Messaggio dell’arcivescovo Morosini a difesa del creato

Carissimi fratelli, L’estate è iniziata e tutti sentiamo già il grande caldo. Purtroppo essa porta con sé i gravi problemi legati all’ambiente: il poco rispetto che abbiamo per la natura incantevole che ci circonda e nella quale cerchiamo di trovare il debito riposo, dopo un anno di lavoro. La nostra terra è bella: i monti, i mari, le spiagge e i luoghi turistici, che tanti ci invidiano. Ogni estate, però, porta con sé il solito scempio e degrado: l’inquinamento ambientale e gli incendi. È triste vedere lungo le strade tra il verde intenso degli alberi, chiazze multicolori di spazzatura.

È drammatico che ogni anno brucino ettari ed ettari di bosco. È indecoroso che, dopo aver trovato riposo tra i monti e sulle spiagge, lasciamo sporco, incuranti che anche altri debbano gioire – come noi – degli stessi luoghi. Papa Benedetto XVI e Papa Francesco ci hanno ricordato che «la difesa dell’ambiente è un obbligo morale, del quale dobbiamo rendere conto a Dio». Ci hanno insegnato che «la difesa della vita deve essere globale, deve abbracciare l’uomo e tutto ciò che fa parte dell’uomo, anche la natura». Ci hanno ricordato che il mondo non può essere analizzato solo isolando uno dei suoi aspetti, perché «il libro della natura è uno e indivisibile» e include l’ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali, e altri aspetti.

Di conseguenza, «il degrado della natura è strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana». Ci hanno proposto ancora di «riconoscere che l’ambiente naturale è pieno di ferite prodotte dal nostro comportamento irresponsabile. Anche l’ambiente sociale ha le sue ferite. Ma tutte sono causate in fondo dal medesimo male, cioè dall’idea che non esistano verità indiscutibili che guidino la nostra vita, per cui la libertà umana non ha limiti. Si dimentica che «l’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura». Ci hanno invitato a riconoscere che la creazione «risulta compromessa dove noi stessi siamo le ultime istanze, dove l’insieme è semplicemente proprietà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vediamo soltanto noi stessi». Ricordo che denunciare atti vandalici contro l’ambiente è un dovere morale, oltre che civico, perché si tratta di salvaguardare il bene comune. Invoco su tutti le benedizione di Dio e vi auguro buone vacanze.

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