Il ricordo reggino di padre Vincenzo Sibilio, indimenticato uomo assetato di Dio

Lasciò Reggio nel 1995. Rimane una traccia profonda del suo insegnamento ancora oggi vivo tra chi lo ha conosciuto
padre Vincenzo Sibilio

Il ricordo reggino di padre Vincenzo Sibilio. La Cvx, unendosi al dolore per la perdita del religioso, ripercorre le tappe dell’esperienza in riva allo Stretto del gesuita. Lasciò Reggio Calabria nel 1995. Rimane una traccia profonda del suo insegnamento ancora oggi vivo tra chi lo ha conosciuto

Il ricordo reggino di padre Vincenzo Sibilio

Pomeriggio di sabato 25 settembre, padre Vincenzo Sibilio s.j. si è spento nella residenza della Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli, dove era ricoverato. Con l’aggravarsi della malattia, nelle scorse settimane, uomini e donne, in tutta Italia, siamo stati accanto nell’unico modo possibile: la forza e il sostegno della preghiera. Inesprimibile è la gratitudine per averlo conosciuto, in quell’incrociarsi di sguardi e di ascolto che ha impresso nel cuore di tanti un segno indelebile e l’impulso ad un nuovo cammino esistenziale, gratitudine che trasforma il dolore e la nostalgia in memoria e testimonianza.

Padre Sibilio nasce nel 1944 da una famiglia della borghesia napoletana. La passione per il teatro entra nel sangue e resta viva nella sua missione pedagogico-formativa, insieme all’interesse per la giustizia ed il bene comune. La vocazione nella Compagnia di Gesù cambia il corso della sua vita e, a 21 anni, entra nell’ordine di Sant’Ignazio di Loyola. Dal 15 giugno del 1974, giorno in cui esce dalla sacrestia del Gesù Nuovo di Napoli per andare verso l’altare, come egli stesso ricorda, desidera essere: “uomo tra gli uomini, al servizio dell’uomo, assetato di Dio e alla sua ricerca con il bisogno ardente – e non mio – di comunicarLo”.


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La missione a cui padre Sibilio è inviato dalla Compagnia è di grande responsabilità. Durante il suo percorso di vita religiosa ricopre vari incarichi: Superiore nella comunità di Grottaglie (Ta) e di Reggio Calabria, Rettore del Collegio Gonzaga di Palermo, Assistente Nazionale della Comunità di Vita Cristiana a Roma e, alla fine degli anni 90, Vice Provinciale per il Sud. Il servizio reso alla Chiesa di Cristo è un susseguirsi di partenze e radicamenti.

Gli ultimi tre anni torna nell’amata Calabria, a Locri, dove vive l’urgenza mai sopita, che si fa sigillo e lascito di una vita religiosa, di seminare nella terra buona. Il suo ultimo impegno generativo è caratterizzato dalla nascita di una nuova Comunità di Vita Cristiana nella Locride. Finissimo conoscitore dell’animo umano, padre Vincenzo, accompagna molti giovani a scelte vocazionali importanti, è padre, fratello, compagno di cammino per moltissimi uomini e donne. Profondo conoscitore del discernimento spirituale, con il dono di leggere nell’animo, i colloqui spirituali sono un’impegnativa e appassionante discesa dentro se stessi e un aprirsi dell’anima verso orizzonti di consapevole ricerca della volontà di Dio.


PER APPROFONDIRE: Cvx, il racconto dei volontari reggini a Cuba: «Con gli ultimi»


Uomo del dialogo, attento al sociale e alla politica, riveste negli anni reggini, su incarico di S. E. Mons. Mondello, la direzione della Scuola Sociopolitica Mons. Lanza: il suo impulso, per una generazione di politici, che numerosi accorrono agli incontri da lui promossi, crea le condizioni per una primavera che avrebbe avuto bisogno di più tempo per realizzarsi pienamente.

Padre Vincenzo, che è partito da Reggio Calabria nel 1995, ha lasciato comunque in città una traccia profonda del suo insegnamento e, ancora oggi, abbiamo la possibilità di attingere alla sua testimonianza che apre vie di speranza e di futuro. Il silenzio, l’ascolto, il dono di una sintesi profonda, le sue indimenticabili omelie, hanno aiutano tantissime persone a cambiare direzione e donare sapore e colore alla propria vita, accompagnandole all’incontro con il Signore.

Qual è il senso per la nostra vita? Quello della restituzione grata dei doni ricevuti. “Ormai non si torna indietro, è Vincenzo stesso a ricordarcelo, “può darsi che la nostra Gerusalemme sia Reggio Calabria, può darsi che sarà proprio la vita ordinaria… come andare verso Gerusalemme dietro di lui? Senza casa e cuscino, senza morti e parenti, senza soldi e il sistemare le proprie cose. Lo dice qui: perché? perché chi sta per morire non ha il tempo di perdere tempo. Va!”.


* CVX di Reggio Calabria

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