Avvenire di Calabria

Circa 200 musulmani si sono radunati presso la Palestra del Boccioni

La comunità islamica reggina festeggia la fine del Ramadan

Si conclude per i musulmani il periodo di preghiera e digiuno

Enzo Petrolino

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Lunedì 6 giugno è iniziato, per oltre un miliardo di musulmani sparsi per il mondo, il mese sacro del Raman, che cade nel nono mese del calendario lunare. La festività è terminata il 6 luglio nel decimo mese lunare, che prende il nome di Shawwal. Si stima che in Italia siano presenti circa un milione e mezzo di musulmani, secondo le stime della Fondazione Ismu. Si tratta comunque di stime, non di dati precisi, e il numero totale di musulmani in Italia rimane incerto. Basti pensare che il rapporto di Open Society del 2003 ne contava appena 700.000. Il Maghrib è la preghiera, la quarta delle cinque obbligatorie, che va recitata subito dopo il tramonto. Durante il mese di Ramadan scandisce l’orario dopo cui è possibile iniziare a mangiare. Il digiuno inizia prima della preghiera mattutina del Fajr. L’Imsak viene inserito nei calendari per essere sicuri che il digiuno inizi prima del Fajr. Anche a Reggio la Comunità Islamica, da tempo presente e bene integrata sul nostro territorio, ha festeggiato la fine del Ramadan il 6 luglio. Il “Centro culturale islamico” di Reggio Calabria raccoglie circa 200 fedeli in preghiera ogni venerdì, anche se la comunità islamica conta almeno 2mila persone nella sola nostra città. A questo evento, che si è tenuto presso la palastra della scuola Boccioni, erano presenti quasi tutti ed è stato inviato oltre il sottoscritto, come Direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso, don Nino Pangallo, quale direttore della Caritas diocesana, impegnata, come sappiamo, nell’accoglienza degli immigrati quasi tutti di religione musulmana. C'è un imam che spiega il Corano. Hassan Elmazi, responsabile del centro islamico cittadino, è il nostro “Cicerone”. Parlano tante lingue e provengono da Paesi diversi, molto distanti tra loro non solo geograficamente. Una volta varcata la soglia, però, li accomunano i gesti della preghiera, la ritualità della liturgia. Finora, spiegano, nessuno era mai venuto a scattare delle foto all'interno, ma gli uomini in preghiera non sembrano neanche troppo sorpresi dalla nostra presenza, anzi ci è stata riservata una bella e fraterna accoglienza. A Reggio nonostante la comunità musulmana sia da tempo inserita nel contesto urbano, dopo gli eventi terroristici che si stanno vivendo in Francia le cose sono cambiate. Parte della città sembra aver dimenticato quelle sue stesse radici – la prima moschea sulla riva calabrese dello Stretto risale circa all'anno 1000 – in parte impregnate di Islam. Il timore è che il clima diventi pesante, anche se Hassan dice: «È chiaro, anche qui abbiamo il timore che sia la comunità musulmana a pagare le conseguenze di quanto successo in Francia, ma di certo meno di quanto possa succedere in altre città. Qui a Reggio la convivenza è sempre stata pacifica». “Allah Akbar”. “Dio è grande”.

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