Il trasporto scolastico per i ragazzi disabili è un’utopia

di Mirella Gangeri * – Il trasporto scolastico per le persone disabili è un servizio obbligatorio e gratuito che deve essere erogato dal Comune di appartenenza. Da gennaio 2013, la città di Reggio Calabria lo ha sospeso sostituendolo con l’erogazione di un voucher.
Esiste una differenza sostanziale e ideologica tra ottenere un servizio oppure avere erogati dei soldi. Sopprimere un servizio, sostituendolo con un semplice assegno, non risolve il problema delle persone disabili e delle loro famiglie.
Gestire la prima mattinata di un ragazzo disabile è un fatto assai complicato, al quale si aggiunge l’occupazione «abusiva» del posto auto riservato per via di un malcostume diffuso. Una vera e propria epopea, che è – addirittura – più complessa se il figlio è un disabile neurologico.
L’alternativa è rivolgersi a una cooperativa che svolge il servizio. Ma la domanda spontanea è: a chi? Il Comune dovrebbe fornirgli un elenco di soggetti accreditati presso l’amministrazione, a cui i familiari possono rivolgersi con fiducia. Il Comune di Reggio Calabria, però, questo elenco non lo ha mai fornito.
Non resta che rivolgersi ai gestori privati che hanno «di mercato», spesso superiore (e di molto) rispetto all’assegno erogato dall’Ente pubblico. Assegno pagato spesso con un ritardo annuale: l’ultimo, infatti, risale al lontano dicembre 2015.
A questo si aggiunga che mentre il servizio di trasporto erogato dal Comune deve raggiungere tutti gli alunni disabili, quello svolto dai privati non ha questo obbligo. Questo comporta ed ha comportato, che alcuni alunni che abitano in zone impervie e che non hanno familiari che possono accompagnarli, restano segregati in casa.
L’isolamento forzato è una tragedia per le persone disabili che si ritrovano privi di stimoli adeguati, impossibilitati a svolgere un programma personalizzato che la scuola o i centri forniscono loro. Vuol dire regredire, vuol dire non poter socializzare, non poter confrontarsi con i compagni, col mondo esterno.
Un problema pratico, ma anche ideologico dicevamo. Vale la pena ricordare che la Costituzione sancisce diritti inviolabili che appartengono ad ogni singolo individuo, tra questi c’è il principio di uguaglianza di fronte alla legge, che prescinde anche dalle condizioni personali e sociali. Pertanto se una persona è portatrice di una qualsiasi minorazione che la limita in qualche modo, ha gli stessi diritti di qualsiasi altro individuo.

* presidente Agedi Onlus

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
vangelo dello studente

Il Vangelo dello studente: il libro di Riccardo Mensuali sul cammino dei giovani

Malattia e famiglia

La gestione della malattia e della fragilità fisica all'interno del contesto familiare e nella riflessione ecclesiale

ragazzi noia

Aggressioni minorenni dalla minicar a Firenze: l'inchiesta svela la noia come movente

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email