Frane e smottamenti causati dagli incendi

Alle prime pioggie estive sono susseguite le prime frane. Una casualità? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Bombino, docente, presso la Facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, e presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Seguici su WhatsApp

Incendi estivi e dissesto idrogeologico: c’è un nesso?

Ci sono conseguenze devastanti: il nostro territorio, infatti, manifesta fisiologicamente la sua fragilità. Esistono delle forzanti energetiche come il clima di tipo semi– arido, come la morfologia, ossia il piano inclinato del territorio che si presenta scosceso, ed in ultimo la vulnerabilità del suolo che possono essere contrastate solo dall’epidermide naturale, ossia i boschi. Detto ciò è chiaro a che se questo elemento viene eliminato si aggiunge una quarta forzante.

Potremmo dire che c’è quindi un rapporto di causa– effetto?

Il suolo è esposto all’aggressione della precipitazione. Storicamente le alluvioni in Calabria sono sempre occorse nel periodo di agosto: precipitazioni molto concentrate provenienti dal nord Africa. Vi è un altro problema legato agli incendi: le ceneri sono talmente fini che tendono a creare una pellicola, detto tecnicamente effetto seeling, che ostruisce i pori. Questo consente all’acqua di condensarsi e di trasformarsi in deflusso cosicché da “scivolare” lungo il piano inclinato delle nostre zone montane e collinari.

In buona sostanza agevola le frane?

L’effetto idrogeologico su un versante attraversato da un incendio è aggravato non soltanto dall’acqua che non riesce ad infiltrarsi, ma anche dalle particelle terrose che sono trasportate da questo deflusso verso valle. La officiosità dei flussi idrici è così ostruita, aumentando il rischio esondazioni e smottamenti.

Ecco perché le fiumare diventano improvvisamente pericolose.

Esatto, diminuisce la capacità di portata idraulica perché parte del letto è occupato proprio dai detriti.

L’ultima estate è stata rovente sotto il profilo degli incendi dolosi: scelte ancor più scellerate in virtù degli effetti devastanti che possono verificarsi.

Non si può parlare di mancata prevenzione: ci vorrebbe un carabinieri nascosto dietro ogni albero, e capiamo bene che questo è impossibile. Anche se in Aspromonte la situazione è stata mitigata.

Da cosa?

Mi riferisco all’azione degli eco–pastori che hanno collaborato col Parco Nazionale nella fase della prevenzione anti–incendio.

Questo può bastare?

Ci costituiremo parte civile contro i criminali che hanno devastato i nostri boschi. Non si tratta di piromani, ma di soggetti che agiscono con un attacco concertato.

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

Articoli Correlati
Aula G
Giornata mondiale della scrittura a mano

La Giornata mondiale della scrittura a mano: celebrare il tratto umano nell'epoca del digitale

Moltbook

Moltbook, il social network dove postano solo le intelligenze artificiali e gli umani possono soltanto osservare

ansia sociale a scuola

L'ansia sociale a scuola non è semplice timidezza: l'analisi del blocco nell'apprendimento e le tecniche per superarlo

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email