Giovane Italia di Mazzini”.
“In quegli anni le visioni del mondo si sentirono le uniche capaci di rappresentare il mondo intero, nel senso che non accettavano il dialogo e consideravano le altre visioni come alternative nemiche. Questo portò a scontri e tensioni sociali con situazioni drammatiche che non fecero il bene della città”, aggiunge, sottolineando: “Da quell’esperienza dobbiamo imparare che l’unico modo per far crescere una città, una comunità, è mettere insieme visioni opposte e dialogare. Soltanto guardando la storia possiamo imparare da quegli errori. Non voglio giudicare quei tempi, sicuramente ebbero le loro ragioni: se la storia non si deve giudicare, dalla storia si deve imparare”.

Noticum: sulla rivista missionaria digitale la conferenza di Santa Marta (Colombia) sull’energia fossile

È online il numero di maggio di Noticum, la rivista digitale della fondazione Missio. Su questo numero, in primo piano il Comigi, ovvero il Convegno missionario dei giovani, quest’anno celebrato assieme al Convegno missionario nazionale dei seminaristi a Misano Adriatico. A seguire: la conferenza di Santa Marta (Colombia) sull’energia fossile alla quale hanno partecipato 50 Paesi del mondo; i trent’anni dal martirio di Thibirine e del vescovo Pierre Claverie di Orano in Algeria; i tre anni di guerra in Sudan con i drammi per la popolazione; la campagna della Focsiv “Abbiamo riso per una cosa seria”. Seguono le pagine continentali con notizie che arrivano dai missionari, la “missio km zero” con il racconto di Lara Borella, già missionaria in Ecuador, la presentazione della Carta ecumenica nello spazio tra le chiese e i consigli di lettura del Cedor. per leggere e scaricare Noticum.

Diocesi: Albano, 2 appuntamenti formativi dedicati ai giornalisti in occasione del Festival della Comunicazione

Sono due gli appuntamenti formativi dedicati ai giornalisti, organizzati in occasione del Festival della Comunicazione che si terrà sul territorio della diocesi di Albano sul tema “Custodire voci e volti umani” dall’11 al 24 maggio.
Il primo, organizzato dalla diocesi di Albano, in collaborazione con Ordine dei giornalisti del Lazio e l’Iis “Amari – Mercuri” di Ciampino, prevede l’erogazione di 4 crediti formativi e si terrà mercoledì 13 maggio dalle 9 alle 13 presso l’Istituto “Michele Amari” di Ciampino, in via Romana n. 11-13, a Ciampino (Rm). L’iscrizione al corso su www.formazionegiornalisti.it , fino al 10 maggio, con il titolo “Custodire volti e voci umane: il messaggio del Papa nella Giornata mondiale delle comunicazioni sociali”.
I relatori saranno Michele Sorice, docente all’Università “Luiss Guido Carli” di Roma, Vincenzo Varagona, presidente dell’Ucsi nazionale, Annamaria Graziano, giornalista professionista componente del Consiglio territoriale di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, e Omar Ruberti, dottore di ricerca in comunicazione. Interverranno anche mons. Vincenzo Viva, vescovo di Albano, Emanuela Colella, sindaca di Ciampino, e Fortunata Solvino, dirigente scolastico dell’Iis Amari – Mercuri. Moderatore  Cesare Zanirato, docente dell’Iis “Amari – Mercuri”.
Il secondo corso, organizzato dalla diocesi di Albano, in collaborazione con Org Lazio e il Comune di Anzio, prevede l’erogazione di 5 crediti formativi e si terrà venerdì 22 maggio dalle 15,30 alle 18,30 presso la sala consiliare di Villa Sarsina, in via Ambrosini n. 7, ad Anzio (Rm). L’iscrizione al corso sempre sulla piattaforma per la formazione: www.formazionegiornalisti.it, fino al 19 maggio, con il titolo “Custodire voci e volti umani. L’impatto dell’IA sul lavoro e la deontologia delle giornaliste e dei giornalisti”. Relatori saranno don Stefano Stimamiglio, direttore di “Famiglia Cristiana”; Maria Cinque, professoressa ordinaria di Didattica e pedagogia speciale all’Università Lumsa, Daniele Mastrogiacomo, presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio; Alessio Rossi ed equipe Caritas di Albano; Monia Nicoletti, giornalista di “Lazio7 – Avvenire”, Omar Ruberti, giornalista, e Giovanni Del Giaccio, giornalista, dirigente relazioni esterne del Comune di Anzio. Interverranno anche don Alessandro Paone, incaricato regionale per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale del Lazio, Aurelio Lo Fazio, sindaco di Anzio, don Alessandro Saputo, vicario episcopale per il coordinamento della pastorale e la formazione permanente del clero della diocesi di Albano, Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, e Maurizio Di Schino, presidente dell’Unione cattolica stampa italiana del Lazio.

Striscia di Gaza: Leone XIV, preghiera e vicinanza alla parrocchia latina. Romanelli “La sua vicinanza è per noi una grazia”

Messaggio di Papa Leone XIV, ieri, alla parrocchia di Gaza. A confermare la notizia al Sir è lo stesso parroco della parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica cattolica della Striscia, padre Gabriel Romanelli. “Ieri – ha detto Romanelli – il Santo Padre ci ha mandato un messaggio, esprimendo la sua vicinanza nelle sue preghiere, la sua preoccupazione per tutta la situazione, pregando giorno dopo giorno per la fine della guerra a Gaza, per la parrocchia e per tutta la gente di qui. Che il Signore lo conceda. Che le preghiere di San Pietro, del successore di San Pietro e di Leone XIV, siano una supplica accorata per il mondo: pace per la Palestina, per Israele e conversione e grazia per tutti”. L’annuncio del messaggio del Papa è stato poi diffuso dal parroco attraverso un video. In una intervista pubblicata ieri mattina dal Sir il parroco ha definito “una grazia”, la vicinanza di Papa Leone XIV che, parole di padre Romanelli, “non manca mai di dimostrarci il suo affetto inviando continuamente messaggi e chiamandoci al telefono”. Un segno e gesti di vicinanza in continuità con quanto già fatto da Papa Francesco sin dallo scoppio della guerra, dopo il 7 ottobre 2023.

Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, mercoledì 6 maggio 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


Leone XIV: “chi vuole criticarmi per il Vangelo, lo faccia con la verità. La Chiesa ha parlato contro tutte le armi nucleari”

“Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia con la verità. La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi non c’è nessun dubbio. Spero semplicemente di essere ascoltato per il calore della parola di Dio”. Papa Leone XIV ha parlato ai giornalisti all’uscita da Villa Barberini, a Castel Gandolfo, a due giorni dalla visita in Vaticano del segretario di Stato americano Marco Rubio, prevista il 7 maggio, in un clima di tensione dopo i ripetuti attacchi del presidente Trump al Pontefice. Il Papa ha invitato alla “cultura del dialogo”: “Con fiducia, con la cultura del dialogo, dobbiamo cercare di comprenderci bene. Penso che i temi per cui viene non siano quelli di oggi”. Alla domanda se avesse qualcosa da aggiungere sulle polemiche in corso, Leone XIV ha risposto: “Io ho già parlato dal primo momento in cui sono stato eletto: ormai siamo vicini all’anniversario dell’elezione. ‘La pace sia con voi’”. Il Papa ha poi ribadito: “Spero semplicemente di essere ascoltato per il calore della parola di Dio”. Le parole del Pontefice giungono dopo che oggi Trump ha nuovamente attaccato Leone XIV dichiarando che “sta mettendo in pericolo molti cattolici”. Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin che “il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, la pace, come direbbe San Paolo, opportune et importune”.

Comunicazioni sociali: WeCa, da domani online il tutorial “Non siamo algoritmi: l’appello di Papa Leone per custodire la nostra umanità”

“Non siamo algoritmi: l’appello di Papa Leone per custodire la nostra umanità” è il titolo del tutorial WeCa che sarà reso disponibile a partire dalla mattina di mercoledì 6 maggio sul sito www.webcattolici.it, su YouTube e su www.facebook.com/webcattolici.
Il tutorial, scritto e condotto da don Paolo Padrini, consigliere WeCa e direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Tortona, presenta il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale per le comunicazioni sociali di domenica 17 maggio. Secondo il Pontefice, volto e voce sono sacri e non possono essere ridotti ad algoritmi biochimici: la comunicazione allora è il luogo di incontro reale e riflesso dell’amore di Dio. La sfida non è fuggire dalla tecnologia, ma custodire la verità più profonda dell’uomo orientando ogni innovazione al rispetto della persona.
I tutorial WeCa sono una proposta dell’Associazione WebCattolici italiani (WeCa) in sinergia con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei e il Centro di ricerca sull’educazione ai media all’informazione e alla tecnologia (Cremit) dell’Università Cattolica di Milano. Oltre alla diffusione tramite i social network e sul sito www.weca.it, i tutorial vengono trasmessi sulle televisioni del circuito CoralloSat, sono disponibili in formato podcast su Spotify e possono essere ascoltati anche, attraverso comando vocale, sui dispositivi compatibili con Amazon Alexa grazie alla skill WebCattolici.
Nell’ottava stagione dei tutorial WeCa prosegue la collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, con tutorial mensili dedicati alla comunicazione e alle tematiche sociali, economiche e ambientali.

Diocesi: Lucca, il 7 maggio preview per la stampa della mostra “Trame di storia segni di fede” dal 1726 al 2026

Si terrà alle ore 12 di giovedì 7 maggio al palazzo delle Esposizioni di Lucca (Piazza San Martino, 7) la preview per la stampa della mostra “Trame di storia segni di fede. L’arcidiocesi di Lucca dal 1726 al 2026”. Sarà presente il curatore della mostra, don Marcello Brunini, direttore dell’Archivio storico diocesano di Lucca, insieme ai collaboratori archivisti. Inoltre sarà presente anche il personale della cattedrale di San Martino e della Biblioteca diocesana, enti che insieme all’Archivio storico diocesano hanno organizzato la mostra stessa, di concerto con la Soprintendenza.
La mostra poi avrà l’inaugurazione pubblica sempre giovedì 7 maggio alle ore 16.30, nel Palazzo delle Esposizioni e resterà aperta fino al 13 giugno. La mostra, a ingresso libero, “si propone di indagare l’identità della Chiesa lucchese attraverso un itinerario articolato, volto a far emergere il legame tra le grandi trasformazioni storiche e la vita quotidiana dei fedeli”. L’iniziativa è parte delle celebrazioni per i 300 anni (1726-2026) dell’elevazione della Chiesa di Lucca ad arcidiocesi, “passaggio cruciale per la storia locale che segnò non solo un cambiamento giuridico, ma una profonda trasformazione identitaria, l’abbandono del potere temporale dei vescovi, nonché l’avvio di una nuova stagione di impegno pastorale e di servizio, destinata a svilupparsi lungo tre secoli di storia”.

Scoutismo: Agesci, concluso a Bracciano il 54° Consiglio generale. Fraternità sulla strada e nuove nomine al vertice

Si è concluso a Bracciano il 54° Consiglio generale dell’Agesci “Vie di fraternità”, tre giorni di lavori che hanno visto la partecipazione di circa 300 delegati da tutta Italia. Al centro, il richiamo alla fraternità come stile concreto di vita e di educazione, sull’esempio di San Francesco, nell’800° anniversario della sua morte. Ad aprire il Consiglio, l’invito di Giorgia Caleari e Fabrizio Marano, Capo Guida e Capo Scout d’Italia a “esercitare un discernimento che ci renda nuovi nell’esercizio della profezia che nasce dall’incontro e prende forma nel nostro confronto aperto e leale”. Una profezia che, come per Francesco, “si rivela nell’incontro con i fratelli e nel servizio ai più piccoli”, nella convinzione che la pace nasca solo da relazioni autentiche. I lavori hanno portato a deliberazioni su temi educativi, metodologici e istituzionali, con il rilancio dell’impegno Agesci nell’educazione alla pace, alla cittadinanza attiva, alla cura del creato e nel cammino associativo maturato attorno ai temi dell’orientamento affettivo e dell’identità di genere, in un contesto sociale segnato da forti polarizzazioni. Particolare attenzione è stata dedicata alla democrazia associativa e all’ascolto dei giovani, oltre al ricordo dei 50 anni dal terremoto del Friuli del 1976, quando oltre 7.500 scout operarono come volontari prima ancora della nascita della Protezione civile. L’ultima giornata si è aperta con la messa e il conferimento del Riconoscimento di benemerenza a Maria Zanolla, “per la vita di servizio donata e il contributo determinante alla crescita educativa e spirituale”, testimoniato anche durante il sisma in Friuli. In chiusura, le parole di Fabrizio Marano, al termine del suo mandato di Capo Scout d’Italia: “La nostra Associazione avvertirà sempre un senso di inadeguatezza davanti alle sfide del presente, ma è un’inadeguatezza feconda”. Il Consiglio generale ha eletto Bruno Guerrasio Capo Scout d’Italia, mentre Francesco Scoppola è stato rinominato Presidente del Comitato nazionale. A suggellare i lavori, l’augurio di don Andrea Turchini, Assistente ecclesiastico generale Agesci, a “partire”, perché “la fraternità si vive solo sulla strada, nel coraggio dell’incontro”. Al termine dei lavori è stato piantumato un albero, donato dal Settore Competenze Agesci Lazio, in memoria degli scout che “ci hanno preceduto alla casa del Padre”.

Corridoi umanitari: famiglia irachena accolta a Fano. Don Giardini (Caritas diocesana), “un dono che interroga la nostra capacità di essere prossimi”

“Accogliere non significa solo offrire un tetto, ma spalancare le porte della nostra quotidianità a chi ha conosciuto solo la paura. I corridoi umanitari sono la dimostrazione che un’alternativa umana e legale all’indifferenza esiste ed è percorribile”. Lo ha affermato don Michele Giardini, direttore della Caritas diocesana di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, commentando l’accoglienza di una famiglia di cinque persone proveniente dall’Iraq, giunta in Italia grazie al progetto dei corridoi umanitari.
Il nucleo familiare – viene sottolineato in una nota pubblicata oggi sul sito web diocesano – fa parte del gruppo di 63 rifugiati arrivati lo scorso 29 aprile all’aeroporto di Fiumicino, provenienti da un campo profughi in Giordania. Proprio all’interno del campo è iniziata
l’attività degli operatori di Caritas Italiana, che hanno conosciuto le persone e stabilito relazioni con loro e con le diocesi disponibili ad accogliere. I corridoi umanitari sono un progetto nato dalla collaborazione tra istituzioni – ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e ministero dell’Interno – e società civile. Attivi dal 2015, hanno permesso di accogliere in maniera sicura e legale già più di 4.000 persone.
A Fiumicino ad accogliere la famiglia c’era anche Luana Mastrogiacomi, operatrice della Caritas diocesana di Fano: “La famiglia è composta da 5 persone, madre padre e i loro tre figli, due ragazze e un ragazzo. Provenienti dall’Iraq, sono arrivati in Italia dopo una permanenza di più di dieci anni in un campo profughi in Giordania. Fin da subito la loro emozione per questa bella opportunità è stata evidente e hanno già imparato a pronunciare le prime parole in italiano, ciao e grazie, per poter cominciare da subito a ringraziare i tanti che si sono dati da fare per aiutarli”.
“Ci teniamo a tutelare la privacy della famiglia, lasciando loro il tempo per ambientarsi in questa nuova realtà, soprattutto in questi primi giorni in mezzo a noi. Non possiamo però non cogliere l’occasione per sottolineare come l’arrivo di questa famiglia è un dono che interroga la nostra capacità di essere prossimi”, ha commentato don Giardini. La Caritas diocesana sarà impegnata nell’accoglienza, ospitando il nucleo in una struttura adeguata a Gimarra e nel sostegno in senso ampio alla famiglia, mettendo a disposizione una mediatrice e sostenendo gli accolti nell’apprendimento della lingua italiana, nella ricerca di lavoro, nel proseguimento dell’istruzione e in tutto le azioni di integrazione che si renderanno necessarie.

Diocesi: Venezia, nella chiesa di San Gallo l’installazione multimediale del “Giudizio Universale” di Memling firmata da Lech Majewski

È stata presentata questa mattina a Venezia l’installazione multimediale firmata da Lech Majewski del “Giudizio Universale” di Memling, nella chiesa di San Gallo, dietro a piazza San Marco. L’opera di videoarte in tre parti intitolata “Ultimum Iudicium” si presenta come un’esperienza immersiva che unisce la pittura classica alla tecnologia digitale. Tutto ha inizio nel 2020, durante la pandemia di Covid-19, quando il trittico è stato rimosso dalla teca protettiva per motivi di conservazione. Lech Majewski è stato invitato dal Museo Nazionale di Danzica a studiare l’opera attraverso l’obiettivo della sua macchina da presa. Negli anni successivi, l’artista ha utilizzato il materiale registrato per creare una visione potente e toccante del “Giudizio Universale”, arricchita da animazioni ed effetti sonori. Il video trittico è proiettato su tre monitor montati sui tre altari della chiesa di San Gallo e mostrano separatamente il “Giudizio” sull’altare maggiore e “Inferno” e “Paradiso” sugli altari laterali.

Lotta alla camorra: Libera, “dalle macerie di Palazzo Fienga a Torre Annunziata venga il messaggio: mai più violenza criminale”

“Una rivincita della bellezza sull’arroganza e la violenza criminale. In questa giornata il pensiero è rivolto a Giancarlo Siani, a Matilde Sorrentino, a Luigi Staiano, Luigi Cafiero, Raffaele Pastore e alle tante vittime innocenti della violenza mafiosa del clan Gionta. Oggi a Torre Annunziata sono in azione le ruspe che abbattono il cemento criminale; ruspe che possono riaccendere la speranza per riscattare un territorio e una comunità di cittadini e cittadine solo se al loro posto sorgerà un luogo di sviluppo diverso che punti sulla sicurezza, bellezza ,legalità ed economia sana”. Così, in una nota, Libera commenta l’inizio della demolizione di Palazzo Fienga, fortino del clan Gionta a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. “La lotta alla camorra continua e dalle macerie di Palazzo Fienga, luogo di morte e di scelte criminali deve rigenerarsi una nuova primavera, restituendo un luogo ai cittadini e cittadine di Torre Annunziata che sia uno spazio verde per l’infanzia dei ‘moschilli’, un luogo di memoria per le vittime innocenti delle mafie, un luogo di testimonianza di una memoria viva – suggerisce Libera -. Perché la memoria fa paura alle mafie: non può essere ingabbiata nel passato, archiviata. Va vissuta nel presente. Un paese senza memoria è un paese senza storia. Un paese senza verità è un paese senza dignità. Ecco che dalle macerie di oggi deve arrivare un chiaro messaggio: mai più violenza criminale, mai più regali alla camorra. Solo in questo modo questo paese può tornare a far sorridere i suoi territori”.

Comunità politica europea: Berset (CdE), “sicurezza dipende non solo da potenza militare, ma anche da resilienza democratica”

Tra i partecipanti all’ottavo vertice della Comunità politica europea e al Forum di dialogo a Erevan, anche il segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset. Una nota dell’istituzione europea sintetizza i temi che Berset ha rappresentato nei suoi interventi. Filo conduttore la difesa e il rafforzamento della democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto. “La sicurezza dell’Europa dipende non solo dalla sua potenza militare, ma anche dalla resilienza democratica e dalla solidità del suo spazio giuridico comune”. Il contrasto alle minacce ibride passa necessariamente dal proteggere la democrazia, non dall’indebolirla, salvaguardando i diritti e le libertà. Tra pochi giorni, i ministri dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa discuteranno di un nuovo strumento giuridico che possa contrastare la manipolazione dell’informazione e le interferenze straniere, senza schiacciare la libertà di stampa e di parola. L’Armenia si sta preparando per le elezioni parlamentari del prossimo giugno, bersaglio di minacce ibride, tra cui la disinformazione, con metodi di interferenza simili a quelli osservati in diversi Paesi europei. “Queste elezioni rappresenteranno un’ulteriore prova della solidità della democrazia in un’Europa sottoposta a enormi pressioni, sia interne che esterne”, ha affermato il segretario generale. L’Armenia, che dal 2001 è membro del Consiglio d’Europa, secondo Berset, ha una “importanza cruciale nel Caucaso meridionale”. “In un momento in cui la politica è spesso focalizzata sul breve termine, la partnership con l’Armenia ci ricorda che la sicurezza democratica è un impegno a lungo termine. Senza di essa, nessun’altra forma di sicurezza durerà e nessun ordine potrà resisterle”.

Diocesi: Bologna, giovedì il card. Zuppi porterà il saluto al primo incontro del ciclo “Scholé. Per la formazione dei cittadini”

Giovedì 7 maggio alle 21 nella basilica di San Petronio a Bologna l’arcivescovo, card. Matteo Zuppi, porterà il saluto al primo incontro del ciclo “Scholé. Per la formazione dei cittadini” che sarà tenuto da Ivano Dionigi, già rettore dell’Università di Bologna e presidente emerito della Pontificia Accademia di Latinità, e dal giornalista Giorgio Zanchini sul tema “Maestri e allievi: l’alleanza necessaria”. Il dialogo sarà intervallato da letture di brani di Platone, Seneca, Montaigne, Maia Angelita Ressa, Ian McEvan e Colum McCann interpretati dall’attrice Elena Bucci. Il ciclo di incontri è proposto dalla Chiesa di Bologna, dalla basilica di San Petronio, dal Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Alma Mater e dal Centro studi “La permanenza del classico”.
I prossimi incontri, sempre alle 21 in San Petronio, saranno giovedì 21 maggio con la psicologa e psicoterapeuta Loredana Cirillo e giovedì 28 maggio con il filosofo Massimo Cacciari. Gli eventi, introdotti dal saluto dell’arcivescovo, saranno animati da musiche curate dalla Cappella musicale di San Petronio, diretta da Michele Vannelli, e verranno anche trasmessi in diretta streaming sul sito dell’arcidiocesi www.chiesadibologna.it e sul canale YouTube di “12Porte”.
“Abbiamo bisogno di maestri – afferma Ivano Dionigi – che assolvano e nobilitino il loro compito di affascinare, insegnare e mobilitare le coscienze con il dialogo, attraversando il pensiero dell’allievo ben consapevoli che gli esempi e la condotta educano più dei precetti e delle parole. Nell’attuale deserto culturale e spirituale una nuova élite politica potrebbe nascere proprio dall’alleanza tra maestri e allievi, adulti e giovani, i quali fanno la bellezza, l’unità e la speranza di questo Paese”.

Padre Pio: card. Parolin al 70° di Casa Sollievo della Sofferenza, “il Papa mi ha incaricato di dirvi che ha a cuore la situazione” dell’ospedale

“La sofferenza ha il potere di abbatterci, l’amore però ha il potere di sollevare. In questa Casa si offre un sollievo che nasce dalle cure mediche, dall’attenzione alla persona e dall’elevatissimo grado di competenza professionale. Di questo servizio prezioso siamo tutti molto grati”. Lo ha detto questa mattina a San Giovanni Rotondo il card. Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede in occasione delle celebrazioni per il 70esimo anniversario di Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale fortemente voluto e inaugurato da Padre Pio il 5 maggio del 1956. La mattinata delle celebrazioni si è aperta con il corteo processionale che, partendo dalla Chiesa di San Pio, ha portato l’urna della reliquia del corpo del Santo dinanzi al pronao di Casa Sollievo della Sofferenza, nel punto esatto in cui, 70 anni fa, il Frate pronunciò il celebre discorso inaugurale. “Sono lieto di comunicarvi – ha detto il porporato – il sostegno e la vicinanza di Leone XIV, che desidera ribadire la sua fiducia all’Opera e a tutti coloro che vi lavorano. Il Papa mi ha incaricato di dirvi espressamente che ha a cuore la situazione di Casa Sollievo della Sofferenza. E a questi sentimenti di stima, di fiducia e di sollecitudine associo anche i miei personali e aggiungo un fervido augurio per il cammino futuro. Questo cammino potrà costruirsi con l’impegno e con la collaborazione di tutti”. Prima della Concelebrazione Eucaristica, nel Pronao sono riecheggiate le parole di Padre Pio attraverso la diffusione del suo discorso inaugurale: “Signori e fratelli in Cristo – disse la Casa Sollievo della Sofferenza è al completo. Ringrazio i benefattori d’ogni parte del mondo che hanno cooperato. Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento. Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio. È stato deposto nella terra un seme che Egli riscalderà con i suoi raggi d’amore. Una nuova milizia fatta di rinunzie e d’amore sta per sorgere a gloria di Dio, e a conforto delle anime e dei corpi infermi […]”. A salutare il cardinale l’arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, mons.Franco Moscone, presidente della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza rievocando le parole profetiche di Guglielmo Sanguinetti. Il medico toscano, figura chiave nella costruzione dell’Ospedale, in occasione dell’inaugurazione dei primi ambulatori nel 1954 dichiarava: “Abbiamo tanto aspettato e tanto penato per arrivare al punto al quale siamo giunti oggi perché, grazie a Dio, non vi è dietro di noi la gestione amministrativa di nessun gruppo industriale finanziatore, ma vi è una organizzazione infinitamente più possente e più generosa: la Banca della Divina Provvidenza! Il malato, il fratello ammalato, sarà per noi l’Hospes Christi. Egli verrà sottoposto alle ricerche più accurate, coscienziose ed oneste, ma prima di tutto sarà accolto col sorriso caldo della fraternità cristiana e assistito nel corpo e nello spirito”. “A questo testo – ha proseguito – a questo mandato originario, Casa Sollievo è rimasta fedele ininterrottamente fino ad oggi, pur attraversando costanti difficoltà. Nonostante il peso degli anni, la ‘Casa’ di Padre Pio desidera rinnovare questo impegno per il futuro, per una storia ancora grande da scrivere”. Il presidente ha poi concluso con un appello alla responsabilità collettiva: “Oggi tocca a tutti noi, secondo i nostri diversi ruoli, continuare ad alimentare Casa Sollievo della Sofferenza: è un’opera di Dio e durerà nei secoli”.
 

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