L’assessore Barbalace si dimette. E Oliverio avrà il suo rimpasto

La Dda di Reggio Calabria, per la seconda volta, “costringe” Mario Oliverio a rimescolare le carte. Prima fu l’indagine “Rimborsopoli” che fece archiviare l’idea della Giunta regionale “smart” con soli quattro assessori (di cui tre erano coinvolti nella stessa inchiesta). Adesso è l’azione investigativa legata all’operazione “Mandamento” ad avviare una terza fase nell’amministrazione Oliverio, in carica dal 2014.

Le dimissioni. Barbalace: Profonda amarezza; atto di rispetto verso la magistratura.

L’assessore allo Sviluppo economico e alla promozione delle Attività produttive della Regione Calabria, Carmen Barbalace, si è dimessa. A comunicarlo – lo rivela l’Ansa – è stato lo stesso assessore Barbalace indagata nella qualità di dipendente dell’ente regionale, nell’inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria che ha portato al fermo di 116 persone accusate di fare parte delle più importanti cosche del “mandamento” ionico. Barbalace, esprime “profonda amarezza che nasce dalla consapevolezza dell’assoluta estraneità della mia persona rispetto ai contesti criminali che vengono descritti nel provvedimento” e sostiene di avere sempre agito con “correttezza trasparenza e onestà. Le mie dimissioni costituiscono un atto di assoluto ed incondizionato rispetto nei confronti della magistratura e, soprattutto, dei cittadini calabresi”.

Le reazioni. Oliverio: Conferma del suo rigore; grazie per la sobrietà.

«Le dimissioni dell’assessore Barbalace dalla giunta regionale – dice Oliverio – sono la conferma della sua sensibilità e del suo rigore. Sensibilità e rigore che hanno contrassegnato la sua funzione di assessore regionale alle attività produttive nella mia giunta». «Pur trattandosi di vicende giudiziarie che nulla hanno a che fare con la sua funzione di assessore regionale ma relative a una fase precedente che la vedono indagata per il suo ruolo di dirigente della Regione – aggiunge il governatore – Carmen Barbalace ha assunto la decisione di dimettersi per un “atto di assoluto e incondizionato rispetto nei confronti della magistratura e, soprattutto, dei cittadini calabresi”. Sento di dover ringraziare Carmen per l’impegno e la sobrietà che hanno caratterizzato il suo lavoro alla guida dell’assessorato».

L’analisi. Un’indagine che spiana la strada del rimpasto voluto (ma non concretizzato).

Dovrebbe essere Oliverio-tris. Ben tre esecutivi regionali in altrettanti anni di mandato. Non è un record, ma poco ci manca, soprattutto analizzando la genesi di questi continui ribaltoni. Eppure dietro l’urgenza giudiziaria che – di fatti – ha imposto al Governatore una continua serie di ripensamenti, non mancano i veleni tipici delle liste da epurazione da Prima Repubblica. Al tempo di Rimborsopoli toccò alla Lanzetta congedarsi senza colpo ferire, nel caso attuale a preparare i bagagli sarebbero in molti di più: Viscomi e Roccisano sembrano in rottura col Governatore da tempo immemore; la Rizzo – invece – rappresenterebbe un problema di opportunità politica per lo stesso Governatore. Discorso diverso per Musmanno e Russo, con quest’ultimo alle prese con il nuovo incarico di presidente dell’Authority portuale di Gioia Tauro. Insomma la Giunta dei professori sembra destinata a naufragare e il caso-Barbalace, consumato in poco più di 48 ore, potrebbe rappresentare soltanto la punta dell’iceberg. Questa volta di natura politica.

Note sulla maxi-inchiesta.”Mandamento”: 28 soggetti scarcerati

Sono 28 al momento le persone scarcerate – si apprende da fonti online – su ordine dei gip in seguito agli interrogatori avvenuti dopo il fermo, emesso nei giorni scorsi dalla Dda reggina, che ha riguardato 116 soggetti accusati, a vario titolo, di appartenere alla ‘ndrangheta della Locride. Hanno riacquistato la libertà: Maurizio Camera, Michele Carbone, Giuseppe Longo, Bruno Nirta, Tonino Scipione, Andrea Floccari, Paolo Romeo, Salvatore Romeo, Nadia Maji, Roberto Aguì, Giuseppe Carbone, Pasquale Perri, Pietro Callipari, Salvatore Giugno, Natale Ietto, Giuseppe Marvelli, Paolo Marvelli, Giovanni Sergi, Mario Gaetano Tavernesi, Rocco Domenico Zito, Vincenzo Luciano, Antonio Leonardo Romeo, Leonardo della Villa, Tommaso Miceli, Giuseppe Lia, Giovanni Cuzzilla, Salvatore Vadalà, Santo Aligi.

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