Avvenire di Calabria

L'analisi del procuratore della repubblica presso il tribunale dei minorenni Roberto di Palma

La dispersione scolastica fa comodo ai clan

di Francesco Chindemi

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«La dispersione scolastica fa comodo ai clan». Almeno il 75% dei minori, imputati di reato che sfila nelle aule del tribunale ha percorsi scolastici se non disastrati, comunque non buoni. La correlazione tra dispersione e abbandono scolastico e criminalità organizzata, purtroppo, rappresenta ancora una realtà. È la conclusione a cui giunge Roberto di Palma, neo procuratore presso il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria.

Un fenomeno che contribuisce a incentivare la manovalanza della 'ndrangheta. «I boss ci tengono che i loro figli siano istruiti. Anzi, a volte, garantiscono loro le migliori scuole» afferma Di Palma. Al contrario, però, all'élite mafiosa «fa comodo che i figli degli altri abbandonino gli studi». I "figli degli altri" appartengono per lo più a quei contesti familiari disagiati che gravitano all'ombra della criminalità organizzata e, quindi a rischio.

Contrastare la dispersione scolastica che fa comodo ai clan, significa quindi tarpare le ali alla criminalità organizzata. Da qui il richiamo ad un'impegno istituzionale condiviso. Incidere incidere proprio su quei contesti, conclude Di Palma, garantendo a tutti il diritto all'istruzione, significa garantire un futuro più sano alle nuove generazioni.

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