Giornata della pace: mons. Pellegrini (Concordia), “capacità e opportunità dell’intelligenza artificiale vanno impiegate per trovare nuove vie di pace”

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“Una macchina, per quanto intelligente, rimane sempre una macchina, priva di coscienza, di etica e di morale, e di capacità di perdonare e di amare. Invece, le nuove capacità e opportunità dell’intelligenza artificiale andrebbero impiegate per trovare nuove vie di pace, per promuovere lo sviluppo umano integrale, introducendo nuove tecniche rispettose dell’ambiente e del creato nell’agricoltura, nelle culture e nella cura delle malattie. Strade che sicuramente porteranno alla pace tra i popoli”. Lo ha affermato ieri mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone, nell’omelia pronunciata per la solennità di Maria SS.ma Madre di Dio nella 57ª Giornata mondiale della pace.
La riflessione del presule è stata incentrata sui contenuti del Messaggio che Papa Francesco ha scritto per l’occasione dedicandolo a “Intelligenza artificiale e pace”. Il vescovo ha osservato che “mai come in questi tempi di guerra e di paura, sentiamo vera l’intuizione del Papa: pregare per la pace nel mondo. La pace, diceva don Tonino Bello, non è solo frutto della prudenza o del calcolo umano, della saggezza della carne, dei sillogismi della ragione, perché si fonda su Cristo, sulla stoltezza della croce. Una croce da prendere per il braccio lungo, come fece Gesù e non da impugnare per il braccio corto, come abbiamo fatto noi usandola a guisa di spada. La pace è giustizia, libertà, dialogo, crescita, uguaglianza, rispetto e accoglienza delle diversità. Pace è solidarietà e amore”. Nel Messaggio, il Santo Padre “richiama la necessità di vigilare e di operare affinché l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non favorisca una logica di violenza e di discriminazione, a scapito dei più deboli, fragili ed esclusi, alimentando antagonismi e conflitti”, ha spiegato mons. Pellegrini, secondo cui “la tutela della dignità della persona e la cura per una fraternità effettivamente aperta all’intera famiglia umana sono condizioni imprescindibili perché lo sviluppo tecnologico possa contribuire alla promozione della giustizia e della pace nel mondo”. “Non è l’intelligenza artificiale in sé a far paura, ma il suo utilizzo, consapevoli che è capace soltanto di studiare correlazioni, priva della capacità di distinguere il vero dal falso, senza ricercare nessi di causalità tra i fenomeni”, ha rilevato il vescovo, sottolineando che, per questo, “nel messaggio Papa Francesco invoca controlli e supervisioni da parte della Comunità internazionale, invitando ‘a lavorare uniti al fine di adottare un trattato internazionale vincolante’, che regoli lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale nelle sue molteplici forme, tenendo conto di tutte le parti interessate”. “Ciò che più spaventa – ha ammonito mons. Pellegrini – è l’uso ai fini della guerra. Le guerre di oggi, oltre ad essere più sofisticate e distruttive, tolgono la responsabilità umana dalla scena della battaglia, perché chi preme il grilletto o lancia una bomba è solamente un algoritmo”.



Fonte: Agensir

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