Avvenire di Calabria

La riflessione della dottoressa Tripodi psicologa e psicoterapeuta del Consultorio diocesano "Raffa"

La vecchiaia è un dono!

di Maria Tripodi*

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Il 25 luglio si è celebrata, per la prima volta, la Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani, fortemente voluta da Papa Francesco, e già annunziata al termine dell’Angelus del 31 gennaio scorso, in prossimità della festa della Presentazione di Gesù al Tempio, quando Simeone e Anna, entrambi anziani, illuminati dallo Spirito Santo riconobbero in Gesù il Messia.

L’intenzione del Papa è quella di celebrare il dono della vecchiaia e di ricordare coloro che prima di noi e per noi, custodiscono e trasmettono la fede. La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani si terrà in tutta la Chiesa ogni anno la quarta domenica di luglio, in prossimità della ricorrenza dei santi Gioacchino e Anna, i “nonni” di Gesù.

Nel successivo messaggio del 22 giugno dedicato a questa giornata, il Papa mette l’accento sulla vocazione della Terza Età  riconoscendone l’importanza per custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli .

“Non esiste un ‘età - scrive il papa- per andare in pensione dal compito di annunciare il Vangelo, dal compito di trasmettere le tradizioni ai nipoti. C’è bisogno di mettersi in cammino e, soprattutto di uscire da sé stessi per intraprendere qualcosa di nuovo”

 Il futuro del mondo è nell’alleanza tra giovani e anziani nella promessa del profeta Gioele: “I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (3,1).

Con l’istituzione di questa giornata, Papa Francesco vuole risvegliare le nostre coscienze, farci comprendere che gli anziani non sono pietre di scarto, ma risorsa, destinatari di una   specifica vocazione: quella della preghiera.

La loro vita è preziosa agli occhi di Dio, è segno di benedizione e una ricchezza per tutti.

Ma, oggi, l’essere anziani si è rivelato una maledizione, perché la  moderna società, affetta da consumismo e  preoccupata  per il profitto, presenta il mito dell’eterna giovinezza ed in conseguenza marginalizza gli anziani  per le loro malattie, ritmi lenti, fragilità  e non vuole trovare e riconoscere un posto per loro: ritorna attuale la canzone del 1977 di  Domenico Modugno “Il vecchietto dove lo metto”, che già allora  poneva il problema   dell’ accoglienza  e che il cambio di mentalità, di costume e di legami familiari   già operanti da  diversi decenni, oltre la pandemia in corso, hanno   evidenziato con toni drammatici: nell’oggi  sono gli anziani che pagano più di tutti in termini di decessi, malattie, isolamento, solitudine.

Il Consultorio comprendendo pienamente il senso e il valore di questa istituzione, vuole dare rilievo a questa festa (con la speranza che non si trasformi in una festa consumistica) comprendendo, come dice Papa Benedetto XVI che: ”Chi fa spazio agli anziani fa spazio alla vita! Chi accoglie gli anziani accoglie la vita!”, ed ancora che: “La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l’affannarsi di tanti “.

Anche in questo tempo di pandemia il Consultorio, fedele al suo obiettivo di “Sostenere la famiglia in tutti i suoi aspetti sul piano psicologico, educativo ed etico, dalla nascita alla vecchiaia” ha continuato a prendersi cura non solo degli adolescenti, ma anche di tanti anziani, soprattutto donne che avevano bisogno di essere ascoltate, supportate avendo i figli lontani e trovando difficoltà di comunicazione con i mariti.

A distanza è continuato anche il dialogo con le famiglie che partecipano all’ Alzheimer Café , ed in diversi casi  di particolare gravità  sono state effettuate terapie domiciliari .

Il nostro Consultorio diocesano, è opportuno ricordarlo, opera anche grazie all’attività di volontariato svolto da tanti anziani, che terminata la fase lavorativa continuano  con grande generosità, dedizione e competenza,  a prestare il loro servizio.  

*psicologa e psicoterapeuta del Consultorio diocesano "Pasquale Raffa"

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