In attesa del Museo del Mare, sabato la consegna dal Waterfront a Reggio Calabria

Falcomatà: «Un’opera né di destra, né di sinistra, ma della città»

Con il ritorno in “zona gialla”, finisce anche l’attesa. Sabato prossimo, alle 18, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid 19, sarà inaugurato e, quindi, consegnato finalmente alla città il Waterfront. L’opera più attesa di avvio “secondo tempo” dell’amministrazione Falcomatà. Ci saranno, per l’occasione, anche i cittadini, seppur nel rispetto delle norme anti-Covid, perché – così come dichiarato dal sindaco Falcomatà ad Avvenire di Calabria – «questa è un’opera della città». L’attenzione è al presente, ma con uno sguardo rivolto al prossimo futuro. Se da una parte i reggini godranno di un rinnovato rapporto con il mare e dell’utilizzo di nuovi spazi di socializzazione, a mancare è l’ultimo tassello, quello più ambizioso, il Museo del Mare. Per il progettato della compianta archistar Zaha Hadid «abbiamo ottenuto 53 milioni inseriti nel masterplan delle risorse disponibili per gli attrattori culturali delle Città Metropolitane».


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Finanziamento che riconosce il valore strategico del progetto per lo sviluppo turistico dell’intero Paese. «Un bel traguardo per la nostra città» ancora il sindaco. Rispetto al precedente mandato, Falcomatà ha dunque cambiato idea sull’opera della Hadid? «Tengo a chiarire un aspetto. Quando ci siamo insediati la prima volta, le risorse destinate al progetto erano spalmate su 4 linee di finanziamento diverse dell’allora “Decreto Reggio” ed erano totalmente bloccate. Risorse sbloccate solo in parte, nel 2016. Ci saremmo trovati di fronte al serio rischio di avviare un cantiere e poi fermarlo. Abbiamo destinato, dunque, quelle risorse alla riqualificazione stradale della zona sud della città, al contempo chiedendo al governo maggiori garanzie per il progetto, fino al recente riconoscimento».

Una volta completato, il Museo non solo sarà importante per le sue architetture, ma per ciò che rappresenterà. Ospiterà un teatro, una sala convegni, spazi dedicati alla ristorazione, una mostra permanente e un acquario delle dimensioni simili a quello di Genova. «Sarà un attrattore turistico e culturale per una Reggio che – a detta del sindaco – potrà ambire realmente a diventare porta d’accesso del Mediterraneo». Perché le opere pubbliche «non sono né di destra né di sinistra ma dei cittadini»

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