Avvenire di Calabria

Il problema non è la sostanza in sé ma il contesto in cui crescono gli adolescenti

Le dipendenze si annidano nelle fragilità delle famiglie

Redazione Web

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di Mariangela Ambrogio - È una fase di maturazione che investe la crescita a livello fisico, emotivo e relazionare e che vede la persona attraversare momenti di entusiasmo alternati a periodi di profonda sfiducia. Durante questa fase l’opinione dei genitori non è più essenziale, si cercano altri punti di riferimento, spinti dalla voglia di sperimentare e di realizzare se stessi. Spesso i ragazzi si ritrovano a vivere esperienze a rischio, forti della convinzione che ci sia una differenza tra la “droga”, quella dei tossici e dei drogati, dalla “sostanza sicura”, quella ricreazionale, che è gestibile, controllabile e che si può usare senza “essere usati”. Il 97% di coloro che sono in un percorso di recupero hanno iniziato con l’alcol e gli spinelli: certamente molti ragazzi che usano alcol, fumo, spinelli, si fermano lì, ma in alcuni casi la dipendenza psichica da un droga apre ad un’altra droga. Il percorso dal consumo alla dipendenza, non è un passaggio obbligatorio, continuo, irreversibile; non dipende dalla sostanza in sé ma dall’iterazione di tre fattori: il soggetto con la sua personalità, gli aspetti biologici e psicologici; le sostanza, con gli effetti e le proprietà farmacologiche; i contesti, cioè le situazioni che mettono in contatto i soggetti con le diverse sostanze. Per questo un ragazzo che usa cannabis può sviluppare una dipendenza o avere gravi problemi psicologici e un altro può smettere da un momento all’altro. Le dipendenze non arrivano nella vita delle persone all’improvviso, spesso sono gli adulti ad ignorare i segnali o a non saperli decifrare, eppure a volte basterebbe solo un poco di più tempo.
Viviamo in una società complessa caratterizzata dalla velocità non solo delle trasformazioni tecnologiche, ma anche delle identità individuali, delle agenzie educative e dei gruppi sociali. I giovani con problemi riflettono adulti con problemi. Le famiglie oggi sono in una situazione di emergenza educativa aggravata dal fatto che con la pervasività dei social nella quotidianità non esiste più una barriera tra interno ed esterno. L’esterno, spesso con modelli contradditori e confusi, entra nelle nostre case in tutte le ore, mettendo in discussione la forza e i valori familiari e quando ci accorgiamo che questo è avvenuto spesso il disagio è già devianza. La società di oggi impedisce il dialogo e la crescita degli individui più giovani. È compito di noi adulti ascoltare ciò che l’adolescente dice, sostenerlo ed accompagnarlo, volere il suo bene.

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