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Indagini in corso, «Allo stato, pertanto, non v’è un reato ma una ipotesi di reato»

Il legale di don Perrello: «No a facili processi mediatici»

L'avvocato Alvaro: «La perquisizione è un’attività di ricerca della prova»

Redazione Web

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Nell’interesse di Don Carmelo Perrello ed in relazione al suo roboante coinvolgimento in un procedimento penale afferente a reati sessuali ritengo opportuno evidenziare che, allo stato, l’unico dato processuale certo (per la persona indagata ed il suo difensore) è che v’è stata una perquisizione domiciliare nei confronti del prete da me assistito, indagato in relazione ad astratte fattispecie di reato.

Non è stata, al momento, descritta, infatti, la condotta concreta che il sacerdote avrebbe tenuto. La perquisizione è un’attività di ricerca della prova. Allo stato, pertanto, non v’è un reato ma una ipotesi di reato, in ordine alla quale si cercano le prove attraverso la perquisizione.

Non si conoscono gli esiti probatori della perquisizione. Sua Eccellenza il Vescovo ha ritenuto cautelativamente di sospendere Don Perrello in ragione del mero coinvolgimento in una indagine penale, che, ove l’ipotesi di reato non dovesse trovare adeguato riscontro nell’attività investigativa in corso, potrebbe concludersi anche con l'archiviazione del procedimento.

In attesa degli sviluppi della delicata vicenda sarebbe opportuno astenersi dai facili processi mediatici, irreversibilmente lesivi della reputazione delle persone coinvolte.


Avvocato Andrea Alvaro

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