In ricordo di don Demetrio Sergi, il 2 agosto l’iniziativa di Salotto dei Poeti e Anassilaos

In ricordo di don Demetrio Sergi. Nonostante siano trascorsi 25 anni dalla sua morte, l’esperienza pastorale di don Demetrio Sergi rimane ancora scolpita nella memoria collettiva della comunità di Gallico e dell’intera città di Reggio Calabria. In occasione dell’anniversario della sua ascesa al cielo, il 2 agosto prossimo, festa della Madonna degli Angeli, l’indimenticato sacerdote sarà ricordato nel corso di un incontro promosso dalle associazioni culturali “Il Salotto dei Poeti-La rosa nel pozzo” e Anassilaos.

Alla Fattoria Urbana, il ricordo di don Demetrio Sergi

L’iniziativa in ricordo di don Demetrio Sergi è prevista alle 18, presso la Fattoria Urbana di via Vallelunga a Catona. Dopo i saluti dei presidenti dei rispettivi sodalizi culturali, Antonino Santisi e Stefano Iorfida, a tracciare un ricordo di don Sergi, sarà lo storico Domenico Mazzù, studioso attento alle vicende storiche legate al territorio di Gallico Marina.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Archivio di Stato di Reggio Calabria ed è patrocinato dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria. Mazzù, nel corso della sua conversazione, ripercorrerà la lunga missione pastorale di don Demetrio Sergi, il quale servì per quarantotto lunghi anni la comunità di Santa Maria di Porto Salvo di Gallico Marina.

In ricordo di don Demetrio Sergi

«Don Demetrio Sergi servì per quarantotto anni la Comunità di Santa Maria di Porto Salvo di Gallico Marina. La lunga missione pastorale e il suo incarico di vicario della zona Gallico-Sambatello hanno permesso a molti di riconoscere e apprezzare in lui una fede incrollabile»

Domenico Mazzù

«La lunga missione pastorale, durata ben quarantotto anni, proprio a Gallico Marina e il suo incarico di vicario della zona Gallico-Sambatello – ha avuto modo già di scrivere Mazzù – hanno permesso a molti di riconoscere ed apprezzare in lui una fede incrollabile, un inesauribile ardore apostolico, un cuore generoso».

Il dopo guerra, impegno per i giovani

La parrocchia che don Sergi accettò di guidare, quando vi giunse, è ancora il ricordo dello studioso, «soffriva ancora le conseguenze di una guerra spietata e disumana che tante miserie spirituali e materiali aveva provocato, per questo il suo primo sforzo fu di ricostruire un tessuto umano e cristiano. Pensò subito all’educazione dei giovani costruendo una saletta accanto al campanile, per lo svolgimento di attività formative e ricreative. Si accontentò di abitare in una disagiata baracca post terremoto insieme ai suoi genitori dal 1948 al 1970, ma per amore della sua chiesa parrocchiale, per mantenerla sempre in bellezza e decoro religioso, attinse economicamente anche alle sue risorse personali».

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