Avvenire di Calabria

L'appello del presidente delle Federazione Italiana Comunità Terapeutiche al nuovo esecutivo

La lettera al Governo Meloni: «Prima il Welfare»

Luciano Squillaci: «Il momento è delicato, ma non si dimentichi di chi paga il prezzo più salato della crisi: i cittadini più deboli»

di Luciano Squillaci *

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Carissimo nuovo Governo Meloni, sappiamo bene che il momento è delicato e complesso e che certamente non arriverai munito di bacchetta magica, ma dopo una campagna elettorale più mediatica che relazionale, mai così lontana dalle piazze e dalla gente, sentiamo il bisogno, almeno in forma epistolare, di rammentarti alcune questioni che rischiano di affogare nel mare magnum del post covid, della guerra e della crisi energetica.

Temiamo infatti che, come spesso accade, a pagare il prezzo più salato della crisi siano i cittadini più deboli, soprattutto se, per ventura o nascita, sono anche calabresi. È vero infatti che il mare in tempesta è uguale per tutti i naviganti, ma è altrettanto vero che in Italia non tutti sono sulla stessa barca.


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Certamente al meridione, e segnatamente in Calabria, ci troviamo in mare aperto con una bagnarola piena di falle, già destinata ad affondare anche con la bonaccia. Fuori di metafora, è sufficiente uno sguardo “combinato” ai dati sulla povertà e sulla vivibilità ed all’ultimo report Cnel sulla spesa sociale, per rendersi conto del paradosso tutto calabrese.

Da un lato infatti registriamo un sostanziale aumento del numero di famiglie in condizioni di povertà con le principali città calabresi agli ultimissimi posti nella classifica sulla vivibilità. Un grido che viene soprattutto dai più piccoli: in Calabria quasi la metà dei minori è in povertà relativa ed un ragazzo su 5 lascia precocemente la scuola. Dall’altro lato, e qui sta il paradosso, la Calabria spende pro capite per i servizi sociali una cifra pari ad un quarto della media nazionale, nonostante evidentemente i bisogni siano proporzionalmente più rilevanti.

Allora carissimo nuovo Governo Meloni, cosa chiederti per la nostra terra? Di considerare finalmente le politiche sociali un investimento e non un costo, con un conseguente aumento di risorse, in particolare per le comunità meridionali. Non esiste ingiustizia più grande che fare parti eguali tra diseguali, così insegnava Don Milani. In tal senso sarebbe utile rivedere la distribuzione del Fondo Nazionale Politiche Sociali in ragione degli effettivi bisogni, e non su criteri meramente quantitativi e numerici, così come è ormai imprescindibile dare concretezza ai Leps (Livelli essenziali di prestazioni sociali) garantendone la fruibilità su tutto il territorio nazionale.

Facilitare un utilizzo virtuoso delle risorse del Pnrr e del Por, liberando questa terra dalla morsa tecnoburocratica che costringe qualsiasi iniziativa a sbattere su impenetrabili muri di gomma. Ma l’impegno più importante è relativo alla impellente necessità di restituire speranza a questa terra.

Mai come in questo periodo la Calabria è tornata a sentire distante il Governo di Roma. Occorre restituire la speranza nel cambiamento. Speranza nella politica intesa come bene comune, e non come protettorato di lobby e spartizioni di poltrone e incarichi.


PER APPROFONDIRE: Welfare in Calabria, la spesa sociale dei comuni sprofonda


È questa la sfida più difficile, caro Governo Meloni, molto più difficile che ricostruire un welfare frantumato e rendere finalmente efficiente la macchina amministrativa. Ma è anche la prima vera sfida da vincere, restituendo i cittadini alla loro dignità, rendendo protagoniste le persone e le comunità, ridando loro la voglia di sognare un futuro diverso.

*Presidente nazionale Fict - Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche

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