L’estate dei ragazzi: dall’oratorio, la sfida anticovid

È partito il 21 giugno, festa di San Luigi Gonzaga e giorno che sancisce l’inizio della bella stagione, il primo Oratorio estivo per ragazzi e adolescenti post-lockdown della Comunità di Sant’Antonio di Reggio Calabria. Un avvio preceduto da tanti dubbi e interrogativi, alla luce del periodo vissuto. Il tempo di mettere in sesto le idee, tra l’altro in un momento in cui c’era da organizzare la festa di Sant’Antonio, che educatori e religiosi si sono chiesti: «perché non organizzare l’Ores per i nostri giovani?». Dopo un momento di panico e discussione, la decisione di «partire per questa meravigliosa avventura». Seguendo il sussidio estivo “SuPerTerra” di “Anima Giovane”, si è scelto di trasmettere l’importanza della responsabilità collettiva per innescare un cambiamento concreto nella cura dell’ambiente, responsabilità e impegno non solo diretti ai bambini, ma anche agli animatori che saranno chiamati a diventare “Animatori del cambiamento”.

«Nel nostro stare insieme – sottolineano gli animatori dell’Oratorio estivo orionino – vogliamo non solo prendere conoscenza e coscienza dei problemi legati al tema dell’ambiente, né dare tantomeno delle risposte univoche, ma ci chiediamo “Cosa possiamo fare?” per intraprendere delle azioni volte a tutelare e difendere il nostro quartiere, la nostra città, il nostro pianeta e sviluppare una cultura orientata all’impegno solidale ed etico».

Il lungo periodo di inattività e di distanza ha compromesso la gioia dello stare insieme per bambini e ragazzi

Certo la cosa più importante in questo momento, è soprattutto riprendere confidenza tra educatori e tra educatori e ragazzi, «riprendere – dicono – relazioni serene tra di noi». Il lungo periodo di inattività e di distanza ha, per molti, soprattutto i ragazzi, compromesso la gioia del ritrovarsi e dello stare insieme. Il primo obiettivo dell’Oratorio estivo è proprio la fraternità, «il correre dietro a un pallone, fare un canestro o una schiacciata su un’alzata dell’amico di squadra». Agli educatori e religiosi della Comunità di Sant’Antonio è rimasta impressa l’espressione di un bambino che nel rivolgersi loro ha detto: «ma io sono venuto perché ho voglia di giocare visto che di carta e di computer in questo tempo ne ho visti troppi e per troppo tempo». Come dargli torto? E allora «rieccoci qui, naturalmente in sicurezza» ribadiscono, nel rispondere presente alla chiamata ed «ora che siamo partiti siamo felici di poterci ritrovare insieme secondo il carisma di San Luigi Orione. proprio quest’anno la nostra Famiglia Religiosa di don Orione ha iniziato i festeggiamenti per il 150° anniversario della nascita di don Orione avvenuta a Pontecurone (AL) il 23/06/1872 e noi abbiamo cominciato questo tempo nel migliore dei modi».

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