Avvenire di Calabria

Il video messaggio di monsignor Giuseppe Schillaci agli operatori sanitari e al reparto di oncologia del “San Giovanni Paolo II”

Lamezia, il vescovo ai degenti: «Fioriscano gioia e speranza»

Redazione Web

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«Un caro saluto a tutti gli amici del reparto di oncologia del nostro ospedale a Lamezia Terme». Inizia con queste parole il video messaggio che il vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, Giuseppe Schillaci, ha inviato al reparto di oncologia del “San Giovanni Paolo II” della citta’ della Piana, tramite il cappellano, padre Giuseppe Ferrara, e don Francesco Farina, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute che hanno benedetto i nuovi posti di degenza del reparto. 
«Mi è impossibile essere presente con voi – aggiunge il Vescovo – perchè avevo preso degli impegni, ma consideratemi presente ugualmente. Avremo occasione di rivederci in altri momenti. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato perchè, come più volte mi è capitato di dire, si rafforza l’attenzione e la cura nei confronti dei nostri fratelli che sono ammalati, che soffrono. Il reparto, certamente, è un reparto particolare dove cura ed attenzione sono elementi indispensabili».
«Colgo l’occasione di questo momento – prosegue Schillaci - per augurare a tutti, ai vostri cari ed alle vostre famiglie un sereno natale ed un felice anno nuovo. Papa Francesco ci dice che bisogna sempre più pensare un mondo più aperto, più giusto, più umano e questo è l’augurio che vogliamo farci in questo momento gli uni con gli altri. Viviamo questo momento difficile, ma viviamolo con la consapevolezza di preparare, finalmente, qualcosa di nuovo che possa nascere nella nostra mente, nel nostro cuore. Il Natale per noi è Gesù Cristo e Gesù Cristo veramente ci aiuta a pensare in maniera diversa, a vivere in maniera diversa. Lasciamo che Gesù nasca nel nostro cuore – conclude il Vescovo -  nella nostra vita e fiorisca la gioia, la speranza e la pace. Tantissimi auguri ed un caro saluto a tutti: medici, infermieri, operatori ed a tutti coloro che collaborano».

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