Avvenire di Calabria

L'arcivescovo e il magistrato hanno preso parte all'incontro conclusivo del percorso "Maratona della Legalità" che ha visto impegnati gli studenti

Legalità, gli allievi del Gullì a confronto con il vescovo Morrone e il magistrato Foti

Ha introdotto l'incontro don Paolo Ielo, referente alla legalità, diversi gli argomenti approfonditi

di Domenica Federico

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L’arcivescovo di Reggio Calabria –Bova, monsignor Fortunato Morrone e il magistrato Antonino Foti dialogano con gli allievi del Liceo Tommaso Gullì sui temi della legalità.

Educare è un atto d’amore, è dare vita e l’amore è esigente, chiede, di risvegliare la passione e mettersi in cammino con pazienza insieme ai giovani-con queste parole, pronunciate qualche anno fa dal Pontefice Bergoglio- sentiamo di descrivere l’atmosfera di una giornata particolare, che ha visto protagonisti gli studenti e i docenti, del Liceo Tommaso Gullì di Reggio Calabria, il 27 Maggio, presso l’Aula Magna della Sede Marconi.


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A conclusione del percorso Maratona della Legalità “Concorso Legalità è…..”  si è tenuto un incontro di alto livello culturale ed esistenziale, fondato sulla condivisione di esperienze, poiché la legalità è soprattutto coerenza- tra ciò che si dice e ciò che si fa; moltissime, inoltre, le questioni richiamate durante il dibattito,  ricadenti su ambiti etici, filosofici, religiosi e civili.

L'arcivescovo Morrone dialoga con alcune allieve del Liceo Gullì

In un momento storico difficile, a ragione del loro situarsi in ambienti sociali in costante trasformazione, le Istituzioni scolastiche, come lo storico Liceo Tommaso Gullì partecipano alla sfida educativa, in una tensione pedagogica, senza sosta, preservando il rispetto del pluralismo culturale e religioso in scuole multiculturali, espressione di società eterogenee.

Le scuole, pertanto, chiamate a rigenerarsi, si radicano sul territorio proponendo risposte ad esigenze e problemi, tenendo presente-che l’offerta educativa mira sempre allo sviluppo integrale della persona e garantendo  il diritto all’accesso alla conoscenza per tutti ,nel pieno rispetto della libertà.

 In questo orizzonte di senso si colloca il progetto curriculare Maratona della Legalità “Concorso Legalità è…..”   in un’ottica di ampliamento dell’offerta formativa, di esercizio concreto della cittadinanza attiva, nonché di sperimentazione autentica della legalità, con destinatari gli allievi delle terze classi del Liceo Tommaso Gullì - grazie al contributo di docenti impegnati e motivati nella sfida educativa e di crescita civile  - come ha ricordato il Dirigente Scolastico- in apertura dei lavori e salutando le Autorità presenti.

Don Paolo Ielo, referente alla legalità, introducendo i lavori ha inteso ricordare che  la scuola rappresenta un  antidoto  alle azioni criminose, luogo di elezione per la prevenzione di comportamenti devianti ed illegali, compiuti in modo particolare in età minorile, sottolineando, inoltre,  che la mafia teme  la scuola più della giustizia,  e l’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa.

L’iniziativa, a conclusione di un percorso complesso e ben articolato, ha offerto l’opportunità di una proficua riflessione e di un fecondo approfondimento su tematiche rilevanti dal significativo valore civile, etico e giuridico, grazie al supporto del  Dipartimento Area storico-filosofica e delle  Docenti di religione, V.Chiaia, F.Ardissone, D. Nucera, che in sinergia strategica,  hanno curato l’elaborazione  dei prodotti multimediali, premiati al termine della giornata.

Il magistrato Antonino Foti

.Al caloroso abbraccio degli allievi non si è sottratto  Sua Eccellenza il Vescovo dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria -Bova Monsignor Fortunato Morrone, che ha ribadito ancora una volta l’importanza del dialogo e del confronto, indicando come via principale  di giustizia sociale, l’attenzione agli ultimi, alle fragilità sociali e alle fasce più deboli, per una comunità che intenda dirsi concretamente cristiana.

Grande entusiasmo- ha suscitato l’intervento del Dott. Antonino Foti- Magistrato presso la Procura di Reggio Calabria, un’appassionata apologia della Costituzione, la Legge Madre, che ancora oggi «sbarra la strada a nefaste concezioni di supremazia basate su razza e appartenenza» come ha recentemente ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.


PER APPROFONDIRE: Morrone ai ragazzi della comunità ministeriale: «Sognare la vita dopo l’errore è possibile»


Nel definirsi innamorato sin da sempre del Diritto Costituzionale, al punto da sceglierne l’argomento per la Tesi di Laurea, il dott. Foti ha condiviso con tutti i partecipanti,  una testimonianza in memoria  delle vittime innocenti di mafie, a riprova che la criminalità riguarda tutta la società civile e richiede una risposta altrettanto ferma e decisa, come quella che egli stesso diede; intraprendendo la strada della Magistratura, sull’onda emotiva delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, in cui persero la vita i Magistrati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo,  Paolo Borsellino, e gli agenti di scorta, decidendo di impegnarsi in prima linea per la lotta alla mafia. 

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