Dal disuso all’aggregazione, l’idea dei giovani di Bocale

L’Europa, entità che nel nostro tempo ci fa parlare e discutere, che ci spinge a rivedere ogni giorno la nostra identità di cittadini, superando confini e, a volte, muri. Il 25 aprile scorso si è presentata in tutta la sua freschezza e “giovinezza” nel piccolo quartiere di Bocale, periferia a sud di Reggio Calabria.

È stato proprio grazie ad un’iniziativa dell’Unione Europea che i giovani di Azione Cattolica della parrocchia “Santi Cosma e Damiano” si sono riuniti per riaffermare un proprio diritto, quello di accesso allo svago, allo sport e alla cultura, “europamente” riconosciuto ma che non sempre trova concretezza nella realtà in cui vivono.

In occasione dell’aggiornamento della Raccomandazione europea “Enter”, promossa dal Consiglio d’Europa, avente come fine proprio l’accesso dei giovani dei quartieri svantaggiati ai diritti sociali, l’associazione “Apice”, in collaborazione con il Settore Giovani di Azione cattolica dell’arcidiocesi di Reggio Calabria–Bova, ha dato inizio ad una serie di interventi volti a migliorare le condizioni di vita dei giovani dei quartieri svantaggiati. I giovani di Ac di Bocale, spinti dalla voglia di ri–animare un quartiere ad alto tasso di spopolamento giovanile, hanno deciso di provare a cambiare la rotta del negativo trend in atto, iniziando il progetto “Gio Tag”. L’iniziativa ha come obiettivo primario quello di effettuare una mappatura del territorio alla ricerca di beni in disuso al fine di creare per i giovani del territorio un luogo di aggregazione e promozione sociale e culturale, oggigiorno inesistente. Dopo diversi incontri di progettazione e di condivisione di idee è iniziata la fase di condivisione del progetto, soprattutto per coinvolgere la comunità territoriale tutta. L’entusiasmo si è fatto subito sentire e il 25 aprile, tra musica, pittura, piantine e leccornie gentilmente offerte dalle signore del quartiere, ha avuto il luogo primo intervento pilota di “Tag” presso un primo bene mappato (una vecchia casetta) donato tempo fa alla Parrocchia ma attualmente in disuso per via della precarietà della costruzione. Ancora una volta i giovani hanno dimostrato che nonostante la precarietà, le difficoltà legate al vivere in periferia, le incertezze e la frenesia della quotidianità non manca la voglia, il desiderio, di rivalsa, di punti fermi, di incontrarsi, di essere incisivi sul proprio territorio.

Il 25 aprile, giorno emblematico e fondamentale per la nostra Italia, un gruppetto di giovani di periferia ha dimostrato che l’Europa è a Bocale, ma soprattutto che Bocale è in Europa.

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