Fondazione TuttoèVita: una campagna per riscoprire la festa siciliana dei defunti contro la moda consumistica di Halloween

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La Fondazione TuttoèVita lancia la campagna “I doni dei nostri morti”: invece di seguire la moda consumistica di Halloween, propone di riscoprire l’usanza popolare e portatrice di bellezza della festa siciliana dei morti. Si tratta di una campagna antropologica che vuole offrire un nuovo sguardo spirituale e un’occasione educativa preziosa: “Riteniamo profondamente dannoso – spiega p. Guidalberto Bormolini, antropologo e presidente di TuttoèVita – che l’unica esperienza che la modernità offre ai bambini riguardo al rapporto con chi abita l’Oltre, sia di mostrarlo popolato di mostri, vampiri, zombie e démoni”. “Appare ben chiaro, quindi – aggiunge – come la tradizione consumistica di Halloween sia abissalmente distante dalle origini irlandesi, che forse sono tanto declamate poiché il fascino spirituale delle tradizioni celtiche resta forte, ma se ne offre un surrogato insano facendo leva per interessi commerciali sulla sete spirituale della nostra civiltà”.
Sarebbe solo un bene che anche i bambini fossero educati ad un rapporto con la morte e i morti, e le ricerche scientifiche lo confermano con decisione – sostengono i promotori della campagna -. Infatti, TuttoèVita propone ai genitori, agli insegnanti ed educatori di far trovare doni per tutti i bambini nel giorno della festa dei morti, ricordando che sono simbolicamente regali giunti dai defunti della famiglia. Il momento festoso di ricezione dei doni potrebbe essere associato a momenti di ricordo e narrazioni familiari con foto e oggetti che veicolino il rapporto con i cari defunti. Anche condurli al cimitero, potrebbe essere un’occasione di introduzione al mistero come incanto. “Vi invitiamo a creare momenti per promuovere questa iniziativa in famiglia e a scuola – aggiunge ancora p. Bormolini – e far scoprire ai più piccoli come il nonno o la bisnonna o altri nostri cari non sono più presenti fisicamente, ma non per questo sono assenti. Restano vivi non solo nei ricordi di chi li ha amati e li porta nel cuore, ma come si insegna sin dagli albori della civiltà umana, i nostri defunti sono passati dal lato invisibile della vita, e possiamo immaginarli in un luogo dove non è possibile vederli ma ricevere comunque i loro doni”.

Fonte: Agensir
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