L’aula rimanga il luogo del confronto

Insegnare religione non è facile, ma è bello contribuire alla formazione dei ragazzi, aiutarli con delicatezza
Insegnamento religione cattolica

Insegnare Religione non è facile, ma è bello contribuire alla formazione dei ragazzi, aiutarli con delicatezza…in punta di piedi…nella ricerca di risposte alle domande che da sempre albergano nel cuore dell’uomo, accompagnarli nel difficile percorso della conoscenza di se, del mondo, di Dio. Oggi, in un mondo ormai secolarizzato, dominato dall’individualismo, spesso dalla solitudine, nonostante gli innumerevoli mezzi di comunicazione, l’ora di religione è per me uno spazio di ascolto, di dialogo, di riflessione seria e profonda della realtà per gettare le basi di una ricerca motivata sul senso della vita. Essere anche mamma e moglie mi aiuta ad accorgermi di come i ragazzi spesso vivono dentro stereotipi.

Neppure la loro visione della Religione e della fede è esente da questo. Per me è impegno e sfida al contempo, riuscire a dare una concezione corretta del cristianesimo, è un essere costantemente provocata sulle mia fede e sulle mie certezze.

La difficoltà maggiore è costituita dall’esiguità del tempo a disposizione; una sola ora settimanale è veramente un piccolo spazio, un breve momento, e renderlo fruttuoso implica un lavoro costante per far vivere in modo interessante…quasi affascinante il percorso didattico.

Bisogna avere nella mente e nel cuore tutti e ognuno, la situazione dei ragazzi, i loro problemi, le potenzialità, il particolare momento di crescita, il loro modo di comunicare.

È importante creare un ambiente sereno, collaborativo: personalizzare il più possibile tale insegnamento significa riuscire a creare un clima empatico e relazionale che è la base di ogni apprendimento. Coinvolgendo interamente l’alunno l’insegnamento della religione contribuisce, attraverso la conoscenza del cristianesimo allo sviluppo della dimensione religiosa del ragazzo, a creare personalità equilibrate, solidali, accoglienti, alla ricerca del bene comune.

Si riesce sempre ad appassionare i ragazzi?

Certamente no. Le classi sono molto numerose, gli alunni sempre più inquieti ed esuberanti, ma l’affetto che dimostrano, anche dopo molti anni , fa capire che il seme piantato, in qualche modo, ha prodotto frutto. E, se è certamente faticoso, a volte complesso l’Irc, rimane una ricchezza per gli alunni, per le famiglie e per la stessa scuola, un valido apporto per la formazione di uomini e donne del domani…di un domani che, anche per il contributo di tale insegnamento, può essere meno conflittuale e più luminoso.

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