Gli spazi di legalità da Reggio a Milano

di Maria Rosaria Araniti – L’associazione Attendiamoci Onlus, che da sedici anni si occupa di prevenzione del disagio giovanile e promozione delle risorse personali, si è distinta, nel panorama reggino, per essere stata una delle prime realtà impegnate nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Nel 2010, infatti, nasce il Villaggio dei Giovani, bene confiscato alla ‘ndrangheta, affidato all’associazione, che ha trasformato in pochi anni una realtà in cui si respirava aria di morte in luogo in cui si sceglie la vita. Questo complesso è divenuto un centro residenziale di aggregazione e formazione: qui i giovani si sentono accolti, in un ambiente che offre loro strumenti per formarsi ed esprimere le proprie potenzialità, attraverso esperienze residenziali, attività ricreative, campus di orientamento e di metodologia dello studio, attività nei laboratori (di falegnameria, del gusto, di creatività) da poco attivati, che arricchiscono questa realtà, secondo quel modello educativo preventivo (ispirato all’opera di San Giovanni Bosco), che affianca al lavorare di cuore e di cervello lo sviluppo di una capacità manuale, per educare i ragazzi ad un saper fare e al raccogliere i frutti delle ore di impegno. Già nel 2009 Attendiamoci ottiene la gestione di una villa più piccola adiacente, nella quale viene attivata la “Bet Midrash” (Casa della Sapienza), un centro per itinerari di vita comunitaria, la casa della ricerca, di quello scavare che permette di raggiungere la fonte.
Da alcuni anni, Attendiamoci ha deciso di rinnovare l’impegno in un territorio diverso da quello reggino, partendo dalla riflessione che sempre più ragazzi si trasferiscono dal proprio territorio per cercare opportunità accademiche e lavorative altrove. Da questa riflessione nasce l’avventura di Attendiamoci a Milano, Pavia, Roma e Siena. In particolare, Milano si è rivelato un ambiente perfetto per creare fruttuose sinergie con Università ed Istituzioni. Nel corso del 2015, l’associazione decide di partecipare ad un bando pubblico per la gestione di un bene confiscato alla ‘ndrangheta, di pertinenza della Città Metropolitana di Milano. A seguito dell’assegnazione, avvenuta il 27 ottobre 2015, nasce – dall’indirizzo in cui si trova il bene – Via Massena 4. Il progetto prevede la creazione di un centro di studi, di sperimentazione, di ricerca e di attività sociali, con il coinvolgimento dei giovani provenienti soprattutto dalle Regioni in cui maggiore è il radicamento delle organizzazioni criminali. Con le attività proposte (gestione del bene; cammino formativo; visita alle imprese; orientamento universitario; tornei sportivi; progettazioni campus in Calabria; ricerca sulla condizione giovanile; internazionalizzazione), Attendiamoci si schiera, ancora una volta, in prima linea per promuovere le risorse personali ed orientare i ragazzi verso valori positivi di legalità e servizio alla comunità.

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