Avvenire di Calabria

Diocesi: Piazza Armerina, ieri pranzo dei poveri nell’oratorio San Francesco a Gela. Presenti il card. Montenegro e il vescovo Gisana

di Redazione Web

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L’oratorio parrocchiale San Francesco di Gela ha aperto ieri le porte ai poveri per vivere una giornata di solidarietà, organizzata dalla Piccola Casa della Misericordia nel decennale della sua fondazione. Questa realtà siciliana è nata da un espresso desiderio di Papa Francesco al giovane prete don Pasqualino di Dio. Oggi le attività del Centro diaconale sono diverse: il dormitorio, la mensa, l’ambulatorio medico, recupero scolastico, mediazione familiare, sportelli antiviolenza e una cooperativa sociale. Il pranzo per i poveri ha coinvolto circa 250 persone tra assistiti, volontari, membri delle comunità di San Francesco e Sant’Agostino e dei giovani che hanno animato la festa. La giornata si è conclusa nella chiesa di Sant’Agostino alle ore 18.30 con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Francesco Montenegro, che dieci anni fa ha inaugurato i locali dell’associazione “Dives in Misericordia” e da mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina. Hanno partecipato gli Artigiani della Misericordia, i volontari, i poveri e coloro che il 7 novembre sono stati ricevuti in udienza privata da Papa Francesco. Domenica 31 dicembre alle ore 18.30, presso la Chiesa della Divina Misericordia in San Francesco di Paola, inizierà la celebrazione eucaristica e il canto del Te Deum che concluderà l’anno trascorso e il Giubileo con la chiusura della Porta Santa. “Siamo riconoscenti al Signore, alla Chiesa e ai fratelli di buona volontà – afferma don Pasqualino di Dio, fondatore della Piccola Casa della Misericordia – per questo tempo di stupore che la Provvidenza ci sta facendo vivere, eventi di grazia che hanno dato slancio e vitalità motivazionale a quello che facciamo ogni giorno per i fratelli soli, poveri e vulnerabili, cercando di non far dominare la cultura dello scarto e del sospetto, che deve essere sostituita con la promozione e la custodia dell’altro nella verità e nella carità”.



Fonte: Agensir

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