Avvenire di Calabria

Il 17 settembre del 1991 venne a Reggio l'arcivescovo Poggi

Madonna della Consolazione, quest’anno un evento con un solo precedente nella storia

di Redazione web

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La festa della Madonna della Consolazione quest’anno farà registrare un’importante novità, con un solo precedente nella storia. Durante la Celebrazione pontificale del martedì, infatti, prima della tradizionale consegna del Cero votivo da parte dell’Amministrazione Comunale e dell’affidamento alla Vergine, sarà imposto il Pallio a monsignor Fortunato Morrone. A farlo sarà il Nunzio Apostolico monsignor Emil Paul Tscherrig, in una cornice già solenne, considerata la suggestiva coincidenza con la festa della Patrona.


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Un’emozione a vivere la quale, il 17 settembre del 1991 (anche quel giorno era martedì), era stato già l’allora arcivescovo, oggi emerito, monsignor Vittorio Mondello. Il quale, in una gremitissima Cattedrale, «nella cornice gioiosa e orante della festa mariana», ebbe imposto il Pallio dal Nunzio Apostolico del tempo, monsignor Luigi Poggi.

A stringersi attorno a monsignor Mondello, c’erano, tra gli altri, numerosi vescovi della regione, in segno di comunione tra le Chiese sorelle di Calabria. L’emerito monsignor Aurelio Sorrentino, monsignor Giuseppe Agostino, arcivescovo di Crotone-Santa Severina, monsignor Serafino Sprovieri arcivescovo di Rossano - Cariati, monsignor Vincenzo Rimedio vescovo di Lamezia Terme, monsignor Ercole Lupinacci eparca di Lungro, monsignor Andrea Mugione vescovo di Cassano all'Ionio, monsignor Antonio Ciliberti vescovo di Locri - Gerace e monsignor Crusco vescovo di Oppido-Palmi.  

Dall'archivio: da sinistra, il sindaco Licandro, l'emerito Sorrentino e l'arcivescovo Mondello (settembre 1991)

In quella circostanza, l’imposizione del Pallio da parte del Nunzio Apostolico ad un metropolita nella Cattedrale della sua diocesi fu un evento eccezionale: non era mai accaduto nella storia della Chiesa reggina. All’epoca, infatti, era il Papa a imporre ai novelli arcivescovi metropoliti il sacro ornamento liturgico loro assegnato nella Basilica di San Pietro, il 29 giugno festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Monsignor Mondello non partecipò, in quanto a Palermo per l’ordinazione episcopale del suo successore alla diocesi di Caltagirone. Per questo motivo il Santo Padre, Giovanni Paolo II, concesse che il Pallio, gli venisse imposto nella sua Basilica Cattedrale –  ricorda la cronaca del tempo di Avvenire di Calabria – «in mezzo al suo popolo, sancendo gli stretti legami tra la Chiesa di Reggio fondata dall'apostolo Paolo e la Cattedra di Pietro».

Oggi la prassi è diversa, da quando papa Francesco, nel 2015, ha deciso che il Pallio deve essere imposto a ciascun arcivescovo metropolita dal rappresentante pontificio nella rispettiva sede metropolitana, proprio per dare la possibilità a più fedeli di partecipare a questo rito.


PER APPROFONDIRE: Da Roma un appello alla città, ecco le prime parole di Morrone dopo il Pallio


Sarà anche per il nuovo arcivescovo metropolita, monsignor Fortunato Morrone un momento dalle forti emozioni: potrà vivere questo importante momento del suo ministero pastorale insieme all’intera comunità diocesana e nella suggestiva cornice della festa della Madonna della Consolazione.

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