Mare “vietato” a un giovane disabile: la denuncia del papà

Secondo il genitore il Comune di Bova Marina non avrebbe garantito l’accesso al mare per via di una passarella “improvvisata”
Mare "vietato" a un piccolo disabile

Mare “vietato” a un giovane disabile: la denuncia del papà. Non usa mezzi termini Pietro Gattuso nel denunciare il “pressapochismo” delle Istituzioni. Così a Bova Marina, località a vocazione turistica dell’Area Grecanica, è impossibile farsi un bagno se si è portatori di handicap.

Mare “vietato” a un giovane disabile

«Una persona con disabilità, per costruirsi, ha bisogno non solo di esistere ma anche di appartenere ad una comunità» cita Papa Francesco, Pietro Gattuso per esordire nella sua amara lettera aperta. Prosegue il Papa: «Occorre sviluppare gli anticorpi contro una cultura che considera alcune vite di serie A e altre di serie B: questo è un peccato sociale». E queste parole, il papà reggino le ha fatte sue.

Scrive Gattuso: «Sono il padre orgoglioso di un ragazzo speciale. Ho deciso di combattere per denunciare questi soprusi per ottenere una normalità che nella nostra bellissima terra non esiste». Ancora il papà: «L’ennesima indignazione l’ho provata ieri, quando, arrivato a Bova Marina, in località San Pasquale, dove ogni anno, appunto per il periodo estivo, vivo assieme alla mia famiglia».

Ma cosa è successo? «Mio figlio, oggi sedicenne e affetto da disabilità motoria grave, ama il mare e vorrebbe goderselo, per quanto gli è possibile,  come tutti gli altri ragazzi della sua età. Come ogni anno ho prodotto domanda al Comune di Bova Marina secondo le indicazioni del bando pubblicato dall’Amministrazione». Prosegue Gattuso: «La seconda passerella, quella di serie b appunto, non è a norma, è stata “arraffazzonata”  con delle vecchie tavole di legno non a livello che farebbero paura anche a chi può scendere al mare con le proprie gambe, ma il peggio deve ancora arrivare in quanto la passerella è talmente corta  che finisce la sua “slivellata” corsa  a metà spiaggia, come dire a mio figlio: se ce la fai ad arrivare fin qui, almeno ti guardi il mare»

L’appello

«Chi dovrebbe tutelare i cittadini e chi li rappresenta, non lo fa in modo corretto e da buon padre di famiglia. Il mio è un invito per tutti i genitori che si trovano nelle mie stesse condizioni, e so che sono tanti» dice il papà. Che, poi, lancia un appello: «Uniamo le nostre voci, con coraggio combattiamo contro queste ingiustizie e contro tutte le istituzioni, con la i minuscola, che non meritano il nostro voto perché sono solo sorde e cieche, prestate soltanto al consenso elettorale e al benessere personale. Facciamolo per loro, per i nostri figli, per il loro domani, sempre più buio perché noi genitori invecchiamo e nessuno altro mai ascolterà la loro voce»

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